Il sito dei fuorisede di Matera


E vissero felici e consulenti

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Lui è Giuseppe Falcone, ragioniere, 46 anni ad Agosto, iscritto al PD. Lei è Simonetta Guarini, laureata in Lingue, con la passione per la fotografia e per le citazioni romantico-rivoluzionarie su facebook, di poco più grande di lui ed anch’essa militante nel Partito di Adduce, Cifarelli e De Filippo. Un destino crudele in questi ultimi quattro anni si è accanito in maniera particolare nei confronti di quest’uomo e di questa donna di Materatown impedendo che le loro esistenze politiche potessero incrociarsi concedendo, cinicamente, al massimo di sfiorarsi giusto il tempo necessario per un fugace scambio di poltrone.

La bella Simona, infatti, entra in giunta nel lontano Aprile 2010 in qualità di Assessore, ma l’esperienza dura solo pochi mesi e precisamente fino a al 30 Luglio dello stesso anno quando viene mandata via per far posto all’aitante Giuseppe che infatti diventa Assessore all’ Ambiente.

I due si perdono di vista fino ad una afosa giornata di Agosto del 2012 quando è Falcone a subire la “trombatura” ed a lasciare così la delega assessorile che viene prontamente raccolta da Simonetta che diventa, per la seconda volta, Assessore alla Pubblica Istruzione. Ma il fato avverso non ha ancora terminato di giocare con la vita dei nostri due sfortunati concittadini continuando ad impedirne il felice incontro politico.

Il 31 Maggio di quest’anno, infatti, nelle stanze del potere di Materatown si decide che bisogna nuovamente cambiare la composizione della Giunta e così la Guarini, “usa ad obbedir tacendo”, imbocca mestamente la porta d’uscita del Comune incrociando fugacemente il magnetico sguardo di Giuseppe che riconquista così la poltrona di Assessore all’ Ambiente.

Passano appena poche ore ed ecco che qualcuno si accorge che oltre ai panda, ai falchi grillai ed ai testimoni di Geova, manca in Giunta una giusta rappresentanza del “gentil sesso” e così lo sfortunato Falcone, che non aveva ancora terminato di sistemare le pantofole nell’armadio del suo ufficio in Via Aldo Moro, è costretto a lasciar nuovamente la carica assessorile appena riconquistata per far posto a membri di femminee sembianze.

E’ il momento più triste della nostra storia. Entrambi si ritrovano soli e lontani da una qualsiasi poltrona su sui sedere. Parafrasando le struggenti parole di Lucia Mondella scritte per Renzo dal convento in cui era rinchiusa, possiamo affermare che “Il fato crudele aveva fatto sì che il loro comune sentimento verso il PD venisse osteggiato, offeso ed ostacolato!”. Ma, proprio come nel capolavoro del Manzoni, ecco giungere in aiuto dei nostri eroi la Provvidenza rappresentata dalla maestosa e nobile la figura di Fra’ Cristoforo Adduce che, con la stessa grinta e sete di giustizia del frate manzoniano, decide di dichiare guerra all’iniquo destino che ha colpito Giuseppe e Simonetta e che ne ha impedito ogni tipo di incontro all’interno dell’ Amministrazione di Materatown.

Il 27 giugno scorso, infatti, Fra’ Cristoforo Adduce riunisce alle otto di sera tutti i componenti della Giunta Comunale ed emana una gloriosa e riparatrice Delibera n° 218 in cui stabilisce, a suo insidacabile giudizio, di aver bisogno di 2 consulenti “per coadiuvarlo in diretta collaborazione nelle funzioni di indirizzo e di controllo fungendo da opportuno raccordo tra le rispettive competenze degli organi” e per questa ragione “ordina” l’immediata assunzione per chiamata diretta di Falcone Giuseppe e Guarini Simonetta specificando di “attribuire alla Dott.ssa Simonetta Guarini, in relazione al titolo di studio posseduto ed alle competenze e mansioni affidate il trattamento e l’inquadramento economico annuale nella categoria D1, comprensivo di tredicesima mensilità, e al Rag. Giuseppe Falcone quello di categoria C1, sempre comprensivo di tredicesima mensilità!”.

Ed è così che, uniti sotto la  stessa “nomina” nel loro nuovo “nido politico”, Giuseppe e Simonetta vissero felici e consulenti!

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Scritto da materatown

27 July, 2014 alle 23:36

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Totò, Peppino ed i Consiglieri di Materatown

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Giovedì 3 Luglio e venerdì 4 Luglio si sono svolti ben due consigli comunali a Materatown e, precisamente, il primo della durata di oltre 9 ore ed il secondo di circa 6. Insomma una vera e propria maratona di interventi, discussioni e votazioni sul futuro della città. Poichè non pretendiamo che voi, nostri fedeli lettori, vi incolliate davanti ai vostri computer per seguire queste lunghe, seppur importanti, assemblee politiche, noi di materatown.net lo abbiamo fatto in vostra vece e quella che oggi vi proponiamo è una sintesi di circa 2 minuti che speriamo possa essere esaustiva. Buona visione:

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Scritto da materatown

20 July, 2014 alle 23:20

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Figlio mio tifa Germania

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Quando, cari lettori, leggerete questo articolo, saprete già da qualche ora chi avrà vinto il Campionato del Mondo e se la forte Germania di Muller avrà avuto ragione dell’ Argentina come prevedono i pronostici degli addetti ai lavori. Questo però, non toglie nulla alla lettera che volentieri pubblichiamo, scritta ed inviataci da Adele, mamma di Materatown, al proprio figlio 18enne subito dopo la sonora sconfitta per 7-1 del “fantasioso” Brasile ad opera proprio dei “freddi” tedeschi che è diventata spunto per riflessioni ben più profonde ed interessanti di quelle tipiche di un normale post-partita. Buona lettura:

Figlio,
l’altra sera hai invitato alcuni tuoi amici a casa nostra per vedere la partita Germania-Brasile. Voi eravate in soggiorno mentre, per non diturbarvi, io ero in cucina con tuo padre. Nonostante l’auto-esilio vi ho sentito parlare e discutere sia prima che dopo il rocambolesco 7-1. Eravate tu ed i tuoi compagni, arrabbiati e delusi perchè l’odiata Germania aveva vinto. Dai vostri discorsi e dalle vostre imprecazioni ho capito che i tedeschi non vi erano molto simpatici e che il vostro sostegno e le vostre speranze si erano, all’unanimità, concentrate sul Brasile. Posso intuire il motivo di tale scelta di campo. Il Brasile, nel tuo immaginario e in quello dei tuoi amici, è un paese allegro, festoso, ti senti in qualche misura accomunato a loro perchè sono latini quindi emotivi, passionali. In poche parole perchè sono del “Sud” come te e quindi l’istinto a solidarizzare è forte contro il comune nemico “nordico”. Ed allora, mio caro, voglio dirti che tu ed i tuoi amici vi sbagliate e di tanto. Dovevate tifare per i tedeschi come ho fatto io nel silenzio della nostra cucina ed il motivo è esattamente lo stesso per cui tu invece non li sopporti e cioè perchè sono del “Nord” e proverò a spiegartelo in 6 punti che forse ti potranno sembrare troppi ma sono sempre meno del numero dei gol subiti dal tuo amato Brasile:

  1. Sono seri. Lo so che è una “frase fatta”, un luogo comune, ma la serietà, credimi, oramai è un valore sempre più raro. Spesso viene usata quale sinonimo di “noia”,  come se “esser seri” voglia dire essere banali ed insulsi. Giocando su questo equivoco spesso “noi del Sud” andiamo in giro a vantarci della nostra “fantasia” o, se preferisci, di quell’ “arte di arrangiarsi” che sventoliamo come se fosse un merito e su cui si è fatta e si fa tanta finta letteratura, ma che altro non è che la perenne ricerca di scorciatoie pur di ottenere i nostri scopi. E poco importa se durante questo percorso investiamo chi ci sta attorno o chi ha lavorato e studiato più duramente di noi. La serietà per inderci è quella che manca al tuo amico Davide con cui in questo momento stai guardando la partita, che grazie alle conoscenze del padre l’anno prossimo entrerà in una prestigiosa Università privata.
  2. Sanno perdere. Non accampano scuse, non danno la colpa al caldo, al freddo, all’arbitro, al destino, alla sfortuna, alla luna piena, nè, peggio ancora, “la buttano” sul religioso. Che tristezza i tuoi eroici brasiliani che si inginocchiano e pregano prima e dopo una partita! In fondo mischiare “sacro” e “profano” è una peculiarità di ogni “Sud” del mondo. Pensa ai politici nostrani che si fanno fotografare mentre stringono la mano al Papa per farsi campagna elettorale o al continuo proliferare di busti, statue, quadri di Padre Pio. E poi, devo ricordarti dove è avvenuto lo scandaloso inchino della Madonna davanti alla casa di un boss mafioso? Ti do un aiutino: non era Monaco ma purtroppo nemmeno Bolzano o Pordenone!
  3. Sono responsabili nel senso etimologico della parola (dal latino responsum) ossia rispondono delle proprie azioni e dei propri comportamenti, rendendone ragione e subendone le conseguenze. Adesso capirai perchè il loro ministro dell’Istruzione si è dovuto dimettere dopo che hanno scoperto che 30 anni prima aveva copiato la tesi del dottorato di ricerca (da noi chi gonfia le note spese si erge a campione di rinnovamento o viene nominato sottosegretario) e capirai anche perchè, guarda caso, è tedesco il Papa che coerentemente ha abbandonato la poltrona petrina non sentendosene più all’altezza.
  4. Sono culturalmente avanzati. Hanno capito che la cultura non è “convegni”, “workshop”, “tavole rotonde”  magari sul 2019 ma che esiste la Cultura del rispetto verso i cittadini che vuol dire città pulite, sicure, accoglienti e soprattutto una organizzazione efficiente che innalzi sempre più la qualità della vita. Adesso a 18 anni questi miei discorsi ti potranno sembrare, per usare un termine a te caro, “grigi” e magari ti lasci affascinare da chi ti parla di Pasolini e di civiltà contadina nei Sassi, ma, credimi, alla mia età capirai che la vera cultura di un popolo la si misura con il numero di asili nido e da quanti mesi devi aspettare prima che tu riesca ad avere la copia della patente che hai smarrito.
  5. Se ne fregano del turismo. Hanno città bellissime (Berlino e Colonia su tutte) e luoghi fantastici ma hanno capito che sono gli stabilimenti della Volkswagen, della Siemens o della Continental che fanno crescere una nazione. Ti sei mai chiesto perchè i paesi più sviluppati come la Germania, appunto, o la Norvegia , la Danimarca o la Svezia puntano poco sul turismo lasciando questa “incombenza” a quelli più sottosviluppati quali Grecia, Cuba, Portogallo e Brasile? Ovviamente ogni riferimento alla manìa del turismo che regna a Materatown quale panacea di tutti i problemi è puramente voluto.
  6. Non seguono la moda. Nessuno di loro esibisce tatuaggi sulle braccia o creste colorate sopra teste rasate. Sono consapevoli della loro forza e sanno che questa va dimostrata con i fatti. Pensa a quanti renziani in salsa materana oramai si pavoneggiano sui palchi delle piazze o dei teatri in maniche di camicia (rigorosamente bianca) pensando che questo basti per rifarsi una verginità politica e forse capirai meglio quello che voglio dire.

Ecco, mio caro, non ho altro da aggiungere se non confessarti la mia speranza che tu possa iniziare a diventare ogni giorno un uomo sempre più “nordico”.

Tua con affetto
Mamma

 

 

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Scritto da materatown

14 July, 2014 alle 00:42

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Meno male che c’è Berlinguer!

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A precisa domanda di Lucia Serino, direttore del Quotidiano di Basilicata (“Cosa pensa della scelta Pittella di un Governo tecnico con esponenti addirittura di fuori Regione?)  che è un po’ come chiedere ad un capretto cosa ne pensa dei vegetariani, così parlò Aldo Berlinguer, assessore, appunto esterno, della Giunta Pittella con delega all’ Ambiente e alle Infrastrutture:

“E’ un modello che dovrebbe essere guardato con attenzione, specie dalle tante realtà locali, a basso contenuto demografico, caratterizzate dalla “filiera corta”, cioè da stretti legami relazionali, parentali, amicali tra persone, che spesso inibiscono scelte decise e concrete a tutela dell’interesse generale. [...] E’ un modello di governo che andrebbe emulato in tante realtà italiane. [...] Il modello Pittella è rivoluzionario!”

Tradotto in linguaggio corrente il pensiero di Aldo Berlinguer lo si può riassumere così: E’ meglio che gli assessori siano esterni, senza alcun legame con la realtà che vanno ad amministrare, perchè altrimenti si rischia di fare gli interessi di famiglia o di “amici degli amici” invece che quelli della collettività.

Ed allora…Bravo! Anzi bravissimo e, parafrasando il recente film di Walter Veltroni (“Quando c’era Berlinguer”), noi in Basilicata possiamo con orgoglio affermare che “Meno male che c’è Berlinguer!”. Ma non basta. Siamo talmente felici e commossi dopo aver letto queste parole, che vogliamo fare un omaggio, sicuramente gradito, all’ Assessore Berlinguer consegnandoli una “mappa” o se preferite un “organigramma” (magari da incorniciare ed appendere sul muro del suo ufficio a Potenza) dell’attuale innovativa“filiera” governante in Basilicata dove egli stesso, insieme ai nostri lettori, potrà constatare come, anche grazie anche alla sua entrata in giunta, oramai ogni rapporto familistico-amicale è stato finalmente debellato. Insomma, la “rivoluzione pittelliana”  ha portato a termine il suo difficile compito.

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6 July, 2014 alle 23:45

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Joseph Mena-Grima

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Sarà che è un architetto, sarà che ha girato il mondo, sarà che, essendo inglese naturalizzato italiano, parla come Don Lurio, sarà che è un “buon partito” guadagnando, secondo fonti del C.d.A. del Comitato Matera 2019, circa 5000 euro al mese, sarà anche solo che è “nu bell uaglione”, fatto è che Mariateresa Labanca, giornalista di punta del Quotidiano Di Basilicata, è rimasta talmente ipnotizzata dal fascino anglosassone di Joseph Grima, il direttore Artistico di Matera 2019, in visita alla redazione potentina del giornale, da tributargli parole ed elogi che al confronto gli editoriali di Emilio di Fede su Berlusconi sembrano “pezzi” di giornalismo d’assalto.

Leggete infatti cosa scrive la nostra Mariateresa il 20 Giugno scorso: “Joseph Grima parla della Materatown che tutti conosciamo, con occhi con cui noi non l’abbiamo mai guardata [...] Il modello di cultura che fa da base al progetto di Grima ha un forte potenziale innovativo!”

per poi lasciarsi andare ad una vera e propria dichiarazione d’amore:

“Nella sua visita alla redazione del Quotidiano della Basilicata, il direttore artistico Joseph Grima ci mette poco a trasferire l’entusiasmo e il carisma per un progetto destinato a proiettare Materatown in un futuro di grandi opportunità!”

Ma cosa avrà mai detto Joseph Grima per far andare così letteralmente “in brodo di giuggiole” la giornalista potentina? Eccovi una breve ma significativa sintesi :

  • <<Materatown è una città con un coraggio incredibile, una città che fa innamorare, in maniera profonda, per il suo carattere. E questo è un aspetto straordinario!>>
  • <<L’idea è di trainare a Materatown chi lavora sui confini più estremi del nuovo progetto sociale. Portare gli innovatori più radicali, in ambito tecnologico!>>
  • <<Oggi ci muoviamo in una realtà completamente diversa e nessuno più di Materatown può fare meglio in questo campo anche attraverso i simboli della sua eredità identitaria che deve crescere  insieme al progetto. Non importa se si tratti del pane o del fischietto>>
  • <<Penso al sistema di raccolta delle acque piovane che funzionava attraverso i serbatoi. Si tratta di una sofisticazione straordinaria, che potrebbe essere paragonata a quella delle città della Corea del Sud. >>

Ora, dove la giornalista Labanca abbia visto l’  “entusiasmo” ed il “carisma” di Joseph Grima nel citare il pane e il fischietto, o il “potenziale innovativo” nel paragonare Materatown alla Corea del Sud, resta un mistero forse spiegabile solamente con un improvviso “coupe de foudre” che, con molta probabilità, ha colpito la giornalista con relativa “cecità” tipica di tutti gli innamorati. Che, però, oltre che “cieco”, l’amore fosse anche “sordo” questo proprio non lo sapevamo perchè, se così non fosse, resta incomprensibile come, dopo aver udito l’ultima affermazione del Grima-pensiero:

  • <<Questa storia del gap strutturale è un mito assoluto. Materatown è tra i posti più raggiungibili d’Europa. A soli 40 minuti c’è l’aeroposto di Bari, che è tra i migliori. Il problema semplicemente non esiste. La maggior parte delle persone si sposta in aereo. Basterebbe mettere qualche navetta in più e una sistemazione migliore la direttrice Matera-Bari. Più che altro si tratta di una barriera psicologica!>>

Mariateresa Labanca non si sia alzata, non abbia preso per un braccino il bel Joseph e non lo abbia accompagnato (sempre tenendolo saldamente per il braccino) alla stazione di Potenza dicendogli, prima di lasciarlo: <<Adesso te la faccio vedere io “la barriera psicologica”! Tu, mo’ te ne stai qui e provi a prendere un treno per arrivare a Materatown!! Se non ci riesci e tra 2 ore ti trovo ancora ad aspettare, a Materatown ti ci faccio arrivare io con un sistema di propulsione tipicamente lucano, che utilizza la potenza motrice degli arti inferiori!>>

Tutto questo, siamo certi, non è accaduto, anzi molto probabilmente qualcuno gli avrà pure aperto la portiera della macchina che lo avrebbe riportato a Materatown, tra inchini e sorrisi, come da prassi oramai troppo consolidata per chiunque parli di Basilicata dentro le vesti da architetto e, a maggior ragione, se con accento forestiero. Resta da notare, però, che il giorno dopo la pubblicazione delle dichiarazioni di Joseph Grima, la Regione Basilicata ha comunicato che dal 1 Luglio verranno soppresse ben 6 navette da e per l’aeroporto di Bari. A questo punto fate voi, cari lettori. Intendiamoci, le coincidenze a volte sono veramente bizzarre, ma la domanda nasce spontanea: Ma non è che sto’ Joseph “Mena”-Grima più che portare “entusiasmo e carisma “, come sostiene Mariateresa Labanca, “porti” qualcos’altro?

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Scritto da materatown

30 June, 2014 alle 00:09

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Le “serinate”

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Appena l’estate inizia a farsi sentire immancabilmente i giornalisti nostrani si lasciano andare, con le loro penne argute, alla pubblicazione di fatidiche ”top-ten”, dal dubbio valore scientifico, sulle città più belle, più accoglienti, più sicure, più vivibili, più turistiche, insomma “più tutto” e dove, ovviamente,  Materatown la fa da padrona. Queste classifiche, inoltre, sono introdotte da “titoloni” al limite della comicità pura quali: “Matera supera Roma nel gradimento dei turisti!”, “Matera batte Firenze e Venezia nella classifica delle città d’arte” o ”Matera più sicura di Casal di Principe”.

Ma che si partisse in così largo anticipo addirittura il 20 Maggio non ce lo aspettavamo assolutamente, ma è quello che è successo, grazie al Direttore (mi dispiace per i fan delle “quote rosa” ma neanche per un milione di euro scriverò “Direttora”) del Quotidiano di Basilicata, Lucia Serino che, anticipando tutti, così scrive in una fresca giornata primaverile nel suo consueto editoriale: “Stamattina mi sono ispirata a chi elencava 100 buoni motivi per amare l’Italia. Io ne ho trovati almeno 50 per i quali vale la pena vivere in Basilicata”

Ed allora, care lettrici e cari lettori, qualora ve lo foste perso, siamo lieti di riproporvi l’elenco delle 50 “serinate” del Direttore del Quotidiano accompagnato, però, da altrettanti 50 motivi per cui, a nostro modesto parere, non vale invece la pena vivere in Basilicata. A voi, ovviamente, lasciamo la libera scelta su quale delle due classifiche far propendere la vostra preferenza. Signore e signori ecco a voi:


PERCHE’ VALE LA PENA VIVERE IN BASILICATA BY LUCIA SERINO:
(ma anche perchè non vale la pena vivere in Basilicata by materatown.net)

1) Perchè si sale e si scende dai monti, come nella vita
(Perchè al contrario dei monti nella vita chi sale non è mai lo stesso che poi scende! )

2) Perchè molti ancora non la conoscono!
(Perchè molti dopo averla conosciuta la evitano! )

3) Perchè la gente è ancora discreta
(Perchè la gente è ancora discreta…troppo! )

4) Perchè c’è un verde primaverile rilassante!
(Perchè vallo a dire agli abitanti di Piazza degli Olmi! )

5) Perchè ci sono i calanchi che ti fanno sentire sulla luna
(Perchè oramai è disabitata come la luna )

6) Perchè c’è Matera
(Perchè c’è San Pardo)

7) Perchè Maratea ha sempre la bandiera blu!
(Perchè Pisticci con Tecnoparco ha alzato la bandiera bianca!)

8) Perchè qui, nonostante tutto, la vita è più lenta
(Perchè la vita è così lenta che il treno per spostarci non ci serve)

9) Perchè le persone hanno ancora timori
(Perchè le persone hanno ancora tumori che si vanno a curare al Nord )

10) Perchè siamo pochi e le cose hanno più valore
(Perchè siamo pochi e lo saremo sempre più )

11) Perchè ci sono ancora molte cose da fare
(Perchè ci sono molte cose da disfare! )

12) Perchè qui impari a scansare insidie
(Perchè “scansando-scansando”  ti ritrovi in qualche periferia del Nord )

13) Perchè è una regione con due nomi
(Perchè è una regione con due nomi: Marcello e Gianni Pittella )

14) Perchè ci facciamo le guerre ma poi ci difendiamo reciprocamente
(Perchè ci facciamo le guerre ma solo tra poveri )

15) Perchè ancora le cose ci possono sbalordire
(Perchè le cose ci possono sbalordire come Luca Braia simbolo di “rinnovamento”)

16) Perchè le città sono piccole e ci conosciamo tutti
(Perchè le citta sono piccole e ci conosciamo tutti ma l’importante è conoscere le persone giuste)

17) Perchè possiamo fare sport all’aperto
(Perchè possiamo fare sport all’aperto come sulle piste ciclabili di Materatown!)

18) Perchè dobbiamo imparare ad essere orgogliosi
(Perchè a furia di imparare ad essere orgogliosi abbiamo dimenticato di essere normali!)

19) Perchè abbiamo delle grandi risorse naturali
(Perchè abbiamo delle grandi risorse naturali come Angelo Tosto )

20) Perchè c’è da riorganizzare e dunque tanto da fare
(Perchè c’è da riorganizzare e per questo adesso abbiamo “Jenny l’assessore!” )

21) Perchè nulla è scontato
(Perchè nulla è scontato come il fatto di studiare e poi lavorare! )

22) Perchè è la regione di Francis Ford Coppola
(Perchè è la regione di Vito De Filippo )

23) Perchè Rocco Papaleo è innanzitutto un uomo generoso
(Perchè Rocco Papaleo è innanzitutto un uomo generoso…con se stesso )

24) Perchè abbiamo radici in tutto il mondo,
(Perchè andiamo in giro per il mondo per non mangiare radici )

25) Perchè tutti dicono: ah, la Basilicata…
(Perchè molti dicono: ah ah ah…la Basilicata..)

26) Perchè i clan non sono come in Calabria
(Perchè non abbiamo i clan calabresi ma in compenso abbiamo i clown! )

27) Perchè Metaponto ci ricorda la più grande storia del pensiero
(Perchè a Metaponto basta un po’ di pioggia e “la più grande storia del pensiero” finisce sott’acqua!)

28) Perchè ci sono i castelli
(Perchè ci sono ancora i “baroni” che vivono nei castelli )

29) Perchè friggere un peperone crusco è una prova d’abilità
(Perchè esistono ancora troppe mamme che friggono peperoni cruschi da mandare ai figli al Nord )

30) Perchè è la terra del silenzio
(Perchè è la terra del silenzio quando invece bisognerebbe urlare )

31) Perchè c’è molto moralismo e dunque non può che migliorare
(Perchè c’è molto familismo e dunque non può che peggiorare )

32) Perchè Potenza è fredda ma vuoi mettere d’estate…
(Perchè Matera è calda ma vuoi mettere quando piove che sembra di essere a Venezia )

33) Perchè qui la fantasia può ancora produrre innovazione
(Perchè qui la fantasia può produrre i non-Monaci )

34) Perchè spesso è tutto complicato, quindi più stimolante
(Perchè se sei figlio o amico di “qualcuno” non è poi così complicato )

35) Perchè su certe strade puoi camminare senza incrociare una macchina
(Perchè ci sono strade costruite solo per far mangiare qualcuno)

36) Perchè la prima volta da Montescaglioso a Matera non capivo dove stavo
(Perchè la prima volta da San Giacomo a Serra Venerdì ho capito perfettamente dove stavo)

37) Perchè c’è stato Levi che è sepolto ad Aliano
(Perchè sono nato a Materatown e sarò sepolto in terra nordica)

38) Perchè Gaetano Cappelli è moderno e anticonformista
(Perchè Cappelli ha scoperto, dopo esserne stato escluso, che il premio Strega è pilotato dalle case edititrici!)

39) Perchè, se vuoi, puoi scordarti di tutto il resto
(Perchè non abbiamo memoria e ci scordiamo tutto )

40) Perchè il volontariato funziona
(Perchè il volontariato è spesso sinonimo di sfruttamento )

41) Perchè dopo il terremoto non s’era mai vista una forza così
(Perchè la stessa cosa si è detta per il Friuli, per l’ Emilia e per L’Aquila! )

42) Perchè l’aglianico è proprio buono
(Perchè qualche giornalista scrive gli editoriali dopo aver bevuto troppo aglianico)

43) Perchè critichiamo molto, e quindi c’è controllo
(Perchè aduliamo molto e quindi c’è auto-controllo!)

44) Perchè il bene e il male non sono così netti e quindi devi allenarti a capire
(Perchè il bene e il male non sono così netti e quindi moriremo democristiani )

45) Perchè i lucani non hanno addosso il marchio del pregiudizio del resto del Sud
(Perchè…e mo’ basta a bere Aglianico!)

46) Perchè la fragola di Policoro è meglio di un dolce. E anche le arance
(Perchè le fragole, i dolci, le arance ed anche i francobolli sarebbe meglio non farseli rimborsare dalla Regione!)

47) Perchè la modernità è una bella scommessa
(Perchè qualcuno gioca sul nostro futuro scommettendo su matera 2019 )

48) Perchè tutti se ne vorrebbero scappare ma poi hanno nostalgia
(Perchè molti vogliono restare ma poi devono scappare)

49) Perchè la compostezza è ancora stile
(Perchè Giovanni Angelino)

50) Perchè c’è un giornale, il Quotidiano, che può raccontare tutto questo
(Perchè c’è un giornale, il Quotidiano, dove la direzione passa da marito a moglie!)

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Scritto da materatown

22 June, 2014 alle 23:00

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Bring back our girls

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Scritto da materatown

16 June, 2014 alle 00:12

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Materatown chiama…L’ ex-assessore risponde!

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Erano mesi e precisamente da marzo che viveva da “separata in casa” all’interno della giunta di Materatown, soprattutto dopo la lettera aperta scritta al Sindaco ed ai consiglieri nella quale denunciava non solo un certo immobilismo al quale era stata costretta nel suo ruolo di assessore all’urbanistica, ma anche un boicottaggio da parte di “taluni” che anteponevano il loro interessi privati a quelli della città. Stiamo parlando, ma oramai lo avrete capito, della Professoressa Ina Macaione uno degli assessori “tecnici” ai quali il Sindaco Adduce si era rivolto con un “blitz agostano” nel lontano 2012 per dare, secondo quelle che erano state le parole del primo cittadino “un cambio di passo” nell’amministrazione di Materatown.

A seguito di questa lettera erano divampate non poche polemiche ed accuse nei confronti della Macaione culiminate con un’intervista del segretario cittadino del PD Muscaridola al Quotidiano in cui accusava la Professoressa di inefficienza, seguita nel giro di qualche settimana  dalla richiesta di dimissioni da parte di un altro importante esponente politico di Materatown ossia il consigliere Giovanni Angelino.

Il resto è cronaca di questi giorni con il Sindaco che azzera la giunta togliendo la delega alla Macaione, nominando dei nuovi assessori senza accorgersi però che sono tutti di sesso maschile attirandosi così le critiche dei fautori della “quote rose”. Ennesimo “dietrofront”,quindi, e nuova ricerca di qualche esponente dalle sembianze anche vagamente femminee da inserire in giunta. Di tutto questo abbiamo parlato con la Professoressa Macaione in una chiacchierata iniziata un paio di settimane fa, durante la quale, spesso abbiamo dovuto commentare lo svolgersi degli avvenimenti politici praticamente in diretta. Buona lettura.

Buongiorno Prof.ssa partiamo dalla lettera aperta che a Marzo di quest’anno inviò a tutto il consiglio comunale. Lei, se riassumo correttamente, affermava che “qualcuno” per meri interessi personali le ha impedito di svolgere fino in fondo il suo lavoro e di portare a termini alcuni progetti che sarebbero stati utili alla città. In confidenza, tanto non ci sente nessuno, chi è questo “qualcuno” e quali sono questi (cito dalla sua lettera) “interessi di pochi che indeboliscono e deviano il  prezioso lavoro collettivo”?

Lei mi chiede chi blocca. Non è facile rispondere. Io credo che da una parte ci sia un “Sistema Paese”, e forse un “Sistema Europa”, troppo arretrato. Con “sistema” intendo per prima cosa le istituzioni che in questi anni hanno perso di credibilità per motivi che ormai per descriverli occorrerebbero mesi. Da una parte c’è il desiderio del cambiamento e dall’altra spesso nei comportamenti si preferisce ciò che si conosce anche se non all’altezza dei propri desideri e bisogni. Per impedire che gli interessi di pochi condizionino la qualità della vita dei molti è necessario che la collettività si riconosca, determini i propri obiettivi e agisca. E soprattutto ricordare che le istituzioni siamo noi. Ci sono molte persone che lavorano al cambiamento, forse anche voi (ma non vi conosco abbastanza), dalla rigenerazione urbana alla sostenibilità, dai temi sociali ai beni comuni, e così via. Grazie alla rete possiamo mettere in comune le nostre esperienze e fare in modo che i “pochi” che fanno resistenza siano “emarginati”. In fondo, sono sicura, siamo il 99% della popolazione.

A seguito della sua lettera il Segretario cittadino del PD Muscaridola, con la sua consueta sottile ironia ha affermato: <<Non vorrei che dietro le enunciazioni della Macaione si vogliano nascondere le proprie responsabilità e il proprio immobilismo!>> Ma lei, scusi, non era stata scelta come Assessore “tecnico” proprio per combattere l’immobilismo della politica? Parafrasando un vecchio proverbio, non è che “chi va con gli “immobili” impara ad “immobilizzarsi”?

Credo di avere in parte già risposto. Comunque spero che il risultato elettorale di Renzi possa avviare una stagione di rinnovamento, che si creino le condizioni di uno spazio che consenta finalmente, dopo innumerevoli anni, la speranza di pensare il nostro futuro nel nostro paese e soprattutto nel Mezzogiorno. Ad esempio a breve in  Piazza degli Olmi ci sarà il 3° incontro con i residenti per avviare la rigenerazione urbana partecipata. Il successo dell’iniziativa dipenderà dalla partecipazione e dal desiderio della comunità di essere protagonista del proprio futuro. Certo questo ha un costo di tempo, di capacità di mediazione. Quindi, per rispondere più nel dettaglio alla sua domanda posso dirle che l’unica cosa che ho “imparato” non è stata certo “l’immobilismo” ma la “ragionevolezza delle scelte” che per affermarsi deve seguire percorsi assai complessi. Purtroppo la verità si confonde in modo inestricabile con la menzogna.

Lei si è beccata anche le critiche durissime da parte del Consigliere Angelino che alcuni giorni fa ha chiesto le sue dimissioni affermando che sono mesi che lei non partecipa più alla vita politica della città pur continuando a percepire uno stipendio in qualità di assessore. Ha pensato di inserire nel suo curriculum accademico tra i vari titoli e pubblicazioni anche questa dura presa di posizione nei suoi confronti da parte di Giovanni Angelino? A mio parere, con una tale “referenza” la promuovono da Professore associato ad ordinario!

Non ci avevo pensato a questa opportunità. Seguirò il suo consiglio e certamente inserirò nelle mie referenze il giudizio di Angelino!

E’ riuscita fino questo punto dell’ intervista a non pronunciare mai la fatidica espressione “Matera 2019″! E’ evidente che Lei con l’ amministrazione di Materatown c’entra come i cavoli a merenda. Ne è consapevole vero?

L’obiettivo Matera 2019 è un obiettivo importante, non tanto per il “bollino”…. Quello non serve a niente! Noi saremo città capitale della cultura se sapremo essere una comunità capace di determinare e costruire la visione di futuro.

Professoressa Macaione proprio in questi minuti è arrivata la notizia che la giunta è stata azzerata e che Lei non ne farà più parte. E’ la quarta o quinta volta (ho perso il conto!) che il Sindaco cambia gli assessori. Mi è venuto in mente quello che mi disse tanti anni fa un vecchio dirigente delle risorse umane di una grossa azienda: “Quando un manager non si trova bene con i suoi collaboratori, la prima volta si cambiano i collaboratori, la seconda pure, ma la terza volta si manda a casa il manager!” Concorda?

La scelta del sindaco non credo sia legata alla difficoltà di rapporti nella giunta quanto ad un esito determinato dal consiglio comunale. Il rapporto con il sindaco è stato sempre molto leale, a volte duro e su posizioni non allineate ma sempre chiaro. Nonostante alcuni momenti non facili devo comunque esprimere gratitudine al senatore Adduce perché mi ha consentito di fare un’esperienza molto formativa anche se complicata. Ho imparato molte cose e certamente adesso sarei più “capace” di destreggiarmi nelle volute di queste “montagne russe” e forse ottenere con più facilità dei risultati. Mi posso ritenere soddisfatta di aver portato a compimento, almeno nella parte amministrativa, il “Piano delle città” che porta al comune circa 10 milioni di euro che consentiranno il completamento di riqualificazione e rigenerazione del Borgo de La Martella e la realizzazione della scuola Bramante, Certamente avrei voluto fare di più e meglio. Mi dispiace lasciare le cose a metà. Ma spero che il sindaco e la nuova giunta non disperdano il poco che si è fatto.

Su Professoressa, non mi faccia la diplomatica. Noi siamo materatown.net, con noi può lasciarsi andare! Ecco che adesso sono anche arrivati i nomi dei nuovi assessori. Commenti?

Sull’esito della “nuova” giunta (si far per dire, perché di nuovo c’è ben poco) certamente c’è un filo di delusione. La cosa che mi rende perplessa è la consulenza urbanistica di Amerigo Restucci decisamente contraddittoria rispetto alle scelte strategiche effettuate in quasi due anni del nostro lavoro. In questo periodo ho fatto uno sforzo – vorrei puntualizzare senza risorse né umane né economiche anche se fortemente richieste – per innovare mentalità, metodi e tecniche sulle politiche di trasformazione del territorio, insistendo molto sulla partecipazione, sul consumo zero del territorio, sulla rigenerazione urbana e potrei continuare ancora per molto. Tutto questo è possibile solo se esiste una visione che consenta negli anni di fare le scelte più corrette possibili, per consentire il monitoraggio, ma soprattutto per creare il lavoro senza ritenere che esso sia solo legato al vecchio modo di fare cultura ed edilizia.

E quindi Amerigo Restucci?

La scelta fatta oggi mi sembra ancora estremamente provinciale. Mi aspetto che di tutto quanto detto, seminato e iniziato si lascino cadere gli aspetti effettivamente innovativi che hanno richiesto lo sforzo maggiore e si estrapolino invece, ma solo a fini conservativi del modo di fare politica e cultura, gli aspetti più vagamente “pubblicitari” deformandone appunto le connessioni con le visoni d’insieme. Insomma temo che tutto si trasformerà in “foglie di fico”. E a questo punto ho paura che alcuni comincino a intendere questo come il modo di essere capitale della cultura, la cultura della “foglia di fico”! Ma adesso ho bisogno di un po’ di tempo per riprendermi, sperando che qualcun altro abbia il coraggio di imparare a cavarsela da solo senza chiedere ciò che allo,stato attuale è impossibile per gli attuali assetti.

Professoressa, questa nostra intervista sta diventando un commento in diretta alle notizie che arrivano a ritmo vertiginoso dai palazzi del potere di Materatown. Adesso sembra che il Sindaco abbia nuovamente bloccato tutto e che stia cercando disperatamente nuovi assessori, purchè “donne”, da inserire in giunta per il famigerato rispetto delle “quote rosa”. Non è che adesso la rifanno nuovamente assessore?

Ritengo che la composizione di un direttivo debba rispondere ad un progetto di governo (sembra ovvio ma la maggior parte delle volte non lo è). Dunque la norma obbliga a fare uno sforzo affinché si trovi un soggetto di sesso femminile che abbia determinate capacità – visto che il nostro paese assai provinciale ci considera ancora un elemento di arredo e non capace di svolgere ruoli di grande responsabilità. Detto questo, essendo stata “azzerata” perché ritenuta non più utile dai “partiti” di governo della città credo che sarebbe assai ridicolo che mi si chiedesse di ritornare e credo che non mi sarà richiesto!

Adesso però parliamo di cose serie e ci tolga una curiosità. Il nome Ina (come una famosa compagnia di assicurazioni) è proprio quello vero o la chiamano così gli amici che a questo punto non so se è corretto definirli tali?

Mi chiamo proprio così. La sua domanda mi ha fatto venire in mente un ricordo d’infanzia. Quando ero piccola a Palermo c’era un unico grattacielo, grande e visibile da tutta la città. C’era una scritta luminosa che pubblicizzava la nota compagnia assicurativa INA. È la prima cosa che ho imparato a leggere ed ero convinta che l’edificio fosse stato costruito per me!

Prima di salutarci, me lo fa un regalo?  E’ sempre stato un mio sogno inconfessabile poter fare una domanda alla “Marzullo”. Posso osare?

Osi pure!

Un attimo che entro nella parte mi concentro. Ecco sono pronto…”E’ notte professoressa. Un giorno è appena finito e un nuovo giorno è appena cominciato. Un nuovo modo per conoscere e per conoscersi attraverso percorsi umani e professionali. L’ ex-assessore all’urbanistica Ina Macaione come descriverebbe la Ina Macaione in quanto donna?”

Provo ad essere seria anche se è quasi impossibile. So di essere una “rompiballe”, sempre alla ricerca di individuare il meglio e sempre poco rilassata. Ma mi piace ridere, mi piace vedere il lato divertente della vita e soprattutto mi piace il mare!

Grazie per l’intervista Professoressa e auguri.

Grazie dello spazio e spero di conoscere qualcuno di voi anche dal vivo e mi saluti il Marzullo che è in Lei. Buon lavoro.

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Scritto da materatown

8 June, 2014 alle 23:37

Il Quotidiano di Materatown – Speciale Europee

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Scritto da materatown

2 June, 2014 alle 00:02

Pubblicato in Il Quotidiano,Materatown

OpenPolis a Materatown

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Carissimi lettori oggi pubblichiamo il nostro consueto articolo settimanale, in via del tutto eccezionale, con qualche ora di anticipo rispetto a quanto solitamente accade, in quanto è nostro desiderio andare “online” prima della chiusura delle urne per l’elezione del Parlamento Europeo. Siamo, infatti, lieti di presentarvi in esclusiva assoluta, i risultati ottenuti da quattro dei maggiori esponenti politici di Materatown, nel famoso test redatto dal sito OpenPolis che, per i pochi che non lo conoscessero, permette di conoscere e visualizzare su un grafico molto esplicativo la propria “posizione” nel panorama politico italiano. Buona lettura e buon voto a tutti.





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Scritto da materatown

24 May, 2014 alle 00:03

Pubblicato in Materatown