Il sito dei fuorisede di Matera


Cronaca di una riunione di maggioranza

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Con l’articolo di oggi siamo felici di annunciare la nascita di una nuova preziosa collaborazione e, per la precisione, con un noto esponente politico della nuova maggioranza di centro-destra che governa la città di Materatown. Come già avviene nel campo dell’opposizione con l’oramai famoso “pappajòll”,  anche questo nuovo nostro infiltrato (nome in codice “Zamm’redd” ) ci racconterà, direttamente dall’interno del Palazzo del potere,  le vicende politiche, vissute in prima persona, che riguardano la maggioranza variopinta e un po’ folkloristica dell’ Avv. De Ruggieri & C.

Care lettrici e cari lettori, ecco quindi in esclusiva la prima “Cronaca di una riunione di maggioranza” della “Zamm’redd”:

E’ lunedì 1 Febbraio e per le ore 19 è stata convocata una riunione di maggioranza nella Sala Mandela del Comune.  Dobbiamo discutere del piano triennale sulle opere pubbliche. Arriviamo alla spicciolata. Prima che inizi la riunione si chiacchiera, si ride, si formano gruppetti che discutono a bassa voce. Poi arriva lui, il “grande nonno”  (alcuni di noi chiamano così il Sindaco De Ruggieri) che,  con passo felpato, raggiunge gli scranni della sala e, dispensando sorrisi, si siede scrutando i volti della maggioranza. Alle 19 e 30 cominciano le danze. Ci sono quasi tutti: l’Avvocato, consigliere di “Matera si muove”, Angelo Bianco con il suo inconfondibile giubbotto di pelle stile Fonzie di “Happy Days”, subito seguito dal fedele “Potsie” alias Daniele Fragasso. Vedo Michele Casino della lista “Forza Matera” con un interessante abbinamento celestino da matrimonio e poi c’è il “transfugo” Angelo Cotugno di nero vestito forse per nascondere la sua anima rossa che in questo contesto stona un pochino. In prima fila siedono i consiglieri Mario Morelli, Angelo Sardone, Maria Teresa Vena, Toto Augusto l’ ultras e il buon Samaritano, il consigliere Gaspare L’Episcopia.

In seconda fila si eleva, in tutta la sua maestosità, il colosso e consigliere anziano Angelo Lapolla seguito dalla sua fedelissima Rossella Rubino fresca di parrucchiere. Osservo il consigliere di “Osiamo per Matera” Paolo Manicone con il solito colore violaceo da fare invidia ai costruttori delle lampade abbronzanti. Manca, invece, il maestro Saverio Vizziello solitamente dedito in queste riunioni, insieme al “compagno” Cotugno, a soffiare le trombe di Santochirico. Non mancano, invece, alcuni membri della giunta: l’assessore Antonella Prete uscita fresca-fresca da uno scontro giornalistico fratricida con il consigliere Michele Casino; c’è l’assessore Marilena Antonicelli con una espressione così triste che sembra appena tornata da una seduta intensiva sulle maestre che picchiano i bambini all’asilo, mentre l’assessore Francesca Cangelli si muove nervosamente forse perché non vede l’ora di tornare a Foggia (per quattro giorni su sette è a Matera) o perchè non vede l’ora di andare a mangiare nel ristorante nei Sassi dove oramai è una cliente fissa.

Ovviamente è immancabile la presenza dell’Onnisciente del Commercio, nonché presidente del Consiglio comunale Angelo Tortorelli il quale, dopo aver appurato che tutti i partecipanti sono vigili e coscienti, dà il via alla seduta. Come è suo costume parte con la premessa  auto-referenziale:<<IO ho fatto questo…..IO ho fatto quest’altro…..IO ho fatto quella cosa……IO ho fatto anche…..>> per poi lasciarsi andare a comunicazioni di servizio. Subito, però, si accorge di star parlando da solo e quindi passa la parola al grande capo. De Ruggieri parte con 10 minuti di citazioni seguiti da altri 15 di costrutti grammaticali che avrebbero fatto impallidire Dario Fo. In sostanza ha parlato delle attività che sta svolgendo di comparto con il governo.

Chiede la parola il buon Samaritano l’ Episcopia che pone al grande capo alcune domande sulla Ferrovia , con la stessa espressione di chi chiede le figurine panini al giornalaio. Vuole fare vedere che è giovane e che si interessa dei suoi coetanei e perciò parla delle FAL e dei disagi degli studenti.  Il capo supremo riattacca con 20 minuti di voli pindarici e alcuni dei presenti iniziano a manifestare chiari segni di cedimento. Si passa alla discussione dell’ordine del giorno Piano Triennale Opere Pubbliche. Prende la parola l’assessore Antonella Prete , ma non fa in tempo a dire “buonasera” che subito Casino la smentisce dichiarando che per lui è “pomeriggio inoltrato”. I due non si sopportano e non c’entrano nulla le attività da assessore. La verità è un’altra: la Prete è su quella poltrona per volontà del Senatore Latronico che però adesso ha lasciato Forza Italia per andarsene con Fitto. Il fedelissimo berlusconiano Michele Casino (e con lui Augusto Toto) non perdonano a Latronico questo tradimento e perciò vogliono dargli una lezione facendo cadere Antonella Prete.

Prendono successivamente la parola il consigliere Manicone, il quale con il passare del tempo si infervora e assume 50 sfumature di viola fino a quando arriva il turno di Cotugno. Inizia la sua disamina partendo da lontano. Ci manca solo che ci tenga una lezione sulla nascita dei comitati di Fabbrica e del perché la CGIL non mangia i bambini. Finalmente, bontà sua, arriva ai giorni nostri cercando di spiegare il perché le sue considerazioni sono così intelligenti da esser riconosciute dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, mentre quelle degli altri sono solo “chiacchiere da Bar dello Sport”. Parla di come “dovrebbero relazionarsi le cose e come dovrebbero svolgersi “  e, così, dopo un tempo imprecisato nel quale la sala Mandela ha prodotto più fumi dell’Italcementi, finalmente Cotugno dice quello che la maggioranza gli ha delegato di dire al Sindaco e alla giunta: “Da oggi ogni membro della giunta deve illustrare alla maggioranza intera l’attività svolta e il crono-programma perché bisogna evitare di navigare a vista e che ogni assessore personalizzi troppo il suo operato!” Insomma, l’avvertimento che abbiamo voluto mandare al “grande nonno” è chiaro. A buon intenditore poche parole!

Terminato il lungo intervento, Cotugno cede il passo nuovamente al buon Samaritano L’Episcopia che questa volta, con l’espressione soddisfatta di un bambino che ha appena rubato la cioccolata, chiede lumi sullo stato di degrado di P.zza Kennedy.  Gli viene risposto che la Piazza è di proprietà privata e che quindi il Comune non può far nulla. L’Episcopia ci rimane male e questa volta l’espressione felice di qualche minuto prima, lascia il posto a quella delusa come se le cioccolate che aveva rubato prima fossero state sequestrate dal Sindaco.

Oramai è tardi, sono le 23 passate. Il “grande nonno” De Ruggieri è visibilmente stanco e perciò richiede l’aggiornamento della seduta. Ci salutiamo ripromettendoci di trovare a breve una “quadra” della situazione. Io me ne torno a casa e penso che questa “quadra”, visto  il clima non proprio idiallico nella maggioranza, forse la troveremo tra un quarto di secolo!

Un saluto a tutti i lettori di Materatown.net dalla vostra
Zamm’redd.

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Scritto da materatown

7 February, 2016 alle 22:57

Pubblicato in La Zamm'redd,Materatown

Minchiatinarie 2016

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E’ arrivato Febbraio e, come oramai tradizione consolidata di questo sito, è giunto il momento delle MINCHIATINARIE, ossia le votazioni online tra tutti i nostri lettori tramite le quali si potrà scegliere direttamente, con un semplice click sul computer, il personaggio che più di tutti, in questi mesi, si è messo in luce nella città di Materatown, ereditando lo scettro che fu nel 2014 dell’ex consigliere regionale Adeltina Salierno (“Il Presidente della Corea del Nord Kim Il Sung è un obeso, ritardato mentale con un pisello piccolo”) e del Direttore della Film Commission, Paride Leporace, che lo scorso anno sbaragliò una numerosa ed agguerrita concorrenza, tenendoci aggiornati delle sue attività intestinali (“Andando al cesso e cercando qualcosa da leggere nel tempo utile alla seduta, estraggo dalla libreria uno dei volumetti che L’Unità veltroniana dedicava a “I poeti italiani”). Come i nostri più affezionati lettori sanno, per agevolare la scelta del vincitore delle Minchiatinarie, abbiamo deciso di presentare una “rosa” di illustri candidati tra i quali scegliere, corredata da una frase celebre che, a nostro parere, li ha resi “papabili” per ottenere l’ambito riconoscimento. Stanziali e fuorisede, ecco a voi, le nomination per il 2016 delle inimitabili ed uniche:

 

MINCHIATINARIE di MATERATOWN

Candidati :

  1. MARGIOTTA SALVATORE (Senatore PD), auto-sospesosi dal gruppo PD al Senato per le note vicende giudiziarie, dopo un breve passaggio nel gruppo misto, ha aderito nei giorni scorsi al gruppo Area Popolare di Alfano. Su twitter ci tiene però a dire agli elettori ed ex compagni di partito: <<Rassegnatevi esisto!>>
  2. L’EPISCOPIA GASPARE (Consigliere Comunale di Materatown) pensa bene di fare un comunicato stampa per annunciare alla cittadinanza stanziale che lui parteciperà convinto al Family Day a Roma e soprattutto ne spiega così i motivi: <<Io sono il secondogenito di una famiglia di otto figli. Quando ero piccolo le frasi ricorrenti erano “Ma non avete la televisione a casa?”, “Ma tuo padre è un coniglio?”. Domani quindi, non potendo rimanere inerme, sarò a Roma e per tutte queste ragioni parteciperò al Family Day!>>
  3. SANTOCHIRICO VINCENZO (Ex-Presidente Consiglio Regionale), pubblica il giorno di Capodanno la foto di una costosa bottiglia di Champagne utilizzata per i suoi festeggiamenti. A chi gli fa notare che la gente “normale” brinda con bevande più economiche, l’ex Presidente chiarisce: <<Mi piacciono le cose buone. D’altra parte io sono d’accordo con mia figlia che dice “The world is what it is. It’s the way you look at it that changes everything.” . E’ il punto di vista che conta. Che, a pensar bene, è la lezione del compagno Marx>>
  4. BRAIA LUCA (Assessore Regione PD), presenta orgoglioso l’Inno della Ruralità Lucana affermando che con questa iniziativa si vuole “valorizzare il territorio recuperando il fattore emozionale grazie alla musica”. Per i nostri lettori riportiamo una strofa di questo inno in tutta la sua sublime e raffinata poesia: <<Rionero Rapolla Barile e Venosa/La mano e il bicchiere sono una sola cosa/E proprio lì vicino sotto alla montagna/Ci sta la grande Melfi e un mare di castagna/E se quelli di Sarconi sono senza virtù/ Saranno i fagioli a fargli fare boom boom!>>
  5. FABIO (Uno dei fondatori del blog TravelToMatera), scrive il 14 Gennaio un articolo dal titolo che sembra tratto direttamente da una battuta di Antonio Albanese, “Because I’m from Matera“. Qui elenca le virtù dei materani e tra queste, a suo dire, una innata natura “forte e coraggiosa”. A dimostrazione di ciò, cita:<<La battaglia gloriosa condotta fino agli anni ’50 del secolo scorso. Quando l’Italia del Novecento viveva i suoi tempi moderni e assaggiava il boom economico e la città dei Sassi era secoli indietro!>>
  6. NOTARGIACOMO MARIOLINA (Giornalista della Nuova del Sud) scrive un articolo su Vito Cuscianna che dopo essersi laureato in Economia a Parma ed aver fatto un Erasmus in Spagna è tornato a Matera dove lavora come autista di Apecar per i turisti. Per Mariolina, Vito è proprio un ragazzo fortunato perchè <<Con la designazione di Matera a capitale europea della Cultura per il 2019, i sogni di Vito hanno cominciato a realizzarsi! Primo fra tutti, quello di ritornare a casa dopo l’università e poter lavorare nella propria terra d’origine!>>
  7. RIVELLI (R.G.) ANNA (Scrittrice ed opinionista del Quotidiano di Basilicata), esprime tutta la sua solidarietà ai giornalisti del Quotidiano di Basilicata appena messi in cassa integrazione a zero ore ma tenendo a precisare:<<Sono vicina al dramma lavorativo e personale di tutti, ma perdonatemi, soprattutto a quello di chi dirige perché in certe situazioni è meglio essere soldato semplice! Per i generali ogni mossa deve essere ponderata perché rischia di mandare in malora tutto l’esercito! Perciò forza Lucia, forza tutti!>>
  8. SCAROLA GIOVANNI (Consigliere comunale di Materatown) a chi chiede una riunione della Commissione Bilancio per avere delucidazioni circa le spese della Fondazione Matera 2019 risponde facendo sfoggio del suo vastissimo vocabolario: <<Cazzate, solo cazzate inutili! Convocare una commissione bilancio per questa cazzata mi pare una cazzata!>>

SCEGLI IL VINCITORE DEL MINCHIATINARIE 2016

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Scritto da materatown

1 February, 2016 alle 00:03

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Ho visto cose a Materatown che voi…(20)

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 Durante la mia ultima discesa “natalizia”

HO VISTO COSE A MATERATOWN CHE VOI UMANI NON POTETE NEANCHE IMMAGINARE

 

 

 

  • Ho visto il sottoscritto passeggiare in centro e arrivare quasi sotto il palco in costruzione per il Capodanno;
  • Ho visto un operaio avvicinarsi e farmi segno di allontarmi, non prima di avermi posto la seguente domanda: <<Giovane non hai visto che questo è un cantiere?>>
  • Ho visto Renzo Arbore fulgido esempio di “paracul..tura” dire di preferire la Basilicata alla Puglia e alcuni stanziali altrettanto “paracul..turali” definirlo giustamente un loro “maestro”!
  • Ho visto stanziali far ballare ai turisti la tarantella (clicca qui e anche qui)
  • Ho visto un mio pro-pro cugino che non vedevo da anni dirmi:<<Madò Emanuele da quanto tempo che non ci vediamo!>>
  • Ho visto il sottoscritto pensare: <<Caro pro-pro cugino anch’io sono felice di vederti, peccato solamente che non mi chiamo Emanuele!>>
  • Ho visto il sottoscritto farsi un giro nei Sassi e incrociare una comitiva di turisti accompagnati da una guida stanziale;
  • Ho visto la guida puntare il dito verso l’alto in direzione di un balcone tutto diroccato e dire loro: <<Osservate lo splendido cornicione di fattura araba!>>
  • Ho visto un mio amico stanziale invitarmi al bar per un caffè;
  • Ho visto il mio amico stanziale alzarsi dal tavolino e dirmi:<<Scusa mi alzo un attimo così saluto una persona e torno subito!>>
  • Ho visto il sottoscritto bere il caffè da solo per poi ordinarne un altro dopo mezz’ora e berselo ancora da solo!
  • Ho visto uno stanziale da Paoluccio farmi un elogio della “chianca” avendomi scambiato per un turista;
  • Ho visto il sottoscritto andare in un locale di Materatown e pagare 13 euro per un succo di frutta e un panino;
  • Ho visto uno stanziale fare un’acuta analisi sull’aumento della TARI con un suo amico: <<Per colpa di stì cazzi di turisti a Matera hanno aumentato la m’nezz!>>
  • Ho visto nel computer di mio fratello il miglior antivirus in circolazione (clicca qui)
  • Ho visto il sottoscritto andare a vedere il film di Checco Zalone;
  • Ho visto proiettare prima del film questa “raffinata” pubblicità locale e pensare per un attimo di aver sbagliato genere cinematografico (clicca qui)
  • Ho visto il sottoscritto avere un desiderio irrefrenabile di un panzerotto ma non ricordare più la posizione esatta del Bar SottoZero
  • Ho visto il sottoscritto chiamare il fratello e chiedere con imbarazzo le coordinate precise del Bar SottoZero;
  • Ho visto Lucia Serino quando era ancora direttora del Quotidiano di Basilicata commentare così il film di Checco Zalone su Facebook:<<Peccato il solito luogo comune sulla Calabria […] di tutto il Sud si sceglie Gioia Tauro come metafora di illegalità!>>
  • Ho visto il sottoscritto pensare:<<Effettivamente ha ragione la direttora! Chissà perchè Zalone non ha scelto Belluno o Gorizia!>>
  • Ho visto un turista nei pressi del locale “MammaLiTurchi!” chiedere alla moglie: <<Che vuoi un Kèbab?>>
  • Ho visto la moglie rispondere: <<E secondo te so’ arrivat da Bari a Matera per mangiare u’ Kèbab?>>
  • Ho visto la fioraia del cimitero dirmi:<<Mia figlia voleva andare al Nord a studiare ma costava troppo e così io e mio marito l’abbiamo convinta a fare un’altra facoltà a Materatown!>>
  • Ho visto mia madre preparami una borsa di arance dicendomi:<<Queste non sono “trattate”. Mi raccomando, a mamma, fatti le spremute che ti fanno bene!>>
  • Ho visto il sottoscritto prendere l’autobus per il Nord e sentire il proprio vicino di posto comunicare al telefono ad un amico:<<Ho fatto lo spermiogramma e sto aspettando i risultati!>>
  • Ho visto, appena giunto nella dimora nordica, questo biglietto sul portone (clicca qui);
  • Ho visto il giorno dopo, tornando dal lavoro, la risposta della “grandissima stronza” (clicca qui);
  • Ho visto il sottoscritto prendere l’ascensore, entrare in casa e pensare:<<Adesso è ora che io mi faccia una spremuta di arance “non trattate” di mia madre che mi fanno tanto bene!>>
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Scritto da materatown

24 January, 2016 alle 22:44

Comunicato di solidarietà

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Scritto da materatown

17 January, 2016 alle 22:49

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Capodanno a Materatown

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo la cronaca di un tranquillo Capodanno da fuorisede. Buona lettura:

Le aziende nordiche fanno ancora molta fatica a capire le esigenze di noi fuorisede di Materatown. La mia non fa eccezione e mi conferma le ferie natalizie sempre con scandaloso ritardo nonostante io le abbia richieste a settembre, dopo feroci trattative con i colleghi d’ufficio che in confronto i colloqui arabo-israeliani sono un felice ritrovo tra compagni di scuola. E così, sia che voglia usare il treno, l’aereo o il famigerato autobus la risposta che ricevo, non senza un sorriso sarcastico, è sempre la stessa: “Mi dispiace, i posti sono esauriti”. A questo punto non mi resta che rassegnarmi alle 12 ore di macchina e soprattutto ai due giorni di ferie gettati via. “Il tempo è così poco” -penso- “e mi tocca pure passarlo in auto”. Approfitto del ponte dell’Immacolata per fare un po’ di telefonate di auguri a zii e cugini di secondo e terzo grado. Ovviamente i parenti restano un po’ sorpresi di tanto anticipo ma io devo guadagnare minuti preziosi per quando sarò a Materatown che di certo non li posso bruciare con zia Tina e zio Vito al telefono. Le ultime settimane in terra nordica trascorrono lente, passo i week-end a cercare i regali per i familiari e poi, finalmente, si parte!

Nella tarda serata del 23 dicembre, dopo le varie gincane nella nebbia pugliese sul cantiere della nuova Bari-Matera, faccio finalmente il mio ingresso a Materatown. Saluti, baci e, nonostante mia madre insista per farmi assaggiare i peperoni ripieni, vado a letto stremato. Volano i giorni della Vigilia del Natale e Santo Stefano, dedicati come da tradizione ai parenti e quindi, narcotizzato dal cibo, me ne resto tutto il tempo sul divano a sonnecchiare e a fare da telefonista ufficiale della famiglia per gli scambi di auguri con persone a me oramai sconosciute. Non faccio neanche il consueto giro in centro per l’aperitivo. Con il passare degli anni preferisco restare coi miei genitori, sempre così preoccupati, e sempre pronti a proporti cose fantascientifiche tipo l’ultimo concorso comunal-provincial-regionale per un posto di ingegnere-tecnico-bidello-assistente-addettostampa-guardaspalle, tutto pur di potermi far tornare a casa. Io ascolto sempre in silenzio, annuisco, do loro soddisfazione partecipando a qualcuno di questi bandi, anche se questo vuol dire dare l’ennesima delusione quando, verso metà febbraio, mi chiederanno dell’ennesimo responso negativo.

Dopo Natale, smaltita la sbornia di auguri e buoni propositi, vedo di organizzarmi per incontrare i miei vecchi amici. E, così, una sera vado a prendere il mio amico Vito, idraulico appena trasferitosi da San Giacomo a Bottiglione dopo il matrimonio. Insieme ci avviamo verso il centro percorrendo Via Nazionale. Mi accorgo subito che c’è qualcosa che non va. Ben prima della Madonnina c’è un’unica coda di macchine. “Mado’, Vito, ma che è tutto stò casino?” chiedo. “Ci sta il palco del concerto di Capodanno e la gente lo va a vedere” mi risponde il mio amico stanziale. “Ho capito”- dico io – “ma mica è già Capodanno! Che fanno ste’ persone, vanno a vedere il palco come i vecchietti che guardano i cantieri?” “No” – mi spiega Vito – “Sono iniziate le prove e la gente spera di vedere qualche cantante”. Capito cosa mi attende, rinuncio a parcheggiare in centro, mi accontento di fermare la macchina vicino lo stadio, poi ce la facciamo a piedi. Vito mi accompagna in un locale, a suo dire, nuovo. Un posto così, a dir il vero, sta pure a Torino e non cambia nemmeno l’accento del cameriere. Quest’ultimo ci chiede due volte se, oltre la birra, vogliamo anche qualcosa da mangiare, ma io ho già cenato a casa. Quando ci porta la birra ci chiede ancora se siamo sicuri di “non gradire una bruschetta”. Fossi pure miliardario, 8 euro per pane e pomodoro neanche sotto tortura. Vito ha due bambine, lavora e guadagna. Sua moglie, invece no. E’ archeologa, ma a Matera, città antichissima, non ci sarà mai posto per lei. Al momento del conto, offro io e mi prende un colpo: per due birre medie sono 14 €! Il mio amico non batte ciglio: “E’ normale. Questo è il locale che va di più a Materatown”. La conversazione con Vito è sempre piacevole e poi lui è bravissimo nel farmi “sentire a casa”. Ritorniamo alla macchina, accompagno Vito e vado a dormire.

Finalmente, iniziano le mie vere ferie. La sera faccio molta fatica ad incontrare i miei amici stanziali, mi rendo conto che io sono in ferie e loro no. In fondo i miei impegni quotidiani sono rimasti a Torino mentre i loro sono tutti qua, complicati dal ritorno di noi fuorisede che li vorremmo a nostra completa disposizione (come del resto fanno loro quando vengono a trovarmi a Torino) e da una affluenza turistica senza precedenti. Le giornate, inizio a rendermene conto, passano in una maniera ben differente dalle vacanze natalizie degli anni scorsi. Si resta chiusi in casa e la sera ci si incontra quasi esclusivamente con altri parenti o con altri fuorisede. La folla serale, del resto, rende difficoltoso anche passeggiare. Poco prima di Capodanno mi capita una grana lavorativa e sono costretto ad interrompere le ferie. Quindi, passo un paio di giorni a sistemare la faccenda con soddisfazione del Capo che, se da un lato si è scusato umilmente di avermi interrotto le ferie, dall’altro mi ha già autorizzato lo straordinario in busta paga. Devo ammetterlo, la cosa non mi dispiace affatto perché iniziavo a sentirmi insofferente e carico d’ansia per queste giornate passate in famiglia che servono solo a ricordarmi quanto questi momenti siano rari e preziosi nella mia vita da fuorisede.

Arriva Capodanno, vi risparmio il solito strazio organizzativo, e passo direttamente alle conclusioni: l’ho passato in casa di una amica della moglie di Vito, a Matera Nord. Eravamo pochi e siamo stati seduti a tavola fino a oltre la mezzanotte guardando il Capodanno materano in TV. Come solo a Materatown sanno fare si sono create due fazioni stile guelfi e ghibellini. Quelli, per lo più “deruggieriani” che lo hanno trovato bellissimo e coloro, i nostalgici di Adduce, che invece lo hanno inondato di critiche. Si lanciano accuse reciproche di “gufismo e controgufismo” su facebook e non mancano, come da costume consolidato, quelli che “a Potenza stanno rosicando!” o peggio ancora quelli che “ai potentini gli brucia il culo”. A me lo spettacolo è piaciuto a tratti. Le battute dei presentatori non le ho apprezzate molto, qualche canzone e poi il megaspot per Matera su scala internazionale non mi è dispiaciuto. A tavola con noi c’era un uomo quasi con le lacrime agli occhi per la gioia e l’emozione. Era Emanuele. La mobilità del salottificio gli è scaduta da tempo. Si arrangia con piccoli lavori saltuari e non ha speranze di aprire una Casa Vacanze, lui. E nemmeno di entrare nel business turistico. Niente di quello che passa dalla TV lo riguarda, in realtà. Ma lui è contento lo stesso. Questa cosa mi ha fatto riflettere parecchio: forse, il mio disappunto è più dettato dal fatto che vedo comunque un percorso di riscatto a Materatown in cui io non posso più inserirmi rispetto al fatto che questo percorso sia più o meno effettivo o aperto a tutta la cittadinanza. Io, poi, cosa posso saperne? E’ vero, non manco da Matera da molto, ma il primo giorno del 2016 mi vede aggirare per casa più perplesso che amareggiato ma, comunque, a disagio. Sempre durante il cenone, mentre provo a corteggiare un po’ la padrona di casa scopro che è laureata in lettere e che guadagna 600 € per dipingere a mano souvenir in terracotta in un laboratorio artistico cittadino. Non è una ragazzina, la trentina è superata da un pezzo. Quando, però, mi chiede se posso suggerirle qualche azienda torinese a cui mandare il curriculum smetto di corteggiarla, mi sento a disagio. All’improvviso, mi sembra di approfittare di lei e della sua situazione e così le dico di mandarmi il curriculum e che lo avrei girato a qualche mio contatto.

Decido di partire prima e di portare i miei con me, per passare l’Epifania assieme a Torino. Sono un po’ sorpresi da questa mia decisione, ma in fondo per loro l’importante è stare con me. E poi ho comprato casa con una stanza in più apposta, era ora di inaugurarla. Alle prime luci dell’alba del 2 Gennaio, con la macchina carica meno del solito di cibarie, riprendo la via del Nord. La sensazione che provo è quella del sollievo. E’ la prima volta che vado via più sereno di quando ci arrivo. A Torino riprendo in fretta i miei ritmi: semplicemente, l’ansia che provavo a Materatown dettata dal “perché non mi sto divertendo? Perché non mi sto rilassando? Dove sto sbagliando?” è svanita subito. Torino non è la mia città, non ancora. Materatown, però, devo ammetterlo, non lo è più.

Verso Ancona, quando l’aria nordica comincia a farsi sentire, penso di essere fortunato. Ho un bel lavoro, ben pagato anche secondo gli standard italiani. Ho una bellissima famiglia seppur lontana da me e vivo in una città che, a modo suo, mi ha accolto. E anche i miei ex-concittadini, quella parte di loro che riuscirà a riscattarsi col lavoro sono fortunati. E auguro loro ogni successo. Gli unici sfortunati sono gli uomini come Emanuele, che si sono commossi per il Concerto di Capodanno e non avranno mai alcuna parte al banchetto. Perché il Concerto di Capodanno non è per loro, non è per la Materatown sommersa, ma è per la Materatown del Musma, della mostra su Pasolini e del Concertone nazional-popolare, tutti alleati assieme. Peccato che siano costretti a farlo mentre una parte dei loro concittadini gli farà spazio emigrando o scomparendo nella miseria per poi commuoversi, da disoccupati, davanti a Materatown in mondovisione.

Non credo che tornerò stabilmente a Materatown, non so nemmeno se tornerò più per tutti i Natale-Pasqua-2Luglio come ho fatto fino ad oggi. In fondo, pensandoci bene, ho deciso di scrivere questa lettera non tanto per me, ma per Emanuele che mi è rimasto nel cuore. E a nome suo una cosa voglio dirla ai miei concittadini: sia che veneriate Radio Tre sia che consideriate un Cinepanettone sotto i Sassi il culmine della vostra rinascita, potrete dirvi davvero felici solo quando avrete provveduto a dargli un lavoro dignitoso.

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Scritto da materatown

10 January, 2016 alle 22:44

Pubblicato in Materatown

Materatown 2015 dalla A alla Z

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Care lettrici e cari lettori, pur sapendo di trovarvi distratti dalle simpatiche battute di Claudio Lippi e Rocco Papaleo nonchè dalle dolci melodie di Marco Masini e Francesca Michielin, non potevamo esimerci, seguendo una consolidata tradizione di questo sito, dallo stilare un elenco dedicato alle vicende che hanno visto per protagonista la città di Materatown insieme ai suoi illustri cittadini in questo 2015 oramai prossimo alla fine. Come consuetudine, abbiamo seguito, nel preparare la nostra classifica, l’ordine rigoroso delle lettere dell’alfabeto. Si tratta, ovviamente, di una personalissima graduatoria e per questo motivo chiediamo in anticipo scusa a tutti coloro che rimarranno delusi nel non vedere il proprio nome tra i fortunati VIP ma, purtroppo, le lettere dell’alfabeto sono solamente ventuno e questo ci ha costretto ad una dolorosa ma obbligatoria selezione. Siamo certi, altresì, che l’anno che sta per nascere non farà mancare altre e numerose occasioni per farci perdonare per le omissioni presenti in questo ultimo articolo del 2015. E adesso buon 2016 a tutti, stanziali e fuorisede di Materatown.

A come Addetto Stampa:

Antonella Ciervo viene nominata Addetto Stampa del Comune di Matera prendendo il posto del compianto Padre Serafino da Cascino. Siamo certi che l’ex giornalista del Quotidiano, dopo aver osannato con dovizia di particolari, la maestrìa con cui Adduce preparava il caffè, adesso ci delizierà sulle modalità con cui De Ruggieri cuoce la mela cotta e riscalda il brodino della sera.

B come Buccico (figlio):

Il consigliere comunale Rocco Buccico, figlio del più famoso Nicola, presenta un’ interpellanza ufficiale sul perchè è stato scelto quale direttore artistico della Manifestazione “Matera Is On The Table”, suo cugino Antonio Andrisani. Chiederlo direttamente all’interessato, magari davanti ad un capretto domenicale con tutta la famiglia, era troppo faticoso?

C come Cotugno:

Angelo Cotugno a proposito del doppio incarico (a Materatown e Bari) di Verri domanda provocatoriamente: “Ma il Barcellona farebbe giocare Messi metà campionato nel Real Madrid ?” Forse non sarebbe male domandarsi anche cosa pensano i materani di uno che passa da Berlinguer a Viti e Mastrosimone?

D come Direttore Ente Parco Appennino Lucano:

Il Direttore dell’Ente Parco dell’Appenino Lucano Vincenzo Fogliano ci tiene a precisare: “Tutta la struttura dell’Ente Parco, non risponde a logiche di natura politica o di mera appartenenza. Ritengo di aver trasmesso l’onestà, il dovere d’ufficio e l’autorevolezza che non può esservi senza etica!” A dimostrazione di ciò leggere la lettera “E”.

E come Ex-Assessore

L’Ex-assessore di Rivello, Cristina Florenzano di anni 38, nonchè membro del Comitato elettorale di Pittella, viene “chiamata” dall’Ente Parco diretto da Fogliano con un contratto a tempo determinato di 3 anni per “esigenze di carattere eccezionale”. Queste esigenze sono talmente eccezionali che nel giro di un mese, la giovane Cristina lascia l’Ente Parco per essere distaccata presso la Regione Basilicata e, per quelle strane combinazioni della vita, proprio nell’ufficio del Presidente Pittella!

F come Fiction:

La Fiction di Rai Uno “Questo è il mio Paese” è ambientato a Calura, un paese immaginario dell’Aspromonte con vista sul mare. Alcune riprese aeree sono state girate a Castelmezzano e questo ha suscitato l’ira e le proteste dell’ Associazione Turistica Thalia di Potenza che ha minacciato una “class action” accusando la RAI di fare “promozione fuorviante per il turista che è convinto che a Castelmezzano troverà il mare”. Infatti qui al Nord vedo stazioni, aeroporti ed autostrade intasate da turisti con secchiello e paletta in direzione Castelmezzano!

G come Giammetta:

Anna Giammetta è una giornalista “freelance”. In occasione del compleanno del Sindaco De Ruggieri scrive su giornalemio.it:<<De Ruggieri è inarrestabile anche nel giorno del suo compleanno. Ottant’anni e non sentirli […] Provate a stargli accanto. Ha il passo veloce, dialoga in continuazione senza neanche l’ombra del respiro in affanno. Passa da un convegno all’altro, da Roma a Matera, da Lourdes a Bruxelles, lamentandosi delle tante rappresentanze che lo distolgono dal lavoro, quello serio dice lui, per la città. Un dinamismo, fisico e mentale che in una società spesso assonnata costituisce un formidabile esempio di determinazione e tenacia da cui farsi tentare, dal quale imparare!>> Aspettiamo con ansia che la giornalista “freelance” pubblichi anche le foto di De Ruggieri mentre, a torso nudo, è intento a mietere il grano!

H come Hyperbros

Dopo mesi di silenzio dona ai suoi lettori un’ acuta analisi sulla situazione politica materana:<<Continuo a sperare che (De Ruggieri n.d.r.) sia chiuso nella sua angusta camera del sesto piano municipale a lavorare per tutti noi a lume di candela! Me lo sogno la notte, Raffaello, intento a tenere incollati i vari pezzi di una maggioranza che solo Dio riuscirebbe a far combaciare perfettamente. Quindi, De Ruggieri: tieni duro, anzi Tosto>> Da Hyperbros a Hypersoft il passo è breve!

I come Ida Leone:

Membro del WebTeam Matera 2019 così scrive su facebook: <<Materadio é esattamente il nostro sogno, é una palpabile anticipazione di come abbiamo sognato Matera nel 2019. Un luogo crocevia di facce non giovani e belle di cittadini culturali residenti e temporanei immersi nel flusso di un futuro che si forma intorno a noi, mentre viviamo ancora il presente!>> E c’è ancora chi, tra questi supporters, si domanda perchè Adduce ha perso!

L come Leporace:

Sul suo sito internet si domanda: <<Mi chiedo se il potere mi ha cambiato e mi ha reso schiavo. Domandarselo fa bene, però è bene anche evitare le risposte certe e affrettate!>> Se rende schiavi non lo sappiamo, sicuramente “marzullizza”!

M come Minieri:

L’ex Sindaco di Materatown su facebook cita Gramsci, le lotte contadine ed il vecchio PCI. Peccato che certi comunisti si ricordano di essere tali solo quando non governano più!

N come Nico Trombetta:

L’ex assessore ai lavori pubblici di Materatown augura su Facebook il Buon Natale: <<A Natale siamo tutti invasi da uno tsunami d’amore! Vorrei poter mettere lo spirito del Natale all’interno di un barattolo e poterlo tirare fuori mese per mese, poco alla volta!>> E che ci vuole? Basta  fare qualche “rotonda” all’ interno del barattolo!

O come Offerta turistica:

E’ quella che si propongono di offrire 3 giovani materani che hanno aperto un sito internet (traveltomatera.it) su cui hanno elencato 10 motivi per cui è meglio vivere a Materatown che a Milano. Tra questi il caffè, il paesaggio ed ovviamente Sua Maestà il Pane. Piccolo particolare: i tre giovani materani nonostante questo decalogo vivono e lavorano a Milano. Chissà perchè!

P come Palomba:

Il giornalista Palomba, in una intervista irriverente, incalza il Sindaco di Materatown con domande “scomode” come questa: <<Molta gente si chiede quale sia il segreto delle sue giornate. Non si ferma mai Raffaello Ruggieri?>>

Q come Quattrocento:

-400,-399,-398….Il conto alla rovescia dei lavoratori impiegati alla DataContact è pericolosamente iniziato con qualche giorno di anticipo rispetto a quello del Capodanno in Piazza.

R come Rozzano:

I bambini del piccolo paesino in provincia di Milano finiti agli onori della cronaca per il presepe negato a scuola, sono stati invitati a Materatown da Luca Prisco, organizzatore del Presepe Vivente, per lavare l’onta subìta e “rivivere con emozione e partecipazione uno dei momenti più belli della tradizione cristiana”. Fulgido caso di abitante “paracul…turale”!

S come Saponaro:

Michele Saponaro su giornalemio.it si dice contrario alla realizzazione del ponte sulla Gravina perchè <<al sud bisogna andare lenti; come la vecchia “littorina” che ti porta da Bari a Matera attraversando l’altipiano murgico e ti lascia scoprire il paesaggio […] perchè quel che cerca il turista che viene al sud è il ritmo del sud!>> E’ un po’ come dire che è giusto che in Africa ci siano le carestie così il turista che ci arriva può fare la dieta!

T come TRM:

E’ passato il 2015 e siamo ancora in attesa che uno dei tanti giornalisti che ci lavorano dia la notizia che Tosto è stato condannato in via definitiva a 3 anni di carcere per bancarotta. Speriamo nel 2016!

U come Università:

Quella dedicata alla Madonna “Nuestra Senora Reina de La paz” in Honduras ha concesso una laurea honoris causa in Politiche Sociali al Governatore Marcello Pittella il 13 Novembre scorso. Mo’ mi raccomando, se qualcuno vede la Madonna che inizia a piangere non gridi al miracolo, il motivo è un altro!

V come Valentina:

Valentina Critelli, 9 anni di Potenza, vince l’ultima edizione del concorso canoro “Ti lascio una Canzone” di Antonella Clerici. Come se già non bastasse questa disgrazia, ecco che il padre Gennaro sulla Gazzetta del Mezzogiorno dichiara: <<Siamo rimasti delusi perché non c’è stato nessun amministratore che pubblicamente abbia parlato di nostra figlia. Non una parola a supporto della bambina impegnata al concorso canoro. Cosa che invece il presidente Pittella ha fatto per il piccolo Giacomo che ha partecipato allo Zecchino d’oro>>. Esiste ancora il Telefono azzurro?

Z come “zenso”:

Portare la ferrovia a Materatown non ha più “zenso”. Così parlò Pittella nel 2015 (ascolta e guarda)

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Scritto da materatown

29 December, 2015 alle 23:05

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Presepe Vivente – Materatown 2015

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Anche per il 2015  noi di materatown.net vogliamo fare i più sentiti auguri di Buon Natale a tutti i nostri lettori con un personalissimo Presepe Vivente. Quest’anno la rappresentazione della Natività assume un valore particolarmente unico visto l’avvento in città di Raffaello il Messia, sceso in terra materana per la salvezza di stanziali e fuorisede. Purtroppo, però, dobbiamo sottolineare la blasfema assenza del Bue e dell’ Asinello che hanno rifiutato di presenziare alla nascita del nuovo Redentore e, a causa di tale inqualificabile comportamento, sono stati giustamente “spellati vivi”. Felice Natale a tutti.

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20 December, 2015 alle 22:36

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Il Quotidiano di Materatown n° 16

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Scritto da materatown

13 December, 2015 alle 23:26

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Materatown chiama…il “diversamente renziano” risponde!

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Vincenzo Santochirico è senza dubbio l’emblema della cosiddetta “anomalia lucana”. Infatti, nonostante sia stato uno dei massimi esponenti del Partito Democratico con il quale (e grazie al quale) ha ricoperto in passato cariche di primissimo piano nelle istituzioni (Assessore e Presidente del Consiglio regionale), alle ultime elezioni per la scelta del Sindaco di Materatown ha appoggiato, insieme ad altri “papaveri” del PD, il candidato del centro-destra De Ruggieri, favorendo così la sconfitta del candidato ufficiale del Partito democratico, Salvatore Adduce. Questa, almeno, era la situazione aggiornata ad alcune settimane fa, fino a quando il 28 Novembre scorso, presso la Sala del Consiglio Regionale di Potenza, l’ Avv.Vincenzo Santochirico si è reso protagonista della nascita dell’ Associazione “Rifare l’Italia” che altro non è che la ufficializzazione di una nuova corrente del PD che fa capo al dirigente nazionale Matteo Orfini anch’egli folgorato sulla via del “renzismo” pur essendone stato in passato un acerrimo avversario. A questo punto, come era da immaginare, scoppia la polemica che vede tra i più accesi protagonisti il consigliere regionale, nonchè capogruppo PD, Roberto Cifarelli e il Segretario cittadino, Muscaridola, entrambi fedelissimi dell’ex sindaco Adduce. Volano parole grosse nei confronti di Santochirico (“fai lo gnorri”, “hai la faccia tosta”) il quale ribatte colpo su colpo parlando di “mistificazione della realtà”. Si arriva così, come nei migliori litigi tra “fratellini”, a chiedere l’intervento dei “grandi” e perciò Muscaridola scrive una lettera ai vertici di Roma in cui chiede, causa alto tradimento, l’interdizione al tesseramento PD per l’ex-compagno Santochirico che noi di materatown.net  abbiamo contattato, facendogli alcune domande sull’intera vicenda. Buona lettura:

Allora Santochirico Lei è stato, nell’ordine, “bersaniano”, “cuperliano”, “civatiano” ed adesso “orfiniano”. Mo’ io dico, se non ha proprio le idee chiare, non potrebbe prendersi, che so, una pausa di riflessione di qualche anno e poi con calma comunicarci cosa vuol fare da grande?

Per sua informazione Cuperlo, Civati e Orfini erano bersaniani ed io cerco di non perderli di vista.

Mettiamola allora così, tra me e Lei in confidenza: Non è che sta’ storia di entrare nella corrente di Orfini è un modo per diventare “renziano” passando dalla finestra invece che dalla porta principale come i vari Antezza e Braia?

Al contrario. Il mio è proprio l’antidoto per non diventarlo. E poi “diversamente renziano” non fu espressione coniata da Speranza?

Lei si adoperato con Tosto, Buccico e Di Lorenzo per la sconfitta di Adduce con la conseguente vittoria di De Ruggieri. E’ un tantino curioso che lei adesso si meravigli che Cifarelli e Muscaridola non le vogliano dare la tessera del PD. In fondo Lei farebbe entrare un macellaio in una associazione di vegetariani?

Se capisco bene io sarei il cattivo macellaio e il duo Cifarelli-Muscaridola i poveri vegetariani? Mi lasci dire che la sua domanda è, diciamo così, un po’ “partigiana”. E comunque una favoletta simile, quella del lupo e dell’agnello, l’ha raccontata Fedro ben 2.000 anni fa.

E allora vediamo se quest’altra favoletta è più orginale. Gira voce a Materatown che Lei vorrebbe fare il Presidente della Fondazione Matera 2019 e il suo “alter ego” Angelo Cotugno, in un recente consiglio comunale, non ne ha fatto mistero, seppur con un discorso vetero-democristiano. Ma se questa era la sua ambizione, non poteva chiedere quel posto direttamente ad Adduce prima delle elezioni senza combinare tutto sto’ casino?

Primo, ho sempre ammirato la pubblicità degli “uomini che non devono chiedere mai”. Secondo, ho imparato da universitario il brocardo “Nemo plus iuris ad alium transferre potest quam ipse habet” (ndr: Nessuno può trasferire ad altri maggiori diritti di quanti ne abbia egli stesso!). Scherzi a parte, se avessi voluto incarichi, avrei accettato quello all’epoca già offertomi ossia commissario EIPLI, L’Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione. Ma io, lei so che non ci crederà, sono un idealista!

Lei nei giorni scorsi ha sostenuto che De Ruggieri è sempre stato un uomo di sinistra. Mi può dare il nome della sua grappa? Sembra essere di grande qualità!

Bevo whisky, ma la tesi che De Ruggieri è un uomo di centro-sinistra è fermamente sostenuta non solo dal sottoscritto ma anche da inguaribili astemi!

Una curiosità personale sui suoi capelli. Sono finti, li stira ogni mattina con la vaporella o va dallo stesso barbiere del grande Aldo Biscardi?

Né vaporella, né barbiere di Biscardi. Ogni giorno scrivo una pagina di “Elogio della sapienza e pazienza” di Vito che é uno dei dipendenti del barbiere dove vado che è la “Galleria del Taglio”. Lui ha l’arduo compito di asciugare i miei capelli che, oltre ad essere un po’ ribelli, cominciano anche a scarseggiare. Un giorno se vuole, posso presenterarglielo.

Volentieri. Grazie per l’intervista Avv. Santochirico

Grazie a lei, l’aspetto per un buon whisky e, magari, per un’intervista più benevola!

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Scritto da materatown

6 December, 2015 alle 23:13

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Je suis Raphael

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Foto tratta dal sito sassiland.com

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Scritto da materatown

29 November, 2015 alle 22:58

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