Il sito dei fuorisede di Matera


Cip & Ciop

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E’ di questi giorni la notizia della nomina, da parte della giunta regionale, di due illustri personalità di terra lucana ai vertici dei Consorzi industriali delle città di Materatown e Potenza. Come si poteva immaginare, Marcello Pittella non ha tradito le promesse “rivoluzionarie” fatte durante la sua campagna elettorale e, quindi, la scelta non poteva non ricadere che su due nomi nuovi, fuori dalle logiche di partito, giovani e soprattutto competenti. Sulle due importanti poltrone (alla modica cifra di circa 86.000 euro all’anno) perciò siederanno, per quel che riguarda il capoluogo di Regione, Antonio Bochicchio (nella foto quello con i capelli), diploma da Perito Commerciale, vice-sindaco di Avigliano nonchè primo dei non eletti al consiglio regionale nelle file del PSI, mentre per la neo-capitale europea della Cultura, l’ex-senatore PD Carlo Chiurazzi (nella foto quello senza i capelli), recentemente “trombato” alle ultime elezioni per il Parlamento italiano. Insomma due personalità “vincenti” che certamente con le loro capacità manageriali sapranno portare lustro ai due consorzi regionali. La scelta però non è stata affatto facile in quanto, da quello che ci risulta grazie a nostri informatori all’interno delle stanze potentine di Via Verrastro, c’erano altri due nomi altrettanto prestigiosi con curriculum che nulla avevano da invidiare ai vincitori finali. Stiamo parlando del Sig. CIP (nella foto quello con la testolina marrone) e del Sig. CIOP (quello con la testolina gialla) la cui candidatura pare abbia fatto trascorrere notti insonni al Presidente Pittella lacerato dal dubbio amletico: “CIP & CIOP o BOCHICCHIO & CHIURAZZI?”. Noi di Materatown.net, pur non avendo nulla da obiettare sulla scelta del Marcello “gladiatore” e “rottamatore”, abbiamo voluto però sentire i due amorevoli scoiattolini per ascoltare dalla loro viva voce come hanno reagito alla notizia della esclusione dalla carica di Direttore del Consorzio Industriale di Potenza (per quel che riguarda CIP) e Materatown (a cui era candidato CIOP). Li abbiamo così raggiunti presso la Fattoria di Nonna Papera e questo è quello che ci hanno detto davanti ad un bel piatto di ghiande. Buona Lettura:

Partiamo con Lei Sig. CIP! Perchè si è candidato al ruolo di Direttore del Consorzio Industriale di Potenza? Pensava di avere le carte in regola?

Credevo di avere il curriculum perfetto. Non so far nulla e non ho neanche un briciolo di esperienza. Meglio di così per ambire ad una carica regionale credevo non ve ne fosse!

Non fa una piega! E Lei invece sig. CIOP? Credeva di essere la persona giusta per il Consorzio industriale di Materatown?

Certo che sì! Chi più di me poteva ambire a quel ruolo? Non so neanche come si amministra un condominio e figuriamoci un consorzio! Ho tanti amici importanti come Topolino, Minnie e Pluto che mi vogliono tanto bene. Però si vede che Chiurazzi aveva amici più simpatici!

Sig. CIP, fermo restando che il suo “background” professionale era perfetto perchè, secondo Lei, il Presidente Pittella ha invece scelto al suo posto Antonio Bochicchio, nientepopòdimenoche…Vice Sindaco di Avigliano?

Nonostante la grande e prestigiosa carica che ricopre ad Avigliano, io credo che ci sia stato un altro fattore che ha fatto pendere la bilancia verso il nome di Bochicchio piuttosto che sul mio, per quanto ugualmente qualificato.

Cioè?

Bochicchio fa parte di una categoria protetta: è uno degli ultimi iscritti al PSI ancora in circolazione! Penso che giustamente il Presidente Pittella abbia voluto tutelare una “figura” oramai quasi estinta della fauna politica (il militante del PSI appunto) e perciò meritevole di essere salvaguardata. Io, se ci pensa, sono uno scoiattolino come ce ne sono a milioni! Fossi stato un panda, forse le cose sarebbero andate diversamente!

Sig. CIOP, lo stesso discorso però non può essere fatto per Chiurazzi. Di iscritti al PD, ex-democristiani, che hanno fatto i consiglieri regionali, gli assessori e i parlamentari in terra lucana ve ne sono molti. Perchè allora non hanno scelto Lei?

Credo che i motivi siano essenzialmente due. Il primo è di carattere umanitario. Chiurazzi si è ritrovato all’improvviso, dopo essere stato “trombato” alle ultime elezioni politiche, senza un lavoro e con il problema di arrivare alla fine del mese. Giustamente Pittella ha pensato bene di trovargli una occupazione a 86.000 euro all’anno che potesse permettergli una vita dignitosa. Per quel che mi riguarda, io non ho di queste esigenze. Le ghiande per sopravvivere le trovo gratis sugli alberi.

Ed il secondo motivo?

Chiurazzi ha dimostrato durante le ultime primarie di avere una capacità innata di moltiplicare tutto ciò che tocca. Come riuscì a moltiplicare le preferenze a suo favore nelle urne di Nova Siri (anche se poi questo comportò l’annullamento della consultazione) il Presidente Pittella spera che Chiurazzi possa fare lo stesso con le attività industriali che dovrà gestire nel Consorzio di Materatown.

E adesso Sig.ri CIP & CIOP pensate in un prossimo futuro di presentarvi per qualche altro importante incarico alla Regione?

Noi non demordiamo e certamente ci riproveremo. In fondo come le dicevamo abbiamo il profilo perfetto per ambire a qualche carica regionale. Purtroppo, però, le confessiamo che siamo un tantino preoccupati. Abbiamo appreso che il Senatore Margiotta del PD è stato appena condannato in appello per corruzione. Dovesse dimettersi da parlamentare temiamo che diventerebbe un valido e forse imbattibile nostro concorrente.

Grazie Sig. CIP! Grazie Sig. CIOP!

Grazie a Lei!

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Scritto da materatown

14 December, 2014 alle 23:54

Pubblicato in Materatown

Materatown chiama…la comparsa risponde!

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Ha scritto con enfasi il Quotidiano della Basilicata:<<A rispondere all’appello oltre duemila persone, provenienti da tutta la Basilicata e anche dalle regioni limitrofe [...] con il sogno di poter dire un giorno “Io c’ero”!>>.

Ha commentato con orgoglio la notizia la Gazzetta del Mezzogiorno: <<E’ un momento molto fortunato per la città dei Sassi, proclamata anche Capitale europea della cultura nel 2019. Per il remake di Ben Hur si prevedono circa 2000 comparse!>>

E allora, cari lettori, viste queste manifestazioni di giubilo, abbiamo pensato di andare a sentire direttamente uno dei quei ragazzi che, a fine Novembre, hanno atteso ore ed ore in Via Sallustio nella “fortunata” Materatown per partecipare ai provini come comparse del film Ben Hur per capire, insieme a voi, cosa li ha spinti a tale fatica pur di poter dire un giorno (magari ai loro figli e nipoti): “io c’ero”.  Sara, che questa esperienza l’ha vissuta in prima in persona, ha così risposto alle nostre domande. Buona lettura:

Ciao Sara, ho trovato il tuo nominativo nella pagina Facebook della Lucania Film Commission, dove chiedevi informazioni su come partecipare al casting, ma altro di te non so. Per dirla alla materana, “a chi appartieni? ”

Ho 27 anni, sono della provincia, di un paese a pochi chilometri da Materatown e al momento sono in cerca di occupazione.

“In cerca di occupazione” è troppo politicamente corretto. Sei uno dei tanti giovani disoccupati?

Sono disoccupata e sono in cerca di un lavoro. Mi destreggio tra un lavoretto e l’altro come molti giovani del sud. Ho un diploma come Tecnico dell’ Industria Audiovisiva ed il mio sogno è lavorare nel campo della Comunicazione. Ho partecipato al casting sia per provare un’esperienza nuova (non capita tutti i giorni di avere un set cinematografico americano a 20 km da casa) ma anche per un aspetto economico.

Finora che lavori hai fatto?

Lavori saltuari, soprattutto in estate. Ho lavorato per una sala ricevimenti, per un bar, sono andata anche in campagna, ho fatto doposcuola. Insomma, si fa quel che si può. Ma questi lavori vanno bene a vent’anni, presto dovrò inventarmi qualcosa di più “sostanzioso” che mi possa garantire un futuro.

Sai perchè ti ho contattato?

Perchè sei disoccupato anche tu e non avevi di meglio da fare?

No, fortunatamente io ho un lavoro. Ti ho contattato perchè molti abitanti “culturali” (magari comodamente seduti nei loro uffici regionali e comunali o da qualche manifestazione cinematografica in Sud America) hanno visto in questa massiccia partecipazione al casting di Ben Hur un segnale di crescita “culturale” della città e della Regione dopo esser diventati Capitale europea della Cultura. Tu eri lì perchè ti sentivi cittadina culturale?

Credo che la crescita culturale della città non abbia niente a che fare con l’enorme affluenza di persone al casting. La crescita culturale di una città a mio parere riguarda altre cose e non certo un kolossal americano ambientato neIla Gerusalemme di 2000 anni fa.

Sai cosa mi è venuto in mente, a proposito di cinema, quando in TV hanno fatto vedere tutta quella gente che voleva partecipare al casting? Il film “Bellissima” con Anna Magnani. Quello, per intenderci, che racconta la disperazione di una mamma che per uscire dalla miseria fa di tutto per sottoporre la figlia ad un provino cinematografico.

Il film lo conosco bene! Meraviglioso! Io mi sono potuta permettere di aspettare nove ore per poter essere provinata proprio perché al momento non ho un lavoro e perché spero che, oltre alla bella esperienza, di guadagnare un pò di soldi, cosa che fa sempre comodo. Ma La cosa che mi ha colpito di più, però, sai qual è stata?

No dimmi!

E’ stata la presenza di numerose persone di mezza età (dai 40 ai 50 anni) e anche di diversi ultrasessantenni. Persone che probabilmente non hanno la passione per la recitazione, ma una famiglia da mandare avanti, come ho sentito dire da una signora in fila come me!

Quale sarà il compenso che prenderanno le comparse che saranno scelte?

Non so quanto saranno pagate le comparse, ma molte voci dicono intorno ai 100 euro a giornata, ecco perché spero che (se mai verrò presa) le riprese durino tanti giorni.

Per qualche centinaio di euro valeva la pena passare moltissime ore di fila?

Il tempo passa abbastanza in fretta se si sa aspettare. Capisco che è difficile per qualcuno che ha un lavoro regolare immaginare di “perdere tempo” in questo modo, ma questa sembra diventata la normalità ormai per molte persone. Ed io mi reputo anche fortunata. Ero lì dalle 7 di mattina e sono stata “provinata” alle 5 di pomeriggio. C’era gente che veniva da molto più lontano, che aveva dormito in macchina e che poi non ha potuto neanche partecipare alla selezione perchè alle 18 hanno chiuso i provini con buona pace per chi era ancora in fila!

Il provino in cosa consisteva e quando saprai se ti hanno selezionata?

Mi hanno chiesto le mie misure (numero di scarpe, taglia, altezza, ecc.) e numero di telefono. Poi mi hanno scattato una foto in primo piano e una a mezzo busto. Fine. Non ci hanno detto nulla “ufficialmente”, ma ho chiesto a un addetto al casting e mi ha riferito che le foto andranno a Londra dove saranno scelte le comparse adatte al film e che le riprese dovrebbero iniziare i primi giorni di febbraio.

Hai mai pensato di trasferirti in una città del Nord, che magari non sarà Capitale della Cultura e non avrà Film Commission o set cinematografici, ma che ti possa offrire un lavoro dignitoso?

Certo, continuamente. Quando avrò i mezzi lo farò, e spero questo accada il più presto possibile.

In bocca al lupo Sara e non tanto per il casting ma affinchè tu possa avere un futuro che ti renda felice.

Spero, per quel che riguarda il casting, che ne sia valsa la pena, e se non andrà in porto la considererò come una delle tante esperienze che mi fanno crescere.

Grazie ancora per l’ intervista

Grazie a te!

 

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Scritto da materatown

8 December, 2014 alle 00:21

BlobAdduce

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1 December, 2014 alle 00:01

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Il Quotidiano di Materatown n° 13

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Scritto da materatown

23 November, 2014 alle 23:47

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Mobbing a Materatown

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Lungi da noi, cari lettori, fare dello sterile vittimismo ma, diciamocelo francamente, in questi anni in molti hanno provato e sperato di renderci disoccupati. C’è chi ha usato l’arma della querela, chi ci ha lanciato ”macumbe” augurandoci devastanti cancrene, chi ha richiesto un intervento dell’Ordine dei Giornalisti e del Club delle Giovani Marmotte per silenziarci, senza dimenticare chi ci ha elegantemente chiesto un incontro “riservato” per discutere del nostro futuro (“Appena ti sgamo ti faccio abbassare le recchie”). Adesso, però, la strategia per ricondurci “sulla retta via” è cambiata e si è fatta più raffinata. Non più metodi espliciti e talvolta un po’ rozzi, ma un sistema più sottile e subdolo: il Mobbing. Infatti, una delle più crudeli e nefaste condotte praticate da chi attua il mobbing, è quella di “demansionare” la sua vittima fino a privarlo di ogni attività lavorativa lasciandolo praticamente inoperoso per giorni, settimane e mesi interi tanto ad indurlo all’autolicenziamento. E questo è proprio quello che ultimamente in molti stanno facendo nei nostri confronti. E come? Direte voi. Semplice. I nostri potenziali “obiettivi” hanno iniziato a fare satira su loro stessi (“autosatira” potremmo dire) in modo da lasciarci senza più argomenti da trattare facendoci di fatto sentire inutili e a girarci i pollici davanti alla tastiera. Vittime di mobbing appunto! Per meglio spiegarvi la gravità di quello che sta accadendo vi proponiamo due casi emblematici:

1) Volevamo scrivere un articolo un po’ canzonatorio sul giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Emilio Oliva e sulla sua, diciamo così, non celata simpatia verso il Sindaco Adduce. Avevamo pensato di enfatizzare questo rapporto di amicizia tra i due facendone una parodia e perciò inventandoci un articolo a firma del suddetto giornalista. In tale editoriale, scritto durante una merenda a base di cavoli, Oliva avrebbe dovuto commentare il prodigioso soccorso del giocatore del Matera Calcio, Ciro De Franco nei confronti dell’ avversario Ettore Mendicino della Salernitana, parlandone come di una naturale conseguenza della vittoria di Materatown a Capitale della cultura nel 2019 quasi si trattasse di un miracolo. Comicità del grottesco, insomma! Bene, non ci crederete, ma il buon Oliva, questo articolo lo ha scritto veramente pubblicandolo il 4 Novembre scorso: “Piace immaginare che qualcosa sia cambiato dal 17 ottobre e se il titolo di capitale europea della cultura per il 2019 impone di pensare a modelli da esportare in tutto il vecchio continente si debba partire anche dal calcio!” Ci mancava solamente che il giornalista ci raccontasse come il giocatore “culturale” del Materatown Ciro De Franco avesse sentito la voce di Verri ordinargli di andare in aiuto all’avversario con un perentorio “CIRO!! MUV’T e CAMMIN!” ed il pezzo di autosatira sarebbe stato un capolavoro assoluto.

2) Il programma Striscia la Notizia, alcuni giorni fa aveva mandato in onda un servizio in cui mostrava alcuni impiegati della Prefettura che, dopo aver diligentemente inserito il proprio tesserino nel marcatempo presente nell’atrio antistante gli uffici, con una armoniosa giravolta di 180 gradi riprendevano la via dell’uscita per dedicarsi a commissioni governative di vitale importanza per la città quali una sana passeggiata in mezzo al Corso, una abbondante colazione al bar o un distensivo shopping al mercato. Sempre Striscia la Notizia, tornando alcuni giorni dopo lo “scoop” per costatare se l’usanza del “timbra e fuggi” da parte degli impiegati della Prefettura fosse ancora in auge, aveva notato che l’ingresso dello stabile dove era presente il famigerato orologio marcatempo non era più visibile dall’esterno in quanto, con solerzia italica, si era provveduto al montaggio di vetri scuri che ne impedivano la visuale dall’esterno. Noi di materatown.net avevamo pensato, a commento ironico su tale notizia, di redigere un paradossale comunicato stampa della Prefettura in cui veniva spiegato che l’ introduzione della vetrata a prova di “occhio indiscreto” era dovuta a motivi di sicurezza visto il proliferare del terrorismo internazionale (con orde di guerriglieri di Al Qaeda oramai alle porte di Bottiglione e San Pardo) e, tanto per non sbagliare, anche in virtù del fatto che Materatown era da poco diventata Capitale Europea della Cultura. Sarebbe stato indubbiamente un articolo talmente surreale da far morire dal ridere i nostri lettori. Avevamo già allestito tutto il necessario per la pubblicazione quando la Prefettura ci ha lasciato come al “2 di Luglio” grazie ad un proprio comunicato stampa che recitava: “L’ opacizzazione delle vetrate della porta di accesso al Palazzo del Governo [...] si è resa necessaria, allo scopo di realizzare una più efficace tutela della sicurezza dell’obiettivo istituzionale governativo in conseguenza sia della delicata situazione internazionale, che acuisce il pericolo di azioni in danno dei suddetti obiettivi istituzionali, sia della contemporanea proclamazione della Città di Matera quale Capitale Europea della Cultura per il 2019″

A questo punto, se ancora avevate dei dubbi, la strategia messa in atto contro di noi è più che confermata! Se volete perciò aiutarci e volete ancora che questo sito continui a farvi compagnia ogni lunedì mattina, per favore sosteneteci nella lotta contro questo vile tentativo di “mobbing” nei nostri confronti e chiedete ad alta voce BASTA CON L’ AUTOSATIRA! Ad ognuno il proprio ruolo: i cittadini “culturali” seri e responsabili di Materatown facciano e scrivano cose serie e responsabili e lascino a noi, poveri giullari ignoranti, il compito di prenderli un po’ in giro.

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Scritto da materatown

17 November, 2014 alle 00:08

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La Cotugno Commedia

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Il 6 Novembre scorso, un mistico comunicato stampa del consigliere Cotugno, riportato dai maggiori organi di stampa di Materatown, ha creato grande scalpore nell’intera città. L’ex- sindacalista, nonchè  dirigente del PD, sembra essersi convertito totalmente alla nuova religione imperante e, proprio come il San Paolo di Tarso, pare rimasto folgorato sulla strada che porta al 2019 diventandone uno dei maggiori sostenitori. Il Cotugno, infatti, non si limita nella sua nota pubblica, a tessere le lodi di coloro che hanno portato la città a conquistare il prestigioso riconoscimento, ma va oltre. Propone, infatti, che al Direttore del Comitato Paolo Verri e al Direttore artistico Joseph Grima venga addirittura conferita la cittadinanza onoraria. Quello che però mi ha veramente incuriosito è stato un passaggio al limite del “paranormale” con cui Cotugno spiega le ragioni della sua proposta. Scrive infatti:<<Matera ha vissuto una straordinaria esperienza collettiva, di coinvolgimento e di condivisione, intorno all’obiettivo di diventare Capitale europea della cultura per il 2019. [...] Avverto anche quella pacata soddisfazione dei nostri genitori che osservano, dalla terra e dal cielo, l’incontenibile  trasformazione della città >> Avete inteso cosa dice il nostro ex-baffuto consigliere comunale? Dice, in poche parole che, oltre ad aver avuto percezione terrena della felicità dei cittadini materani, ne ha avuta una extrasensoriale “dal cielo”, ossia da parte di coloro che purtroppo non sono più parte di questo mondo. La questione sarebbe rimasta nell’ambito del “credo” soggettivo di ognuno di noi se non mi fosse capitata, mercoledì scorso in piena notte, un’ esperienza soprannaturale che ho deciso di pubblicare per  rendervene partecipi. Buona lettura:


Nel mezzo di cammin di settimana,
di notte mi ritrovai da Morfeo abbandonato,
chè nel desinar avea abusato di parmigiana.

Stava in cucina la bocca a rinfrescar impegnato,
che un cupo suono udii provenir da bocca umana,
seguito da dolce voce che mai avea dimenticato:

<<Scusa se in codesto modo in casa tua io v’entrai, 
con volgar colpo di tosse, ma il vizio di fumar,
anche qui tra le anime sante, non abbandonai>>

iniziò il vecchio padre di mio padre a parlar.
Come se forze nella mano avessi avuto mai,
il bicchier d’acqua a terra lasciai cascar.

<<Non aver timore oh nipote mio diletto>>
riprese subito la favella l’amato avo,
<<chè a breve riavrai pace nel tuo letto>>

Libero dalla paura che mi avea reso schiavo,
avendo udito tal parole pien d’ affetto,
così mi rivolsi al genitore che tanto amavo:

<<Nonno caro, spero non la collera porti
te a me innanzi a cagion della mia assenza
sulla tua tomba che da lustri tu sopporti>>

<<O nipote, non ti scusar della tua astinenza
perchè so ben che il fato in altri porti
ti diresse per far valere la tua scienza!

Io son qui per ben altra ragione.
Dicon che sei uso a scriver della città natale
canzonando chi del poter occupa poltrone!>>

<<Spero ciò non sia per te causa di male>>    
presi io allor preoccupato a favellare
<<od anche per me di destìn fatale!>>

<<Del tuo fato non ti devi preoccupare>>
subito mi consolò l’amato progenitore,
come tutti color che penna non si fan pagare!

Voglio da te in verità un favore>>
<<dimmi pure nonno amato>> dissi io
<<sarò felice di esserti ambasciatore!>>

<<Seppi che a disturbar noi anime di Dio
tal Cotugno Consigliere si è adoprato
pur di uscire da un triste oblìo>>

confessò con voce ferma il mio antenato.
<<Cosa Cotugno disse che io non udii prima?>>
domandai allor tutto spaventato.

<<Vuol quell’uomo far Verri e Grima>>
mi chiarì con voce celestiale
<<cittadini di Matera con onore e stima!>>

<<E per giustificar tal idea “geniale”
le nostre divine voci, sostien giulivo,
l’ han suggerita per osannar Matera Capitale!>>

<<Oh nonno caro e per tal motivo
tu dell’ira ti rendi prigionero?>>
dissi usando un verbo sedativo.

Poi continuai:<<Cotugno è sì un “para” vero
ma non la parola “normal” devi sommare
bensì il volgar nome per il didietro emisfero.

Il popolo che in piazza è a festeggiare,
tra qualche mese dovrà essere aiutato
per decider chi lo dovrà capitanare.

E Cotugno non vuol arrivar impreparato!
Hai capito amato avo? Questa è politica!
Voi anime potete star serene!>> dissi stremato.

<<Star sereni?>> ripetè con aria critica
colui che di mio padre fu genitore.
<<Cos’è questa espressione che par sia mitica?

Io non son sereno, anzi aumenta il mio furore:
Cotugno che del comunismo in giovanil età
ne fece suo dio e ne fu acclamatore

non d’anime di vecchi deve ascoltar la beltà
ma di color che invano cercaron negozio
morti per propria mano, orbi di dignità.

Se del donar cittadinanza vuol fare sacerdozio
vada da color che partono per miglior destino
costretti a lasciar la città dell’ozio!

Figlio di figlio di padre contadino
tu che giocar di rima sai come si fa
scrivi ciò che testè dissi a te vicino>>
 
Regalò poi un sorriso di gran beltà
e abbandonò così il caloroso tetto
tornando colà dove nessuno sa.

Ed io a ritrovar il mio amato letto.
 

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Scritto da materatown

9 November, 2014 alle 23:37

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Il Quotidiano di Materatown n° 12

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Scritto da materatown

2 November, 2014 alle 23:41

Pubblicato in Il Quotidiano,Materatown

Lessico Famigliare

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“Vigliacco”, “Verme”, “Assassino”, “Cazzone” sono solo alcuni degli “attestati di stima” apparsi su facebook, compreso un sentito “augurio” di pronta e corrosiva cancrena, che ci sono stati rivolti dal Direttore del Quotidiano di Basilicata, Lucia Serino, a seguito di un nostro articolo pubblicato due settimane or sono (clicca qui).  Ma non è di queste auliche espressioni che volevamo parlarvi oggi (per le quali vi rimandiamo alla lettura delle opere del Sen. Maurizio Gasparri, vero luminare in materia e, probabilmente, musa ispiratrice dell’autrice dei suddetti commenti). Vogliamo piuttosto ragionare con voi circa uno strano fenomeno che sin da subito ci ha colpito, ossia l’uso ossessivo dell’ espressione “senza palle” con cui la Serino ha quasi sempre accompagnato tali attestati di stima nei nostri confronti. Quando, infatti, abbiamo letto questo raffinato appellativo, siamo stati colti da uno strano “déjà vu”, avendo la precisa sensazione di essere già stati descritti in tal modo, pur non riuscendo a rammentare chi ne fosse stato l’autore, né tanto meno in quale occasione. Abbiamo passato notti insonni a guardare il soffitto e a domandarci: <<Hmmm! Questo “senza palle” non ci è nuovo! Dov’è che l’abbiamo già letto? >>. Alla fine, proprio quando avevamo perduto ogni speranza, mentre stavamo guardando in televisione una retrospettiva del capolavoro cinematografico “Giovannona Coscialunga disonorata con onore” con Edwige Fenech e il grandissimo  Pippo Franco, ecco che un raggio di luce ha illuminato la nostra memoria grazie ad un banale collegamento: Film d’autore – Lucania Film Commission – Direttore Paride Leporace!

Tutto in quel momento ci è stato chiaro e così, senza perdere neanche un minuto di tempo, siamo andati a controllare nel nostro segretissimo archivio (ndr: abbiamo la sana abitudine di avere copia di tutto quello che si scrive su di noi!) dove nel fascicolo “Maggio 2013″  è spuntato il seguente pensiero dell’ex direttore del Quotidiano di Basilicata, marito di…Lucia Serino, Paride Leporace: “MATERATOWN, UNA GIGANTESCA LETTERA ANONIMA SCRITTA IN BELLA FORMA DA UNO SENZA PALLE!” (E speriamo che, avendo usato la locuzione “marito di…”, almeno questa volta, ci venga risparmiata l’accusa di essere “schifosi maschilisti!”)

Come potete immaginare, carissimi lettori, la domanda che immediatamente ci siam posti è stata: “Ma sarà un normale caso di lessico famigliare che fa sì che i coniugi Leporace si esprimano in sì perfetta armonia linguistica o, al contrario, ci sono dei motivi più lontani ed oscuri?”

All’inizio abbiamo pensato che l’espressione “senza palle” potesse essere un tipico intercalare in uso in terra calabro-campana, come può essere il romanesco “ahò”, il piemotese “neh” o il siculo “minchia”. Ma, onestamente, facciamo fatica a pensare che, per esempio, di fronte ad un improvviso calo delle temperature, i coniugi Leporace, per commentare l’evento, siano soliti affermare: “Senza palle!!! Che freddo stamattina!”

Eliminata quindi una spiegazione geografica, abbiamo provato a dare una lettura psicologica del fenomeno del “senzapallismo”, basandoci sulla famosa teoria del “mal comune mezzo gaudio”, quella, per intenderci, che spinge una persona, privata di qualcosa, a desiderare ardentemente che la stessa privazione tocchi ad altri al fine di provarne conforto. Per quanto, però, questa teoria possa essere  diffusa ed affascinante, non ci convinceva del tutto, dato che, se in un caso poteva avere una sua ragion d’essere per motivi, diciamo così, genetici, nell’altro, per lo stesso identico motivo, non era assolutamente applicabile.

E allora? Finalmente ieri abbiamo capito. E’ stato quando abbiamo letto quello che Paride Leporace, il 19 ottobre scorso, ha scritto su twitter: “Un saluto a Perugia-Assisi, città candidata dove oggi, come avviene da decenni, si marcia per la Pace. Io vo gridando PACE, PACE, PACE”.  Il “senzapallismo” – abbiamo compreso -  altro non è che una dottrina mistico-religiosa, imbevuta di ideali francescani e pacifisti, cui, la menzionata coppia ha aderito con ferrea convinzione adoperandosi costantamente nella ricerca di nuovi adepti. Per dirla in parole semplici, l’appellativo “senza palle” a noi rivolto in maniera così persistente altro non è che un amorevole invito a rinunziare ai nostri “mascolini attributi”, intesi come inutili zavorre che potrebbero, in futuro, impedirci di saltare verso lidi più felici e confortevoli. E’ superfluo dire, affezionati lettori, che noi di materatown.net accettiamo, lusingati, un così prezioso insegnamento, tanto più che proviene da persone più anziane e con più esperienza di noi, che hanno dimostrato quanto sia utile, per poter spiccare l’ardito volo che da “Lotta Continua” porta  fin dentro le stanze regionali al fianco di Vito De Filippo, lasciare a terra ogni ingombrante orpello.

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Scritto da materatown

26 October, 2014 alle 23:05

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Buon 2019!

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Scritto da materatown

19 October, 2014 alle 23:12

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Il Test dell’ Abitante Culturale

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Mancano oramai poche ore al verdetto finale. L’intera città è in pieno fermento nell’estenuante attesa che arrivi il fatidico Venerdì 17 Ottobre, giorno in cui verrà proclamata la Città Capitale Europea della Cultura nel 2019. I Commissari oramai hanno visitato tutte le città candidate e adesso non resta altro da fare che aspettare. Ovviamente la tensione sale di ora in ora, mentre incubi spaventosi turbano le notti, sempre più insonni, di molti stanziali che si svegliano di soprassalto, madidi di sudore, dopo aver sognato le piazze festanti di Ravenna o Siena, con conseguenze che si possono facilmente immaginare in termini di salute psico-fisica. Noi di materatown.net, per alleviare questo “stress” e portare un pizzico di serenità negli animi di questi concittadini, abbiamo commissionato alla prestigiosa Università di Basilicata un test che, oltre a rilassare i nostri lettori, permetterà loro di conoscere a quale categoria di “abitante culturale” appartengono rispondendo a 5 semplici domande. Buon divertimento:


  • Durante la recente visita a Materatown dei Commissari della giuria che selezionerà la prossima Capitale della Cultura come ti sei comportato durante il nubifragio pomeridiano che ha colpito la città?

A) Tenevo l’ombrello sopra la testa dei commissari e, per evitare che si sporcassero le scarpe, all’occorrenza mi sdraiavo sulle pozzanghere a mo’ di tappetino;

B) Alle prime nuvole minacciose mi sono recato in macchina vicino la Casa Cava in attesa dei commissari. Appena sono arrivati, ho simulato di essermi bagnato anch’io sotto la pioggia rovesciandomi una bottiglia d’acqua in testa ed ho iniziato a sventolare la bandierina con il logo di Matera 2019;

C) Ho pensato guardando dalla finestra di casa mia: <<AZZ COM’ CHIOV’!>>



  • Come hai reagito quando hai appreso la notizia della chiusura della facoltà di Ingegneria a Materatown?

A) Non ho pensato a nulla. Io esprimo delle idee solo quando ho il permesso di Verri. E poi che mi frega, io studio a Padova!

B) In questi casi uso sempre la stessa frase tratta dal manuale del “Perfetto Saltatore della Quaglia” di Angelo Tosto: <<Non è il momento di fare polemiche perchè dobbiamo essere tutti uniti e tifare per la vittoria di Materatown Capitale Europea della Cultura!>>

C) E’ la crisi dell’indotto. Non avendo più operai a Materatown, perchè bisogna avere gli ingegneri che li licenziano?



  • Cosa hai pensato quando hai letto l’articolo di Piero Quarto il 26 Settembre sul Quotidiano di Basilicata in cui il giornalista nostrano affermava: <<Abbinare Matera ad un vecchio clichè quale quello della mancanza del treno appare superato dalla storia [...] Alcuni stereotipi che riguardano Matera vanno rivisti con occhi diversi alla luce dei tempi. Ciò che era sacrosanto vent’anni fa non è detto che lo sia anche adesso.>>

A) Basta con questo “clichè” della ferrovia che non abbiamo. Vent’anni fa poteva avere un senso, ma adesso Piero Quarto ha la patente e accompagna lui Verri quando vuole andare a Torino. Gli compera il “camogli” in autostrada e se l’ascensore è rotto gli porta pure le valigie fin dentro casa!

B) In pubblico non esprimo la mia opinione ma quando incontro privatamente Piero Quarto per la strada gli faccio i complimenti per l’articolo e gli chiedo di salutarmi il suo direttore!

C) Affermare che Piero Quarto lavora per Lucia Serino che è la moglie di Paride Leporace che lavora per la Regione Basilicata che non ha mai risolto il problema della ferrovia è anche questo un vecchio clichè?

 


  • Quando su Radio 2 hai sentito Verri dire: <<Carlo Levi, piemontese come me, si trovò così bene a Matera che non volle più andar via!>> hai reagito così:

A) Bravo Verri. E diciamolo una volta per tutte: anche Antonio Gramsci si trovò così bene in galera che ci volle morire dentro!

B) No comment, perchè quel giorno avevo la radio rotta e non ho sentito la trasmissione!

C) Cristo si sarà pure fermato a Eboli, ma a Torino, vicino la casa di Verri, un giro in più se lo poteva anche fare!

 


  • Immagina di aver pubblicato un libro e di presentarlo alla cittadinanza pochi giorni prima del fatidico 17 Ottobre. Come organizzi la manifestazione?

A) Mando una copia autografata del mio libro a tutto il Comitato,  regalo a Rossella Tarantino un “buono omaggio” da spendere al più presto da un parrucchiere e alla Ragozzino invio il 45 giri della canzone “Non ho l’età” di Gigliola Cinquetti;

B) Pur avendo criticato in passato il Comitato, pubblico su facebook la fotografia della copertina del libro con sopra la spilla di Materatown 2019 e durante la presentazione chiamo Verri sul palco a parlare. Poi il giorno dopo faccio pubblico encomio a Pittella per aver presenziato all’evento.

C) Invito solo quelli di materatown.net



Il Test dell’ Abitante Culturale è terminato. Il lettore deve ora calcolare quante risposte A, B o C ha collezionato e poi CLICCARE QUI per conoscere a quale categoria di abitante culturale di Materatown appartiene.

 

 

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Scritto da materatown

12 October, 2014 alle 23:18

Pubblicato in Materatown