Il sito dei fuorisede di Matera


Digital Minchiatery 2.0

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A parte la presenza di oltre 700 candidati e la nascita di una miriade di liste civiche, la novità più importante della campagna elettorale che si sta svolgendo a Materatown in queste settimane è certamente legata all’arte della comunicazione. Si è fatto strada, infatti, nelle ultime ore, un nuovo fenomeno che prende il nome di “Digital Minchiatery” che consiste nello scrivere su un qualunque social network la prima fesseria che salta in mente per poi far seguire a breve giro di “tweet” o “post”, un lungo pistolotto di scuse lacrimevoli adducendo i motivi più fantasiosi. Fulgidi campioni di “digital minchiatery”, come in molti sapranno, sono stati in ordine strettamente cronologico, Paolo Verri che su twitter si è lasciato andare ad un’affermazione contro i proprietari del Duni (“Lavoriamo negli spazi informali subito senza farci truffare da privati incompetenti”) e la Soprintendente per i Beni storici, Marta Ragozzino, che su facebook chiedeva al responsabile dell’agenzia di comunicazione che cura la campagna elettorale del sindaco Salvatore Adduce, quali potessero essere le strategie migliori da adottare per danneggiare l’avversario De Ruggieri definito “il vecchietto”. In entrambi i casi, come vuole la prassi della “Digital Minchiatery”, sono subito arrivate le rettifiche dei suddetti personaggi che indossando il caschetto biondo stile Caterina Caselli, hanno invocato il perdono dei destinatari delle loro sortite. Noi di materatown.net siamo rimasti talmente affascinati da questa nuova tecnica comunicativa che abbiamo pensato di utilizzarla sebbene con una variante (“Digital Minchiatery 2.0″) che prevede non solo di scrivere la prima minchiata che ci è passata per la mente, ma di allegare direttamente le relative scuse risparmiando non solo tempo prezioso ma prevenendo così ogni tipo di polemica. Buona lettura:

  • Digital Minchiata n° 1: “DE RUGGIERI DA GIOVANE E’ STATO CAMPIONE DI CORSA SUI MAMMUT”

Scuse: Siamo veramente rammaricati per le polemiche che questa nostra affermazione ha suscitato e che ha portato il candidato De Ruggieri insieme ai suoi due adepti Angelo Cotugno e Saverio Vizziello a chiedere al Ministro delle Telecomunicazioni il distacco della nostra linea Internet nonchè il sequestro del router.  Qualunque sarà la decisione del ministro la accoglieremo con serenità. Ci preme però ribadire che non era assolutamente nostra intenzione offendere nè tanto meno fare riferimento alla veneranda età del candidato De Ruggieri. Il richiamo all’estinto proboscidato, volgarmente definito mammut, è stato equivocato. Volevamo solamente far riferimento, seppur con modi sbagliati, all’immensa cultura in ambito storico del esimio Avvocato De Ruggieri che spazia dal Cenozoico fino ai giorni nostri.

  • Digital Minchiata n° 2: “TORTORELLI QUEL POLLICE ALLA FONZIE SAI DOVE TE LO PUOI METTERE?”

Scuse: Ci scusiamo con il candidato Tortorelli per l’equivoco che può essersi innescato a seguito della domanda su quale parte del proprio corpo il Presidente della Camera di Commercio dovesse posizionare il pollice alzato con cui è raffigurato nei manifestati elettorali. Vogliamo altresì precisare che la nostra era solo una critica dal punto di vista comunicativo in quanto la postura del dito “alla fonzie” rappresenta una tipica gestualità americana e che poco ha a che fare con la cultura europea di cui Materatown è diventata fulgido esempio in qualità di capitale Europea nel 2019. Purtroppo superficialmente abbiamo mancato di inserire la risposta alla domanda in questione che ovviamente era “in bocca”, in quanto avrebbe ricordato il caratteristico atteggiamento di un neonato la cui bellezza e genuinità ricordano la nostra bellissima Materatown.

  • Digital Minchiata n° 3: “MATERDOMINI FA IL CAPPUCCINO ALLA CAZZO DI CANE”

Scuse: Purtroppo a causa della nostra scarsa conoscenza dei social network un messaggio privato destinato ad un amico di Cuneo che ci chiedeva un consiglio su dove poter bere un ottimo cappuccino a Materatown informandosi a tal fine sul bar di Materdomini, è diventato di dominio pubblico. L’espressione colorita con cui abbiamo definito la calda bevenda a base di latte e caffè è purtroppo dovuta, seppur non giustificata, al fatto di aver avuto quella sera problemi di dissenteria a seguito della lettura dell’interpellanza parlamentare del Sen. Di Maggio che, dall’alto della sua storica coerenza, ha chiesto le dimissioni della Ragozzino parlando di “sfacciataggine” e “mefitico ciarpame”! Come spesso capita quando si è colpiti da questi tipi di malesseri intestinali, il solo senitir parlare di bevande o cibarie provoca reazioni che vanno oltre la proprio volontà. Restiamo comunque a disposizione del candidato Materdomini per un incontro chiarificatore magari davanti uno dei tuoi squisiti cappuccini.

  • Digital Minchiata n° 4: “MA LA RAGOZZINO DA CHI VA A FARSI LA PERMANENTE?  DALL’ELETTRAUTO SOTTO CASA?”

Scuse: Scriviamo per scusarci con l’elettrauto sito sotto l’abitazione della Ragozzino che per colpa della nostra superficialità potrebbe essersi sentito responsabile dell’acconciatura della Soprintendente.  Ci teniamo, per amor di verità, a ricordare che la Ragozzino, la sera del lunedì della scorsa settimana, avendo trovato la sua autovettura con la batteria completamente scarica e dovendo recarsi con una certa urgenza al pigiama-party organizzato per sostenere la candidatura del Sindaco Adduce, si è scapicollata dall’elettrauto posto sotto la sua abitazione. Nella foga dettata dalla fretta e a  causa del tacco 12 indossato, la Ragozzino “è cipoddata”. Destino ha voluto che i suoi lunghi capelli lisci siano finiti a contatto con alcuni cavi da 220V in quel momento in funzione dentro l’officina. Questo ha provocato un involontario quanto estremo arricciamento nella capigliatura della sfortunata dirigente.

  • Digital Minchiata n° 5: “ADDUCE APPATTIDDAMI STO’ ABITANTE CULTURALE” (N.B.: Tale affermazione va declamata muovendo in modo sincrono le braccia e orientando le mani verso la cintola dei pantaloni)

Scuse: Se il Sindaco Adduce si è sentito offeso da questa nostra dichiarazione chiediamo scusa. La nostra ingenuità ha fatto sì che non avessimo considerato quanto le nostre parole si potessero prestare, in pieno clima elettorale, ad una interpretazione fuorviante e denigratoria nei confronti del Primo Cittadino. Tutt’altre erano le nostre intenzioni. Il verbo “appattiddare”, infatti, è stato da noi utilizzato nella sua aulica accezione di “mettere insieme tra loro cose differenti” e, quindi, dietro l’espressione “appattiddami sto’ abitante culturale” c’era un semplice invito al Sindaco a continuare nella sua opera di unire tra loro tutte le diverse sensibilità culturali di Materatown quasi si trattasse di un grande abbraccio. Abbraccio che abbiamo voluto plasticamente rappresentare suggerendo il moto sincrono delle braccia verso la cintola dei pantaloni come a disegnare un unico grande cerchio.

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Scritto da materatown

24 May, 2015 alle 22:46

Pubblicato in Materatown

La Cittadina Commedia

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Da quando la campagna elettorale è entrata nel vivo, sono arrivati a questo sito inviti sempre più pressanti e frequenti a “schierarsi” ed ovviamente, come già accadde nelle precedenti elezioni del 2010 (se avete tempo da perdere cliccate qui), non sono mancate accuse, più o meno velate, di essere troppo compiacenti con un candidato piuttosto che con un altro o, come si può evincere dai commenti arrivati ai nostri ultimi articoli, di non fare più satira come e “contro chi” piacerebbe al lettore di turno. Insomma siamo in piena sindrome “O con me o contro di me!”. Fermo restando che i nostri detrattori potrebbero anche aver ragione e che effettivamente potremmo aver perso quella vena satirica che ci ha guidato in questi quasi 7 anni o, peggio ancora, che potremmo esserci venduti al miglior offerente, resta però da sottilineare la buffa coincidenza, in fondo gratificante, che queste accuse ci giungono indifferentemente dai vari “supporters” di quasi tutti gli schieramenti.

In attesa perciò che il 31 maggio arrivi al più presto e porti via, con l’arrivo del nuovo sindaco, ogni tipo di polemica, abbiamo pensato di dedicare le nostre energie a questioni ben più “elevate” e cioè di onorare la ricorrenza dei 750 anni dalla nascita di Dante Alighieri mettendo in versi un personalissimo componimento, sperando che il Sommo Poeta non se ne abbia a male per questo nostro atto di presunzione ma, soprattutto, che possa perdonare i nostri “concittadini culturali” che tra una conferenza su Pasolini e una tavola rotonda con Rocco Papaleo, si sono dimenticati di fargli gli auguri di buon compleanno. Buona lettura con:

 

 

LA CITTADINA COMMEDIA

Nel mezzo della lettur del Quotidiano
mi ritrovai in preda a capogiro
a cagion del verbo del direttor campano;

Era io svenuto e abbracciato ad Onìro
quand’ecco vidi folla giunger da lontano;
Appen costoro furon del mio sguardo a tiro

e prima ancor che proferissi verbo, 
colui che alla testa era di tal corteo
prese a favellar con mo’ superbo:

<<Lascia a noi il passo vile pigmeo
tu che la città lasciasti con riserbo;
Di ostruir eroica marcia non esser reo!>>

<<Lascio volentieri a voi il passo>>
diss’io <<Ma prima ancor che ciò accada
ditemi a chi devo l’onor di tal sorpasso?>>

<<Quelli che che han speme che Adduce cada
come in fondo al mar sprofonda sasso!
Del riscatto materan noi siam la spada!>>

parlò colui che del gruppo parea la guida.
Poi senza prender fiato riprese a favellare:
<<Io sono l’Avvocato che Salvatore sfida!>>

<<Ma non eri tu commosso a festeggiare
nella Piazza che parea una corrida
con colui che adesso vuoi disarcionare?>>

Osai chieder io con voce tremante.
<<Tu villano fuorisede forse non sai
che io di Cultura son trave portante?

A Matera nulla senza me si mosse mai
sin da quando Spadolini era goverante
e il potere da allor per nulla abbandonai!

Lacrime per la novella di Matera Capitale
le versai tra urla, grida e sollazzo,
ma come dissi pria il dossier lessi male!

E ora prezioso tempo più non ammazzo
chè di parlar con te non più mi cale.
Lasciami passar insiem al mio codazzo!>>

Terminò così la sua forbita arringa 
l’Avvocato a capo di tal rivolta
e mano mosse sì come mosca via si spinga.

<<Lasciar strada a persona sì colta
è cortesia che in verità mi lusinga.
Ma per quella folla che muta ascolta

e che passo indietro sta da tua figura>>
domandai io indicando i due volti ignoti 
<<perchè debbo usar egual premura?>> 

<<Di sfrontatezza il tuo parlar si svuoti!
Uno è musico famoso con fiorente capigliatura,
l’altro al PD un lustro addietro chiese voti!

Adesso entrambi al mio credo convertiti
seguonmi come fiera fa con domatore suo.
Lascia ora i nostri passi andar via spediti

a men che tu ami Adduce qual sindaco tuo!>>
parlò colui sì da render verbi miei arditi:
<<Inique parole son le tue e del vicino duo!

Io Adduce canzonava in dì lontani
quando tu, il musico e il comunista
gli lustravate cranio a piene mani!

Solo ero a contestar con sparuta lista
del duemiladiciannove gli affari insani.
Ed or tu di ribellion vuoi esser autista?

Tu che in Comitato sedea e Grima lodava?
O colui che da direttor ambiva a terza chiama?
O quel che dito in Consiglio perenne alzava?>>

Come di Ottaviano mentre Cesare acclama
folla del solo udir non vuol esser schiava
così da tergo voce irrompe ed esclama:

<<Oh fuorisede qual musica le tue parole!
Siam felici che di noi sei protettore
e non dell’Avvocato e la sua nuova prole!>>

Voltomi a veder di tal appattiddar l’ autore,
vidi Adduce e colei che nome Cinzia vuole
anzichè Giacinta, con Doriano fin dottore!

<<Ma di qual peccato devo pagar scotto>>
dissi allor io <<per esser in codesto loco
che di voltagabbana par esser ghiotto?

Io son satiro e del poter mi prendo gioco
e non cane che coda muove per misero biscotto
qual voi che di idee fate meschin trasloco.

Come chi contro Inter scaglia saetta
non del Milan è ovvio sostenitore,
così di applaudir me non abbiate fretta

   chè di ciclabili vie non dimentico l’orrore     
che città pien di rotonde fece Trombetta
per non parlar di Guarini all’uso assessore.
 
Ringrazio Dio che diritto di votar persi
quando residenza ebbi in luogo lontano
chè il mio voto sarebbe ora tra i dispersi.

Fatto non fui per essere partigiano,
nè a Sindaco, nè ad Avvocato offro versi,
nè ai 700 concorrenti bramo stringer mano!

Fato generoso volle che a nessun astante
favor chiesi per aver sul desco il pane
e ciò mi concesse d’esser da voi distante.

Altri chiamate a suonar vostre campane
altra penna a seguirvi come pecora belante
chè la mia intingo nelle farse materane!>>

Finito che ebbi di dir queste parole
l’abbraccio di Onìro divenne imbelle
che il ciel ormai era orfano di sole.

Ed uscii a riveder le boreali stelle!

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Scritto da materatown

17 May, 2015 alle 23:09

Pubblicato in Materatown

Ho visto cose a Materatown che voi… (19)

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Durante la mia ultima discesa “primaverile”

HO VISTO COSE A MATERATOWN CHE VOI UMANI NON POTETE NEANCHE IMMAGINARE



  • Ho visto il sottoscritto nell’aereoporto nordico andare in bagno ed uscirne totalmente mortificato (clicca qui)
  • Ho visto in centro una mamma stanziale far vedere orgogliosa alle amiche il proprio pargolo nel passeggino e mostrarne le grandi capacità intellettive chiedendogli: :<<A mamma fai vedere alle zie quanti anni hai?>>;
  • Ho visto l’infante nel passeggino, alla terza richiesta insistente della mamma, alzare il ditino (fortunatamente non quello medio) e fare il segno del numero 1;
  • Ho visto un bellissimo manifesto di giubilo su Matera 2019 affisso sul muro del Belvedere Guerricchio in Piazza (clicca qui);
  • Ho visto in Via Lavista un ospite culturale (turista) incastrato con il suo caravan tra due macchine parcheggiate da abitanti culturali (clicca qui);
  • Ho visto uno stanziale chiamare i vigili con il cellulare e dopo qualche secondo chiedere meravigliato: <<Come sarebbe che non avete macchine in zona?>>;
  • Ho visto un gruppo di giovani stanziali stravaccati in Piazza ed uno di loro chiedere in prestito la sigaretta al suo compagno ponendo la seguente domanda: <<Meh uagliò ma fa fmè pure a me?>>;
  • Ho visto il sottoscritto andare al cinema e sentire la stanziale seduta alle sue spalle commentare con il fidanzato il trailer dell’ultimo film di Tom Cruise:<<Questo film sarà una cacata!>>;
  • Ho visto con l’arrivo del primo caldo iniziare ad alzarsi il colletto delle polo degli stanzali (clicca qui);
  • Ho visto un due adolescenti stanziali osservare con una certa eccitazione due turiste e uno commentare: <<Manuè, lassam perdere! Sono più grandi di noi!>>;
  • Ho visto Gravelino ricandidarsi al Comune con la seguente motivazione:<<Voglio partecipare alle decisioni ed essere protagonista insieme ad una intera generazione!>>;
  • Ho visto Gravelino all’ultimo consiglio comunale essere “protagonista” e voler “partecipare” alle decisioni insieme alla sua generazione (clicca qui);
  • Ho visto visto Giovanni Angelino nel Bar Cinetix;
  • Ho visto Salvatore Adduce nel Bar Cinetix;
  • Ho visto Vincenzo Viti nel Bar Cinetix;
  • Ho visto Vincenzo Santochirico nel Bar Tripoli
  • Ho visto Raffaello De Ruggieri nel Bar Tripoli;
  • Ho visto Angelo Tosto nel Bar Tripoli;
  • Ho visto Angelo Cotugno entrare nell’ hotel San Domenico;
  • Ho visto il sottoscritto pensare:<<Ma guarda che combinazione! I politici materani sono in ferie gli stessi giorni in cui anche io sono in vacanza!>>
  • Ho visto l’ennesima replica in TV del filmato in cui Steve Green scrive il nome di Materatown sull’ iPad;
  • Ho visto mia madre scrivere in cucina prima della mia partenza al Nord e non aver alcun dubbio su chi preferire tra lei e Steve Green (clicca qui)
  • Ho visto sul muro vicino l’ascensore del mio condominio nordico la seguente scritta (clicca qui) e pensare: <<Ma scrivere “canaline di scarico” era troppo difficile ?>>
  • Ho visto il sottoscritto entrare in casa, infilarsi nel letto e pensare:<<Adesso è ora che io aspetti l’estate!>>
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Scritto da materatown

10 May, 2015 alle 23:33

Il colombo solitario

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Perdonateci, cari lettori, se oggi non ce la sentiamo di commentare gli arguti commenti di novelli politologi sulle prossime elezioni amministrative o se non abbiamo voglia di entrare nei “colti” dibattiti sulla cultura a Materatown di intellettuali sessantottini più vicini alla pensione che alla “rivoluzione”. Oggi, al contrario, vogliamo raccontarvi di un piccolo episodio accaduto il 22 Aprile scorso (*), che a stento ha meritato due righe di giornale infilate tra una dichiarazione di Santochirico e un’intervista a Cifarelli.

Era un caldo pomeriggio a Materatown, il profumo della Primavera riempiva l’aria e molti stanziali erano intenti a terminare il loro lungo pranzo o a concedersi la meritata “pennicchella”. La Piazza era deserta e si sentiva solo il vociare di qualche studente della provincia che, in attesa di prendere l’autobus che lo riportasse in paese, stazionava davanti ad un panificio con in mano un pezzo di focaccia delle dimensioni di un lenzuolo a due piazze. All’improvviso un suono cupo, quasi sordo, ma amplificato dagli spazi aperti della piazza, ha interrotto l’armonia stanziale subito seguito da un inconfondile rumore di vetri infranti. Un giovane colombo si era diretto volontariamente a folle velocità contro una vetrata dei piani alti del Banco di Napoli mandandola in frantumi e trovando così morte immediata. Passati pochi minuti di leggero stupore dei pochi frequentatori pomeridiani del centro, la Piazza è ritornata nel suo consueto silenzio rotto solo dalle voci di due pompieri impegnati a raccogliere quel che restava della salma del volatile ed a pulire il selciato dalle sue piume imbevute di sangue. Al pennuto suicida in un caldo pomeriggio d’aprile nei cieli di Materatown vogliamo dedicare l’articolo di questa settimana omaggiandolo con pochi versi, donandogli così quell’ attenzione che anche da morto gli è stata negata:

 

 

IL COLOMBO SOLITARIO

D’in su la vetta del Napoletano Banco
colombo solitario, contro la vetrata
veloce vai finchè sia ultimo giorno;
Ed erra l’agonia per questa Capitale.
Campagna elettorale dintorno
riempe l’aria, e per le vie
sorgon di Tortorelli i manifesti
sì che a mirarli si intristisce il core.
Odi galoppini belar, muggire candidati;
I futuri consiglieri in gara sorridenti,
per i bar fan mille giri
a distribuir impegni e volantini
promettendo a tutti un tempo migliore:
Tu colombo pensoso dall’alto ciò miravi;
Non Adduce, non De Ruggieri
ti portavan allegria e schivavi
di sinistri voltagabbana la prassi;
Voli, e così trapassi
della finestra il vetro
e la tua vita fai appassir come fiore.
Oimè, quanto somiglia
il tuo costume al mio!
Dalla mia giovane età,
quand’ero ancora acerbo di giorni
da tutti costoro fui costretto
a volar guidato dal vento
non contro vetro di Banca
ma verso terre remote.
E anche questo è un po’ morir
seppur del tuo più lento.

(*) leggi la notizia

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Scritto da materatown

3 May, 2015 alle 23:39

Pubblicato in Materatown

Materatown chiama…il mercante risponde!

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Per quelle “strane” coincidenze della vita, proprio a pochi giorni dalle elezioni, l’annoso problema dello svolgimento del mercato e suo relativo spostamento dal quartiere san Giacomo pare aver subito una accelerazione improvvisa. Dieci giorni fa circa, infatti, il Comune di Materatown con una delibera di Giunta aveva dato il nulla osta definitivo al trasferimento degli ambulanti e delle loro “bancarelle” nella zona Paip 2 della città con tanto di inaugurazione e taglio di nastro alla presenza delle maggiori autorità. Ma, quando oramai era tutto pronto e in città già si gridava al miracolo “elettorale” ecco che il TAR di Basilicata accoglieva il ricorso di ben 32 ambulanti della provincia di Andria, sospendendo il trasferimento del mercato. Il Comune però non si dà per vinto e, dopo una riunione d’urgenza, stabilisce che se il mercato non “s’ha da fare” nella zona Paip 2 allora non si farà neanche a San Giacomo e così il 17 Aprile scorso, per la prima volta della Capitale Europea della Cultura, il consueto appuntamento settimanale viene a mancare con grande disperazione di molte donne stanziali. La storia sembrava terminata così quand’ecco un altro colpo di scena: il solito TAR accoglie l’istanza del Comune di Materatown e decide che il mercato può e deve svolgersi il 25 Aprile nella zona Paip 2. In tutta questa vicenda i commenti sono stati nella quasi totale unanimità a favore dell’ Amministrazione comunale e addirittura qualcuno, sfruttando la coincidenza del 25 Aprile, si è lasciato andare ad arditi paragoni  parlando di “liberazione” del quartiere San Giacomo. Noi di materatown.net, però, abbiamo voluto conoscere le ragioni, finora oscure, di quegli ambulanti che hanno manifestato la loro netta contrarietà alle decisioni del Comune. Ci è sembrato giusto al tal fine contattare il Sig. Savino Montaruli che in qualità di Presidente Unimprese Bat (Barletta Andria Trani) ha guidato la rivolta ed osteggiato con ogni mezzo lo spostamento del mercato di Materatown. Buona lettura:

Chiariamo subito un punto: non ci dica che noi di materatown.net portiamo “iella”! Anche se, devo ammettere, che subito dopo che l’abbiamo contattata, il TAR ha dato ragione al Sindaco.

Voi non portate affatto male, semmai contribuite a chiarire molti aspetti oscuri di un sistema che non antepone la salvaguardia dei Diritti e del Lavoro a questioni che forse sono secondarie rispetto a questo. Precisiamo che il Tar non si è ancora espresso sulla questione in quanto manca ancora del tempo per la pronuncia nel merito (quindi ancora nessun vincitore!) ma al comune di Matera hanno voluto fare il funerale prima ancora che il morto smettesse di respirare. Dopo la sospensiva del Giudice che ha lasciato tutti di stucco, invece di prendere atto della situazione e consentire la prosecuzione del mercato nel Rione San Giacomo, si sono aperti alcuni “buchetti”, tolte alcune mattonelle di pavimento e fatto in modo che l’area diventasse non più praticabile (secondo loro!). Come dire, bruciamo il vestito della sposa così il matrimonio non si può più celebrare.

Quindi sabato possiamo dire alle signore materane che la questione è chiusa e che se vogliono comperare “staffelle” e i terribili “gambaletti” l’appuntamento è alla zona Paip?

Non so se sabato prossimo le signore materane saranno o meno contente di fare i loro acquisti, con bambini al seguito, in estrema periferia, in un’area esposta ai venti fortissimi con pericoli che qualche ombrellone degli ambulanti cada sulle loro teste e sotto i tralicci dell’alta tensione. Se sono contente le signore materane di essere trattate in questo modo che rinnovino pure la loro fiducia e buona spesa a tutte! Non so se compreranno staffelle (che non so cosa siano!) e gambaletti ma mi auguro solo che non debbano comprare stampelle e cerotti vista la difficoltà di accesso ai recinti per cavalli dove si vogliono rinchiudere tanti Operatori.

Non mi vorrà convincere che non volete andare nella zona Paip perché lì c’è vento?

A parte i problemi di sicurezza deve tener presente che per acquistare un posteggio costosissimo nel mercato di Matera di san Giacomo molti ambulanti hanno fatto un mutuo trentennale e qualcuno ha anche dovuto rivolgersi ad amici visto che le banche hanno chiuso i rubinetti dopo essersi abbuffate con i soldi elargiti loro con tanta disinvoltura dall’Europa loro “amica”.

Vabbè capisco le vostre ragioni, ma mi darà atto che qualche problema i residenti di San Giacomo (e non solo loro) lo hanno avuto in questi anni.

Credo che i residenti sentiranno la mancanza del tradizionale mercato, qualora le cose dovessero andare in un certo modo, e di un servizio puro e genuino che tanto valore porta nelle città desertificate dagli ipermercati che tanto hanno goduto dei privilegi e delle complicità di chi li hanno sempre tenuti in grande considerazione accontentandoli in tutto.

Però se domani io mi metto davanti casa sua con un furgone e le impedisco anche di uscire di casa non penso che Lei esulti. E non le sto a dire quante volte mi è scappato un “Nooo! Cazzo c’è il mercato!” quando mi sono ritrovato in quella zona dimenticando che era sabato!

Io sarei incazzato se dovessi notare che un mercato che nasce per garantire a tutti di poter liberamente fruire dei propri beni nel corso degli anni diventasse talmente incontrollato da degenerare al punto che gli abusi nelle occupazioni delle superfici diventino norma generale. Quindi se la sua invettiva è indirizzata agli ambulanti indisciplinati, Lei deve inviarla a chi ha il dovere di controllare l’area mercatale e far sì che non si verifichino abusi e che, nel caso, vengano puniti. Ma sa qual è la realtà?

Sono tutto orecchie!

Si trascurano le situazioni al punto da farle degenerare fino allo stremo per poi giustificare il trasferimento in altra area. In fondo se il Sindaco in un’ intervista  ha parlato di “prigionia” dei residenti con tanta ironia un qualcosa deve pur significare. O No?

Molti in queste ore, fanno notare la coincidenza del prossimo mercato del 25 Aprile nella zona Paip paragonando la liberazione del quartiere San Giacomo dalle vostre “bancarelle” con quella dai nazifascisti di 70 anni fa. Si sente a suo agio nei panni di un novello Kappler?

Non mi sento affatto un novello Kappler anche perché lui è stato figlio di un autista impiegato presso il municipio di Stoccarda mentre io sono figlio di genitori ambulanti e sono nato in un furgone visto che per poco mia madre non mi ha partorito in quel mezzo sgangherato e poi io, al contrario del nazista, non sono esperto criminologo ma un semplice e modesto sindacalista di strada ma forse in una cosa siamo uguali cioè nella capacità di stare sul campo di battaglia e di farlo sempre in prima persona, al contrario di quei polisindacalisti che ormai sono diventati un tutt’uno con una classe politica sprecona che continua a vivere di privilegi e di poteri conferiti senza mai mettersi in gioco e senza mai guadagnarsi quello che ottengono con tanta facilità.

Resta il fatto, tralasciando i paragoni con il 25 Aprile, che in molti in queste ore stanno festeggiando per via del vostro allontamento da San Giacomo. Qualcosa vorrà pur dire non crede?

Capisco l’ambizione di certi politici materani di voler assurgere a salvatori della Patria ma, mi dispiace per loro, nei corridoi dello splendido comune della Capitale Europea della Cultura non ho sentito profumo di lotta popolare né l’ho avvertita nelle parole di chi, ridendo, godeva della facile e preorganizzata vittoria temporanea. Quindi meglio cambiare argomento e non prendere fischi per fiaschi. I napoletani usano dire: “a carne a sotto e i maccarun ngopp!”, (“la carne sotto e i maccheroni sopra”) quindi l’esaltazione del nulla rispetto alla sostanza.

Quindi se capisco bene la questione è solamente politica?

Gli ambulanti sono lavoratori umili, persone modeste e non hanno soldi da spandere né campagne elettorali da sostenere anche perché gli ambulanti del mercato di Matera, quasi la totalità degli ambulanti del mercato di Matera, NON VOTANO A MATERA! E questo li sta condannando “a morte!”

Grazie per l’intervista. Ah, dimenticavo, le “staffelle” in teoria sarebbero delle pantofole, in realtà erano lo strumento da lancio preferito dalle madri della mia generazione contro i propri pargoli. Fosse per me, come può immaginare, ne vieterei la vendita anche se vi dovessero trasferire sulla Luna!

Mi dispiace per Lei ma temo che se ci trasferissero sulla luna le cose andrebbero meglio (vendita di staffelle compresa), perché ci risulta che lì a maggio prossimo non si vota. Grazie a Lei per avermi contattato. Ad oggi è stato l’unico.

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Scritto da materatown

26 April, 2015 alle 23:04

Materatown chiama…Il Leghista risponde!

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Il 12 Aprile scorso, a Materatown in Piazza Vittorio Veneto, in vista delle elezioni comunali di Maggio, è stato allestito un gazebo della Lega di Matteo Salvini. Ad organizzare l’evento non sono stati, come si potrebbe erroneamente immaginare, esponenti provenienti da terre nebbiose del Nord vestiti da vichinghi con ampolle d’acqua del sacro dio Po. Al contrario, i fautori dell’iniziativa erano tutti uomini lucani e, per la precisione, erano i quattro coordinatori regionali della Lista “Noi con Salvini” di cui uno, il signor Antonio Cappiello addirittura nato e residente a Materatown dove vive insieme alla moglie ed ai suoi bambini e lavora come artigiano e commerciante. Noi fuorisede nordici di Materatown che, per ovvi motivi di studio e lavoro, la Lega la conosciamo bene dai suoi albori e che l’abbiamo vista crescere ed espandarsi sin dai primi anni ’90 vicino le nostre case in affitto, siamo stati colti da un sentimetno di stupore nonchè di curiosità. Questo ci ha spinto a volerne sapere di più riguardo questi nostri concittadini che hanno scelto di condividere le idee del partito che fu di Bossi & Figlio. Abbiamo, perciò, contattato il Sig. Cappiello che, mostrandosi molto disponibile, ha acconsentito a  rispondere alle nostre domande. Buona lettura:

Salve Sig. Cappiello, dopo aver visto il logo della lista di Franco Vespe Sindaco credevo si fosse toccato il fondo. Ma, come diceva il grande Freak Antoni, invece di risalire si può anche iniziare a scavare. Mi riferisco al fatto che Lei, materano, è stato nominato coordinatore della Lega di Salvini. Ma cos’è un pesce d’Aprile con qualche settimana di ritardo?

Preciso che la formazione politica “Noi con Salvini” nasce dall’idea dell’onorevole Attaguile che è siciliano arruolato nelle file della lega nord. Nessun pesce d’Aprile dunque. Questa idea è stata sposata da meridionali come me stanchi di questa politica scellerata che non premia chi dedica la vita al lavoro, ma che è pronta sempre a sostenere chi non vuole lavorare.

E chi non vuole lavorare, vado ad intuito, sono essenzialmente gli extracomunitari? Le chiedo questo perché in passato questa etichetta l’appiccicavano ai meridionali come me e Lei.

No. Si sbaglia. Ci sono molti italiani che non vogliono lavorare o meglio che approfittano dei contributi di disoccupazione e poi lavorano  in nero più degli altri. Nessuno ha mai detto che gli extracomunitari sono tutti sfaticati. Sono convinto che in misura giusta potrebbero contribuire alla crescita del territorio.

Salvini nel 2009 cantava “Senti che puzza, scappano anche i cani: stanno arrivando i napoletani ”. Prima di aderire alla Lega le hanno chiesto di farsi una doccia?

Per motivi di lavoro, la doccia è giornaliera. Salvini ha chiesto scusa a tutti i meridionali, specificando che gli insulti erano dedicati ai politicanti del Sud bravi solo a fare proclami, ma in verità non interessati alla crescita del territorio.

Lei ha pubblicato sulla sua pagina facebook una foto di Mussolini e ha scritto “SOLO COSÌ SI PUÒ TORNARE ALLA NORMALITA’!”. Una domanda semplice semplice: ma Lei è un fascista?  O è di quelli che dicono “Mussolini ha fatto degli errori, però i treni arrivavano in orario” ?

Non sono di famiglia fascista, ma non mi vergogno di apprezzare Benito Mussolini che avrà fatto degli errori ma sicuramente ha fatto tanto bene per questa nazione. Penso che oggi, per come è saltato tutto il sistema, avremmo bisogno del suo modo di fare per portare un po’ di ordine e rispetto.

E’ in virtù di questo suo  “amore” per l’ordine e il rispetto che Lei ha chiesto alla polizia di schedare (uso parole sue) i “cattocomunisti pisciaturi” che hanno l’hanno criticata su facebook?

In quanto a quel gruppo di ragazzini, devono imparare a rispettare le idee altrui. Chi inneggia violenza e odio invadendo spazi non loro mi infastidisce.

Lei è un commerciante ed artigiano, e spesso contesta il fatto che si accusi la sua categoria di essere un nido di molti piccoli evasori fiscali. Sono quindi io sfortunato che mi sento rivolgere sempre la stessa domanda: <<Vuole la fattura?>> quando chiamo un idraulico, un elettricista o mi rivolgo ad un libero professionista?

Io non contesto la piccola evasione anzi! Per un piccolo artigiano che paga tra TARSU e IMU circa 7000 euro l’anno per un opificio artigianale, se non ci fosse un minimo di evasione, non ci avrebbero i soldi per dare da mangiare ai propri figli.

Il suo leader Salvini ha spesso dichiarato che ognuno deve starsene a casa sua e che gli immigrati vanno lasciati al largo sui loro barconi. Posso io invece chiederle come Lei reagirebbe se un suo compagno di partito, magari veneto, dicesse ad un suo concittaddino di Materatown emigrato “Torna a casa tua a lavurèr! Terrùn!” ?

Ben vengano gli immigrati che hanno voglia di integrarsi con la nostra cultura ma che soprattutto hanno voglia di contribuire alla crescita della Nazione. Il terrùn lavoratore, al nord è rispettato e valorizzato.

La scorsa settimana lei è stato in Piazza con un banchetto elettorale dove incontrare i cittadini di Materatown. Dica la verità avrà trovato almeno una vecchia che abbia detto: <<Uè Sortamàj u’ legùst! E cè vol mo’ cus minghiarìl ?>>

Le sembrerà strano ma al gazebo fatto in Piazza, molta gente si è avvicinata, qualcuno ha esclamato non quello che pensa Lei ma “finalmente siete arrivati qua” . Ma le dirò di più: sono gli anziani quelli più contenti, perché secondo loro è l’ultima speranza per cambiare visto come stanno le cose.

Ultima domanda: Il giorno dopo le elezioni di Maggio la Lega di Salvini vince a Materatown e Lei diventa Sindaco. La prima cosa fa qual è? Manda via i cinesi dalla Piazza? Al posto della fontana mette una statua di Alberto da Giussano o intitola una sala comunale al “Trota”?

Se il nostro movimento ottiene il successo che si spera, controlleremo affinché sul territorio rimangano quegli extracomunitari in regola con la legge e con una carta d’identità per capire chi sono, ma soprattutto con una professionalità utile alla nostra terra.

Insomma vuole sapere a “chi appartiene” il cinese! Sig. Cappiello grazie per l’intervista e la disponibilità.

Grazie a Lei per averci dato la possibilità di far conoscere le nostre idee.

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Scritto da materatown

19 April, 2015 alle 22:32

Lettera ad un Repubblicano smemorato

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Riceviamo da uno stanziale di nome Roberto e volentieri (ma molto volentieri) pubblichiamo. Come è nostro costume le porte di questo sito saranno sempre aperte qualora il candidato De Ruggieri volesse rispondere. Buona lettura:

Egregio Avv. Raffaello De Ruggieri,

alcuni giorni orsono, casualmente, mi sono trovato davanti al suo sito internet prontamente inaugurato in vista delle elezioni comunali del prossimo Maggio dove lei si è candidato a Sindaco di Materatown. Mi sono soffermato sulla lettura del suo “curriculum vitae” che, devo dargliene atto,  è lungo quanto un volume dell’ Enciclopedia Treccani. Lei ha fatto di tutto, durante i suoi 80 anni di vita. A parte l’ avvocato, ha prestato la sua consulenza presso rinomate Università (ovviamente non parlo di quella di Basilicata), ha fondato Circoli ed Associazioni, ha più pubblicazioni di quelle delle Pagine Gialle, è stato relatore in ogni tipo di Convegno, è stato membro di non so quanti  Comitati; gli Enti dove è stato nominato socio non si contano più, ha ricevuto più premi del Milan di Arrigo Sacchi, ha fatto parte di numerosi Consigli d’ Amministrazione compreso quello del Comitato di Matera 2019 e addirittura, per non farsi mancare nulla, ha fatto parte anche di quello della squadra di Basket di Materatown. Le devo confessare, però, che quando ho finito di leggerlo, sono rimasto stupito per un fatto o, per meglio dire, per una omissione tanto evidente quanto inspiegabile. Lei, esimio avvocato, nell’ elencare le sue numerose attività non ha fatto il minimo accenno al suo lungo passato politico, e non certo in un ruolo da comprimario, nelle file del Partito Repubblicano. E allora colmiamo la lacuna a beneficio dei lettori di questo sito. Lei è stato consigliere comunale, consigliere regionale nonchè assessore e segretario di Basilicata di quello che fu il PRI di Spadolini, di La Malfa, di Oddo Biasini e di Antonio Del Pennino. A proposito di quest’ultimo narrano le cronache del 1984 che questi tentò invano, una sera di settembre, di contattarla da Roma per ordinarle di non fare la giunta a guida Alfonso Pontrandolfi (PSI) con l’appoggio esterno del PCI. Questo accadeva quando l’ Italia di Tardelli, di Scirea e Cabrini era campione del Mondo, il cadavere di Aldo Moro era ancora caldo, noi adolescenti la sera andavamo in centro con l’ “Issimo” o il “Califfone”. Nel 1984 i “figli di papà” stazionavano davanti al Bar Tripoli, i “contestatori” sedevano al “fontanino” anche se adesso siedono sulle stesse poltrone di coloro che all’epoca contestavano, i “cozzari” delle periferie si picchiavano davanti alla Singer e i “vecchi” (cioè quelli che allora avevano la mia età attuale) passeggiavano vicino l’ UPIM. Tutta roba degna di una puntata di History Channel.  Ma torniamo al suo curriculum, Avvocato. Mi sono domandato perchè Lei, che ci tiene a ricordare ai suoi potenziali elettori di essere stato nel comitato nazionale per la valorizzazione della dieta mediterranea, non abbia ritenuto opportuno fare neanche un cenno alla sua pregressa attività politica. Non posso neanche pensare che si sia trattata di una dimenticanza o distrazione e quindi, come dicevano i latini, “tertium non datur”: l’omissione è voluta. Resta da chiedersi il perchè, ed anche qui non si sfugge. Quando si tende a nascondere il proprio passato lo si fa solo per due motivi. O per modestia, ma  visto con quanta “modestia” ha pubblicato il suo Curriculum, non credo sia questo il caso, oppure perchè si prova vergogna. Tragga Lei, a questo punto, le conclusioni. E comunque, se la mia teoria è giusta le dico con franchezza che la capisco. Lei ha fatto parte di quella classe dirigente che ha portato la Basilicata e, con essa Materatown, a essere quella che è adesso, ossia una delle prime nella classifica della disoccupazione con una crescita tra le più basse di Italia e con un tasso di emigrazione giovanile (e non solo) paragonabile al dopoguerra. Questa situazione dovrebbe pesare sulle sue spalle come un macigno e che avrebbe dovuto spingerla, per pudore, non solo a non proporsi ancora come amministratore della città, ma addirittura ad un dignitoso silenzio. Dico questo non solo per il fatto che Lei ha fatto politica in un partito che ha avuto grosse responsabilità di governo, ma anche perchè Lei è stato, anche quando non ha ricoperto cariche pubbliche, la classica eminenza grigia che ha continuato a muovere i fili dei destini della nostra città. Non se la prenda se le dico che ancora oggi, di fronte ad un incarico distribuito presso qualche Ente o Comitato, non è difficile sentire, seppur sottovoce, il triste commento <<Quello è un pupillo di De Ruggieri>>. Ma Lei queste cose le sa meglio di me. Sia chiaro, Avvocato, quello che le dico non ha nulla a che vedere con l’età anagrafica o con lo stupido slogan “largo ai giovani”. Sappia che rabbrividisco al solo pensiero di dare spazio ai “giovani” Braia, Robortella Junior o Gravela. Non avrei avuto nulla da dire se Lei, nonostante i suoi 80 anni, avesse fino ad oggi fatto l’operaio, l’impiegato o semplicemente l’ Avvocato.

Un’ ultima considerazione prima di salutarla. Lei del Comitato Matera 2019 è stato uno dei membri e ne è stato uno dei maggiori sostenitori. I suoi pianti di  commozione e gli abbracci sul palco in Piazza Vittorio Veneto durante quel famoso (e triste per quel che mi riguarda) Ottobre 2014 subito dopo la proclamazione, sono ancora freschi nella mia memoria. Nonostante ciò, adesso Lei è diventato uno dei critici più feroci su come è stato gestito quel progetto neanche fosse stato su Marte fino a quel momento. Con questa “giravolta” è riuscito in un’impresa, al limite dell’impossibile. E’ riuscito a farmi solidarizzare (e temo lo stesso valga anche per altri elettori) con il Sindaco Adduce, con i vari Verri e Grima. Dovesse rivincere il Sindaco attuale anche a causa di ciò, sarà un’altra grave responsabilità di cui dovrà dare conto alla Città. Una delle tante.

Un saluto

Roberto

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Scritto da materatown

12 April, 2015 alle 22:55

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L’ Ultima Abbuffata

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Al termine della Settimana Santa, siamo lieti di pubblicare, in esclusiva, un’opera straordinaria dal titolo “L’Ultima Abbuffata” di un anonimo pittore di Materatown, contemporaneo ed allievo del grande Leonardo da Vinci. Proprio come la più famosa “Ultima Cena” del geniale artista toscano, l’Ultima Abbuffata del nostro concittadino senza nome, raffigura il Salvatore circondato, durante un convivio, dai suoi fedelissimi apostoli pochi giorni prima di abbandonare il suo mandato (non è chiaro se definitivamente) di guida spirtuale del popolo di Materatown. Alcuni dei protagonisti raffigurati nel quadro, grazie ai recenti studi della Soprintendenza per i beni storici, artistici e etnoantropologici della Basilicata, guidati dalla Dott.ssa Ragozzino, oggi hanno finalmente un nome che noi siamo felici di comunicarvi non prima di augurare a tutti voi, nostri amati lettori (sia stanziali che fuorisede), i migliori auguri di Buona Pasqua:

Nell’ordine da sinistra:

  1. Apostolo Verri da Torino o secondo alcune fonti proveniente da “una cazzo di città di una qualche cazzo di Regione” di terra italica!
  2. Apostolo Gravelino detto “Luigino o’ muto” per via del silenzio con cui era solito partecipare agli incontri con gli altri discepoli di Salvatore. Quest’ultimo, narrano le cronache dell’epoca, tentò invano di fargli proferire parola tramite ripetuti miracoli, ma tutti fallirono miseramente.
  3. Apostolo Roberto da Serra Venerdì, quartiere dove il discepolo nacque, operò e edificò. Era il preferito dal nostro Salvatore e per questo era conosciuto anche come il Vice-Messia;
  4. Apostolo Grima dall’Inghilterra o Francia o Italia (le fonti non chiariscono da dove diavolo ce lo avessero mandato ma, soprattutto, perchè ce lo avessero mandato!)
  5. Apostolo Serafino da Cascino. Fatto trasferire a Materatown dalla comunità di Potenza per volontà del nostro Salvatore, egli, per riconoscenza, ne divenne fedelissimo addetto alla comunicazione del suo verbo;
  6. Apostolo Paride da Cosenza. Dopo gli anni giovanili un po’ turbolenti, un giorno, in età adulta, passando da Materatown cadde dalla sua Dyane 2 Cavalli, abbagliato dalla luce intensa di un cineproiettore. Da allora divenne uno dei più fedeli apostoli del nostro Salvatore.
  7. Apostolo Francesco Piero Michele detto “PierApostolo”. All’inizio, sentendosi incompreso, ruppe non poco i “coderdojones” al nostro Salvatore per avere un posto al suo tavolo tanto che pensò addirittura di emigrare in terra d’ Apulia. Presto però si convertì quando il messia lo accontentò  chiamandolo a sè per ottenerne consulenza.
  8. Apostolo Cicchetti da Padova. Il più giovane dei seguaci del nostro Salvatore. Emigrò in terra veneta senza mai abbandonare però i legami con la terra natìa e la sua indomita passione per l’arte del “profumar le suole” di cui divenne maestro ed insigne luminare. Questo gli valse un posto al tavolo dell’Ultima Abbuffata.
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Scritto da materatown

4 April, 2015 alle 23:06

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Un Luca..ano a Roma

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Nel mare di inutili dichiarazioni, riunioni politiche, programmi elettorali farciti di “nulla”, finalmente una persona di sinistra ha deciso di dire e, soprattutto, fare “qualcosa di sinistra” per dar voce a tutti coloro che da anni vivono ai margini della società dimenticati da una politica sempre più attenta agli interessi dei “soliti noti”. Stiamo parlando non del segretario della FIOM Maurizio Landini, bensì del renziano ed ex capogruppo del PD alla Regione, Luca Braia, il quale il 19 marzo scorso (la festa del papà forse gli ha fatto pensare al futuro dei suoi e nostri figli!) ha pubblicato su facebook uno scandaloso scontrino ricevuto in un bar di Roma (vedi la foto allegata a questo articolo) dove per 3 spremute di arancia ed una misera coca-cola ha dovuto pagare ben 35 euro. Di fronte a tale ingiustizia il buon Braia, da grande uomo di sinistra e militante del partito che fu di Berlinguer, Pajetta ed Ingrao non ha potuto tacere lasciandosi andare ad un commento che noi ci teniamo a riportarvi in tutta la sua drammatica durezza e che ha ricevuto il plauso di tanti suoi sostenitori ed amici:

“Ieri a Roma ad un tavolino all’aperto 3 spremute di arancia e 1 coca per soli 35 Euro. FURTO autorizzato o come considerarlo? “

Ma noi di materatown.net, di solito accusati di saper solo criticare, abbiamo fatto di più per sostenere la giusta denuncia di Luca. Dalla Partita Iva stampata nello scontrino siamo riusciti a scoprire l’esercente che, in terra capitolina, applicando prezzi da “furto”, (vogliamo utilizzare la stessa espressione marxista del compagno Luca) sfrutta ed affama in maniera vergognosa la classe lavoratrice che giustamente Braia ha deciso di rappresentare. Si tratta del bar, o meglio “champagnerie” da Tazio, sita in Piazza della Repubblica a Roma (meglio conosciuta come Piazza Esedra), facente parte del Boscolo Hotel (5 stelle lusso) con suggestiva visuale sulle terme di Diocleziano e sulla chiesa michelangiolesca di Santa Maria degli Angeli. Ed è proprio qui (guarda la foto), da questi tavolini (guarda la foto) che l’esponente del PD lucano, gustando il suo drink, ha deciso di lanciare il suo manifesto politico su Facebook per difendere finalmente tutti coloro che dopo una dura giornata di golf, dopo estenuanti regate in barca in vela, di ritorno da viaggi massacranti alle Seychelles vorrebbero concedersi, senza essere sfruttati, il meritato riposo con le loro famiglie lontani dal vociare fastidioso di disoccupati e precari. Noi di materatown.net abbiamo deciso di essere al fianco del compagno Luca Braia in questa sacrosanta battaglia sperando che quando egli finalmente tornerà, come si vocifera da mesi, alla guida di un qualche assessorato alla Regione, possa continuare la sua lotta di classe proseguendo con la raccolta di altri scontrini, cosa che in Via Verrastro, d’altronde, sanno fare molto bene.

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Scritto da materatown

29 March, 2015 alle 23:57

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Lezione di poker

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Provate a chiedere ad un giocatore di poker professionista cos’è un “bluff “. Vi spiegherà che, contrariamente a quello che si pensa, il bluff perfetto non consiste nel far credere all’avversario di avere un punto fortissimo quando al contrario non si ha nulla in mano, ma è la capacità di fare credere agli altri giocatori di avere un punto superiore a quello che in realtà si possiede. La differenza sembra insignificante, ma così non è. Si tratta, in realtà, della fondamentale distinzione che passa tra una “menzogna” e una “dissimulazione”. Per far comprendere meglio il concetto usiamo un altro esempio soprattutto per chi non è molto avvezzo con il gioco d’azzardo. Supponete che una sera dobbiate uscire a cena con la vostra collega nonchè amante e quindi abbiate la necessità di trovare una scusa con vostra moglie o fidanzata. Se decidete di usare la pura menzogna, allora molto probabilmente direte che avete un impegno di lavoro, una riunione importante in ufficio e che tornerete a casa molto tardi. Questo atteggiamento vi esporrà ad elevati rischi di essere scoperti quali una telefonata in ufficio di vostra moglie o un incontro casuale nel ristorante con la sua amica del cuore la quale non tarderà a riferire il tradimento alla vostra consorte con le conseguenze che potete immaginare. Se invece decidete di usare la dissimulazione allora giustificherete la vostra assenza dicendo a vostra moglie che la sera avete una cena con i colleghi d’ufficio  e fornirete anche il nome del ristorante dove vi accingete ad andare. In poche parole direte cose vere (cena, nome ristorante, colleghi) omettendo il “piccolo” particolare che i colleghi in realtà sono “la collega” che per giunta è la vostra amante. Questo stratagemma vi metterà al riparo da tutti i rischi cui abbiamo accennato prima, nel caso dell’ uso della “menzogna”.

Cari lettori, non so perchè ma ho la netta sensazione che il concetto non vi sia ancora chiaro e che in questo momento state facendo la stessa espressione di quando leggete un comunicato stampa di Angelino o un’ intervista di Vincenzo Viti. Poco male. Sono sicuro che con il prossimo esempio tutto vi sarà chiaro. Immaginate di esservi candidati come Direttore di una Fondazione denominata, giusto per fare un nome a caso, Lucana Film Commission, finanziata dalla Regione. Immaginate che insieme a voi si siano proposte altre personalità e che la selezione venga fatta dal Governatore della Regione nonchè dai Sindaci e dai Presidenti delle Province delle città capoluogo, i quali capiscono di Cinema come i 4 ristoratori di Materatown nel programma di Alessandro Borghese hanno dimostrato di capire di cucina. Immaginate di essere voi il fortunato vincitore e che uno degli esclusi decida di far ricorso al TAR in quanto convinto di avere un curriculum migliore del vostro e che un giovane vostro concittadino, in una “lettera aperta”, vi chieda conto di questa nomina a suo dire “discutibile”. Bene, se voi utilizzaste la menzogna per difendervi dall’accusa rilascereste molto probabilmente una dichiarazione in cui affermate di non saperne nulla di questa faccenda o magari che non esiste alcun procedimento al TAR contro di voi. Correreste però così il rischio che, a seguito di un banale controllo, la vostra fandonia verrebbe scoperta in men che non si dica. Ma, se al contrario, decideste di usare la dissimulazione ecco allora quale sarebbe la vostra risposta, forse su facebook, alle accuse del giovane autore della “lettera aperta”:

<<Chi solleva dubbi in queste ore dovrebbe documentarsi davanti ad un’ ineccepibile sentenza del Tar a favore della scelta adottata che, per stile, non ho divulgato>>

Come nell’esempio del marito fedifrago, avreste sì detto la verità, ossia che esiste una sentenza del TAR che vi consente di rimanere al vostro posto, ma avreste “omesso” un “piccolo” particolare: la motivazione per cui ciò è avvenuto. In poche parole, utilizzando la dissimulazione nonchè lo spavaldo invito a “documentarsi”, la vostra affermazione difficilmente verrebbe verificata. Sia chiaro, potreste sempre correre il rischio che qualche giornalista curioso non si lasci influenzare da tale vostra sicumera e quindi faccia domande, cerchi conferme andando a spulciare tra la miriade di sentenze del TAR, ma è un rischio veramente basso. Però…c’è un però! Potreste non aver calcolato la possibilità che piccoli fuorisede in terra nordica, nel buio delle loro camerette inizino a svolgere ricerche, passando ore e ore rubate al loro tempo libero facendo telefonate ed inviando e-mail e che, alla fine, riescano a leggere la sentenza a cui facevate riferimento e che magari la trovino protocollata con il n° 00163/2015. Questi ipotetici fuorisede scoprirebbero così che il giudice ha rigettato sì il ricorso dell’altro candidato ma con la seguente motivazione, che “per stile” voi avevate omesso di aggiungere:

Il ricorso è inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo”

In poche parole il giudice afferma che la Lucania Film Commission è una Fondazione che, pur utilizzando fondi pubblici, pur essendo costituita da soggetti quali la Regione e sebbene abbia finalità di carattere altrettanto pubblico, per suo statuto è un organismo “privato” e quindi ogni sua decisione, compresa l’ assunzione del suo Direttore, non può essere contestata davanti ad un giudice del TAR, bensì davanti ad un giudice ordinario a cui infatti nella sentenza si invitano i contendenti a rivolgersi. Per farla breve il giudice non entra affatto nel merito della questione (se è stata oppure no scelta la persona più competente per il ruolo da Direttore) ma dice solo che non era da lui che bisognava andare per dirimere il contenzioso. Insomma è come se voi per sostenere un esame di Letteratura Italiana vi recaste dal fruttivendolo e poi ve andaste in giro baldanzosi dicendo che il fruttivendolo non vi ha bocciato. Teoricamente è vero, praticamente è un “bluff “. L’unico problema, però, come vi direbbe il giocatore professionista di poker di cui abbiamo parlato all’inizio, i “bluff “ prima o poi qualcuno li va a vedere.

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Scritto da materatown

22 March, 2015 alle 22:43

Pubblicato in Materatown