Il sito dei fuorisede di Matera


Lessico Famigliare

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“Vigliacco”, “Verme”, “Assassino”, “Cazzone” sono solo alcuni degli “attestati di stima” apparsi su facebook, compreso un sentito “augurio” di pronta e corrosiva cancrena, che ci sono stati rivolti dal Direttore del Quotidiano di Basilicata, Lucia Serino, a seguito di un nostro articolo pubblicato due settimane or sono (clicca qui).  Ma non è di queste auliche espressioni che volevamo parlarvi oggi (per le quali vi rimandiamo alla lettura delle opere del Sen. Maurizio Gasparri, vero luminare in materia e, probabilmente, musa ispiratrice dell’autrice dei suddetti commenti). Vogliamo piuttosto ragionare con voi circa uno strano fenomeno che sin da subito ci ha colpito, ossia l’uso ossessivo dell’ espressione “senza palle” con cui la Serino ha quasi sempre accompagnato tali attestati di stima nei nostri confronti. Quando, infatti, abbiamo letto questo raffinato appellativo, siamo stati colti da uno strano “déjà vu”, avendo la precisa sensazione di essere già stati descritti in tal modo, pur non riuscendo a rammentare chi ne fosse stato l’autore, né tanto meno in quale occasione. Abbiamo passato notti insonni a guardare il soffitto e a domandarci: <<Hmmm! Questo “senza palle” non ci è nuovo! Dov’è che l’abbiamo già letto? >>. Alla fine, proprio quando avevamo perduto ogni speranza, mentre stavamo guardando in televisione una retrospettiva del capolavoro cinematografico “Giovannona Coscialunga disonorata con onore” con Edwige Fenech e il grandissimo  Pippo Franco, ecco che un raggio di luce ha illuminato la nostra memoria grazie ad un banale collegamento: Film d’autore – Lucania Film Commission – Direttore Paride Leporace!

Tutto in quel momento ci è stato chiaro e così, senza perdere neanche un minuto di tempo, siamo andati a controllare nel nostro segretissimo archivio (ndr: abbiamo la sana abitudine di avere copia di tutto quello che si scrive su di noi!) dove nel fascicolo “Maggio 2013″  è spuntato il seguente pensiero dell’ex direttore del Quotidiano di Basilicata, marito di…Lucia Serino, Paride Leporace: “MATERATOWN, UNA GIGANTESCA LETTERA ANONIMA SCRITTA IN BELLA FORMA DA UNO SENZA PALLE!” (E speriamo che, avendo usato la locuzione “marito di…”, almeno questa volta, ci venga risparmiata l’accusa di essere “schifosi maschilisti!”)

Come potete immaginare, carissimi lettori, la domanda che immediatamente ci siam posti è stata: “Ma sarà un normale caso di lessico famigliare che fa sì che i coniugi Leporace si esprimano in sì perfetta armonia linguistica o, al contrario, ci sono dei motivi più lontani ed oscuri?”

All’inizio abbiamo pensato che l’espressione “senza palle” potesse essere un tipico intercalare in uso in terra calabro-campana, come può essere il romanesco “ahò”, il piemotese “neh” o il siculo “minchia”. Ma, onestamente, facciamo fatica a pensare che, per esempio, di fronte ad un improvviso calo delle temperature, i coniugi Leporace, per commentare l’evento, siano soliti affermare: “Senza palle!!! Che freddo stamattina!”

Eliminata quindi una spiegazione geografica, abbiamo provato a dare una lettura psicologica del fenomeno del “senzapallismo”, basandoci sulla famosa teoria del “mal comune mezzo gaudio”, quella, per intenderci, che spinge una persona, privata di qualcosa, a desiderare ardentemente che la stessa privazione tocchi ad altri al fine di provarne conforto. Per quanto, però, questa teoria possa essere  diffusa ed affascinante, non ci convinceva del tutto, dato che, se in un caso poteva avere una sua ragion d’essere per motivi, diciamo così, genetici, nell’altro, per lo stesso identico motivo, non era assolutamente applicabile.

E allora? Finalmente ieri abbiamo capito. E’ stato quando abbiamo letto quello che Paride Leporace, il 19 ottobre scorso, ha scritto su twitter: “Un saluto a Perugia-Assisi, città candidata dove oggi, come avviene da decenni, si marcia per la Pace. Io vo gridando PACE, PACE, PACE”.  Il “senzapallismo” – abbiamo compreso -  altro non è che una dottrina mistico-religiosa, imbevuta di ideali francescani e pacifisti, cui, la menzionata coppia ha aderito con ferrea convinzione adoperandosi costantamente nella ricerca di nuovi adepti. Per dirla in parole semplici, l’appellativo “senza palle” a noi rivolto in maniera così persistente altro non è che un amorevole invito a rinunziare ai nostri “mascolini attributi”, intesi come inutili zavorre che potrebbero, in futuro, impedirci di saltare verso lidi più felici e confortevoli. E’ superfluo dire, affezionati lettori, che noi di materatown.net accettiamo, lusingati, un così prezioso insegnamento, tanto più che proviene da persone più anziane e con più esperienza di noi, che hanno dimostrato quanto sia utile, per poter spiccare l’ardito volo che da “Lotta Continua” porta  fin dentro le stanze regionali al fianco di Vito De Filippo, lasciare a terra ogni ingombrante orpello.

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Scritto da materatown

26 October, 2014 alle 23:05

Pubblicato in Materatown

Buon 2019!

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Scritto da materatown

19 October, 2014 alle 23:12

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Il Test dell’ Abitante Culturale

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Mancano oramai poche ore al verdetto finale. L’intera città è in pieno fermento nell’estenuante attesa che arrivi il fatidico Venerdì 17 Ottobre, giorno in cui verrà proclamata la Città Capitale Europea della Cultura nel 2019. I Commissari oramai hanno visitato tutte le città candidate e adesso non resta altro da fare che aspettare. Ovviamente la tensione sale di ora in ora, mentre incubi spaventosi turbano le notti, sempre più insonni, di molti stanziali che si svegliano di soprassalto, madidi di sudore, dopo aver sognato le piazze festanti di Ravenna o Siena, con conseguenze che si possono facilmente immaginare in termini di salute psico-fisica. Noi di materatown.net, per alleviare questo “stress” e portare un pizzico di serenità negli animi di questi concittadini, abbiamo commissionato alla prestigiosa Università di Basilicata un test che, oltre a rilassare i nostri lettori, permetterà loro di conoscere a quale categoria di “abitante culturale” appartengono rispondendo a 5 semplici domande. Buon divertimento:


  • Durante la recente visita a Materatown dei Commissari della giuria che selezionerà la prossima Capitale della Cultura come ti sei comportato durante il nubifragio pomeridiano che ha colpito la città?

A) Tenevo l’ombrello sopra la testa dei commissari e, per evitare che si sporcassero le scarpe, all’occorrenza mi sdraiavo sulle pozzanghere a mo’ di tappetino;

B) Alle prime nuvole minacciose mi sono recato in macchina vicino la Casa Cava in attesa dei commissari. Appena sono arrivati, ho simulato di essermi bagnato anch’io sotto la pioggia rovesciandomi una bottiglia d’acqua in testa ed ho iniziato a sventolare la bandierina con il logo di Matera 2019;

C) Ho pensato guardando dalla finestra di casa mia: <<AZZ COM’ CHIOV’!>>



  • Come hai reagito quando hai appreso la notizia della chiusura della facoltà di Ingegneria a Materatown?

A) Non ho pensato a nulla. Io esprimo delle idee solo quando ho il permesso di Verri. E poi che mi frega, io studio a Padova!

B) In questi casi uso sempre la stessa frase tratta dal manuale del “Perfetto Saltatore della Quaglia” di Angelo Tosto: <<Non è il momento di fare polemiche perchè dobbiamo essere tutti uniti e tifare per la vittoria di Materatown Capitale Europea della Cultura!>>

C) E’ la crisi dell’indotto. Non avendo più operai a Materatown, perchè bisogna avere gli ingegneri che li licenziano?



  • Cosa hai pensato quando hai letto l’articolo di Piero Quarto il 26 Settembre sul Quotidiano di Basilicata in cui il giornalista nostrano affermava: <<Abbinare Matera ad un vecchio clichè quale quello della mancanza del treno appare superato dalla storia [...] Alcuni stereotipi che riguardano Matera vanno rivisti con occhi diversi alla luce dei tempi. Ciò che era sacrosanto vent’anni fa non è detto che lo sia anche adesso.>>

A) Basta con questo “clichè” della ferrovia che non abbiamo. Vent’anni fa poteva avere un senso, ma adesso Piero Quarto ha la patente e accompagna lui Verri quando vuole andare a Torino. Gli compera il “camogli” in autostrada e se l’ascensore è rotto gli porta pure le valigie fin dentro casa!

B) In pubblico non esprimo la mia opinione ma quando incontro privatamente Piero Quarto per la strada gli faccio i complimenti per l’articolo e gli chiedo di salutarmi il suo direttore!

C) Affermare che Piero Quarto lavora per Lucia Serino che è la moglie di Paride Leporace che lavora per la Regione Basilicata che non ha mai risolto il problema della ferrovia è anche questo un vecchio clichè?

 


  • Quando su Radio 2 hai sentito Verri dire: <<Carlo Levi, piemontese come me, si trovò così bene a Matera che non volle più andar via!>> hai reagito così:

A) Bravo Verri. E diciamolo una volta per tutte: anche Antonio Gramsci si trovò così bene in galera che ci volle morire dentro!

B) No comment, perchè quel giorno avevo la radio rotta e non ho sentito la trasmissione!

C) Cristo si sarà pure fermato a Eboli, ma a Torino, vicino la casa di Verri, un giro in più se lo poteva anche fare!

 


  • Immagina di aver pubblicato un libro e di presentarlo alla cittadinanza pochi giorni prima del fatidico 17 Ottobre. Come organizzi la manifestazione?

A) Mando una copia autografata del mio libro a tutto il Comitato,  regalo a Rossella Tarantino un “buono omaggio” da spendere al più presto da un parrucchiere e alla Ragozzino invio il 45 giri della canzone “Non ho l’età” di Gigliola Cinquetti;

B) Pur avendo criticato in passato il Comitato, pubblico su facebook la fotografia della copertina del libro con sopra la spilla di Materatown 2019 e durante la presentazione chiamo Verri sul palco a parlare. Poi il giorno dopo faccio pubblico encomio a Pittella per aver presenziato all’evento.

C) Invito solo quelli di materatown.net



Il Test dell’ Abitante Culturale è terminato. Il lettore deve ora calcolare quante risposte A, B o C ha collezionato e poi CLICCARE QUI per conoscere a quale categoria di abitante culturale di Materatown appartiene.

 

 

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Scritto da materatown

12 October, 2014 alle 23:18

Pubblicato in Materatown

Materatown chiama…Cagliari risponde!

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Il 17 Settembre scorso, alla vigilia di “Materadio”, la manifestazione di Radio 3 che da quattro anni si svolge a Materatown (con un investimento nel 2013 di circa 198.000 euro), Massimo Zedda, il giovane Sindaco di Cagliari, altra città candidata al titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2019, ha rilasciato una dichiarazione al quotidiano “L’ Unione Sarda” in cui polemizzava con i vertici della RAI colpevoli di “favorire” la candidatura di Materatown e quindi di venir meno a quella imparzialità doverosa per un’azienda di servizio pubblico, finanziata con i soldi di tutti i contribuenti italiani, cagliaritani compresi. Ovviamente, un minuto dopo la pubbicazione di queste dichiarazioni, non si sono fatte attendere le piccate risposte degli “ultras” stanziali di Matera 2019  e, per carità di patria e senso del pudore, vi risparmio i “raffinati” commenti apparsi su vari social network con relative battute su pastori sardi e pecore!. Non è mancata neanche la tempestiva penna vendicatrice de ”il Quotidiano di Basilicata” che, per lavare nell’inchiostro l’”onta” ricevuta, ha replicato scrivendo di “interferenze poco opportune” e ricordando al Sindaco Zedda  ”l’intempestivo endorsement pro-Cagliari del sottosegretario al Ministero dei beni e delle attività, Francesca Barracciu” che alcuni mesi orsono si espresse a favore del capoluogo sardo augurandone la vittoria finale. Noi di materatown.net siamo andati allora a chiedere spiegazioni di tali “inteferenze” direttamente al Sindaco Massimo Zedda che, nonostante i suoi numerosi impegni, con grande cortesia e puntualità (chissà se ai vari Vincenzo Robortella e Dino Paradiso non fischiano le orecchie in questo momento!) ha accettato di rispondere alle nostre domande. Buona lettura:

Buongiorno Sindaco Zedda, Lei ha polemizzato con la RAI per la trasmissione “Materadio” in quanto avrebbe, di fatto, sponsorizzato Materatown a Capitale della Cultura nel 2019 a discapito delle altre finaliste tra cui Cagliari. I “pasdaran” di Materatown 2019 le hanno risposto per le rime dicendo che Materadio è una manifestazione che non è collegata alla Candidatura in quanto sono ben 4 anni che si svolge a Materatown. Vuole aggiungere qualcosa?

Niente da aggiungere, al massimo vorrei precisare qualcosa. In primo luogo, certo che sappiamo che Materadio si svolge lì da voi da quattro anni. Il punto è un altro:lLeggere su un settimanale a diffusione nazionale che “Per fare il tifo per Matera tutta Radio3 si trasferisce” è questione ben diversa. Abbiamo ricevuto messaggi ed e-mail in cui si chiedeva uno sciopero del canone in Sardegna! E però non ho polemizzato con nessuno, anzi. Ho semplicemente detto di essere contento per Matera ma che sarebbe stato bello, da parte di Radio3, un approfondimento su tutte le città finaliste.

Anche il Direttore di RAI 3 Marino Sinibaldi le ha risposto dicendo che la RAI fa il tifo per tutti e che Radio 3 è già stata a Perugia e che presto sarà anche nelle altre città! Si ritiene soddisfatto da questo “risarcimento danni” o vuole che le organizzino, che so, il festival di San Remo o la prossima finale di Champion?

Allora siamo tutti d’accordo, discorso chiuso: l’importante è che tutte le città alla fine abbiano avuto le stesse opportunità. Per il resto, il Festival di San Remo ha la sua sede e va benissimo così. Sulla finale di Champions, invece, un pensierino lo farei: magari nel 2020, anno del centenario del Cagliari Calcio, magari nel nuovo stadio e magari con Cagliari che ha appena concluso il suo anno da Capitale europea della Cultura. Ma non credo che sia tutto nella disponibilità del direttore Sinibaldi.

Adesso non mi faccia commuovere. Io faccio parte di quella generazione che da bambini giocavano a pallone nel salotto di casa facendosi la telecronaca da soli immaginando di essere Gigi Riva.

Gigi Riva è un mito, qui come ovunque. La differenza è che qui a Cagliari anche i bambini di oggi sanno chi è!

Andiamo avanti. Quelli che adesso a Materatown la criticano sono gli stessi che alcuni mesi orsono polemizzarono contro la sua concittadina, il sottosegretario al Ministero dei beni e delle attività culturali, Francesca Barracciu (ndr attualmente indagata per “spese pazze” alla Regione), che si lasciò andare a dichiarazioni a favore di Cagliari e fu accusata duramente di essere di parte. Fermo restando che al suo posto non mi rallegrerei più di tanto di avere come sponsor la Barracciu (attualmente indagata per spese pazze alla Regione Sardegna) non pensa che questa storia del 2019 stia scivolando a livelli da derby Roma-Lazio, per non dire “guerra tra poveri”?

Questo è quello che dichiarai quando il sottosegretario parlò di Cagliari: “Possiamo comprendere la passione con cui Francesca Barracciu guarda alla candidatura di Cagliari e del sud Sardegna a Capitale europea della Cultura per il 2019. Crediamo tuttavia che in una competizione tra città – che tra l’altro si sta svolgendo in un clima di grande lealtà, di collaborazione e di scambio – non si debba perdere di vista l’obiettivo principale: quello di una corsa alla pari fatta di progetti, idee e coinvolgimento. Alla fine vinca la città migliore”. Come intendevamo il nostro percorso in quel periodo, così lo intendiamo oggi e così lo vediamo in futuro: perché qui non abbiamo nessuna intenzione di fermarci, a prescindere dal titolo o meno. Stiamo facendo una gara pulita e continueremo su questa strada.

Senta, Signor Sindaco, io subito dopo la sua elezione a Sindaco di Cagliari, l’apprezzai moltissimo quando durante una puntata a Ballarò ad un giornalista che voleva coinvolgerla in una discussione sui massimi sistemi della politica Lei rispose: <<Ma cosa vuole che me ne importi. Io sono il Sindaco di una città che ha il 50 % di disoccupazione giovanile ed è di questo che mi devo preoccupare>> Ora le chiedo, ma era proprio necessario imbarcarsi in questa avventura della Capitale europea della Cultura con i tanti problemi che affliggono la sua città? Faccio questa domanda a Lei (nuora) affinchè “suocera” (Sindaco di Materatown) intenda.

Sicuro che abbia dato quella risposta? Perché a me la politica, anche ai suoi massimi sistemi, piace molto: dovrebbe essere la politica a lavorare per cercare di risolvere i problemi che attanagliano il nostro Paese. E’ così che la intendo. Per i Comuni, che non hanno neanche l’assessorato al lavoro, la via da seguire è quella di creare i presupposti perché altri possano creare occupazione. In questo senso la candidatura è una occasione importante, a Cagliari la vediamo così.

Il sindaco di Materatown in una intervista ad un giornale locale di circa un anno fa dichiarò:<<La Candidatura di Matera a Capitale europea della Cultura è la nostra unica occasione per risolvere i nostri problemi>> che a me fa venire in mente quel tipo che non avendo i soldi per mangiare si ostina a giocare al “gratta e vinci” per dare una svolta alla propria vita. Per favore mi dica che almeno a Cagliari, oltre alla “lotteria” della Candidatura del 2019, avete altre cose in mente per risolvere i problemi della vostra terra!

Guardi, la spiego così. La nostra candidatura, che è stata l’ultima ad arrivare tra le 21 città di partenza, è il coronamento di un lavoro partito appena sono diventato sindaco. In campagna elettorale, nel 2011, avevamo presentato un programma fatto di idee e progetti per cui ci siamo messi al lavoro il giorno dopo la mia elezione: la riqualificazione di interi quartieri abbandonati da anni  e quindi in stato di abbandono e degrado, a esempio, non è stata solo fisica. In quelle zone stiamo lavorando sulle strade, sui marciapiedi, sulla raccolta dei rifiuti, sulla nascita di nuove imprese e start-up (tutte azioni che generano lavoro, con operai, imprese, innovatori sardi) e parallelamente nascono lì associazioni di cittadini, gruppi di volontari, cooperative di abitanti che si impegnano anche nell’ambito culturale. Mi pare che la definizione di Capitale europea della Cultura abbia generato in qualcuno l’idea che vincerà la città con più eventi. Per noi sono importanti, ma non possono essere solo quelli: stiamo lavorando a una rigenerazione urbana e sociale – per Cagliari e il territorio che abbiamo candidato – che va ben oltre il titolo. Detto questo, è innegabile che solo essere entrati nella short list delle città finaliste ha dato a Cagliari e alla Sardegna una visibilità inimmaginabile e impagabile: lo vediamo già in termini turistici, con molte più presenze in città rispetto agli anni passati nonostante la crisi del settore. E anche questo serve a muovere l’economia, no? Posto che nessun sindaco può avere la presunzione di “risolvere i problemi della sua terra”, come dite voi, è certo che il lavoro che abbiamo iniziato a Cagliari andrà avanti con o senza il titolo di Capitale europea della Cultura. Anche se, inutile negarlo, sarebbe bello potersene fregiare: non per me in quanto Massimo Zedda ma per tutta la città e i territori impegnati in questa sfida.

Sindaco Zedda qui a Materatown, in occasione della visita dei commissari che eleggeranno la Capitale della Cultura, si stanno srotolando, a mo’ di campo di calcio, chilometri di prato per coprire aiuole fino al giorno prima piene di meravigliose cartacce e pittoresche buste di plastica svolazzanti. Insomma ci stiamo travestendo da Paperopoli. A Cagliari invece come pensate di accogliere questi giurati?

Cagliari è splendida ogni giorno, i commissari potranno vedere questa bellezza senza orpelli. Vedranno i colori della città e ne sentiranno i profumi così come la vivono i cagliaritani ogni giorno e come la scoprono i turisti la prima volta che arrivano. Vedranno di sicuro i cantieri in moto, perché fanno parte del nostro percorso di candidatura. E vedranno il fermento, le iniziative già programmate da numerosi operatori culturali a prescindere dalla loro presenza. Scopriranno Cagliari così com’è, insomma: una città che si trasforma. E vi assicuro che è un gran bel vedere.

Grazie per l’intervista Sig. Sindaco.

Grazie a voi e in bocca al lupo a tutte le città candidate. Anche se, mi par di capire, a voi di materatown.net tutta questa storia non piace tanto.

Ma si vede così tanto? Comunque, qualora Cagliari dovesse vincere a discapito di Materatown, sarebbe disposto a concedermi asilo politico nella sua città?

Può venire a Cagliari quando vuole. Sarà sempre il benvenuto, a prescindere dalla vittoria finale!

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Scritto da materatown

5 October, 2014 alle 23:36

Luca, Luchino e lu…poeta

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Se qualcuno di voi volesse prendersi la briga (mi rendo conto che vi sto chiedendo uno sforzo ai limiti delle umane capacità) di leggere la biografia di Luca Braia, per come egli stesso l’ha pubblicata sul suo omonimo sito internet, potrà notare come ci troviamo di fronte ad una delle personalità di Materatown più eclettiche e poliedriche del panorama cittadino. Si va, infatti, dal Luca “imprenditore” di successo, al Luca “sportivo” dall’eccezionale curriculum, passando per il Luca “manager” moderno nonchè esperto di osservazioni terrestri, senza dimenticare il Luca “ecologista” membro della Commissione di esperti per la Tutela del Paesaggio e, ovviamente, il Luca “politico” militante e dirigente del PD che, citiamo testualmente le sue stesse parole, ”ama la giustizia, il lavoro e la democrazia”. Poteva a un uomo tanto “multiforme” bastare tutto ciò? La risposta ovviamente è un retorico “no”. Infatti, cari lettori, adesso il nostro versatile Luca si è lanciato anche nel campo, finora inesplorato, della Poesia pubblicando, il 14 settembre scorso su facebook, la sua prima opera in rima, composta direttamente con il suo I-Phone e che non abbiamo timore di definire un vero e proprio gioiello letterario da far impallidire capolavori della poesia mondiale quali “Ambarabà ciccì coccò, Tre civette sul comò…” o il sublime “Trenta giorni ha Novembre con April, Giugno e Settembre…”.  Prima, però, di condividere con voi la bellezza di questi versi “braiani” vorremmo chiedere perdono all’artista se al termine di questo articolo, seppur modestamente, abbiamo osato redigere una parafrasi del suo capolavoro a beneficio dei nostri lettori! E adesso, signore e signori ecco a voi:


IL SOLE

Poesia di Luca Braia

Schema Metrico: ACAPDCAZZ 

Il SOLE si fa spazio tra le nuvole. Avanti con sacrificio e Umiltà

Nessun pessimismo cosmico e nessuna negatività
Nessun salvatore della patria e nessun capitano
che tutto conosce e tutto sà

Dopo alcune settimane nessun barlume di UNITA’
ma solo confusione a volontà
Dalla palude si esce con coraggio, dialogo e tanta umiltà

Tante critiche a questo decreto “sblocca Italia”
che dopo 30 anni perlomeno rende possibili investimenti
e soprattutto mette nelle nostre imprese fondamentale liquidità

Finalizziamo l’utilizzo delle risorse economiche
alla valorizzazione delle nostre principali risorse naturali
e forse dalle nuvole un po di sole spunterà


Già nei primi versi l’artista ci tiene a sottolineare, scrivendolo a caratteri maiuscoli, che è il “SOLE” il centro di tutta la sua poetica. Non lasciatevi però trarre in inganno, non si tratta del famoso “Sol dell’Avvenire” di cui il poeta, è cosa nota, ignora il significato, ma di una metafora molto più profonda. Dietro il “SOLE” di Braia si cela, infatti, la figura del Presidente del Consiglio, che l’artista avversò per lungo tempo fino a ricredersi il giorno (guarda un po’ le combinazioni della vita!) in cui questi divenne Segretario del PD.

Nella terzina successiva, con l’espressione “nessun pessimismo cosmico” Braia si lascia andare ad una critica, neppure tanto velata, nei confronti di un suo collega, tal Giacomo Leopardi, poeta “minore” rispetto al “nostro”, per poi mettere in guardia il lettore contro i vari “salvatori” della patria. Chiaro qui il riferimento al famoso “Salvatore”, sindaco della sua città natale, noto per la sua avversione politica nei confronti della cognata dell’artista. Da notare il verbo “sa” volutamente accentato come vuole lo schema metrico ACAPDCAZZ.

Nella seconda terzina il poeta ricorre nuovamente all’espediente retorico della parola in maiuscolo e in questo caso per la parola UNITA’. Il lettore non si illuda, non si tratta di un riferimento al Quotidiano fondato da Antonio Gramsci, in quanto il Braia ne ignora l’esistenza, ma il riferimento è polemicamente nei confronti nella direzione regionale del PD (la palude) che mesi orsono, lo “trombò” per la carica di Segretario.

Le ultime terzine non necessitano di molti commenti vista la loro chiarezza e rappresentano un invito del poeta a tutti i suoi lettori a seguire il suo esempio, ossia a fare “il salto della quaglia” e sposare le idee del “Matteo nazionale”. Anche in questo meraviglioso finale lo schema ACAPDCAZZ adottato dal poeta è rispettato in maniera quasi maniacale come dimostra, nell’ultimo magnifico verso, il troncamento del termine “poco” omettendo l’apostrofo.

Ultima annotazione: Coloro che volessero scaricarsi lo scritto originale dell’intera poesia così come il poeta l’ha pubblicata su facebook, magari per incorniciarlo e farne bella mostra sulla proporia scrivania o, meglio ancora, per stamparla su una T-shirt da esibire durante una bella passeggiata per le vie dell Corso, potranno farlo cliccando qui.

  

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Scritto da materatown

29 September, 2014 alle 00:05

Pubblicato in Materatown

Il Fatto Quotidiano chiama…Materatown risponde!

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Una settimana fa abbiamo ricevuto sulla nostra casella di posta elettronica una email del Dott. Silvano Rubino, giornalista del “Fatto Quotidiano”, il quale ci preannunciava la prossima pubblicazione di un suo articolo sulla Candidatura di Materatown a Capitale della Cultura nel 2019 e che avrebbe avuto piacere di parlare con qualcuno della nostra “redazione” sul perchè della nostra contrarietà a questo progetto, chiedendoci inoltre di poter fornire i riferimenti di soggetti sul territorio (istituzioni, partiti, gruppi, comitati) che avessero espresso almeno analoghe perplessità su tale iniziativa. Purtroppo non abbiamo potuto soddisfare quest’ultima richiesta, spiegando al giornalista che oramai sulla Candidatura per il 2019 a Materatown, fatta eccezione per poche individuali e coraggiose eccezioni, impera un “pensiero unico”.  Onorati comunque per tale attenzione da parte di un quotidiano a tiratura nazionale, abbiamo accettato volentieri di rispondere alle domande e quello che pubblichiamo è l’estratto dell’articolo in edicola oggi, frutto di una breve conversazione telefonica avuta con il giornalista del Fatto Quotidiano. Chiedendo scusa per questo atto di ”umana” vanità, vi auguriamo una buona lettura:

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Scritto da materatown

22 September, 2014 alle 13:53

Ho visto cose a Materatown che voi… (17)

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Durante la mia ultima discesa “estiva”

HO VISTO COSE A MATERATOWN CHE VOI UMANI NON POTETE NEANCHE IMMAGINARE

 

 

  • Ho visto l’ autista del pullman che dall’aeroporto mi portava a Materatown mettere a tutto volume musica brasiliana e muovere la testa a ritmo di “Oh Brigitte Bardot Bardot, oh Brigitte béjo béjo…….ay ay caramba!”
  • Ho visto nello stesso pullman una stanziale chiedere contrariata al suo fidanzato:<<Uffa, perchè non è venuto tuo fratello a prenderci a Bari?>> e quello rispondere:<<Amò e quante volte te l’agghj’a discj che frat’m teneva nu’ battesimo sta matt’n!>>
  • Ho visto auto parcheggiate sopra i marciapiedi di via Cappelluti fin dentro la rotonda del Pino e un mio amico spiegarmi l’arcano: <<Figurati se qui fanno le multe! Queste sono le auto della gente che va a “Matera è Fiera”>>
  • Ho visto mia sorella passeggiare per Via Passarelli con il sottoscritto, volgere all’improvviso lo sguardo alla sua sinistra e dire:<<Attraversiamo la strada che mi sa che è morto qualcuno!>> e poi portarmi davanti alla “vetrina” di Asfodelo!
  • Ho visto, come ogni estate, orde di stanziali con pantaloncini e ciabatte come se fossero al mare. Mai però mi era capitato di vedere stanziali vestiti come se fossero sulle dolomiti (clicca qui)
  • Ho visto mio padre guardarmi le scarpe e dirmi:<<Se vuoi te le lucido io quando torniamo a casa. Ho trovato una “cromatina” inglese che costa molto ma è veramente eccezionale!>>
  • Ho visto il sottoscritto uscire con un amico stanziale che alla visione di una bella fanciulla ha così commentato: <<Hai visto che bella “postura” ha quella ragazza!>>
  • Ho visto baveri di magliette sempre più alti (clicca qui) fino a toccare il cielo (clicca qui);
  • Ho visto il sottoscritto andar a far visita alla propria zia ultra-ottantenne e sentirsi dire:<<Donato come stai? Donato, a zia, vuoi un caffè?>>
  • Ho visto il sottoscritto molto felice di rivedere la propria zia ultra-ottantenne, peccato, però, che io non mi chiamo Donato!
  • Ho visto Giovanni Angelino passeggiare con Franco Selvaggi;
  • Ho visto due ragazzine incontrare un loro amichetto ma non fermarsi a salutarlo adducendo la seguente motivazione: <<Scusa Mimmo, dobbiamo correre perchè andiamo a fare lite con Monica!>>
  • Ho visto un padre dire al proprio figlio dopo una folata di vento:<<Manuele “AGGIUSTITI” il giubbotto!>>
  • Ho visto un bambino stanziale avvicinarsi con un pugno di monete in mano e chiedermi di entrare in tabaccheria per comprargli le sigarette;
  • Ho visto il sottoscritto rifiutare il favore al fanciullo e sentirsi dire:<<Meh dai…Sono per mio padre!>>
  • Ho visto Giovanni Angelino mangiare alla “Focagna”;
  • Ho visto la porta d’ingresso di uno stanziale accogliermi con un “benvenuto” internazionale (clicca qui)
  • Ho visto Roberto Cifarelli prendere un aperitivo al Cinetix;
  • Ho visto il sottoscritto andare da un fotografo per farsi delle fototessere;
  • Ho visto il fotografo farmi 3 fotografie e chiedermi di scegliere quella che preferivo mostrandomele su un mega-schermo visibile da tutti i clienti in fila e dai passanti sulla strada.
  • Ho visto il mio viso assumere un colorito “rosso-ferrari” mentre una signora che si sventolava con un ventaglio alle mie spalle mi consigliava:<<Se posso permettermi per me stai meglio nella prima fotografia che ti ha fatto!>>
  • Ho visto Roberto Cifarelli salutare un mio amico stanziale con cui stavo passeggiando;
  • Ho visto a casa di mio padre il giornale “Controsenso” e chiederne lumi!
  • Ho visto mio padre rispondermi che è un giornale distribuito gratuitamente;
  • Ho visto la “sottile” ed “elegante” ironia di questo giornale (clicca qui) e dire a mio padre:<<Papà, ci mancava pure che lo facessero pagare!>>
  • Ho visto mia sorella venirmi a prendere in macchina con in sottofondo una canzone dei “Collage” e andare insieme a mangiare una pizza da Mario;
  • Ho visto due turisti sbucare di sera dalla stazione e chiedermi:<<Scusi sa dov’è il “Piccolo Albergo” in Via de Sariis?>>
  • Ho visto il sottoscritto fare un’espressione ebete ed aver voglia di rispondere:<<Non vi posso aiutare perchè pur essendo di Materatown ci manco da più di 20 anni!>> ma poi dire semplicemente: <<Mi dispiace ma anch’io non sono di qui!>>
  • Ho visto il sottoscritto ritornare al Nord e costatare che il mio vicino di casa, durante la mia assenza, ha sviluppato un certo astio nei confronti dei portatori di volantini pubblicitari (clicca qui)
  • Ho visto il sottoscritto entrare in casa, disfare il borsone, mettere il pane nel freezer e pensare:<<Adesso è ora di aspettare Natale!>>
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Scritto da materatown

15 September, 2014 alle 00:01

L’abitante culturale “gossipparo”

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Care lettrici e cari lettori, finalmente è giunto il momento tanto atteso da quando, un mese fa, abbiamo indetto “Il Materatown Party” . Oggi, infatti, possiamo procedere con l’annuncio del vincitore del “concorso” a cui hanno partecipato numerosi stanziali e fuorisede che, con grande entusiasmo, hanno inviato presso la nostra redazione nordica i loro componimenti artistici. Abbiamo, dopo una lunga e sofferta discussione, deciso di premiare lo stanziale Alberto, che svolgendo la traccia numero 4 della competizione (quella in cui veniva chiesto di commentare un celebre articolo della giornalista e scrittrice Antonella Ciervo), ha prodotto il seguente video dal titolo “L’abitante culturale gossiparo” e che, come previsto dal regolamento del concorso, volentieri pubblichiamo. Ribadendo i complimenti al vincitore, cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i partecipanti augurando loro una buona visione:

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Scritto da materatown

7 September, 2014 alle 23:54

Pubblicato in Materatown

Tutto il “Dossier” minuto per minuto

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Con l’arrivo di Settembre e la fine dell’estate, oltre alla riapertura delle scuole, al ritorno al lavoro (per i pochi fortunati che ne hanno uno che li aspetta), alle partenze verso le università nordiche di giovani stanziali neo-diplomati, torna immancabile nelle edicole di terra italica, il fenomeno delle “raccolte” a fascicoli settimanali che dovrebbero, nelle intenzioni dei loro editori, alleviare le lunghe e buie serate invernali degli italiani. Si va dalle enciclopedie pseudo-scientifiche, alle collezioni per alienati (quest’anno, per chi fosse interessato, si possono acquistare le miniature dei soldati templari) passando per il modellismo demenziale come quello pubblicizzato in TV dove padre e figlio, felici e concentrati, costruiscono un Escavatore New Holland modello E215C. Allora ci siamo detti: perchè anche noi di materatown.net non utilizziamo la stessa tecnica di “divulgazione” e non pubblichiamo in anteprima assoluta le numerose pagine del Dossier Finale della Candidatura di Materatown a Capitale europea della Cultura nel 2019 che abbiamo ricevuto, in via del tutto eccezionale, da un nostro infiltrato stanziale? Ovviamente non potendo pubblicare i vari “fascicoli” del prezioso documento con cadenza settimanale (altrimenti finiremmo nel 2019),  abbiamo deciso di omaggiarvi subito con i primi 10 stralci per poi aggiornarvi ogni ora (a partire dalle ore 9:00) con nuove “perle” tratte dal Dossier, evidenziandole di color rosso. Buona lettura.

  • Matera è molto più vicina al resto d’Italia e all’Europa di quanto si creda. La sua apparente difficoltà a essere raggiunta è più percettiva che reale. A Matera ci si arriva attraverso infrastrutture aeroportuali, ferroviarie e con le autolinee, ma anche con collegamenti privati tramite autoveicolo;
  • Cooking with Mama è una performance dell’artista iracheno Hiwa K. La performance consiste nella preparazione di una pietanza, che vede protagonisti l’artista e i partecipanti, seguendo le istruzioni via skype della madre dell’artista che si trova in Iraq. Partendo dall’esperienza di Hiwa K avvieremo un format nel quale i cittadini lucani residenti in diverse parti del mondo possano condividere un esperienza con la loro terra d’origine mediante la preparazione di ricette tradizionali.
  • La Basilicata conta 131 comuni, la maggior parte delle quali ha una propria banda marciante. La cerimonia d’inaugurazione di Matera Capitale Europeo della Cultura 2019 recupererà questa grande tradizione musicale meridionale. Per l’occasione,oltre 100 bande provenienti da tutti i comuni della Basilicata arrivano a Matera a piedi suonando;Al calare del sole le bande convergono infine sui Sassi [...] improvvisamente cade il silenzio,e parte un performance collettiva di 4:33 (pezzo del compositore sperimentale John Cage noto per essere totalmente silenzioso) 
  • Airport City è un progetto fra arte e scienza sviluppato attraverso l’ultimo decennio dall’artista Tomas Saraceno, di base a Berlino. Sulla Murgia, Saraceno realizzerà uno delle più ambiziosi tappe verso la realizzazione della sua opera AirPort City. Lavorando con partner locali, realizzerà un’istallazione che sperimenterà la possibilità di volo perpetuo (ovvero attraverso tutta la notte) attraverso un arco di 24 ore, anche in assenza di sole.
  • Basilicata e Calabria hanno il mare in abbondanza, sul versante ionico e tirrenico, ma non hanno grandi porti, e solo piccoli approdi. Da secoli infatti, calabri e lucani hanno per così dire voltato le spalle al mare, perchè sulle sue rive c’erano le febbri che uccidevano, e dal mare arrivavano le razzie dei Saraceni. Il progetto Basilicata Coast to Coast riavvicinerà Matera a quel mare nostrum a cui ha voltato per così lungo le spalle. Una piccola imbarcazione a vela partirà da Metaponto alla volta dell’Europa con a bordo ambasciatori di Matera2019;
  • Anche lo scetticismo e la critica sono stati oggetto di creatività, espresso attraverso video, grafiche, e post satirici. La candidatura è diventata patrimonio comune, sconfiggendo l’incredulità, il disinteresse e lo scetticismo iniziale.
  • Non si vogliono realizzare grandi infrastrutture viarie o ferroviarie, ma favorire sistemi di smart mobility pubblica e privata a basso impatto ambientale [...] Matera sarà più vicina per chi dovrà spostarsi per lavoro o per loisir
  • Un esempio progetto parallelo di inclusione sociale dell’Open Design School Matera: Il laboratorio di progettazione e falegnameria, interno al carcere, nasce con molteplici obiettivi: trovare soluzioni alternative e a basso costo per arredare le celle del carcere;
  • Si potrebbe dire che non vi è città in Europa che abbia dimostrato altrettanta resilienza e capacità di reinventarsi, dopo la vergognosa morte imposta a un paesaggio urbano naturale di architettura collettiva e non monumentale
  • Valori marginali e dimenticati quali la lentezza, il silenzio e la frugalità sono anch’essi al centro della nostra candidatura [...] Riteniamo che l’abbondanza di edifici non terminati, abbandonati o in disuso presenti a Matera non rappresenti un fardello, bensì una preziosa eredità;
  • Per migliaia di anni, a Matera si è vissuto nelle grotte, dove nel corso tempo furono scavate magnifiche chiese, abitazioni, giardini e un complesso reticolo di strade. La nostra città riflette quindi secoli d’ininterrotto sviluppo urbano e sociale. Il coraggio e la resilienza sono caratteristiche che fanno parte della nostra eredità creativa. Negli anni Cinquanta del Novecento, a chi viveva nei Sassi, fu imposto lo spostamento coatto in “moderni” quartieri periferici.
  • L’asse Antonioni-Pasolini sarà l’occasione per esplorare, il contesto socioculturale dell’Italia del boom e del passaggio alla società dei consumi. Attraverso la co-produzione di due documentari realizzati da registi emergenti della Basilicata e dell’Emilia Romagna, ci si chiederà che Italia esce dall’incrocio di sguardi di Pasolini (Il Vangelo Secondo Matteo, girato a Matera) e di Antonioni (Deserto Rosso, girato a Ravenna)
  • La narrazione, il racconto orale e cinematografico, sono centrali in questo processo di riesame dell’identità personale, nonché potenti strumenti in grado di stringere legami con altre culture europee, al pari della “lentezza”. Il tema “Riflessioni e Connessioni” prende le mosse dal classico motto greco, in seguito adottato da Lorenzo de’ Medici, “Festina lente”
  • L’operato del Comitato è stato caratterizzato da un forte ed ampio sostegno da parte di tutte le forze politiche di qualsiasi orientamento [...] dalla Regione Basilicata per un importo di 3.2 milioni di Euro e offrendo una risorsa della Programmazione strategica (Rossella Tarantino); dal Comune di Matera offrendo una risorsa part time (Serafino Paternoster) per curare le relazioni del Comitato con la stampa;
  • Di recente, al pari di molte altre regioni rurali d’Europa, Matera ha dovuto affrontare devastanti diaspore migratorie, per poi veder ritornare, in tempi molto vicini a noi, una generazione di giovanissimi, attratti dai valori espressi dalla cultura meridionale.
  • L’istinto al movimento è radicato nella vita quotidiana di Matera, sin dalla tradizione della “transumanza”, che ogni anno vede le mandrie di bestiame attraversare la Murgia. La mobilità è la linfa vitale della regione: dalla Magna Grecia a Roma, o all’epoca dei Bizantini e dei Longobardi, Arabi, Svevi o Angioini, la Basilicata ha sempre rappresentato uno spazio di incontro e convergenza.
  • Matera è un luogo speciale, che scatena in tutti pensieri ed emozioni profonde. Qui si prende coscienza degli elementi fondamentali del cosmo e delle fragilità dell’esistere, dei cicli della vita e della morte e dei processi naturali. Qui il vuoto e il pieno, il suono e il silenzio, le tenebre e la luce sono parte di un tutto armonico che lega indissolubilmente l’uomo alla natura: senza soluzione di continuità dalle grotte scavate dell’altipiano murgiano al Centro di Geodesia Spaziale.
  • Matera non sarà una sperimentazione “in vitro”, un’esercitazione sofisticata e calata dall’alto di ingegneria culturale. Sarà semmai il prodotto autentico, imperfetto e quindi meravigliosamente imprevedibile di un grande investimento collettivo umano. Fatto di tante persone diverse – studenti, panettieri, innovatori, casalinghe, funzionari pubblici, maestri, ingegneri e sognatori – che si stanno appropriando di un concetto nato assieme alla candidatura, quello di ”abitante culturale”.
  • Con la sua candidatura Matera vuole contribuire fornendo visioni, esperienze, spazi e tempi di sperimentazione che non abbiano paura di andare controcorrente rispetto al mainstream del pensiero economico e culturale prevalente, mettendo al centro del discorso parole come passione, cura, frugalità, ruralità, riuso, silenzio e lentezza.
  • Matera non può permettersi e non vuole diventare meta per un turismo di massa fatto di esperienze mordi e fuggi [...] Si vogliono semmai incentivare flussi, relazioni e legami basati sullo scambio tra “abitanti permanenti” e “abitanti temporanei”
  • In un momento storico in cui le nuove tecnologie si propagano rapidamente, lasciando il reame dei bit per il mondo fisico degli atomi, Matera sarà la sede del primo laboratorio progettuale e produttivo europeo costruito intorno ai principi di una cultura “aperta”, di un apprendimento “tra pari” e di una produzione digitale.
  • Il tema “Futuro Remoto” rappresenta una riflessione sul nostro rapporto millenario con lo spazio e le stelle che, ripercorrendo i passi di uno dei residenti più illustri della regione, Pitagora, esplora l’antica bellezza universale della matematica; al tempo stesso, analizzeremo le infinite possibilità dei futuri remoti, contemplando città volanti e componendo messaggi musicali da inviare a pianeti lontani grazie alle potenti antenne del Centro di Geodesia Spaziale.
  • Il cammino che ha portato Matera nel presente è una storia d’ingegnosità e resilienza, disgrazia e rammarico. Una storia venata soprattutto da un profondo senso di vergogna in costante evoluzione;
  • Matera 2019 rappresenta per l’Europa un’opportunità per elaborare una sorta di terapia di gruppo, la possibilità di affrontare non solo la vergogna della città in sé, quanto le molteplici forme d’imbarazzo che costellano l’identità del nostro paese e del continente europeo;
  • Matera 2019 rappresenta un’occasione per mettere a confronto la nostra responsabilità collettiva nel dare forma alle città in cui viviamo, vedere la bellezza non solo nei teatri e nei musei, ma anche negli spazi che abitiamo, e considerare la recente scoperta dell’estrazione del petrolio in Basilicata come un’opportunità per interrogarsi sul nostro rapporto a breve e lungo termine con l’ambiente.
  • Attraverso una serie di giochi e sport urbani, il tema “Utopie e Distopie” trasformerà Matera in un playground su cui immaginare alternative possibili a realtà urbane che diamo per scontate;

FINE

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Scritto da materatown

1 September, 2014 alle 00:04

Pubblicato in Materatown

Salvate il soldato Cottica!

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In questo periodo di appelli, di “catene umane”, di manifestazioni di solidarietà, di “secchiate” d’acqua con relativa raccolta fondi per i più bisognosi, anche noi di Materatown.net vogliamo compiere un gesto altamente umanitario nei confronti di un uomo cui la città di Materatown deve tanto e che ora si trova in grandi difficoltà. Stiamo parlando di Alberto Cottica, l’uomo che ha portato la sua esperienza e la sua creatività per il raggiungimento dell’ ambizioso obiettivo di Matera Capitale Europea della Cultura nel 2019. Per chi ancora non lo sapesse, Alberto Cottica è colui, grazie al quale, sono arrivati nella Città dei Sassi i non-monaci del progetto Un-monastery ossia quel ritrovo di “menti eccelse” che, dopo sei mesi di duro lavoro, regolarmente retribuito dal Comune, chiusi nel Palazzo del Casale, ci hanno spiegato come sia bello prendersi a “calci nel sedere” o mettersi a dormire su un materasso nel bel mezzo di Piazza Vittorio Veneto. Adesso, però, è il povero Cottica ad aver bisogno di voi, cari stanziali, ed è quindi giunto il momento di restituirgli il favore. Tutto è tragicamente accaduto sabato scorso, quando il povero Cottica, forse credendo di essere nella sua Emilia, o in qualunque zona “civilizzata” della penisola, ha avuto l’infelice idea di voler giungere a Materatown (pensate un po’ che ingenuone!) di domenica pomeriggio passando da Ferrandina dove, appena sceso dal treno, ha avuto la spiacevole sorpresa di constatare come non esista alcun mezzo pubblico di locomozione che potesse portarlo nella città degli “abitanti culturali”. Trovandosi, quindi, solo e spaurito nella piccola stazioncina del piccolo borgo lucano, ha lanciato un commovente appello sulla sua pagina facebook:

“Ragazzi, c’è un’anima buona che potrebbe raccogliermi a Ferrandina nel pomeriggio e darmi un passaggio a Matera? Di domenica non ci sono autobus come sapete!”

Quello che vi chiediamo, cari lettori, è di far sentire la vostra vicinanza al nostro benefattore Cottica in questo momento di estrema difficoltà e scoramento, inviandogli uno dei seguenti messaggi che appositamente abbiamo preparato per voi. Grazie di cuore per quello che riuscirete a fare:

Caro Alberto Cottica ti sono vicino e ti dico che:

Guarda i messaggi inviati a COTTICA

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Scritto da materatown

24 August, 2014 alle 23:54

Pubblicato in Materatown