Il sito dei fuorisede di Matera


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Scritto da materatown

27 March, 2016 alle 23:48

Pubblicato in Materatown

Si spengano le luci della ribalta!

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Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo una lettera di un nostro lettore che si firma Daniele fuorisede di Torino. Lui ci perdonerà se abbiamo colto l’occasione per fare alcune considerazioni che meditavamo da tempo e che lui, inconsapevolmente, ci ha dato la forza di esprimere. Buona lettura:

Materatown, non tentare di stravincere. Non è sportivo.
La Basilicata è morta, la Città che ti ha dato i natali da viva sta diventando non-morta. In quasi 8 anni hai semplicemente ricordato a tutti che il Re è nudo. Prima, sorridendo di quel peculiare modo di vivere che passa come materanità. Poi, evidenziando cause e conseguenze dello stesso modo di vivere esteso alla Cosa Pubblica.
Con una paginetta a settimana hai fatto sorridere, ridere, indignare, divertire, hai informato, scrivendo, senza darti troppi meriti, che 2+2 fa 4. La Città che ci ha dato i natali non è più un luogo in cui vivere, ma un posto da visitare. Il tuo sito, quindi, non ha più ragione di essere, almeno nella forma di settimanale satirico sui tragicomici eventi della Basilicata in genere e della Città in particolare. E, poi, diciamocelo: Materatown è il sito dei materani fuorisede, giusto? Ricomincia a parlare di noi, del nostro essere lontani da famiglie e affetti e nel restare, ad esempio, comunque materani anche dopo vent’anni di immersione nella quotidianità della Città o della Nazione che ci ospita. Dacci ancora di più voce, perché quelli per cui scrivi, nella Capitale Europea della Cultura, sono ormai terrorizzati dal doverti leggere. Tu sei la loro cattiva coscienza! Credi che i pochi fortunati che sopravvivono col loro lavoro indipendentemente dalle regalìe politiche del feudatario di turno non sottoscrivano ogni tua parola? E quindi? Cosa cambia? Dovrebbe essere dovere di uno di loro fare quello che hai fatto tu. Tu sarai seppellito in terra nordica, lo hai scritto più volte. Torna alle origini, lascia perdere l’economia e il potere semplicemente perché le tue tesi sono state dimostrate.
Non puoi [stra]vincere. Accontentati di lasciare, nero su bianco, un vero e proprio trattato sulle cause e le origini del male che affligge un pezzetto di Sud, il più efficace e preciso dei trattati, altro che Levi o gli altri meridionalisti. E, poi, ormai Matera è in una bolla spaziotemporale impenetrabile. E’ già il 2019 e lo sarà per sempre. E’ ancora isolata anche dalla vicina Altamura e lo sarà per sempre. Anche se qualcuno ti offrisse un buon lavoro sicuro, tu davvero, rispondimi, ci torneresti? Torneresti a vivere lì in quel fazzoletto di terra in cui amore e ripulsa si solidificano nel cemento del Piano? Condanneresti i tuoi figli, nella migliore delle ipotesi, a scegliere tra il tuo stesso dolore o una vita in una Città da vedere e non da vivere?
Ti abbraccio, Materatown, ma ti supplico: basta “minchiatinarie”, basta “Ho visto cose che…”, basta “Quotidiani di Materatown”. Non ci appartengono più. Abbi pietà di loro e lascia che la bolla li inghiotta in un’ eterna cartolina dei Sassi innevati.

Caro Daniele, quando inziai quest’avventura lo feci perchè ero stanco. Ero stanco di ascoltare in silenzio la retorica stucchevole sul Pane, sul Cucù, sulla Civiltà Contadina con annessa Casa-grotta, sulla menzogna della Città più antica del mondo, sugli “eroici” materani del XXI settembre e di tutti quei “miti sfiniti” che per anni avevano abbagliato gli stanziali mentre generazioni intere come la mia salivano sulle littorine o sugli autobus di Marino e Marozzi alla volta delle terre nordiche. Decisi, allora, sulla soglia dei 40 anni, in una sera torrida di Agosto di non stare più zitto e di parlare ai miei concittadini con quella che considero l’arma più efficace per combattere la retorica: la satira e l’ironia. E così partì l’avventura di materatown.net. Non sapevo quanto sarebbe durata, nè quali sarebbero state le sue fortune. Volevo solo dire la mia ed annunciare, come un novello Fantozzi: “Il Pane, il Cucù, la Civiltà Contadina sono una cagata pazzesca!”. Decisi anche di non firmarmi perchè, caro Daniele, desideravo che le mie parole non fossero associate ad un volto in particolare ma fossero libere di essere ascoltate da chiunque ne avesse voglia. E poi, ti confesso, pensavo che questa scelta fosse meritevole di stima. In fondo -mi dicevo- in una società dove si ucciderebbe la propria madre per veder il proprio nome pubblicato su un giornale o nominato in TV, io che addirittura rifiutavo gli inviti di TRM sarò apprezzato! Mal me ne incolse amico mio! I troppi anni da fuorisede mi avevano fatto dimenticare la secolare cultura stanziale del “a chi appartiene”. E così vai con “Vigliacco”, “Senza palle”, “Codardo”, solo per citare le espressioni più raffinate. Sono stato di tutto: un addetto stampa arrabbiato, un politico trombato, un potentino invidioso, il figlio di un ex-consigliere regionale, un blogger fallito, un professore universitario, anche se la più bella definizione rimane quella datami da un giornalista, scopertosi poi esperto cinefilo che, rispolverando dalla soffitta il suo eskimo, ha visto nel sottoscritto un esemplare dello “squadrismo anonimo al servizio di potentati al palo”. Ah i giornalisti stanziali! Te li raccomando! Sono i paladini del libero pensiero e della libertà di satira ma solo se questa non colpisce loro, nel qual caso si incazzano come cinghiali feriti e corrono in questura a querelarti o chiedono rabbiosi l’intervento dell’ Assostampa, dell’ Ordine dei giornalisti e magari anche delle teste di cuoio. Loro, al contrario, possono augurarti mali incurabili, possono definirti “assassino” o “verme cazzone senza palle” senza che nessuno dei loro colleghi abbia il coraggio di prendere in pubblico le distanze salvo poi darti ragione nel privato di una email o chat. E poi si meravigliano perchè il Fatto Quotidiano ha deciso di chiamare il sottoscritto per avere informazioni su Matera o se il Sole24Ore in un paio di occasioni (ti svelo un piccolo segreto) mi ha chiesto notizie prima di scrivere un articolo sui politici che governano la città!

A parte quella dei giornalisti, ho scoperto sulla mia pelle che esiste anche una altra strana specie di stanziali: quelli della “satira a comando”. Sono coloro per i quali ero un “genio” se scrivevo contro Adduce e Cifarelli per poi diventare “beota e coglione” quando ho iniziato a prender di mira i loro padroncini. Se costoro avessero sprecato meno tempo a pubblicare cannelloni e paste al forno domenicali su facebook per dedidarsi alla lettura di Aristofane, Plauto o Voltaire avrebbero imparato che la satira si limita (si fa per dire) a prendere in giro il potere ovunque esso si annidi (a destra, a sinistra, in chiesa, nei giornali, nelle banche) e non fa scelte di campo che sono invece di pertinenza del “giullare di corte” che, intendiamoci, è un mestiere come un altro se si ha un mutuo da pagare, un figlio in arrivo o un lavoro da mantenere. Ma non era questo quello che io volevo fare.

Caro Daniele, in questa mia lunga risposta ho esordito dicendoti che quando ho iniziato l’avventura di materatown.net ero stanco. Adesso dopo 8 anni lo sono ancora di più (altro che “stra..vincere”! ) e non solo perchè al “mito sfinito” del Cucù, del Pane e di Carlo Levi si è sostituito quello peggiore del fanatismo culturale del 2019, del municipalismo da curva sud e di Pasolini, ma perchè non ho più la voglia e l’entusiasmo di un tempo. Non ho più la voglia di perdere ore del mio tempo per cercare di capire cosa diavolo vuol dire il vicesindaco Schiuma quando promuove “il coaching di comunità” o perchè la Commissione regionale “Lucani Nel Mondo”, con Lacorazza in testa, ha pensato bene di riunirsi per 6 giorni a fine febbraio in Argentina. Non ho più l’entusiasmo per domandarmi perchè al Festival di Sanremo era presente la Lucania Film Commission con il suo Direttore Leporace che si fa immortalare, soddisfatto, con il Senatore Razzi (Giuro che è vero! Se vuoi, ti mando la foto!). Non mi va più di stare ore e ore durante i fine-settimana a guardarmi i consigli comunali di Materatown con Tortorelli che guida i lavori come un amministratore di condominio di Bottiglione nè di leggermi delibere, determine e comunicati stampa. Non ho più la forza di scrivere del Sindaco De Ruggieri che si arrabbia con Telecom perchè, pur avendo trovato un accordo con i sindacati per salvare centinaia di posti di lavoro, non ha confermato la commessa alla Datacontact del suo “amico” Tosto e poco importa se il motivo è perchè quest’ultimo è stato condannato in via definitiva per bancarotta. Ecco, amico fuorisede, sono stanco e soprattutto non mi diverto più. E se non mi diverto io, temo non si divertano più i miei pochi lettori. E allora è giunto il momento di calare il sipario e spegnere le “luci della ribalta”. E’ arrivato il tempo di tornarmene in silenzio nelle nebbie padane da cui ero uscito otto anni fa. Questo, perciò, è l’ultimo articolo che leggerai su questo sito. Che la terra nordica ti sia generosa come lo è stata con me. Un abbraccio, tuo Materatown

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Scritto da materatown

20 March, 2016 alle 22:57

Pubblicato in Materatown

Materatown chiama…la “presunta rappresentante” risponde!

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Evento più unico che raro quello accaduto a Materatown due settimane orsono. Il Sindaco De Ruggieri, uscendo dalla torre d’avorio dove ormai dimora da più di un anno, ha deciso di prendere penna d’oca e calamaio (pare che mouse e tastiera non siano ancora pervenuti al 6° piano di Via Aldo Moro) per rispondere alla Dott.ssa Ilaria d’Auria rea, alle orecchie dell’anziano repubblicano, di aver criticato, durante una riunione a Bruxelles, la gestione del progetto Matera 2019 da parte dell’attuale amministrazione. La nostra Ilaria, avrebbe, sempre secondo il Sindaco, pronunciato in qualità di “presunta rappresentante della Fondazione” una “incauta e corrosiva dichiarazione non autorizzata e non vera”, mentre secondo alcuni foschi guardiani della “materanità” avrebbe addirittura “sputtanato” la città. Ora, da chi dovesse essere “autorizzata” la Dott.ssa d’Auria, l’ Avvocato De Ruggieri non lo chiarisce nella sua lunga “filippica”, visto che la riunione “galeotta” di Bruxelles pare fosse un convegno non istituzionale e soprattutto alla luce del fatto che la protagonista di questa vicenda è oggi una “privata” cittadina, non più membro del Comitato 2019 e che adesso si occupa di progetti riguardanti le tecnologie dello spazio. Noi di materatown.net l’abbiamo cercata e le abbiamo posto alcune domande sulla questione. Buona lettura:

Dott.ssa d’Auria Lei ha realizzato un’ impresa a dir poco storica. E’ riuscita dove migliaia di disoccupati, centinaia di emigrati e l’opposizione di sinistra ha fallito in questi mesi. Ha risvegliato il Sindaco De Ruggieri dal letargo in cui era sprofondato dopo la sua elezione. Ne è consapevole?

Addirittura?! Pensavo che per riuscire in un’imprese storiche, bisognasse faticare, sudare, sacrificare… Altro che cinque anni dedicati alla candidatura di una città a Capitale europea della Cultura. Se avessi saputo che bastava un convegno a Bruxelles, avrei risparmiato un bel po’ di energie.

Andiamo con ordine. Il Sindaco la accusa di aver fatto in qualità di “presunta rappresentante della Fondazione” una “gratuita denuncia di fallimento di Matera 2019″ durante un incontro a Bruxelles con le future Capitali Europee della Cultura.

Ho avuto modo di chiarire altrove il contesto del mio intervento, accompagnandolo da un messaggio di pacificazione per ritrovare quella gioiosa bellezza che si è costruita durante l’ultima fase della candidatura. Attraverso Materatown, penso sia più utile andare sul pratico e usare l’ironia per sdrammatizzare la situazione e smorzare ulteriormente i toni. Per questo, al Sindaco, fornisco con piacere il nome di un paio di traduttori di riconosciuta competenza. Ne conosco anche di materani che in questi tempi mi sembra sia diventato un criterio distintivo. La prossima volta che vorrà attaccare qualcuno dalla sua posizione di prima istituzione cittadina potrà farlo con conoscenza di cause, senza correre il rischio di fare figuracce. In quanto Sindaco di una Capitale europea della Cultura, immagino che sarà sempre più a contatto con lingue diverse e perciò è meglio che si circondi da subito di consiglieri che gli preparino gli argomenti in maniera rigorosa.

Quindi Lei nega di aver operato “uno sputtamento in eurovisione della nostra città!” come, nella consueta maniera elegante con cui è solito esprimersi, ha affermato un noto “tuttologo” di Materatown?

Gli stessi traduttori possono essere di supporto anche al noto “tuttologo” di Materatown, ma mi piacerebbe di più fargli visitare Bruxelles: cosi scoprirà che non è né un programma televisivo, né un insieme di Istituzioni europee, ma una città a tutti gli effetti con una grande diversità di luoghi e di contesti.

Che forse il “tuttologo”, per dirla alla Totò, non conosca Bruxelles non avendo fatto 3 anni di militare a Cuneo, è altamente probabile. Diciamo pure, però, che voi “vecchia guardia” del progetto Matera 2019, non avete mai brillato in chiarezza, semplicità e anche in modestia. Lei ha mai pensato che con gli “unFailing, Un-Monastery, Open Future” e via dicendo non avreste attirato le simpatie, “tuttologo” e Sindaco a parte, anche degli abitanti culturali disoccupati di Bottiglione, Serra Venerdì o Piccianello?

C’è una frase alla quale penso spesso quando penso al coinvolgimento e alla partecipazione: “it’s not about everybody, it’s about anybody”.

Ci risiamo! Traduca per favore per me piccolo fuorisede provincialotto!

Voglio solo dire che il coinvolgimento di “tutti” è impossibile. Bisogna però abbattere i muri e pensare a delle strategie diverse affinché chiunque possa sentirsi coinvolto. I progetti hanno obiettivi e target diversi: “unMonastery” è stata una cosa, “Balconi fioriti” (diventati oggi Basilicata Fiorita con dei corsi fatti dall’Associazione Orti Alti) un’altra. Detto questo, la “vecchia guardia” non era sprovveduta e inconsapevole delle difficoltà di comunicare alcuni progetti, ma bisogna anche riconoscere che il primo obiettivo era quello di vincere il titolo di Capitale europea della Cultura lavorando alla proposta culturale. E pare che questo obiettivo sia stato raggiunto con successo, o sbaglio?

Che Materatown abbia vinto è cosa certa. Se poi questo è da considerarsi cosa positiva per la città è tutto da chiarire. Ma, per parlar chiaro, Dott.ssa d’Auria, l’intero progetto Matera 2019 rischia adesso di fallire?

Mi sembra che il danno più grande a Matera 2019 si stia consumando proprio a livello locale, attraverso una sapiente e quotidiana azione di delegittimazione di tutti quei capisaldi che hanno contraddistinto il percorso di Matera 2019: i professionisti, i progetti culturali, la proposta strategica e l’approccio al coinvolgimento della cittadinanza nella costruzione dell’offerta artistica e culturale. Ascoltando le esperienze delle città che hanno finito l’anno in questione, sai cos’è la cosa che emerge sempre? Il fatto che è durato troppo poco, e che nonostante il tempo che ci sia a disposizione, passa sempre troppo velocemente. Non è che ci ritroveremo nel 2020 a pentirci di questi litigi quotidiani? Perché è così difficile ritrovare il piacere e la gioia di questo percorso?

Forse perché, nonostante si sia voluto far credere che era una panacea per tutti i mali di Materatown e del Sud in generale, è stato solo un torneo, con tanto di tifoseria al seguito, che alla maggioranza dei cittadini non ha dato nulla.

Prima della nascita del Comitato, è stato svolto uno studio curato dal Prof. Franco Bianchini sulla fattibilità del percorso di Capitale europea: i rischi erano ovviamente numerosi, ma le potenzialità erano altrettanto forti (a mio parere di più) per non provarci. Ci siamo candidati, abbiamo vinto. Senza pensare di risolvere i problemi del Mezzogiorno di Italia, è comunque un’opportunità unica per trasformare un territorio attraverso la cultura. Sono consapevole dei rischi di cui voi parlate, ho sempre creduto che a Matera si potesse esprimere un approccio diverso e unico alla manifestazione. La risposta la si può trovare nella proposta culturale contenuta nel dossier: non è un insieme di eventi o di format comprati da fuori, ma un lavoro di lungo respiro attraverso il quale i cittadini lavorano affianco agli artisti per diversi anni. Il potere civico pervade la proposta culturale e artistica di Matera 2019.

Beh, però, fu proprio a Lei con la folla ancora in delirio in Piazza, a scrivere un articolo in cui diceva che la vittoria non avrebbe portato soldi per tutti, non avrebbe diminuito l’emigrazione, non avrebbe ridotto la disoccupazione, non avrebbe portato la ferrovia e non avrebbe sconfitto il clientelismo. Queste cose Dott.ssa d’Auria non poteva dirle prima ai materani? Forse quella Piazza sarebbe stata meno piena ma almeno più consapevole e soprattutto meno illusa!

Grazie per darmi l’opportunità di tornare su quell’articolo, mal interpretato da alcuni che, guarda caso, sono gli stessi che oggi mi attaccano su altro. Come avrei potuto lavorare per anni alla candidatura e poi screditare la vittoria? Se si leggono le frasi fino in fondo, c’è scritto che la vittoria non porterà diverse cose “se non” si diventa cittadini responsabili. Era un invito alla cittadinanza attiva. Forse se avessimo spiegato a target diversi i contenuti della proposta artistica di Matera 2019, non ci si sarebbe impantanati in nessuna tifoseria da stadio. Il rischio, come dice Bob Palmer che ha lavorato con venti delle sessanta città che hanno ottenuto il titolo sino ad oggi, è che se non si parte con i progetti cardine di Matera 2019 lavorando sulle competenze e relazioni della scena creativa lucana, tutto questo non diventerà altro che “Cultural Capitalism” ossia un selvaggio aumento dei prezzi in città, l’arrivo incontrollato di turisti e l’apertura di attività commerciali in un solo settore: quello enogastornimico. Suona familiare?

Molto familiare visto che queste cose noi di materatown.net le abbiamo dette in tempi non sospetti e quasi inascoltati. Ma torniamo al Sindaco prima di chiudere. Quando De Ruggieri sedeva insieme a Lei e Verri allo stesso tavolo del Comitato 2019 esternava tutti questi dubbi che pare lo attanaglino adesso?

Voi ne parlavate quasi fosse cosa ineluttabile, io, al contrario, penso che non debba succedere per forza e che è possibile governare questa vittoria affinché non succeda. Rispetto alla sua domanda, penso che andrebbe posta al diretto interessato, e sarei felice di sottoscriverla. Ero accanto a Joseph Grima quando abbiamo esposto il programma culturale nel dettaglio al Comitato Scientifico di cui il Sindaco faceva parte prima di portarlo al Consiglio di Amministrazione. Mi sembra un po’ leggero dire, solo adesso, che è stato sottoscritto il programma senza sollevare dubbi per puro “spirito di competizione”. E allora domando: Oggi, che fine ha fatto quello spirito?  Non penso sia utile personalizzare i conflitti, penso sia più utile che le persone incaricate per operare – questo vale per tutti – operino per concretizzare ciò per cui sono state incaricate. Se si potesse fare anche senza conflitti, sarebbe l’ideale.

Grazie per l’intervista Dott.ssa d’Auria

Grazie a voi per avermi dato l’occasione per esprimere il mio pensiero con ironia sperando che voi possiate continuare a farne soprattutto sui progetti, e non solo sui personaggi.

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Scritto da materatown

13 March, 2016 alle 23:07

Pubblicato in Materatown

Petaloso e non solo!

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Il bambino che vedete in fotografia si chiama Matteo ed è un piccolo studente di terza elementare di Ferrara che è finito agli onori delle cronache nazionali per aver ideato, durante un compito in classe, un curioso neologismo, l’aggettivo “petaloso”, che nella sua mente di  bimbo di 8 anni, avrebbe dovuto descrivere un fiore “pieno di petali”. Il termine in questione, pur non essendo contenuto nei dizionari di italiano, pare sia molto piaciuto alla sua insegnante tanto da spingerla a chiederne una valutazione all’ Accademia della Crusta. La risposta dei membri della prestigiosa istituzione di linguistica italiana non si è fatta attendere affermando che “petaloso” è una parola che potrebbe essere usata in italiano ed introdotta nei vocabolari, a patto che diventi di uso quotidiano e quindi comprensibile al maggior numero possibile di persone. Noi di materatown.net abbiamo allora pensato di coniare altri neologismi, seguendo la stessa logica, da sottoporre all’ “Accademia del Peperone Crusco” e al suo Presidente, massimo esperto di linguistica materana, il grande Michele Casino, nella speranza che questi nuovi termini vengano introdotti nei prossimi vocabolari di lingua materana. Buona Lettura:

  • adducioso: dicesi di un discorso, ragionamento o in generale di una dissertazione incomprensibile, farcita di dialettismi e fantasiosi suoni onomatopeitici inventati dall’oratore.
    Esempio: Appattiddiamo una soluzione senza fare PUPUPU e TATATATA!
  • antezzioso: sottolinea l’abilità nel saper scegliere sempre il posto giusto dove posizionarsi al fine di trovarsi sempre al fianco del vincitore del momento.
    Esempio: Maria è veramente antezziosa! Fino a quando il Napoli era primo in classifica cantava “Maradona è megl ‘e Pelè”, adesso va in giro con la bandiera della Juventus!
  • braioso:  indica persona che ha ottenuto vantaggi grazie a forti legami di parentela ma vuol far credere ai propri interlocutori che è solo per meritocrazia.
    Esempio: Quello studente è braioso! Prende tutti 30 all’Università perchè è il cognato del Rettore ma va dicendo in giro che studia molto!
  • cotugnoso: aggettivo che qualifica un soggetto che non esita a cambiare aspetto, opinione e frequentazioni pur di continuare ad avere un ruolo di primo piano e un tornaconto.
    Esempio: Certi consiglieri comunali sono così cotugnosi che si sono tagliati i baffi pur di non sembrare più comunisti.
  • deruggerioso: sonnolente, persona o azione che provoca torpore, lassismo, papagna.
    Esempio: Dopo anni c’è ancora qualcuno che si autocelebra pubblicando lo stesso articolo deruggerioso sul ritrovamento di un affresco trafugato!
  • leporacioso: persona che ostenta un atteggiamento rivoluzionario pur non disprezzando con opere e prestazioni i vantaggi che la società borghese conferisce a chi ossequia il potere.
    Esempio: Ricordo un mio compagno di classe che era veramente leporacioso. Organizzava le manifestazioni studentesche e poi girava con il rolex!
  • pittelloso:  azione astuta che consiste nel far credere a parole di voler fare una cosa ma poi nella realtà fare esattamente il contrario.
    Esempio: Ricordo il discorso pittelloso di un candidato che diceva di voler salvaguardare l’ambiente e poi fece perforare il suolo come una groviera!
  • serinoso: dicesi di comportamento pieno di livore e rabbioso che spesso sfocia in offese a terzi, solitamente a sfondo sessuale o augurando al malcapitato problemi di salute.
    Esempio: Ieri al supermercato una signora credendo che le avessi rubato il parcheggio mi ha urlato in modo serinoso: <<Sei hai le palle lasciami il posto! Che ti possa venire un cancro al gomito mentre lo metti fuori dal finestrino!>>
  • tortorelloso: persona inadeguata per il ruolo che ricopre e che tende a celare tale incapacità con battute e spiritosaggini convinto di possedere una “vis comica”.
    Esempio: L’amministratore di un condominio di Bottiglione è tortorelloso come pochi. Ai condomini che si lamentavano per le perdite d’acqua ha risposto:<<Di queste cose non ne capisco un…”tubo”!>> ed ha iniziato a ridere da solo!
  • tostoso: comportamento ossequioso e deferente di taluni nei confronti di colui che gli procaccia lavoro nella speranza di ottenere gratificazioni o nel timore di perderne la benevolenza.
    Esempio: Hai presente quel giornalista con gli occhiali alla Funari? E’ veramente tostoso con il suo direttore!
  • vizzielloso: sinonimo di “cotugnoso” a cui spesso si accompagna per dare maggiore enfasi alla frase.
    Esempio: Pur di essere nominato ancora Direttore della banda del paese non ha esitato a comportarsi in maniera cotugnosa, anzi oserei dire vizziellosa!
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Scritto da materatown

28 February, 2016 alle 22:58

Pubblicato in Materatown

Materatown… Sei fuori!

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Cari lettori, quello che state per leggere oggi non è il solito articolo ma una quasi comunicazione di servizio. Da mercoledì pomeriggio il nostro account su Facebook è stato bloccato. Il motivo è dovuto a una “segnalazione” da parte di qualcuno/a che ha pensato bene di “suggerire”  il nostro allontamento dal famoso social network segnalandoci come persone indesiderate e colpevoli di usare un nome falso. Per tale motivo Facebook ci ha condannato all’espulsione immediata salvo rivedere la sua decisione qualora decidessimo di inviare un nostro documento d’identità, cosa che, come potete immaginare, ci siamo rifiutati di fare. A coloro che da oggi vorranno contattarci suggeriamo quindi di utilizzare solamente il nostro indirizzo email (info@materatown.net) in quanto siamo impossibilitati ad usarne degli altri.  A coloro che, invece, hanno creduto con questa mossa di metterci a tacere, dedichiamo una nostra personalissima “Avvelenata”:

Ma se io avessi previsto tutto questo,
dati causa e pretesto,
le attuali espulsioni,
credete che per un paio di “mi piace”,
questa gloria da stronzi,
avrei scritto opinioni;
va beh, lo ammetto che mi son sbagliato
e accetto il “crucifige” e così sia,
chiedo tempo, son razza fuorisede,
per quanto grande sia,
il primo che c’ha provato;

Mio padre in fondo aveva anche ragione
a dir che un assessore non va nemmeno sfiorato,
mia madre non aveva poi sbagliato
a dir che un “inviato”
conta più d’un barone:
giovane e ingenuo io ho perso la testa,
sian stati i libri o il mio provincialismo,
e cancri alla mano, accuse d’ assassinio,
dubbi sulle mie palle,
son quello che mi resta.

Voi critici, voi servitori austeri,
direttori severi,
chiedo scusa a vossìa,
però non ho mai detto che con un blog
si fan rivoluzioni,
si possa far notizia.
Io scrivo quando posso, come posso,
quando ne ho voglia senza timor di fischi:
perdere un lavoro o Fondazione
non passa fra i miei rischi,
non aprite il mio sito e
sputatemi addosso.

Secondo voi ma a me cosa mi frega
di assumermi la bega
di star quassù a guardare.
Godo molto di più nell’abbuffarmi
oppure a riposarmi
o, al limite, a fumare.
Se son d’ umore giusto allora scrivo
frugando dentro alle vostre miserie:
di solito ho da far cose più serie,
parlar con chi mi vuol bene
e mantermi vivo.

Io tutto, io niente, io pavido, io coglione,
io poeta, io buffone, io anonimo, io fascista,
io stronzo, io coniglio, io maschilista,
io potentino, io sessista, beota, ricco, comunista.
Io ricchione, io scrivo per far carriera,
io falso, io vero, io genio, io cretino,
io sono qui alle cinque del mattino,
l’insonnia e un cappuccino
e voglia di cazzeggiare!

Secondo voi ma chi me lo fa fare
di stare a raccontare
delle vostre clientele?
Ovvio, il medico dice “sei depresso”,
pure dentro al cesso
mi arrivano le querele.

Ed io che ho sempre detto che era un gioco
saper ridere o no con un certo metro:
politicanti e giornalai
il gioco si fa peso e tetro,
comprate il mio dominio,
io lo vendo per poco!

Colleghi blogger, eletta schiera,
che si vende alla sera
per un piatto di tartine,
voi che siete capaci fate bene
ad aver le tasche piene
e non solo di veline.

Che cosa posso dirvi? Andate e fate,
tanto ci sarà sempre, lo sapete,
uno scrittore fallito, un giullare
un fuorisede a sparare cazzate!

Ma se io avessi previsto tutto questo,
dati causa e pretesto, forse farei lo stesso,
mi piace far sorridere e pensare,
mi piace domandare, poi sono nato fesso.
E quindi tiro avanti e non mi svesto
della penna che son solito usare:
ho tante cose ancor da raccontare
per chi vuole ascoltare
e a culo voi e il vostro social network.

 

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Scritto da materatown

21 February, 2016 alle 22:17

Pubblicato in Materatown

Il Minchiapodio

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A due settimane dalla apertura delle Minchiatinarie 2016 (leggi qui), possiamo finalmente chiudere le urne e annunciare, con nostra grande soddisfazione, i vincitori di questa edizione. I candidati erano tanti e tutti meritevoli della vittoria finale, ma voi, cari lettori, con i vostri mouse avete decretato chi, tra loro, ha mostrato maggiore talento e capacità così da salire sul “minchiapodio” di questa importante competizione. Quest’anno, inoltre, per dare ai primi tre classificati il giusto riconoscimento, abbiamo pensato di portargli personalmente l’importante notizia avendo così dalla loro viva voce le prime impressioni a caldo sul piazzamento ottenuto. Buona lettura.


GASPARE L’EPISCOPIA, Medaglia d’Oro con il 37% dei voti, grazie a questo comunicato stampa:<<Io sono il secondogenito di una famiglia di otto figli. Quando ero piccolo le frasi ricorrenti erano “Ma non avete la televisione a casa?”, “Ma tuo padre è un coniglio?”. Domani quindi, non potendo rimanere inerme, sarò a Roma e per tutte queste ragioni parteciperò al Family Day!>>

Consigliere L’Episcopia, cosa si prova a vincere alla sua giovane età le minchiatinarie di Materatown battendo la concorrenza di gente molto più esperta di Lei in questa materia come Braia, Santochirico, Scarola o Margiotta?

Non penso assolutamente di aver sparato una minchiata.

Beh, Lei ha detto che è andato al Family Day per rivalsa, perchè quando era piccolo e avendo 7 fratelli molti suoi compagni di scuola la prendevano in giro sulle spiccate capacità riproduttive dei suoi genitori. Quindi se Lei fosse stato figlio unico a quest’ora l’avremmo vista con un tanga leopardato su un carro del Gay Pride? Se così fosse eterno ringraziamento a quei birbantelli dei suoi amici!

Non posso non rilevare che la lettura che Lei ha fatto dell’articolo, da cui poi sono state estrapolate le frasi prese per la realizzazione dalla classifica sulle “minchiate dell’anno”, è stata approssimativa o strumentale a seconda dei connotati intellettivi utilizzati. Va preliminarmente detto che la mia partecipazione al Family day è il frutto di uno specifico ragionamento squisitamente giuridico, volto a tutelare quello che per me è il contraente debole ovvero il bambino. I suoi sfottò esemplificati rimarcavano esclusivamente uno stato d’animo personale che dapprima mi avevano portato alla non accettazione della mia famiglia e successivamente, alla luce della esperienza, mi avevano ricondotto ad una totale accettazione e ad un totale amore verso di essa. Questo stato mi ha quindi imposto, una netta presa di posizione atta a non voler precludere oggi questa POSSIBILITA’ DI RISCOPERTA O SCOPERTA, a nessun “bambino”. Detto questo vi inviterei a soffermarvi di più su certe questioni cercando di fare satira politica con argomentazioni serie e riflessive assolvendo cosi al compito di rendere nobile tale arte. Vi chiedo, per la vostra stessa dignità, il rispetto delle sensibilità altrui, soprattutto quando la questione riguarda temi molto complessi sia dal punto di vista etico sia dal punto di vista giuridico. E adesso la saluto.


VINCENZO SANTOCHIRICO, Medaglia d’Argento con il 17% dei voti per aver pubblicato la foto del costoso champagne sorseggiato la notte di Capodanno e averne così spiegato il motivo: <<Mi piacciono le cose buone. E’ il punto di vista che conta. Che, a pensar bene, è la lezione del compagno Marx!>>

Avvocato Santochirico Lei è arrivato secondo. Cosa le è mancato che le ha impedito di salire nell’Olimpo delle minchiatinarie dove oggi siedono Adeltina Salierno (2014) e Paride Leporace (2015)?

La delego a dare le risposte. Saprà fare senz’altro meglio di me!

Su non faccia così Santochirico. Dicono che Lei sia una persona spiritosa! Non pensa che se avesse pubblicato, oltre allo Champagne, anche la foto di un bel piatto di ostriche magari citando Che Guevara avrebbe preso ancora più voti tra i disoccupati e i lavoratori dei call center?

Sono spiritoso e lo sono stato anche ora. Davvero, mi creda!

Mi limiterò allora a riportare questa nostra conversazione!

Mi aspettavo di meglio da Lei, ma le ho dato delega piena e non posso revocarla. Capita anche a me di sbagliare!


LUCA BRAIA, Medaglia di Bronzo con il 16% dei voti per aver voluto “valorizzare il territorio lucano” presentando l’ Inno alla Ruralità Lucana la cui strofa più aulica recita così:<<Rionero Rapolla Barile e Venosa/La mano e il bicchiere sono una sola cosa/E proprio lì vicino sotto alla montagna/Ci sta la grande Melfi e un mare di castagna/E se quelli di Sarconi sono senza virtù/ Saranno i fagioli a fargli fare BOOM BOOM!>>

Sarò sincero Assessore Braia, pensavo che Lei con l’Inno Rurale della Basilicata e “i fagioli di Sarconi che fanno fare BOOM BOOM” avrebbe stravinto. Ma forse il testo era troppo ermetico per i nostri lettori. E’ deluso del suo piazzamento?

Cari amici sono contento quando un’azienda o prodotto agricolo lucano si impone a livello nazionale, quando il settore agricolo di Basilicata diventa protagonista o quando 2 aziende Lucane che producono pomodori si piazzano tra le prime 100 al mondo. Che io sia arrivato terzo alle minchiatinarie, invece, ne sono venuto a conoscenza dalla vostra mail e non mi ha suscitato nessuna emozione particolare. Posso solo dirvi che l’iniziativa dell’ Inno Rurale è simpatica e sta riscuotendo un grande successo della rete e poi ha una finalità di solidarietà perché annualmente con il ricavato dalle vendite si riempirà un tir di prodotti che la FAO gestirà. Solo per questo motivo spero meriti il primo premio e non certo nel suo sondaggio! Detto questo, non mi deludete mai ma lo confesso. Siete bravi e creativi anche se a volte “pretendere” risposte senza voler essere riconosciuti come interlocutori con nome e cognome non è proprio il massimo.

Comunque per le minchatinarie del 2017 le posso suggerire questa strofa che sicuramente le darà molte più soddisfazioni? “Della Antezza onorevole io sono il cognato/grazie a lei il posto d’assessore ho guadagnato/ma l’aver preso la medaglia di bronzo/mi ha fatto rimanere come uno….”  Vabbè la rima finale adesso non mi viene, però ha capito il senso!

A questa domanda mi consentirete di dire che risponde la mia VITA ed il mio percorso di esperienza sociale e politica (iscritto FGCI da 14 a 20 anni e ben prima di conoscere Antezza), più un anno a sostegno dello sport da 30 anni, imprenditore per 20 anni e poi  rappresentante politico in comune, Regione ed Assessore regionale. Anche quest’ultimo ruolo voglio sperare me lo abbia affidato il Presidente non certo per per parentela (dal 2010 sono sposato, mentre sono nato nel 1970) ma per dare un sostegno all’azione del governo e spero perché abbia dimostrato di aver fatto nella mia vita qualcosa di buono oltre che AVER contribuito a far vincere le primarie a Pittella, a eleggere un consigliere sostenendo Lista Pittella (11000 consensi) oltre che essere stato uno dei protagonisti della campagna regionale congressuale PD con 23000 preferenze . Detto questo consentitemi di dire che a volte le vostre ripetitive “associazioni” e le performance dialettiche sono francamente un po’ deludenti ed al limite del rispetto che come ben sapete anche se da FUORISEDE e SENZA IDENTITÀ non dovrebbe mai mancare.

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Scritto da materatown

14 February, 2016 alle 23:22

Pubblicato in Materatown

Cronaca di una riunione di maggioranza

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Con l’articolo di oggi siamo felici di annunciare la nascita di una nuova preziosa collaborazione e, per la precisione, con un noto esponente politico della nuova maggioranza di centro-destra che governa la città di Materatown. Come già avviene nel campo dell’opposizione con l’oramai famoso “pappajòll”,  anche questo nuovo nostro infiltrato (nome in codice “Zamm’redd” ) ci racconterà, direttamente dall’interno del Palazzo del potere,  le vicende politiche, vissute in prima persona, che riguardano la maggioranza variopinta e un po’ folkloristica dell’ Avv. De Ruggieri & C.

Care lettrici e cari lettori, ecco quindi in esclusiva la prima “Cronaca di una riunione di maggioranza” della “Zamm’redd”:

E’ lunedì 1 Febbraio e per le ore 19 è stata convocata una riunione di maggioranza nella Sala Mandela del Comune.  Dobbiamo discutere del piano triennale sulle opere pubbliche. Arriviamo alla spicciolata. Prima che inizi la riunione si chiacchiera, si ride, si formano gruppetti che discutono a bassa voce. Poi arriva lui, il “grande nonno”  (alcuni di noi chiamano così il Sindaco De Ruggieri) che,  con passo felpato, raggiunge gli scranni della sala e, dispensando sorrisi, si siede scrutando i volti della maggioranza. Alle 19 e 30 cominciano le danze. Ci sono quasi tutti: l’Avvocato, consigliere di “Matera si muove”, Angelo Bianco con il suo inconfondibile giubbotto di pelle stile Fonzie di “Happy Days”, subito seguito dal fedele “Potsie” alias Daniele Fragasso. Vedo Michele Casino della lista “Forza Matera” con un interessante abbinamento celestino da matrimonio e poi c’è il “transfugo” Angelo Cotugno di nero vestito forse per nascondere la sua anima rossa che in questo contesto stona un pochino. In prima fila siedono i consiglieri Mario Morelli, Angelo Sardone, Maria Teresa Vena, Toto Augusto l’ ultras e il buon Samaritano, il consigliere Gaspare L’Episcopia.

In seconda fila si eleva, in tutta la sua maestosità, il colosso e consigliere anziano Angelo Lapolla seguito dalla sua fedelissima Rossella Rubino fresca di parrucchiere. Osservo il consigliere di “Osiamo per Matera” Paolo Manicone con il solito colore violaceo da fare invidia ai costruttori delle lampade abbronzanti. Manca, invece, il maestro Saverio Vizziello solitamente dedito in queste riunioni, insieme al “compagno” Cotugno, a soffiare le trombe di Santochirico. Non mancano, invece, alcuni membri della giunta: l’assessore Antonella Prete uscita fresca-fresca da uno scontro giornalistico fratricida con il consigliere Michele Casino; c’è l’assessore Marilena Antonicelli con una espressione così triste che sembra appena tornata da una seduta intensiva sulle maestre che picchiano i bambini all’asilo, mentre l’assessore Francesca Cangelli si muove nervosamente forse perché non vede l’ora di tornare a Foggia (per quattro giorni su sette è a Matera) o perchè non vede l’ora di andare a mangiare nel ristorante nei Sassi dove oramai è una cliente fissa.

Ovviamente è immancabile la presenza dell’Onnisciente del Commercio, nonché presidente del Consiglio comunale Angelo Tortorelli il quale, dopo aver appurato che tutti i partecipanti sono vigili e coscienti, dà il via alla seduta. Come è suo costume parte con la premessa  auto-referenziale:<<IO ho fatto questo…..IO ho fatto quest’altro…..IO ho fatto quella cosa……IO ho fatto anche…..>> per poi lasciarsi andare a comunicazioni di servizio. Subito, però, si accorge di star parlando da solo e quindi passa la parola al grande capo. De Ruggieri parte con 10 minuti di citazioni seguiti da altri 15 di costrutti grammaticali che avrebbero fatto impallidire Dario Fo. In sostanza ha parlato delle attività che sta svolgendo di comparto con il governo.

Chiede la parola il buon Samaritano l’ Episcopia che pone al grande capo alcune domande sulla Ferrovia , con la stessa espressione di chi chiede le figurine panini al giornalaio. Vuole fare vedere che è giovane e che si interessa dei suoi coetanei e perciò parla delle FAL e dei disagi degli studenti.  Il capo supremo riattacca con 20 minuti di voli pindarici e alcuni dei presenti iniziano a manifestare chiari segni di cedimento. Si passa alla discussione dell’ordine del giorno Piano Triennale Opere Pubbliche. Prende la parola l’assessore Antonella Prete , ma non fa in tempo a dire “buonasera” che subito Casino la smentisce dichiarando che per lui è “pomeriggio inoltrato”. I due non si sopportano e non c’entrano nulla le attività da assessore. La verità è un’altra: la Prete è su quella poltrona per volontà del Senatore Latronico che però adesso ha lasciato Forza Italia per andarsene con Fitto. Il fedelissimo berlusconiano Michele Casino (e con lui Augusto Toto) non perdonano a Latronico questo tradimento e perciò vogliono dargli una lezione facendo cadere Antonella Prete.

Prendono successivamente la parola il consigliere Manicone, il quale con il passare del tempo si infervora e assume 50 sfumature di viola fino a quando arriva il turno di Cotugno. Inizia la sua disamina partendo da lontano. Ci manca solo che ci tenga una lezione sulla nascita dei comitati di Fabbrica e del perché la CGIL non mangia i bambini. Finalmente, bontà sua, arriva ai giorni nostri cercando di spiegare il perché le sue considerazioni sono così intelligenti da esser riconosciute dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, mentre quelle degli altri sono solo “chiacchiere da Bar dello Sport”. Parla di come “dovrebbero relazionarsi le cose e come dovrebbero svolgersi “  e, così, dopo un tempo imprecisato nel quale la sala Mandela ha prodotto più fumi dell’Italcementi, finalmente Cotugno dice quello che la maggioranza gli ha delegato di dire al Sindaco e alla giunta: “Da oggi ogni membro della giunta deve illustrare alla maggioranza intera l’attività svolta e il crono-programma perché bisogna evitare di navigare a vista e che ogni assessore personalizzi troppo il suo operato!” Insomma, l’avvertimento che abbiamo voluto mandare al “grande nonno” è chiaro. A buon intenditore poche parole!

Terminato il lungo intervento, Cotugno cede il passo nuovamente al buon Samaritano L’Episcopia che questa volta, con l’espressione soddisfatta di un bambino che ha appena rubato la cioccolata, chiede lumi sullo stato di degrado di P.zza Kennedy.  Gli viene risposto che la Piazza è di proprietà privata e che quindi il Comune non può far nulla. L’Episcopia ci rimane male e questa volta l’espressione felice di qualche minuto prima, lascia il posto a quella delusa come se le cioccolate che aveva rubato prima fossero state sequestrate dal Sindaco.

Oramai è tardi, sono le 23 passate. Il “grande nonno” De Ruggieri è visibilmente stanco e perciò richiede l’aggiornamento della seduta. Ci salutiamo ripromettendoci di trovare a breve una “quadra” della situazione. Io me ne torno a casa e penso che questa “quadra”, visto  il clima non proprio idiallico nella maggioranza, forse la troveremo tra un quarto di secolo!

Un saluto a tutti i lettori di Materatown.net dalla vostra
Zamm’redd.

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Scritto da materatown

7 February, 2016 alle 22:57

Pubblicato in La Zamm'redd,Materatown

Minchiatinarie 2016

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E’ arrivato Febbraio e, come oramai tradizione consolidata di questo sito, è giunto il momento delle MINCHIATINARIE, ossia le votazioni online tra tutti i nostri lettori tramite le quali si potrà scegliere direttamente, con un semplice click sul computer, il personaggio che più di tutti, in questi mesi, si è messo in luce nella città di Materatown, ereditando lo scettro che fu nel 2014 dell’ex consigliere regionale Adeltina Salierno (“Il Presidente della Corea del Nord Kim Il Sung è un obeso, ritardato mentale con un pisello piccolo”) e del Direttore della Film Commission, Paride Leporace, che lo scorso anno sbaragliò una numerosa ed agguerrita concorrenza, tenendoci aggiornati delle sue attività intestinali (“Andando al cesso e cercando qualcosa da leggere nel tempo utile alla seduta, estraggo dalla libreria uno dei volumetti che L’Unità veltroniana dedicava a “I poeti italiani”). Come i nostri più affezionati lettori sanno, per agevolare la scelta del vincitore delle Minchiatinarie, abbiamo deciso di presentare una “rosa” di illustri candidati tra i quali scegliere, corredata da una frase celebre che, a nostro parere, li ha resi “papabili” per ottenere l’ambito riconoscimento. Stanziali e fuorisede, ecco a voi, le nomination per il 2016 delle inimitabili ed uniche:

 

MINCHIATINARIE di MATERATOWN

Candidati :

  1. MARGIOTTA SALVATORE (Senatore PD), auto-sospesosi dal gruppo PD al Senato per le note vicende giudiziarie, dopo un breve passaggio nel gruppo misto, ha aderito nei giorni scorsi al gruppo Area Popolare di Alfano. Su twitter ci tiene però a dire agli elettori ed ex compagni di partito: <<Rassegnatevi esisto!>>
  2. L’EPISCOPIA GASPARE (Consigliere Comunale di Materatown) pensa bene di fare un comunicato stampa per annunciare alla cittadinanza stanziale che lui parteciperà convinto al Family Day a Roma e soprattutto ne spiega così i motivi: <<Io sono il secondogenito di una famiglia di otto figli. Quando ero piccolo le frasi ricorrenti erano “Ma non avete la televisione a casa?”, “Ma tuo padre è un coniglio?”. Domani quindi, non potendo rimanere inerme, sarò a Roma e per tutte queste ragioni parteciperò al Family Day!>>
  3. SANTOCHIRICO VINCENZO (Ex-Presidente Consiglio Regionale), pubblica il giorno di Capodanno la foto di una costosa bottiglia di Champagne utilizzata per i suoi festeggiamenti. A chi gli fa notare che la gente “normale” brinda con bevande più economiche, l’ex Presidente chiarisce: <<Mi piacciono le cose buone. D’altra parte io sono d’accordo con mia figlia che dice “The world is what it is. It’s the way you look at it that changes everything.” . E’ il punto di vista che conta. Che, a pensar bene, è la lezione del compagno Marx>>
  4. BRAIA LUCA (Assessore Regione PD), presenta orgoglioso l’Inno della Ruralità Lucana affermando che con questa iniziativa si vuole “valorizzare il territorio recuperando il fattore emozionale grazie alla musica”. Per i nostri lettori riportiamo una strofa di questo inno in tutta la sua sublime e raffinata poesia: <<Rionero Rapolla Barile e Venosa/La mano e il bicchiere sono una sola cosa/E proprio lì vicino sotto alla montagna/Ci sta la grande Melfi e un mare di castagna/E se quelli di Sarconi sono senza virtù/ Saranno i fagioli a fargli fare boom boom!>>
  5. FABIO (Uno dei fondatori del blog TravelToMatera), scrive il 14 Gennaio un articolo dal titolo che sembra tratto direttamente da una battuta di Antonio Albanese, “Because I’m from Matera“. Qui elenca le virtù dei materani e tra queste, a suo dire, una innata natura “forte e coraggiosa”. A dimostrazione di ciò, cita:<<La battaglia gloriosa condotta fino agli anni ’50 del secolo scorso. Quando l’Italia del Novecento viveva i suoi tempi moderni e assaggiava il boom economico e la città dei Sassi era secoli indietro!>>
  6. NOTARGIACOMO MARIOLINA (Giornalista della Nuova del Sud) scrive un articolo su Vito Cuscianna che dopo essersi laureato in Economia a Parma ed aver fatto un Erasmus in Spagna è tornato a Matera dove lavora come autista di Apecar per i turisti. Per Mariolina, Vito è proprio un ragazzo fortunato perchè <<Con la designazione di Matera a capitale europea della Cultura per il 2019, i sogni di Vito hanno cominciato a realizzarsi! Primo fra tutti, quello di ritornare a casa dopo l’università e poter lavorare nella propria terra d’origine!>>
  7. RIVELLI (R.G.) ANNA (Scrittrice ed opinionista del Quotidiano di Basilicata), esprime tutta la sua solidarietà ai giornalisti del Quotidiano di Basilicata appena messi in cassa integrazione a zero ore ma tenendo a precisare:<<Sono vicina al dramma lavorativo e personale di tutti, ma perdonatemi, soprattutto a quello di chi dirige perché in certe situazioni è meglio essere soldato semplice! Per i generali ogni mossa deve essere ponderata perché rischia di mandare in malora tutto l’esercito! Perciò forza Lucia, forza tutti!>>
  8. SCAROLA GIOVANNI (Consigliere comunale di Materatown) a chi chiede una riunione della Commissione Bilancio per avere delucidazioni circa le spese della Fondazione Matera 2019 risponde facendo sfoggio del suo vastissimo vocabolario: <<Cazzate, solo cazzate inutili! Convocare una commissione bilancio per questa cazzata mi pare una cazzata!>>

SCEGLI IL VINCITORE DEL MINCHIATINARIE 2016

  • L'Episcopia Gaspare (37%, 61 Votes)
  • Santochirico Vincenzo (17%, 27 Votes)
  • Braia Luca (16%, 26 Votes)
  • Scarola Giovanni (15%, 24 Votes)
  • Notargiacomo Mariolina (10%, 16 Votes)
  • Rivelli (R.G.) Anna (2%, 4 Votes)
  • Margiotta Salvatore (2%, 3 Votes)
  • Fabio (TravelToMatera) (1%, 2 Votes)

# Grazie Stanziale n° 163! A NOME DI TUTTI I CANDIDATI TI RINGRAZIAMO! #

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Scritto da materatown

1 February, 2016 alle 00:03

Pubblicato in Materatown

Ho visto cose a Materatown che voi…(20)

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 Durante la mia ultima discesa “natalizia”

HO VISTO COSE A MATERATOWN CHE VOI UMANI NON POTETE NEANCHE IMMAGINARE

 

 

 

  • Ho visto il sottoscritto passeggiare in centro e arrivare quasi sotto il palco in costruzione per il Capodanno;
  • Ho visto un operaio avvicinarsi e farmi segno di allontarmi, non prima di avermi posto la seguente domanda: <<Giovane non hai visto che questo è un cantiere?>>
  • Ho visto Renzo Arbore fulgido esempio di “paracul..tura” dire di preferire la Basilicata alla Puglia e alcuni stanziali altrettanto “paracul..turali” definirlo giustamente un loro “maestro”!
  • Ho visto stanziali far ballare ai turisti la tarantella (clicca qui e anche qui)
  • Ho visto un mio pro-pro cugino che non vedevo da anni dirmi:<<Madò Emanuele da quanto tempo che non ci vediamo!>>
  • Ho visto il sottoscritto pensare: <<Caro pro-pro cugino anch’io sono felice di vederti, peccato solamente che non mi chiamo Emanuele!>>
  • Ho visto il sottoscritto farsi un giro nei Sassi e incrociare una comitiva di turisti accompagnati da una guida stanziale;
  • Ho visto la guida puntare il dito verso l’alto in direzione di un balcone tutto diroccato e dire loro: <<Osservate lo splendido cornicione di fattura araba!>>
  • Ho visto un mio amico stanziale invitarmi al bar per un caffè;
  • Ho visto il mio amico stanziale alzarsi dal tavolino e dirmi:<<Scusa mi alzo un attimo così saluto una persona e torno subito!>>
  • Ho visto il sottoscritto bere il caffè da solo per poi ordinarne un altro dopo mezz’ora e berselo ancora da solo!
  • Ho visto uno stanziale da Paoluccio farmi un elogio della “chianca” avendomi scambiato per un turista;
  • Ho visto il sottoscritto andare in un locale di Materatown e pagare 13 euro per un succo di frutta e un panino;
  • Ho visto uno stanziale fare un’acuta analisi sull’aumento della TARI con un suo amico: <<Per colpa di stì cazzi di turisti a Matera hanno aumentato la m’nezz!>>
  • Ho visto nel computer di mio fratello il miglior antivirus in circolazione (clicca qui)
  • Ho visto il sottoscritto andare a vedere il film di Checco Zalone;
  • Ho visto proiettare prima del film questa “raffinata” pubblicità locale e pensare per un attimo di aver sbagliato genere cinematografico (clicca qui)
  • Ho visto il sottoscritto avere un desiderio irrefrenabile di un panzerotto ma non ricordare più la posizione esatta del Bar SottoZero
  • Ho visto il sottoscritto chiamare il fratello e chiedere con imbarazzo le coordinate precise del Bar SottoZero;
  • Ho visto Lucia Serino quando era ancora direttora del Quotidiano di Basilicata commentare così il film di Checco Zalone su Facebook:<<Peccato il solito luogo comune sulla Calabria […] di tutto il Sud si sceglie Gioia Tauro come metafora di illegalità!>>
  • Ho visto il sottoscritto pensare:<<Effettivamente ha ragione la direttora! Chissà perchè Zalone non ha scelto Belluno o Gorizia!>>
  • Ho visto un turista nei pressi del locale “MammaLiTurchi!” chiedere alla moglie: <<Che vuoi un Kèbab?>>
  • Ho visto la moglie rispondere: <<E secondo te so’ arrivat da Bari a Matera per mangiare u’ Kèbab?>>
  • Ho visto la fioraia del cimitero dirmi:<<Mia figlia voleva andare al Nord a studiare ma costava troppo e così io e mio marito l’abbiamo convinta a fare un’altra facoltà a Materatown!>>
  • Ho visto mia madre preparami una borsa di arance dicendomi:<<Queste non sono “trattate”. Mi raccomando, a mamma, fatti le spremute che ti fanno bene!>>
  • Ho visto il sottoscritto prendere l’autobus per il Nord e sentire il proprio vicino di posto comunicare al telefono ad un amico:<<Ho fatto lo spermiogramma e sto aspettando i risultati!>>
  • Ho visto, appena giunto nella dimora nordica, questo biglietto sul portone (clicca qui);
  • Ho visto il giorno dopo, tornando dal lavoro, la risposta della “grandissima stronza” (clicca qui);
  • Ho visto il sottoscritto prendere l’ascensore, entrare in casa e pensare:<<Adesso è ora che io mi faccia una spremuta di arance “non trattate” di mia madre che mi fanno tanto bene!>>
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Scritto da materatown

24 January, 2016 alle 22:44

Comunicato di solidarietà

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Scritto da materatown

17 January, 2016 alle 22:49

Pubblicato in Materatown