Il sito dei fuorisede di Matera


Il Vangelo di Salvatore

Lascia un commento (2)

In queste settimane a Materatown c’è grande fermento e attivismo nell’ “intellighenzia” cittadina. Si fa un gran parlare, con annesse polemiche, di Vangeli, di Apostoli e film a riguardo. Infatti, sarà anche per l’avvicinarsi della Settimana Santa, ma c’è un pullulare di dibattiti, tavole rotonde, manifestazioni, articoli sui giornali ed email “notturni” da parte di tanti intellettuali che, passata oramai la “cinquantina”, si sono riscoperti esperti non tanto dell’arte cinematografica ma anche dei sacri testi della tradizione cattolica che spesso vengono citati dopo un attenta ricerca su google.

Noi di materatown.net vogliamo partecipare a questa nuova “energia spiritual-culturale” che sembra aver pervaso l’intera città, proponendovi in anteprima mondiale una scoperta eccezionale. Siamo infatti venuti in possesso di un documento dal grande valore storico e religioso, trovato casualmente all’interno della Casa Cava, luogo “culturale” per eccellenza a Materatown, durante dei lavori di restauro. Si tratta di un antico manoscritto in Ferrandinese antico risalente al I secolo che noi, grazie a nostri esperti fuorisede, abbiamo prontamente tradotto in italiano e che racconta la vita e le predicazioni del nostro e vostro “Salvatore”. E’ un documento già passato al vaglio della Conferenza Episcopale Italiana che lo ha analizzato nella massima segretezza e che pare, a breve, presenterà al mondo intero eleggendolo al rango di Testo Sacro, prendendo il nome di Vangelo di Salvatore andando così a far parte, insieme a quelli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, dei vangeli canonici di nostra madre Chiesa. Buona lettura:

 

IL VANGELO DI SALVATORE

CREAZIONE DI MATERATOWN

In principio era il Caos.
La terra di Lucania era informe e deserta. Povertà ed emigrazione aleggiavano sulle dimore degli stanziali e le tenebre della corruzione avvolgevano la vita di uomini e donne.
Dio allora disse: <<Sia Materatown città di Lucania!>> E Materatown fu!
Dio disse: <<Siano i Sassi culla della civiltà contadina!>> E Sassi furono!
Dio disse: <<Sia Patrimonio dell’Umanità>> E Parimonio dell’Umanità fu!
Dio disse: <<Sia il Cucù!>> E Cucù fu!
Dio disse: <<Sia Cialledda!>> E Cialledda fu!
Dio disse: <<Sia Circolo de La Scaletta>> E La Scaletta fu!
Dio disse: <<Sia Focaccia di Paoluccio!>> E Focaccia di Paoluccio fu!
Dio disse: <<Sia Museo demoetnoantropoligico!>> ma l’angelo più bello tra tutti lo interruppe: <<Signore, scusi, ma nome più semplice proprio no?>>
Dio allora si adirò e dopo averlo fulminato precipitò l’angelo ribelle negli inferi.
L’ultimo giorno Dio, esausto, disse: <<Sia Materatown Candidata Europea della Cultura nel 2019!>>
Gli altri angeli pensarono: <<Si vede che è proprio stanco!>> ma per la paura tacquero e Candidata Europea della Cultura nel 2019 Materatown fu!
Soddisfatto Dio allora ordinò: sia mandato sulla terra di Materatown il figlio mio! Costui prenderà il nome di Salvatore e diffonderà il mio Verbo!

NASCITA DI SALVATORE

Salvatore nacque a Ferrandina di Materatown al tempo del re Colombo.
I Tre Magi, Serafino, Cifarellino e Angelino giunsero da ogni angolo della terra attraversando montagne impervie e acque tumultuose e domandavano:
<<Dov’è il futuro re di Materatown che è nato? Abbiamo visto visto un “truno” esplodere in aria e siamo venuti per adorarlo!>>.
Gli risposero: <<Seguite i “truni” che scoppiano in cielo e lo troverete!>>
Udite queste parole essi partirono finchè giunsero sopra il luogo dove era nato il bambino. Una folla festante li accolse al grido:
<<Oh Magi ammirate il nostro Salvatore! E’ così bello da oscurare le stelle!>>
Allorchè loro lo videro, dissero: <<Bello? Oddio…diciamo che è un tipo!>>
Poi aprirono i loro scrigni e offrirono oro, incenso e mirra.
Dio, osservando la scena dall’alto dei cieli, intervenne:
<<Lo sapevo io che non mi dovevo fidare di quello lì! Angelinoooooo, Santo “me stesso”! Avevo detto BIRRA non Mirra. Adesso tornate tutti e tre indietro e rifacciamo la scena!>>
E poi aggiunse: <<Angelino tu per punizione sarai condannato a vagare in eterno in cerca di un partito!>>
Re Serafino allora disse: <<Oh Signore e noi che c’entriamo! Angelino sbagliò dono. Fa, nella tua immensa bontà, che sia solo lui a tornare!>>
Il Signore non volle sentir ragioni ed ordinò: <<Quello da solo non trova neanche i suoi piedi ma, in segno di riconoscenza, vostri  saranno incarichi e poltrone nel futuro regno di Materatown! Così ho deciso.>> I Tre Magi allora si voltarono indietro e partirono.
Qualcuno udì la voce del Re Magio Cifarellino in lontanza dire: <<Angeli’,ma come ti fash le chèp! La mirra di zin’t! ‘mbocc a te l’aver a dè!>>
Poi le loro regali figure sparirono all’orizzonte

INFANZIA DI SALVATORE E LA TENTAZIONE DEL COMUNISMO

Divenuto fanciullo, un angelo apparve in sogno ai genitori di Salvatore e disse loro:
<<Alzatevi, prendete con voi il bambino, abbandonate Ferrandina e recatevi a Materatown affinchè si adempia ciò che che è stato detto dal nostro Signore. Salvatore diventerà re di quella terra!>>
In quel tempo intanto comparve la setta dei Comunisti a predicare per le vie della Lucania professando idee di Giustizia ed Uguaglianza.
Salvatore, oramai fattosi ragazzo, andò con loro e si fece battezzare “comunista”.
Nostro Signore, suo padre, preoccupato un giorno lo chiamò e disse: <<Figlio mio, perchè vieni meno al tuo impegno che io ti assegnai?>>
<<Padre>> rispose Salvatore <<Io sono battezzato comunista e voglio libertà e giustizia per il mio popolo!>>
Dio udendo queste parole si adirò e disse:<<Da comunista mai potrai acquisir fama e diventar re di Materatown! Adesso riprendi la giusta via che io ti assegnai!>>
Poi con un gesto della mano lo trasformò da comunista a Presidente dell’ Agrobìos.
E l’Agrobìos morì.

SALVATORE CHIAMA I PRIMI DISCEPOLI

Fattosi uomo Salvatore un giorno camminava per le vie di Materatown e vide il giornalista Paride. Lo chiamò a sè e disse:
<<Paride seguimi, abbandona la tua penna e ti farò Direttore di Commission!>>
Paride chiese: <<Mio signore, cosa fa un Direttore di Commission? Non lavorerò mica gratis?>>
E Salvatore rispose:<<Cosa dovrai fare non lo so ma è la volontà del Padre mio! Tua sarà la gloria, tuoi saranno viaggi per dibattiti e conferenze e tuo sarà uno stipendio!>>
E quello subito abbandonò la sua penna e lo seguì.

Andando oltre mentre si abbeverava alla locanda Schiuma notò un forestiero in lacrime e gli domandò: <<Straniero perchè il tuo cuore è triste?>>
<<Sono Verri da Torino. Dalla mia città fui mandato via ed ora vago, esule, senza meta nè sostentamento!>> quello rispose.
Salvatore allora gli donò una pasta alla crema e lo confortò: <<Rifocillati e seguimi. Tuo sarà il Direttorio di Materatown 2019!>>
<<Grazie mio signore! Sia fatta la tua volontà! Ma cosa dovrò fare esattamente in questo direttorio?>> chiese il forestiero.
Allora Salvatore sorrise e rispose: <<Cosa dovrai fare non lo so ma è la volontà del Padre mio! Tua sarà la gloria e tuo sarà uno stipendio! E adesso muoviti a mangiare sta’ pasta e seguimi!>>
<<Aspetta un minuto mio Signore. Non mi voglio strafocare!>> disse Verri da Torino.
Finita la pasta egli subito lo seguì.

Un giorno Salvatore vide dei pargoli giocare in un cortile a “cavallo e giumenta” per la strada.
Questi appena videro Salvatore gli chiesero: <<Signore, ci manca la “giumenta”! Non è che puoi venire a giocare con noi?>>
Salvatore intenerito da questa richiesta disse: <<Bambini fatevi aiutare in questo gioco dalle vostre sorelle!>>
Una mamma intanto da un balcone del cortile chiamò il suo fanciullo: <<Ueluccio a mamma!!! Sali sopra che è pronto!>>
Il bambino rispose: <<Mo vengo mamma…dai ancora 5 minuti!>>
La mamma allora rimproverò bonariamente la carne della sua carne: <<Mo’ppunt devi salire se no scendo giù a ti spezz u jomb!>>
Udite queste parole Salvatore disse: <<Mamme, lasciate che i pargoli vengano a me!>> I pargoli immediatamente fuggirono via gridando “manc murt” tranne due fanciulli, Gravelino e Cancellierino, che chiesero a nostro Signore: <<Se veniamo con te cosa ci dai?>>
<<Fanciulli>> disse nostro Signore <<siederete alla mia destra quando sarò re di Materatown e vi insegnerò a fumare il sigaro. Intanto vi possono andare bene due iPhone 5 con 50 euro di carica prepagata?>>
E quelli acconsentirono e subito lo seguirono.

I MIRACOLI DI SALVATORE

Quando Salvatore scendeva nel Corso molta gente lo seguiva. Ecco venire una donna e prostrarsi a lui dicendo:
<<Mio Signore, sono Antonella da Bari ed ho scritto un libro di ricette! Ma se vuoi tu puoi farlo diventare un giallo!>>
Salvatore stese la mano e la toccò dicendo: <<Si lo voglio! Che il tuo libro di ricette diventi un giallo!>>
Poi aggiunse: <<Ed ora donna vai predicare ai lettori del tuo giornale il mio verbo e dì a tutti quello che so fare e che sia di testimonianza per loro!>>

Una sera rientrando a casa, Salvatore incontrò il suo apostolo Paride e vedendolo carico di mestizia chiese: <<Adorato fratello mio cos’è che ti turba?>>
<<Tu, mio Signore, mi facesti Direttore di Commission ma io passo tutto il giorno da solo e non so cosa fare!>> rispose Paride.
Allora Salvatore gli ordinò: <<Paride, prendi un euro dalla tua tasca e posalo lì sul quel sasso!>> E quello obbedì.
Salvatore sfiorò la moneta con il palmo della mano e subito quella si moltiplicò in abbondanza fino a diventare 400.000 euro. Quando ebbe finito disse:
<<Paride adesso vai e inventati una manifestazione cinematografica!>>
E il suo discepolo ritrovò il sorriso e ringraziò.

Mentre riposava Salvatore venne svegliato da una folla urlante che lo acclamava. Affacciatosi dalla finestra la gente riunitasi sotto la sua dimora supplicava:
<<Signore aiuta questa donna di nome Simonetta! Sono mesi che dorme e non riusciamo a ridestarla>>
Il nostro Signore allora ordinò alla folla di tacere poi alzando il braccio pronunciò:
<<Simonetta, alzati e diventa assessore alla Cultu…ETCIUMMM!!!>>
Ma in quel tempo c’era tanto polline per l’aria e quindi gli venne da starnutire. Ripresosi continuò:
<<Allora stavo dicendo… Simonetta, alzati e diventa assessore alle Politiche giovanil…ETCIUMMM!!!>>
Ma un altro starnuto lo colse che lo costrinse ancora a fermarsi e riprendere il miracolo:
<<Quindi dove eravamo rimasti? Ah sì…Simonetta alzati e diventa Segretaria del PD di Mater…ETCIUMMM!!!>>
Ma le fastidiose emissioni d’aria dal naso continuarono ma egli non si arrese:
<<Simonetta! Alzati e diventa Assessore alle Pari Opportu…Opportu…Opport…ETCIUMMM!!!! Va bùn Simonetta alzati e decidi tu quello che vuoi fare!>>
Ella si alzò e divenne tutte quelle cose insieme mentre la folla festeggiava felice!

Salvatore entrato un giorno da “Enzo e Pino” per sistemarsi la sua sacra chioma, incontrò un uomo che lo scongiurava:
<<Signore sono Emilio Paolo! Fammi diventare caporedattore di un giornale!>>
Il signore lo guardò e disse:<<Io lo farò! Tu da oggi sarai caporedattore!>> e quello aggiunse:
<<Grazie mio Salvatore! Da oggi allora posso dire che sono un giornalista?>>
Udite queste parole Salvatore risprese il suo verbo:
<<In verità ti dico, va bene che faccio i miracoli ma non chiedermi di farti giornalista! Ci sono cose che neanche io posso fare neppure con l’aiuto del Padre mio!>>
E quello se ne andò comunque felice.

SALVATORE DIVENTA RE DI MATERATOWN

A quel tempo Salvatore era adorato e seguito dalle genti lucane.
Giunse finalmente il giorno di scegliere il Re di Materatown.
Al cospetto del popolo si presentarono il nostro adorato Salvatore e il famoso mercante di Materatown Angelo Tostabba. Alla domanda <<Oh popolo di Materatown chi volete voi come vostro Re? Salvatore o Tostabba?>>
Il popolo rispose: <<Salvatore!>>
A chi chiese nuovamente: <<Popolo di Materatown siete proprio sicuri? Chi volete voi come vostro Re? Salvatore o Tostabba?>>  Quelli risposero:<<Uagliò sturati le recchie! Abbiamo detto Salvatore!>>
Ma una voce dalla folla si levò. Era il fariseo Cotugno da Materatown in totale stato confusionale che disse:
<<Io non voglio Salvatore come nostro Re, ma incoroniamolo lo stesso! Io non credo a costui nei giorni pari però gli credo in quelli dispari!>>
Poi aggiunse:<<Non penso che quest’uomo potrà fare il bene di Materatown, però penso che potrà anche fare molto bene! Abbasso Materatown 2019 e Viva Materatown 2019!>>

Salvatore si alzò prese Cotugno il fariseo e lo appizzò alla parete.
Poi rivolgendosi verso il popolo festante e disse: <<Io sarò vostro Re tutti i giorni, fino alla fine del tempo! Adesso andate…>>
<<Dove dobbiamo andare, nostro Singore?>> chiese incuriosita la folla
<<Ma andatevene a…[qui purtroppo il manoscritto si interrompe e risulta illeggibile!]>>

Share

Scritto da materatown

13 April, 2014 alle 23:22

Pubblicato in Materatown

Cronaca di una riunione PD di primavera

Lascia un commento (5)

Erano mesi che taceva. Ci aveva confidato che non ne aveva più voglia, che era stanco e, soprattutto, che era diventato troppo pericoloso. Aveva, in maniera sempre più evidente, la strana sensazione, durante le ultime riunioni, che i suoi colleghi di partito avessero dei dubbi nei suoi confronti e che per questo lo guardassero con sospetto. Alcune settimane fa ci aveva addirittura scritto dicendoci:<<Cari amici di Materatown, perdonatemi, ma non ne ho più la forza. Temo che “u’ pappajòll” lo dobbiate considerare morto!>>. 

Ci eravamo quindi rassegnati a dover apprendere le vicende di politica locale solo leggendo il Quotidiano, dovendo fare a meno del nostro prezioso informatore, che da anni, celandosi dietro lo pseudonimo di “u’ pappajòll”, ci regalava invece esclusive cronache di riunioni, incontri e dibattiti all’interno delle segrete stanze del PD di Materatown, essendo egli stesso un alto esponente del più grande partito in terra lucana. Poi, qualche giorno fa, sarà stato per l’arrivo della Primavera o per l’avvicinarsi delle festività pasquali, il nostro amico pennuto “resuscita”, ritrova la forza e il vigore dei tempi migliori e torna a farsi vivo inviandoci un dettagliato resoconto della riunione del gruppo consiliare del PD cittadino avvenuta il 2 Aprile scorso. Buona lettura:

La sede del PD di Matera si trova in un condominio. Nel palazzo ci sono studi legali, studi tecnici e appartamenti mentre al piano terra c’è una associazione che promuove aiuti alle mamme in gravidanza e una camera mortuaria  dal nome “Asfodelo”. Il PD è in buona compagnia insomma. Comunque, dopo tanto tempo finalmente la sede del PD si rianima forse grazie al “nuovo” corso del “nuovo” Segreatario neo-eletto Muscaridola.  Veniamo convocati per le ore 18:00 per una riunione del gruppo consiliare ma, come oramai consuetudine, ci prendiamo l’ “ora accademica” e quindi iniziamo alle 19:00. Ci siamo tutti: Sindaco, Muscaridola, Lupo , Ramaglia, Guarini, Scarola, Trombetta, più tutti i  consiglieri comunali compreso il “giovane” Luigi Gravela (che voi amici di Materatown avete battezzato Gravelino). Tutti tranne Antezza e Bianchi che forse avevano di meglio da fare. Fuori c’è un’aria tiepida e perciò si tengono le finestre aperte. Che siamo davanti ad un “nuovo modo di far politica” lo si avverte subito, sin dalle prime battute. La discussione parte come se fossimo in un seminario.

Parla Muscaridola che legge la sua introduzione. E’ un continuo appello al “vogliamoci bene e rilanciamo l’azione del partito nel segno dell’unità e del sostegno all’amministrazione” anche se poi ci tiene a chiarire: “sono io il segretario, mi avete eletto al congresso , ora possiamo rilanciare in maniera diversa il partito, il gruppo deve essere coeso. Va bene discutere ma poi si decide anche a maggioranza e chi non ci sta si adegua oppure se ne va”. Pochi consiglieri fanno qualche domanda e, ad ogni chiamata, tutti ad alzare le mani. Ovviamente ci viene anche detto (bontà loro!) che se abbiamo bisogno di chiarimenti o c’è qualche esigenza particolare “loro” sono a disposizione. Insomma basta chiedere e ci sarà dato. Il “renzismo” è arrivato anche  nella Città dei Sassi: Partito nuovo, poche chiacchiere e via con il “fare” compresa la formazione della giunta che, il segretario cittadino ci assicura sarà tutta politica, come se ne esistesse una di tipo diverso. Voci di corridoio dicono che le “new entry” saranno Nicola Andrisani in quota  PSI, Pasquale Lionetti in quota PD e Giovanni  Angelino in quota…beh decidete voi! Intanto  Gravelino gioca con il cellulare e tace!

Adesso tocca al Sindaco Adduce parlare. Ci tiene a sottolineare, nonostante la situazione drammatica in cui viviamo, le tantissime cose fatte, (tutte fatte bene ovviamente), “siamo nella short list delle Candidate europee alla Cultura nel 2019!” ricorda a tutti noi. Nessuna autocritica, anzi come fa un buon condottiero, dosi di ottimismo e di energia. Intanto  Gravelino gioca con il cellulare e tace!

Prende la parola il consigliere Massimo Taratufolo che, in un perfetto gioco di squadra e, credo, su suggerimento di Muscaridola ricorda al Sindaco: “Non dobbiamo anche discutere di Matera 90? (ndr: trattasi del contestatissimo progetto di espansione urbana nell’area Sud di Materatown)” La domanda ha il chiaro intento di far portare al tavolo l’argomento per poter poi dire che ne abbiamo discusso e che quindi possiamo portarla per l’approvazione in Consiglio. Intanto  Gravelino gioca con il cellulare e tace!

Parla subito dopo il consigliere Paolo Manicone che, con il suo stile pacato, osa muovere qualche critica al Sindaco ed all’ Amministrazione:<<Non credete che bisgnerebbe parlare anche della situazione delle scuole a Materatown e sul rischio sismico correlato?>>, ma subito il Sindaco inizia mostrare i primi segni di insofferenza. Alzando il tono della voce mette a tacere il buon Manicone con un secco:<<Tu non mi devi chiedere queste cose!>>. Argomento chiuso ed avanti il prossimo! Intanto  Gravelino gioca con il cellulare e tace!

Ed il prossimo è Vito Tralli che lamenta una “mancanza di consivisione nelle scelte” (qualcuno a voce bassa suggerisce a Tralli di usare la parola “sinergia”!) mentre Adduce comincia  sempre più a muoversi nervosamente sulla sedia. Ma questo è solo un antipasto perchè prende la parola Cotugno che esordisce dicendo:  <<Come amministrazione e come gruppo PD avremmo potuto fare molto di più, a partire anche dalla riorganizzazione della macchina amministrativa. Ricordo che si dovevano assumere due dirigenti tecnici  e precisamente un ingegnere ed un architetto ed invece ad oggi non è stato fatto niente….>>. Apriti cielo. Adduce sbotta e parte urlando con un sequela di improperi per ben 4 minuti ( li ho cronometrati!). Si va da un signorile “hai rotto i ….” con annessa domanda : “Quanto ti pagano per rompere i …” fino ad un perentorio “Sei una m…..”. Intanto  Gravelino gioca con il cellulare e tace!

Cotugno, dal canto suo, una volta terminata la sfuriata di Adduce, ribatte dichiarandosi disponibile, pur di risolvere definitivamente la questione, a venire alle mani (per intenderci si tratta del mai passato di moda “Uagliò cè vu fà a mazzàt?). Poi lancia dell’ acqua sul tavolo dove erano tutti seduti. La tensione sale ancora di più alle stelle e per circa 10 minuti urla e minacce si diffondono per l’intera stanza e, temo, per l’intero condominio! Muscaridola prende la parola facendo il suo discorso conclusivo e prova a mettere pace ma anche lui si inalbera non appena qualcuno prova ad interromperlo. Ma, ad essere onesti, quella di Muscadirola non è ira vera e propria, direi piuttosto bramosia di manifestare il suo potere. Intanto  Gravelino gioca con il cellulare e tace! 

La riunione finisce così e sono le 22 e 45 circa. Ci prepariamo per andare via, alcuni di noi si salutano e mentre sto per uscire noto finalmente che Gravelino parla. Sta concordando con Lupo e Muscaridola dove andare a mangiare la pizza non appena usciranno dalla riunione. Chissà se riuscirà ad ordinarne una tutto da solo oppure se la farà ordinare dagli altri! Io invece me ne ritorno a casa. Scendo le scale molto velocemente sperando di non incrociare nessuno dei condomini nè mamme in attesa o, non si sa mai, qualche ospite della camera mortuaria “Asfodelo” che potrebbero avere qualcosa da ridire visto il frastuono che abbiamo fatto. Sono fortunato e non incontro nessuno. Esco finalmente in strada e tiro un sospiro di sollievo. Un’aria fresca e frizzante mi entra nei polmoni.

U’Pappajòll

Share

Scritto da materatown

6 April, 2014 alle 23:38

Pubblicato in Materatown,U' Pappajòll

Arrivano i mo…naci!

Lascia un commento (15)

ESULTATE STANZIALI! Finalmente sono arrivati! Belli, giovani, forti e pieni di entusiasmo da tutta Europa! Su, correte, andate a prenderli in aereoporto a Bari o in Stazione (sempre a Bari ovviamente!) portate loro fiori e cioccolatini, tendegli la mano, fategli sentire tutto il calore e la riconoscenza per quello che si accingono a fare per il vostro bene e per quello di Materatown.  Non avete ancora capito di chi stiamo parlando? Sono arrivati i primi 15 Non-monaci del progetto Un-Monastery!

Per chi non lo sapesse, si tratta di quell’ambizioso progetto nell’ambito delle iniziative “culturali” per la Candidatura di Matera 2019 che pare sia costato al Comune una cifra che aggira intorno ai 40.000 euro comprensiva anche di vitto ed alloggio e rimborso spese (400 euro mensili per ogni non -monaco) presso il Palazzo del Casale (detto anche per l’occasione il Non-Monastero). Questi forestieri hanno superato una durissima selezione da parte di una Commissione giudicante costituitasi per l’occasione che ha analizzato decine e decine di candidature, ed ora sono a Materatown dove, nel giro di pochi mesi, dovranno portare a termine i loro progetti innovativi che tanto splendore e notorietà porteranno alla città. E allora, care lettrici e cari lettori, andiamo insieme a vedere un primo progetto che queste “eccellenze” hanno appena concluso dopo giorni di duro ed estenuante lavoro. Si tratta del cosidetto “progetto felicità” ideato e realizzato dal non-monaco Cristiano Siri da Genova e “Bembo” Davis da Bergen (Norvegia) con le riprese video della non-monaca Maria Byck da New York. Al termine della visione di questo documento, siamo certi, verrete presi anche voi dall’irrefrenabile desiderio di donare tanta felicità (utilizzando la stessa metologia descritta nel video) al Sindaco, al Direttore del Comitato Matera 2019 e a tutti coloro che si sono resi artecifici di siffatta iniziativa! Buon divertimento.

embedded by Embedded Video

Share

Scritto da materatown

30 March, 2014 alle 23:29

Pubblicato in Materatown

Petro Cel Lin

Lascia un commento (11)

La sera stessa in cui furono confermati i risultati delle elezioni politiche, Vito Rosario Petrocelli, davanti ai microfoni dei cronisti locali commentò, con sguardo fiero, la propria elezione al Senato ripetendo il famoso slogan maoista “SERVIRE IL POPOLO! “. Nessuno dei presenti comunque si meravigliò più di tanto della curiosa esternazione del neo-senatore grillino in quanto, già all’epoca dei fatti, era risaputo che il buon Petro Cel Lin vantava nel suo glorioso passato una lunga militanza nei CARC, i Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo, che improvvisamente abbandonò nel 2008. Nel giro di pochi mesi abbraccia le idee del Movimento 5 Stelle, passando così, in un batter d’occhio, dalla Rivoluzione Culturale di Mao a quella “Fanculare” di Beppe Grillo. Ad onor del vero, il compagno Petro Cel Lin una spiegazione di questa “conversione” l’ha data, almeno da quanto riportato dal Corriere della Sera in un articolo del Febbraio 2013, in cui spiegava che il suo abbandono dei CARC era stato dovuto alla scelta di questi ultimi di “farsi partito, tradendo il marxismo per un leninsmo più spinto!” trovando così consolazione tra le braccia della “Casaleggio Associati” dove, sempre citando la stessa fonte,  Petro Cel Lin confidava che “si respira l’aria movimentista da anni Settanta che ho sempre cercato!”

Questo atteggiamento da “duro e puro” è rimasto immutato anche in qualità di Senatore. Infatti Petro Cel Lin, a Palazzo Madama, si distingue, oltre che per la assoluta fedeltà al Capo Supremo (“Io amo quest’uomo!” ha scritto recentemente su twitter a proposito di Grillo) anche per la severità con cui giudica i suoi colleghi parlamentari che hanno osato muovergli delle critiche. Implacabile ed in perfetto stile da Tribunale Speciale Cinese, infatti, “bolla” come “Banda dei Quattro” i Senatori dissidenti per poi commentare la loro espulsione citando la frase più celebre del repertorio maoista evidentemente mai dimenticata o forse suggerita dal responsabile del M5S per la comunicazione Rocco Casalino (ex concorrente del Grande Fratello) :  “la Rivoluzione non è un pranzo di gala!”

Date queste premesse ci siamo chiesti: quale potrà mai essere lo stile di vita di Petro Cel Lin nella Capitale se non austero e modesto, privo di ogni frivola distrazione borghese, quasi ascetico come si confà ad un perfetto rivoluzionario? Vivrà sicuramente con uno stipendio da contadino di un villaggio sperduto della Regione dello Yunnan , in una casa tipica da proletariato cinese costruita in legno ed argilla, mangerà una ciotola di riso al giorno, si sposterà utilizzando una bicicletta ed ovviamente vestirà con un tipico zhongshan zhuang, indumento più noto come Giacca di Mao ossia, per farla breve, quella casacchina verde con coppolino sulla testa.

Pensate che stiamo facendo della bassa ironia qualunquistica nei confronti di Petro Cel Lin? Invece vi sbagliate e per dimostrarvelo vi proponiamo il resoconto dei guadagni e delle spese del rivoluzionario “nostrano” da quando dimora a Roma analizzando gli ultimi 3 mesi del 2013 (fonte www.tirendiconto.it)

STIPENDIO: Petro Cel Lin ha ricevuto mensilmente uno stipendio netto di circa 3400 Euro che non è proprio l’emolumento medio di un contadino di un villaggio sperduto cinese. Ma volete mettere il costo della vita a Roma paragonato con lo Yunnan? A questa cifra va aggiunta la parte variabile dello stipendio o, se preferite, un rimborso forfettario per l’esercizio di mandato, che è stato in media, per il rivoluzionario “maoista” Petro Cel Lin, di circa 6900 Euro netti mensili. Lo so, lo so, cosa state pensando qualunquisti che non siete altro. Ma state calmi perchè questo è lo stipendio ma poi ci sono anche le spese e si sa che la rivoluzione ha un suo prezzo da pagare se vuole vedere sorgere “il sol dell’avvenir!”.

ALLOGGIO: Avete mai provato a cercare a Roma magari a Trastevere o nel quartiere Prati un’ abitazione caratteristica della Cina di Mao magari in legno ed argilla? Potete passare mesi interi a cercarne una senza trovarla. Sono le tipologie abitatative più ricercate dai rivoluzionari di professione e, se non ci credete, provate a chiedere a qualche agente immobiliare. Vi diranno di mettervi in fila e, se per vostra fortuna ne hanno una, ve la fanno pagare a peso d’oro come infatti è accaduto a Petro Cel Lin che ha dichiarato come spesa di alloggio a Roma 2100 Euro al mese.

VITTO: Può Petro Cel Lin mangiare alla mensa del Senato? Su, non scherziamo! Salvo casi eccezionali (in media circa 100 Euro al mese) assolutamente no, visto che quello è il covo della borghesia e del capitalismo imperialista. Ma, purtroppo, Roma è città turistica ed i romani, quando vedono un forestiero, seppur Senatore e rivoluzionario, ne approfittano e così per una ciotolina di riso bianco ti sparano prezzi assurdi. Questo spiega perchè Petro Cel Lin ha speso a Novembre 2013 solo per auto-sostentamento la bellezza di 515 Euro e addirittura a Novembre ben 728 Euro! Purtroppo la rivoluzione si fa sì con il fucile in spalla ma poi ci vogliono le energie per trasportarlo!

TRASPORTI: Secondo voi perchè Roma è detta anche “Città dei 7 Colli”? Certamente perchè non sorge sopra la pianura padana! E allora, se ci riflettete su, con tutto ste’ salite, poteva Petro Cel Lin spostarsi in sella ad una bicicletta per le sue frenetriche attività rivoluzionarie con il rischio magari di arrivare in Senato e non riuscire a pronunciare i suoi veementi discorsi a causa del “fiatone”? Voi direte: “beh ci sono sono sempre gli autobus o la metropolitana!” Ed allora io vi rispondo che siete dei provincialotti che non avete mai messo fuori il naso da Piccianello o Bottiglione! Perchè, miei cari, se c’è una cosa certa nella vita, oltre la morte, è il fatto che gli autobus romani e la metropolitana arrivano sempre in ritardo. A questo punto capirete facilmente il perchè nei mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre del 2013 egli non abbia speso un euro per i trasporti pubblici ma 400 euro in media mensili per Taxi, noleggio auto e rimborsi chilometrici. In fondo un rivoluzionario non può arrivare in ritardo all’appuntamento con la Storia!

ALTRO: Nell’Ottobre 2013 la cifra relativa a questo curioso capitolo di spesa è stata di 490 Euro, per poi passare a 60 in quello di Novembre e 170 per quel che riguarda Dicembre. “Per abiti di rappresentanza” pare abbia risposto Petro Cel Lin a chi gli chiedeva conto di queste cifre (fonte giornalettismo.it). In fondo, trovare lontano dal periodo di Carnevale e a poco prezzo un zhongshan zhuang in perfetto stile maoista non è così facile. Quindi nulla di cui scandalizzarsi perchè, del resto, quando si viene chiamati per “SERVIRE IL POPOLO”  bisogna essere irreprensibili. Anche nell’abbigliamento!

Share

Scritto da materatown

23 March, 2014 alle 23:52

Pubblicato in Materatown

Il Quotidiano di Materatown n° 11

Lascia un commento (6)

Share

Scritto da materatown

16 March, 2014 alle 23:37

Pubblicato in Il Quotidiano,Materatown

Una storia di ordinaria emigrazione

Lascia un commento (13)

“Vi racconto di un incontro con una comunità che mi ha scaldato il cuore e mi ha fatto riflettere. Mentre sto per parlare davanti a tre generazioni di questi lucani di Reggio Emilia, che vogliono sapere quale sarà il futuro della loro Basilicata, mi fermo a pensare. Chi ho davanti a me? Persone felici? Sono i figli di questa nostra Basilicata che ha sparso il suo seme vitale in tutto il mondo. Potrebbe essere una storia a lieto fine? Forse sì. Se sapremo intercettarli e tenerli vicini a noi, farci raccontare chi eravamo per capire chi potremo essere. Alla fine, gustiamo i sapori della nostra terra, una delle cose a cui non vogliono rinunciare. Assieme agli amici, alle feste, ai santi, al mare e alle colline d’estate.  Chiudo gli occhi e provo a immaginare tanti puntini su una mappa, piccoli punti luminosi. Provo a unirli con l’immaginazione e vedo emergere l’immagine di una piccola grande regione, che ha tante facce e che ci osserva ancora col sapore di casa in bocca”.

Se siete riusciti ad arrivare fin qui vincendo il naturale impulso di recarvi in bagno, avrete certamente capito che ciò che avete appena letto non è “farina del nostro sacco” (se invece il dubbio vi anche solo sfiorato, allora è meglio che cancelliate questo sito dai vostri “preferiti”!). Si tratta di un ampio stralcio di un articolo apparso sulla pagina Facebook di Marcello Pittella che così commenta o, peggio ancora, fa commentare a qualche addetto alla comunicazione, la sua visita a Reggio Emilia presso la locale comunità di emigrati lucani.

A qualche giorno dalla pubblicazione di tale “capolavoro” di retorica, abbiamo ricevuto da Pina, 34enne di Grassano, che lavora e vive a Padova una lettera diretta al Presidente Pittella che volentieri pubblichiamo:

 ”Egregio Presidente, Le scrivo per raccontarle una piccola storia di ordinaria emigrazione sperando non tanto che le faccia “scaldare il cuore” (questo compito lo lascio volentieri alla comunità di Reggio Emilia quando le offre salame e Aglianico magari al suono del Cucù o della Cupa-cupa!) ma che almeno la faccia riflettere. Ho 34 anni e lavoro da 7 anni in un Call Center a Padova per una società che ha avuto in appalto questo servizio da un grosso distrubutore di energia. Le dico subito che non avrei dovuto scrivere Call Center perchè l’azienda ci tiene ad usare un termine più “politicamente corretto” quale “Customer Care”. La sostanza comunque non cambia.

Mi alzo alle 6 di mattina ed alle 7 prendo l’autobus n° 22 per essere al lavoro prima delle 8. Se colleziono più di 20 minuti di ritardo in un mese questo tempo mi viene scalato dallo stipendio per non parlare delle “strigliate” che devo subire dai cosiddetti “coordinatori”, figura riveduta e corretta dei vecchi crometristi di un tempo che stazionavano dietro la catene di montaggio e, proprio come i loro antenati, i coordinatori hanno la strana peculiarità di annoverare quelli più stronzi proprio tra coloro che sono meridionali come me. Altro che solidarietà e senso di appartenenza!  Appena arrivo vado nel mio armadietto e prendo possesso della mia cuffia con microfono e mi siedo nella prima postazione libera in quanto l’azienda scoraggia l’abitudine di avere una postazione fissa forse per ricordarci, anche fisicamente, che siamo solo dei precari! Qui per 8 ore rispondo a gente quasi sempre arrabbiata ed i peggiori sono i vecchi (a proposito ma Lei sa chi ha messo in giro la storiella che gli anziani sono dolci e pazienti?) . Ti insultano, urlano, ti chiudono il telefono in faccia, ma oramai ci ho fatto l’abitudine anche se non le nascondo che i primi tempi ci rimanevo veramente male. Se voglio andare in bagno o prendermi una pausa (ne ho diritto a 3 al giorno da 10 minuti ciascuna) devo segnarmi su una lavagna posta al centro della sala, dove ognuno di noi deve scrivere l’orario in cui intende alzarsi dalla sua postazione. Se non seguiamo questa prassi o rientriamo con qualche minuto di ritardo dalla pausa, il solerte “coordinatore” immediatamente ci segnala all’ Ufficio del Personale per una lettera di richiamo. Il pranzo, ovviamente, avviene su più turni  e non avendo diritto a buoni pasto o ad una mensa (il contratto non lo prevede!)  ognuno si arrangia come può. Io, in genere, mi porto un panino o un po’ di pasta al forno surgelata che mia madre mi fa arrivare da Grassano grazie ai quali riesco a sopravvivere con 1000 euro al mese e 430 di affitto (con buona pace per “i sapori della nostra terra” di cui parla Lei insieme ai suoi amici del Circolo Lucani di Reggio Emilia!).

Lo sa che abbiamo anche uno “psicologo” o almeno così lo chiamiamo tutti? Gira per il “salone” mentre noi siamo al telefono. La sua funzione, le confesso, dopo 7 anni di Call Center, ancora non mi è chiara. Lei penserà che dovrebbe darci supporto visto il tipo di lavoro che svolgiamo ma l’unica cosa per cui si contraddistingue è quella di rimproverarci per la durata delle chiamate. E’ solito avvicinarsi con un fogliettino dove sono riportati i minuti di conversazione che abbiamo avuto con i clienti il giorno prima e dirci che siamo oltre la media fissata dall’ azienda che è di 2 minuti a telefonata. 

E adesso, egregio Presidente, Le voglio parlare di Alberto. Alberto era un mio collega. Aveva circa 30 anni anche se l’età di preciso non la conosco non avendogliela mai chiesta. Era alto e biondo, come solo alcuni siciliani lo sono a testimonianza della dominazione normanna. Casualità ha voluto che spesso, durante le nostre pause, ci trovassimo fuori dal “salone” insieme. Non era di molte parole Alberto ed è per questo che subito dopo le vacanze di Natale mi aveva stupito quando, lasciandosi un po’ andare, mi aveva confessato: <<Sai, Pina, non volevo proprio tornare qui questa volta! Si sta troppo bene a casa a Catania!>> Forse perchè colta di sorpresa o perchè non sapevo cosa rispondere, gli ho detto quello che molte volte mi sono sentita dire io dagli altri soprattutto da gente del Nord: <<Ma a Catania non hai proprio possibilità di tornare? Hai provato a mandare qualche curriculum?>> Alberto mi ha guardato con i suoi occhi dolci e poi mi ha fatto solamente un sorriso che era un misto di ironia e malinconia. Quel sorriso io, signor Presidente, lo conosco bene e Lei, sono certa, non l’ha mai visto altrimenti non avrebbe pubblicato quell’articolo su facebook. Ed allora provo io a tradurglielo quel sorriso. Alberto voleva dirmi: <<Pina lo sai meglio di me come vanno certe cose dalle nostre parti. Se non conosci qualcuno che ti fa entrare come dirigente alla Regione, se non hai agganci politici che ti permettano di vincere un concorso-farsa alla Provincia, se non hai un padre con un conto a sei zeri in banca che fa sì che la stessa banca ti assuma, se non hai la tessera del partito giusto che ti fa diventare assistente all’ Università, se non hai la faccia tosta di disquisire di meritocrazia su qualche giornale  locale pur non avendo mai avuto nessun merito nella tua vita se non avere un cognome importante, allora non ti resta che fare le valigie e rispondere al telefono a qualche vecchio rincoglionito che non sa leggere una bolletta della luce!>>

Ecco, egregio Presidente, questo voleva dirmi con il suo bellissimo sorriso Alberto quel pomeriggio freddo alla periferia di Padova. Alberto l’ho visto ancora qualche volta da quel giorno ma non abbiamo più toccato l’argomento e lui è ritornato ad essere il ragazzo silenzioso così come lo avevo conosciuto. Un bel giorno di inizio Febbraio non è più venuto a lavorare. L’azienda, solerte, gli ha mandato la visita fiscale perchè non aveva giustificato la sua assenza. In “salone” raccontano che il medico, dopo un paio di tentativi, ha chiamato i carabinieri. Hanno sfondato la porta e lo hanno trovato morto disteso sul suo letto. Pare soffrisse di una disfunzione cardiaca congenita. Dopo le solite trafile legali, Alberto ha fatto, due settimane fa, il suo ultimo viaggio alla volta di quella Catania che tanto amava anche se non ricambiato. Sa, Presidente, noi fuorisede siamo gente strana ed anche un po’ fessa. Nonostante tutto continuiamo a voler bene alle nostre città d’origine.

Questo volevo dirle e spero che la prossima volta, quando vorrà parlare di fuorisede e di emigrazione, Lei pensi per attimo al sorriso di Alberto. Adesso devo proprio salutarla perchè, mi scusi, ma si è fatto tardi. Domani devo alzarmi presto e non vorrei perdere l’ autobus n° 22 per andare al lavoro. Cordialmente Pina

Share

Scritto da materatown

9 March, 2014 alle 23:43

Pubblicato in Materatown

Se potessi avere 250 euro al mese!

Lascia un commento (7)

Cos’è il genio se non la capacità di osservare la realtà da una prospettiva che mai nessuno prima aveva utilizzato mettendo così in crisi quelle verità che noi, gente normale di media intelligenza, riteniamo acquisite? Quanto saremmo indietro nella conoscenza del mondo che ci circonda se un bel giorno Albert Einstein non avesse messo in discussione il dogma sul concetto del Tempo come entità ”assoluta”? Cosa sarebbe la musica se Amadeus Mozart non avesse stravolto le regole ferree di composizione, considerate sacre ai suoi tempi, riguardanti la ”tonalità” e l’ ”armonia”? Che lingua parleremmo oggi se Dante Alighieri non avesse pensato, al contrario di molti suoi contemporanei, che l’utilizzo della lingua volgare era più che adatta per esprimere “altissimi e novissimi concetti” ? Ed ancora: non saremmo, tutti noi “mediocri”, ancora convinti che lo spopolamento della Basilicata sia dovuto all’emigrazione per motivi di studio e lavoro se le 10 menti eccelse raffigurate nella foto non ci avessero aperto gli occhi e spiegato che il problema, al contrario, è dovuto all’alto numero di aborti che praticano le donne lucane? Ovviamente stiamo parlando della proposta di legge regionale firmata da 10 consiglieri in rappresentanza di quasi tutti gli schieramenti politici (si va dal PDL, al Movimento 5 Stelle passando per il PD e Fratelli d’Italia a dimostrazione che il “genio” è un dono “trasversale”) in cui si prevede un bonus di ben 250 euro al mese per 18 mesi a tutte quelle donne che dovessero decidere di rinunicare alla pratica dell’aborto e questo, come già detto, perchè, secondo i magnifici 10, l’interruzione di gravidanza è (testuale) “causa di calo demografico in Basilicata” e “prima causa di morte in Europa”. Ora, poichè noi di materatown.net vogliamo essere parte attiva e non solo spettatori, abbiamo deciso di dare il nostro piccolo contributo a tale “nobile” iniziativa preparando per le donne lucane che decideranno di richiedere il suddetto contributo regionale, un fac-simile della domanda da presentare in carta semplice via posta ordinaria o tramite email:

Share

Scritto da materatown

2 March, 2014 alle 23:46

Pubblicato in Materatown

A colazione da Ciervony

Lascia un commento (8)

E’ veramente un “momento di grazia” quello che sta attraversando Antonella Ciervo, la più nota giornalista che vive ed opera da anni a Materatown nonostante lei ami sottolineare di considerare Bari come sua vera città di adozione. Dopo il successo letterario dovuto alla pubblicazione del suo ricettario, genialmente inframmezzato da qualche sparuta paginetta ”noir”, dal titolo “La via del Rosmarino”, (per chi non lo avesse ancora comperato si tratta di quel libro con la copertina che ricorda per metà una locandina di un film horror di Romero e per l’altra metà la scatola del gioco “Il Piccolo Chirurgo” -clicca qui- ), la prolifica Antonella ha deciso di farci dono di un altro capolavoro culinario ma questa volta con una chiara finalità sociale, ovvero quello di tentare di dare una risposta alla crisi che attanaglia la Basilicata e l’ Italia intera. Si tratta, infatti, di un breve scritto, sotto forma di comunicato stampa datato 19 Febbraio, redatto con il chiaro fine di sponsorizzare un evento in programmazione nella zona Paip e che è stato inviato agli addetti all’informazione di Materatown e che questo sito, grazie a solerti informatori, ha potuto leggere in anteprima alcuni giorni fa. Il capolavoro in questione è un fulgido esempio di quello stile letterario, volgarmente conosciuto come “supercazzolese” tanto in voga a Materatown e che annovera tra i suoi massimi esponenti la gran parte dei promotori di Matera 2019 (non a caso il dossier di candidatura a firma Paolo Verri viene considerato unanimemente la Bibbia del “supercazzolese”) nonchè giovani in cerca di un posto al sole tramite “Community” o “Profumi” di vario genere. Ma, adesso, basta chiacchiere e prepariamoci tutti insieme alla lettura del brano. Signore e Signori ecco a voi un esauriente estratto dell’ opera dal titolo:

COLAZIONE IN COWORKING A MATERA IDEE ED EVENTI PER USCIRE DALLA CRISI

InLab Coworking Office, progetto attivo in Basilicata dal 18 maggio 2013, continua a coltivare le azioni di aggregazione, nascita e crescita delle sinergie tra le diverse realtà presenti sul territorio, promuovendo il nuovo evento “Colazione in Coworking”[...] La giornata si aprirà con una colazione, quale momento conviviale, favorevole per rompere il ghiaccio ed iniziare a conoscersi, successivamente ogni partecipante avrà a disposizione del tempo per presentare se stesso e le proprie idee di business, al fine di condividere nuove sinergie e nuove prospettive di lavoro. Ai partecipanti sarà consegnato un COUPON per fruire gratuitamente in futuro delle postazioni di lavoro in coworking per una intera giornata, in cui sarà possibile scoprire e toccare con mano gli strumenti e le potenzialità che “Coworking” offre.[...] Chissà che questo non possa diventare un appuntamento fisso, al servizio della comunità lavorativa dell’intera Basilicata.

Ora, care lettrici e cari lettori, non preoccupatevi se non avete capito una sana mazza di quello che avete appena letto e soprattutto non fatevi prendere da un attacco depressivo se il risultato non cambia anche dopo averlo riletto dieci volte. Questa è proprio la caratteristica dello stile “supercazzolese” che ha nella sua più intima essenza lo scopo di tramortire il lettore con una valanga di “parole” prive di senso compiuto, meglio ancora se straniere. Nel caso specifico, infatti, si può notare oltre  all’utilizzo per ben 4 volte del termine “coworking”,  l’uso di altre parole inglesi quali InLab, Office, Business nonchè il francese Coupon (è questa una novità assoluta di cui ringraziamo la Ciervo per avercene fatto dono e che, non a caso, nel testo originale ci viene proposto con lettere maiuscole!). Ovviamente una siffatta opera letteraria,  in puro stile “supercazzolese”, non può risparmiare al lettore una spruzzata di “sinergie” con cui “condire” l’intero scritto, cosa che, nel testo appena letto, appare per ben 2 volte nello spazio di poche righe. E’ quindi totalmente inutile quando si legge un brano simile domandarsi cosa l’autore o l’autrice abbia voluto comunicare, ma se proprio morite dalla curiosità, noi di materatown.net vi proponiamo una personalissima traduzione, chiedendo scusa in anticipo alla giornalista materan-barese:

COLAZIONE IN COMPAGNIA SE NON AVETE NIENTE DI MEGLIO DA FARE

Se non avete niente da fare potete andare alla zona paip dove troverete persone sconosciute con le quali, però, vi farete una colazione a sbafo. Dopo aver fatto amicizia scambierete quattro chiacchiere tra di voi e vi verrà consegnata una tesserina che, se vi siete trovati bene, vi consentirà di ritornare per incontrarvi nuovamente ma questa volta la colazione o ve la portate da casa o la dovrete pagare!”

Share

Scritto da materatown

23 February, 2014 alle 23:50

Pubblicato in Materatown

Due Cuori ed una Presidenza

Lascia un commento (8)

In occasione del San Valentino ci sembrava doveroso proporre ai nostri lettori una tenera e dolcissima storia d’amore da far invidia a “Love Story” e che ha per protagonisti due vere “eccellenze” lucane e precisamente Antonio Telesca, splendido 58enne nonchè psicologo di Avigliano e Luisa Langone 32 anni, anch’essa psicologa. I due si conoscono, si frequentano, si amano. Lui è Presidente dell’Ordine degli Psicologi di Basilicata, con alle spalle numerosi articoli e pubblicazioni mentre lei, nonostante la giovane età, può vantare un ruolo di redattrice presso la “prestigiosa” rivista on-line psicologiaok.it dove, oltre a spiccare per il suo strepitoso curriculum (“Sono laureata in Psicologia clinica ed ho conseguito la specializzazione in Psicoterapia Psicodinamica; Attualmente lavoro come libero professionista in ambito privato) si possono leggere illuminanti articoli quali: “Paura del buio e dell’uomo nero” e “Donne che amano troppo”. Qui la giovane psicologa esprime concetti profondi ed originali come “Avere paura in determinate situazioni è normale e sano perché ci impedisce di correre rischi inutili o compiere azioni avventate” oppure “Nell’amore, gioia e dolore camminano di pari passo!”

Ma torniamo alla nostra storia. Antonio un bel giorno viene nominato Vice Presidente dell’ Ordine Nazionale degli Psicologi a Roma e quindi deve abbandonare la Presidenza in Basilicata. Quale migliore occassione per dimostrare in maniera tangibile tutto il suo amore nei confronti di Luisa? Certo potevano bastare due rose rosse o un scatola di cioccolatini a forma di cuore, ma Antonio vuole fare le cose in grande prima di partire per la capitale e così regala alla bella Luisa il suo posto e Lei diventa a 32 anni la nuova e la più giovane Presidente dell’ Ordine degli Psicologi in Basilicata.

So già quello che starete pensando miei cari lettori e cioè che non c’è nulla di originale in quello che vi sto raccontando. In fondo, di “atti d’amore” di questo genere, la storia lucana ne è piena: figli che diventano consiglieri al posto dei padri, cognati di onorevoli che diventano assessori, mogli di direttori di giornale che prendono il posto dei mariti, famiglie intere che vincono consorsi in Regione, amanti di professori che diventano assistenti universitari e l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Ma il caso di Antonio e Luisa è un po’ diverso perchè in genere i protagonisti di queste vicende amorose tendono, vuoi per pudore, vuoi per timidezza, a non ammettere mai che i posti che occupano sono in fondo teneri regali tra innamorati, ma cercano sempre di giustificarsi adducendo svariate motivazioni, di cui, dopo un minuzioso e lungo studio da parte nostra, vi proponiamo un elenco esaustivo:

  • IL  LIGIO (“Non c’entra nulla la parentela. Ho partecipato ad un regolare concorso e l’ho vinto!”)
  • IL TRASGRESSIVO (“Mio padre non voleva che anch’io facessi politica. Ma dopo tanta insistenza da parte mia ha dovuto prendere atto, pur con rammarico, della mia decisione!”)
  • IL DISCRIMINATO (“Non capisco perchè per il solo fatto di essere la moglie di mio marito mi devono essere precluse certe carriere. Questa è discriminazione al contrario!”)
  • IL FATALISTA (“E’ solo un caso che la mia compagna abbia avuto quell’incarico! Quando l’ho conosciuta lei era già una professionista affermata!”)
  • LO SVANTAGGIATO (“Ma quale raccomandazione! Anzi il fatto di essere il cognato dell’ onorevole per me è stato un handicap! Devo sempre dimostrare più degli altri di meritarmi quel posto!”)

Anche Luisa avrebbe potuto tranquillamente utilizzare una delle suddette motivazioni per spiegare la sua nomina a Presidente degli Ordini degli Psicologi di Basilicata ricevuta in sostituzione del suo amato Antonio ma non lo ha fatto. Ha preferito, a chi malignamente le chiedeva lumi sul suo curriculum reputato non adatto a ricoprire il ruolo appena ricevuto in eredità,  dare (tenetevi forte alla sedia) la seguente risposta carica d’ amore e passione verso il suo uomo:

<<Le competenze le ho! Io ho sempre respirato l’aria dell’Ordine. Sono la compagna del dottor Telesca: la mia esperienza è indiretta!>> (da il Quotidiano di Basilicata del 4 Febbraio)

Non so voi, ma io quando ho letto queste parole ho pianto dalla commozione. Quella di Luisa Langone, è un inno all’amore o, se preferite, l’enunciazione di una nuova teoria che nulla ha da invidiare all’evoluzionismo darwiniano e che potremmo riassumere così: le competenze e le capacità non si acquisiscono più con lo studio, con il lavoro ed anni di esperienza sul campo, ma basta “respirare l’aria” che inala ed espira il proprio amato per acquisirne le virtù e la maestria. Insomma l’amore vince sempre e su tutto! E adesso, grazie alla Dott.ssa Langone, anche sull’ altrui intelligenza!

Share

Scritto da materatown

17 February, 2014 alle 00:01

Pubblicato in Materatown

Il Quotidiano di Materatown n° 10

Lascia un commento (5)

 

Share

Scritto da materatown

9 February, 2014 alle 23:51

Pubblicato in Il Quotidiano,Materatown