Il sito dei fuorisede di Matera


Tutto il “Dossier” minuto per minuto

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Con l’arrivo di Settembre e la fine dell’estate, oltre alla riapertura delle scuole, al ritorno al lavoro (per i pochi fortunati che ne hanno uno che li aspetta), alle partenze verso le università nordiche di giovani stanziali neo-diplomati, torna immancabile nelle edicole di terra italica, il fenomeno delle “raccolte” a fascicoli settimanali che dovrebbero, nelle intenzioni dei loro editori, alleviare le lunghe e buie serate invernali degli italiani. Si va dalle enciclopedie pseudo-scientifiche, alle collezioni per alienati (quest’anno, per chi fosse interessato, si possono acquistare le miniature dei soldati templari) passando per il modellismo demenziale come quello pubblicizzato in TV dove padre e figlio, felici e concentrati, costruiscono un Escavatore New Holland modello E215C. Allora ci siamo detti: perchè anche noi di materatown.net non utilizziamo la stessa tecnica di “divulgazione” e non pubblichiamo in anteprima assoluta le numerose pagine del Dossier Finale della Candidatura di Materatown a Capitale europea della Cultura nel 2019 che abbiamo ricevuto, in via del tutto eccezionale, da un nostro infiltrato stanziale? Ovviamente non potendo pubblicare i vari “fascicoli” del prezioso documento con cadenza settimanale (altrimenti finiremmo nel 2019),  abbiamo deciso di omaggiarvi subito con i primi 10 stralci per poi aggiornarvi ogni ora (a partire dalle ore 9:00) con nuove “perle” tratte dal Dossier, evidenziandole di color rosso. Buona lettura.

  • Si potrebbe dire che non vi è città in Europa che abbia dimostrato altrettanta resilienza e capacità di reinventarsi, dopo la vergognosa morte imposta a un paesaggio urbano naturale di architettura collettiva e non monumentale (NEW)
  • Valori marginali e dimenticati quali la lentezza, il silenzio e la frugalità sono anch’essi al centro della nostra candidatura[...] Riteniamo che l’abbondanza di edifici non terminati, abbandonati o in disuso presenti a Matera non rappresenti un fardello, bensì una preziosa eredità; (NEW)
  • Per migliaia di anni, a Matera si è vissuto nelle grotte, dove nel corso tempo furono scavate magnifiche chiese, abitazioni, giardini e un complesso reticolo di strade. La nostra città riflette quindi secoli d’ininterrotto sviluppo urbano e sociale. Il coraggio e la resilienza sono caratteristiche che fanno parte della nostra eredità creativa. Negli anni Cinquanta del Novecento, a chi viveva nei Sassi, fu imposto lo spostamento coatto in “moderni” quartieri periferici.
  • L’asse Antonioni-Pasolini sarà l’occasione per esplorare, il contesto socioculturale dell’Italia del boom e del passaggio alla società dei consumi. Attraverso la co-produzione di due documentari realizzati da registi emergenti della Basilicata e dell’Emilia Romagna, ci si chiederà che Italia esce dall’incrocio di sguardi di Pasolini (Il Vangelo Secondo Matteo, girato a Matera) e di Antonioni (Deserto Rosso, girato a Ravenna)
  • La narrazione, il racconto orale e cinematografico, sono centrali in questo processo di riesame dell’identità personale, nonché potenti strumenti in grado di stringere legami con altre culture europee, al pari della “lentezza”. Il tema “Riflessioni e Connessioni” prende le mosse dal classico motto greco, in seguito adottato da Lorenzo de’ Medici, “Festina lente”
  • L’operato del Comitato è stato caratterizzato da un forte ed ampio sostegno da parte di tutte le forze politiche di qualsiasi orientamento [...] dalla Regione Basilicata per un importo di 3.2 milioni di Euro e offrendo una risorsa della Programmazione strategica (Rossella Tarantino); dal Comune di Matera offrendo una risorsa part time (Serafino Paternoster) per curare le relazioni del Comitato con la stampa;
  • Di recente, al pari di molte altre regioni rurali d’Europa, Matera ha dovuto affrontare devastanti diaspore migratorie, per poi veder ritornare, in tempi molto vicini a noi, una generazione di giovanissimi, attratti dai valori espressi dalla cultura meridionale.
  • L’istinto al movimento è radicato nella vita quotidiana di Matera, sin dalla tradizione della “transumanza”, che ogni anno vede le mandrie di bestiame attraversare la Murgia. La mobilità è la linfa vitale della regione: dalla Magna Grecia a Roma, o all’epoca dei Bizantini e dei Longobardi, Arabi, Svevi o Angioini, la Basilicata ha sempre rappresentato uno spazio di incontro e convergenza.
  • Matera è un luogo speciale, che scatena in tutti pensieri ed emozioni profonde. Qui si prende coscienza degli elementi fondamentali del cosmo e delle fragilità dell’esistere, dei cicli della vita e della morte e dei processi naturali. Qui il vuoto e il pieno, il suono e il silenzio, le tenebre e la luce sono parte di un tutto armonico che lega indissolubilmente l’uomo alla natura: senza soluzione di continuità dalle grotte scavate dell’altipiano murgiano al Centro di Geodesia Spaziale.
  • Matera non sarà una sperimentazione “in vitro”, un’esercitazione sofisticata e calata dall’alto di ingegneria culturale. Sarà semmai il prodotto autentico, imperfetto e quindi meravigliosamente imprevedibile di un grande investimento collettivo umano. Fatto di tante persone diverse – studenti, panettieri, innovatori, casalinghe, funzionari pubblici, maestri, ingegneri e sognatori – che si stanno appropriando di un concetto nato assieme alla candidatura, quello di ”abitante culturale”.
  • Con la sua candidatura Matera vuole contribuire fornendo visioni, esperienze, spazi e tempi di sperimentazione che non abbiano paura di andare controcorrente rispetto al mainstream del pensiero economico e culturale prevalente, mettendo al centro del discorso parole come passione, cura, frugalità, ruralità, riuso, silenzio e lentezza.
  • Matera non può permettersi e non vuole diventare meta per un turismo di massa fatto di esperienze mordi e fuggi [...] Si vogliono semmai incentivare flussi, relazioni e legami basati sullo scambio tra “abitanti permanenti” e “abitanti temporanei”
  • In un momento storico in cui le nuove tecnologie si propagano rapidamente, lasciando il reame dei bit per il mondo fisico degli atomi, Matera sarà la sede del primo laboratorio progettuale e produttivo europeo costruito intorno ai principi di una cultura “aperta”, di un apprendimento “tra pari” e di una produzione digitale.
  • Il tema “Futuro Remoto” rappresenta una riflessione sul nostro rapporto millenario con lo spazio e le stelle che, ripercorrendo i passi di uno dei residenti più illustri della regione, Pitagora, esplora l’antica bellezza universale della matematica; al tempo stesso, analizzeremo le infinite possibilità dei futuri remoti, contemplando città volanti e componendo messaggi musicali da inviare a pianeti lontani grazie alle potenti antenne del Centro di Geodesia Spaziale.
  • Il cammino che ha portato Matera nel presente è una storia d’ingegnosità e resilienza, disgrazia e rammarico. Una storia venata soprattutto da un profondo senso di vergogna in costante evoluzione;
  • Matera 2019 rappresenta per l’Europa un’opportunità per elaborare una sorta di terapia di gruppo, la possibilità di affrontare non solo la vergogna della città in sé, quanto le molteplici forme d’imbarazzo che costellano l’identità del nostro paese e del continente europeo;
  • Matera 2019 rappresenta un’occasione per mettere a confronto la nostra responsabilità collettiva nel dare forma alle città in cui viviamo, vedere la bellezza non solo nei teatri e nei musei, ma anche negli spazi che abitiamo, e considerare la recente scoperta dell’estrazione del petrolio in Basilicata come un’opportunità per interrogarsi sul nostro rapporto a breve e lungo termine con l’ambiente.
  • Attraverso una serie di giochi e sport urbani, il tema “Utopie e Distopie” trasformerà Matera in un playground su cui immaginare alternative possibili a realtà urbane che diamo per scontate;

PROSSIMO AGGIORNAMENTO ORE 16:00

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Scritto da materatown

1 September, 2014 alle 00:04

Pubblicato in Materatown

Salvate il soldato Cottica!

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In questo periodo di appelli, di “catene umane”, di manifestazioni di solidarietà, di “secchiate” d’acqua con relativa raccolta fondi per i più bisognosi, anche noi di Materatown.net vogliamo compiere un gesto altamente umanitario nei confronti di un uomo cui la città di Materatown deve tanto e che ora si trova in grandi difficoltà. Stiamo parlando di Alberto Cottica, l’uomo che ha portato la sua esperienza e la sua creatività per il raggiungimento dell’ ambizioso obiettivo di Matera Capitale Europea della Cultura nel 2019. Per chi ancora non lo sapesse, Alberto Cottica è colui, grazie al quale, sono arrivati nella Città dei Sassi i non-monaci del progetto Un-monastery ossia quel ritrovo di “menti eccelse” che, dopo sei mesi di duro lavoro, regolarmente retribuito dal Comune, chiusi nel Palazzo del Casale, ci hanno spiegato come sia bello prendersi a “calci nel sedere” o mettersi a dormire su un materasso nel bel mezzo di Piazza Vittorio Veneto. Adesso, però, è il povero Cottica ad aver bisogno di voi, cari stanziali, ed è quindi giunto il momento di restituirgli il favore. Tutto è tragicamente accaduto sabato scorso, quando il povero Cottica, forse credendo di essere nella sua Emilia, o in qualunque zona “civilizzata” della penisola, ha avuto l’infelice idea di voler giungere a Materatown (pensate un po’ che ingenuone!) di domenica pomeriggio passando da Ferrandina dove, appena sceso dal treno, ha avuto la spiacevole sorpresa di constatare come non esista alcun mezzo pubblico di locomozione che potesse portarlo nella città degli “abitanti culturali”. Trovandosi, quindi, solo e spaurito nella piccola stazioncina del piccolo borgo lucano, ha lanciato un commovente appello sulla sua pagina facebook:

“Ragazzi, c’è un’anima buona che potrebbe raccogliermi a Ferrandina nel pomeriggio e darmi un passaggio a Matera? Di domenica non ci sono autobus come sapete!”

Quello che vi chiediamo, cari lettori, è di far sentire la vostra vicinanza al nostro benefattore Cottica in questo momento di estrema difficoltà e scoramento, inviandogli uno dei seguenti messaggi che appositamente abbiamo preparato per voi. Grazie di cuore per quello che riuscirete a fare:

Caro Alberto Cottica ti sono vicino e ti dico che:

Guarda i messaggi inviati a COTTICA

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Scritto da materatown

24 August, 2014 alle 23:54

Pubblicato in Materatown

Materatown chiama…”Antonio” risponde!

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Tutto ha inizio il 5 Aprile 2014 quando un sedicente Collettivo Grafico Bandalarga, formato da otto professionisti del settore (Antonio Andrisani, Peppino Barberio, Enzo Epifania, Pino Oliva, Vito Epifania, Linda Chietera, Leo Stella, Francesco Lomonaco), stila un comunicato stampa in cui, rivolgendosi al Comitato Matera 2019, chiede “trasparenza” e “chiarezza” sulle regole e sulle procedure adottate per l’assegnazione dei lavori che riguardano il progetto europeo e che, fino a quel momento, erano avvolte nel più profondo mistero. L’ appello cade nel vuoto tanto da indurre, il 9 Maggio scorso, il Collettivo Grafico Bandalarga a reiterare con maggior vigore l’istanza al Comitato che, questa volta, risponde nel giro di pochi giorni pubblicando un concorso rivervato ai grafici e designers per la stesura del dossier finale di candidatura della città a Capitale europea della Cultura. Passano i mesi e per questo importante ruolo viene designata la Dott.ssa Luisa Lapacciana, già frequentatrice della Community Matera 2019, la cui scelta viene subito fatta seguire da una lettera del Direttore Artistico Joseph Grima, inviata il 1 Agosto a tutti i concorrenti esclusi, in cui l’alto dirigente italo-inglese elenca i criteri da lui seguiti (ndr: se magari i criteri di delezione si enunciassero prima e non dopo un concorso non sarebbe una cattiva idea!) nella scelta di Luisa Lapacciana e che vi riportiamo fedelmente citando direttamente le parole usate nella lettera:

  • Personalmente lavoro molto meglio con singoli rispetto a gruppi o collettivi (ndr: ogni riferimento al Collettivo Bandalarga è puramente casuale!);
  • Ho privilegiato candidati di Matera. (ndr: salvo poi scegliere come fotografo ufficiale per il dossier Luigi Caterino da Napoli)
  • Non è stata operata alcuna “discriminazione in positivo”, ma devo dire di essere molto felice che l’incaricato sia un giovane ed una donna, data le discriminazioni in negativo che queste due categorie hanno storicamente conosciuto in Italia e in Europa (ndr: visto che c’era poteva scegliere un panda)
  • Luisa condivide profondamente i valori di questa candidatura e  il suo lavoro è la perfetta esemplificazione della gioia di questa città; (ndr: no comment)

Dopo aver ricevuto questa missiva, uno dei componenti del Collettivo Bandalarga, il noto regista, attore, sceneggiatore, musicista nonchè grafico Antonio Andrisani ha deciso di far sentire la sua voce su facebook confessando con un “eufemismo” il suo stato d’animo: “Tanto hanno fatto che sono riusciti a farmi stare sul cazzo la candidatura del 2019.” A questo punto, come potete immaginare, lo abbiamo contattato per farci spiegare, fuor di “metafora”, questa sua riflessione. Buona lettura:

Ciao Antonio, a me sembra che il tuo rapporto con Matera 2019 sia alquanto burrascoso. Già alcuni mesi fa, quando fu presentato il primo dossier di candidatura, polemizzasti non poco per come era stato assegnato il lavoro di preparazione della copertina. Ci spieghi cosa ti fece arrabbiare in quell’occasione?

Devo premettere, io ho un rapporto burrascoso con tutti e anche con me stesso. Non mi interessa la coerenza tout court, quella a breve termine. Credo che una persona debba cambiare idea tutte le volte che lo ritiene. Attenzione, non ho detto cambiare partito. Quello lo fanno i filibustieri. Io parlo di idee, sensazioni e emozioni. La democrazia ormai è al contrario. “Loro” che dovrebbero rappresentarci cambiano partito e amicizia a seconda delle convenienze e noi, poveri cittadini, non possiamo cambiare nemmeno idea. Ci controllano su Facebook! Orwell aveva “occhio”, non c’è che dire. Credo però che a lungo termine, si potrà dire che sono stato un coerente rompicoglioni. Per rispondere alla domanda. non ricordo bene questo episodio del dossier. Se non sbaglio fu affidato un incarico grafico non per la copertina ma per l’intera progettazione del dossier a una persona che non fa il grafico di professione e che svolse a mio avviso in modo modesto il compito. E’ Chiaro che quella scelta sottrasse una opportunità lavorativa a chi di mestiere fa il graphic designer. Insomma uno non va dal dentista per farsi curare la prostata. Questo non-grafico comunque ebbe anche l’indelicatezza o forse l’onestà intellettuale di firmare il dossier a seconda dei punti di vista.

Poi le acque si sono calmate, tanto che un tuo “corto” fu proiettato durante la manifestazione di presentazione del dossier. Adesso siamo di nuovo punto e a capo. Tu ed il Collettivo Bandalarga avete partecipato alla “chiamata” per la preparazione del nuovo dossier e siete stati esclusi.Lo sai che, come si dice a Matera, qualcuno potrebbe dire che “ti senti di friggere” perchè la scelta è caduta su un’ altra persona?

Non era un corto ma una serie di spot dal titolo “Famiglia 2019”. In quel periodo un corto da me scritto e interpretato aveva vinto il prestigioso Nastro D’argento ed ero reduce dal successo di “Se Matera avesse il mare”. Con quegli spot ho continuato la mia indagine sull’indole del materano. Infatti più che un apologia della candidatura, erano delle micro commedie sul materano, sempre scisso tra l’esaltazione esterofila e la distruzione aprioristica. Per quanto riguarda la “chiamata”, si, è stata scelta una ragazza gioiosa. Ovvio che una persona stupida e in mala fede può giungere alla conclusione che “ci” sentiamo di fottere.

Io in verità io avevo detto “di friggere” ma andiamo avanti

Vabbè il concetto non cambia! Dicevo, che questo modo di ragionare è il più semplice per delegittimare le opinioni e le istanze degli altri e anche il più rapido. Attecchisce bene come la calunnia. Trovo umano invece provare frustrazione quando qualcosa non va per il verso giusto anche egoisticamente soprattutto se ritieni che i criteri di valutazione non siano ineccepibili. In questo caso però vi darò uno scoop. Io ho partecipato alla “call” di Grima ma non ho allegato nessuna immagine dei miei lavori. Cioè Grima ha potuto guardare i portfolio di tutti gli altri componenti del collettivo Bndalarga tranne il mio e quindi era anche legittimato a dire “Andrisani ma che cazzo vai cercando che neanche mi mandi i tuoi lavori?”

Vedo che sei sempre in vena di eufemismi….Comunque, perché non gli hai mandato neanche un lavoro?

Il fatto è che non ho potuto raccogliere il mio materiale e non ho un mio sito dedicato all’attività grafica come altri miei colleghi. Ultimamente come sapete mi dedico anche ad altro. Questo per dire che la mia polemica successiva al “bando” era davvero “politica” e culturale sui metodi più che auto referenziale. Certo, per concludere con una battuta potrei dire che Grima avrebbe potuto scegliermi sulla fiducia, “ad honorem” diciamo.

Non è che adesso vorrai che tutti ti chiamino solo “Antonio” con il nome di battesimo come per Dante, Eduardo o il grande Corrado?

Ma dietro la battuta c’è una verità. Io credo che una comunità evoluta debba avere una mappatura dei propri talenti nei vari settori senza bisogno che venga qualcuno dall’esterno come un UFO a giudicare. Ci vorrebbe un occhio intellettuale che conosca i percorsi dei più meritocratici nei vari settori. Invece siamo sempre tutti uguali. L’unica differenza è l’arrendevolezza e malleabilità o la quantità di voti che una persona esprime.

Nel suo curioso comunicato post-concorso, Grima ha affermato (direbbero i latini “Excusatio non petita, accusatio manifesta”) che la scelta è stata fatta considerando che la vincitrice era “donna”, “giovane” e soprattutto ha mostrato entusiasmo per il progetto di Matera 2019. Hai pensato per una occasione futura di tingerti i capelli in modo da nascondere i tuoi quasi 50 anni e presentarti in minigonna ballando al grido di Viva Verri?

Luisa Lapacciana è una brava grafica. Il fatto che sia giovane è piuttosto relativo. Ha curato anche la copertina del mio primo disco solista in uscita a settembre. Questo per dire che gode della mia stima. Certo, a dispetto della sua età, non trovo faccia una grafica molto “nuova” come dichiara il direttore artistico. Non abbiamo mai contestato la progettista ma i metodi sui quali Grima si è poi spiegato in modo “curioso” per usare questo vostro eufemismo. I capelli? Giornalisti attenti come voi dovrebbero essersi accorti che io ho ormai ho pochissimi capelli. Verri? Sono sincero, con Verri ho sempre avuto un ottimo rapporto personale. Perché poi la vita non è solo 2019. E’ anche 2014, 2015 e via contando. Questo non esenta nessuno dal muovere critiche anche aspre se si presenta l’occasione. A me si è presentata diverse volte.

Ti prego non chiamarci “giornalisti” se no poi Antonella Ciervo si arrabbia.  Antonio le nostre interviste sono caratterizzate dalla più limpida “schiettezza” e perciò ti dico che adesso stai facendo un po’ il democristiano. Ce lo vogliamo dire, visto che siamo ad Agosto e ci leggono quattro gatti, che il sospetto è che certi incarichi vengano assegnati più per “conoscenze” che per altro? Che di per sè non sarebbe sbagliato se non fosse per il piccolo particolare che si usano soldi pubblici?

Si finisce per rimpiangere tutto. Persino i democristiani. Quelli di una volta perlomeno. Non conosco il livello di malafede nell’assegnazione degli incarichi e quindi non mi esprimo. Certo è che la politica orami è l’unica datrice di lavoro o dell’illusione del lavoro. Non c’è più meritocrazia. Oggi non sposti neanche una sedia se non sei raccomandato dalla politica.

Grima in una sua recente intervista ha dichiarato che “Materatown è tra i posti più raggiungibili d’Europa” e che “questa storia del gap strutturale è un mito assoluto” in quanto “più che altro si tratta di una barriera psicologica!!” Tu che notoriamente non hai la patente ci spieghi come ti regoli se devi andare a Bari la domenica? Vai dal tuo psicologo e gli chiedi un passaggio in macchina per abbattere la barriera?

Guarda, ultimamente un nostro corto Sassywood sta facendo incetta di premi. Sai qual è l’ultima inquadratura del breve film? La Gravina completamente ricoperta di croci. Centinaia. Un cimitero praticamente. Questo racconto filmico rappresenta il mio pensiero. Stiamo morendo mentre qualcuno dibatte di poltrone. Altro che raggiungibili. Questa comunità sta invecchiando e chi rimane sta perdendo la forza di ribellarsi. Uno Matera, bene o male, la raggiunge e mi auguro siano sempre di più grazie anche all’auspicabile vittoria nella sfida 2019 ma c’è da fare un lavoro contestuale per salvarci. Non è il turismo che può salvarci. A Bari la domenica ovviamente mi ci faccio accompagnare dalla mia autista. La schiavizzo, non la pago e non le passo i contributi. Insomma, mi adeguo.

Un vero uomo del Sud non c’è che dire! Ti rendi conto che dicendo che “il turismo non può salvarci” hai appena bestemmiato e che adesso col cavolo (ho detto “cavolo” nota bene!) che quelli di Matera 2019 ti chiameranno anche solo per disegnare  un volantino da distribuire nei supermercati?

Bandalarga che adesso è diventata “Bandallarga”, accogliendo al suo interno i punti di vista e la partecipazione di tanti, peraltro non grafici, ha discusso molto di questo tema. Speriamo di renderne conto presto a quanti sono interessati. Noi dovremmo sviluppare la nostra comunità, farla crescere, economicamente e  culturalmente. Dare loro risposte concrete sul lavoro. E’ chiaro, non conviene. Altrimenti le pecore si emancipano. Adagiarsi su questa idea del turismo come salvezza ci esonera dal risolvere questioni ben più significative.

Prima di concludere una curiosità. Perché su facebook scrivi sempre utilizzando i caratteri in maiuscolo? Uno psicologo di quart’ordine direbbe che è segno di megalomania e desiderio di essere al centro dell’attenzione.

Non c’è bisogno dello psicologo, lo dico io. Sono megalomane.

Il dubbio effettivamente mi aveva sfiorato. Grazie per l’intervista Antonio.

Grazie a voi.

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Scritto da materatown

17 August, 2014 alle 23:17

Materatown Party

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E così siamo arrivati a 6. Sono gli anni trascorsi da quel lontano 8 Agosto 2008 quando decidemmo di mettere “online” questo sito pubblicando il nostro primo articolo chiusi nel soggiorno di un appartamento di periferia, utilizzando un vecchio computer portatile di uno dei fuorisede fondatori di questo blog. Mai avremmo immaginato, in quella torrida sera di un’ estate nordica,  che un giorno avremmo festeggiato il nostro sesto compleanno, convinti che, al massimo, l’esperienza si sarebbe conclusa nel giro di pochi di mesi. Ed invece eccoci qui, dopo 2190 giorni e con circa 400 articoli alle spalle, desiderosi di ringraziare quanti hanno avuto la costanza di seguirci durante tutto questo tempo.

Abbiamo deciso, per festeggiare tale ricorrenza, di organizzare un party a cui, cari lettori, siete tutti invitati senza distinzione alcuna: quelli a cui siamo simpatici, quelli che ci trovano insopportabili, quelli che dicono che dobbiamo “metterci la faccia”, quelli che ci accusano di “saper solo criticare”, quelli che sostengono che con i nostri articoli facciamo cattiva pubblicità alla città, quelli che sono ci danno le “soffiate” dai palazzi del potere, quelli che ci scrivono in privato chiedendoci “perchè non parlate della figlia di…che adesso lavora presso…”, quelli che ci confidano che hanno qualche “problemino” perchè parlano male di Matera 2019, quelli che hanno perso amicizie “importanti” perchè sospettati di essere tra i collaboratori di questo sito, quello che sotto lo pseudonimo di “u’ pappajòll” ci ha fatto resoconti sempre fedeli dei conclavi del PD, e, per finire, anche quello che è andato a denunciarci.

Come ogni festa di compleanno che si rispetti, è stato anche organizzato un gioco da fare insieme a tutti voi. Non preoccupatevi, non è il classico “gioco della bottiglia”  che tante delusioni mi ha creato in età adolescenziale. Si tratta, invece, di un gioco in cui tutti gli invitati appena citati dovranno confrontarsi redigendo un componimento artistico svolgendo una delle seguenti “tracce” appositamente create per l’occasione. Tra tutti i lavori pervenuti ne sarà scelto uno che avrà l’ “onore” o la “sventura” (dipende dai punti vista) di essere pubblicato su questo sito:

Traccia 1) Alla luce del Rapporto SVIMEZ 2014, il più autorevole centro studi sullo sviluppo industriale del Paese (“La Basilicata, come tutto il Sud, è una terra a rischio desertificazione industriale e umana, dove si continua a emigrare, non fare figli e impoverirsi”), il concorrente commenti l’autorevole presa di posizione ed il tempismo della giovane Assessore di Materatown, Jenny Visceglia, che sulla sua pagina facebook pone un quesito di vitale importanza per le sorti dei suoi concittadini: <<Chiedo a tutti gli utenti di trasporti pubblici italiani: gli animali che salgono sui bus pagano il biglietto?>>

Traccia 2) Sulle orme della “lectio magistralis” tenuta a La Martella dalla famosa “crapiatologa” Rossella Tarantino nonchè Project Manager 2019 sulla “Crapiata quale metafora della candidatura di Materatown a Capitale Europea della Cultura”, il concorrente provi, a sua volta, a cimentarsi con questo ardito parallelismo tra il famoso piatto a base di legumi e l’ambizioso progetto europeo.

Traccia 3) Lunedì 4 Agosto durante la trasmissione Millenium su RAI3 al giornalista che le faceva notare la strana coincidenza di parenti ed amici di uomini politici assunti presso il Parco dell’ Appenino Lucano, la responsabile comunicazione dell’ Ente, Simona Aulicino, così rispondeva: <<In una Regione piccola come la Basilicata, negli Enti, un parente te lo trovi sempre [...] e in un momento di carenza di lavoro l’essere parente di un politico non può essere una zavorra!>> Il concorrente si cimenti nella dura prova, al limite delle umane possibilità, di rispondere alla Dott.ssa Aulicino, senza utilizzare alcun epiteto, improperio nè alcun suggerimento su dove ella debba riporre la zavorra!

Traccia 4) Antonella Ciervo scrittrice, nonchè firma autorevole del Quotidiano di Basilicata, in un articolo del 22 Luglio scorso, così descrive Materatown: <<Luogo sempre più gossipparo, condurrà i suoi abitanti dal vicinato all’Europa!>> Il concorrente provi a descrivere le emozioni di chi, convinto di comperare un giornale in lingua italiana, si è ritrovato tra le mani il mensile per adolescenti “Ragazza Moderna”.


REGOLE DEL GIOCO

  • E’ ammessa qualunque forma espressiva (prosa, poesia, disegno, video etc…)
  • I lavori vanno inviati entro e non oltre il 20 Agosto a info@materatown.net
  • Ogni singolo concorrente può inviare anche più lavori
  • Indicare come si vuol firmare l’articolo in caso di pubblicazione (Nome, Cognome, Nickname etc..)
  • E’ assolutamente vietato l’utilizzo dell’ “hashtag”
  • Non sono ammessi, a tutela della salute psico-fisica della giuria , citazioni tratte dalla Community 2019 o stralci anche brevi degli articoli di Alberto Cottica;
  • In caso di parità, verrà data priorità, nell’ordine, alle seguenti categorie protette: Orfani di vittime di Jack lo Squartatore, Invalidi della Guerra ’15-’18 e Bersaniani viventi di Materatown non ancora diventati renziani.
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Scritto da materatown

10 August, 2014 alle 23:17

Pubblicato in Materatown

Materatown chiama..il Paradiso ci fa attendere!

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“Tra i due litiganti il terzo cambia!” Con questo slogan si era presentato Dino Paradiso, 34enne comico e cabarettista di Bernalda, alle primarie per l’elezione del Segretario Regionale del PD, sfidando due colossi del partito quali Antonio Luongo e Luca Braia. Poichè l’esito di questa competizione elettorale si è risolta con una sostanziale parità (43% Braia e 40% Luongo) ecco che il “civatiano” Paradiso si è trovato nella situazione, forse inaspettata, di essere il famoso “ago della bilancia”  con il suo 17%. Infatti, in virtù del regolamento vigente nel PD, se nessuno dei contendenti ottiene il 50%+1 dei voti l’elezione del nuovo Segretario avviene mediante congresso dove a votare sono i delegati di ogni singolo candidato. Incuriositi per quello che avrebbe deciso l’artista bernaldese, abbiamo deciso di contattarlo confidando nella sua manifesta “generosità” nel concedere interviste in questi ultime settimane. Avendo ricevuto come risposta un incoraggiante “non ho problemi…sono a vostra disposizione” abbiamo preparato le domande e le abbiamo inviate. Come, però, ci capita oramai sempre più frequentemente, i nostri interlocutori, dopo aver ricevuto i quesiti, vengono colti da una serie di contrattempi e “sfighe” (perdonate il nordismo!) che impediscono loro di risponderci: impegni di lavoro, email mai ricevute o che finiscono misteriosamente nello “spam”, viaggi improvvisi in Amazzonia senza connessioni internet e nonne malate fino ad arrivare al mutismo più completo di fronte alle nostre sollecitazioni. Insomma, pare che la iella perseguiti chiunque proviamo ad intervistare e Paradiso non ha fatto eccezione. Quindi, cari lettori, anche questa volta siamo costretti a pubblicare solamente le domande ma lasciando l’intervista “aperta” sperando che il buon Dino possa apporre le sue risposte, ovviamente prima del congresso del 5 Agosto prossimo. Buona lettura:

1) Sig Paradiso, le confesso che non la invidio. Lei si trova di fronte alla scelta se far eleggere Luongo o Braia. E’ un po’ come chiedere ad un condannato a morte se preferisce la sedia elettrica o la camera a gas. Dica la verità in questi giorni si sta domandando “ma chi diavolo me l’ha fatto fare?”

2) E adesso però ce lo dica: Lei alla fine chi sosterrà? Antonio Luongo che era in politica sin da quando mia nonna andava a scuola o Luca Braia bersaniano o renziano a seconda degli umori della cognata?

3) Lei ha definito la sua candidatura come “di rottura” al fine di creare un PD nuovo e lontano da certe logiche clientelari. E’ per questo motivo che si è imbarcato nella sua lista Piero Lacorazza ex presidente della Provincia di Potenza? O la sua era solo una bellissima battuta per il suo nuovo spettacolo?

4) Vincenzo Santochirico, ex assessore regionale del  PD ed altro suo strenuo sostenitore, ha definito la sua candidatura come “fiaccola di speranza di passione e di idee”. Il grande sindacalista Giuseppe Di Vittorio un giorno disse: “quando un padrone mi fa i complimenti mi chiedo sempre dove ho sbagliato!” Ecco, Sig. Paradiso, Lei dove ha sbagliato?

5) Ultima domanda che è più una curiosità: durante queste ore di febbrili trattative lei si è trovato di fronte i “Pittella Brothers”, Vito De Filippo, Vincenzo Folino e Roberto Speranza e, pare, ne sia uscito indenne dal punto di vista psico-fisico. Qual è il suo segreto? Tecniche di respirazione Zen o “svagonate” di malox?

6) Grazie per l’intervista Sig. Paradiso ed in bocca a lupo!

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Scritto da materatown

4 August, 2014 alle 00:03

E vissero felici e consulenti

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Lui è Giuseppe Falcone, ragioniere, 46 anni ad Agosto, iscritto al PD. Lei è Simonetta Guarini, laureata in Lingue, con la passione per la fotografia e per le citazioni romantico-rivoluzionarie su facebook, di poco più grande di lui ed anch’essa militante nel Partito di Adduce, Cifarelli e De Filippo. Un destino crudele in questi ultimi quattro anni si è accanito in maniera particolare nei confronti di quest’uomo e di questa donna di Materatown impedendo che le loro esistenze politiche potessero incrociarsi concedendo, cinicamente, al massimo di sfiorarsi giusto il tempo necessario per un fugace scambio di poltrone.

La bella Simona, infatti, entra in giunta nel lontano Aprile 2010 in qualità di Assessore, ma l’esperienza dura solo pochi mesi e precisamente fino a al 30 Luglio dello stesso anno quando viene mandata via per far posto all’aitante Giuseppe che infatti diventa Assessore all’ Ambiente.

I due si perdono di vista fino ad una afosa giornata di Agosto del 2012 quando è Falcone a subire la “trombatura” ed a lasciare così la delega assessorile che viene prontamente raccolta da Simonetta che diventa, per la seconda volta, Assessore alla Pubblica Istruzione. Ma il fato avverso non ha ancora terminato di giocare con la vita dei nostri due sfortunati concittadini continuando ad impedirne il felice incontro politico.

Il 31 Maggio di quest’anno, infatti, nelle stanze del potere di Materatown si decide che bisogna nuovamente cambiare la composizione della Giunta e così la Guarini, “usa ad obbedir tacendo”, imbocca mestamente la porta d’uscita del Comune incrociando fugacemente il magnetico sguardo di Giuseppe che riconquista così la poltrona di Assessore all’ Ambiente.

Passano appena poche ore ed ecco che qualcuno si accorge che oltre ai panda, ai falchi grillai ed ai testimoni di Geova, manca in Giunta una giusta rappresentanza del “gentil sesso” e così lo sfortunato Falcone, che non aveva ancora terminato di sistemare le pantofole nell’armadio del suo ufficio in Via Aldo Moro, è costretto a lasciar nuovamente la carica assessorile appena riconquistata per far posto a membri di femminee sembianze.

E’ il momento più triste della nostra storia. Entrambi si ritrovano soli e lontani da una qualsiasi poltrona su sui sedere. Parafrasando le struggenti parole di Lucia Mondella scritte per Renzo dal convento in cui era rinchiusa, possiamo affermare che “Il fato crudele aveva fatto sì che il loro comune sentimento verso il PD venisse osteggiato, offeso ed ostacolato!”. Ma, proprio come nel capolavoro del Manzoni, ecco giungere in aiuto dei nostri eroi la Provvidenza rappresentata dalla maestosa e nobile la figura di Fra’ Cristoforo Adduce che, con la stessa grinta e sete di giustizia del frate manzoniano, decide di dichiare guerra all’iniquo destino che ha colpito Giuseppe e Simonetta e che ne ha impedito ogni tipo di incontro all’interno dell’ Amministrazione di Materatown.

Il 27 giugno scorso, infatti, Fra’ Cristoforo Adduce riunisce alle otto di sera tutti i componenti della Giunta Comunale ed emana una gloriosa e riparatrice Delibera n° 218 in cui stabilisce, a suo insidacabile giudizio, di aver bisogno di 2 consulenti “per coadiuvarlo in diretta collaborazione nelle funzioni di indirizzo e di controllo fungendo da opportuno raccordo tra le rispettive competenze degli organi” e per questa ragione “ordina” l’immediata assunzione per chiamata diretta di Falcone Giuseppe e Guarini Simonetta specificando di “attribuire alla Dott.ssa Simonetta Guarini, in relazione al titolo di studio posseduto ed alle competenze e mansioni affidate il trattamento e l’inquadramento economico annuale nella categoria D1, comprensivo di tredicesima mensilità, e al Rag. Giuseppe Falcone quello di categoria C1, sempre comprensivo di tredicesima mensilità!”.

Ed è così che, uniti sotto la  stessa “nomina” nel loro nuovo “nido politico”, Giuseppe e Simonetta vissero felici e consulenti!

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27 July, 2014 alle 23:36

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Totò, Peppino ed i Consiglieri di Materatown

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Giovedì 3 Luglio e venerdì 4 Luglio si sono svolti ben due consigli comunali a Materatown e, precisamente, il primo della durata di oltre 9 ore ed il secondo di circa 6. Insomma una vera e propria maratona di interventi, discussioni e votazioni sul futuro della città. Poichè non pretendiamo che voi, nostri fedeli lettori, vi incolliate davanti ai vostri computer per seguire queste lunghe, seppur importanti, assemblee politiche, noi di materatown.net lo abbiamo fatto in vostra vece e quella che oggi vi proponiamo è una sintesi di circa 2 minuti che speriamo possa essere esaustiva. Buona visione:

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20 July, 2014 alle 23:20

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Figlio mio tifa Germania

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Quando, cari lettori, leggerete questo articolo, saprete già da qualche ora chi avrà vinto il Campionato del Mondo e se la forte Germania di Muller avrà avuto ragione dell’ Argentina come prevedono i pronostici degli addetti ai lavori. Questo però, non toglie nulla alla lettera che volentieri pubblichiamo, scritta ed inviataci da Adele, mamma di Materatown, al proprio figlio 18enne subito dopo la sonora sconfitta per 7-1 del “fantasioso” Brasile ad opera proprio dei “freddi” tedeschi che è diventata spunto per riflessioni ben più profonde ed interessanti di quelle tipiche di un normale post-partita. Buona lettura:

Figlio,
l’altra sera hai invitato alcuni tuoi amici a casa nostra per vedere la partita Germania-Brasile. Voi eravate in soggiorno mentre, per non diturbarvi, io ero in cucina con tuo padre. Nonostante l’auto-esilio vi ho sentito parlare e discutere sia prima che dopo il rocambolesco 7-1. Eravate tu ed i tuoi compagni, arrabbiati e delusi perchè l’odiata Germania aveva vinto. Dai vostri discorsi e dalle vostre imprecazioni ho capito che i tedeschi non vi erano molto simpatici e che il vostro sostegno e le vostre speranze si erano, all’unanimità, concentrate sul Brasile. Posso intuire il motivo di tale scelta di campo. Il Brasile, nel tuo immaginario e in quello dei tuoi amici, è un paese allegro, festoso, ti senti in qualche misura accomunato a loro perchè sono latini quindi emotivi, passionali. In poche parole perchè sono del “Sud” come te e quindi l’istinto a solidarizzare è forte contro il comune nemico “nordico”. Ed allora, mio caro, voglio dirti che tu ed i tuoi amici vi sbagliate e di tanto. Dovevate tifare per i tedeschi come ho fatto io nel silenzio della nostra cucina ed il motivo è esattamente lo stesso per cui tu invece non li sopporti e cioè perchè sono del “Nord” e proverò a spiegartelo in 6 punti che forse ti potranno sembrare troppi ma sono sempre meno del numero dei gol subiti dal tuo amato Brasile:

  1. Sono seri. Lo so che è una “frase fatta”, un luogo comune, ma la serietà, credimi, oramai è un valore sempre più raro. Spesso viene usata quale sinonimo di “noia”,  come se “esser seri” voglia dire essere banali ed insulsi. Giocando su questo equivoco spesso “noi del Sud” andiamo in giro a vantarci della nostra “fantasia” o, se preferisci, di quell’ “arte di arrangiarsi” che sventoliamo come se fosse un merito e su cui si è fatta e si fa tanta finta letteratura, ma che altro non è che la perenne ricerca di scorciatoie pur di ottenere i nostri scopi. E poco importa se durante questo percorso investiamo chi ci sta attorno o chi ha lavorato e studiato più duramente di noi. La serietà per inderci è quella che manca al tuo amico Davide con cui in questo momento stai guardando la partita, che grazie alle conoscenze del padre l’anno prossimo entrerà in una prestigiosa Università privata.
  2. Sanno perdere. Non accampano scuse, non danno la colpa al caldo, al freddo, all’arbitro, al destino, alla sfortuna, alla luna piena, nè, peggio ancora, “la buttano” sul religioso. Che tristezza i tuoi eroici brasiliani che si inginocchiano e pregano prima e dopo una partita! In fondo mischiare “sacro” e “profano” è una peculiarità di ogni “Sud” del mondo. Pensa ai politici nostrani che si fanno fotografare mentre stringono la mano al Papa per farsi campagna elettorale o al continuo proliferare di busti, statue, quadri di Padre Pio. E poi, devo ricordarti dove è avvenuto lo scandaloso inchino della Madonna davanti alla casa di un boss mafioso? Ti do un aiutino: non era Monaco ma purtroppo nemmeno Bolzano o Pordenone!
  3. Sono responsabili nel senso etimologico della parola (dal latino responsum) ossia rispondono delle proprie azioni e dei propri comportamenti, rendendone ragione e subendone le conseguenze. Adesso capirai perchè il loro ministro dell’Istruzione si è dovuto dimettere dopo che hanno scoperto che 30 anni prima aveva copiato la tesi del dottorato di ricerca (da noi chi gonfia le note spese si erge a campione di rinnovamento o viene nominato sottosegretario) e capirai anche perchè, guarda caso, è tedesco il Papa che coerentemente ha abbandonato la poltrona petrina non sentendosene più all’altezza.
  4. Sono culturalmente avanzati. Hanno capito che la cultura non è “convegni”, “workshop”, “tavole rotonde”  magari sul 2019 ma che esiste la Cultura del rispetto verso i cittadini che vuol dire città pulite, sicure, accoglienti e soprattutto una organizzazione efficiente che innalzi sempre più la qualità della vita. Adesso a 18 anni questi miei discorsi ti potranno sembrare, per usare un termine a te caro, “grigi” e magari ti lasci affascinare da chi ti parla di Pasolini e di civiltà contadina nei Sassi, ma, credimi, alla mia età capirai che la vera cultura di un popolo la si misura con il numero di asili nido e da quanti mesi devi aspettare prima che tu riesca ad avere la copia della patente che hai smarrito.
  5. Se ne fregano del turismo. Hanno città bellissime (Berlino e Colonia su tutte) e luoghi fantastici ma hanno capito che sono gli stabilimenti della Volkswagen, della Siemens o della Continental che fanno crescere una nazione. Ti sei mai chiesto perchè i paesi più sviluppati come la Germania, appunto, o la Norvegia , la Danimarca o la Svezia puntano poco sul turismo lasciando questa “incombenza” a quelli più sottosviluppati quali Grecia, Cuba, Portogallo e Brasile? Ovviamente ogni riferimento alla manìa del turismo che regna a Materatown quale panacea di tutti i problemi è puramente voluto.
  6. Non seguono la moda. Nessuno di loro esibisce tatuaggi sulle braccia o creste colorate sopra teste rasate. Sono consapevoli della loro forza e sanno che questa va dimostrata con i fatti. Pensa a quanti renziani in salsa materana oramai si pavoneggiano sui palchi delle piazze o dei teatri in maniche di camicia (rigorosamente bianca) pensando che questo basti per rifarsi una verginità politica e forse capirai meglio quello che voglio dire.

Ecco, mio caro, non ho altro da aggiungere se non confessarti la mia speranza che tu possa iniziare a diventare ogni giorno un uomo sempre più “nordico”.

Tua con affetto
Mamma

 

 

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14 July, 2014 alle 00:42

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Meno male che c’è Berlinguer!

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A precisa domanda di Lucia Serino, direttore del Quotidiano di Basilicata (“Cosa pensa della scelta Pittella di un Governo tecnico con esponenti addirittura di fuori Regione?)  che è un po’ come chiedere ad un capretto cosa ne pensa dei vegetariani, così parlò Aldo Berlinguer, assessore, appunto esterno, della Giunta Pittella con delega all’ Ambiente e alle Infrastrutture:

“E’ un modello che dovrebbe essere guardato con attenzione, specie dalle tante realtà locali, a basso contenuto demografico, caratterizzate dalla “filiera corta”, cioè da stretti legami relazionali, parentali, amicali tra persone, che spesso inibiscono scelte decise e concrete a tutela dell’interesse generale. [...] E’ un modello di governo che andrebbe emulato in tante realtà italiane. [...] Il modello Pittella è rivoluzionario!”

Tradotto in linguaggio corrente il pensiero di Aldo Berlinguer lo si può riassumere così: E’ meglio che gli assessori siano esterni, senza alcun legame con la realtà che vanno ad amministrare, perchè altrimenti si rischia di fare gli interessi di famiglia o di “amici degli amici” invece che quelli della collettività.

Ed allora…Bravo! Anzi bravissimo e, parafrasando il recente film di Walter Veltroni (“Quando c’era Berlinguer”), noi in Basilicata possiamo con orgoglio affermare che “Meno male che c’è Berlinguer!”. Ma non basta. Siamo talmente felici e commossi dopo aver letto queste parole, che vogliamo fare un omaggio, sicuramente gradito, all’ Assessore Berlinguer consegnandoli una “mappa” o se preferite un “organigramma” (magari da incorniciare ed appendere sul muro del suo ufficio a Potenza) dell’attuale innovativa“filiera” governante in Basilicata dove egli stesso, insieme ai nostri lettori, potrà constatare come, anche grazie anche alla sua entrata in giunta, oramai ogni rapporto familistico-amicale è stato finalmente debellato. Insomma, la “rivoluzione pittelliana”  ha portato a termine il suo difficile compito.

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6 July, 2014 alle 23:45

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Joseph Mena-Grima

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Sarà che è un architetto, sarà che ha girato il mondo, sarà che, essendo inglese naturalizzato italiano, parla come Don Lurio, sarà che è un “buon partito” guadagnando, secondo fonti del C.d.A. del Comitato Matera 2019, circa 5000 euro al mese, sarà anche solo che è “nu bell uaglione”, fatto è che Mariateresa Labanca, giornalista di punta del Quotidiano Di Basilicata, è rimasta talmente ipnotizzata dal fascino anglosassone di Joseph Grima, il direttore Artistico di Matera 2019, in visita alla redazione potentina del giornale, da tributargli parole ed elogi che al confronto gli editoriali di Emilio di Fede su Berlusconi sembrano “pezzi” di giornalismo d’assalto.

Leggete infatti cosa scrive la nostra Mariateresa il 20 Giugno scorso: “Joseph Grima parla della Materatown che tutti conosciamo, con occhi con cui noi non l’abbiamo mai guardata [...] Il modello di cultura che fa da base al progetto di Grima ha un forte potenziale innovativo!”

per poi lasciarsi andare ad una vera e propria dichiarazione d’amore:

“Nella sua visita alla redazione del Quotidiano della Basilicata, il direttore artistico Joseph Grima ci mette poco a trasferire l’entusiasmo e il carisma per un progetto destinato a proiettare Materatown in un futuro di grandi opportunità!”

Ma cosa avrà mai detto Joseph Grima per far andare così letteralmente “in brodo di giuggiole” la giornalista potentina? Eccovi una breve ma significativa sintesi :

  • <<Materatown è una città con un coraggio incredibile, una città che fa innamorare, in maniera profonda, per il suo carattere. E questo è un aspetto straordinario!>>
  • <<L’idea è di trainare a Materatown chi lavora sui confini più estremi del nuovo progetto sociale. Portare gli innovatori più radicali, in ambito tecnologico!>>
  • <<Oggi ci muoviamo in una realtà completamente diversa e nessuno più di Materatown può fare meglio in questo campo anche attraverso i simboli della sua eredità identitaria che deve crescere  insieme al progetto. Non importa se si tratti del pane o del fischietto>>
  • <<Penso al sistema di raccolta delle acque piovane che funzionava attraverso i serbatoi. Si tratta di una sofisticazione straordinaria, che potrebbe essere paragonata a quella delle città della Corea del Sud. >>

Ora, dove la giornalista Labanca abbia visto l’  “entusiasmo” ed il “carisma” di Joseph Grima nel citare il pane e il fischietto, o il “potenziale innovativo” nel paragonare Materatown alla Corea del Sud, resta un mistero forse spiegabile solamente con un improvviso “coupe de foudre” che, con molta probabilità, ha colpito la giornalista con relativa “cecità” tipica di tutti gli innamorati. Che, però, oltre che “cieco”, l’amore fosse anche “sordo” questo proprio non lo sapevamo perchè, se così non fosse, resta incomprensibile come, dopo aver udito l’ultima affermazione del Grima-pensiero:

  • <<Questa storia del gap strutturale è un mito assoluto. Materatown è tra i posti più raggiungibili d’Europa. A soli 40 minuti c’è l’aeroposto di Bari, che è tra i migliori. Il problema semplicemente non esiste. La maggior parte delle persone si sposta in aereo. Basterebbe mettere qualche navetta in più e una sistemazione migliore la direttrice Matera-Bari. Più che altro si tratta di una barriera psicologica!>>

Mariateresa Labanca non si sia alzata, non abbia preso per un braccino il bel Joseph e non lo abbia accompagnato (sempre tenendolo saldamente per il braccino) alla stazione di Potenza dicendogli, prima di lasciarlo: <<Adesso te la faccio vedere io “la barriera psicologica”! Tu, mo’ te ne stai qui e provi a prendere un treno per arrivare a Materatown!! Se non ci riesci e tra 2 ore ti trovo ancora ad aspettare, a Materatown ti ci faccio arrivare io con un sistema di propulsione tipicamente lucano, che utilizza la potenza motrice degli arti inferiori!>>

Tutto questo, siamo certi, non è accaduto, anzi molto probabilmente qualcuno gli avrà pure aperto la portiera della macchina che lo avrebbe riportato a Materatown, tra inchini e sorrisi, come da prassi oramai troppo consolidata per chiunque parli di Basilicata dentro le vesti da architetto e, a maggior ragione, se con accento forestiero. Resta da notare, però, che il giorno dopo la pubblicazione delle dichiarazioni di Joseph Grima, la Regione Basilicata ha comunicato che dal 1 Luglio verranno soppresse ben 6 navette da e per l’aeroporto di Bari. A questo punto fate voi, cari lettori. Intendiamoci, le coincidenze a volte sono veramente bizzarre, ma la domanda nasce spontanea: Ma non è che sto’ Joseph “Mena”-Grima più che portare “entusiasmo e carisma “, come sostiene Mariateresa Labanca, “porti” qualcos’altro?

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Scritto da materatown

30 June, 2014 alle 00:09

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