Il sito dei fuorisede di Matera

Archive for August, 2008

“Noio volevam savuar…”

without comments

Il passaggio da materano stanziale a fuoridese non avviene senza traumi: a parte le scontate difficoltà di ambientamento nella nuova realtà, lo stanziale deve superare numerose barriere linguistiche a prescindere dal luogo dove ha deciso di intrapendere la carriera di fuorisede, nel senso che ben presto scoprirà che lo stesso termine che a Matera lui utilizzava tranquillamente per indicare un determinato oggetto, fuori dalle mura cittadine, lo stesso indicherà tutt’altro. Ecco qui di seguito alcuni esempi utili per coloro (materani stanziali) che stanno preparando le valigie pronti per iniziare la nuova avventura di fuorisede in paesi lontani e sconosciuti.

Focaccia . Fuori dalle mura cittadine quella è una pizza. Nulla conta se è molto alta. Rimane comunque una pizza! Se andate quindi da un fornaio non-materano ed avete nostalgia del forno di S.Giacomo non chiedete un pezzo di focaccia con la cipolla, ma un pezzo di pizza con la cipolla o limitatevi ad indicarla con il dito. Potrà altresì capitarvi da un gelataio che vi sientate proporre una focaccia . Non fate quindi la faccia disgustata pensando a del pomodoro colante su della nocciola o stracciatella. La focaccia, in questo contesto, altro non è che una brioche da farcire a piacimento.

Braciola, braciolette, braciolone e tutte le sue varianti. Dimenticate il significato che avete fino ad oggi dato a questo termine. Nella città dove state per recarvi potreste avere una sorpresa se la ordinate al ristorante. Vi arriverà, infatti, una gustosa costola (costoletta o costolona) di maiale, non certo quell’involtino di carne a cui siete abituati.

Guantiera.  Non usatelo  per indicare un vassoio. E’ un termine completamente in disuso fatta eccezione per il materano stanziale che compera le paste la domenica.

Pullman ed autobus. Non usateli indifferentemente. L’autobus è per spostamenti cittadini, il pullman per quelli a lunga percorrenza. Immaginate la faccia di un vostro eventuale interlocutore, quindi, se gli dite che siete arrivati da Matera in autobus. 

L’elenco potrebbe continuare ancora, ma ritengo più importante avvisare i futuri fuorisede circa una parola che rischia di creare ad alcuni di loro non pochi imbarazzi, ossia manico che in molte città del nord indica l’organo sessuale maschile. Quindi, se la sorte vi ha dato uno dei più comuni cognomi materani, non meravigliatevi  per gli strani “sorrisini” che vi faranno quando presentandovi direte: “piacere Manicone!

Share

Written by materatown

August 29th, 2008 at 9:24 pm

Posted in Materatown

Lancio della semenza

without comments

Sono terminate le olimpiadi e l’Italia avrebbe certamente potuto incrementare il suo medagliere se fosse stata presente anche una disciplina sportiva che a Matera, tra gli stanziali, annovera campioni che non hanno concorrenza alcuna in nessuna parte del mondo: Il lancio della semenza. Questa pratica sportiva, molto in voga tra gli over 60, ma non mancano piccoli giovani talenti, consiste nell’inserire nella cavità orale la cosidetta semenza, che altro non è che un seme di girasole, e, dopo aver accuratamente separato il frutto al suo interno ed averlo ingerito, si procede con il lancio finale della buccia dall’angolo destro o sinistro della bocca, dandone una traiettoria dall’alto verso il basso. L’operazione si svolge con la massima rapidità, senza aprire la bocca, in quanto il tutto deve avvenire internamente con un gran lavoro di denti e mandibola. L’atleta deve anche, e questo particolare è molto importante nell’eventuale valutazione di un giuria, avere una certa compostezza al momento della sua prestazione agonistica, assumendo una espressione di “non curanza” e di assoluta sufficienza ed estranietà durante le fasi di masticazione e di lancio. A tal proposito, infatti, i grandi campioni lanciano la semenza senza seguire la traiettoria con gli occhi, che invece devono sempre guardare frontalmente. La divisa utilizzata durante tale attività agonistica deve essere: pantalone largo in modo da poter sistemare nelle tasche una notevole quantità di semenza, meglio ancora se viene utilizzata una giacca lisa comperata al mercato rionale. Assolutamente vietato quindi indossare jeans stretto o pantalone in pelle aderente. La scarpa deve essere mocassino finta-pelle possibilmente con motivo intrecciato o fibia in metallo. Solo per gli over 60 è consigliato cappello. Per coloro che si avvicinano a questo sport e quindi sono alle prime armi, è consentito l’utilizzo di un cono in carta di giornale dove riporre la semenza. E’ uno sport prettamente maschile che trova il suo apice di attività durante la Festa della Madonna della Bruna essendo presenti in città numerosi fornitori di semenza. I criteri di valutazione sono essenzialmente due: tecnico e coreografico. Nel giudizio tecnico si guarda soprattutto la tipologia di masticazione e ovviamente la parabola di lancio dall’angolo della bocca. In quello coreografico si valuta l’abbigliamento, la postura, e, come accennato prima lo sguardo dell’atleta.

Non ci resta quindi che sperare nelle Olimpidi di Londra 2012 per vedere finalmente riconosciuto il giusto tributo che il lancio della semenza merita.

Share

Written by materatown

August 25th, 2008 at 10:07 am

Posted in Materatown

Pronto chi parla?

with one comment

Quando un materano fuorisede giunge a Matera per un periodo di ferie, tra le prime cose che fa c’è quella di contattare i suoi vecchi amici di scuola rimasti a Matera e quindi stanziali. Ignora il malcapitato che il suo arrivo comporta per lo stanziale una rottura di delicati equilibri raggiunti in anni di residenza a Matera. Solo in seguito capirà che i suoi arrivi sono delle “seccature” per i suoi ex compagni.

Proponiamo qui una classica conversazione telefonica tra un materano fuorisede appena giunto a Matera ed un suo ex compagno di scuola. Per comodità useremo le abbreviazioni MS (materano stanziale) e MF (materano fuorisede):

MF: <<Pronto!>>

MS:<< Ueè carissimo. Ma sei a Matera? Vedo lo 0835 sul cellulare!”

(il materano fuorisede usa in genere il telefono fisso dei genitori per risparmiare!!)

MF:<<Si! mi sono preso qualche giorno di ferie e sono venuto giù a riposarmi!!>>

MS:<<Ma quando sei arrivato?>>

MF:<<Ieri pomeriggio>>

MS:<<Ma sei proprio nu’ bastard’! Sei arrivato da un giorno e mi chiami solo oggi!>>

(finge arrabbiatura per lo scarso tempismo con cui il suo amico si è fatto sentire)

MF:<<Scusa, ma ieri son dovuto a andare da mia nonna e poi sono uscito con mia madre!>>

MS:<<Va bun! Ma fino a quando ti fermi?>>

(Traduzione: quando ti togli dalle scatole?)

MF:<<Riparto tra una settimana>>

MS:<<Ma sei sceso in macchina o in autobus?>>

MF:<<In macchina!>>

MS:<<Buono! così ti potrai portare un po’ di roba da mangiare!!>>

MF:<<Allora ci vediamo stasera per una birra?>>

MS:<<Mah stasera veramente ho da lavorare un casino>>

MF:<<Facciamo domani mattina per un aperitivo?>>

MS:<<Domani mattina sono in giro per dei servizi!!>>

Per il materano stanziale i “servizi” sono di importanza vitale ed a nessuno è permesso approfondire la tipologia di questi impegni, neanche al suo migliore amico. Davanti ai “servizi” tutto si ferma!

MF:<<Va be’ fatti sentire tu. Tanto io sono a casa!>>

MS:<<Ok. Ti chiamo io per un caffè e magari una sera ci facciamo una pizza! Tanto parti tra una settimana!!>>

 

I due amici non si incontreranno mai. Il materano stanziale non si farà sentire fino a quando il suo amico fuorisede non sarà già in autostrada sulla via del ritorno. A quel punto esordirà usando la tecnica dell’attacco preventivo:

 

MS: << Pro’ ma dove sei?>>

MF: <<Sono in autostrada sto tornando su!>>

MS:<<Ma come sei partito e non ti sei fatto sentire!!>>

(Questo appena citato è l’attacco preventivo)

MF:<<Veramente aspettavo che ti facessi sentire tu!>>

MS:<<Hai ragione ma so’ stato incasinatissimo>>

Qui le tipologie di scuse sono varie: figli che hanno avuto la febbre, orari di lavoro da cinese, partenze improvvise.

MF: <<Va be’ non importa!>>

MS:<<C’è traffico in autostrada?>>

MF:<<Così e così!>>

MS:<<Comunque quando scendi la prossima volta a Matera?>>

MF:<<Boh!>

MS:<<Va bun’ Fai buon viaggio! Cia’>>

MF:<<Ciao!>

 

P.S: Ovviamente quelle volte che avviene il contrario, cioè è lo stanziale a raggiungere il suo vecchio amico fuorisede il discorso cambia. Lo stanziale arriva senza preavviso, chiama dalla stazione, pretende che il fuorisede abbandoni immediatamente un’importante riunione di lavoro o una sessione d’esame per andarlo a prendere, che annulli la sua vita sociale lasciando mogli, fidanzate e figli, che vada in ferie per tutto il periodo della sua permanenza, che esca ogni sera anche se fuori grandina, si rifiuta categoricamente di utilizzare i mezzi pubblici per andare in centro, e, soprattutto, vuole divertirsi ed avere la certezza matematica di poter consumare rapporti sessuali occasionali con le ragazze del posto.

 

Share

Written by materatown

August 21st, 2008 at 11:31 am

Posted in Materatown

Evoluzione del Materanus Stantialis

without comments

Nel processo evolutivo del materanus stantialis, l’anno di grazia 1993 è stato uno spartiacque, in quanto si verificò un fenomeno paragonabile solamente con la caduta del meteorite che portò alla scomparsa dei dinosauri: Matera viene dichiarata patrimonio dell’Umanità dall’ UNESCO.

Fino ad allora il materanus stantialis aveva condotto una esistenza ritirata in un dorato isolamento. La vita sociale si svolgeva in branco rigorosamente nelle ore serali e consisteva in lunghi spostamenti per le vie del Corso. Era solito nutrirsi a casa prima di uscire o al massimo della focaccia della Casa del Pane. Saltuariamente si potevano incontrare sparuti giovanissimi esemplari negli unici due locali di aggregazione: il Cantinone e il Charlie Pub dove impararono a nutrirsi di panino con wurstel o hamburger fatti con il “filoncino di Paoluccio”

Dopo il 1993, improvvisamente il materanus stantialis venne colto, sulle ali dell’entusiasmo per il riconoscimento dell’UNESCO, da un vero e proprio spirito di orgogliosa rivalsa turistica verso altre tribù di paesi lontani, come il Fiorentinus o il Venetianus, da lui considerate per troppo tempo più fortunate. Ingaggiò così una sfida a distanza, fatta di pizze a 20 euro e di caffè ad 1 Euro, ergendo con fierezza il vessillo dell’UNESCO. Il Materanus stantialis, prese anche a condurre uno stile di vita diverso: imparò a cenare fuori delle mura domestiche presso ristoranti che nascevano come funghi e nutrendosi di cibi esotici, che mai prima aveva provato, in locali di dubbia origine giapponese, cinese ed indiana. Smise di abbeverarsi alle locali fontanelle per dirigersi in massa verso pub e tisanerie. Arrivò a sfidare addirittura la lontana tribù dei Senensis paragonando la locale Festa della Bruna del 2 Luglio con il Palio in Piazza del Campo.

Della vecchia civiltà restano oggi solo flebili tracce come i resti del vecchio palazzo dell’UPIM dove i cuccioli del materanus stantialis preunescus erano soliti essere portati dai genitori o l’antica bottega di michelelastoppa dove gli esemplari adulti acquistavano rarissimi utensili altrimenti introvabili.

Share

Written by materatown

August 20th, 2008 at 12:43 pm

Posted in Materatown

Vacanze lucane

without comments

Il materano residente, a meno che non decida di fare viaggi esotici, sceglie essenzialmente due posti per le sue vacanze lucane: Metaponto o Castellaneta Marina. E’ molto raro che decida di alternare le proprie ferie scegliendo una volta l’una e una volta l’altra di queste due ridenti località balneari. Infatti, andare a Metaponto od a Castellaneta è una scelta di campo tipo Guelfi e Ghibellini, è una fede che si tramanda per generazioni. Esistono famiglie materane storicamente metapontine come ve ne sono altrettante che da lustri scelgono Castellaneta Marina. Arrivano addirittura a godere delle disgrazie dell’altra fazione:

Quest’anno Metaponto è piena di alghe” oppure Quest’anno a quelli di Castellaneta hanno tolto l’acqua potabile ogni pomeriggio!”

 

Non so dire, onestamente quale tra le due sia da preferire, ma mi limito a riportare quello che spesso mi sono sentito dire dai sostenitori di entrambi gli schieramenti a favore della loro località e contro quella avversa:

Sostenitore Metaponto:

  • “A Metaponto c’è più vita”
  • “A Metaponto il mare è più pulito perchè non c’è l’Italsider vicino come a Castellaneta!”
  • “A Castellaneta ci sono i cozzari della provincia di Taranto”
  • “A Castellaneta basta che scendano due gocce d’acqua che si allaga tutta”
  • “Per andare a Metaponto la strada da Matera è migliore. Non devi fare la litoranea!” (questa teoria è sostenuta principalmente dagli over 50)

Sostenitore Castellaneta:

  • “La spiaggia di Castellaneta è molto più pulita e larga!”
  • “Metaponto oramai è in mano ai campeggiatori”
  • “A Castellaneta conosci gente di Taranto, di Bari e qualcuno viene addirittura da Potenza! A Metaponto vedi le stesse persone che ci sono a Matera.”
  • “A Metaponto vivono in palazzi di quattro-cinque piani. Ma se vuoi passare le vacanze in un condominio stattene a Matera!”
Share

Written by materatown

August 17th, 2008 at 12:38 pm

Posted in Materatown

Matera e la Gibsonmania

without comments

L’annata più difficile per il materano fuorisede è stato il 2003.
Matera, per chi come me vi si è trovato in quel periodo, era colta da Gibson-mania.
Mia nonna, che fino a quel momento appena mi vedeva mi diceva, nonostante fossi ingrassato di 5 chili:

“ma ti fanno mangiare al Nord?”

ha subito esordito:

“hai visto che c’è Gibsòn a Matera!”

Passi il fatto che in ogni pizzeria, ristorante o bar dove entrassi trovavo foto dell’attore americano, ma che anche dal tabaccaio ci fosse la scritta:“qui Mel Gibson ha comperato le sigarette!” mi è sembrato un tantino eccessivo.
C’è stato poi più di qualcuno che si è avventurato in previsioni e analisi socio-economiche spiegandomi
l’indotto turistico che l’evento avrebbe comportato per Matera.

Per non parlare di alcune leggende metropolitan-materane:

“Dicono che Mel Gibson ogni sera si faccia portare in albergo un piatto di Fave e Cicorie!”
“Mel Gibson è una persona semplice…La moglie di mio zio lo ha incontrato al supermercato a fare la spesa!”

Come accade spesso ai materani stanziali per qualunque novità accada in città, anche per quella di Mel Gibson, era assolutamente impensabile che non fosse partecipata a livello planetario e così sono stato subissato da un’unica ma inequivocabile domanda:

“che dicono al Nord di Mel Gibson a Matera?”

Ammetto di aver mentito spudoratamente, nascondendo l’amara verità e cioè che fuori le mura della città nessuno aveva la più pallida idea che Mel Gibson stesse girando un film a Matera.
Ma adesso, passata la sbornia della Gibson-mania e dopo che mia nonna ha ricominciato a vedermi “sciupato“, posso finalmente rispondere:

Voi sapete dove ha girato Mel Gibson il film Apocalypto (n.d.r.quello prodotto dopo “The Passion”) ? Ve ne frega qualcosa che sia stato girato nello stato di Veracruz in Messico?

La risposta è la stessa che il resto del mondo in quel 2003 si dava su Mel Gibson a Matera!

Share

Written by materatown

August 14th, 2008 at 12:35 pm

Posted in Materatown

Fuorisede rinnegato

without comments

Il materano fuorisede rinnegato parte dalla sua città a 18 anni 6 mesi ed un giorno. Quando compie 18 anni anni 6 mesi e 2 giorni è già in fila presso l’anagrafe della città del Nord per il cambio di residenza.

Nel giro di pochi mesi impara quello strano linguaggio simil-esperanto che lo porta a dire con forte accento materano:

“sei fuori come un balcone!” (esperan-milanese)

“soccia non fare l’asino!!!” (esperan-bolognese)

“ma sei proprio un pìciu!!!” (esperan-torinese)

Se poi la sorte lo ha portato in Toscana inizia ad “aspirare” meglio di un Hoover!

A Matera non si fa più vedere, tanto che quando gli muore la nonna, invia un telegramma di condoglianze. Se poi è proprio costretto a “scendere” il materano fuorisede rinnegato viene colto da uno spirito di civilizzazione nei confronti dei suoi concittadini residenti. Si sente il nuovo Cristoforo Colombo in mezzo agli indios. Iniziano così vere e proprie lezioni su come è buono il sushi a Milano e su come ci si diverte nelle discoteche della riviera.

Il suo più grande cruccio rimane quello di non poter cambiare il luogo di nascita sulla sua carta d’identità.

Share

Written by materatown

August 13th, 2008 at 12:34 pm

Posted in Materatown

Fuorisede nostalgico

with one comment

Il materano fuorisede nostalgico parte dalla sua città a 18 anni 6 mesi ed un giorno. Quando compie 18 anni anni 6 mesi e 2 giorni è già di nuovo a Matera. Ogni occasione è buona per tornare nel paese natale trovando scuse del tipo:

torno a Matera a preparare l’esame perchè lì mi concentro meglio!”

torno a Matera perchè tra due mesi mio padre compie 70 anni!

torno a Matera perchè si sposa la figlia del vicino di casa del fratello di mio cognato!

torno a Matera perchè quest’anno voglio proprio esserci alla Processione dei Pastori!”

Nel giro di pochi mesi conosce a memoria gli orari ed il numero esatto dei vagoni dei treni per Bari e le coincidenze della Appulo-Lucana per Matera. E’ in possesso dei numeri di cellulare di tutti gli autisti degli autobus che vanno giù . Vive vere e proprie crisi di astinenza da Pane di Matera….“quello che rimane fresco anche dopo 2 settimane!”

Il soggetto qui descritto lo si può anche riconoscere per un’altra caratteristica: qualunque cosa gli date da mangiare nulla potrà mai compararsi con lo stesso cibo prodotto a Matera. Ho sentito materani fuorisede nostalgici residenti a Milano dire testualmente:

come si fa il risotto alla milanese a Matera non lo si fa da nessuna parte!!

Share

Written by materatown

August 12th, 2008 at 12:29 pm

Posted in Materatown

Provincia o MateraTown?

without comments

Alcune volte capita che il fuorisede incontri in terra nordica un materano stanziale. Quest’ultimo è molto raro che si muova dalla sua città, ma quando lo fa, i motivi del viaggio possono essere molteplici: un concorso pubblico, la partita dell’Inter a Milano, della Juventus a Torino, il Motorshow a Bologna etc…

Questo è quello che mi è accaduto mesi fa quando ho incontrato casualmente in un bar uno di loro:

Il personaggio in questione incomincia a fissarmi e dopo un po’ esordisce:

<<Ma tu sei di Mate’(ra)? >>.

Alla mia risposta affermativa facciamo le rispettive presentazioni, ma al materano on the road , non basta conoscere il nome del concittadino incontrato in terra straniera. E’ necessario trovare ben altri punti di contatto! Parte così con una sfilza di affermazioni:

“mio fratello è andato allo scienti'(fico)”

“mio zio è quello che ha il negozio da sposa in Via Annunziate’(lla)”

“sono andato a scuola con ……”.

Tutto inutile! Ogni sforzo fallisce miseramente. Mi sento come uno scolaro che non sa rispondere a nessuna delle domande che gli rivolge la maestra.

Il mio giovane interlocutore, oramai spazientito dalla mia incapacità nel rispondere al suo interrogatorio, irritato, viene assalito da un amletico dubbio sulla mia reale materanità :

<<Ma tu sei della provincia o di MateraTown? (trad.: Materatown = Matera città)>>

Share

Written by materatown

August 11th, 2008 at 12:17 pm

Posted in Materatown