Il sito dei fuorisede di Matera

Non è un mestiere per vecchi

con 3 commenti

Che fuorisede si diventi e non si nasca è una verità oramai conclamata. Questo però non vuol dire che ogni età vada bene per intrapendere tale carriera. 

Ci sono, infatti, stanziali che, dopo aver trascorso l’intera adolescenza e gran parte della loro età matura tra le mura di Materatown, verso i 30/35 anni vengono colti da un senso di “insofferenza” per la lora città e decidono di intraprendere il nuovo corso da fuorisede. Questi ”cresciuti” concittadini iniziano il loro percorso prendendo le distanze dai loro colleghi stanziali, avvicinandosi nel contempo ai fuorisede “di lunga data”  dando con questi libero sfogo alle loro motivazioni di “fuga”. A seguito di queste conversazioni li ho raggruppati in 3 tipologie:

 Il Lamentoso: 

<< Materatown è oramai una città morta. Non succede mai nulla!!>>

<< A Materatown incontri sempre le solite facce>>

<< E chi esce più la sera a Materatown!! Questa con te è la prima uscita dopo settimane!>>

Lo stressato:

<<Non ho mai un minuto libero, oramai finisco di lavorare ogni sera alle 9 (ndr. in genere dice questa frase alle 10 di mattina mentre sorseggia un caffè al bar!)>>

<<Oramai a Materatown non ti puoi più muovere con la macchina. Via Lucana è sempre bloccata. E non ti dico la sera se vuoi scendere in centro!!!>>

Il Polemico:

<<A Materatown non puoi fare niente che un minuto dopo lo sa tutta la città!>>

<<A Materatown se non sei legato al carro giusto….!>>

<<Materatown potrebbe vivere di turismo ma i materani non sanno valorizzarla. Guarda ad Altamura cosa hanno fatto con il pane…!!>>

E così ottenuto il trasferimento o trovato un altro lavoro i nostri nuovi ”Marco Polo“ partono ma, dopo sei mesi al massimo, ritornano in patria adducendo, nella maggior parte dei casi come giustificazione,  proposte di lavoro a Materatown con retribuzioni da far invidia a Marchionne, anche se la realtà è che durante la loro brevissima carriera da fuorisede:

 Il lamentoso scopre che le facce che incontra sono sempre talmente così diverse che lui non fa in tempo a conoscerne nessuna e che la sua nuova città  sarà pure ”vivissima” ma lui non lo sa.

Lo stressato impara che una cosa è rimanere in fila per mezz’ora in Via Lucana ed un’altra passare le ore in tangenziale a Bologna o in metropolitana a Milano dopo essere uscito la sera dall’ufficio e l’unico caffè che ha bevuto in mattinata è quello del distributore della azienda dove lavora.

Il polemico capisce che non è poi così gratificante fare delle “cose” e accorgersi che nessuno lo viene a sapere e che il “carro giusto” esiste anche a Milano o Torino ma lui non sa neanche chi lo guida.

 Ma la vera spinta a tornare a Materatown la ricevono quando scoprono che:

  • In centro si va in autobus;
  • Se hanno sete quando sono per strada possono girare per chilometri ma non troveranno mai una “fontanella”;
  • Se rimangono senza latte alle 8 di sera, è più facile trovare una mucca per strada che un negozio aperto;
  • Pagano un cornetto il doppio di quello del Gran Caffè senza averne le dimensioni da OGM (Organismo Geneticamente Modificato);
  • Cercando “pittore” nella pagine gialle per far  tinteggiare la casa nuova non trovano nulla e scoprono con grande meraviglia dopo mesi che dovevano guardare alla voce “imbianchino“;

Insomma hanno capito che il fuorisede non è un mestiere per vecchi!

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Scritto da materatown

19 September, 2008 alle 01:06

Pubblicato in Materatown

3commenti all'articolo 'Non è un mestiere per vecchi'

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  1. Ho aggiunto questo blog al mio google reader da qualche giorno e volevo farti i miei complimenti per tutto…ma (c’è sempre un “ma” per noi stanziali ;p)…questa vena ironica, sarà anche fin troppo sarcastica? Mi chiedo…quando parlerai “ironicamente” BENE della TUA città e dei suoi residenti??

    Angioletto

    19 Sep 08 at 10:41

  2. angiolè, io mi ritrovo in pieno nei post di questo blog… nn riesco davvero più a parlare bene dell’Italia intera… meglio lasciarsi andare all’ironia!

    dr.kenz

    23 Sep 08 at 10:26

  3. Dice il saggio: l’ironia è il canto dell’uccellino che ha imparato ad amare la propria gabbia.
    (rubata a una persona che conosco)

    hb

    24 Sep 08 at 17:10

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