Il sito dei fuorisede di Matera

Archive for October, 2008

Roteare stanziale! Roteare!

with 2 comments

A Materatown c’è la strana consuetudine di “importare” le novità che vengono introdotte nel nord convinti, causa un presunto efficientismo nordico, che tutto ciò che avviene da “roma in su” sia non solo bello ma anche utile. Questo atteggiamento lo si riscontra soprattutto nell’ambito del traffico e nella viabilità in genere. Prendete la “moda” tutta settentrionale dei parcheggi a pagamento che “prese piede” alcuni anni orsono.  La notizia nel giro di qualche mese rimbalza alle orecchie di qualche amministratore stanziale desideroso di apparire come la “Letizia Moratti del Sud” e, come per magia, a Materatown appaiono le fantomatiche “strisce blu” anche in Via Ascanio Persio, in via Passarelli, in Via Don Minzoni, in Via Gramsci, insomma in tutte le principali via d’accesso al centro cittadino. Come spesso capita quando si importano idee di altri si finisce puntualmente con l’essere “più realisti del re” e quindi a Materatown se oramai non hai esposto il tagliandino sul cruscotto dell’auto o “sfori” di trenta secondi il ritiro della macchina rischi la crocifissione in pubblico in piazza Vittorio Veneto.  Ma non sapevo che il peggio dovevo ancora arrivare fino a quando un giorno funesto, qualche ingegnere stanziale, lesse chissà dove che al nord stavano affrontando il problema del traffico e delle code cittadine con un accorgimento urbanistico chiamato ROTATORIA o più volgarmente conosciuta con il nome ROTONDA. Fino ad allora, a Materatown quando ritornavo per le mie consuete ferie, mi sembrava di rinascere in quanto potevo finalmente godermi il tanto rimpianto incrocio con il suo bel semaforo, oramai estinto nella città dove vivo, che con le sue lucine mi permetteva di pensare ai fatti miei o concentrarmi su quello che mi capitava intorno, tanto sapevo che c’era lui che vigilava su di me e decideva quando dovevo muovermi o fermarmi. E poi un giorno che ricorderò con mestizia per il resto della mia vita, dovevo recarmi dal Pino fino a Serra Rifusa quando all’improvviso arrivato davanti al Palazzetto dello Sport mi si para davanti come un mostro lei, la fantomatica ROTONDA. La affronto con cautela sperando si tratti di un caso isolato ma, al contrario, dopo pochi metri prima di imboccare Via Lazazzera eccone un’altra maestosa in tutta la sua perfetta circoferenza. Arrivato in fondo all’incrocio con via Dante spero di incontrare finalmente il mio amico semaforo ed invece al suo posto una ROTONDONA e poi ancora un’altra gigantesca all’incrocio con Via Don Luigi Sturzo. Insomma a Materatown oggi è tutto un “roteare” in qualunque direzione vogliate andare. Fanno roteare oramai mio nipote con tutto lo zainetto quando va a scuola, mio cognato quando porta a passeggio il cane ed anche mia zia Cenzina quando scende di casa per buttare l’immondizia, tanto che, quando rientra, continua a roteare nel salotto e ci vuole tutta la forza di mio zio Nunzio per fermarla. Ora, voglio dire a questi “emulatori di usanze nordiche” che quando si importa una idea, anche se balzana, bisogna comunque fare i conti con la realtà dove questa andrà applicata. La rotonda con la sua presunta scorrevolezza può avere un senso in pianura padana dove la “frenesia” la fa da padrona, ma a Materatown, dove invece tutto avviene con più rilassatezza (ndr: non è mica un caso se abbiamo il bue come simbolo della città e non una leopardo! ), tutto questo girare in tondo non ha alcun senso, senza contare che ha anche delle ripercussioni sgradevoli per lo stomaco soprattutto se avete appena finito di mangiare dell’agnello al forno con le patate. 

P.S: Oh avvicinatevi che ve lo dico a bassa voce in un orecchio! Qui dove vivo hanno implementato da qualche mese una telecamera “semovente” che è in grado di filmare e quindi multare tutte le auto ferme in doppia fila!! Non fatelo sapere a qualche cultore dell’ efficientismo nordico di Materatown, altrimenti potete dire addio alle soste per comperare il pane davanti al forno in Via Nazionale.

Share

Written by materatown

October 30th, 2008 at 1:05 am

Posted in Materatown

Ritorno da Materatown (1° puntata)

with 2 comments

Arriva il momento del rientro per il fuorisede e quindi di dover abbandonare Materatown. In genere anche in questo frangente si parte la sera, sempre per “guadagnare” un giorno in più di permanenza, pur se questo vuol dire arrivare a destinazione e subito attivarsi per andare al lavoro o all’università. Ma per un giorno in più a Materatown si sopporta ben altro. Sin dalla mattina, il fuorisede è tutto concentrato per le varie attività pre-partenza quali l’acquisto delle ultime vettovaglie, saluti e telefonate a parenti ed amici, senza però con questo sacrificare un ultimo aperitivo in centro. Nel pomeriggio inizia, invece, la preparazione vera e propria dei bagagli, vengono così confezionati per il viaggio i vari “pacchi” e quindi si incartatano con multistrati di carta di giornale i “vasetti di sottolio” per evitare fuoriuscite imbarazzanti di olio a base di funghi o carciofi in pullman, si imbustano chili di pane già tagliato pronto per essere congelato all’arrivo, si dispongono le “sagne” in comode vaschette di alluminio. Fanno eccezione i formaggi che stazionano in frigo per essere riposti nei borsoni solo pochi minuti prima di lasciare casa e dirigersi in Piazza Matteotti. Durante questa fase si apprezza l’utilità del metodo matrioska utilizzato nella preparazione dei bagagli durante il viaggio di andata (vedi destinazione Materatown -1° puntata). Adesso sì che tutti i borsoni vuoti portati dal nord hanno la loro funzione! Dopo le ultime raccomandazioni di rito (“hai preso le chiavi di casa? Il biglietto lo hai? Chiama appena arrivi!“) il fuorisede viene accompagnato, stile “dead man walking” , a prendere il pullman e dopo l’ultimo saluto sale le scalette che lo portano all’interno del mezzo! Una volta entrato la situazione è completamente opposta rispetto al viaggio di andata. Ora è lui che ha quasi l’intero pullman a disposizione e quindi deve scegliere il posto che dovrà occupare per tutto il resto del viaggio. Dico “quasi” in quanto, quando io arrivo, trovo puntualmente occupati i primissimi posti da gente anziana, che non ho mai capito il perchè, ma si vede che adora sedersi proprio dietro l’autista, e soprattutto non sono mai liberi quei due posti, unici nel loro genere, che hanno davanti un micro-tavolino. Ho sempre pensato che coloro che riescono ad accaparrarsi questi posti stazionino sin dal primissimo pomeriggio in Piazza Matteotti o vanno addirittura direttamente nel deposito dei pullman o, peggio ancora, hanno un qualche tipo di raccomandazione, perchè pur arrivando con parecchio anticipo li ho sempre trovati occupati. Questi posti sono molto ambiti in quanto permettono durante la notte di potersi “accasciare” sopra il tavolino e poter così dormire un po’ più comodamente rispetto agli altri viaggiatori. Scelto comunque il posto (ndr: mio padre mi raccomanda sempre da anni di non prendere quello sopra le ruote, come se fosse facile dall’interno capire dove diavolo sono le ruote!), la prima cosa che noto da anni è il grande orologio digitale di colore rosso posto proprio sotto lo specchietto retrovisore dell’autista che mai, e dico mai, segna l’orario giusto, ma ha sempre qualche ora di differenza dall’ora reale. Intendiamoci non è rotto e quindi fermo, anzi funziona e funzionerà perfettamente durante tutto il viaggio ma ha “solo” un suo fuso orario personale.  Ultimi saluti dei parenti che bussano dai finestrini che con la mano salutano o mimano una cornetta del telefono che vorrebbe dire “mi raccomando telefona“, e si parte. Il pullman è subito un rimbombare di squilli di cellulare e di beep che annunciano l’arrivo degli ultimi sms di saluti. Arrivati in Via Dante all’altezza di Piazza degli Olmi cala all’improvviso un irreale silenzio rotto solo dalla radio dell’autista. Sarà un caso ma è sempre musica maliconica. (Fine 1° puntata)

Share

Written by materatown

October 27th, 2008 at 1:59 am

Eri piccola…ma piccola…

with 4 comments

Sarà che quando si vive al nord si apprezzano meglio le peculiarità di Materatown, sarà che per il fuorisede mangiare una pizza degna di questo nome è un’ impresa ardua, in quanto “quassù” ti proprinano degli strani oggetti di forma circolare vagamente commestibili grandi quanto un disco volante, sottili come un’ostia e soffici come una frisella scaduta, sarà per tutto questo, dicevo, che quando sono arrivato a Materatown la scorsa settimana, essendo in piena crisi di astinenza dopo mesi passati lontano, non vedevo l’ora di mangiare una pizza “come dio comanda” , e quindi già dalla prima sera di permanenza mi sono attivato per andare nella mia abituale pizzeria di Materatown, cioè da mariostefano (lo chiamerò così perchè in genere se allo stanziale dite Mario vi risponde “Chi Stefano?” se dite Stefano controbatte “Chi Mario?” ). e già mi vedevo seduto e riverito dai camerieri “highlander” di mariostefano con i loro inseparabili carrelli pieni di pizze fumanti a gustarmi quella sublime con i cardoncelli.

Ma il sogno subito si infrange, perchè, come al solito, il mio amico stanziale a cui propongo questo tipo di serata inizia ad accampare delle scuse non tanto sull’idea della pizza ma sulla scelta del posto dove mangiarla. Le ragioni che inizialmente adduce sono:

  • “Da mariostefano ci vanno i vecchi”
  • “Da mariostefano il locale è triste”
  • “Da mariostefano ci vanno i figli di papà
  • “Da mariostefano aspetti due ore per avere una pizza”
  • “Da mariostefano con la scusa che ti portano le olive e i taralli ti fanno pagare un casino!”

Ma, approfondendo l’argomento, l’amico stanziale mi tira fuori la vera ragione del “gran rifiuto” che oppone a mariostefano e cioè che la pizza è PICCOLA. Ed allora, cari stanziali, affrontiamo una volta per tutte questa feroce critica che da anni sento rivolgere a mariostefano ed alle dimensioni della sua pizza. Partendo dal fatto che mariostefano potrebbe sicuramente “sforzarsi” e quindi aumentarne il diametro per venire incontro ad una esigenza della città, ma che le ridotte dimensioni debbano essere motivo di boicattaggio da parte degli stanziali quando chiedo loro di andare a mangiare una pizza mi sembra onestamente eccessivo. E qual’è poi l’alternativa che il mio amico stanziale mi propone? Pseudo-pizzerie napoletane nei sassi dal nome “originalissimo”  (Oi’ Gennarì, Oi’ Pasqualì. Oi’ Peppì etc…), o locali che preparano dei surrogati di pizza spacciate per piatti tradizionali dai nomi vagamenti popolari tipo cecagna, papagna, foragna etc…. E solo perchè in questi posti il diametro della pizza supera il metro e mezzo? Ma non scherziamo cari stanziali! Ma devo essere io dal lontano nord a dirvi che, anche se mariostefano fa una pizza di ridotte dimensioni“non è mica da questi particolari che si giudica un ristoratore!”

Share

Written by materatown

October 23rd, 2008 at 1:19 am

Posted in Materatown

Destinazione Materatown (4° puntata)

with 4 comments

Riassunto delle puntate precedenti: Dopo essere salito sul pullman, il fuorisede inizia il lungo viaggio durante la notte. Effettuate le soste di rito nei vari autogrill,  il pullman lascia finalmente l’autostrada.

Quando il pullman lascia l’autostrada inizia un lungo e tortuoso percorso per i “paesini” della Puglia. La sensazione che si vive all’interno del mezzo è quella di essere oramai in dirittura d’arrivo. Ma ben presto si capisce che la speranza è mal riposta in quanto con un rapido calcolo che consiste nel sottrarre dall’orario di arrivo previsto a Materatown, l’ora corrente, l’amara verità balza agli occhi: ci vogliono ancora più di 3 ore per raggiungere l’agognata Piazza Matteotti. Quello che mi ha sempre meravigliato durante questo tour appulo-lucano è il fatto che c’è sempre qualcuno che deve scendere in questi paesini. Passi per il viaggiatore di Cerignola o Altamura, ma credo che il fatto che sul mio stesso pullman, nel medesimo giorno ed orario, ci sia sempre il “vecchio di turno” che deve scendere a Spinazzola o peggio a Minervino Murge, penso sfidi qualsiasi legge sulle probabilità. Mai, dico mai, in anni di pullman, mi è capitato che l’autista abbia saltato una di queste ridenti località perchè non c’era nessun passeggero da far scendere.

Comunque il viaggio prosegue fino al momento in cui, imperiosa si eleva la voce dell’autista che per ben due volte comunica:

<<Attenzione! stiamo per arrivare al terminal di Canosa, coloro che vanno Matera(town) devono rimanere nel pullman, gli altri che invece vanno….(ndr :viene elencata una “sfilza” di paesotti lucani! ) devono cambiare>>

Perchè a cambiare debbano essere sempre quelli della provincia e non noi di Materatown non l’ho mai capito. Ho sempre avuto l’incofessabile speranza che fosse per una “sorta” di rispetto reverenziale per il capoluogo e per i suoi abitanti. Fatto è che il pullman si svuota per una buona metà. A quel punto tutti sperano che il proprio compagno di viaggio sia tra quelli che vengono fatti emigrare in modo da poter rimanere soli con molto più posto a disposizione. Io in questo frangente sono sempre stato sfortunato. In genere il mio vicino di posto me lo porto fino a Materatown. In alcuni casi lo so già dall’inizio del viaggio al momento del check-in (vedi “Destinazione materatown 2° puntata”) in quanto riesco a dare una “sbirciatina” al biglietto del mio vicino e spesso con mia grande delusione leggo Materatown come destinazione. Lasciato il “terminal” di Canosa (ndr: chiamare terminal il capannone di lamiera dove il pullman si ferma è veramente un’opera di geniale fantasia) oramai Materatown ci sembra veramente vicinissima e già qualche fanciulla inizia a comporre con il proprio cellulare il numero di casa per comunicare l'”imminente” arrivo (mancano ancora 2 ore!). Il tono della telefonata è quasi sempre “seccato” e perentorio, quasi che la durezza del viaggio fosse colpa del genitore che aspetta:

<<Papà! Stiamo per arrivare. Siamo a Canosa! Vienimi a prendere e non farmi aspettare! “Dici” a mamma che quando arrivo voglio mangiare subito!>>

Il tono invece è completamente diverso nella telefonata successiva che in genere è al fidanzato:

<<Amo’ sto arrivando! Non vedo l’ora! Sono stanchissima! Sei contento che ci vedia’? >>

Queste ultime 2 ore sono le più lunghe di tutto il viaggio. Il tratto Altamura-Materatown diventa interminabile, così come, anche se oramai dentro Materatown, i semafori di via Dante sembrano, agli occhi di noi viaggiatori, allontanare all’infinito il momento dell’arrivo. Quando si è in prossimità del Palazzo del Comune, tutti i passeggeri sono già in piedi pronti a guadagnare l’uscita. Finalmente si arriva, si salutano i parenti che erano in attesa e si recuperano i bagagli. Io arrivo a casa, bevo un caffè e mi metto a dormire con buona pace del “giorno guadagnato” viaggiando di notte. 

Episodio: Alcuni anni fa durante una discesa natalizia il pullman si è inesorabilmente arenato sul manto di neve che ricopriva l’intera Via Dante. L’autista non ha potuto che dichiarare la resa incodizionata e quindi ci ha invitato a scendere ed a proseguire a piedi. Immaginate 80 persone circa, compresi donne, vecchi e bambini, che all’alba arrancano cercando di muovere le loro valigie o peggio i loro trolley sulla neve. La scena non aveva nulla da invidiare a quella di un film sui profughi di guerra. Infatti non sono convinto che tutti in quell’occasione abbiano riabbracciato i loro cari! (Fine 4° ed ultima puntata)

Nota: Qui termina la saga “Destinazione Materatown”. L’intera “opera omnia” è scaricabile nella sezione Categorie alla voce “Fuorisede on the road-Opera a fascicoli settimanali“. Potrete così rilegarla in una elegante copertina che aggiungerà sicuramente un tocco di classe nella vostra libreria. Sono lieto, inoltre, di comunicarvi che è in programma, all’interno della stessa collana “Fuorisede on the road” , l’uscita del primo fascicolo dell’opera intitolata “Ritorno da Materatown

Share

Written by materatown

October 20th, 2008 at 1:27 am

Un tranquillo weekend da fuorisede

with one comment

Il weekend appena trascorso ero a Materatown. Questo è il diario della mia permanenza dopo mesi di assenza.

Arrivo sabato (sul viaggio rimando all’opera in fascicoli settimanali “Destinazione materatown” ) di mattina presto e dopo i saluti di rito alla famiglia decido, nonostante il sonno accumulato, di contattare il mio amico stanzial-in-crisi-sentimentale (vedi l’articolo”la dolce vita materana” ) proponendogli una pizza che mi rimanda a data da destinarsi con un <<Ci sentiamo dopo!>>. Resto comunque in casa fino all’ora di pranzo. Mangio quello che in genere ingerisco in un mese di permanenza al nord e finalmente posso godermi quello che forse più mi manca quando non sono a Materatown: la “pennichella” pomeridiana. La sera, visto il poco tempo che ho a disposizione vado a comperare in centro qualche vettovaglia da riportarmi su. La sera verso le nove ricevo un SMS da una mia amica stanziale che testualmente scrive:

<<Vergogna! sei sceso a Materatown e non mi hai chiamato!>>. La chiamo e le spiego che ho deciso di “scendere” all’ultimo momento ma aggiungo che se vuole possiamo vederci, ma lei mi risponde (confessando implicitamente di avere alle sue dipendenze una schiera di 007 con licenza di “farsi i fatti altrui”):

<<Ma io non sono a Materatown! Sono in Calabria. Ti ha visto una mia amica!>>

La domenica nel primo pomeriggio mi ritrovo a vedere la TV e, precisamente, prima una trasmissione copia conforme in versione Materatown delle mitiche interviste di Lillo e Greg ,  e poi una diretta dall’originalissimo titolo “Quelli che..cucù” (ndr: è una persecuzione!) , programma interamente dedicato al calcio con tanto di inviato a Pomigliano che fa la telecronaca del match Pomigliano-Matera ed ospiti in studio che discutono di moduli e schemi neanche si trattasse della finale Italia-Francia di coppa del mondo. La sera mia sorella, impietosita nel vedermi girovagare in casa, mi propone di andare a cinema e così apprendo che c’è un nuovo cinema a Materatown chiamato “il piccolo”. Piccolo lo è veramente, ha le dimensioni del salotto di casa di mia nonna con uno schermo di 21 pollici. Andare a cinema a Materatown per il fuorisede è comunque un piacere che non ha eguali. Pagare 5 euro e mezzo per lo stesso film che a Milano o a Torino ne costerebbe 8 è una sensazione impagabile. L’unica controindicazione è quella che, pur di vivere questo piacere, a Materatown il fuorisede guarda film che mai “in condizioni normali” andrebbe a vedere. E’ un po’ come i saldi di fine stagione: si compera della roba totalmente inutile solo perchè costa meno convinti di concludere l’affare della vita.

Lunedì mattina, faccio un ultimo giro per Materatown. In piazza sento stanziali discutere animatamente della partita del giorno prima (Pomigliano-Matera) ed ho quindi la conferma di quello che temevo. Dopo la sbornia da pallavolo seguita da quella di hockey su pista, il calcio locale è tornato di moda a Materatown dopo i fasti della serie B nel glorioso 1979! Passo dal giornalaio che mi conosce da una vita, e mentre sfoglio qualche rivista entra un cliente abituale che fa la seguente richiesta:

<<Dammi n’zic na’ bustina piccinedd…devo mettere quatt’cin euri per me e migghiar’m che domani sim di matrimonio!>>

Al commento forbito del mio giornalaio (Cap d’cazz! e c’si spos? La regin Elisabbètt!”) il signore si rivolge a me (probabilmente mi conosce “di vista” e sa della mia condizione di fuorisede) ed aggiunge: <<sc’cùtt a Matàhr si donn i trnis o anche al nord c’è chess usonz’?>>.

Lunedì sera saluto parenti ed amici (la pizza con l’amico stanzial-in-crisi-sentimentale è miseramente fallita!) e riparto alla volta del nord. Durante il viaggio di ritorno ricevo un SMS da mio nipote quindicenne: “zio! vai a vedere materatown.net è troppo ridicolo!“. Gli rispondo:<< ok! lo andrò a vedere!>> Sorrido da solo. Il viaggio mi diventa meno pesante!

Share

Written by materatown

October 16th, 2008 at 1:58 am

Posted in Materatown

Destinazione Materatown (3° puntata)

without comments

Riassunto delle puntate precedenti: Dopo aver scelto il compagno di viaggio ed espletate le formalità di check-in, il pullman parte finalmente alla volta di Materatown.

Si spengono le luci nel pullman e rimangono accese solo delle tristissime lucine viole mentre in sottofondo c’è una lontanissima musica che fuoriesce dalla radio dell’autista. I passeggeri incominciano a prepararsi per la notte. Ci sono i previdenti che si sono muniti di un cuscino da viaggio (quelli a forma di ferro di cavallo!), ma la maggioranza inizia a sistemare cappotti e giubotti contro il vetro del pullman per evitare un trauma cranico dovuto al sobbalzare del mezzo. Si mandano gli ultimi sms o si fanno le ultime telefonate ai parenti e/o fidanzate/i, per dare informazioni di vitale importanza:

<<Ciao siamo partiti…il pullman è quasi tutto pieno!!>>

<<No mamma! Non fa freddo! c’è il riscaldamento! >>

Passano alcune ore e proprio mentre hai finalmente trovato una posizione che procura un dolore quasi sopportabile e quindi stai lentamente addormentandoti, l’autista (secondo me lo fa di proposito!)  riaccende le luci e comunica ai passeggeri:

<<Facciamo una prima sosta di 15 minuti!>>

A questo punto si verifica una vera e propria “spaccatura” tra gli occupanti del pullman. Ci sono quelli che, oramai paralizzati dentro i sedili e quindi completamente rigidi anche a causa dell’età non più giovanile (sono infatti nella stragrande maggioranza vecchi!), rimangono in stato comatoso seduti e quelli che scattano come Bolt per guadagnare per primi l’uscita in modo da evitare le lunghe file ai bagni o alle casse dell’autogrill. Costoro, una volta scesi dal pullman, con i capelli completamente sconvolti da ore di schiacciamento contro i finestrini, iniziano nel piazzale dell’autogrill, sotto lo sguardo incredulo degli automobilisti, una folle corsa con andatura zoppicante ma nello stesso tempo rapida (dovuta alla rigidità acquisita in ore di viaggio combinata con la fretta che hanno di raggiungere l’ingresso del bagno) che li rende più simili a degli zombi affamati che a dei normali viaggiatori!

Passati i fantomatici 15 minuti si risale nell’autobus. Bisogna fare estrema attenzione in questo frangente a non portarsi nessun tipo di cibo o bevanda, ma di consumare il tutto prima dell’entrata, in quanto anche una piccola bottiglia d’acqua, se inserita nella tasca davanti il sedile riduce il posto a disposizione per le gambe di quel tanto che neanche la posizione fetale è più adatta per il proseguimento del viaggio. Scatta poi la conta, come fossimo un gregge di pecore, da parte del vice-autista che passando per il corridoio in mezzo ai sedili controlla che siano rientrati tutti i passeggeri e non ci sia nessun disperso nei bagni o che qualcuno (è capitato!) non sia salito su un altro pullman, casualmente fermo nello stesso autogrill, e che ora viaggi alla volta di Pizzo Calabro

Episodio: Durante la conta del vice-autista la mia compagna di viaggio (una anziana di circa 70 anni!), che non si era mossa di un millimetro durante la sosta, mi rivolge la seguente preghiera:

<<Giovanotto, potrebbe andare a comperarmi dei biscotti?>>

Al mio rifiuto visto che il pullman stava per ripartire e rischiavo quindi di rimanere in autogrill (essendo peraltro già stato contato), la signora controbatte:

<<Giovanotto Voi siete giovane, se fate una corsa ci riuscite!>>

Ovviamente il mio rifiuto è stato ribadito non solo perchè a mio parere era stata sopravvalutata la mia prestanza fisica, ma anche perchè, vista la sua stazza, la signora poteva tranquillamente fare qualche ora di dieta.

Si riparte e in genere la seconda fermata è in prossimità dell’uscita dall’autostrada per poi avventurarsi nell’entroterra pugliese. La sensazione è sempre quella di essere oramai in dirittura d’arrivo, ma la realtà è purtroppo ben diversa. Materatown è ancora lontana! (Fine 3° puntata)

Share

Written by materatown

October 13th, 2008 at 1:13 am

Ancora tu…ma non dovevamo vederci più!

with 2 comments

Eh no! Passino le infinite “tavole rotonde” sui Sassi di Materatown (argomento sul quale prima o poi dovremo dirci la cruda verità!), tolleriamo ancora per un po’ le “conferenze” su Materatown patrimonio dell’UNESCO, ma a tutto c’è un limite. Ho provato a dirlo in maniera gentile, educata, cercando di non offendere la sensibilità di nessuno, ho tentato di far comprendere che nell’anno di grazia 2008 è questione anacronistica parlare e discutere di questo volatile in terracotta colorato come un arlecchino, che dovrebbe emettere un suono gradevole da usignolo e che invece produce solo un “rantolo” che in confronto lo “scatarramento” di un vecchio di Materatown sembra una sinfonia di Mozart.  Ho provato a far intendere che la sua unica inconfondibile caretteristica è quella di lasciare, qualora si abbia la malaugurata idea di utilizzarlo, un sapore terribile in bocca che rimane per una intera settimana e di rendere il palato asciutto come la diga di S.Giuliano a ferragosto. Ed invece cosa è accaduto? Niente. Anzi, apprendo che ogni mio appello è caduto nel vuoto tanto che l’11 ottobre a Materatown presso uno dei tanti caffè “letterari” ci sarà un incontro “culturale” per parlare di Lui, il fantomatico quanto inutile  Cucù e per di più dannoso anche per il portafoglio, visto il costo con cui viene proposto, neanche si trattasse di opere di Manzù o Modigliani! Ed allora non mi resta, visto che non c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare, che passare alle maniere forti e dichiarare ufficialmente aperta la stagione di caccia nei confronti del volatile-fischietto. Quindi siete tutti invitati a prendere questi pennuti, qualora li abbiate nelle vostre cucine, salotti etc… e sopprimerli. Se poi conoscete qualche parente, amico o semplice conoscente che addirittura ne ha una collezione intera, magari ben disposta dentro qualche vetrina o sopra qualche “centrino” della nonna, siete autorizzati a recarvi da lui e procedere all’eliminazione di tutta l’intera famiglia-cucù, partendo da papà-cucù, mamma-cucù e rispettivi cuccioli-cucù. Mi raccomando non fatevi prendere da sentimentalismi o spaventare da possibili minacce della LIPU e soprattutto non lasciatevi incantare da chi, pur di salvarlo, vi parlerà di “tradizione”, di “arte” , di “memoria storica” o di “ricordi del passato”. Sono tutte scuse. Tenete invece presente che state facendo un’opera necessaria per il bene di Materatown e per la sua modernizzazione. Pensate poi che siete in buona compagnia, in quanto  la stessa campagna è in atto in altre città italiane: Napoli con il Mandolino, Venezia con il “Modellino di gondola” e Palermo con la Coppola! Nessun timore, quindi, e buona caccia a tutti!

Share

Written by materatown

October 9th, 2008 at 6:23 am

Destinazione Materatown (2° puntata)

with one comment

Riassunto della 1° puntata: il fuorisede dopo aver scelto il suo posto e relativo compagno di viaggio nel cui sguardo si legge tutto l’odio del mondo, è pronto per affrontare la discesa a Materatown.

Appena partiti il vice-autista parte con le raccomandazioni di rito, sempre le stesse da decenni:

<<Chi deve fare il biglietto può venire, chi già lo ha, lo deve preparare. Se avete lo sconto dovete preparare anche la carta di indentità. In pullman è vietato mangiare. Faremo delle soste, se uno deve andare in bagno o ha troppo caldo o freddo deve avvisare l’autista!>>.

Durante questa fase del viaggio e su queste raccomandazioni, l’aneddotica in anni di percorrenza in pullman si spreca. Mi limiterò a raccontare solo due episodi che mi hanno visto spettatore, anche se, in sede di commento, ne saranno ben accetti di altri:

Episodio 1 Durante il controllo dei biglietti un signore di una certa età nel momento di far vedere il suo titolo di viaggio esordisce:

<<Ho perso il biglietto ma ho una fotocopia!>>

Dopo aver commentato immaginando un ipotetico interlocutore con la frase <<Oh ved’ a cus! Tin’ la fotocopia! >> il vice autista inizia una estenuante discussione con il passeggero con annesse minacce di denunce alle autorità compotenti da parte del viaggiatore e di discese forzate “manu militari” dall’autobus da parte del controllore. La questione trova poi una soluzione nel far ripagare il biglietto al passeggero con  promessa di riparlarne all’arrivo a Materatown.

Ovviamente stupisce non tanto l’aver smarrito il prezioso documento quanto il fatto che mente umana possa concepire di fare una fotocopia di un biglietto di un pullman!

Episodio 2 In piena notte (verso le 2 del mattino) si accendono all’improvviso le luci del pullman illuminando il mezzo meglio delle luminarie della Festa della Bruna e nel silenzio più assoluto, tra viaggiatori assonati e sbadiglianti, si alza l’imponente voce della autista che testualmente avverte:

<<La signorina che ci ha chiesto di andare in bagno può farlo. Gli altri no e devono rimanere nel pullman!!>>

A questo punto dal fondo del pullman si alza paonazza in volto imabarazzatissima una ragazza su 25 anni che con gli occhi rivolti verso il basso inizia a percorrere l’interminabile corridoio dell’automezzo dirigendosi verso l’uscita tra gli sguardi “incarogniti” dei viaggiatori!

Provate a pensare con quanta “tranquillità” la signorina in questione ha potuto espletare i suoi “bisogni” sapendo che c’erano circa 80 persone ad aspettarne il compimento!

Comunque, terminati gli adempimenti burocratici di check-in, finalmente si parte, lasciandosi la città del nord alle spalle, ma il primo pensiero in quel momento va sempre da decenni ad una sola persona: quello che ha progettato i sedili del pullman. Mi sono convinto che costui (che vorrei tanto conoscere!) o è affetto da nanismo (quindi c’è un fenomeno di rivalsa contro il “destino cinico e baro”)  o è uno che si è basato nel progettarli sulle statistiche di altezza media dei cittadini di Materatown degli anni ’50, perchè in quei maledetti sedili se superi il metro e 65 non ci entri. Intendiamoci non è un modo di dire. Non ci entri proprio, non c’è possibilità alcuna! L’unica alternativa è quella di assumere, come poi ci si adatta a fare, una posizione fetale per tutta la durata del viaggio, con conseguenti atrocissimi dolori quando al primo autogrill si tenta di riassumere una postura da homo erectus. (Fine 2° puntata)

Share

Written by materatown

October 6th, 2008 at 12:05 am

Ciak si gira!

with 3 comments

Istituita rassegna competitiva di cortometraggi ed opere brevi…”
“Si sono concluse lo scorso 3 settembre le riprese di …. il nuovo film di…
.(omissis)”
Terminate le riprese del film ….(omissis)”
Dopo cinque settimane di lavorazione si sono concluse il 27 agosto a Matera le riprese del film …(omissis)”

Queste sono le ultime notizie che mi giungono da Materatown, e sono la conferma di quello che pensavo da tempo: ancora qualche anno e il Leone d’oro di Venezia o l’ Orso di Berlino verranno dimenticati e diventeranno premi secondari se paragonati con un futuro Grillaio d’argento da assegnare durante un sempre più probabile Festival di Materatown, la nuova capitale del cinema europeo.  Inutile far finta di niente o nascondersi dietro una falsa modestia, ma, sarà il DNA degli abitanti di Materatown, sarà la “location”, saranno i precedenti illustri da Pasolini, a Richard Gere per finire a Mel Gibson, ma in città esiste una vera e propria propensione a mettersi dietro la macchina da presa. Si producono e si proiettano film per tutti i gusti e palati, senza contare che l’arte dei fratelli Lumière sta facendo proseliti anche tra le nuove generazioni di Materatown: filmini di compleanno proiettati nelle parrocchie, giovani stanziali armati di telefonino che emulano le gesta di Antonioni producendo MMS di eccellente qualità senza contare la pregevolissima consuetudine che da un paio d’anni è in voga a Materatown durante le festività natalizie, quella cioè di sostituire i “volgari” film-panettone dei fratelli Vanzina i con i più egregi film-cartellata opere di registi locali. Insomma a Materatown possiamo dire, senza timore di smentita, che è nato un nuovo filone cinematografico che qualcuno osa già definire il neo-stanzialismo per la caratteristica di avere come interpreti, stanziali non professionisti. L’affluenza di pubblico che partecipa con entusiasmo alla proiezione di queste produzioni e i commenti in sala  da soli spiegano il successo di queste opere :

<< Oh c’è pure cur trmon di Damiano!!>>

<< Anto’ come si bell’ vestit come a nu stùd’ch!!!>> 

Anche se come per ogni opera degna di questo nome non manca qualche critica costruttiva:

<< Uaglio’ cus fasc’ semb u stess fulm!>>

<< Era moggh cur dell’ann passèt!>>

L’unico consiglio che sommessamente mi permetto di dare a questi giovani autori del neo-stanzialismo è di stare attenti alla particolare sensibilità all’argomento “violazione della privacy” che oramai imperversa in tutta Italia. Infatti c’è il rischio che, vista la mole di “set cinematografici” che operano a Materatown (ndr: centri di studi statistici hanno calcolato che a Materatown c’è una cinepresa ogni 80 abitanti ), qualche concittadino, potrebbe, a sua insaputa, trovarsi come involontaria comparsa di un film neo-stanziale mentre passeggia per il corso o se si tratta di una vecchia ferma alla fermata dell’autobus per più di 10 minuti, essere di diritto, candidata, contro la sua volontà, come miglior attrice non protagonista e vincere addirittura il Grillaio d’argento.

Share

Written by materatown

October 2nd, 2008 at 7:01 am

Posted in Materatown