Eri piccola…ma piccola…
Sarà che quando si vive al nord si apprezzano meglio le peculiarità di Materatown, sarà che per il fuorisede mangiare una pizza degna di questo nome è un’ impresa ardua, in quanto “quassù” ti proprinano degli strani oggetti di forma circolare vagamente commestibili grandi quanto un disco volante, sottili come un’ostia e soffici come una frisella scaduta, sarà per tutto questo, dicevo, che quando sono arrivato a Materatown la scorsa settimana, essendo in piena crisi di astinenza dopo mesi passati lontano, non vedevo l’ora di mangiare una pizza “come dio comanda” , e quindi già dalla prima sera di permanenza mi sono attivato per andare nella mia abituale pizzeria di Materatown, cioè da mariostefano (lo chiamerò così perchè in genere se allo stanziale dite Mario vi risponde ”Chi Stefano?” se dite Stefano controbatte “Chi Mario?” ). e già mi vedevo seduto e riverito dai camerieri “highlander” di mariostefano con i loro inseparabili carrelli pieni di pizze fumanti a gustarmi quella sublime con i cardoncelli.
Ma il sogno subito si infrange, perchè, come al solito, il mio amico stanziale a cui propongo questo tipo di serata inizia ad accampare delle scuse non tanto sull’idea della pizza ma sulla scelta del posto dove mangiarla. Le ragioni che inizialmente adduce sono:
- “Da mariostefano ci vanno i vecchi”
- “Da mariostefano il locale è triste”
- “Da mariostefano ci vanno i figli di papà“
- “Da mariostefano aspetti due ore per avere una pizza”
- “Da mariostefano con la scusa che ti portano le olive e i taralli ti fanno pagare un casino!”
Ma, approfondendo l’argomento, l’amico stanziale mi tira fuori la vera ragione del “gran rifiuto” che oppone a mariostefano e cioè che la pizza è PICCOLA. Ed allora, cari stanziali, affrontiamo una volta per tutte questa feroce critica che da anni sento rivolgere a mariostefano ed alle dimensioni della sua pizza. Partendo dal fatto che mariostefano potrebbe sicuramente “sforzarsi” e quindi aumentarne il diametro per venire incontro ad una esigenza della città, ma che le ridotte dimensioni debbano essere motivo di boicattaggio da parte degli stanziali quando chiedo loro di andare a mangiare una pizza mi sembra onestamente eccessivo. E qual’è poi l’alternativa che il mio amico stanziale mi propone? Pseudo-pizzerie napoletane nei sassi dal nome “originalissimo” (Oi’ Gennarì, Oi’ Pasqualì. Oi’ Peppì etc…), o locali che preparano dei surrogati di pizza spacciate per piatti tradizionali dai nomi vagamenti popolari tipo cecagna, papagna, foragna etc…. E solo perchè in questi posti il diametro della pizza supera il metro e mezzo? Ma non scherziamo cari stanziali! Ma devo essere io dal lontano nord a dirvi che, anche se mariostefano fa una pizza di ridotte dimensioni, “non è mica da questi particolari che si giudica un ristoratore!”
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effettivamente quella sui camerieri highlander di mariostefano l’avevo fatta anche io… strane cose succedono in questa città…
dr.kenz
23 Oct 08 at 09:40
Tu sei BRAVO!
Divertente come pochi!Ti ho scoperto da pochissimo…
Su una cosa però volevo farti riflettere..come al solito, per evitare di esporsi, i cari cittadini di Materatown (fuorisede e non) ti leggono ma non commentano!
Perchè ti ho conosciuto con il passaparola, e so che in tanti ti leggono..
Ne vuoi parlare?
Maria
23 Oct 08 at 17:56
fantastica la citazione di De Gregori!
paola
24 Oct 08 at 17:02
Proprio ieri sera ho mangiato una formidabile pizza da “mariostefano” in compagnia di due amici napoletani doc, i quali hanno fatto un sacco di complimenti al pizzaiolo, stregati proprio dalla pizza ai cardoncelli (io però prendo sempre la “Napoli”). Tra l’altro, sempre ieri sera, ho assaggiato un’ottima birra, “Petra”, prodotta proprio a Materatown…
Miocognato
25 Oct 08 at 09:30