Ritorno da Materatown (1° puntata)
Arriva il momento del rientro per il fuorisede e quindi di dover abbandonare Materatown. In genere anche in questo frangente si parte la sera, sempre per “guadagnare” un giorno in più di permanenza, pur se questo vuol dire arrivare a destinazione e subito attivarsi per andare al lavoro o all’università. Ma per un giorno in più a Materatown si sopporta ben altro. Sin dalla mattina, il fuorisede è tutto concentrato per le varie attività pre-partenza quali l’acquisto delle ultime vettovaglie, saluti e telefonate a parenti ed amici, senza però con questo sacrificare un ultimo aperitivo in centro. Nel pomeriggio inizia, invece, la preparazione vera e propria dei bagagli, vengono così confezionati per il viaggio i vari “pacchi” e quindi si incartatano con multistrati di carta di giornale i “vasetti di sottolio” per evitare fuoriuscite imbarazzanti di olio a base di funghi o carciofi in pullman, si imbustano chili di pane già tagliato pronto per essere congelato all’arrivo, si dispongono le “sagne” in comode vaschette di alluminio. Fanno eccezione i formaggi che stazionano in frigo per essere riposti nei borsoni solo pochi minuti prima di lasciare casa e dirigersi in Piazza Matteotti. Durante questa fase si apprezza l’utilità del metodo matrioska utilizzato nella preparazione dei bagagli durante il viaggio di andata (vedi destinazione Materatown -1° puntata). Adesso sì che tutti i borsoni vuoti portati dal nord hanno la loro funzione! Dopo le ultime raccomandazioni di rito (”hai preso le chiavi di casa? Il biglietto lo hai? Chiama appena arrivi!“) il fuorisede viene accompagnato, stile “dead man walking” , a prendere il pullman e dopo l’ultimo saluto sale le scalette che lo portano all’interno del mezzo! Una volta entrato la situazione è completamente opposta rispetto al viaggio di andata. Ora è lui che ha quasi l’intero pullman a disposizione e quindi deve scegliere il posto che dovrà occupare per tutto il resto del viaggio. Dico “quasi” in quanto, quando io arrivo, trovo puntualmente occupati i primissimi posti da gente anziana, che non ho mai capito il perchè, ma si vede che adora sedersi proprio dietro l’autista, e soprattutto non sono mai liberi quei due posti, unici nel loro genere, che hanno davanti un micro-tavolino. Ho sempre pensato che coloro che riescono ad accaparrarsi questi posti stazionino sin dal primissimo pomeriggio in Piazza Matteotti o vanno addirittura direttamente nel deposito dei pullman o, peggio ancora, hanno un qualche tipo di raccomandazione, perchè pur arrivando con parecchio anticipo li ho sempre trovati occupati. Questi posti sono molto ambiti in quanto permettono durante la notte di potersi “accasciare” sopra il tavolino e poter così dormire un po’ più comodamente rispetto agli altri viaggiatori. Scelto comunque il posto (ndr: mio padre mi raccomanda sempre da anni di non prendere quello sopra le ruote, come se fosse facile dall’interno capire dove diavolo sono le ruote!), la prima cosa che noto da anni è il grande orologio digitale di colore rosso posto proprio sotto lo specchietto retrovisore dell’autista che mai, e dico mai, segna l’orario giusto, ma ha sempre qualche ora di differenza dall’ora reale. Intendiamoci non è rotto e quindi fermo, anzi funziona e funzionerà perfettamente durante tutto il viaggio ma ha “solo” un suo fuso orario personale. Ultimi saluti dei parenti che bussano dai finestrini che con la mano salutano o mimano una cornetta del telefono che vorrebbe dire “mi raccomando telefona“, e si parte. Il pullman è subito un rimbombare di squilli di cellulare e di beep che annunciano l’arrivo degli ultimi sms di saluti. Arrivati in Via Dante all’altezza di Piazza degli Olmi cala all’improvviso un irreale silenzio rotto solo dalla radio dell’autista. Sarà un caso ma è sempre musica maliconica. (Fine 1° puntata)





Non riesco a capire come si faccia a viaggiare in quei pulman dove, se sei un pò più alto di 1.60, rischi di giocarti le ginocchia! Sono 4 anni che viaggio in treno e sono molto più soddisfatto, anche perchè se non sento più le gambe, posso benissimo farmi un giro in corridoio…meglio un espresso della notte che un pullman della marino!:)
Csm
27 Oct 08 at 11:32
Non ti leggo da tantissimo, ma fino ad oggi credo che questosia il più malinconico dei tuoi post. Vista la circostanza non potrebbe essere altrimenti. Statt’ bun’ uaglio’ alla prossima
Mizar
27 Oct 08 at 19:54