Il sito dei fuorisede di Matera

Archive for November, 2008

Ritorno da Materatown (4° puntata)

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Riassunto delle puntate precedenti: Preparati i borsoni ed i pacchi pieni di cibo e salito sul pullman. il fuorisede di Materatown spesso si trova ad avere come compagno di viaggio il “provinciale” salito in un secondo momento. Da questo incontro dipende nella maggior parte dei casi la riuscita del viaggio stesso. A notte inoltrata avviene la prima sosta in autogrill; Materatown oramai è solo un ricordo.

Tutti insieme, i fuorisede, i provinciali e gli stanziali (“viaggiatori per caso”) continuano il loro viaggio che, lungo l’autostrada li porterà nelle terre nordiche. Si tenta in questo frangente di dormire. Io provo a farlo e, quando, durante la notte, mi capita di riaprire gli occhi, cerco sempre di capire dove diavolo ci troviamo. Tento di leggere i cartelli che scorrono sull’autostrada; ma vuoi il sonno, vuoi il buio, dai finestrini non si riesce mai a leggere alcunchè. Dopo varie ore passate in questo stato di “dormiveglia” ecco che arriva finalmente la seconda sosta, questa volta in un autogrill nordico e lo si capisce subito dalla leggera foschia notturna o dalla fitta nebbia che avvolge noi viaggiatori a seconda che il viaggio avvenga in estate o durante l’inverno. Che si sia oramai al nord lo si intuisce anche dal fatto che, come per magia, il barista si rivolge a noi avventori rigorosamente con il “Lei” ( Desidera? Come la vuole la brioche? alla crema o al cioccolato? ). E sorride. Al contrario di quello che era avvenuto centinaia di chilometri prima quando le domande erano del tipo “Cosa prendi? ” oppure “Giovane! Il cappuccino è pronto! “. Ovviamente questa cortesia al nord ha sempre un prezzo e, nel caso in questione, lo si paga in termini di conto e di qualità del prodotto acquistato: il cornetto nordico costa mediamente il doppio ed ha dimensioni dimezzate rispetto a quello meridionale. Senza parlare della farcitura all’interno!

Risaliti sul pullman il viaggio prosegue ancora nel buio più assoluto per qualche ora  e alle prime luci dell’alba finalmente si arriva a destinazione. Qui vengono recuperati i bagagli ed io mi dirigo verso la stazione dei taxi e mi metto in fila. E’ questo un lusso che mi sono sempre concesso quasi come giusta ricompensa per il viaggio appena concluso. Non nascondo poi che, prendere il taxi, mi fa sentire meno “fuorisede”, avendo invece finalmente la sensazione di indossare i panni di un viaggiatore “normale”.

Arrivato a casa, preparo subito un caffè, che normalmente ha un sapore terrificante essendo la moka ferma da molti giorni, e inizia la fase di apertura dei bagagli e conseguente “sistemazione” delle vettovaglie avendo ancora nelle orecchie le raccomandazioni di mia madre della sera prima a Materatown :<<Mi raccomando appena arrivi metti subito in frigo i formaggi e la carne in freezer!>>. E’ questa una operazione che richiede non poco tempo perchè bisogna liberare i vari cibi da tutte quelle protezioni (carta di giornale, bustine di plastica, chilometri di nastro isolante) che hanno fatto sì che tutto arrivasse in maniera integra, anche se la parte più difficile è quella di far entrare chili e chili di pane dentro il congelatore, oltre alle varie vaschette di pasta al forno e di capretto, sfidando la legge sulla impenetrabilità dei corpi. Bisogna tenere presente che questo tipo di attività avviene all’alba dopo il viaggio appena descritto. Spesso accade che, quando oramai si è convinti di essere riusciti a sistemare ogni cosa, e, dopo aver chiuso lo sportello del freezer lanciandovisi sopra a “corpo morto”, con la coda dell’occhio ci si accorge di aver tralasciato un ultimo mezzo chilo di pane di Paoluccio, che, vigliaccamente, si era nascosto nell’angolo più remoto del borsone. Questo spesso significa ripetere l’intera opera di sitemazione. Stremati e con il fiatone, si può finalmente chiamare casa e comunicare l’arrivo. Mio padre puntualmente mi chiede se il viaggio è andato bene e se sono arrivato in orario; mia madre, invece vuole subito la conferma che “le cose da mangiare” siano arrivate così come lei le aveva preparate :<<La roba è arrivata bene? Mi raccomando i formaggi non tenerli incartati in frigo e le mozzarelle mangiale subito chè sono buone fresche!>>. Così capita che alle sei del mattino mi ritrovo solo in casa a mangiare mozzarelle per colazione accompagnate da un caffè disgustoso. Espletate tutte queste attività mi faccio una doccia e con gli occhi gonfi dal sonno accumulato mi dirigo sul luogo di lavoro. La produttività, come si può immaginare, è minima e spesso staziono più del solito davanti alla macchinetta del caffè dove c’è sempre il collega nordico che ti dice:<<Ah sei tornato dalle ferie! Tutto bene? Sei arrivato in treno o con la macchina?>> ed io sorridendo rispondo:<<Ho preferito prendere il treno! Sai è più comodo, puoi leggere e non hai lo stress della guida!>>. Poi, con una scusa, cambio subito discorso. (Fine 4° ed ultima puntata )

Nota: Qui termina la saga “Ritorno da Materatown”. L’intera “opera omnia” è scaricabile nella sezione Categorie alla voce ”Fuorisede on the road“. Potrete così rilegarla in una elegante copertina e farne un originale quanto inaspettato dono natalizio a parenti ed amici. Sono lieto, inoltre, di comunicarvi che è in programma, all’interno della stessa collana “Fuorisede on the road” una piccola appendice dedicata al viaggio sulla linea delle FAL (Ferrovie Appulo Lucane) Bari-Materatown .

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November 28th, 2008 at 12:19 am

Ritorno delle capuzzelle

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Si fa un gran parlare in questi giorni del fenomeno della “fuga di cervelli”,  ossia di quei giovani e non, solitamente ricercatori, che, rifiutati dalle Università e dai Centri di Ricerca italiani, trovano rifugio all’estero, dove spesso vedono riconosciuto il loro lavoro e soprattutto il loro valore. Ma c’è anche un fenomeno analogo, magari meno esteso, ma non meno importante, ed è quello che a Materatown avviene da decenni. E pochi se ne accorgono. E’ la fuga dei cervelli materani che trovano riparo nelle aziende del nord: si tratta del famigerato fenomeno detto “fuga di capuzzelle“. Come spesso accade in questo nostro mondo, si guarda e si fa tanto clamore per fenomeni lontani dalla realtà in cui si vive; poco o niente, invece, ci si cura di quello che avviene in casa propria. Si studiano, leggi, provvedimenti, e si bandiscono concorsi “ad hoc”, per far sì che il ricercatore di Milano, oramai felicemente trapiantato al MIT di Cambridge, possa tornare a svolgere il suo lavoro all’ombra dell’amato “Duomo”; poco o niente, invece,  si pensa al più vicino fuorisede che, partito anni orsono verso le lontane e nebbiose terre nordiche, vorrebbe mettere la sua “capuzzella” al servizio di Materatown. Poco o niente, insomma, si fa per agevolarne il rientro. La capuzzella fuorisede, peraltro,  non necessariamente aspira o pensa di essere utilizzata all’interno delle dotte aule della “prestigiosissima” Università di Basilicata, già stracolme di “cervelli” locali; né aspira o pensa di trovar posto in una banca, dove fior di laureati e diplomati nelle più svariate discipline, tutti uniti da una innata passione per l’alta finanza, riempiono gli sportelli bancari di Materatown. Questo, però, non deve impedire che si possa  pensare ad  un aggiornato progetto di “rientro di capuzzelle“,  da inserire dentro quelle attività turistico-culturali che tanto prosperano a Materatown e cui, da cinquant’anni, si affidano le magnifiche sorti e progressive della città (sempre magnifiche, in verità, e poco progressive). Ed allora eccomi qui a proporre una serie di bandi di concorso che hanno la specifica finalità di favorire il rientro dei fuorisede, e che spero le autorità locali vogliano tenere in rispettosa considerazione:

POSTI  N° 1 a Presidente del Circolo DALLA SCALETTA ALLA SCALA , aperto a tutti i fuorisede di Materatown residenti a Milano. La figura richiesta coordinerà tutte le attività turistico-socio-economico-cultural-religiose-sportive-eco-gastronomiche, al fine di promuovere Materatown cittàdeisassipatrimoniodellunesco e relativa materanità nel capoluogo lombardo.

POSTI  N° 1 a Segretario della  associazione culturale TORTELLINI ED INVOLTINI, aperto a tutti i fuorisede di Materatown residenti a Bologna. La figura richiesta coordinerà tutte le attività turistico-socio-economico-cultural-religiose-sportive-eco-gastronomiche, al fine di promuovere Materatown cittàdeisassipatrimoniodellunesco e relativa materanità nel capoluogo emiliano.

POSTI N° 1 a Direttore della Fondazione  GONDOLA & TRAINO, aperto a tutti i fuorisede di Materatown residenti a Venezia. La figura richiesta coordinerà tutte le attività turistico-socio-economico-cultural-religiose-sportive-eco-gastronomiche, al fine di promuovere Materatown cittàdeisassipatrimoniodellunesco e relativa materanità nel capoluogo veneto.

POSTI  N° 1 a Direttore del Centro LA MOLE E LA MOLA, aperto a tutti i fuorisede di Materatown residenti a Torino. La figura richiesta coordinerà tutte le attività turistico-socio-economico-cultural-religiose-sportive-eco-gastronomiche, al fine di promuovere Materatown cittàdeisassipatrimoniodellunesco, e relativa materanità nel capoluogo piemontese.

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November 22nd, 2008 at 1:12 am

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Ritorno da Materatown (3° puntata)

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Riassunto delle puntate precedenti: Preparati i borsoni ed i pacchi pieni di cibo e salito sul pullman. il fuorisede di Materatown lotta con tutte le sue forze per evitare che  sia lo “stanziale viaggiatore”, che “il provinciale”  sbarcato successivamente, possano sedersi al suo fianco. Quasi sempre ne esce sconfitto!

La differenza più grande tra il viaggio di andata e quello di ritorno è che in quest’ultimo caso il fuorisede di Materatown, qualora falliscano tutti i tentativi per scongiurare la presenza del provinciale nel posto accanto, non può neanche fare una scelta, in quanto è lui che è salito per primo sul pullman e quindi deve accettare ciò che il “fato” gli assegna durante la pausa nel terminal di Canosa. Infatti, svanito il sogno di farmi il viaggio in solitudine e smessi i panni dell’intellettuale non mi resta che sperare in un destino non sempre benevolo. In anni da fuorisede viaggiante ho infatti conosciuto “esseri che voi stanziali non potete neanche immaginare” e che spesso ritornano nei miei incubi peggiori :

  • Uomo “russante” obeso di Irsina;
  • Donna di Genzano con neonato insonne affetto da coliche;
  • Donna con gesso ortopedico proveniente da Lavello che ad ogni sobbalzare del pullman emanava nel cuore della notte un urlo disumano;
  • Suora logorroica con smania di evangelizzazione notturna;

L’episodio che però voglio raccontare è quello di un giovane provinciale che appane salito sul pullman si siede al mio fianco ed inizia una conversazione dal seguente tono ” scandinavo” con la sua fidanzata lasciata in paese, che chiedeva “il permesso” di uscire la sera :

<<Non mi import propr’ n’cazz!! Tu stasera devi rimanere con mam’t a casa!>>

Alle sommesse rimostranze della sua amata che evidentemente insisteva nell’esprimere il suo diritto ad uscire con le amiche, il mio compagno di viaggio “svedese” continuava urlando:

<<Allora non ci sim’ capisciut’. Con cher zeccl’ delle tue amiche tu non vai da nesciuna van’>>

L’intera conversazione è durata per molto tempo ancora, fino quasi all’arrivo nel primo autogrill, con la ragazza che, da quello che avevo potuto intuire, aveva anche iniziato a piangere dall’altra parte della cornetta, nel tentativo di convincere l’amato sulla sua “onestà” e su quella delle sue amiche di paese. Alla fine con grande soddisfazione dell’intero autobus e mia soprattutto che lo avevo al mio fianco, lo “scandinavo” e la sua fidanzata hanno finalmente trovato un accordo (ndr: in fondo il rapporto di coppia dicono sia basato sui compromessi):

<<Va bun’ esci ma alle 10 torna a casa….e non ti mettere quei pantaloni bianchi che si ved’ tutt’e’cose”!!!>>

Comunque, da soli o in compagnia del provinciale, i fuorisede di Materatown procedono spediti fino alla prima sosta in autogrill. Solitamente questo avviene a notte inoltrata. Qui si consumano, come se fosse la cosa più naturale del mondo a quell’ora,  panini con cotolette e sfilatini con mortadella e si riparte per il nord. Materatown oramai è sempre più lontana! (Fine 3° puntata)

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November 18th, 2008 at 12:05 am

Caro fuorisede ti scrivo…

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Ci sono due frasi che nella mia vita ho sempre sognato di poter utilizzare. La prima è “segua quella macchina!” da rivolgere ad un tassista,  la seconda oggi la posso finalmente scrivere grazie ad una affezionata lettrice di materatown.net che si firma Marià e precisamente la frase in questione è:

Abbiamo ricevuto in redazione questa lettera che volentieri pubblichiamo:

All’inizio prendevo il pullman. Tredici ore di viaggio da Milano a Materatown mi sembravano il giusto prezzo da pagare per essere stata così “scostumata” da andare a studiare tanto lontano. Mia nonna mi ha sempre detto che ero strana , “ part’culer” per usare la parola esatta, talmente part’culer da aver preso armi, bagagli e una buona dose di scamorze del Caseificio del Pino (prima che la produzione evolvesse in articolatissimi latticini con olive, salumi, rucola)  ed essere partita alla volta del nord. Fin qui niente di così strano, la maggior parte dei diciannovenni materani lo fa, l’Università si sceglie lontana da Materatown, salvo poi ricreare chiusissimi agglomerati di materani in località quali Parma e Pisa, in cui si frequentano esattamente le stesse persone delle medie, con la variante della convivenza nella casa da studente. Le convivenze dei materani al nord, inoltre, portano con sé interessanti fenomeni culinari e sociali. Le mamme infatti, nella preparazione del pacco con i cibi da mandare ai figli affamati dalla dilagante carestia delle metropoli, possono mettersi d’accordo. Se una manda la carne e l’olio santo, l’altra può concentrarsi sui latticini, o la damigiana di vino primitivo. Franco fa pagare i pacchi a seconda del peso, quindi il risparmio economico è considerevole, e la dimensione del singolo pacco contenuta. La vera particolarità della mia condizione sta nel fatto che io al Nord ci sono rimasta anche dopo l’università, passando a tutti gli effetti dalla condizione temporanea di fuorisede a quella drastica di emigrante. Almeno per quelli che sono rimasti a Materatown. Parenti, amici, commare e conoscenti tutti. Mi hanno affettuosamente riposta in un’inattaccabile casellina della loro vita, associandomi a mezzi di comunicazioni quali il telefono e il pacco di Franco e a mezzi di trasporto che nel tempo si sono evoluti. Eh già, perché mentre lo studente fuorisede prende il pullman o il treno per tornare a casa, l’emigrante prende l’aereo. E’ questa la vera differenza.  E’ questo che cambia la percezione che hanno di te, ogni volta che torni. Perché se prendi l'”apparecchy stravolgi radicalmente una serie di abitudini legate al tuo ritorno. Ad esempio arrivi a Bari in due ore, quindi non c’è motivo alcuno che tua madre insonorizzi la casa, spenga tutte le televisioni e stacchi il telefono perché ti devi riposare chè sei stanca.
Abbatti le barriere spazio temporali e non hanno il tempo di preparare la pasta al forno con le melanzane perché potresti avere già mangiato, o comunque non essere affamata, visto che quando arrivi hai da poco fatto colazione. Ma soprattutto, il vero salto, ciò che destabilizza tutti nel profondo, è che la valigia ha un limite massimo di peso. E il bagaglio a mano deve essere contenuto. Quindi non puoi portarti dietro, alla partenza, tre chili di orecchiette, due di cime di rape, il bidoncino dell’olio, e quelle trecento
schiumette che hanno preparato per te.  Non puoi. Questo li sconvolge, li atterrisce. E come farai a sopravvivere? Sarai costretta ad aspettare il prossimo viaggio di Franco. E nel frattempo rischi di morire di stenti. Non è raro, però, che al momento di disfare la valigia appena scaricata dall’aereo, dopo qualche giorno a Materatown, scopra pacchi di taralli di Samuele tra i calzini, e almeno una scamorza nella manica di un maglione. E ogni volta questo mi sorprende, e mi fa felice. E poi ci chiediamo perché di essere materani non si smette mai.” (Firmato Marià)

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November 13th, 2008 at 1:41 am

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A spasso con lo stanziale

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A Materatown, come in tutte le altre città, la sera si esce e le alternative sono una pizza, un cinema o la passeggiata, in realtà sempre più rara, in centro. Ma a tutto questo c’è una alternativa che è tipica di Materatown e cioè, sempre una passeggiata, ma su quattroruote. Sto parlando del famoso “GIRO” o più affettuosamente definito “GIRETTO” in macchina. Si è spinti ad effettuare questo tipo di “svago”, quando non c’è gran voglia di uscire, causa pigrizia, ma nel contempo si è assefuatti dallo stare in casa. Insomma si ha quella che, a Materatown, si definisce con un termine non facilmente traducibile in italiano corrente e cioè la sustola (in genere a questo sostantivo si accompagna per enfatizzare il concetto un termine volgare che indica una donna di facili costumi) . Il “giretto” in macchina è una ottima soluzione a questo stato psico-fisico in quanto consente di uscire e quindi rompere la monotonia casalinga ma contemporanenamente permette di evitare tutte quelle fasi come la vestizione, il trucco e l’acconciatura che spesso scoraggiano l’uscita vera e propria.

Il “giretto” in macchina per essere tale e non un banale spostamento in macchina, deve seguire le seguenti regole dalle quali non si può derogare:

  • Dovete essere a Materatown. Può sembrare banale ma se proponete il giretto in macchina a Milano o a Torino chiamano il centro di salute mentale! 
  • Deve essere concordato per telefono dopo aver scartato altri tipi di uscita: “non mi azzecca di andare al cinema“, “la pizza non mi va. Ho mangiato com nu’ purc a pranzo” etc…
  • All’arrivo del possessore dell’auto, questo non deve suonare alla porta di casa nè citofonare. Sono ammessi come avvisi l’SMS (“sono giù!“) o lo squillo al cellulare al quale non bisogna assolutamente rispondere. In passato c’era anche la consuetudine oramai in disuso del colpo di clacson!
  • Il numero dei partecipanti del giretto non deve superare le 2 persone massimo (3 sono ammessi solo nella configurazione 2 stanziali + 1 fuorisede o 2 fuorisede + 1 stanziale al volante) altrimenti diventa una gita vera e propria!
  • La coppia dei partecipanti al giretto deve essere dello stesso sesso altrimenti si entra nella categoria dell’uscita tra fidanzati e questa è un’altra storia.
  • Il giretto in macchina può essere effettuato nelle prime ore del pomeriggio o la sera.
  • L’abbigliamento deve essere informale ma sono di rigore gli occhiali da sole se il giretto avviene nel pomeriggio!
  • Il possessore dell’auto deve consentire il consumo di sigarette all’interno del veicolo. A nulla servono scuse del tipo:”Mio padre rompe se trova la cenere sui sedili” o “la mia ragazza non sopporta l’odore del fumo”.
  • Il giretto deve avvenire dentro le mura cittadine altrimenti anche in questo caso si rientra nella categoria della gita! Quindi scordatevi Picciano, La Diga di S. Giuliano o Timmari!
  • La durata massima del giretto non deve superare i 60/90 minuti.

Osservate queste regole il giretto può iniziare. L’andatura del veicolo deve essere rilassata, quindi la velocità media anche se la strada è completamente libera non deve superare il 40Km/h. Il giretto deve prevedere almento due o tre volte il tour delle principali via del centro allo scopo di poter osservare coloro che “sono in giro” e poter quindi trovare argomenti di conversazione del tipo:

<<Oh ma quello non è Cosimo? Ma sta ancora con Brunella? Madonna meee come si è fatt!!>>

Infatti gli argomenti più gettonati all’interno del veicolo sono il “gossip” su fidanzamenti, rotture e tradimenti o vere e proprie confessioni intime di uno o di entrambi gli occupanti dell’auto. Questi dialoghi avvengono tra una sigaretta e l’altra stando bene attenti a gettare la cenere dal finestrino da una fessura dello spessore calcolato al millimetro per far fuoriuscire a stento una mano fino al polso!. Dal veicolo durante il giretto è assolutamente vietato uscire per qualunque ragione fosse anche il voler salutare qualcuno che sta passeggiando. E’ ammessa una sola eccezione ed è quella di andare a rifornirsi di sigarette dallo “scozzese” (vedi articolo materatown ed il polo del tabacco). Il giretto termina in genere lì dove era cominciato cioè sotto la casa del passeggero. Qui si staziona ancora per circa 15/20 minuti, fumandosi l’ultima sigaretta e, dopo aver valutato una serie di ipotesi per l’uscita successiva, ci si lascia con un vago <<Va bun’ dai! Ci sentiamo per telefono! Cia’>>

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November 10th, 2008 at 1:03 am

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Ritorno da Materatown (2° puntata)

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Riassunto delle puntate precedenti: Preparati i borsoni ed i pacchi pieni di cibo da portare al nord, il fuorisede viene “portato di peso” a prendere il pullman. Ultimi saluti e parte alla volta del nord.

In genere noi primi passeggeri saliti sul pullman a Materatown siamo tutti seduti uno per coppia di sedili sempre nella speranza di non aver nessun compagno di viaggio e quindi essere più comodi. Il peggio che può capitare a tal proposito è che “lo stanziale di turno” salito anch’esso a Materatown alla sua prima esperienza di viaggio verso il nord, non conoscendo questa regola non scritta e conoscendo di “vista” il fuorisede decida di sedersi al suo fianco in perfetto stile “gita scolastica”, nella convinzione che sia cosa utile farsi il viaggio in compagnia e poter chiacchierare magari per tutta la notte. In questi casi, quando vedo salire una possibile siffatta minaccia, tendo a nascondermi il più a lungo possibile e a posizionarmi in un posto lontano dallo sguardo indigatore dello stanziale.

Prima di arrivare in autostrada il pullman ripercorre al contrario, rispetto al viaggio di andata, tutte le tappe dei paesini appulo-lucani. Mi ha sempre incuriosito durante questo tour guardare dal finestrino ed osservare la gente. Generalmente questo passaggio avviene di sera proprio durante la passeggiata serale nelle vie dei centri di queste località e così mi ritrovo a vedere orde di ragazzine che passeggiano a Spinazzola o a Gravina, rigorosamente mano nella mano (ndr: perchè le ragazze a quell’età passeggiano dandosi la mano o peggio vanno sempre in bagno in coppia?) o coppie di uomini di mezza età che invece camminano andando sottobraccio (questa è un’usanza da non assolutamente esportare al nord  se non volete che venga messa in dubbio la vostra eterosessualità!). Comunque dopo quasi due ore di viaggio si arriva al famoso “terminal” di Canosa dove noi di Materatown aspettiamo l’arrivo di un altro pullman, generalmente piccolo e fatiscente, che porta a bordo i viaggiatori della provincia che poi verranno fatti trasbordare nel nostro stesso mezzo e da lì tutti insieme “felici e contenti” ci dirigeremo verso le località nordiche. E’ questo il momento in cui scatta l’operazione “Evita il provinciale” cioè noi di Materatown adottiamo tutte le contromisure necessarie per evitare che il provinciale appena salito possa sceglierci come compagno di viaggio. Le tecniche solo le stesse che gli altri adottano verso di noi (vedi Destinazione Materatown 1° puntata) durante il viaggio di andata: fingere di dormire dopo aver occupato entrambi i sedili, lasciare una borsa e/o cappotto nel sedile affianco facendo intendere che è occupato da un’altra persona etc.. Io gioco la carta dell'”intellettuale” che consiste nell’accendere il faretto posto proprio sopra la mia testa e mostrarmi tutto concentrato nel leggere un libro avendo cura di lasciarne un altro nel posto al mio fianco. Quando salgono i provinciali io non distolgo mai lo sguardo dal mio libro (anche se continuo a leggere sempre la stessa pagina!) lasciando intendere, a mo’ di minaccia al nuovo arrivato che cammina lungo il corridoio del pullman intento a scegliersi il posto: <Guarda che se ti siedi qui potrei leggere tutta la notte e lasciarti il faretto sparato sugli occhi senza farti dormire neanche per un secondo!>>.

Qualche volta funziona, molte volte, invece, mi sento rivolgere la tremenda domanda che in genere gela il sangue e spegne ogni speranza : <<Giovanotto è libero il posto?>> (Fine 2° puntata)

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November 7th, 2008 at 1:09 am

Du nom is megl che nient!

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Siamo a Novembre e quale occasione migliore per scrivere dell’orgoglio che pervade il cittadino di Materatown dovuto alla presenza in città di ben due cimiteri al pari solamente di Milano con il Monumentale e il Musocco, e di Roma che seppellisce i suoi defunti al Flaminio ed al famoso Verano. Addirittura, per quanto riguarda il numero di cimiteri, a Materatown si supera Napoli che ne ha solo uno, cioè quello di Poggioreale, e Bologna dove i defunti non hanno possibilità di scelta e quindi tutti, senza eccezione alcuna, devono andare a riposare al Cimitero della Certosa. Questa pregevole caratteristica, però, si scontra con una manchevolezza che prima o poi bisogna colmare, ossia la mancanza di un nome per questi due importantissimi luoghi di sepoltura. Infatti da tempo immemore i due cimiteri sono ufficialmente conosciuti con il nome di “vecchio” quello situato in centro cittadino e di “nuovo” quello di più recente costruzione situato alle porte della città.

Eppure queste due costruzioni a Materatown hanno una importanza strategica, perchè come tutti i luoghi conosciuti dall’intera cittadinanza sono anche punto di riferimento per gli spostamenti degli stanziali (vedi articolo matera maps). In più il “cimitero nuovo” ha anche la pregevole caratteristica di indicare una delle uscite o delle entrate nella città (dipende dalla direzione di marcia!) e viene spesso con successo utilizzato per indicare percorsi extraurbani:

<<Per andare a Ginosa vai “giù dal cimitero nuovo” e ……>>

<<Venendo da Gravina entra a Matera(town) salendo “dal cimitero nuovo” e ……>>

Per queste ragioni siamo lieti di annunciarvi che abbiamo indetto un CONCORSO pubblico aperto a tutti i cittadini di Materatown per la scelta di un nome da assegnare al cimitero nuovo di Materatown. Il vincitore avrà un posto gratuito per ben 30 anni a scelta tra i pochi posti ancora disponibili nel cimitero oggetto del concorso. Quindi affrettatevi ricordando che le proposte dovranno pervenire in sede di commento o inviate tramite email a info@materatown.net. Non saranno ammesse proposte di nomi di persone sconosciute al grande pubblico anche se decedute (es: ex mariti o ex mogli, fidanzate che vi lasciarono per il vostro ex migliore amico, il vostro ex miglior amico che vi  rubò la fidanzata, professori artecifici di ingiuste bocciature, vicino di casa che stendeva le lenzuola bagnate sopra il vostro balcone ,etc…) o personaggi famosi ma ancora viventi per ovvie ragioni di buon gusto.

Per quanto riguarda il cimitero vecchio è stata invece accolta la proposta di un affezionato lettore di questo sito che ci ha suggerito come nome CIMITERO DA ZIO PIETRO in ricordo del personaggio protagonista di una famosa pubblicità di Trenitalia di alcuni anni orsono, morto in attesa di una visita da parte di parenti che avrebbero dovuto raggiungerlo a Materatown utilizzando un Intercity. Zio Pietro scomparve misteriosamente mentre contento e fiducioso, seguiva i cartelli stradali, ancora oggi presenti, che lo dovevano portare alla Stazione delle Ferrovie dello Stato. Da quel dì nessuno più lo ha visto ed il suo corpo non fu mai ritrovato!

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Written by materatown

November 4th, 2008 at 1:01 am

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