Il sito dei fuorisede di Matera

Caro fuorisede ti scrivo…

con 2 commenti

Ci sono due frasi che nella mia vita ho sempre sognato di poter utilizzare. La prima è “segua quella macchina!” da rivolgere ad un tassista,  la seconda oggi la posso finalmente scrivere grazie ad una affezionata lettrice di materatown.net che si firma Marià e precisamente la frase in questione è:

Abbiamo ricevuto in redazione questa lettera che volentieri pubblichiamo:

All’inizio prendevo il pullman. Tredici ore di viaggio da Milano a Materatown mi sembravano il giusto prezzo da pagare per essere stata così “scostumata” da andare a studiare tanto lontano. Mia nonna mi ha sempre detto che ero strana , “ part’culer” per usare la parola esatta, talmente part’culer da aver preso armi, bagagli e una buona dose di scamorze del Caseificio del Pino (prima che la produzione evolvesse in articolatissimi latticini con olive, salumi, rucola)  ed essere partita alla volta del nord. Fin qui niente di così strano, la maggior parte dei diciannovenni materani lo fa, l’Università si sceglie lontana da Materatown, salvo poi ricreare chiusissimi agglomerati di materani in località quali Parma e Pisa, in cui si frequentano esattamente le stesse persone delle medie, con la variante della convivenza nella casa da studente. Le convivenze dei materani al nord, inoltre, portano con sé interessanti fenomeni culinari e sociali. Le mamme infatti, nella preparazione del pacco con i cibi da mandare ai figli affamati dalla dilagante carestia delle metropoli, possono mettersi d’accordo. Se una manda la carne e l’olio santo, l’altra può concentrarsi sui latticini, o la damigiana di vino primitivo. Franco fa pagare i pacchi a seconda del peso, quindi il risparmio economico è considerevole, e la dimensione del singolo pacco contenuta. La vera particolarità della mia condizione sta nel fatto che io al Nord ci sono rimasta anche dopo l’università, passando a tutti gli effetti dalla condizione temporanea di fuorisede a quella drastica di emigrante. Almeno per quelli che sono rimasti a Materatown. Parenti, amici, commare e conoscenti tutti. Mi hanno affettuosamente riposta in un’inattaccabile casellina della loro vita, associandomi a mezzi di comunicazioni quali il telefono e il pacco di Franco e a mezzi di trasporto che nel tempo si sono evoluti. Eh già, perché mentre lo studente fuorisede prende il pullman o il treno per tornare a casa, l’emigrante prende l’aereo. E’ questa la vera differenza.  E’ questo che cambia la percezione che hanno di te, ogni volta che torni. Perché se prendi l’”apparecchy stravolgi radicalmente una serie di abitudini legate al tuo ritorno. Ad esempio arrivi a Bari in due ore, quindi non c’è motivo alcuno che tua madre insonorizzi la casa, spenga tutte le televisioni e stacchi il telefono perché ti devi riposare chè sei stanca.
Abbatti le barriere spazio temporali e non hanno il tempo di preparare la pasta al forno con le melanzane perché potresti avere già mangiato, o comunque non essere affamata, visto che quando arrivi hai da poco fatto colazione. Ma soprattutto, il vero salto, ciò che destabilizza tutti nel profondo, è che la valigia ha un limite massimo di peso. E il bagaglio a mano deve essere contenuto. Quindi non puoi portarti dietro, alla partenza, tre chili di orecchiette, due di cime di rape, il bidoncino dell’olio, e quelle trecento
schiumette che hanno preparato per te.  Non puoi. Questo li sconvolge, li atterrisce. E come farai a sopravvivere? Sarai costretta ad aspettare il prossimo viaggio di Franco. E nel frattempo rischi di morire di stenti. Non è raro, però, che al momento di disfare la valigia appena scaricata dall’aereo, dopo qualche giorno a Materatown, scopra pacchi di taralli di Samuele tra i calzini, e almeno una scamorza nella manica di un maglione. E ogni volta questo mi sorprende, e mi fa felice. E poi ci chiediamo perché di essere materani non si smette mai.” (Firmato Marià)

Share

Scritto da materatown

13 November, 2008 alle 01:41

Pubblicato in Materatown

2commenti all'articolo 'Caro fuorisede ti scrivo…'

Iscriviti per commentare con RSS oppure TrackBack l'articolo 'Caro fuorisede ti scrivo…'.

  1. Comunque non è del tutto vero: io sono una studentessa e torno a casa da Milano con l’aereo perché mi costa meno del treno e del bus (prenotato con un discreto anticipo e conoscendo la compagnia che fa le offerte).
    L’ultima volta sono riuscita a portare un chilo di pane, scamorze varie e prosciutti. Purtroppo di più, non si può fare!!

    Mirtilla

    13 Nov 08 at 17:24

  2. E poi ci chiediamo perché di essere materani non si smette mai…
    Che bel modo di conludere :-) Ciao zio ;-)

    Mizar

    15 Nov 08 at 15:38

Lascia un commento