Il sito dei fuorisede di Matera

Ritorno da Materatown (2° puntata)

senza commenti

Riassunto delle puntate precedenti: Preparati i borsoni ed i pacchi pieni di cibo da portare al nord, il fuorisede viene “portato di peso” a prendere il pullman. Ultimi saluti e parte alla volta del nord.

In genere noi primi passeggeri saliti sul pullman a Materatown siamo tutti seduti uno per coppia di sedili sempre nella speranza di non aver nessun compagno di viaggio e quindi essere più comodi. Il peggio che può capitare a tal proposito è che “lo stanziale di turno” salito anch’esso a Materatown alla sua prima esperienza di viaggio verso il nord, non conoscendo questa regola non scritta e conoscendo di “vista” il fuorisede decida di sedersi al suo fianco in perfetto stile “gita scolastica”, nella convinzione che sia cosa utile farsi il viaggio in compagnia e poter chiacchierare magari per tutta la notte. In questi casi, quando vedo salire una possibile siffatta minaccia, tendo a nascondermi il più a lungo possibile e a posizionarmi in un posto lontano dallo sguardo indigatore dello stanziale.

Prima di arrivare in autostrada il pullman ripercorre al contrario, rispetto al viaggio di andata, tutte le tappe dei paesini appulo-lucani. Mi ha sempre incuriosito durante questo tour guardare dal finestrino ed osservare la gente. Generalmente questo passaggio avviene di sera proprio durante la passeggiata serale nelle vie dei centri di queste località e così mi ritrovo a vedere orde di ragazzine che passeggiano a Spinazzola o a Gravina, rigorosamente mano nella mano (ndr: perchè le ragazze a quell’età passeggiano dandosi la mano o peggio vanno sempre in bagno in coppia?) o coppie di uomini di mezza età che invece camminano andando sottobraccio (questa è un’usanza da non assolutamente esportare al nord  se non volete che venga messa in dubbio la vostra eterosessualità!). Comunque dopo quasi due ore di viaggio si arriva al famoso “terminal” di Canosa dove noi di Materatown aspettiamo l’arrivo di un altro pullman, generalmente piccolo e fatiscente, che porta a bordo i viaggiatori della provincia che poi verranno fatti trasbordare nel nostro stesso mezzo e da lì tutti insieme “felici e contenti” ci dirigeremo verso le località nordiche. E’ questo il momento in cui scatta l’operazione “Evita il provinciale” cioè noi di Materatown adottiamo tutte le contromisure necessarie per evitare che il provinciale appena salito possa sceglierci come compagno di viaggio. Le tecniche solo le stesse che gli altri adottano verso di noi (vedi Destinazione Materatown 1° puntata) durante il viaggio di andata: fingere di dormire dopo aver occupato entrambi i sedili, lasciare una borsa e/o cappotto nel sedile affianco facendo intendere che è occupato da un’altra persona etc.. Io gioco la carta dell’”intellettuale” che consiste nell’accendere il faretto posto proprio sopra la mia testa e mostrarmi tutto concentrato nel leggere un libro avendo cura di lasciarne un altro nel posto al mio fianco. Quando salgono i provinciali io non distolgo mai lo sguardo dal mio libro (anche se continuo a leggere sempre la stessa pagina!) lasciando intendere, a mo’ di minaccia al nuovo arrivato che cammina lungo il corridoio del pullman intento a scegliersi il posto: <Guarda che se ti siedi qui potrei leggere tutta la notte e lasciarti il faretto sparato sugli occhi senza farti dormire neanche per un secondo!>>.

Qualche volta funziona, molte volte, invece, mi sento rivolgere la tremenda domanda che in genere gela il sangue e spegne ogni speranza : <<Giovanotto è libero il posto?>> (Fine 2° puntata)

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Scritto da materatown

7 November, 2008 alle 01:09

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