Ritorno da Materatown (3° puntata)
Riassunto delle puntate precedenti: Preparati i borsoni ed i pacchi pieni di cibo e salito sul pullman. il fuorisede di Materatown lotta con tutte le sue forze per evitare che sia lo “stanziale viaggiatore”, che “il provinciale” sbarcato successivamente, possano sedersi al suo fianco. Quasi sempre ne esce sconfitto!
La differenza più grande tra il viaggio di andata e quello di ritorno è che in quest’ultimo caso il fuorisede di Materatown, qualora falliscano tutti i tentativi per scongiurare la presenza del provinciale nel posto accanto, non può neanche fare una scelta, in quanto è lui che è salito per primo sul pullman e quindi deve accettare ciò che il “fato” gli assegna durante la pausa nel terminal di Canosa. Infatti, svanito il sogno di farmi il viaggio in solitudine e smessi i panni dell’intellettuale non mi resta che sperare in un destino non sempre benevolo. In anni da fuorisede viaggiante ho infatti conosciuto “esseri che voi stanziali non potete neanche immaginare” e che spesso ritornano nei miei incubi peggiori :
- Uomo “russante” obeso di Irsina;
- Donna di Genzano con neonato insonne affetto da coliche;
- Donna con gesso ortopedico proveniente da Lavello che ad ogni sobbalzare del pullman emanava nel cuore della notte un urlo disumano;
- Suora logorroica con smania di evangelizzazione notturna;
L’episodio che però voglio raccontare è quello di un giovane provinciale che appane salito sul pullman si siede al mio fianco ed inizia una conversazione dal seguente tono ” scandinavo” con la sua fidanzata lasciata in paese, che chiedeva “il permesso” di uscire la sera :
<<Non mi import propr’ n’cazz!! Tu stasera devi rimanere con mam’t a casa!>>
Alle sommesse rimostranze della sua amata che evidentemente insisteva nell’esprimere il suo diritto ad uscire con le amiche, il mio compagno di viaggio “svedese” continuava urlando:
<<Allora non ci sim’ capisciut’. Con cher zeccl’ delle tue amiche tu non vai da nesciuna van’>>
L’intera conversazione è durata per molto tempo ancora, fino quasi all’arrivo nel primo autogrill, con la ragazza che, da quello che avevo potuto intuire, aveva anche iniziato a piangere dall’altra parte della cornetta, nel tentativo di convincere l’amato sulla sua “onestà” e su quella delle sue amiche di paese. Alla fine con grande soddisfazione dell’intero autobus e mia soprattutto che lo avevo al mio fianco, lo “scandinavo” e la sua fidanzata hanno finalmente trovato un accordo (ndr: in fondo il rapporto di coppia dicono sia basato sui compromessi):
Comunque, da soli o in compagnia del provinciale, i fuorisede di Materatown procedono spediti fino alla prima sosta in autogrill. Solitamente questo avviene a notte inoltrata. Qui si consumano, come se fosse la cosa più naturale del mondo a quell’ora, panini con cotolette e sfilatini con mortadella e si riparte per il nord. Materatown oramai è sempre più lontana! (Fine 3° puntata)
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Mi mancano la Donna ingessata ed il neonato.
Gli altri 3 casi citati me li sono goduti pure io…
Ma io andavo a Torino e potrò aggiungere una postilla quando si descriverà l’arrivo alla capitale del Nord…
Angelo
18 Nov 08 at 08:47