Il sito dei fuorisede di Matera

Ritorno da Materatown (4° puntata)

senza commenti

Riassunto delle puntate precedenti: Preparati i borsoni ed i pacchi pieni di cibo e salito sul pullman. il fuorisede di Materatown spesso si trova ad avere come compagno di viaggio il “provinciale” salito in un secondo momento. Da questo incontro dipende nella maggior parte dei casi la riuscita del viaggio stesso. A notte inoltrata avviene la prima sosta in autogrill; Materatown oramai è solo un ricordo.

Tutti insieme, i fuorisede, i provinciali e gli stanziali (”viaggiatori per caso”) continuano il loro viaggio che, lungo l’autostrada li porterà nelle terre nordiche. Si tenta in questo frangente di dormire. Io provo a farlo e, quando, durante la notte, mi capita di riaprire gli occhi, cerco sempre di capire dove diavolo ci troviamo. Tento di leggere i cartelli che scorrono sull’autostrada; ma vuoi il sonno, vuoi il buio, dai finestrini non si riesce mai a leggere alcunchè. Dopo varie ore passate in questo stato di “dormiveglia” ecco che arriva finalmente la seconda sosta, questa volta in un autogrill nordico e lo si capisce subito dalla leggera foschia notturna o dalla fitta nebbia che avvolge noi viaggiatori a seconda che il viaggio avvenga in estate o durante l’inverno. Che si sia oramai al nord lo si intuisce anche dal fatto che, come per magia, il barista si rivolge a noi avventori rigorosamente con il ”Lei” ( Desidera? Come la vuole la brioche? alla crema o al cioccolato? ). E sorride. Al contrario di quello che era avvenuto centinaia di chilometri prima quando le domande erano del tipo ”Cosa prendi? ” oppure “Giovane! Il cappuccino è pronto! “. Ovviamente questa cortesia al nord ha sempre un prezzo e, nel caso in questione, lo si paga in termini di conto e di qualità del prodotto acquistato: il cornetto nordico costa mediamente il doppio ed ha dimensioni dimezzate rispetto a quello meridionale. Senza parlare della farcitura all’interno!

Risaliti sul pullman il viaggio prosegue ancora nel buio più assoluto per qualche ora  e alle prime luci dell’alba finalmente si arriva a destinazione. Qui vengono recuperati i bagagli ed io mi dirigo verso la stazione dei taxi e mi metto in fila. E’ questo un lusso che mi sono sempre concesso quasi come giusta ricompensa per il viaggio appena concluso. Non nascondo poi che, prendere il taxi, mi fa sentire meno “fuorisede”, avendo invece finalmente la sensazione di indossare i panni di un viaggiatore “normale”.

Arrivato a casa, preparo subito un caffè, che normalmente ha un sapore terrificante essendo la moka ferma da molti giorni, e inizia la fase di apertura dei bagagli e conseguente “sistemazione” delle vettovaglie avendo ancora nelle orecchie le raccomandazioni di mia madre della sera prima a Materatown :<<Mi raccomando appena arrivi metti subito in frigo i formaggi e la carne in freezer!>>. E’ questa una operazione che richiede non poco tempo perchè bisogna liberare i vari cibi da tutte quelle protezioni (carta di giornale, bustine di plastica, chilometri di nastro isolante) che hanno fatto sì che tutto arrivasse in maniera integra, anche se la parte più difficile è quella di far entrare chili e chili di pane dentro il congelatore, oltre alle varie vaschette di pasta al forno e di capretto, sfidando la legge sulla impenetrabilità dei corpi. Bisogna tenere presente che questo tipo di attività avviene all’alba dopo il viaggio appena descritto. Spesso accade che, quando oramai si è convinti di essere riusciti a sistemare ogni cosa, e, dopo aver chiuso lo sportello del freezer lanciandovisi sopra a “corpo morto”, con la coda dell’occhio ci si accorge di aver tralasciato un ultimo mezzo chilo di pane di Paoluccio, che, vigliaccamente, si era nascosto nell’angolo più remoto del borsone. Questo spesso significa ripetere l’intera opera di sitemazione. Stremati e con il fiatone, si può finalmente chiamare casa e comunicare l’arrivo. Mio padre puntualmente mi chiede se il viaggio è andato bene e se sono arrivato in orario; mia madre, invece vuole subito la conferma che ”le cose da mangiare“ siano arrivate così come lei le aveva preparate :<<La roba è arrivata bene? Mi raccomando i formaggi non tenerli incartati in frigo e le mozzarelle mangiale subito chè sono buone fresche!>>. Così capita che alle sei del mattino mi ritrovo solo in casa a mangiare mozzarelle per colazione accompagnate da un caffè disgustoso. Espletate tutte queste attività mi faccio una doccia e con gli occhi gonfi dal sonno accumulato mi dirigo sul luogo di lavoro. La produttività, come si può immaginare, è minima e spesso staziono più del solito davanti alla macchinetta del caffè dove c’è sempre il collega nordico che ti dice:<<Ah sei tornato dalle ferie! Tutto bene? Sei arrivato in treno o con la macchina?>> ed io sorridendo rispondo:<<Ho preferito prendere il treno! Sai è più comodo, puoi leggere e non hai lo stress della guida!>>. Poi, con una scusa, cambio subito discorso. (Fine 4° ed ultima puntata )

Nota: Qui termina la saga “Ritorno da Materatown”. L’intera “opera omnia” è scaricabile nella sezione Categorie alla voce ”Fuorisede on the road“. Potrete così rilegarla in una elegante copertina e farne un originale quanto inaspettato dono natalizio a parenti ed amici. Sono lieto, inoltre, di comunicarvi che è in programma, all’interno della stessa collana “Fuorisede on the road” una piccola appendice dedicata al viaggio sulla linea delle FAL (Ferrovie Appulo Lucane) Bari-Materatown .

Share

Scritto da materatown

28 November, 2008 alle 00:19

Lascia un commento