Il sito dei fuorisede di Matera

Archive for December, 2008

C’è un pacco per te!

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abbuffata1 Carissimi fuorisede è arrivato il Natale ed è tempo di regali e quindi di pacchi e pacchettini, nastri, fiocchetti e bigliettini, ma l’unico “pacco” che per il fuorisede è veramente importante, anzi oserei dire vitale, è quello che, dopo le meritate vacanze a Materatown, il fuorisede porterà con sè in pullman o che si farà spedire tramite il mitico Franco (vedi articolo: Caro fuorisede ti scrivo) con dentro le vettovaglie made in Materatown. 

Ed allora ecco che www.materatown.net  ha deciso di fare un regalo a tutti i fuorisede ed a tutti coloro che al termine di queste vacanze si adopereranno nella preparazione dei pacchi (mamme, nonne, zie etc..) lanciando la campagna “VOTA IL PACCO DEI SOGNI” tramite il sondaggio riportato in basso, dove si potranno scegliere ben 5 alimenti tra quelli più tipici di Materatown. A seguito dei risultati ottenuti (i primi 5 prodotti più votati), sarà possibile conoscere la configurazione del pacco ideale , sperando in questo modo di aiutare il fuorisede, ma soprattutto i suoi famigliari nell’assemblaggio del pacco stesso consentendo loro di ottimizzarne il contenuto con solo quelle vivande veramente fondamentali per la sopravvivenza al Nord. Il sondaggio sarà attivo per tutte le vacanze natalizie e nell’invitarvi a votare ed a far votare, auguriamo ai fuorisede ed agli stanziali un Felice Natale, tutti insieme, per una volta, sotto lo stesso cielo di Materatown.

VOTA IL PACCO DEI TUOI SOGNI

Cosa non deve assolutamente mancare nel "pacco" spedito da Materatown? (max 5 risposte)

  • Latticini di Vito o del Caseificio del Pino (40%, 44 Votes)
  • Focaccia di Paoluccio (35%, 39 Votes)
  • Pane di Serra Venerdì (31%, 34 Votes)
  • "Sagne" al forno (29%, 32 Votes)
  • Tanica d'olio di frantoio locale (28%, 31 Votes)
  • Vasetti sottolio (melanzane, lampascioni etc..) (26%, 29 Votes)
  • Salame della provincia (25%, 28 Votes)
  • "Pastarelle" da latte di De Palo (23%, 25 Votes)
  • Pasta fatta in casa (19%, 21 Votes)
  • Sugo con salsiccia piccante (19%, 21 Votes)
  • Taralli di Samuele (16%, 18 Votes)
  • Limoncello della nonna (14%, 16 Votes)
  • Braciole Braciolette Bracioloni (14%, 16 Votes)
  • Vino del contadino (12%, 13 Votes)
  • Agnello e/o Capretto al forno (12%, 13 Votes)
  • Friselle della Casa del Pane (11%, 12 Votes)
  • Frutta e Verdura del mercato (10%, 11 Votes)
  • ALTRO (3%, 3 Votes)

# Grazie Stanziale n° 111! A NOME DI TUTTI I CANDIDATI TI RINGRAZIAMO! #

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Il Sondaggio è stato chiuso il 26 Gennaio. Questo il “pacco dei sogni” votato dai fuorisede:

pacco_sogni1

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Written by materatown

December 23rd, 2008 at 1:14 am

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Matrimonio a Materatown

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rainier-grace-kelly1Con una media di quasi una volta all’ anno il fuorisede viene richiamato in sede (a Materatown) per un evento al quale non può assolutamente sottrarsi in quanto la decisione è già stata presa dall’alto passando sopra la sua testa e la sua volontà; deve cioè presenziare inesorabilmente ad un matrimonio di famiglia. In genere la “chiamata” arriva dalla madre e il tenore della conversazione è pressappoco questo dove normalmente la ferale notizia viene data en passant nel corso di una normale telefonata:

Madre fuorisede:<<Ah sai chi si sposa? Mariella la figlia dello zio Narduccio!>>

Fuorisede (con voce tremante): <<E’…è.. arrivato un invito o una pa…partecipazione?>>

Madre fuorisede: <<Un invito ci mancherebbe! E’ la figlia dello zio Narduccio. Te la ricordi? Pensa che mi ha telefonato e mi ha chiesto proprio di te. Ha detto che ti vuole assolutamente incontrare. “Sono tanti anni che non lo vedo”ha detto!(ndr. se sono anni che il fuorisede e la figlia di zio Narduccio non si vedono ci sarà pure un motivo!)>>

A questo punto il fuorisede sa che “il dado è tratto” e non gli resta quindi che tirar fuori dall’armadio il vestito delle grandi occasioni (nel mio caso la divisa di ordinanza è composta da pantaloni grigi, camicia color celeste stile “autista SITA”, cravatta già annodata mai più usata dall’ultimo matrimonio, scarpe marroni e giacca blu!) e partire per Materatown sapendo già che lo aspetterà una esperienza che lo proverà non solo psicologicamente ma soprattutto fisicamente.  Il giorno prima dell’evento il fuorisede è tutto preso in famiglia in estenuanti discussioni e gli argomenti più gettonati sono:

Pranzo o cena?

  • “E’ meglio il matrimonio di giorno che di sera  perchè altrimenti finisce troppo tardi!”
  • “E’ meglio la cena così almeno la mattina si è liberi!”
  • “E’ meglio il pranzo altrimenti chi digerisce durante la notte!”
  • “E’ meglio la cena perchè l’atmosfera è più bella con tutta la sala illuminata!”

Quale sala?

  • “Volevano sposarsi alla Sala Il Giardino ma c’erano prenotazioni fino al 2020 (ndr: queste fantomatiche liste pare siano segretissime in quanto nessuno le ha mai viste personalmente!) e quindi hanno scelto la Villa Spuma.” 
  • “La Sala Il Giardino era migliore fino a due anni fa poi il cuoco è passato a Villa Spuma e da allora i pranzi non sono più quelli di una volta!”

Quale Chiesa?

  • “Lei si voleva sposare a S. Giovanni ma adesso (ndr: qualcuno sa dirmi se è vero o si tratta di una leggenda di Materatown?) c’è la regola che ci si sposa nella parrocchia della sposa e quindi andranno a Cristo Re!”
  • “Lui si voleva sposare in Cattedrale ma ci vuole un’ autorizzazione speciale del vescovo!”
  • “La chiesa più bella rimane La Palomba ma lì i matrimoni non li fanno più;”

Arriva poi finalmente il giorno del matrimonio e, dopo la cerimonia religiosa, con tutti gli invitati (giovani con occhiali da sole modello “fanale SUV” con fidanzate con mantella e tacchi a spillo, vecchie zie e nonne tutte immancabilmente con acconciatura cotonata “rosso ferrari” e bambini vestiti come adulti di 50 anni) si va nella sala di ricevimento scelta dagli sposi e qui inizia una attesa estenuante. Il motivo è sempre, inesorabilmente lo stesso:  le stramaledette fotografie al camposcuola (ndr: Cosa diavolo ci sarà poi di così romantico in una pista di atletica con quattro fili d’erba attorno qualcuno un giorno dovrà spiegarlo!). Fatto è che gli sposi arrivano dopo un paio d’ore e la festa può iniziare.  Tra una portata e l’altra (dove ovviamente l’agnello non manca mai!) normalmente si aspetta più di un’ora perchè a Materatown tra le tante mode in voga c’è quella del ballo, e quindi quale migliore occasione per zii e zie attempate per mostrare ad un grande pubblico il frutto dei corsi di salsa e merengue che hanno seguito per un anno intero anche se, con il passare degli anni, ho notato un forte aumento di valzer e tango argentini ballati da coppie di vedove! Arriva la torta quando oramai è sera inoltrata (se si tratta di un pranzo) o inizia ad albeggiare (se è una cena), si prendono le bomboniere e si va a salutare gli sposi che immancabilmente ti dicono: <<Ma come vai già via! Dai fermati un altro po’>>. Dopo avergli sbadigliato in faccia, il fuorisede conferma la sua volontà di andar via adducendo come falsa motivazione la partenza per il nord il giorno dopo e finalmente si va casa. Qui subito i commenti vertono sul vestito della sposa, sulla qualità del cibo, sul servizio offerto della sala, con una minuzia ed una severità da far invidia alla Guida Michelin, e sulla tipologia della bomboniera donata che, non ho mai capito il perchè,  il fuorisede si porta in pullman dentro il borsone fin su al nord e così capita che, mesi dopo, mentre è seduto sul suo divano a guardarsi in solitudine la TV, avverte la strana sensazione di “sentirsi osservato” per poi scoprire che sono gli occhi lucenti dell’ orsacchiotto di swarovsky della figlia dello zio Narduccio che lo fissano dalla libreria!

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Written by materatown

December 19th, 2008 at 4:28 pm

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Il Re di Materatown

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Abbiamo messo online una nuova rubrica denominata “Miti Sfiniti-Materanità abusata“. Avevamo iniziato tempo fa con un primo mito di Materatown da sfatare e cioè il famigerato Cucù (vedi articolo “Ancora tu non dovevamo vederci più!” ) e riprendiamo oggi, udite udite, con Lui, il Sovrano infallibile, l’Intoccabile, il pluridecorato, il titolato DOP, il protagonista indiscusso nelle tavole degli stanziali, nonchè di convegni, congressi e libri, ossia IL RE PANE del regno di Materatown. Mi rendo conto, che alcuni in questo momento sobbalzeranno dalla sedia, altri scaraventeranno il computer dalle scale ed altri ancora mi inonderanno di querele per “vilipendio“, ma il dovere e soprattutto l’anonimato mi incoraggiano ad andare avanti e a dire ciò che nessuno mai ha avuto l’audacia di affermare per paura di incorrere nel reato di “lesa maestà ” o “panicidio” punibile addirittura con la perdita della residenza. Premetto a scanso di equivoci che Lui è buono anzi ottimo, che non teme confronti e che, quindi, non ha rivali. Ma… e c’è un “ma”, solo ed unicamente ad una condizione, e cioè se viene consumato immediatamente o per dirlo alla Materatown quando è “fresco”. Oh l’ho detto! Il “panicidio” è compiuto ! Quello che voglio oggi sfatare, per essere chiari, è il mito che molti sudditi di Sua Maestà continuano ad alimentare e cioè la Sua presunta immortalità, o se volete, la Sua capacità di mantenere in eterno le superbe qualità che lo hanno reso famoso ed unico anche se sono trascorsi parecchi giorni dal suo acquisto. Ed invece no! Non è così. La verità è un’altra: basta che sia passata una nottata o anche che siano trascorse solo poche ore, e Lui diventa un Re senza trono, un nobile decaduto; diventa, per intenderci, un comune pane mortale, perde la fragranza, acquista la consistenza di un “chewingum” e non venite a dirmi che non è vero perchè io ho seguito tutti i consigli che “i sudditi” fedelissimi del Re Pane continuano a proporci con una martellante quanto falsa propaganda:

<< Lo devi comperare dal forno a legna di Serra Venerdì, lì lo fanno come si faceva una volta e vedrai che rimane fresco anche per una settimana!>>

<<Ma tu sbagli a prendere il cornetto, devi prendere la pagnotta classica da un chilo o meglio se quella da due chili che ha molta più mollica>>

<<Quando è ancora bollente non lo devi tenere nella busta di plastica!>> 

<<Quando il Re Pane si è raffreddato lo devi tenere ben chiuso meglio ancora se in frigo!>>

Le ho provate tutte, ho fatto file interminabili al forno di Serra Venerdì, ho comperato forme di pane talmente grandi da far invidia ad una mensa militare, ho misurato la temperatura del Re di Materatown con un termometro digitale, e quindi l’ho protetto ed accudito meglio di un neonato, l’ho conservato in ambienti a tenuta stagna e sterilizzati. Ma niente, l’effetto “chewingum” sembra inesorabile ed inizia a manifestarsi già nel primo pomeriggio se il gioiello è stato acquistato in mattinata, per poi esplodere in tutta la sua “gommosità ” al calar del sole!

Quindi, cari sudditi, bisogna che ognuno di voi prenda atto che l’elisir di eterna giovinezza, come per ogni organismo vivente, anche per il nostro Sovrano è una pura chimera! Insomma, rassegnatevi: al tramonto, a Materatown, il Re è nudo!

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Written by materatown

December 10th, 2008 at 12:07 am

Lo sbarco degli stanziali

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Cari amici fuorisede facciamo “outing “, prendiamo coraggio e confessiamo una volta per tutte una verità scomoda e cioè che, durante le nostre permanenze nelle città del nord, noi non amiamo ricevere la visita, o per meglio dire, lo sbarco degli stanziali. Diciamocelo senza pudori ed alzi la mano colui che quando riceve la fatidica telefonata dall’amico/fratello/cugino stanziale che esordisce <<Sai avevo pensato che uno dei prossimi fine settimana ti vengo a trovare>> non abbia sperato, nonostante la finta felicità nell’apprendere questa notizia, che si trattasse solamente di una “boutade” del nostro interlocutore. Bisogna dire, ad onor del vero, che effettivamente, spesso, l’evento non si verifica, in quanto lo stanziale al telefono è sempre animato dalle migliori intenzioni, ma quando poi il momento della verità (ndr: la data dello sbarco) si avvicina, spesso e volentieri rinuncia alle sue velleità da viaggiatore, scoraggiato nella maggior parte dei casi dalla lunghezza e dalla tipologia del viaggio. Ma qualche volta invece lo sbarco avviene realmente ed allora sì che noi fuorisede andiamo in una vera e propria crisi in quanto, durante il weekend prescelto, allo stanziale amico/fratello/cugino appena sbarcato bisogna:

  • Far capire che nella grande città del nord ci si muove in autobus/metropolitana;
  • Far capire che non è facile trovare i biglietti per il derby Inter- Milan un’ora prima della partita;
  • Far capire che nella grande città del nord, per qualunque evento pubblico (cinema, teatro, mostra etc..), se è scritto che inizia alle 20 e 30, inizierà realmente alle 20 e 30 e che quindi non esiste l’ora accademica di ritardo come a Materatown ;
  • Far capire che, pur vivendoci, il fuorisede non ha la minima idea su dove viva Ramazzotti a Milano o Lucio Dalla a Bologna;

Ma lo “sbarco” più difficile che noi fuorisede dobbiamo affrontare è quella dei “nostri” cioè dei genitori che a differenza dello stanziale amico/fratello/cugino sono una tipologia di “invasori” completamente diversa. I nostri hanno queste speciali caratteristiche:

  • Decidono di sbarcare nella convinzione di fare cosa gradita nei periodo più “tristi” dell’anno come la Pasquetta e Ferragosto adducendo come motivazione “così non stai da solo! “, senza sapere che, se in quei giorni il loro figliolo è da solo, è perchè lo vuole e si è organizzato in maniera minuziosa per esserlo.
  • Hanno una innata capacità di scegliere come data per lo sbarco (se non è Pasquetta o Ferragosto) proprio il giorno della partita dell’anno che il fuorisede aveva programmato da mesi di andare a vedere, o sbarcano proprio nello stesso orario (spaccando il minuto!) del primo appuntamento con una ragazza che il fuorisede corteggia da un anno. 
  • Costringono il fuorisede a fare le “grandi pulizie” in casa in pieno stile “cenerentolo” che lo tengono impegnato per tre giorni e tre notti consecutive prima dello sbarco, per poi comunque avere da ridire con frasi del tipo:<< ma i lampadari li pulisci qualche volta? e le maniglie delle porte?>>
  • Costringono il fuorisede ad andare a far visita alla figlia della zia della nonna paterna, mai vista prima e che è emigrata al nord, casualmente nella stessa città, nel 1954.
  • Costringono il fuorisede a passare almeno un pomeriggio in una stazione di Polizia o dei Carabinieri perchè i “nostri” sembrano attrarre come nessuno i vari borseggiatori di autobus o metropolitana.
  • Costringono il fuorisede a passare il giorno successivo alla loro partenza a domandarsi perchè mai un bel giorno di tanti anni fa aveva deciso di andar via.
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Written by materatown

December 4th, 2008 at 12:08 am

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