Lo sbarco degli stanziali
Cari amici fuorisede facciamo “outing “, prendiamo coraggio e confessiamo una volta per tutte una verità scomoda e cioè che, durante le nostre permanenze nelle città del nord, noi non amiamo ricevere la visita, o per meglio dire, lo sbarco degli stanziali. Diciamocelo senza pudori ed alzi la mano colui che quando riceve la fatidica telefonata dall’amico/fratello/cugino stanziale che esordisce <<Sai avevo pensato che uno dei prossimi fine settimana ti vengo a trovare>> non abbia sperato, nonostante la finta felicità nell’apprendere questa notizia, che si trattasse solamente di una “boutade” del nostro interlocutore. Bisogna dire, ad onor del vero, che effettivamente, spesso, l’evento non si verifica, in quanto lo stanziale al telefono è sempre animato dalle migliori intenzioni, ma quando poi il momento della verità (ndr: la data dello sbarco) si avvicina, spesso e volentieri rinuncia alle sue velleità da viaggiatore, scoraggiato nella maggior parte dei casi dalla lunghezza e dalla tipologia del viaggio. Ma qualche volta invece lo sbarco avviene realmente ed allora sì che noi fuorisede andiamo in una vera e propria crisi in quanto, durante il weekend prescelto, allo stanziale amico/fratello/cugino appena sbarcato bisogna:
- Far capire che nella grande città del nord ci si muove in autobus/metropolitana;
- Far capire che non è facile trovare i biglietti per il derby Inter- Milan un’ora prima della partita;
- Far capire che nella grande città del nord, per qualunque evento pubblico (cinema, teatro, mostra etc..), se è scritto che inizia alle 20 e 30, inizierà realmente alle 20 e 30 e che quindi non esiste l’ora accademica di ritardo come a Materatown ;
- Far capire che, pur vivendoci, il fuorisede non ha la minima idea su dove viva Ramazzotti a Milano o Lucio Dalla a Bologna;
Ma lo “sbarco“ più difficile che noi fuorisede dobbiamo affrontare è quella dei “nostri” cioè dei genitori che a differenza dello stanziale amico/fratello/cugino sono una tipologia di ”invasori” completamente diversa. I nostri hanno queste speciali caratteristiche:
- Decidono di sbarcare nella convinzione di fare cosa gradita nei periodo più “tristi” dell’anno come la Pasquetta e Ferragosto adducendo come motivazione “così non stai da solo! “, senza sapere che, se in quei giorni il loro figliolo è da solo, è perchè lo vuole e si è organizzato in maniera minuziosa per esserlo.
- Hanno una innata capacità di scegliere come data per lo sbarco (se non è Pasquetta o Ferragosto) proprio il giorno della partita dell’anno che il fuorisede aveva programmato da mesi di andare a vedere, o sbarcano proprio nello stesso orario (spaccando il minuto!) del primo appuntamento con una ragazza che il fuorisede corteggia da un anno.
- Costringono il fuorisede a fare le “grandi pulizie” in casa in pieno stile “cenerentolo” che lo tengono impegnato per tre giorni e tre notti consecutive prima dello sbarco, per poi comunque avere da ridire con frasi del tipo:<< ma i lampadari li pulisci qualche volta? e le maniglie delle porte?>>
- Costringono il fuorisede ad andare a far visita alla figlia della zia della nonna paterna, mai vista prima e che è emigrata al nord, casualmente nella stessa città, nel 1954.
- Costringono il fuorisede a passare almeno un pomeriggio in una stazione di Polizia o dei Carabinieri perchè i “nostri” sembrano attrarre come nessuno i vari borseggiatori di autobus o metropolitana.
- Costringono il fuorisede a passare il giorno successivo alla loro partenza a domandarsi perchè mai un bel giorno di tanti anni fa aveva deciso di andar via.





Far capire che nelle grandi città del nord ci si muove in autobus/metropolitana credo sia uno dei compiti più difficili
Io sono stato un visitatore, più volte in quel di Pavia e ricordo ognuna di quelle visite con molta felicità… Ciao Materatown, l’ha mangiet u’ fcclatjd?
Mizar
9 Dec 08 at 03:29
Naturalmente tutto questo non vale per chi, nella città del Nord, ha vissuto per anni e sa bene che alle 8 si è operativi…
Miocognato
13 Dec 08 at 10:25