Il sito dei fuorisede di Matera

Cameretta con vista

con 3 commenti

linusIl fuorisede di Materatown, al contrario di molti suoi coetanei stanziali che pur avendo passato da parecchio tempo i 30 anni vivono ancora in famiglia, sin dalla tenera età ha dovuto abbandonare la sua “cameretta” con vista su Piccianello, Bottiglione o San Pardo per intraprendere la vita da studente in qualche appartamento fatiscente di Milano, Torino o Bologna. Qui, con il tempo, ha imparato a pagare le bollette, a farsi “i risotti in busta”, ha appreso la “nobile arte” della pulizia del bagno anche se una volta al mese e, soprattutto, ha preso coscienza, non senza stupore, che la roba che mangia, in genere, va prima comperata. Poi alcuni di loro iniziano a lavorare e qualcuno fa addirittura carriera, passando le sue giornate a discutere di budget, di brand, di core business e di mission. Ma ogni tanto anche costoro tornano a Materatown in occasione delle vacanze e qui accade l’irreparabile. Appena giunti i vari Dottor Paolicelli, Ingegner Lapacciana o Avvocato Muscaridola ritornano, in men che non si dica, alla stessa età cerebrale che avevano quando sono partiti e vengono catapultati, a mo’ di viaggio nel tempo, nella loro ”cameretta” con vista Materatown. Questo cambiamento è inoltre agevolato dal fatto che la  “cameretta” stessa è stata, durante gli anni della loro assenza, tenuta in perfetto stato di conservazione quasi si trattasse di un museo della memoria con ancora i vecchi poster di Roberto Baggio con la maglia della Nazionale o Sophie Marceau nei panni di “Vic” de “Il tempo delle mele”. Qui ritrovano anche i vecchi libri di scuola con tutti i diari perfettamente ordinati e catalogati e, soprattutto,  il loro vecchio caro lettino ad una piazza con tanto di piumino a fiori colorato! Questa repentina trasformazione da professionista più o meno affermato a “figlio di famiglia un po’ cresciuto” è inoltre aggravata anche dal comportamento dei familiari che circondano il fuorisede soprattutto da parte di madre che si rapporta con il suo “bambino” in questo modo:

<<A mamma che vuoi per pranzo? Ti va la pasta e rape…o preferisci un bel piatto di cavatelli?>>

  per raggiungere poi livelli imbarazzanti con frasi del tipo:

<<La torta la vuoi come quella che ti facevo al compleanno?>> o peggio ancora <<Dai vai a riposare e mettiti una copertina chè poi quando ti alzi ti faccio fare merenda con il cioccolato ed i biscotti di nonna!>>.

Il momento più duro che però il fuorisede può trovarsi a vivere in questa situazione, è quando decide di fare una telefonata galante ed allora, come un quindicenne alle prime armi, va a nascondersi con passo felpato e con il cordless di famiglia in mano nella sua “cameretta”, guardandosi attorno con circospezione e prestando la massima attenzione che nessuno in famiglia lo segua od origli e, dopo aver chiuso la porta, inizia una conversazione tutta incentrata sui suoi successi professionali al Nord, sulle sue enormi responsabilità professionali ovviamente esagerandole a dismisura e, proprio mentre questa tattica sta per dare i suoi i frutti sperati e la ragazza sta per cedere alle “avance“, ecco che nella “cameretta” si manifesta la figura paterna che a voce alta afferma:

<<Dice mamma di coprirti stasera e di metterti il cappello e la sciarpa chè fuori fa freddo!>>

Ovviamente la fanciulla dall’altra parte del cavo avendo ascoltato tale dialogo tra veri uomini  si fa cogliere da un improvviso mal di testa e rifiuta qualunque invito ad uscire del fuorisede per i successivi dieci anni.

Resta inteso che, appena rientrato al Nord, il fuorisede recupera altrettanto velocemente il suo “stato pre-partenza“, dimentica la sua “cameretta” con vista Materatown e torna ad essere uno stimato e produttivo professionista. Non si sa se, alla lunga, questo comportamento schizofrenico possa arrecare un qualche disturbo permanente nella fragile mente del fuorisede. Al momento non si conoscono casi clinici scientificamente rilevanti imputabili alla sindrome da “cameretta” nè tantomeno casi di grave sdoppiamento di personalità. 

Adesso però scusate ma ho da lavorare. Devo approvare il budget per promuovere un brand che poi è la vera mission di ogni core business, per poi andare a letto con in sottofondo la voce registrata di mia madre che mi canta la “ninna nanna”!

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Scritto da materatown

20 January, 2009 alle 00:11

Pubblicato in Materatown

3commenti all'articolo 'Cameretta con vista'

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  1. “Al momento non si conoscono casi clinici scientificamente rilevanti imputabili alla sindrome da “cameretta” nè tantomeno casi di grave sdoppiamento di personalità.”…

    Mica vero… io qualcuno lo conosco bene

    Miocognato

    21 Jan 09 at 09:09

  2. Che carina!
    Ricordo i bei tempi quando al rientro dell’ Università anch ‘io mi dovevo nascondere per fare le telefonate con mamma che origliava alla porta!

    Le belle cenette in famiglia….

    già la vita dei fuori sede e il rientro anche per alcuni giorni puo’ avere diversi risvolti….
    Ciaoooo

    Anna Rita

    8 May 09 at 12:51

  3. E’una “istantanea polaroid” di ciò che abbiamo vissuto noi “fuorisede”. E che dire della fatidica “e mangia un altro poco…mangi sempre freddo quando sei fuori.Devi mangiare caldo senò ti verrà l’ulcera!”.
    Vero?

    Nicola

    8 May 09 at 21:09

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