Natale a Materatown

Riportiamo di seguito le tappe ed i concetti fondamentali di un vero, inimitabile ed originale (diffidate delle imitazioni!) Natale a Materatown:
ANTIVIGILIA: solo ed unicamente a Materatown esiste la definizione di Antivigilia, che sta ad indicare come è facilmente intuibile il giorno del 23 Dicembre. La ragion d’essere di questo concetto, nonostante studi e ricerche condotte dall’Università di Basilicata, è, ad oggi, avvolto nel mistero più assoluto, in quanto non è una data particolare in cui avviene qualcosa di unico o di tradizionalmente importante: non c’è un pranzo o una cena tipica, nè una cerimonia religiosa che possa giustificare l’esistenza dell’Antivigilia. E’ un giorno delle festività natalizie come tutti gli altri alla pari del 22 dicembre o del 27. La teoria più accreditata è quella che sostiene che l’Antivigilia serva solo ed unicamente per esprimere una sorta di countdown e dare risalto all’imminente avvicinarsi del Natale e, quindi, viene utilizzata nei seguenti contesti: “Vai oggi a salutare Zia Filomena che se no poi quando ci vai! Siamo già all’antivigilia! ” oppure “E’ l’antivigilia e nonna non ha ancora fritto le pettole“.
I REGALI: A Materatown tra le più importanti tradizioni natalizie c’è quella di mostrare i regali ricevuti all’intera cittadinanza. Questa ”pregevole” usanza trova la sua collocazione la mattina del 25 Dicembre per le strade del corso cittadino. Qui ogni stanziale fa mostra dei regali ricevuti alla mezzanotte del giorno prima, facendo diventare la Piazza di Materatown simile alla passerella di una sfilata di moda: è tutto un proliferare di piumini griffati, di scarponi da neve, di guanti e sciarpe in tinta, di orologi da polso grandi come cocomeri, di giovani coppie di fidanzati rispettivamente lui con un improbabile maglione stile villeggiante altoatesino della Val Gardena e, lei, con andatura da top model, con in testa un cappello con vistoso pon-pon finto-adolescenziale.
AUGURI: “AUGU’!” , “AUGU’!” , “AUGU’!” questo è il sottofondo natalizio per le vie del Corso che accompagna la passeggiata degli stanziali e fuorisede la mattina del 25. Ciò accade perchè a Materatown ci si dà gli auguri a ritmo frenetico non solo tra conoscenti ma, anche e soprattutto, tra persone perfettamente sconosciute, con annesso bacio sulla guancia, solo perchè costoro, che mai nella vita abbiamo, non dico frequentato, ma neanche salutato, si accompagnano a nostri amici e parenti. Si arriva al paradosso che la cugina di turno il 25 dicembre prima ci presenta le sue due amiche Nunzia e Mariella con i rispettivi fidanzati Cosimo e Uccio e dopo un minuto siamo lì a sbaciucchiarci con costoro pronunciando la fatidica parolina AUGU’!
CAPODANNO: <<Che hai fa’ a Capoda’?>> <<A che ora sei anda’ a le’ ?>>. Pensateci bene! Quante volte vi sono state poste queste domande? E quante volte vi siete sentiti rispondere:<<Seee!! Io so’ anda’ a dormi’ alle sette di matti’!!>>. Credevate che la riuscita o meno della serata di Capodanno si misurasse dalla qualità del cibo mangiato o dalle persone incontrate? Niente di più falso! A Materatown un Capodanno lo si valuta solo ed unicamente da un fondamentale parametro: l’ora del rientro a casa. Infatti il 1° gennaio la domanda che più ci si sente porre dallo stanziale subito dopo avergli confidato come si è trascorsa la notte dell’ultimo dell’anno è: “a che ora sei andato a letto?” Voi potete rispondere qualunque orario che lui sicuramente ha fatto più tardi di voi facendovi così intendere, con aria di sufficienza, che il suo divertimento è stato di gran lunga superiore al vostro!
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