Il sito dei fuorisede di Matera

Archive for February, 2009

Nonna e il vagabondo

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nonna1Quando ho creato materatown.net mi sono dato due regole alle quali mai derogare. La prima è pubblicare tutti i commenti, fatta eccezione per quelli che dovessero (mai capitato fino ad ora!) contenere frasi volgari; la seconda, mai rispondere ad eventuali critiche e, quindi, anche per quanto riguarda l’ultimo articolo pubblicato (Materatown 2019), dove sono stato sommerso da numerose obiezioni (ma c’è stata anche qualche adesione!), non mi sottrarrò a questa regola. Ma un dovere invece sento di averlo, ed è nei confronti di mia nonna, che non vorrei venisse coinvolta nella discussione, essendo peraltro ignara del fatto che le sue parole sono state l’elemento scatenante di tutta la diatriba. Quindi la scorsa notte mi sono premurato di avvisarla . Ho preferito, vista anche l’età, che fossi io a dirglielo con le dovute precauzioni, evitando che lo venisse a sapere da estranei:

<<Pronto Nonna! Sono ancora io! Stavi dormendo?>>

Nonna:<<No a nonna! Non acchiev u’cordlès! Stev’guardonn u’ Commussorij Rex! E’ sumpo’tc cur quen!>>

<<Comunque nonna come stai?>>

Nonna:<<Bun a nonna! Cus pomerugg’ so’ r’most blucchet in do o’postel per u’ quompsont’ in mozz’ all nev’>>

<<Ah mi dispiace! La prossima volta fatti accompagnare e non prendere l’autobus quando nevica!>>

Nonna:<<E quan so’ sces sotto ches dopo dij or’,  stev pur a cpdde’ per u’ ghiocc’!>>  

<<Meno male come è andata! Comunque nonna devo dirti una cosa!>>

Nonna: <<Ti si acchièt la zìt?>>

<<No nonna! Ti ricordi la volta scorsa che ti ho chiamato per dirti di Matera Capitale della Cultura?>>

Nonna: <<Ancor’ con sta’ storia a nonna! Ma è una fissazion!>>

<<Ho scritto su Internet che te ne avevo parlato e molti se la sono presa con te!>>

Nonna: <<Su Internèt? Mee a nonna ma com t’ fasc’ la chep?>>

<<Io l’ho detto che tu non c’entri nulla. Ma non so se mi hanno creduto!>>

Nonna: <<A nonna tu l’ affrnesc d’ pigghiè in giur u’cristien! >>

<<Nonna! Ci sono rimasti male!>>

Nonna:<<Vedi ce s’cced a fare u’vagabond, che poi se la puggjhn’! Me’, a nonna, non d’anna denz!>>

<<Ma sostengono che Matera Capitale della Cultura è una opportunità e che tu sei brava solo a criticare!>>

Nonna: <<Ognun’ è com’ la penz a nonna! E pe’ ci la fosc’n sta’ cultura se u’ giovan se ne vonn’? Per u’ vecchij com’ a me? Bah!>>

<<Ti ha scritto pure un politico importante per dire che sbagli su Matera 2019! >>

Nonna:<<Averamè! Ci l’aver a discj alla mia età! Mica iet u’ respunsobl’ dei postel? O si occup’ schutt’ della cultura?>>

<<Non so nonna, penso si occupi un po’ di tutto! Va be’ buonanotte e scusami se ti ho fatto perdere il commissario Rex!>>

Nonna: <<Non t’scin incaricon a nonna! Loss’ perder mo’ sta’ cultura! E trovat’ la zìt!>>

<<Nonna ti prometto che non ne parlerò più!>>

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Written by materatown

February 23rd, 2009 at 12:01 am

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Materatown 2019

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toto_culturaQualche sera fa durante le mie “navigazioni” su Internet, con sommo stupore, ho appreso che a Materatown è stata istituita una nuova Associazione, denominata Matera 2019, con il preciso scopo (udite! udite!) di candidare la nostra città, tra dieci anni, a Capitale Europea della Cultura , il tutto seguito da immancabile conferenza stampa e relativa presentazione del progetto. Quindi, cari stanziali e fuorisede, con indescrivibile orgoglio potete da oggi farvi fregio del fatto che, dopo Atene, Firenze, Amsterdam, Berlino, Parigi, Madrid, Lisbona, Praga, Budapest, è giunto il momento per Materatown di diventare il fulcro della Cultura Europea! Preso da questa eccitazione sono andato a leggere il sito ufficiale dei promotori di questo progetto (www.matera2019.it) che si autodefiniscono “Un gruppo di appassionati e irriducibili amanti della città di Matera”  dove ho potuto gustarmi il “manifesto” programmatico dell’Associazione al cui interno non mancano “originali” definizioni di Materatown quali “città dalle grotte alle stelle, dal paleolitico al futuro…. città patrimonio dell’Umanità…“, capitale contadina….e su i suoi famosi Sassi organizzati intorno al vicinato, cellula dell’organizzazione urbana e sociale“.  Certo, i curatori del suddetto “manifesto” hanno dimenticato altre famosissime peculiarità di Materatown quali il Pane, il Cucù, Le Cisterne, Il Castello, I Peperoni essiccati e tanto altro, ma, siamo sicuri, presto colmeranno queste lacune sicuramente causate dall’euforia del momento. Va però detto che l’intero “manifesto” non è riassumibile in poche parole, ma è necessario leggerlo nella sua globalità per apprezzarne l’originalità nonchè l’aulico utilizzo della lingua italiana come giustamente si addice ad una città che si candida a Capitale della Cultura Europea; e poi, miei cari lettori, non manca neanche un accenno indiretto a noi fuorisede: si legge, infatti, che l’intero progetto ha bisogno “della passione e della creatività di una generazione nata fuori dai Sassi, dei suoi giovani, degli uomini e delle donne che hanno scelto di vivere e rimanere a Matera…” al contrario di noi fuorisede, aggiungo io, che, come è noto, siamo andati via da Materatown non per cercare un lavoro, ma perchè abbiamo nell’animo uno spirito avventuriero da viaggiatori incalliti.  Ma l’affermazione del manifesto di Matera 2019 che più di tutte mi ha provocato un brivido lungo la schiena è stata la seguente: Matera Capitale europea della Cultura nel 2019: il sogno di una generazione, il riscatto di molte! Almeno un terzo della popolazione materana oggi vivente è nata nei Sassi. Per queste persone, non più di 50 anni fa, era assolutamente impossibile immaginare che Matera(town) avrebbe potuto essere considerata un giorno patrimonio mondiale dell’umanità “. Diamine, ho pensato, ma io conosco una persona che è nata ed è vissuta nei Sassi! Chissà, mi sono detto, come sarà orgogliosa di questa nuova iniziativa a Materatown! Alzo il telefono, nonostante l’ora tarda, e tutto felice compongo il numero per essere io il primo a comunicarle la lieta notizia: 

<<Pronto! Nonna sono io!>>

Mia nonna : <<Uee!! A nonna!!! Madonna me’ com ti sento viciun! Ma cè sei a Matàhr ?” 

<<No nonna! Ti chiamo però perchè devo darti una notizia eccezionale !>>

Mia nonna: <<Ti si acchièt la zìt ?>>

<<Nonna, molto meglio! Matera si candida a Capitale europea della Cultura !>>

Mia nonna: << E cè signuf ‘c a nonna? E’ na’ cosa che ti  fa tornar a Matàhr ?>>

<<No nonna! Ma non sei orgogliosa tu che hai vissuto nei Sassi che ora la tua città diventa capitale europea della cultura ?>>

Mia nonna: <<Oh madonna mee…non sto capenn nud! Ma ti donn dei trnis pe sta’ cultura ?>>

<<Nonna non mi danno niente nè mi fanno tornare a Matera. E’ una cosa che hanno fatto per voi che siete vissuti nei Sassi, per farvi sentire orgogliosi !>>

Mia nonna: <<Me’ a nonna tu tin semb la chep a u’ sciuc! >>

<<Ma nonna guarda che questa è una cosa importantissima per la città di Matera, come lo è stato l’Unesco!>>

Mia nonna:<<Sent a nonna la v’ciun  tin nu’ fuggh spset co na’ criator che lavorava a u’ salott’fuc e l’hanno licenziet!>>

<<Mi dispiace nonna!>>

Mia nonna: <<Vedi un po’ se lì al nord dove lavori han n’post vacont’ ! Dil’ al tuo padrone che cus è n’uaglion in gomb!>>

<< Nonna provo a chiedere. Ma non è facile !>>

Mia nonna: << Me’ va bun’ a nonna! Mo’ chiudi che se no spendi assai E loss’ perder cus’ stutu’quarij !>>

<<Va bene!  Ciao nonna ! Buonanotte!>>

 

 

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Written by materatown

February 16th, 2009 at 12:14 am

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Calendario Materatown

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0-copertinaQualche domenica fa parlavo al telefono con un mio amico stanziale che, forse perchè vittima di una giornata particolarmente uggiosa (ndr: la domenica d’altronde è notoriamente tale a qualunque latitudine!),  ha iniziato, cogliendo come pretesto la domanda che li avevo appena posto e cioè “Che si dice a Materatown? “, il tipico sfogo dello stanziale medio:<<Niente! A Materatown non succede mai nulla! E’ una città morta, vedi sempre le stesse persone! TUTTI I GIORNI SONO UGUALI!>>.

“Eh no!” ho pensato! “Mica vero che tutti i giorni sono uguali! Per il fuorisede non è per niente così!”.

Infatti sapete qual è tra le prime l’attività svolte ad inizio anno dal fuorisede di Materatown? Studia come mai ha fatto in vita sua, neanche in occasione degli esami di maturità, il calendario dell’anno appena iniziato ed inizia a fare calcoli complicatissimi utilizzando equazioni differenziali, numeri complessi ed integrali multipli per individuare ferie, ponti e weekend utili per una discesa a Materatown il tutto al minor costo possibile in termini di ferie e permessi. Allora, cari stanziali e fuorisede ecco che, ancora una volta, materatown.net viene in vostro aiuto ed è lieto di omaggiarvi, anche se con qualche giorno di ritardo, di un originalissimo calendario 2009 che potete scaricare da qui o dalla sezione LINKS del sito per poi stamparlo e farne bella mostra nelle vostre case e/o uffici. E’ un gadget speriamo gradito agli stanziali in quanto al suo interno sono presenti utili consigli, ed ai fuorisede avendo già prestampati i giorni “papabili” per eventuali discese a Materatown.

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Written by materatown

February 9th, 2009 at 12:11 am

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Chi ha tempo…aspetti tempo

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tempoConoscete il detto popolare “chi ha tempo non aspetti tempo”? A Materatown questa perla di saggezza è non solo sconosciuta e quindi non applicata, ma per lo stanziale “tipo” vale esattamente il concetto contrario (“chi ha tempo …aspetti tempo” appunto) che potremmo tradurre in materano corrente con una espressione molto in voga ossia “MO’ VEDIAMO!”

Il “mo’ vediamo” sta infatti ad indicare proprio un “prender tempo“, a seguito di una richiesta o domanda, prima di dare una risposta sia essa affermativa o negativa. Esempio classico per meglio comprendere questo concetto è la  situazione in cui proponete allo stanziale una uscita serale per una pizza o per andare al cinema. Il “mo’ vediamo” in questa circostanza implica, come appena detto, una sorte di “adesso non ho voglia di prendere una decisione” o meglio ancora “è troppo presto per pensarci adesso“. 

Può, altresì, il “mo’ vediamo”  sottointendere anche un “forse ho qualcosa d’altro da fare ed aspetto conferma. Quindi non posso risponderti “. Sempre per rimanere nell’esempio appena citato questa situazione si verifica quando allo stanziale proponete di uscire e lui deve chiedere  il “permesso alla ragazza” e, per pudore e orgoglio maschile, non può confessarvelo allora utilizza la scappatoia del “mo’ vediamo” che è appunto un temporeggiare ma non per pigrizia come nel primo caso, ma solo per celare un imbarazzo.

Se nei casi appena descritti  la risposta sottointesa è comunque sempre incerta, il “mo’ vediamo” in precisi contesti può già sottindere una risposta negativa ma che, con lo scopo di evitare una “brutta figura” e sembrare maleducati, non viene esplicitata in modo diretto. Anche qui un esempio chiarificatore:  se chiedete ad uno stanziale cosa fa a Capodanno con il chiaro intento di aver l’intenzione di aggregarvi mentre lui invece ha già preso accordi con altri amici da cui voi siete inesorabilmente esclusi, la risposta “boh non lo so! mo’ vediamo!” sta ad indicare una chiara volontà di glissare sul discorso nella speranza che questo non venga più riproposto!

Infine il “mo’vediamo” può sottoindendere un desiderio da parte di colui che pronuncia tale circollocuzione che la richiesta gli venga reiterata una seconda volta altrimenti la risposta è negativa. E’, insomma, tradotta in italiano corrente, un “non mi azzecca proprio di fare quello che mi stai chiedendo, se però insisti può darsi che cambio idea altrimenti la cosa si chiude qui! “. Tipico caso è quando chiedete allo stanziale un favore del tipo: “Mi accompegneresti alla stazione di Bari domenica? ” e lui risponde appunto “mo’ vediamo“. Dovete nel breve giro di qualche giorno riproporre la richiesta altrimenti non riceverete mai una risposta ed a Bari ci dovete andare a piedi. 

Al prossimo articolo, cari lettori, ma non chiedetemi quando, la risposta a questo punto la conoscete già: “mo’ vediamo!

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Written by materatown

February 2nd, 2009 at 12:02 am

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