Materatown 2019
Qualche sera fa durante le mie “navigazioni” su Internet, con sommo stupore, ho appreso che a Materatown è stata istituita una nuova Associazione, denominata Matera 2019, con il preciso scopo (udite! udite!) di candidare la nostra città, tra dieci anni, a Capitale Europea della Cultura , il tutto seguito da immancabile conferenza stampa e relativa presentazione del progetto. Quindi, cari stanziali e fuorisede, con indescrivibile orgoglio potete da oggi farvi fregio del fatto che, dopo Atene, Firenze, Amsterdam, Berlino, Parigi, Madrid, Lisbona, Praga, Budapest, è giunto il momento per Materatown di diventare il fulcro della Cultura Europea! Preso da questa eccitazione sono andato a leggere il sito ufficiale dei promotori di questo progetto (www.matera2019.it) che si autodefiniscono “Un gruppo di appassionati e irriducibili amanti della città di Matera“ dove ho potuto gustarmi il “manifesto” programmatico dell’Associazione al cui interno non mancano ”originali” definizioni di Materatown quali “città dalle grotte alle stelle, dal paleolitico al futuro…. “ , “ città patrimonio dell’Umanità…“, “capitale contadina….” e su i suoi famosi Sassi “organizzati intorno al vicinato, cellula dell’organizzazione urbana e sociale“. Certo, i curatori del suddetto “manifesto” hanno dimenticato altre famosissime peculiarità di Materatown quali il Pane, il Cucù, Le Cisterne, Il Castello, I Peperoni essiccati e tanto altro, ma, siamo sicuri, presto colmeranno queste lacune sicuramente causate dall’euforia del momento. Va però detto che l’intero ”manifesto” non è riassumibile in poche parole, ma è necessario leggerlo nella sua globalità per apprezzarne l’originalità nonchè l’aulico utilizzo della lingua italiana come giustamente si addice ad una città che si candida a Capitale della Cultura Europea; e poi, miei cari lettori, non manca neanche un accenno indiretto a noi fuorisede: si legge, infatti, che l’intero progetto ha bisogno “della passione e della creatività di una generazione nata fuori dai Sassi, dei suoi giovani, degli uomini e delle donne che hanno scelto di vivere e rimanere a Matera…” al contrario di noi fuorisede, aggiungo io, che, come è noto, siamo andati via da Materatown non per cercare un lavoro, ma perchè abbiamo nell’animo uno spirito avventuriero da viaggiatori incalliti. Ma l’affermazione del manifesto di Matera 2019 che più di tutte mi ha provocato un brivido lungo la schiena è stata la seguente: “Matera Capitale europea della Cultura nel 2019: il sogno di una generazione, il riscatto di molte! Almeno un terzo della popolazione materana oggi vivente è nata nei Sassi. Per queste persone, non più di 50 anni fa, era assolutamente impossibile immaginare che Matera(town) avrebbe potuto essere considerata un giorno patrimonio mondiale dell’umanità “. Diamine, ho pensato, ma io conosco una persona che è nata ed è vissuta nei Sassi! Chissà, mi sono detto, come sarà orgogliosa di questa nuova iniziativa a Materatown! Alzo il telefono, nonostante l’ora tarda, e tutto felice compongo il numero per essere io il primo a comunicarle la lieta notizia:
<<Pronto! Nonna sono io!>>
Mia nonna : <<Uee!! A nonna!!! Madonna me’ com ti sento viciun! Ma cè sei a Matàhr ?”
<<No nonna! Ti chiamo però perchè devo darti una notizia eccezionale !>>
Mia nonna: <<Ti si acchièt la zìt ?>>
<<Nonna, molto meglio! Matera si candida a Capitale europea della Cultura !>>
Mia nonna: << E cè signuf ‘c a nonna? E’ na’ cosa che ti fa tornar a Matàhr ?>>
<<No nonna! Ma non sei orgogliosa tu che hai vissuto nei Sassi che ora la tua città diventa capitale europea della cultura ?>>
Mia nonna: <<Oh madonna mee…non sto capenn nud! Ma ti donn dei trnis pe sta’ cultura ?>>
<<Nonna non mi danno niente nè mi fanno tornare a Matera. E’ una cosa che hanno fatto per voi che siete vissuti nei Sassi, per farvi sentire orgogliosi !>>
Mia nonna: <<Me’ a nonna tu tin semb la chep a u’ sciuc! >>
<<Ma nonna guarda che questa è una cosa importantissima per la città di Matera, come lo è stato l’Unesco!>>
Mia nonna:<<Sent a nonna la v’ciun tin nu’ fuggh spset co na’ criator che lavorava a u’ salott’fuc e l’hanno licenziet!>>
<<Mi dispiace nonna!>>
Mia nonna: <<Vedi un po’ se lì al nord dove lavori han n’post vacont’ ! Dil’ al tuo padrone che cus è n’uaglion in gomb!>>
<< Nonna provo a chiedere. Ma non è facile !>>
Mia nonna: << Me’ va bun’ a nonna! Mo’ chiudi che se no spendi assai ! E loss’ perder cus’ stutu’quarij !>>
<<Va bene! Ciao nonna ! Buonanotte!>>
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Mi sento ti sottoscrivere l’ultima frase della nonna.
Mirtilla
16 Feb 09 at 00:47
comunque la vedi, caro Materatown, l’idea, ripeto, la sola idea di matera2019 mi sembra fra le poche cose decenti che si muovono in città… saluti alla nonna
dr.kenz
16 Feb 09 at 09:09
Sicuramente non sono “stud’quarì” come afferma la mitica nonna…speriamo che la candidatura vada a buon fine…
Ciulia
16 Feb 09 at 13:02
comunque non solo grosse città come Parigi, Amsterdam, … sono state capitali europee della cultura ma anche piccole città, e di stati marginali che non si fregiano di un passato pieno di cultura, come quelli baltici (tanto per intenderci, studiano la storia a partire 1400, anni in cui quelle zone furono popolate). Non mi sembra produttivo fare della critica, anche perché non sono queste le cose capaci di mettere in secondo piano i problemi. Tante poi sono le città italiane che si sono candidate, e se capitasse la fortuna che venisse scelta Matera l’Europa metterebbe svariati milioni di euro a disposizione del comune (non ricordo la cifra). A questo punto…tentar non nuoce!
Cosimo
16 Feb 09 at 17:57
caro, ma complimenti per l’entusiasmo! è facile “demolire”, molto più difficile pensare e fare proposte concrete e costruttive. Anche se la candidatura non andasse a buon fine penso anche io che la sola “idea” di Matera2019, il solo “tentare” possa avere valore, possa riuscire quantomeno a dare una scossa alla realtà un po’ intorpidita nella quale viviamo. se hai qualcosa da dire, se hai idee da lanciare, se trovi che il manifesto possa essere arricchito e migliorato, allora accomodati pure! penso che proprio questo sia ciò che i collaboratori di Matera2019 stanno cercando di realizzare (guarda bene il sito, di sicuro i tuoi suggerimenti saranno bene accetti).
tu sei un fuorisede, hai dovuto lasciare matera e andare a cercare lavoro altrove. tanti come te lo hanno fatto. nessuno mette in dubbio che la vostra sia stata una scelta difficile, certo non voluta e dolorosa, ma ti assicuro che anche restare non è facile. svegliamoci invece di recriminare, accusare e continuare a piangerci addosso!! scusa la franchezza, eh…..
tony
16 Feb 09 at 19:29
visto cosa succede a toccare temi scottanti!?
Qui ci lasci le penne caro fuorisede!!!
paola
16 Feb 09 at 19:51
forse sono stata un po’ brusca? beh, forse davvero dovremmo iniziare a cambiare un po’ le nostre teste, ha ragione cosimo quando dice che un atteggiamento del genere non è affatto produttivo…. invece di lamentarci del lavoro che manca (e parlo di me stessa per prima, neolaureata in cerca di prima occupazione) e poi….. essere i primi a non muovere un solo muscolo per cambiare l’ordine delle cose. con sincerità…. bye bye
tony
16 Feb 09 at 20:11
Materatown perde Banca d’Italia, Inail, Barilla, laterizi, non ha ferrovia (lasciamo stare le FAL, per amor di Dio), non ha Piano Regolatore, ha una edilizia senza regole, perde migliaia di posti di lavoro nei salottifici, esibisce il cimitero della Valbasento, vede partire migliaia di furisede alla ricerca di un lavoro e non nasce un comitato. Ne nasce dieci anni prima uno per il titolo città della cultura. Tony, nel frattempo, sarà diventata fuorisede… Tutto fa brodo… Ma…
Bertoldo
17 Feb 09 at 09:29
forse si, forse sarò diventata anche io fuorisede nel frattempo, anche io con la mia valigia da migrante.. ma ribadisco il mio punto di vista: parlare con i modi e i toni del signore autore dell’articolo qui sopra non serve davvero davvero a niente.. non pensi che la candidatura a capitale europea (quand’anche non andasse a buon fine) potrebbe almeno servire a coagulare intorno alla città un po’ di enenrgie positive? un po’ di teste pensanti e volenterose? tentar non nuoce, bertoldo…
tony
17 Feb 09 at 09:47
Le frasi così auliche del manifesto le ho scritte io, cercando di mettere insieme le idee di molti che stanno contribuendo a questa cosa. Non ho capito proprio cosa ti disturba del manifesto e dell’iniziativa in genere.
In ogni caso se vuoi vedere una contrapposizione tra chi è rimasto e chi è andato via fallo pure, ma ti sbagli: solo tra i miei cugini siamo 6 a 10, nella mia classe delle superiori siamo 10 a 13, pensi che disprezzi tutti quelli che sono andati via?
Quando avevo 22 anni, e non esisteva né la rete né i cellulari, feci un giornale che si chiamava “Il Ponte” (non originalissimo, in effetti), per mettere in collegamento Materatown e fuori sede dell’associazione di cui facevo parte, e non mi parve una idea malvagia.
A te che è capitato di andare via per cercare lavoro – esattamente come a tutti noi, ai quali poi per caso o per voglia è capitato di tornare – chiederei di collaborare costruttivamente: se hai una visione diversa per il Manifesto, questa è benvenuta: la cultura e l’identità si definiscono anche in contrapposizione, non è che dobbiamo vedere le cose necessariamente allo stesso modo. Grazie
Peppe
17 Feb 09 at 12:11
mi pare che tra le reazioni ce ne siano alcune particolarmente interessate di chi evidentemente è coinvolto nel progetto…. a questi ricorderei che la cultura passa anche per l’ironia, per la satira, la capacità di prendersi in giro…
Un’ultima annotazione personale e un po’ amara: sognare e progettare fa bene, benissimo, a condizione che questo non sia un pretesto per distoglierci dai gravi, gravissimi problemi reali di questa città (v. commento di Bertoldo)
Bertoldino
17 Feb 09 at 13:10
Il problema delle fabbriche non è sempre da imputare alla classe politica, destra o sinistra che sia: il problema è che noi materani, come gran parte di quelli del sud, aspettiamo di andare sotto le dipendenze di qualcuno o direttamente dello stato, senza metterci magari in gioco e rischiare come fanno tante persone nel nord che hanno costruito grosse aziende da poco o anche dal nulla. E’ ovvio che è più facile “essere dipendenti” perchè si hanno meno rischi e responsabilità, ed è più facile farlo al nord che al sud, perché ci sono più “padroni”. Però quando inizieremo anche noi a diventare finalmente “padroni” di qualcosa mettendo una buona volta in gioco il nostro cervello? I fondi non mancano se si ha la VOLONTA’, la PERSONALITA’ e l’IMPEGNO di avviare un impresa. Il resto sono solo chiacchiere e inutili piagnistei. In tutto il mondo le aziende chiudono, ma solo a Matera poi non riaprono perché noi aspettiamo interventi divini. Per quanto riguarda me anch’io attualmente sono al nord e penso che appena avrò un’idea che possa dare inizio ad una attività imprenditoriale, sarò ben lieto di farlo, e l’età mi permette ancora di fare progetti.
Cosimo
17 Feb 09 at 14:11
Tutta questa veemenza nelle reazioni e nel dibattito fa un pò pensare che in fondo l’idea che si trattasse di qualcosa un pò “sopra le righe” ce l’avessero già in tanti…….
Sembra una di quelle cose, tipiche materane, nate dal delirio di pochi, che portano molti a pensare “chissa! Però meglio se ci sono dentro anche io…….magari porta qualcosa di buono…”.
In ogni caso un pò più di ironia non farebbe male……
paola
19 Feb 09 at 14:33
Fatico a capire qualcosa del tuo post. Immagino che stavolta l’ironia si sia abbattuta su un testo che hai letto non di tuo gradimento nel “manifesto” di matera2019… criticare come al solito è legittimo, posso capire l’astio o l’amarezza. Non si può essere d’accordo su tutto. E va bene. Io stesso provo una certa repulsione per alcuni toni troppo entusiastici… e va bene. Ma insomma allora, cosa vogliamo? Come ha scritto qualcuno “è una delle poche cose che si muovono in città” e dovremmo dare una mano un pò tutti.
Il tuo post un pò mi ha lasciato l’amaro in bocca. Però ciò che mi ha rincuorato sono i commenti. E’ vero che è molto più facile distruggere che costruire.
hb
1 Mar 09 at 20:02
Chiedo scusa se sono intervenuto con un po’ troppa veemenza nel dibattito, in genere il senso dell’ironia non mi manca.
Non nego che nella vicenda relativa alla candidatura di Matera Città della Cultura 2019 vado un po’ a corrente alternata, tra l’entusiasmo e la rassegnazione.
Credo proprio che il motivo sia dovuto all’effetto depressivo di constatare veramente tutti i giorni di persona che “la v’ciun tin nu’ fuggh spset co na’ criator che lavorava a u’ salott’fuc e l’hanno licenziet!”, e che a parte una percentuale di garantiti (mi ci metto anch’io che faccio il dipendente pubblico) la frasca è amara per moltissimi.
Ma allora che dobbiamo fare? Ci dobbiamo rassegnare ad emigrare tutti? Io la tentazione ce l’ho spessissimo, anche perché a volte questa città è soffocante, e si parla fin troppo addosso…
Io penso che anche la “cultura” possa essere un volano di sviluppo, un orizzonte in cui muoversi, e che chi sta proponendo questa iniziativa (io mi ci sono accodato, non è una mia idea) ha il merito di “provare a fare”.
Io spero che venga premiato, e che anche molti altri possano beneficiarne ed essere riconoscenti per questo.
Peppe
2 Mar 09 at 23:40
l’idea di candidare matera a capitale della cultura per il 2019 è qualcosa di positivo che darà visibilità al nostro territorio e chissà ( almeno si spera!) darà la possibilità anche a noi che a malincuore siamo lontani di poter tornare!
saluti
marcello
28 Mar 09 at 22:03
Carissimi “gggioovani” entusiasti dell’iniziativa, generazioni passate dicevano che la “religione è l’oppio dei popoli” a MT non è la religione ma la “politica”. Scrollando il “mitico manifesto” ci si può accorgere come il succitato sia privo di ogni aderenza con la realtà della città:
dal punto di vista della situazione culturale, almeno il 90% delle associazioni che operano in città non sono citate;
dal punto di vista scientifico non si capisce da dove nasce il progetto ne dove voglia parare, con quale vision, quale sviluppo infrastrutturale (sapete che una “capitale europea della cultura” deve sviluppare anche e soprattutto infrastrutture?);
dal punto di vista politico invece è tutto chiaro: capitalizzare attraverso il coinvolgimento dei “gggioovani” l’impegno culturale di un’amministrazione inesistente e vuotamente tronfia che da in pasto ai “media” notizie del genere funzionali a far credere il “suo impegno” in campo culturale; ma ve lo vedete stò sindaco a rappresentarci in campo internazionale??????
Mi auguro dunque che i cosiddetti “gggioovani” che ancora credono alla favola delle radici, delle tradizioni, del pane, salsiccia, ossobuco…, si sgancino da queste ottiche e “modus operandi” e si accorgano che il vero sviluppo, la vera cultura è distante anni luce dalle “lobbies culturali” formate da pensionati e vecchietti da bocciofila. Flaiano scriveva “quando una tradizione ha bisogno di essere difesa e valorizzata ha perso la sua ragion d’essere”, a MT ancora si continua a difendere l’indifendibile perchè ancora crediamo che la cultura come all’inizio del secolo scorso sia fatta dal parroco, dal farmacista, ecc. ecc.
lorenzo
2 Apr 09 at 17:11
Ho letto solo ora l’intervento di Lorenzo, che mi sento di condividere… non ho ancora capito da che parte mi trovo. Nel senso che ‘gggiovane’ non mi sento e di sicuro in altre realtà territoriali non lo sarei più… ma qui è un’altra cosa… qui si è gggiovani ancora a sessantanni e passa.
Condivido, il tuo intervento, ma ciò non toglie che aderisco e in maniera convinta al ‘manifesto’ dell’associazione Matera 2019.
P.S. Al gestore del sito, grazie per la bella cartolina… credevo che spedirla dalla tua sede lontanissima costasse di più
Simpatica iniziativa.
Grazie
hb
7 Apr 09 at 17:18