Il sito dei fuorisede di Matera

Archive for March, 2009

Quel treno da Bari – 3° puntata

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treno-vaporeRiassunto delle puntate precedenti: Il fuorisede di Materatown, dopo aver deciso di prendere il treno per recarsi a Materatown, inizia il viaggio colmo di emozione alla volta di Bari. Tutto sembra perfetto fino a quando non entra nella stazione delle FAL ed inizia ad attendere l’arrivo della “littorina”.

Il “mostro” d’acciaio, altrimenti detto “littorina”, in genere è composto di due o al massimo tre vagoni, tutti “graziosamente” affrescati da opere di writers, sui quali avviene l’arrembaggio di una folla di pendolari, più noi fuorisede che siamo perfettamente riconoscibili per via dell’enorme mole di borsoni al nostro seguito. Il primo pensiero appena saliti sopra va subito a colui che ha progettato le dimensioni dei portabagagli posti sopra i sedili: hanno la capienza esatta per farci stare una valigetta diplomatica! Al fuorisede, quindi non rimane che prepararsi ad effettuare il viaggio con un borsone di svariati chili sulle ginocchia, più un altro sdraiato nel corridoio rendendo il transito faticosissimo agli altri passeggeri che, immancabilmente, iniziano a lamentarsi ed a esibirsi in rovinose cadute! Dopo qualche minuto di viaggio, una domanda alla quale mai si è avuta risposta inizia a tormentare la testa del fuorisede e cioè perchè mai all’interno di codeste autovetture i bagni sono immancabilmente chiusi a chiave! E’ questo un problema di non poco conto in quanto, come detto, il fuorisede ha sulle sue gambe e quindi anche parzialmente sulla vescica un borsone che sprigiona una pressione pari a quella di una pressa idraulica! Comunque Materatown, seppur molto lentamente si fa sempre più vicina e, a tal proposito, voglio dire che, va bene dare a tutti, anche a coloro che vivono nei “paesotti” appulo-lucani più sperduti, la possibilità di poter usufruire dello splendido servizio offerto dalle FAL, ma 14 soste in neanche 60 km (tra cui la mitica Pescariello che conta 2 abitanti e cioè il capostazione dell’omonima stazione più sua moglie!), mi sembra un po’ eccessivo. Ma tutto questo è niente (si fa per dire!) paragonato a ciò che accade quando si arriva ad Altamura che, evidentemente, per le FAL rappresenta un nodo di smistamento traffico altamente strategico! Qui infatti può accadere che: 

1) Casualmente avete “imbroccato” il vagone giusto (eventualità più unica che rara!) e quindi siete tra i fortunati che rimangono seduti e proseguono per Materatown.

2) Non siete tra i fortunati ma dovete cambiare vettura. A questo punto scordatevi di poter fare il trasbordo passando per i corridoi all’interno del treno, perchè anche queste porte, come i bagni, sono inesorabilmente bloccate. Siete  allora costretti a scendere, caricarvi sulle spalle tutti i vostri bagagli e correre, o meglio arrancare, lungo il marciapiede della stazione di Altamura e lanciarvi verso il vagone giusto che troverete immancabilmente stracolmo di gente che vedendovi arrivare così ”ingombrante” farà di tutto per impedirvi di salire e voi dovrete iniziare una lotta all’arma bianca e farvi largo tra calci e spintoni!

 3) E’ proprio la vostra giornata nera! Dovete scendere ad Altamura ed aspettare l’arrivo di un altro convoglio (anche in questo caso nessuno saprà dirvi quando!) che vi porterà a destinazione.

Al termine del viaggio, comunque, vi accorgerete che per il tratto Bari- Materatown, bene che vi sia andata (casistica 1 e 2) avete impiegato lo stesso tempo per arrivare a Bari dalla città del Nord, altrimenti (caso 3) realizzarete che nello stesso tempo avreste potuto fare un viaggio A/R per l’ Australia. Con questi pensieri per la testa, allora, scenderete alla stazione di Villa Longo, saluterete frettolosamente vostro padre e correrete in bagno (la vescica oramai ha raggiunto le dimensioni di un pallone da basket!). Ne uscirete schiumanti di rabbia, chiederete al vostro genitore di fare una deviazione, prima di andare a casa, verso la prima agenzia di viaggi. Entrerete sporchi, con il viso tumefatto a causa delle risse con gli altri viaggiatori, sudati e maleodoranti ed alla bella signorina che vi accoglierà con un sorriso direte: <<Che diavolo hai da sorridere? Prenotami immediatamente il viaggio di ritorno in pullman!>> (Fine 3° ed ultima puntata)

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March 30th, 2009 at 1:09 am

47 morto che paga!

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mortoAlcuni giorni fa un lettore di Materatown mi ha fatto pervenire un e-mail nel quale portava alla mia attenzione una notizia apparsa su tutti i giornali locali riguardante un progetto denominato “Project Financing” che, tradotto in italiano corrente, vorrebbe dire finanziare opere di pubblica utilità utilizzando dei capitali privati. Insomma stiamo parlando della tanto, mai troppo reclamizzata, “privatizzazione” così in voga qualche anno fa e che tanti intellettuali e politici (di sinistra soprattutto!) ha folgorato sulla “via di Damasco“. Di per sè la notizia non avrebbe nulla di originale se non fosse che questa volta il progetto di privatizzazione è rivolto agli impianti cimiteriali di Materatown! Ora, partendo dal fatto che spero di non essere tra i “fortunati”, o di esserlo il più tardi possibile, utililizzatori di siffatto “impianto di pubblica utilità”, devo dire che il progetto a me non dispiace affatto, perchè il privato, si sa, è più efficiente. Basti pensare a quale rinascita economica nell’anno di grazia 2009 ci hanno portato anni di privatizzazione e poi vedere cosa è successo grazie all’intervento dei privati nel campo dei Trasporti, dell’Energia o delle Poste. Sono diventati servizi più economici e soprattutto sono stati “ottimizzati”! Osservate che fulgido esempio sono state proprio le Poste a Materatown. Con la privatizzazione è stato eliminato quell’assurdo spreco che avveniva con la consegna giornaliera della posta. Ora, invece, come molti cittadini “felici” mi scrivono, la consegna avviene settimanalmente in molti quartieri, con grande risparmio di risorse e tutto ciò a vantaggio anche dell’ utente finale che non deve più “preoccuparsi” dell’ arrivo del postino e della corrispondenza ogni santo giorno, potendo così dedicare tutto questo tempo risparmiato ad attività più utili e gratificanti!  Ma torniamo però alla privatizzazione dei cimiteri: Io, come dicevo, sono favorevole anche perchè credo che così, finalmente, si potrà avere una sana concorrenza in un “mercato” fino ad oggi sotto il monopolio statale! In futuro invece il moribondo di turno avrà la possibilità, dopo una attenta valutazione delle offerte che gli arriveranno, di scegliere, con un vantaggioso rapporto qualità-prezzo, il servizio più conveniente per lui e potrà anche avvalersi di quelle tipiche offerte che solo il libero mercato può consentire:

 “MUORI CON NOI! CON UN PICCOLO ACCONTO DI 50 € E CON COMODE RATE MENSILI AL PREZZO DI UN CAFFE’, POTRAI AVERE IL LOCULO CHE HAI SEMPRE SOGNATO!!”

oppure

“SE MUORI CON NOI E CI PRESENTI UN TUO AMICO MORIBONDO LA CHIUSURA DELLA BARA TE LA FACCIAMO GRATIS!!”

“CHIAMACI SENZA IMPEGNO! VERREMO A CASA TUA E  TI FAREMO UN PREVENTIVO GRATUITO PER LA TUA CREMAZIONE!”

e perchè no

“AFFRETTATI A MORIRE ENTRO IL 30 APRILE! L’OFFERTONA STA PER SCADERE! NON PERDERE L’OCCASIONE DI AVERE IL 50% DI SCONTO SULLA TUA SEPOLTURA!”

Non mancherebbero neanche quelle utilissime tessere (da consegnare a tutte le famiglie di Materatown) dove, per ogni funerale di un familiare, si applicherà un bollino e, dopo aver terminato la raccolta punti, si potrà scegliere tra favolosi premi come:

  • Crisantemi plastificati garantiti per 3 anni e resistenti ad ogni agente atmosferico.
  • Candele con fiamma finta a basso consumo energetico per 1 anno. 
  • Operazione “chiusura occhi” del prossimo defunto in famiglia gratuita.
  • Vestizione del defunto e cravatta in omaggio con logo personalizzato a scelta dei familiari.

Insomma onestamente non capisco tutta questa contrarietà nei confronti di un progetto così “lungimirante ed ambizioso”. Ci sono purtroppo ancora delle persone a Materatown (ma forse sono i soliti vetero-comunisti!) che pensano non solo che “la terra è di tutti ” ma anche il sottoterra!

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Written by materatown

March 23rd, 2009 at 7:26 am

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Quel treno da Bari – 2° puntata

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treno-vaporeRiassunto delle puntate precedenti: Il fuorisede di Materatown, non si sa il perchè, ma un bel giorno decide di abbandonare il famoso pullman come mezzo di trasporto per riportarlo a casa, a favore del treno. Ben presto però si accorgerà che la scelta è più che mai azzardata per via del tratto Bari-Materatown.

Risolti tutti i problemi di prenotazione e di coincidenze di orari, o almeno questa è la convinzione, il fuorisede di Materatown si dirige verso la stazione delle FS della città del Nord e finalmente assapora il gusto di essere un viaggiatore come tanti. Osserva le altre persone che come lui sono in partenza, e cerca, osservandone i gesti ed i comportamenti, di apparire un “habituè ” del treno e non un neofita come è in realtà. Finge quindi una consuetudine con l’utilizzo del treno sprecandosi addirittura in frasi polemiche del tipo “l’ultima volta che ho preso questo stesso treno era in ritardo di 2 ore!! ” oppure “Questo treno fa troppe fermate!! “ ma la cruda verità è che è emozionato e felice come un bambino il giorno di Natale e, quando l’Eurostar che aveva prenotato arriva, lui ci sale con gli occhi pieni di commozione. Non gli sembra vero che si può viaggiare seduto comodamente, avere un discreto movimento degli arti inferiori, leggersi un bel libro ed anche, arrivata l’ora di mangiare, poter andare nel vagone ristorante e gustarsi un pranzo. Lì con gli occhi sgranati per la meraviglia, si guarda attorno, vuole toccare e provare ogni cosa (spendendo una fortuna!), gli scende addirittura qualche lacrima quando il cameriere gli si rivolge con un “Il signore desidera? ” e non come era abituato in anni di pullman “giovanotto che vuoi? “. In quei momenti il fuorisede di Materatown pensa puntualmente: “Ma come mai mi sono deciso solo ora a prendere il treno? Perchè mi sono sempre ostinato ad usare il pullman?” Ben presto però troverà una risposta a questa sua domanda! Il viaggio alla volta del capoluogo pugliese continua con poche interruzioni e, dopo qualche ora, ecco che il nostro fuorisede carico di borsoni scende alla stazione di Bari e da qui si dirige verso quella delle FAL non prima di aver assaporato, qualunque sia l’orario di arrivo, uno di quegli enormi cornetti del bar adiacente all’ingresso della stazione. Sull’uscio della stazione il nostro eroe viene subito fermato da strani personaggi che con fare “stile 007″ gli si avvicinano furtivamente e gli sussurrano all’orecchio :<<Uaglio’ 60 euro e ti porto io a Matera(town)>>. Rifiutate tutte queste offerte entra nella stazione e qui… incontra Lui! L’ inimitabile quanto imperturbabile bigliettaio delle FAL! Costui è l’unico essere al mondo che, in tutta la sua vita, sin dai primi mesi di vita, credo abbia proferito solamente una frase di senso compiuto e precisamente: <<Devi chiedere sul treno!>>. Voi gli chiedete a che ora arriva la “littorina” ? Lui vi risponde: <<Devi chiedere sul treno!>>. Volete sapere se durante il tragitto dovete cambiare vettura? Lui come un perfetto soldato vi risponde: <<Devi chiedere sul treno!>>. Sono convinto che se un giorno gli dovessi domandare se è sposato e se ha figli mi risponderebbe che devo appunto “chiedere sul treno”. Altra peculiarità del personaggio è quella di essere sempre inesorabilmente sprovvisto di monete per il resto. Quindi o si arriva con i soldi “contati” oppure dovete fare la spola tra la biglietteria ed il bar (con tutti i borsoni al seguito!) per cambiare una banconota! Comunque, fatto il biglietto, si salgono le fantomatiche scalette e si arriva sui binari pronti ad aspettare le canoniche 2/3 ore prima che arrivi in tutta la sua magnificenza la littorina Bari-Materatown. La lunga attesa può avvenire o lungo il marciapiede che costeggia i binari e quindi rimanere in piedi per tutto il tempo d’attesa oppure nella mitica sala d’aspetto. Quest’ultima ha la peculiare caratteristica di avere una temperatura interna che oscilla dai -10 C° d’inverno ai 45 °C d’estate ma almeno al suo interno si può far uso di alcune sedie dove accomodarsi ma non prima di averle accuratamente sterilizzate e ripulite da vecchie lattine di birra e da vecchi quotidiani del ’67, che puntualmente per “ammazzare” il tempo vengono usati prima per una frugale lettura e poi come base di partenza per barchette di carta. All’improvviso si sente suonare una campanella. E’ quello che tutti i viaggiatori in attesa aspettavano con ansia e che annuncia l’imminente arrivo della “littorina“. (Fine 2° puntata)

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March 18th, 2009 at 5:25 pm

Duello sul Basento

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duelloFinalmente oggi possiamo comunicare a tutti, stanziali e fuorisede di Materatown, la ragione vera che ha permesso a Potenzatown di diventare capoluogo di Regione. Quindi, una volte per tutte, poniamo fine a questo stucchevole contenzioso (ndr.: vedi stupida irruzione di alcuni giovani facinorosi nel corso dello spettacolo del gruppo “La Ricotta”, tenutosi qualche giorno fa al teatro Duni) tra le due cittadinanze di cui francamente non se ne può più e che, credetemi, non interessa proprio nessuno fuori dai confini regionali collocandolo di diritto tra i più insopportabili ed inutili Miti Sfiniti della città. Ricercatori di Materatown.net, insieme alla “prestigiosa” Università di Basilicata, hanno ritrovato un antico poema di un anonimo cronista, intitolato “Duello sul Basento”, che ripropone fedelmente la disputa avvenuta nell’antico regno di Lucania sotto la guida del Gran Sovrano Crapiata I, quando, per porre fine alla diatriba tra materani e potentini, due nobili cavalieri delle opposte fazioni e precisamente Cialleddotto da Matera e Strascinato da Potenza si incontrarono per una “singolar tenzone” sulle rive del fiume lucano per esporre le loro ragioni al saggio Sire cui spettò la decisione finale. La data dell’opera è incerta ma è collocabile intorno al 1200 A.U. (Avanti Unesco) :

Un bel dì di primo mattino   
un cavalier materano
ed uno potentino,   
davanti a un pubblico festante
ed al re Crapiata I
si sfidarono con il chiaro intento
di stabilire chi dei due,
se il leon rampante
o il pigro bue,
del titolo importante
di capoluogo di regione
dovesse portar blasone.

Il primo a far violento affondo
fu il materan superbo,
che senza girarci in tondo
al potentino proferì tal verbo:
<<chi sei tu montanaro ignorante
che hai la presunzione di diventar
della regione capo e regnante?
Ma lo sai chi sono io?
Sono colui che ha i Sassi
che mi furon donati dal buon Dio
quindi non ostruire i miei passi
e lascia che sia mio,
senza alcun risentimento,
il regale riconoscimento!>>

<<O illustre corregionale!>>
disse allora il potentino
<<Sui Sassi dici il ver
ed il tuo ragionare non è male
anzi è senza dubbio sopraffino,
ma una cosa devi saper:
più di te ho abitanti
chè di certo i tuoi non son poi tanti!>>
<<Oh vigliacco di un marrano!>>

interruppe il materano
<<ma tu parli senza pudore alcuno!
Avrai pur più cittadini
ma i miei grandiosi Sassi
non li ha nessuno!>>

<<Non metto in dubbio questo aspetto>>
esordì il potentin guerriero
<<anche se, ad onor del vero,
esprimi sempre egual concetto!
Della tua città è oramai chiaro
che i Sassi sono il fiore raro.
Ma tra noi due, lasciami l’orgoglio,
io ti avanzo in posizione
leggendo ciò che dice
il finanziario foglio (*),
per non parlare
che ho anche una stazione
che mi porta dove voglio
fuor dalla regione!>>

<<Non menar il can per l’aia!
Smettila potentin fellone>>
attaccò il materan pavone
<<Ma che parole spargi per l’aria?
adesso basta! Della regione, 
lo sanno anche i massi,
sono io il figlio prediletto
con i miei famosi Sassi!>>

<<Si lo hai già detto!>>
obiettò di Potenza il difensore
<<ma da noi il mangiare è un diletto
mentre tu d’ arte culinaria
non certo sei ambasciatore!>>

<<Ah! qui si tirano colpi bassi!
Ma in quale lingua vuoi che parli
e di che argomenti adesso ciarli?
Noi a Matera abbiamo i Sassi
orgoglio di tutta la nazione
quindi rassegnati cialtrone!>>

<<Oh adesso mi son proprio rotto>>
disse del leone rampante
il lucano rappresentante
<<Macchè orgoglio e vanto
i tuoi Sassi scavati là sotto
di vergogna nazionale sono il canto!>>

<<E  sai qual’è l’amara verità?>>
proseguì infuriato il potentino
<<come colui che,
per dimenticar tristi pensier
consolar si fa dall’infido vino,
tu con la scusa di questi Sassi,
vuoi celar scomode realtà
e ne fai oramai consolidata prassi!
Tienti dunque il Barisano ed il Caveoso
e lascia a me con rassegnazione
di capoluogo di regione
il compito oneroso!>>

<<Orsù! adesso basta nobili cavalier
Cialleddotto Materano e Strascinato Potentino!>>
regale si levò dall’alto del suo ronzino
la voce di Re Crapiata I
<<Siamo ormai al tramonto
e quel che è detto è detto
e io ho pronto il mio verdetto;
Materano oltre che superbe
alle mie orecchie
le tue ragion mi son sembrate vecchie 
chè, senza timor di smentita alcuna,
devo dirti con preoccupazione
che sol sui Sassi
vuoi basar la tua fortuna.
Ed allor che Iddio sia testimone
ecco a voi la mia decisione
e guai a colui che in futuro
mi porrà nuovamente la questione:
Sia Potenza capoluogo di regione!>>

 

 (*) L’anonimo autore del poema pare, secondo l’interpretazione più accreditata, faccia riferimento in questo passaggio ad una consuetudine in voga nel Regno di Lucania da parte di un giornale finanziario dell’epoca (“Sole 24ore”) di stilare ogni anno una classifica sulla “qualità della vita” nelle varie Provincie Italiane.

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Written by materatown

March 9th, 2009 at 12:05 am

Quel treno da Bari – 1° puntata

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treno-vaporeCapita alcune volte nella vita delle persone di decidere, senza un motivo apparente, di andare contro abitudini oramai consolidate. Questo accade anche per il fuorisede di Materatown che un bel giorno, uguale esattamente a tanti altri, senza nessuna ragione, nè spinto o convinto da nessuno, decida, invece di prendere il pullman per tornare a casa, di voler finalmente indossare gli abiti di un comune viaggiatore facendo così scattare la fatidica frase: <<Basta con le sofferenze alle ginocchia, ai vecchi che russano o ai bambini che piangono nel cuore della notte! Adesso prendo il treno come tutte le persone normali!>>. E quindi, convinto e deciso come mai nella sua vita, comincia a pianificare la partenza da Milano, Venezia, Bologna, Torino, magari usando internet, sentendosi così, per la prima volta, figlio dei suoi tempi. Ma, appena inizia a decidere quale può essere la data migliore per prenotare il rientro a casa, in men che non si dica, viene riportato con forza alla cruda realtà e cioè quella di non essere un normale fuorisede, ma un fuorisede di Materatown; si ritrova davanti quello scoglio, che dopo anni di pullman, aveva dimenticato essere la differenza principale tra lui ed i normali utilizzatori di treni e che si può racchiudere in una unica amletica domanda: “ma come diavolo arrivo a Materatown da Bari? ” Eh sì perchè noi fuorisede, ammettiamolo, abbiamo la “strana” abitudine di tornare a casa proprio nei periodi festivi e non lo vogliamo capire che, se feste sono, lo sono per tutti. Questo lapalissiano concetto, nonostante gli anni, cari colleghi, non vuole proprio entrarci nella testa, anzi, confessiamolo una volta per tutte, abbiamo anche la pretesa di poter viaggiare in treno la…Domenica. La domenica dico! Ma ci rendiamo conto? Chi ci crediamo di essere? Noi facciamo festa e vorremmo invece che i ferrovieri, i capistazione, i controllori delle FAL lavorassero solo per noi per portarci “comodamente” da Bari a Materatown! Se proprio vogliamo arrivare a casa, facciamoci prelevare da qualche nostro parente alla stazione di Bari, magari dai genitori anziani, o utilizziamo quelle “navette di volentorosi” che per la modica cifra di 70/80 euro ci portano a Materatown! Scartate, quindi, tutte le domeniche e festivi, ma scelto un anonimo giorno feriale, il fuorisede parte dalla città del Nord alla volta di Bari, non prima di aver trovato la “littorina” che meglio si “incastra” con il suo arrivo nel capoluogo pugliese. Subito capirà, però, che qualunque treno abbia scelto che dal Nord lo porterà a Bari, sia esso InterCity, EuroStar, Espresso od anche un treno merci, non troverà mai, dico mai, un treno delle FAL che partirà alla volta di Materatown ad un orario che gli consenta di fare “il cambio” in totale comodità. Al contrario, la prima “littorina” utile parte, sempre e rigorosamente o 4 minuti dopo il suo arrivo a Bari o 4 ore dopo: tertium non datur! A questo punto urge fare due riflessioni finali: la prima riguarda il termine “littorina” di mussoliniana memoria in auge solamente a Materatown e forse a Predappio per indicare un treno di piccole dimensioni, da non utilizzare fuori le mura materane se non si vuole essere tacciati per dei nostalgici del ventennio. La seconda riflessione riguarda gli orari delle FAL (il cui slogan, degno delle migliori battute di Totò, è  “FAL nel cuore del meridione“) consultabili sul sito omonimo. Per capirci qualcosa dovete essere dotati minimo di due lauree più aver fatto un master negli Stati Uniti o essere campioni mondiali di “Settimana Enigmistica” per sapervi districare tra la varietà di “simboli“, “legenda” ed “avvertenze” varie. Ecco solo alcuni esempi: se l’orario del treno è accompagnato dal simbolo (*) vuol dire che quel percorso è garantito in caso di sciopero, se dal (O)  è garantito anch’esso ma solo per certe fermate, se dal (OO) (ndr.proprio come la farina), è garantito ma solo per altre fermate ancora, se c’è un (#) il treno è abilitato al trasporto di portatori di handicap, se, invece, il numero del treno è sottolineato vuol dire che ci sono delle fermate che vengono effettuate solo se richieste esplicitamente al personale di bordo, come se si trattasse di autobus. Comunque, risolto l’enigma dopo una intera serata di studio, il fuorisede può finalmente iniziare l’avventura su strada ferrata che lo porterà a Materatown. (fine prima puntata )

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Written by materatown

March 2nd, 2009 at 7:04 am