Quel treno da Bari – 2° puntata
Riassunto delle puntate precedenti: Il fuorisede di Materatown, non si sa il perchè, ma un bel giorno decide di abbandonare il famoso pullman come mezzo di trasporto per riportarlo a casa, a favore del treno. Ben presto però si accorgerà che la scelta è più che mai azzardata per via del tratto Bari-Materatown.
Risolti tutti i problemi di prenotazione e di coincidenze di orari, o almeno questa è la convinzione, il fuorisede di Materatown si dirige verso la stazione delle FS della città del Nord e finalmente assapora il gusto di essere un viaggiatore come tanti. Osserva le altre persone che come lui sono in partenza, e cerca, osservandone i gesti ed i comportamenti, di apparire un “habituè ” del treno e non un neofita come è in realtà. Finge quindi una consuetudine con l’utilizzo del treno sprecandosi addirittura in frasi polemiche del tipo “l’ultima volta che ho preso questo stesso treno era in ritardo di 2 ore!! ” oppure “Questo treno fa troppe fermate!! “ ma la cruda verità è che è emozionato e felice come un bambino il giorno di Natale e, quando l’Eurostar che aveva prenotato arriva, lui ci sale con gli occhi pieni di commozione. Non gli sembra vero che si può viaggiare seduto comodamente, avere un discreto movimento degli arti inferiori, leggersi un bel libro ed anche, arrivata l’ora di mangiare, poter andare nel vagone ristorante e gustarsi un pranzo. Lì con gli occhi sgranati per la meraviglia, si guarda attorno, vuole toccare e provare ogni cosa (spendendo una fortuna!), gli scende addirittura qualche lacrima quando il cameriere gli si rivolge con un “Il signore desidera? ” e non come era abituato in anni di pullman “giovanotto che vuoi? “. In quei momenti il fuorisede di Materatown pensa puntualmente: “Ma come mai mi sono deciso solo ora a prendere il treno? Perchè mi sono sempre ostinato ad usare il pullman?” Ben presto però troverà una risposta a questa sua domanda! Il viaggio alla volta del capoluogo pugliese continua con poche interruzioni e, dopo qualche ora, ecco che il nostro fuorisede carico di borsoni scende alla stazione di Bari e da qui si dirige verso quella delle FAL non prima di aver assaporato, qualunque sia l’orario di arrivo, uno di quegli enormi cornetti del bar adiacente all’ingresso della stazione. Sull’uscio della stazione il nostro eroe viene subito fermato da strani personaggi che con fare “stile 007″ gli si avvicinano furtivamente e gli sussurrano all’orecchio :<<Uaglio’ 60 euro e ti porto io a Matera(town)>>. Rifiutate tutte queste offerte entra nella stazione e qui… incontra Lui! L’ inimitabile quanto imperturbabile bigliettaio delle FAL! Costui è l’unico essere al mondo che, in tutta la sua vita, sin dai primi mesi di vita, credo abbia proferito solamente una frase di senso compiuto e precisamente: <<Devi chiedere sul treno!>>. Voi gli chiedete a che ora arriva la “littorina” ? Lui vi risponde: <<Devi chiedere sul treno!>>. Volete sapere se durante il tragitto dovete cambiare vettura? Lui come un perfetto soldato vi risponde: <<Devi chiedere sul treno!>>. Sono convinto che se un giorno gli dovessi domandare se è sposato e se ha figli mi risponderebbe che devo appunto “chiedere sul treno”. Altra peculiarità del personaggio è quella di essere sempre inesorabilmente sprovvisto di monete per il resto. Quindi o si arriva con i soldi “contati” oppure dovete fare la spola tra la biglietteria ed il bar (con tutti i borsoni al seguito!) per cambiare una banconota! Comunque, fatto il biglietto, si salgono le fantomatiche scalette e si arriva sui binari pronti ad aspettare le canoniche 2/3 ore prima che arrivi in tutta la sua magnificenza la littorina Bari-Materatown. La lunga attesa può avvenire o lungo il marciapiede che costeggia i binari e quindi rimanere in piedi per tutto il tempo d’attesa oppure nella mitica sala d’aspetto. Quest’ultima ha la peculiare caratteristica di avere una temperatura interna che oscilla dai -10 C° d’inverno ai 45 °C d’estate ma almeno al suo interno si può far uso di alcune sedie dove accomodarsi ma non prima di averle accuratamente sterilizzate e ripulite da vecchie lattine di birra e da vecchi quotidiani del ‘67, che puntualmente per “ammazzare” il tempo vengono usati prima per una frugale lettura e poi come base di partenza per barchette di carta. All’improvviso si sente suonare una campanella. E’ quello che tutti i viaggiatori in attesa aspettavano con ansia e che annuncia l’imminente arrivo della “littorina“. (Fine 2° puntata)
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