Una giornata particolare
Domenica prossima è Pasqua e ne consegue che lunedì 13 Aprile arriva la Pasquetta con la sua tradizionale gita fuoriporta. Anche Materatown non si sottrae a questa regola e presenta varie alternative tra cui scegliere che, in rigoroso ordine crescente di livello depressivo, sono Metaponto o Castellaneta (in genere a casa di colui che è proprietario di un immobile in queste ridenti località), Timmari, Castello di Miglionico, Bosco di Accettura, il Santuario di Picciano e per i più volenterosi i Laghi di Monticchio. Ultima in questa speciale classifica, però c’è lei, quel paradiso in terra lucana altrimenti conosciuto con il nome di DIGA!
In genere vi si giunge la mattina o nel primo pomeriggio e, dopo aver parcheggiato la macchina non senza qualche difficoltà, finalmente si può dar inizio al grande evento e, come primo atto, il “gitante pasquettico” tira fuori dal portabagagli del suo veicolo l’immancabile pallone da pallavolo! Ora, se c’è una cosa che non ho mai capito, è il perchè, solo ed unicamente il giorno di Pasquetta, pare che non esista altro sport da praticare che il volley, per poi dimenticarlo (giustamente visto che si tratta di uno degli sport più noiosi che siano apparsi sulla faccia della terra!) negli altri 364 giorni dell’anno! Per essere però un vero “stanziale in gita” del Lunedì dell’Angelo bisogna rispettare alcune regole che riguardano l’abbigliamento da indossare e che vado brevemente a descrivere:
Gitante giovane stanziale di sesso maschile:
- Vecchio jeans conservato per l’occasione con immancabile risvolto alla caviglia stile anni ‘80;
- Maglioncino di cotone sopra le spalle;
- Mitico K-way (anch’esso rispolverato da qualche museo d’arte moderna) legato intorno alla vita;
- Scarpa da tennis bianca;
Gitante giovane stanziale di sesso femminile:
- Jeans aderente (che lo diventa ancor di più nell’occasione visto il pranzo luculliano del giorno prima!);
- Scarpe da ginnastica di colore rosa con nastrini luccicanti in perfetto stile Barbie;
- Felpa di Walt Disney;
- Occhiali da sole posti sopra la testa a mo’ di cerchietto ferma-capelli.
Gitante anziano stanziale di sesso maschile:
- Tuta acetata con giacca e pantolone in tinta (in genere rosso fuoco o verde pistacchio!)
- In alternativa pantalone extra-large ascellare finto-jeans e camicia a quadri;
- Mocassini di cuoio intrecciato da cui si intravendono anche degli intramontabili calzini bianchi.
- Giubbotto finta pelle nero o marrone;
Gitante anziano stanziale di sesso femminile:
- Gonna di stoffa nera a livello ginocchio;
- Camicetta pseudo-seta di color rosa o bianca;
- Golfino di lana appoggiato sull’avambraccio;
- Capello iper cotonato rosso-mattone
- Mocassino di vernice con fibia e leggero tacco;
La giornata passa quindi tra coloro che giocano a pallavolo (i ragazzi in genere in questo frangente mostrano tutta la loro mascolinità nei confronti delle ragazze esibendosi in tuffi e schiacciate a rischio di fratture multiple!) e gli amanti della passeggiata tra arbusti ed erbacce riconoscibili per quel vezzo di portare all’angolo della bocca un filo d’erba assumendo un atteggiamento da montanari del Valtellina. I più “convinti” utilizzano anche un bastone costruito al momento la cui utilità rimane ancora oggi un mistero vista la perfetta deambulazione dei soggetti in questione. Si va avanti così, per gran parte della giornata, passeggiando, giocando e sudando fino all’imbrunire, momento in cui si viene aggrediti da una fauna di insetti voracissimi quali zanzare al primo risveglio ed altri strani esseri che si riproducono solo in quell’occasione. Arriva, finalmente, il momento di tornare a casa e, dopo aver riposto il pallone da pallavolo nel bagagliaio, dove riposerà per un anno intero, si entra tutti in macchina al cui interno l’aria diventa, nel giro di pochi istanti, irrespirabile vista la sudorazione profusa, e dove l’attività principale è quella di grattarsi su tutto il corpo e liberarsi da rami e rametti che si sono infilati nei posti più impensabili sotto le felpe e i maglioncini di cotone. Arrivati a casa finalmente ci si può spogliare lasciando così cadere ancora qualche etto di arbusti e piccole foglie più qualche zanzara morta e, quindi, assaporare nuovamente il ritorno alla ”vita normale” felici come una pasqua anzi…come una pasquetta!
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Io la Pasquetta alla diga l’ho boicottata alla grande, non sono proprio tornata a Materatown.
Mirtilla
17 Apr 09 at 13:33