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Nostalgia nostalgia canaglia

con 6 commenti

nostalgia1Se siete nati a cavallo tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ‘70 e, quindi, eravate “ragazzini” nei fatidici anni ‘80,  quanto scritto di seguito non vi rivelerà nulla che già che non sapevate. Al contrario, tutti gli altri, per intenderci quelli che hanno conosciuto Albano&Romina da “separati “  e non li hanno mai apprezzati nelle performance canore di capolavori come ”Felicità ” e “Nostalgia Canaglia “, spero potranno, dopo aver letto l’articolo, arricchire il loro bagaglio conoscitivo su Materatown.

La città, negli anni ‘80, vi sembrerà strano, non aveva la Piazza come la si conosce oggi, nè “grotte di palombari” o viste sui Sassi, ma, al loro posto, c’era una semplice strada dove potevano, pensate un po’, transitare tranquillamente le auto ed era addirittura concesso parcheggiare. Le serate si risolvevano tutte allo stesso modo e, cioè, stazionando e bivaccando con gli amici a chiacchierare ed a passeggiare per il centro qualunque fosse la situazione climatica.

La città era rigidamente divisa in zone ben delimitate tra di loro e, in base a quella frequentata, il giovane di Materatown anni’ 80 era inevitabilmente schedato. Le principali erano:

TRIPOLI: Questa zona prendeva il nome dall’omonimo bar, ancor oggi il più rinomato della città, e comprendeva tutto il tratto che dal bar, appunto, andava, passando per il Cinema Comunale (all’epoca lì c’era anche la scuola media Torraca), fino al President Hotel (ndr: Il suo nome attuale è San Domenico, ma per quelli della mia generazione rimarrà sempre “il President”. Vedi anche caso analogo Via Aldo Moro, già Via Macamarda! ).  I frequentatori di questa zona erano anche definiti “tripolini” (tra cui il sottoscritto) ed in genere erano identificati con i cosiddetti “figli di papà“. Erano riconoscibili per l’abbigliamento alla moda ( jeans allargati con terrificanti strisce laterali colorate e felpa infilata all’interno dei pantaloni), per i capelli corti “a spazzola” imbevuti di gel e per la marca dei motorini utilizzati (i ragazzi l’ ”Issimo“ e le ragazze il “Ciao“). A parte la passeggiata nel tragitto sopra-descritto, i “tripolini” erano soliti fermarsi sui cofani delle macchine parcheggiate e non era raro udire il suono sinistro di lamiera contorta e relativo “fuggi-fuggi” per evitare le legittime ire del proprietario! Il locale di riferimento (in quegli anni ve ne erano solamente due) era il Charlie Pub dove si potevano gustare patatine fritte, hamburger e hot dog opportunamente rielaborati in versione Materatown grazie all’utilizzo di “rosette” o “filoncini” caserecci!

FONTANINO: Prendeva il nome dalla piccola fontanella, ancora oggi presente, sita nelle vicinanze della Chiesa di S.Domenico. I frequentatori di questa zona erano i cosidetti “contestatori” della città, si atteggiavano da sessantottini arrivati con 15 anni di ritardo e vestivano come yippies “andati a male”  (mantelle peruviane e sandali pseudo-francescani), con i capelli lunghi arruffati o legati a formare il fantomatico codino che faceva tanto ribelle. Non credo fossero muniti di mezzi a motore. Erano un gruppo molto chiuso, come si confà a chi “contesta il sistema” e quindi non era molto facile avvicinarli. Erano rigorosamente di sinistra, animalisti ed ecologisti. Girava voce, con grande preoccupazione di mio padre, in quanto mia sorella maggiore era una di loro, che facessero smodato uso di droghe leggere! Il locale di riferimento era il Cantinone in Via S.Biagio dove assolutamente erano banditi i prodotti pseudo-imperialisti-americani, ma si potevano gustare oltre ai tradizionali e “salutari” panini con pomodoro e mozzarella, anche piatti internazionali come il famoso “pane arabo” che poi altro non era che una volgarissima piadina romagnola con prosciutto!

SINGER: Questa zona prende il nome dal negozio della famosa azienda di macchine da cucire che in quegli anni era situata dove oggi c’è il negozio di telefonia in via XX settembre. Qui stazionavano i cosidetti “cozzari” di Materatown. Erano i bulli della città, vestivano con giubotti di jeans o di pelle stile fonzie ed indossavano camperos. Avevano la fama di essere “attaccabrighe” e che alle parole preferivano l’utilizzo violento delle mani ed era veramente sconsigliabile anche solo urtarli per sbaglio o incrociare il loro sguardo. Questi soggetti erano soliti passare la serata, spostandosi in gruppo, nella famosa sala-giochi, ancor oggi presente, denominata zi-zi  “off limits” per noi figli di papà. Il cozzaro della Singer era riconoscibile oltre che per il fisico tarchiato (in genere non superava il metro e 65), per le gambe stortissime che gli permettevano un’andatura da John Wayne e per il motorino utilizzato (”Califfo, Califfone o Caballero ” con cui era abilissimo nel farsi largo nel traffico cittadino utilizzando la sola ruota posteriore), anche per la grande abilità nel menar le mani. Aveva infatti un innato talento nel picchiare utilizzando contemporaneamente tutti e quattro gli arti ad una velocità felina che non lasciava scampo alla vittima prescelta, che in genere eravamo noi “figli di papà”! Erano altresì dotati di una capacità da “incassatori” notevole. Ne ho visti alcuni tornare a casa sulle proprie gambe dopo essere stati investiti da una pioggia di pugni e calci che avrebbero steso un elefante!

BOSCHETTO: Sul boschetto di Via Gramsci che i 15enni di oggi so frequentare assiduamente, io non posso dire molto. Vigeva infatti a Materatown negli anni ‘80, la convinzione, ma non so dire se fosse una leggenda metropolitana o una triste realtà, che lì fossero rinchiusi a mo’ di girone infernale dantesco, pericolossisimi e mostruosi personaggi per metà uomini e per metà bestie assetate di sangue giovane e fresco di noi adolescenti di Materatown. Si era convinti che fosse un triste ritrovo di rapinatori, molestatori e spacciatori nonchè di utilizzatori di droghe pesanti! Era assolutamente vietato passarci in quanto la incolumità fisica del malcapitato era veramente a rischio. Ancora oggi, se ci penso, quando mi capita di passarci lo faccio sempre con una certa circospezione!

Resta inteso che qualunque fosse la zona frequentata, Tripoli, Fontanino, Singer o anche Boschetto, per tutti era inconcepibile, nonchè umiliante, frequentare la zona della città che oggi è identificabile nel tratto che va dalla Mondadori fino in Via Ridola. Quella era ad appannaggio esclusivo di coloro che noi chiamavamo “i vecchi “. Ho un ricordo vago di costoro, ma tremo al pensiero che alcuni di loro, forse, potessero essere semplicemente dei maturi 40enni!

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Scritto da materatown

15 June, 2009 alle 00:40

Pubblicato in Materatown

6commenti all'articolo 'Nostalgia nostalgia canaglia'

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  1. bellissimo post… io sono nata negli anni ‘80 ma cmq mi è venuta una nostalgia…

    clarita

    15 Jun 09 at 09:20

  2. Potresti anche spingerti un pò più in avanti nel tempo, mica tanto, e analizzare i ‘territori’ di Via Roma. Ancora un post interessante, adesso aspettiamo con ansia qualcosa che riguardi il 2 luglio, ormai alle porte!

    hb

    15 Jun 09 at 10:22

  3. Ma allora ci conosciamo! Anch’io per almeno 5 anni sona stato un assiduo frequentatore della “zona Tripoli”. Ma il nostro gruppo si ritrovava spesso al Cantinone: ricordo ancora il cameriere baffuto che ci accoglieva con gentilezza pur sapendo che in 10 avremmo ordinato a malapena 3 panini, 2 porzioni di patatine e 4 birre! E poi ho trascorso anche tante serate a giocare da “Zi-Zi”. Che tempi! E non c’era il cellulare…

    Luigi

    20 Jun 09 at 09:29

  4. E il “Gazebo” dove lo mettiamo?

    miocognato

    21 Jun 09 at 13:50

  5. Già, il Gazebo! Quello in via S.Biagio accanto all’attuale Camera Club (l’allora Cantinone…). C’era una bella atmosfera, ma durò pochissimo, un solo inverno. E mi pare che poi fu chiuso nel corso di un’operazione anti-droga.
    Comunque ha ragione il buon HB, hai dimenticato Via Roma: ricordo che la parte alta, all’incorcio con Via Lucana era la zona dei ragazzi dello Scientifico, il resto era dei “cozzari” che si dividevano tra due “storici” bar: il PR e il Frisby.

    Luigi

    22 Jun 09 at 11:21

  6. Io ho anche un medio ricordo delle Fornaci, prima che la piazza venisse chiusa per quasi più di 10 anni forse, con una macelleria al fornello che vendeva ottimi salsicciotti. Penso che era il ritrovo delle coppiette in odore di matrimonio…cerco conferme.

    EL EM

    24 Jun 09 at 21:05

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