Il sito dei fuorisede di Matera

Venghino Signori Venghino!

con un commento

circoVENGHINO SIGNORI VENGHINO!! Il Circo dei Sassi è tornato!  Un “nuovo originale spettacolo”, mai rappresentato prima, viene messo in scena grazie alla Fondazione Carical!

VENGHINO SIGNORI VENGHINO!! Affrettatevi ad udire una descrizione dei Sassi che mai prima era stata pronunciata in tutta la sua nostalgica magnificenza.

VENGHINO SIGNORI VENGHINO!! Non perdete questa occasione per conoscere finalmente, in prima mondiale, i Sassi di Materatown in tutta la loro svavillante bellezza. Il divertimento è assicurato!

 

Con commozione e gioia immensa, ecco, cari lettori, una breve anticipazione dello spettacolo che la Fondazione Carical ci ha donato che, senza alcuna esitazione, siamo felici di proporvi (Il pomerdiano del 7/7):  

L’orgoglio è il sentimento che ti pervade quando leggi nei volti dei tanti visitatori della città, la meraviglia per un paesaggio urbano unico nel suo genere, per le sue atmosfere surreali, per lo spazio che ti avvolge, e che sembra andare oltre. Quando ti aggiri tra i vicinati degli antichi rioni di tufo e scopri quel vincolo sociale che stava a testimoniare come le famiglie del tempo, nonostante l’asprezza della vita e degli accadimenti, si riconoscevano in un fortissimo senso di appartenenza e in una straordinaria risorsa: quella della solidarietà. Quando rileggi le cronache cittadine del Secondo Novecento, e ritrovi come, in questo paesaggio, in questa quinta scenica, si sono sviluppate ricerche antropologiche di grande spessore scientifico…”

 Ed allora, seguiamo il consiglio ed andiamo a scoprire l’”orgoglio ” che ci dovrebbe pervadere, andiamo insieme ad ammirare la “meraviglia ” dei Sassi e le “atmosfere surreali ” nonostante le “asprezze” della vita, che avevano i nostri nonni, andando a rileggerci, come intelligentemente suggerito, quelle “cronache cittadine ” che ci descrivono il paesaggio, “la quinta scenica” degli “antichi rioni di tufo” nelle parole di Luisa Levi, “visitatrice ” di passaggio a Materatown mentre si recava a far visita al più famoso fratello Carlo:

Sono grotte scavate nella parete di argilla indurita del burrone… Le strade sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelli di sotto… Le porte erano aperte per il caldo. Io guardavo passando: e vedevo l’interno delle grotte che non prendono altra luce ed aria se non dalla porta. Alcune non hanno neppure quella: si entra dall’alto, attraverso botole e scalette…Dentro quei buchi neri dalle pareti di terra vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. Sul pavimento erano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali. Ogni famiglia ha in genere una sola di quelle grotte per abitazione e ci dormono tutti insieme, uomini, donne, bambini, bestie… Di bambini ce n’era un’infinità… nudi o coperti di stracci… Ho visto dei bambini seduti sull’uscio delle case, nella sporcizia, al sole che scottava, con gli occhi semichiusi e le palpebre rosse e gonfie. Era il tracoma. Sapevo che ce n’era quaggiù: ma vederlo così nel sudiciume e nella miseria è un’altra cosa… E le mosche si posavano sugli occhi e quelli pareva che non le sentissero… coi visini grinzosi come dei vecchi e scheletrici per la fame: i capelli pieni di pidocchi e di croste. Ma la maggior parte avevano delle grandi pance gonfie, enormi, e la faccia gialla e patita per la malaria…ho visto, in quelle grotte scure e puzzolenti, dei bambini sdraiati in terra, sotto delle coperte a brandelli, che battevano i denti dalla febbre. Altri si trascinavano a stento, ridotti pelle e ossa dalla dissenteria. Ne ho visti anche di quelli con le faccine di cera, che mi parevano malati di qualcosa di ancor peggio che la malaria… Le donne magre con dei lattanti denutriti e sporchi attaccati a dei seni vizzi… sembrava di essere in mezzo ad una città colpita dalla peste…”

Ed infine scopriamo anche quel fantastico “senso di appartanenza “, quel “vincolo sociale ” e quell’invidiabile spirito di “solidarietà ” che pervadeva “i vicinati ” nel saggio che la psicologa Lidia De Rita presentò alla Commisione Parlamentare che si occupava della miseria in Italia nel 1954, dopo aver vissuto a stretto contatto con la gente dei Sassi:

“Il rapporto di vicinato non è un rapporto di amicizia. Per questo resta deluso chiunque creda di trovarsi di fronte ad una comunità che viva in ottimi rapporti di affetto e comprensione reciproco…Il litigio è un rilascio di tensione dovuta alla carica di scontento ed irritazione per le difficoltà quotidiane che la vita dura e misera accumula continuamente “

VENGHINO SIGNORI VENGHINO! VENGHINO SIGNORI VENGHINO!

Share

Scritto da materatown

13 July, 2009 alle 00:59

Pubblicato in Materatown, Miti Sfiniti

con un commento all'articolo 'Venghino Signori Venghino!'

Iscriviti per commentare con RSS oppure TrackBack l'articolo 'Venghino Signori Venghino!'.

  1. Mio padre dice sempre che nel vicinato c’era un continuo rapporto di guerra fredda, generalmente calmo ma in cui a volte nascevano violenti di litigi. La situazione significativa che riassume la vita in un vicinato è la tipica richiesta di una foglia di prezzemolo o di basilico. “Jannhn ce tn n’zc d ptrsn ca jh l’j frnt?”: la tipica richiesta di prezzemolo. E parlando col marito quella che doveva dare il prezzemolo: “I’ ggj ddè lna faugghj d’ ptrsn a kera zeccla putten d jannhn!”

    CSM

    13 Jul 09 at 12:15

Lascia un commento