P-DAY
Come ho già avuto modo di scrivere in altre occasioni, il giorno dell’arrivo del pacco di cibarie provenienti da Materatown, altrimenti detto P-DAY, è uno tra momenti più emozionanti della vita di un fuorisede. E poichè una settimana fa è stato uno di questi per chi vi scrive, voglio condivedere con voi, cari lettori, questa indescrivibile esperienza e farvene una cronaca:
SETTIMANA ANTECEDENTE IL P-DAY
Dovete sapere che la composizione del pacco viene concordata settimane prima del suo arrivo tramite innumerevoli telefonate tra il sottoscritto e la propria madre la quale insiste che sia io, il suo pargolo, a fare delle vere e proprie ordinazioni, chiedendomi: “A mamma se ti serve qualcosa di particolare fammelo sapere! “ Io, ipocritamente, minimizzo dicendo: “Ma no mamma, non ti preoccupare, non mi serve niente! “, sapendo perfettamente di dire una cosa inutile, in quanto il “progetto pacco” è oramai in pieno svolgimento e nulla lo può fermare. Si va avanti così per circa una settimana tra domande del tipo “Ma di olio ne hai? Ed i biscotti per il latte? Ti mando anche un po’ di orecchiette fresche che te le fai la domenica? ” fino al giovedì precedente il giorno fatidico della partenza vera e propria del pacco (ndr: venerdì sera ) tramite quegli “angeli in terra” che, muniti di furgone, partono da Serra Venerdì alla volta della città nordica dove vivo.
48 ORE DAL P-DAY
L’ intera giornata del giovedì fino al venerdì mattina, le comunicazioni con Materatown mi vengono inibite o bruscamente “filtrate” da mio padre che, con tono tra l’imbarazzato e il perentorio, mi comunica: “Non ti posso passare mamma al telefono perchè è impegnata in cucina! “. Quindi, salvo imprevisti dell’ultim’ora del tipo “Nonna ti ha preparato del limoncello, te lo mando nel pacco? “ 48 ore prima dell’ arrivo del prezioso “involucro cartonato” in famiglia imperversa il più estremo riserbo e silenzio!
24 ORE DAL P-DAY
Verso le ore 20.00 del venerdì, a poche ore dall’ora X, come per miracolo, i nostri rapporti ritornano ”normali” e posso nuovamente udire la voce di mia madre che, uscita dalla cucina dove si era auto-segregata per ben 24 ore, mi comunica che il frutto del suo immane lavoro è stato confezionato ed ha appena lasciato Materatown alla volta di casa mia al Nord. Sento anche mio padre, che essendo stato l’addetto alla sistemazione dei cibi all’interno della scatola, nonchè della sua chiusura e messa in sicurezza, mi dà consigli del tipo:”Allora, ascoltami bene, le orecchiette sono in cima così non vengono schiacciate! Mi raccomando, quando sollevi il pacco, tieni una mano sotto. Ho rinforzato il fondo con dei fogli di giornale ma non si sa mai! ” Non è mancata neanche in quest’ultima occasione, come oramai da tradizione, una breve chiacchierata con mia sorella che, durante l’intero processo di preparazione del pacco, era stata eletta, o meglio si era autonominata “assaggiatrice ufficiale” di ogni tipologia di cibaria che mia madre aveva preparato, comunicandomi con tono professionale le sue recensioni ( “Madò! Ti arriveranno delle polpette che sono la fine del mondo! E non ti dico i peperoni che libidine!! “) facendole seguire da suoni e versi goduriosi per enfatizzare il concetto appena espresso!
P-DAY
E finalmente di sabato mattina arriva il tanto agognato P-DAY annunciato da uno squillo di citofono. Apro il portone ed in canottiera e “pianelle” (anche la forma vuole la sua parte nel P-DAY!) mi dirigo nell’atrio dove trovo lui, il pacco, ai piedi dell’ascensore e con la coda dell’occhio faccio appena in tempo a vedere il furgone che va via a tutta velocità! Eccitato lo porto nell’ingresso di casa e la prima cosa che faccio è chiamare Materatown per comunicare l’arrivo a destinazione del gradito omaggio. Parto a quel punto con l’apertura del pacco ed inizio la sistemazione delle vettovaglie. Nell’ordine (ndr: la lista è reale e rispecchia minuziosamente il contenuto del pacco arrivatomi ) e perfettamente “etichettati” : Pane, Focacce di Paoluccio, Orecchiette, Parmigiana, Polpette “saltate” nel vino bianco, Scamorze, Caprino, Manteca, Pasta al Forno, Taralli, Olio, Carne, Salame, Soppressata, Involtini, Ragù di carne con Braciole, Timballo di patate, Peperoni con le uova e, per finire, la mia passione…Peperoni Mollicati (vedi fotografia all’inizio dell’articolo, fedele riproduzione dell’ originale ricevuto!).
ORE SUCCESSIVE IL P-DAY
Finita l’opera di immagazzinamento, non prima di aver fatto uno spuntino con polpette e caffè, richiamo per l’ennesima volta la famiglia per rassicurarla sulla perfetta riuscita della spedizione e che nulla è andato perduto o rovinato durante il viaggio. Le domande di rito che mi sento rivolgere sono: “Le orecchiette non si sono mica schiacciate? La vaschetta dei peperoni è arrivata bene? Non è che è uscito un po’ di olio? La carne mettila subito in frigo mentre le scamorze tirale fuori dalla carta! ” Nelle ore successive, ma anche nei giorni seguenti, per ogni cibo utilizzato proveniente dal pacco ho dovuto ovviamente “dare soddisfazione” a mia madre riferendole lusinghieri giudizi sui prodotti inviati: “Mamma ho appena cenato con il pane di Materatown ed il caprino di Vito. Era squisito! E poi che poesia la parmigiana! “. La sua risposta anche questa volta è stata: “Non è che è già finita? Io ne volevo fare di più…ma tuo padre e tua sorella, non facevo in tempo a friggerle le melanzane, che subito si calavano affamati nel piatto. Ho dovuto mandarli via dalla cucina! Comunque la prossima volta che scendi te ne faccio dell’altra da portarti su. Tanto scendi a Materatown tra un po’!…Perchè scendi vero? ”
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ah ah ah! Il resoconto del P-Day, come immagino il pacco, non ha tradito le aspettative
Mi ha fatto pensare ad una scena di un filme, che non riesco però a rintracciare, proviene da Sabato, Domenica e Lunedì della Wertmuller, comunque anche questa non è male: http://www.youtube.com/watch?v=C-9hAlmDVjQ
hb
21 Sep 09 at 10:05
…ma solo voi avete queste meravigliose mamme che vi mandano sti fantastici pacchi?! A me mia mamma manco comprava il latte e il pane quando tornavo a materatown dopo mesi
Mah!
ex-universitaria
21 Sep 09 at 10:28
Bello , divertente ma il sorriso è sempre un po’ amaro!
michele
21 Sep 09 at 12:07
bè, io anche da fidanzata mi sono adoperata per inviare miracolosi pacchi pieni di leccornie del sud: la nonna mi diceva sempre ” se vuoi legare un uomo devi prenderlo per la gola”
anna
24 Sep 09 at 14:49
Che spasso! Chissa perchè credo ad ogni lettera che hai digitato. A me il P-DAY capita raramente, in genere lo faccio capitare andando a prendenderlo direttamente. A volte faccio delle puntate giù per lavoro. Bene, nonostante il viaggio lui(il suddetto P)se lo faccia comodamente appollaiato sul sedile posteriore della mia macchina, è comunque super accessoriato! Ha tanto di airbag laterali! Poi appena è a Roma il pane di Materatown (già affettato)è il primo ad essere catalogato in bustine, manco fossero reperti archeologici e congelato per i periodi di magra. Seguono i pomodorini, le scamorze..etc
Sistemato il P di Materatown mi occupo dell’altro P, proveniente da Canosatown…che fai il mio ragazzo non lo teniamo contento? Quello in genere è allocato in una borsa-frigo tecnologica
Carino questo blog…da oggi inizio a seguirti. A presto!
Sabrina C.
30 Sep 09 at 21:14