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Tutto il mese è noia!

con 2 commenti

califanoPer fortuna Novembre è oramai alle spalle. Dico “per fortuna”, in quanto, dopo anni di vita da fuorisede, tra le poche certezze che ho acquisito, oltre a quella che mai i miei occhi mortali vedranno un treno delle FS stazionare nella mia città natale, c’è quella che il mese appena terminato è per lo stanziale di Materatown il peggiore di tutti. Infatti, per una strana alchimia, per una maledizione le cui origini mi sono sconosciute (qualcuno sostiene perchè le spiagge di Metaponto o Castellaneta sono oramai un lontanissimo ricordo!), lo stanziale, allo scoccar della mezzanotte ed un minuto del 1° Novembre, viene colto da uno senso di prostrazione, di noia ed apatia che si trasforma in scoramento fino a raggiungere casi di vera e propria depressione con conseguenze anche gravi per la sua psiche. Il fuorisede, dal canto suo, di questa atmosfera triste e cupa che sembra avvolgere la città, ne ha sentore grazie ai colloqui che è solito avere con gli amici stanziali, i quali, improvvisamente, iniziano a rapportarsi con lui solo ed unicamente in termini di “lamentele” ed “insoddisfazione”. A dimostrazione di ciò vi racconterò tre episodi che mi hanno visto protagonista che, credetemi, vi riporto in maniera fedele:

EPISODIO 1: BEATO TE CHE LAVORI

Durante la mia pausa caffè verso le 15, 30 decido di chiamare un mio amico stanziale sul cellulare. Il telefono squilla per un bel po’, e, proprio mentre sto per chiudere, sento un <<Pro’!>> che sembra provenire dall’oltretomba. Quindi esordisco: <<Ehi ciao! Come stai? Ma ti disturbo?>>

Il mio amico mi risponde: <<No! Stavo dormendo…>>
<<Beato te!>>
-controbatto- <<Avrei voglia di dormire anch’io!>>

Non l’avessi mai detto! Infatti mi sento dire: << Seeee! Beato me! Che vuoi che faccia? Qui a Materatown puoi solo dormire!>>

Colto di sorpresa ed anche un po’ seccato affermo: <<Sì, adesso vuoi vedere che sono io quello fortunato perchè lavoro anche il pomeriggio?>>

A questo punto irritato sembra essere lui, che mi rimbrotta: <<E certo! Almeno tu fai qualcosa! Vedi gente diversa, vivi in una grande città e poi chissà la sera quando finisci di lavorare quante cose puoi fare! Qui sembra di vivere in una città di addormentati!>>

Provo a spiegargli: <<Guarda che appena finisco di lavorare, me ne vado a casa e, bene che vada, mi farò 2 ore di fila in macchina prima di arrivare!>>

Ma è una battaglia persa in quanto mi sento rispondere: <<Ma il week-end però almeno tu ti diverti!>>

A questo punto, visto il tenore della telefonata e per non rovinarmi il caffè, chiudo la conversazione con un: << Vabbè adesso è meglio che torno a lavorare. Comunque riprenditi!>>

Il mio amico anche lui mi saluta: <<Ok! Quando scendi a Natale però fatti sentire chè oramai io esco solo quando ci vediamo!>>

<<Non mancherò. Buonanotte allora!>> concludo.

 
EPISODIO 2: IL CONCERTO

Breve premessa. Alcune volte lo stanziale, in preda a noia, prova a reagire a questa cupa atmosfera rivolgendosi all’amico fuorisede con proposte assurde, sperando così di trovare una soluzione al “male oscuro” che sembra averlo colto. E così un bel venerdì pomeriggio mi suona il cellulare e dall’altro capo del filo c’è una mia amica stanziale:
<<Ciao bello (ndr: ovviamente è solo un modo di dire!) come va?>>
<<Bene! A parte un po’ di influenza>> dico <<E tu?>>

Parte la lamentela:<<Ahhh! La solita vita di tutti i giorni! Qui non cambia mai nulla! Vedi sempre le stesse facce. Anzi è un periodo che per strada non vedi neanche quelle. C’è il deserto in giro! Pensa, sono da Tina e non ho dovuto neanche fare la fila!>>

Non capendo assolutamente cosa mi stia dicendo chiedo spiegazioni: <<Scusa ma chi diavolo è Tina?>>

La mia amica risponde: <<Tina, come non sai chi è?>>

Insisto confermando la mia ignoranza: <<E no che non lo so! Perchè dovrei conoscerla?>>

<< E’ la mia estetista!>> – mi informa- <<In genere, nonostante la prenotazione, devo fare una fila di 2 ore, invece oggi non c’è nessuno! Comunque ti chiamavo per dirti che avevo pensato di venirti a trovare. C’è un bellissimo concerto dalle tue parti. Verrei sabato sera con una mia amica e i nostri fidanzati.  Potremmo dormire a casa tua e poi tutti insieme prendere il treno ed andare al concerto!>>

In evidente imbarazzo provo a farla ragionare: <<Mah sai, se me lo dici solo il giorno prima, mi è difficile organizzarmi! Poi farvi dormire tutti a casa mia è un po’ un problema!>>

Poi, visto che in genere queste sono più che altro delle “boutade” che non si realizzano mai, ma che servono solo allo stanziale a farlo sentire “attivo”, fingo un viscido entusiasmo, non prima di essermi assicurato che la cosa è realmente impossibile: <<Comunque si può fare! Ma hai già fatto il biglietto del treno? E quelli per il concerto li hai già comperati?>>

E come sospettavo mi sento rispondere: <<Nooo! Non ancora. Anzi non ho neanche detto niente alla mia amica ed al mio fidanzato. Volevo sentire prima te se eri disponibile!>>

Sempre più ipocritamente allora continuo:<<Ma certo che lo sono! Sì dai! Venite allora!. Che bella idea che hai avuto! Vi aspetto!>>

Ovviamente il sabato è passato, così come la domenica e le settimane successive. Della mia amica ho perso ogni notizia!

 

EPISODIO 3: IL VISIONARIO

Quello che mi accingo a raccontarvi è l’aspetto più doloroso della crisi novembrina che attanaglia lo stanziale. Nei casi più gravi lo sconforto ed il tedio lasciano il posto ad un pessimismo cosmico di leopardiana memoria accompagnati da fenomeni di misantropia e mania di persecuzione. Leggete cosa mi è accaduto quando ho chiamato un mio amico stanziale per avere un consiglio professionale su un problema che avevo:

<<Pronto? Ciao! Come stai?>> esordisco

<<Esaurito!>> mi sento rispondere

<<Cominciamo bene>> penso tra me e me. Ma oramai la telefonata è iniziata e quindi continuo: <<Perchè esaurito?>>
<<Perchè questa è una città di esauriti. Anzi qui sono tutti più esauriti di me! Sono tutti rintanati in casa!>> mi spiega per poi continuare: <<Ma da dove mi chiami?. Sul cellulare non è apparso il numero!>>

Provo a dare una spiegazione: <<Non lo so perchè non è apparso il numero. Alcune volte capita!>>

E qui esplode la mania di persecuzione: <<Te lo chiedo perchè sono un po’ di giorni che mi arrivano telefonate anonime ma dall’altra parte sento che c’è qualcuno che però non parla!>>

Provo a sdrammatizzare scherzando: <<Sarà qualche tua spasimante! E comunque non sono io!>>

<<Credo sia la mia “ex”>> mi spiega

A quel punto tento di riportarlo alla ragione:<<Ma se vi siete lasciati 3 anni fa e lei sta con un altro. E poi ad esser proprio precisi è lei che ti ha lasciato!>>

Ma lui serio va diritto per la sua strada: <<Lo sai che da un po’ di giorni sotto casa mia staziona sempre le stessa macchina! Ho la sensazione di essere pedinato! Per me è “lei” che indaga!>>

Ora mettetevi nei miei panni. Avreste continuato la conversazione chiedendo il consiglio professionale che era poi il motivo della telefonata? Provo comunque a suggerirgli:<<Eh va be’! Adesso fammi andare! E non ci pensare alla tua ex! Prova a distrarti!>>

<<Ci provo! Stasera me ne vado a Gravina!>> mi risponde

<<Bravo! E adesso scusami ma devo proprio andare!>> lo saluto

e lui: <<Ciao! A Natale però ne parliamo meglio di questa storia!>> 

<<Certamente!>> lo rassicuro e chiudo tirando un sospiro di sollievo.

Benarrivato Dicembre!

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Scritto da materatown

1 December, 2009 alle 00:01

Pubblicato in Materatown

2commenti all'articolo 'Tutto il mese è noia!'

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  1. Quanto racconti mi fa pensare che sabato sono stata contatta in chat da una mia amica fuorisede, che frequentavo assiduamente più di 10 anni fa, che mi ha chiesto come mai più di 10 anni fa mi sono arrabbiata e ho smesso di frequentarla assiduamente… quando le ho fatto notare che ero in ufficio e non mi sembrava il caso di parlare di queste cose (anche perchè faccio fatico a ricordare il motivo dell’ultima discussione con mio fratello… figuriamoci le cose accadute 10 anni fa) mi ha risposto dicendomi che non voleva disturbarmi e che dovrei evitare di essere sempre così rigida…
    la mia conclusione è che forse novembre è un mese difficile per tutti i materani stanziali o fuorisede :) speriamo in dicembre che come dice qualcuno “sarà un dicembre freddo che non si arrende”.

    Carmela

    1 Dec 09 at 18:54

  2. Tu sei un mito!!!! Leggo sempre i tuoi articoli ed è incredibilmente tutto vero!!! Ma lo possiamo capire solo noi che stiamo fuori, gli stanziali non se ne accorgerebbero.

    Ciao e continua così.

    Francesco

    1 Dec 09 at 23:32

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