La ritirata dei fuorisede!
Le feste natalizie sono oramai definitivamente terminate e le ultime pattuglie di fuorisede sono in triste e lenta ritirata da Materatown alla volta delle terre nordiche. La devastazione che hanno lasciato alle loro spalle sia nel fisico che nella psiche degli stanziali ce la descrive, con ironia ed arguzia, l’articolo che segue firmato dallo stanziale Anakin, già noto ai più fedeli lettori di questo sito per essere stato il vincitore del Concorso “Materatown per un giorno”. Buona lettura:
“Già. Premetto che, per (s)fortuna, si tratta di incursioni, non di invasioni. Lo Stanziale sa in anticipo che, passata la tempesta, tutto tornerà come prima. Bisogna solo sopravvivere ad un paio di settimane di contorcimenti spazio temporali, pretese di ubiquità, congestione di tutte le arterie cittadine ed esilio dai propri locali / luoghi di svago preferiti… Ma andiamo con ordine.
Pare che dopo l’Immacolata Materatown inizi il suo periodo dorato di trepida attesa delle feste natalizie. Tra stanziali e fuorisede inizia, lento, un incremento del traffico telematico: mails, telefonate, SMS, conti alla rovescia su facebook et similia. Si pianificano rimpatriate, pizze di comitiva, cene in campagna, caffè in tranquilli bar periferici, fino al veglione di Capodanno. Le feste, nel frattempo, si avvicinano. Gli stanziali previdenti, modestamente mi ritengo tra questi, dopo anni di doloroso apprendistato, anticipano gran parte delle compere di Natale. Finché arriva il primo sabato che precede il Santo Natale. Lo Stanziale, invariabilmente, come cadendo dalle nuvole, scopre che la solita coda al semaforo è raddoppiata: ” Saranno gli universitari che tornano dal Nord “. Ma è solo l’inizio.
La Sera, trovare parcheggio in centro è diventato più difficoltoso del solito. Dopo le 22, un posto a sedere in un qualunque locale è un miraggio. Il nostro stanziale ne è quasi contento: finalmente la routine va a farsi benedire, si ricominciano a vedere facce amiche e a parlare di persona con qualcuno dei fuorisede che ci sta più a cuore. La settimana di Natale, però, le cose precipitano. In blocco, il 95% dei fuorisede compare a Materatown come d’incanto. E si scatena l’inferno.
<<Ciao, da quanto tempo, senti, ci prendiamo un caffè?>> In media ricevo 4 di queste telefonate il 22 dicembre e 8 il 23.
<<Scusa il ritardo ( di 45 minuti ), ma dopo pranzo è passata mia zia a salutare, dopo sono dovuto andare dalla Nonna ma c’era un traffico…>>
I tempi di percorrenza in auto triplicano, con la complicità dell’incapacità, da parte degli abitanti di Materatown, senza distinzione tra stanziali e fuorisede, di compiere più di 400 m di strada a piedi.
Materatown si riempie di accenti settentrionali diversi: quello dei fuorisede di lungo corso, in cui la parlata settentrionale si scioglie comunque col passare dei giorni, e quello delle loro fidanzate/i, impermeabile ai nostrani troncamenti delle vocali finali. Spesso mi è capitato di dover accompagnare tali coppie miste per i sassi ( compito agevole, dopotutto ) e per il Parco della Murgia, cosa di gran lunga più faticosa. Ma non c’è modo di sottrarsi alla richiesta dell’amico fuorisede che vorrebbe impressionare l’amichetta nordica con le bellezze nostrane. Purtroppo, secondo la mia esperienza, tali tentativi sono più che altro dannosi ed autolesionisti per l’orgoglio e l’autostima congiunta di stanziali e fuorisede: infatti, il nordico esemplare termina la sua visita con la precisa convinzione che, dato il potenziale turistico, enogastronomico, culturale, carlolevistico ed economico di Materatown e dintorni, gli autoctoni devono essere come minimo incapaci e folli per essere costretti all’emigrazione ed iniziano a guardare il partner fuorisede con sospetto e diffidenza.
Ma, lo scenario di gran lunga più catastrofico è anche il più frequente: immaginiamo il nostro povero stanziale che è d’accordo per una birra ( di saluto, di commiato, fate voi… ) “stasera”. Senza ulteriori specifiche istruzioni, il Nostro, che pensa di essere oramai scafato a tutto, cena, si mette le scarpe, va in centro verso le 2100 – 2130 ed inizia l’attesa. Ultime notizie conosciute degli amici fuorisede: stiamo arrivando. Così, per circa un’ora, il nostro stanziale inizia un circuito solitario tra la piazza e la piazzetta, tra fontana, fontanino e fontana ferninandea, riducendosi, alla fine, ad ideare una mostra fotografica di scatti presi in notturna col cellulare nuovo pur di far passare il tempo. Finalmente i fuorisede arrivano. Dopo i saluti di rito, i fuorisede, generalmente, decidono di ignorare che per un’oretta lo stanziale ha peregrinato come uno zombie nelle comode condizioni meteorologiche di finedicembre – iniziodigennaio e propongono all’unisono:<<Ci facciamo una passeggiata?>>
Così, i nostri eroi fanno il loro ingresso nell’agognata birreria ben oltre le 23…
La serata passa allegra e rapida ( compatibilmente col grado di affollamento del locale ) mentre le tematiche che su queste pagine sono ospiti frequenti vengono sviscerate da innumerevoli punti di vista. Il vino nel bicchiere si esaurisce ed il Nostro Stanziale si prepara al commiato dai suoi amici fuorisede, per la serata o per qualche settimana / mese, a seconda. Ma voi, cari sagaci lettori, sapete bene cosa sta per succedere, no?
Colpo di scena: Arriva improvviso un nuovo gruppo di fuorisede proveniente da un altro locale, anch’essi amici fraterni, che vi saltano addosso come cuccioli affamati d’affetto. Vi si stringe il cuore a rivelare l’amara verità: <<sono le dodici e mezzo, domani lavoro, vorrei andare a casa>>e, grazie all’esperienza passata, riuscite anche sopprimere l’impulso di domandar loro:<<Ma non potevi venire due ore fa mentre mi congelavo in piazza?>>
Il fatto è che per il fuorisede lo spaziotempo è irrimediabilmente deformato. Sono profondamente convinto che l’uomo conquisterà le stelle superando la velocità della luce anche grazie al contributo scientifico derivante dagli studi sulla soggettività del tempo dei fuorisede. Propongo, pertanto, che a Materatown sorga quanto prima un’alta scuola di specializzazione che si occupi, con l’obiettivo di viaggiare tra le Stelle, del perché di questa anomalia spaziotemporale che, banalmente, costringe i fuorisede a fare tra le 23 e le 3 del mattino le stesse identiche cose che il resto dell’umanità fa tra le otto e mezzanotte.
E qui si vede la magnanimità dello stanziale, che sa bene che per lui vi saranno solo 3 ore di sonno prima di una giornata lavorativa, mentre, magari, per il povero fuorisede ci sarà una giornata di viaggio verso le gelide pianure del nord. Quindi, mentre le ore diventano piccole, la festa ricomincia da capo tra le viscere sotterranee di Materatown, fino ad un comunque malinconico commiato, in cui tra fuorisede e stanziale c’è uno scambio paritetico di invidia e sollievo per le rispettive condizioni.
Amore e morte, yin e yang, giorno e notte, ma anche fuorisede e stanziale: ecco la vera peculiarità di Materatown!
Ed ora che le feste sono terminate, che i fuorisede sono oltre l’orizzonte della littorina, delle linee autobus e delle automobili ormai targate MI, TO, BO, FI, non mi resta che incominciare il mio nuovo conto alla rovescia ed iniziare ad organizzare la Pasquetta: Oh, mancano solo 4 mesi!!!” (Firmato Anakin)





Bè Anakin, non credo che ci sia bisogno di una “scuola di alta specializzazione”. Molto semplicemente il fuorisede a Matera (ma questo vale in qualunque altro posto) a Natale è in vacanza. Lo stanziale no!
Luigi
14 Jan 10 at 10:17