Dieci-cento-mille Vespa
Come l’Italia intera ha come punto di riferimento del dibattito politico nazionale Bruno Vespa, così Materatown ne può vantare uno locale, che però, per arguzia, capacità di analisi e conoscenza della materia, vale dieci-cento-mille Vespa. Il nostro eroe,infatti, non perde mai occasione per rendere pubblica la sua opinione in dibattiti, incontri e seminari, senza contare gli innumerevoli interventi nei vari mezzi di comunicazione che si contendono i suoi articoli senza esclusione di colpi. Per “Il Pomeridiano”, il nostro dieci-cento-mille Vespa è come uno di famiglia, tanto da chiamarlo ”nostro amico“, per non parlare poi di “sassilive.it” che per l’opinionista nostrano ha un vero e proprio amore tanto da averlo adottato e nominato ufficialmente, “politologo ” della città.
Dieci-cento-mille Vespa poi, in questo periodo, si sta veramente scatenando. Siamo infatti a poche settimane dal voto che designerà il futuro sindaco di Materatown e lui è lì che, quasi giornalmente, pubblica le sue argute analisi, dispensando a noi poveri elettori, vere e proprie lezioni di politica cittadina. Come l’orginale (ndr: Bruno Vespa), dieci-cento-mille Vespa ha con i politici nostrani un rapporto di vera e propria amicizia che gli permette di avere sempre notizie di prima mano. Infatti quello che per noi comuni mortali è l’ex-sindaco Avvocato Sen. Emilio Nicola Buccico, per lui è Nicolino, quello che per noi è il vicepresidente della Giunta regionale della Basilicata, Vincenzo Santochirico, per lui è Enzo e così per la dott.ssa “ex-compagna” Cinzia (Giacinta) Scarciolla, nuova promessa della politica di Materatown, che il nostro politologo chiama affettuosamente ”la nostra Cinzia “.
Ma quello su cui voglio soffermarmi in maniera particolare, non è tanto il contenuto di queste analisi politiche, troppo sottili ed argute per il sottoscritto, ma sul modo con cui vengono esposte. Infatti dieci-cento-mille-Vespa caratterizza i suoi scritti con uno stile del tutto personale ed originale, che rende tali opere riconoscibili tra mille ed uniche nel loro genere. Non esagero, credetemi, se mi azzardo a dire che potremmo parlare di stile vespistico o se preferite di Vespismo.
Andiamo dunque ad analizzare le principali peculiartà dello stile vespistico:
1) Farcire l’elaborato di dotte citazioni scientifico-letterarie, lasciando così trapelare al lettore la vasta cultura di cui è in possesso l’autore dello scritto e mettendo quella giusta distanza intellettuale tra chi scrive e chi legge. Esempi:
- “Febbrili, quasi Browniani (se volete un giorno vi spiegherò cosa significa!) sono i movimenti in vista delle elezioni comunali e regionali ” (Sassilive )
- “Un po’ ricordano i ragazzi delle Termopili che cercarono circa 16 anni fa di rialzare le sorti del PPI.” (Sassilive )
- “Poi caro Giovanni se hai coraggio ed idee ti aspetto a “Filippi” per incrociare le nostre idee sulla nostra città” (Sassilive )
- “ L’esperimento mediatico politico messo su dal geniale tycoon nostrano (deve avere un suo ritratto che invecchia al posto suo come Dorian Gray!) (Sassilive )
2) Riempire l’elaborato di termini o di frasi intere in lingua straniera, soprattutto in inglese, dando così all’opera un carattere internazionale, sottolineando, qualora ve ne fosse bisogno, che dieci-cento-mille Vespa è persona che ha viaggiato, ha girato il mondo e che quindi parla, o meglio scrive, “a ragion veduta” vista l’enorme esperienza che ha maturato grazie al suo continuo peregrinare: Esempi:
- “Questo lo si può fare solo con i “Dreamer” capaci di sognare ad occhi aperti ” (Sassilive )
- “Hanno impostato il loro programma [...] ripromettendosi di analizzare alcuni indicatori chiave (”fingerprint” come dicono gli yankee …)” (Sassilive )
- “Circolo Gino Giugni fatto da duri e puri dissociatisi all’ultima ora dall’IDV non accettando [...] “new entry” femminili di quel partito” (Sassilive )
3) Commettere volutamente evidenti errori grammaticali dovuti ad un vezzo poetico (potremmo definirle licenze vespistiche), ma anche ad un geniale espediente per comunicare al lettore la filosofia che è alla base del Vespismo e cioè concentrarsi più sui profondi contenuti che vengono comunicati che sulla forma:
- “coloro [...] che hanno un’occhio sulla nostra realtà locale” (Sassilive )
- “temo che il dibattito politico a Matera stia subendo un ulteriore involuzione” (Sassilive )
- “al di la c’è invece corruzione, crepuscolo, stridore di denti” (Sassilive )
- “Una città più bella ed orgogliosa di se ” (Sassilive )
- “Ed i “Dreamer” grazie addio ci sono ancora!” (Sassilive )
P.S.: Riguardo l’ultima citazione (” grazie addio” ), ad onor del vero, non sono sicuro che il nostro politologo avesse intezione di scrivere “Grazie a Dio”. Ho il dubbio che volesse essere semplicemente un commiato a delle non meglio specificate “Grazie”! Ma questo può svelarcelo solo lui!
Share




110 e lode! E ci aggiungo pure la pacca sulla spalla ed il bacio accademico
stanziale
16 Feb 10 at 09:29
Madoo pure tu Materatown con questo V… ma quanto vi piace su internet parlare male di questo qua, visto che è l’ennesimo commento su questa persona. E’ ovvio che quell’articolo è spazzatura neanche riciclabile, ma così come parlare male degli articoli di Feltri non ha senso, così credo che non abbia senso fare tutta sta polemica su una evidente spazzatura. Stai diventando un po’ come gli stanziali, che si accaniscono sui miti sfiniti “Cucù, pane di Matera e Carlo Levi”, adesso ti sei aggiunto pure a parlare del mito locale “V.”. Ti credevo “nzhc kiù s’nziel”, ma a quanto pare ti stai appiattendo pure tu.
B.
16 Feb 10 at 18:34
RIngrazio chi ha scritto l’articolo sul “vespismo”. Ha colpito nel segno! L’analisi che fa è perfetta. Sbaglia solo su di una cosa: gli orrori ortografi sono veri e non voluti! Un pò perchè non ho dimestichezza con i tasti alfanumerici del PC ed un pò…perchè ho molta più dimestichezza con i numeri. E’ vero che voglio creare distanza ma solo per non farsi ferire più oltremodo… Sono stato anche io un fuorisede che ha voluto tornare a casa perchè credevo potessi dare un contributo nel rialzare le sorti della propria terra. Avevo visto il film “Rocco ed i suoi Fratelli” di Visconti. Chi lo ha visto non può che pensare al “ritorno” nella propria terra. Sono stato molto fortunato perchè ho trovato il lavoro che avevo sognato, il più bello del mondo, proprio sottocasa. Potevo chiudere qui ma, per formazione personale – prigioniero quale sono della mia stessa passione civile- mi sono buttato a capofitto sprezzante e guascone qual ero e sono, nell’arena politica. Ancora adesso sto leccandomi le ferite delle mie battaglie “senza speranza” ed ho maturato la convinzione che solo un evento traumatico, rivoluzionario, sconvolgente può cambiare l’organizzazione feudale del nostro sistema sociale e politico. Ma intanto oggi ai miei figli sento solo il dovere di dare lo stesso consiglio che il “vecchio Noiret” del film “Nuovo Cinema Paradiso” di Tornatore diede al piccolo Salvatore. Scappa da qui, vai via e non tornare mai più nemmeno per il mio funerale!
Solo una cosa…quello che dico credo che non sia affatto spazzatura come dice senza tanto garbo B. !!
10-100-1000 vespa!!
17 Feb 10 at 12:07
Trovo che l’articolo sulle riflessioni di Franco Vespe l’indice della scarsa cultura politica e scadente livello umano che caratterizza una parte (per fortuna minima) della cittadinanza materana. Evidentemente non avevdo la volontà, la forza e l’intelligenza di confrontarsi sulle idee in maniera seria e pacata, ci si concentra sul “contenitore” in maniera direi meschina. Le provocazioni di Vespe possono anche incentivare a ricercare di colmare deficit di cultura che non sono imputabili al “provocatore” ma a chi, evidentemente, si trova in difetto. La nostra città ha bisogno di allargare gli orizzonti mentali che altrimenti sono chiusi un gretto e autosufficiente sistema parentale-clientelare. Da materano auspicherei che agli attacchi personali, agli sgambetti tra possibili candidati, ad atteggiamenti partigiani, si sostituissero sforzi per elaborare programmi fattibili, espressioni concrete di attaccamento al bene comune e non a logiche di spartizione di potere,dialogo e convergenza sui veri problemi della città.
don pasquale giordano
17 Feb 10 at 12:50
Certo che davvero l’ironia nei territori virtuali e non di questa cittadella, è ingrediente sconosciuto. A me piace quando qualcuno, con serietà e leggerezza, riesce a condire gli spesso insipidi “dibattiti” con vivaci aromi. E in questo, lasciatemelo dire, l’anonimo Materatown, rimane insuperato.
HyperBros
17 Feb 10 at 13:27
Ah dimenticavo! Io sono molto più bello di Bruno Vespa!!
10-100-1000 vespa!!
17 Feb 10 at 13:41
Chi scrive quest’articolo sembra impersonificare uno stile che va sempre più forte nell’italietta di questi tempi (ormai morti per la politica).
Lei che scrive sembra infastidito dalla persona e non dagli argomenti e poi, secondo lei, siccome siamo vicini alle elezioni e il dr. vespe, che si scatena nelle sue analisi politiche cittadine, non dovrebbe farlo? proprio come in rai……
la morale è: non si parli di politica sotto le elezioni, altrimenti i comitati d’affari-politici non potranno stringere la morsa (= cappio) sui propri bacini elettorali.
a mio avviso chiunque abbia una opinione è giusto che la faccia presente per poter aprire una discussione. una discussione implica un confronto. dopo il confronto almeno si conoscono le opinioni degli altri e magari le si rispettano anche!
saluti da un fuori sede (non più per studio)
danielec
17 Feb 10 at 16:10
Occhio che arrivano le Wasp Brigades
miocognato
17 Feb 10 at 16:45
Grazie a Dio (ops..scusate “Grazie addio”) è intervenuto don pasquale giordano che speriamo riesca riportare sulla retta via quella pecorella smarrita di Materatown!
Paola
17 Feb 10 at 17:17
Paola, don Giordano Pasquale non ce la farà mai a redimere il peccatore di Materatown. D’altro canto, il solerte prelato, oltre a tacciarlo di scarsa cultura politica, lo ha anche cristianamente bollato “[di] scadente livello umano”… Ahimé, le fiamme dell’inferno lo attendono…
miocognato
17 Feb 10 at 17:49
ricevo da anni le riflessioni di Vespe e per me sono sempre momenti interessanti per pensare alla nostra città. Non mi interessa la forma, la eventuale spocchia o tutto quanto pure può essere detto sullo stile ecc. Ma mi aiuta a rapportarmi civilmente ad altri che magari la pensano diversamnete da me: e già questo è un risultato apprezzabile e utili in una società, l’Italia intera e Matera di conseguenza, in cui ci si divide e ci si odia tra chi la pensa come te e chi invece, il nemico, no. Un grazie a tutti per le riflessioni a cui inducono con i loro scritti.
giuliano chietera
18 Feb 10 at 06:14
E fu così che don Pascuale – scusatemi se sono contadino e faccio qualche errore – per la legge del contrabbasso, ritiratosi in meditazione sulle rive del Giordano, fu punto da dieci-cento-mille vespe. E gli si guastò il sangue.
Bertoldo
18 Feb 10 at 20:03