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I have a dream!

con 3 commenti

martin-luther-king“C’era una volta…Genchi, la Scarciolla, Savino, Materatown2019!” – diranno subito i miei lettori- “No, ragazzi, avete sbagliato! C’era una volta un sogno! “.Oggi, infatti, ”voliamo alto” e parliamo di SOGNI o meglio, del SOGNO per eccellenza del materano stanziale: la casa di proprietà. “Bella scoperta“- direte voi – “è lo stesso desiderio della stragande maggioranza degli italiani! “  Certo, ma c’è una differenza che rende questo sogno unico tra le mura di Materatown, una caratteristica aggiuntiva senza la quale il SOGNO è tale soltanto per metà. A questo punto del discorso sono certo che avrete già capito dove voglio arrivare, ma per i più distratti lo scriverò chiaro e tondo: sto parlando di quel vano di discreta metratura che viene costruito in parte o totalmente sotto il livello del suolo, spesso in stile altoatesino, per il quale il materano stanziale ha un amore viscerale e il non possederlo è fonte di elevatissima frustrazione. Insomma, in un’unica parola, della mitica nonchè super-agognata TAVERNETTA, status-symbol senza rivali in città ed è per questo motivo che lo stanziale, nella propria casa, è disposto a rinunciare a tutto, al secondo bagno, alla mansarda, persino al piccolo giardino con tanto di 7 nani, ma alla tavernetta mai!

Studi serissimi hanno dimostrato che a Materatown c’è una concentrazione di tavernette che farebbe impallidire città come Aosta o Madonna di Campiglio. La presenza di questo “vano semi o totalmente interrato”, raggiunge il picco massimo di diffusione, su quasi il 100% dei fabbricati, nei quartieri periferici, come Agna e Serra Rifusa, e precisamente all’interno delle “villette a schiera”, tipiche di quelle zone, dove lo stanziale adora rifugiarsi con tutta la famiglia potendo così dare libero sfogo al suo piacere che non di rado esplicita al suo simile meno fortunato con le seguenti espressioni:

  • <<Per fortuna che con questo caldo noi abbiamo la tavernetta dove si sta freschi!>>
  • <<Dai venite a casa nostra la sera di Natale che facciamo una partita a sette e mezzo giù in tavernetta!>>
  • <<I bambini li lasciamo in tavernetta così loro giocano e noi possiamo chiacchierare tranquillamente!>>
  • <<Il battesimo lo possiamo festeggiare in tavernetta così non sporchiamo tutta la casa!>>

A queste tipologie di stanziale, che utilizzano la tavernetta solo in occasioni particolari, se ne aggiunge un’altra non meno numerosa, composta di veri e propri fanatici, dei cosidetti ”duri e puri”, cioè di coloro che, oramai vittime inguaribili della “tavernetta-passione“ ne hanno una assoluta dipendenza. Costoro chiudono per 365 giorni all’anno tutte le altre camere della loro abitazione, e, con moglie e prole al seguito, si trasferiscono sottoterra, dove hanno dotato la loro tavernetta di tutte le più moderne tecnologie e di una tale quantità di vivande da far invidia ad un rifugio antiatomico, stando però ben attenti a mantenere quello stile “rustico- montanaro” di “heidiana” memoria senza il quale una tavernetta di Materatown non sarebbe tale (ndr: si va dai classici tavoli in legno massiccio e dall’immancabile camino con tanto di ”padellone” in rame rosso posizionato sopra, fino alle più originali balestre o ”spadoni” medioevali appesi al muro). Ovviamente, molti di questi tavernetta-dipendenti arrivano poi a 40 anni vittime di reumatismi a causa dell’inevitabile umidità presente nel sottosuolo e con enormi problemi alla vista dovuti alla prolungata assenza di luce solare. Ma questa è un’altra storia!

Io, onestamente, non so dire da dove nasca questa “tavernetta-passione“; forse nel DNA abbiamo quella tendenza a vivere nell’ombra, quasi a volerci nascondere dal mondo che ci circonda, o molto più semplicemente è la conseguenza di un fattore ereditario che ci è stato trasmesso dai nostri padri che vivevano nei Sassi al buio e sotto il livello del piano. Fatto è che, per un materano stanziale, lo scendere una o più rampe di scale e rifugiarsi nelle viscere della terra è un piacere che non ha prezzo!

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Scritto da materatown

15 March, 2010 alle 00:27

Pubblicato in Materatown

3commenti all'articolo 'I have a dream!'

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  1. Caro Materataun,
    l’analisi della “tavernetta…as a dream”, è anacronistica…oggi…per il Materano medio trentenne… il sogno potrebbe essere un buco…magari a Piccianello (buco…diciamo 50 metri quadrati?)da ristrutturare…
    perchè un bel giorno non ci parli delle abitazioni da 73 metri quadri a Bottiglione da 190 mila euro? Della cementificazione del Materano, di quel quarto di abitazioni dove il contatore enel non gira…e ancora delle aiuole che diventano palazzi…
    sempre col tuo solito stile….credo che si possa fare…la tavernetta lasciamola ai Padri…ora consideriamo i Figli..no?

    stakio

    16 Mar 10 at 15:06

  2. Io ormai ho sulle scatole quelli che definisco con disprezzo i miei concittadini. Che affittano e sub-affittano questi buchi sotterranei che chiamano tavernette a prezzi esageratamente alti. C’è mercato? No, c’è solo la voglia di metterlo in quel posto agli altri. E i sindaci o aspiranti tali, dal primo all’ultimo si divertono tra loro, pacche sulle spalle, a spartirsi quel poco che è rimasto. Le associazioni si accapigliano per cercarsi un posto al sole, anzi all’ombra dei sassi, i giornalisti leccano i sederini dei potenti tutti, e pongono domande pre-ordinate. E i giovani, che continuano a sentirsi tali solo dentro, non possono pensare a metter su uno straccio di famiglia, in questa città di straccioni arricchiti, sulle spalle, non della povera gente, ma dei giovani, ai quali hanno rubato gli anni più belli.

    Il magic trio: Acito, Tosto, Adduce è a NOI che devono dare risposte. Gli intellettuali della citta dei Sozzi, è a NOI, che devono rendere conto.

    Perdona la durezza, Materatown.

    Materano medio, anzi sottoterra

    17 Mar 10 at 11:18

  3. E’ vero, non ci avevo mai pensato alla Tavernetta-Passion!
    Io mi vanto perché posso avere la birra fredda senza tenerla nel frigo :)

    Mirtilla

    18 Mar 10 at 17:40

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