Il sito dei fuorisede di Matera

Archive for November, 2013

Il Quotidiano di Materatown – Edizione 2019

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Written by materatown

November 25th, 2013 at 12:01 am

Verba volant

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Giovedì scorso, in Piazza Vittorio Veneto, durante la manifestazione di chiusura della campagna elettorale del PD, ampiamente diffusa da un reportage di hyperbros, un ragazzo si è portato ai piedi del palco delle “autorità” dove in quel momento stava parlando il Sindaco Adduce e, stringendo tra le dita una sigaretta, ha iniziato a contestare gli oratori, prima dando un consiglio amichevole:  <<A CASA! …A CASA! VE NE DOVETE ANDARE A CASA!!>> per poi concludere con un perentorio imperativo:<<VERGOGNATEVI!>>.  Non entro nel merito della questione e cioè se fosse giusto oppure no quello che il giovane stanziale declamava alla classe dirigente del PD lucano, nè se quello fosse il modo più consono per esprimere la sua visione politica. Quello che, invece, mi ha incuriosito, nel vedere questa scena, è stata la reazione di indifferenza di quasi tutti coloro che erano presenti sul palco. Ho detto “quasi”, perchè uno solo ha risposto verbalmente al contestatore e sto parlando di Cosimo Muscaridola, il Segratario del PD di Matera. Purtroppo le immagini non chiariscono bene con quali parole il fine politico materano ha controbattuto al giovane irrequieto. Noi vi riproponiamo la scena nonchè alcune nostre interpretazioni (10 per la precisione) su quanto detto dal Muscaridola ricavate dalla lettura del suo “labiale”. Purtroppo si tratta di mere ipotesi ed, ovviamente, altre teorie a riguardo sono le benvenute. Buona visione.

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Cosa ha detto Cosimo Muscaridola?

  • Ipotesi 1: <<Vattìn che mi stoni le recchie con il tuo ululo!>>
  • Ipotesi 2: <<Camìn torna a casa chè mi è entrato nell’ occhio un granulo!>>
  • Ipotesi 3: <<Cùs mi sembra appena uscito dal film: “qualcuno volò sul nido del cuculo”!>>
  • Ipotesi 4: <<Uagliò va velosh tu e cur tr’mon di Grillo di cui fai l’emulo!>>
  • Ipotesi 5:<< Zà da dò che so stanco! Oggi ho faticato come un mulo!>>
  • Ipotesi 6: <<Cì mancava solo cùs stasera! Ho mangiato troppo ed ho lo stomaco acidulo!>>>
  • Ipotesi 7: <<Statt ciùtt che non sento Adduce! Che cur già tiene un tono di voce tremulo!>>
  • Ipotesi 8: <<Uè minghiarìl smettila di muovere il tuo velopendulo!>>
  • Ipotesi 9: <<Meh giovane tengo male alla chèp e poi dentro sto’ impermeabile da Tenente Sheridàn sto stretto come in un loculo!>>
  • Ipotesi 10: <<Caro amico concittadino, comprendo la tua protesta ed io come dirigente del PD sono pronto ad ascoltare le tue rimostranze in un’ ottica di dialogo permanente che possa permettere una convergenza di intenti nonchè una risposta positiva e proattiva a quelle che sono le tue legittime aspettative di giovane sforzandomi in maniera coesa con tutte le forze riformatrici, progressiste e cattoliche illuminate della città a venire incontro al tuo rispettabile parlare querulo!>>
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Written by materatown

November 18th, 2013 at 12:03 am

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50 ottimi motivi per…

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Prima o poi un fuorisede, soprattutto se di lungo corso, si trova di fronte ad una scelta necessaria e drammatica nello stesso tempo: il cambio di residenza! Questa decisione non viene mai presa a cuor leggero avendo forti ripercussioni di carettere psicologico. Essa infatti appone il sigillo ufficiale alla condizione da fuorisede e, di conseguenza, sancisce  il definitivo allontamento dalla propria città natale. A parte però le conseguenze di tipo emotivo, ve ne sono numerose di carattere pratico non proprio vantaggiose: le trattenute IRPEF regionali e comunali sulla busta paga che aumentano, il premio dell’  assicurazione della propria autovettura che sale vertiginosamente, la scelta di un medico di famiglia che è un perfetto sconosciuto e che non vi rilascerà mai una ricetta o un certificato “sulla parola” ma vi costringerà ad ore intermitabili di coda nel suo ambulatorio insieme a vecchi ipocondriaci. Detto ciò, però, vi sono circostanze per cui vale la pena, tutto sommato, cambiare residenza. Alcuni di questi motivi (50 per la precisione) ve li proponiamo nel filmato pubblicato in basso. Buona visione:

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November 11th, 2013 at 12:01 am

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E.R. – Medici in ogni lista!

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Nella campagna elettorale in vista delle imminenti elezioni regionali c’è un particolare comune a molte delle liste dei vari partiti che ha attirato la mia curiosità. Sto parlando del folto numero di medici (Giuseppina Ammirati, Pasquale Bellitti, Tommaso Dubla, Teodosio Cillis, Luigi Bradascio, Felicetta Baldari, ed altri ancora) che supera di gran lunga, in proporzione, qualunque altra professione. Il motivo all’inizio mi era oscuro e proprio non riuscivo a capirne la ragione.

Certo non poteva essere, come qualche maligno sosteneva, che il fenomeno fosse dovuto ad un motivo strettamente “professionale” essendo molti di questi esperti di arte medica portatori di un bel pacchetto di voti dato dal folto numero di pazienti, ognuno dei quali certamente non farà mancare la propria preferenza nel segreto dell’ urna in segno di riconoscenza a colui che si prende cura della sua salute. Ma questo vorrebbe dire approfittare delle sofferenze altrui per ricavarne un vantaggio e perciò andrebbe contro il Giuramento di Ippocrate, che ogni medico è costretto a compiere nel momento in cui inizia ad esercitare la propria professione.

Scartato quindi questo motivo, poteva rimanere quello “economico”, visto il lauto stipendio che ancor oggi ogni consigliere regionale percepisce. Ma a pensarci bene neanche questa motivazione reggeva più di tanto, dato che un medico, diciamoci la verità, non fa parte di quella categoria di persone che guadagna 1000 euro al mese e che non arriva a fine mese. Chi di voi si è recato presso uno studio medico per una visita specialistica e si è visto chiedere 200 euro per un consulto di un quarto d’ora sa perfettamente quello che voglio dire.

La ragione di queste candidature poteva essere di carattere “familistico” ossia nel desiderio di poter dare un futuro ai propri figli dalle segrete stanze della politica regionale ma, in tutta onestà, anche questa ipotesi mi sembrava priva di ogni fondamento in quanto, normalmente, per quegli strani misteri della genetica, i figli dei medici normalmente finiscono per ereditare la professione e la fortuna dei loro padri.

Si sarebbe potuto spiegare il fenomeno con quella che un tempo si chiamava “coscienza di classe” ma, non so voi, io ho ricordi di operai, portuali, minatori, contadini, studenti che scendono in piazza per chiedere una società più equa e giusta, ma orde di medici che sfidano il “potere costituito” proprio non mi vengono in mente.

Una spiegazione poteva risiedere, ho pensato, in quella “flessibilità” che molti medici hanno nello gestire il proprio tempo. Infatti non so se avete presente certi orari di apertura degli ambulatori (dalle 10:30 alle 11:15- dalle 16:00 alle 16:35) che ricordano più delle pause-pranzo che degli orari di lavoro. Questa “libertà di movimento” garantirebbe sicuramente una maggiore disponibilità da parte dei medici a presenziare durante i lavori del Consiglio Regionale e delle varie attività politiche. Ma anche questa spiegazione non mi convinceva del tutto in quanto, seguendo la stessa logica, mi sarei aspettato da parte dei partiti, numerosi candidati disoccupati o cassaintegrati che di tempo a disposizione ne hanno, loro malgrado, da vendere!

Rimane, infine, la ragione “umanitaria”, ossia quel nobile sentimento che spinge molti a mettere al servizio degli altri e gratuitamente la propria professionalità. Ma anche in questo caso i conti non mi tornano in quanto non mi risultano lunghe file d’attesa di medici lucani davanti gli ospedali di Gino Strada in Africa o Medioriente.

E quindi ritorniamo alla domanda di partenza: perchè tanti medici candidati in queste elezioni regionali? La risposta l’ho trovata leggendo il rapporto SVIMEZ 2013 (Associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno) sulla Basilicata da cui si evince che oramai la situazione è quella di una Regione in uno stato di coma irreversibile (-4% del PIL rispetto al 2012). La disoccupazione galoppa a ritmi inarrestabili, l’emigrazione ha toccato le stesse cifre del dopoguerra, l’ 80% dei liceali lucani va a studiare nelle Università del Nord, mentre il tasso di mortalità ha superato di gran lunga quello di natalità. La diagnosi a questo punto è chiara: la Basilicata è una Regione che è destinata a morte certa e, per decretarne il decesso è necessaria la presenza di professionisti che lo attestino ufficialmente e per questo ingrato compito sono stati scelti loro, i luminari della medicina lucana di E.R (Emergency Region) I MEDICI IN OGNI LISTA!

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Written by materatown

November 4th, 2013 at 12:01 am

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