Il sito dei fuorisede di Matera

Archive for July, 2014

E vissero felici e consulenti

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Lui è Giuseppe Falcone, ragioniere, 46 anni ad Agosto, iscritto al PD. Lei è Simonetta Guarini, laureata in Lingue, con la passione per la fotografia e per le citazioni romantico-rivoluzionarie su facebook, di poco più grande di lui ed anch’essa militante nel Partito di Adduce, Cifarelli e De Filippo. Un destino crudele in questi ultimi quattro anni si è accanito in maniera particolare nei confronti di quest’uomo e di questa donna di Materatown impedendo che le loro esistenze politiche potessero incrociarsi concedendo, cinicamente, al massimo di sfiorarsi giusto il tempo necessario per un fugace scambio di poltrone.

La bella Simona, infatti, entra in giunta nel lontano Aprile 2010 in qualità di Assessore, ma l’esperienza dura solo pochi mesi e precisamente fino a al 30 Luglio dello stesso anno quando viene mandata via per far posto all’aitante Giuseppe che infatti diventa Assessore all’ Ambiente.

I due si perdono di vista fino ad una afosa giornata di Agosto del 2012 quando è Falcone a subire la “trombatura” ed a lasciare così la delega assessorile che viene prontamente raccolta da Simonetta che diventa, per la seconda volta, Assessore alla Pubblica Istruzione. Ma il fato avverso non ha ancora terminato di giocare con la vita dei nostri due sfortunati concittadini continuando ad impedirne il felice incontro politico.

Il 31 Maggio di quest’anno, infatti, nelle stanze del potere di Materatown si decide che bisogna nuovamente cambiare la composizione della Giunta e così la Guarini, “usa ad obbedir tacendo”, imbocca mestamente la porta d’uscita del Comune incrociando fugacemente il magnetico sguardo di Giuseppe che riconquista così la poltrona di Assessore all’ Ambiente.

Passano appena poche ore ed ecco che qualcuno si accorge che oltre ai panda, ai falchi grillai ed ai testimoni di Geova, manca in Giunta una giusta rappresentanza del “gentil sesso” e così lo sfortunato Falcone, che non aveva ancora terminato di sistemare le pantofole nell’armadio del suo ufficio in Via Aldo Moro, è costretto a lasciar nuovamente la carica assessorile appena riconquistata per far posto a membri di femminee sembianze.

E’ il momento più triste della nostra storia. Entrambi si ritrovano soli e lontani da una qualsiasi poltrona su sui sedere. Parafrasando le struggenti parole di Lucia Mondella scritte per Renzo dal convento in cui era rinchiusa, possiamo affermare che “Il fato crudele aveva fatto sì che il loro comune sentimento verso il PD venisse osteggiato, offeso ed ostacolato!”. Ma, proprio come nel capolavoro del Manzoni, ecco giungere in aiuto dei nostri eroi la Provvidenza rappresentata dalla maestosa e nobile la figura di Fra’ Cristoforo Adduce che, con la stessa grinta e sete di giustizia del frate manzoniano, decide di dichiare guerra all’iniquo destino che ha colpito Giuseppe e Simonetta e che ne ha impedito ogni tipo di incontro all’interno dell’ Amministrazione di Materatown.

Il 27 giugno scorso, infatti, Fra’ Cristoforo Adduce riunisce alle otto di sera tutti i componenti della Giunta Comunale ed emana una gloriosa e riparatrice Delibera n° 218 in cui stabilisce, a suo insidacabile giudizio, di aver bisogno di 2 consulenti “per coadiuvarlo in diretta collaborazione nelle funzioni di indirizzo e di controllo fungendo da opportuno raccordo tra le rispettive competenze degli organi” e per questa ragione “ordina” l’immediata assunzione per chiamata diretta di Falcone Giuseppe e Guarini Simonetta specificando di “attribuire alla Dott.ssa Simonetta Guarini, in relazione al titolo di studio posseduto ed alle competenze e mansioni affidate il trattamento e l’inquadramento economico annuale nella categoria D1, comprensivo di tredicesima mensilità, e al Rag. Giuseppe Falcone quello di categoria C1, sempre comprensivo di tredicesima mensilità!”.

Ed è così che, uniti sotto la  stessa “nomina” nel loro nuovo “nido politico”, Giuseppe e Simonetta vissero felici e consulenti!

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July 27th, 2014 at 11:36 pm

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Totò, Peppino ed i Consiglieri di Materatown

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Giovedì 3 Luglio e venerdì 4 Luglio si sono svolti ben due consigli comunali a Materatown e, precisamente, il primo della durata di oltre 9 ore ed il secondo di circa 6. Insomma una vera e propria maratona di interventi, discussioni e votazioni sul futuro della città. Poichè non pretendiamo che voi, nostri fedeli lettori, vi incolliate davanti ai vostri computer per seguire queste lunghe, seppur importanti, assemblee politiche, noi di materatown.net lo abbiamo fatto in vostra vece e quella che oggi vi proponiamo è una sintesi di circa 2 minuti che speriamo possa essere esaustiva. Buona visione:

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July 20th, 2014 at 11:20 pm

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Figlio mio tifa Germania

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Quando, cari lettori, leggerete questo articolo, saprete già da qualche ora chi avrà vinto il Campionato del Mondo e se la forte Germania di Muller avrà avuto ragione dell’ Argentina come prevedono i pronostici degli addetti ai lavori. Questo però, non toglie nulla alla lettera che volentieri pubblichiamo, scritta ed inviataci da Adele, mamma di Materatown, al proprio figlio 18enne subito dopo la sonora sconfitta per 7-1 del “fantasioso” Brasile ad opera proprio dei “freddi” tedeschi che è diventata spunto per riflessioni ben più profonde ed interessanti di quelle tipiche di un normale post-partita. Buona lettura:

Figlio,
l’altra sera hai invitato alcuni tuoi amici a casa nostra per vedere la partita Germania-Brasile. Voi eravate in soggiorno mentre, per non diturbarvi, io ero in cucina con tuo padre. Nonostante l’auto-esilio vi ho sentito parlare e discutere sia prima che dopo il rocambolesco 7-1. Eravate tu ed i tuoi compagni, arrabbiati e delusi perchè l’odiata Germania aveva vinto. Dai vostri discorsi e dalle vostre imprecazioni ho capito che i tedeschi non vi erano molto simpatici e che il vostro sostegno e le vostre speranze si erano, all’unanimità, concentrate sul Brasile. Posso intuire il motivo di tale scelta di campo. Il Brasile, nel tuo immaginario e in quello dei tuoi amici, è un paese allegro, festoso, ti senti in qualche misura accomunato a loro perchè sono latini quindi emotivi, passionali. In poche parole perchè sono del “Sud” come te e quindi l’istinto a solidarizzare è forte contro il comune nemico “nordico”. Ed allora, mio caro, voglio dirti che tu ed i tuoi amici vi sbagliate e di tanto. Dovevate tifare per i tedeschi come ho fatto io nel silenzio della nostra cucina ed il motivo è esattamente lo stesso per cui tu invece non li sopporti e cioè perchè sono del “Nord” e proverò a spiegartelo in 6 punti che forse ti potranno sembrare troppi ma sono sempre meno del numero dei gol subiti dal tuo amato Brasile:

  1. Sono seri. Lo so che è una “frase fatta”, un luogo comune, ma la serietà, credimi, oramai è un valore sempre più raro. Spesso viene usata quale sinonimo di “noia”,  come se “esser seri” voglia dire essere banali ed insulsi. Giocando su questo equivoco spesso “noi del Sud” andiamo in giro a vantarci della nostra “fantasia” o, se preferisci, di quell’ “arte di arrangiarsi” che sventoliamo come se fosse un merito e su cui si è fatta e si fa tanta finta letteratura, ma che altro non è che la perenne ricerca di scorciatoie pur di ottenere i nostri scopi. E poco importa se durante questo percorso investiamo chi ci sta attorno o chi ha lavorato e studiato più duramente di noi. La serietà per inderci è quella che manca al tuo amico Davide con cui in questo momento stai guardando la partita, che grazie alle conoscenze del padre l’anno prossimo entrerà in una prestigiosa Università privata.
  2. Sanno perdere. Non accampano scuse, non danno la colpa al caldo, al freddo, all’arbitro, al destino, alla sfortuna, alla luna piena, nè, peggio ancora, “la buttano” sul religioso. Che tristezza i tuoi eroici brasiliani che si inginocchiano e pregano prima e dopo una partita! In fondo mischiare “sacro” e “profano” è una peculiarità di ogni “Sud” del mondo. Pensa ai politici nostrani che si fanno fotografare mentre stringono la mano al Papa per farsi campagna elettorale o al continuo proliferare di busti, statue, quadri di Padre Pio. E poi, devo ricordarti dove è avvenuto lo scandaloso inchino della Madonna davanti alla casa di un boss mafioso? Ti do un aiutino: non era Monaco ma purtroppo nemmeno Bolzano o Pordenone!
  3. Sono responsabili nel senso etimologico della parola (dal latino responsum) ossia rispondono delle proprie azioni e dei propri comportamenti, rendendone ragione e subendone le conseguenze. Adesso capirai perchè il loro ministro dell’Istruzione si è dovuto dimettere dopo che hanno scoperto che 30 anni prima aveva copiato la tesi del dottorato di ricerca (da noi chi gonfia le note spese si erge a campione di rinnovamento o viene nominato sottosegretario) e capirai anche perchè, guarda caso, è tedesco il Papa che coerentemente ha abbandonato la poltrona petrina non sentendosene più all’altezza.
  4. Sono culturalmente avanzati. Hanno capito che la cultura non è “convegni”, “workshop”, “tavole rotonde”  magari sul 2019 ma che esiste la Cultura del rispetto verso i cittadini che vuol dire città pulite, sicure, accoglienti e soprattutto una organizzazione efficiente che innalzi sempre più la qualità della vita. Adesso a 18 anni questi miei discorsi ti potranno sembrare, per usare un termine a te caro, “grigi” e magari ti lasci affascinare da chi ti parla di Pasolini e di civiltà contadina nei Sassi, ma, credimi, alla mia età capirai che la vera cultura di un popolo la si misura con il numero di asili nido e da quanti mesi devi aspettare prima che tu riesca ad avere la copia della patente che hai smarrito.
  5. Se ne fregano del turismo. Hanno città bellissime (Berlino e Colonia su tutte) e luoghi fantastici ma hanno capito che sono gli stabilimenti della Volkswagen, della Siemens o della Continental che fanno crescere una nazione. Ti sei mai chiesto perchè i paesi più sviluppati come la Germania, appunto, o la Norvegia , la Danimarca o la Svezia puntano poco sul turismo lasciando questa “incombenza” a quelli più sottosviluppati quali Grecia, Cuba, Portogallo e Brasile? Ovviamente ogni riferimento alla manìa del turismo che regna a Materatown quale panacea di tutti i problemi è puramente voluto.
  6. Non seguono la moda. Nessuno di loro esibisce tatuaggi sulle braccia o creste colorate sopra teste rasate. Sono consapevoli della loro forza e sanno che questa va dimostrata con i fatti. Pensa a quanti renziani in salsa materana oramai si pavoneggiano sui palchi delle piazze o dei teatri in maniche di camicia (rigorosamente bianca) pensando che questo basti per rifarsi una verginità politica e forse capirai meglio quello che voglio dire.

Ecco, mio caro, non ho altro da aggiungere se non confessarti la mia speranza che tu possa iniziare a diventare ogni giorno un uomo sempre più “nordico”.

Tua con affetto
Mamma

 

 

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July 14th, 2014 at 12:42 am

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Meno male che c’è Berlinguer!

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A precisa domanda di Lucia Serino, direttore del Quotidiano di Basilicata (“Cosa pensa della scelta Pittella di un Governo tecnico con esponenti addirittura di fuori Regione?)  che è un po’ come chiedere ad un capretto cosa ne pensa dei vegetariani, così parlò Aldo Berlinguer, assessore, appunto esterno, della Giunta Pittella con delega all’ Ambiente e alle Infrastrutture:

“E’ un modello che dovrebbe essere guardato con attenzione, specie dalle tante realtà locali, a basso contenuto demografico, caratterizzate dalla “filiera corta”, cioè da stretti legami relazionali, parentali, amicali tra persone, che spesso inibiscono scelte decise e concrete a tutela dell’interesse generale. […] E’ un modello di governo che andrebbe emulato in tante realtà italiane. […] Il modello Pittella è rivoluzionario!”

Tradotto in linguaggio corrente il pensiero di Aldo Berlinguer lo si può riassumere così: E’ meglio che gli assessori siano esterni, senza alcun legame con la realtà che vanno ad amministrare, perchè altrimenti si rischia di fare gli interessi di famiglia o di “amici degli amici” invece che quelli della collettività.

Ed allora…Bravo! Anzi bravissimo e, parafrasando il recente film di Walter Veltroni (“Quando c’era Berlinguer”), noi in Basilicata possiamo con orgoglio affermare che “Meno male che c’è Berlinguer!”. Ma non basta. Siamo talmente felici e commossi dopo aver letto queste parole, che vogliamo fare un omaggio, sicuramente gradito, all’ Assessore Berlinguer consegnandoli una “mappa” o se preferite un “organigramma” (magari da incorniciare ed appendere sul muro del suo ufficio a Potenza) dell’attuale innovativa“filiera” governante in Basilicata dove egli stesso, insieme ai nostri lettori, potrà constatare come, anche grazie anche alla sua entrata in giunta, oramai ogni rapporto familistico-amicale è stato finalmente debellato. Insomma, la “rivoluzione pittelliana”  ha portato a termine il suo difficile compito.

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Written by materatown

July 6th, 2014 at 11:45 pm

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