Il sito dei fuorisede di Matera

Archive for October, 2014

Lessico Famigliare

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“Vigliacco”, “Verme”, “Assassino”, “Cazzone” sono solo alcuni degli “attestati di stima” apparsi su facebook, compreso un sentito “augurio” di pronta e corrosiva cancrena, che ci sono stati rivolti dal Direttore del Quotidiano di Basilicata, Lucia Serino, a seguito di un nostro articolo pubblicato due settimane or sono (clicca qui).  Ma non è di queste auliche espressioni che volevamo parlarvi oggi (per le quali vi rimandiamo alla lettura delle opere del Sen. Maurizio Gasparri, vero luminare in materia e, probabilmente, musa ispiratrice dell’autrice dei suddetti commenti). Vogliamo piuttosto ragionare con voi circa uno strano fenomeno che sin da subito ci ha colpito, ossia l’uso ossessivo dell’ espressione “senza palle” con cui la Serino ha quasi sempre accompagnato tali attestati di stima nei nostri confronti. Quando, infatti, abbiamo letto questo raffinato appellativo, siamo stati colti da uno strano “déjà vu”, avendo la precisa sensazione di essere già stati descritti in tal modo, pur non riuscendo a rammentare chi ne fosse stato l’autore, né tanto meno in quale occasione. Abbiamo passato notti insonni a guardare il soffitto e a domandarci: <<Hmmm! Questo “senza palle” non ci è nuovo! Dov’è che l’abbiamo già letto? >>. Alla fine, proprio quando avevamo perduto ogni speranza, mentre stavamo guardando in televisione una retrospettiva del capolavoro cinematografico “Giovannona Coscialunga disonorata con onore” con Edwige Fenech e il grandissimo  Pippo Franco, ecco che un raggio di luce ha illuminato la nostra memoria grazie ad un banale collegamento: Film d’autore – Lucania Film Commission – Direttore Paride Leporace!

Tutto in quel momento ci è stato chiaro e così, senza perdere neanche un minuto di tempo, siamo andati a controllare nel nostro segretissimo archivio (ndr: abbiamo la sana abitudine di avere copia di tutto quello che si scrive su di noi!) dove nel fascicolo “Maggio 2013″  è spuntato il seguente pensiero dell’ex direttore del Quotidiano di Basilicata, marito di…Lucia Serino, Paride Leporace: “MATERATOWN, UNA GIGANTESCA LETTERA ANONIMA SCRITTA IN BELLA FORMA DA UNO SENZA PALLE!” (E speriamo che, avendo usato la locuzione “marito di…”, almeno questa volta, ci venga risparmiata l’accusa di essere “schifosi maschilisti!”)

Come potete immaginare, carissimi lettori, la domanda che immediatamente ci siam posti è stata: “Ma sarà un normale caso di lessico famigliare che fa sì che i coniugi Leporace si esprimano in sì perfetta armonia linguistica o, al contrario, ci sono dei motivi più lontani ed oscuri?”

All’inizio abbiamo pensato che l’espressione “senza palle” potesse essere un tipico intercalare in uso in terra calabro-campana, come può essere il romanesco “ahò”, il piemotese “neh” o il siculo “minchia”. Ma, onestamente, facciamo fatica a pensare che, per esempio, di fronte ad un improvviso calo delle temperature, i coniugi Leporace, per commentare l’evento, siano soliti affermare: “Senza palle!!! Che freddo stamattina!”

Eliminata quindi una spiegazione geografica, abbiamo provato a dare una lettura psicologica del fenomeno del “senzapallismo”, basandoci sulla famosa teoria del “mal comune mezzo gaudio”, quella, per intenderci, che spinge una persona, privata di qualcosa, a desiderare ardentemente che la stessa privazione tocchi ad altri al fine di provarne conforto. Per quanto, però, questa teoria possa essere  diffusa ed affascinante, non ci convinceva del tutto, dato che, se in un caso poteva avere una sua ragion d’essere per motivi, diciamo così, genetici, nell’altro, per lo stesso identico motivo, non era assolutamente applicabile.

E allora? Finalmente ieri abbiamo capito. E’ stato quando abbiamo letto quello che Paride Leporace, il 19 ottobre scorso, ha scritto su twitter: “Un saluto a Perugia-Assisi, città candidata dove oggi, come avviene da decenni, si marcia per la Pace. Io vo gridando PACE, PACE, PACE”.  Il “senzapallismo” – abbiamo compreso –  altro non è che una dottrina mistico-religiosa, imbevuta di ideali francescani e pacifisti, cui, la menzionata coppia ha aderito con ferrea convinzione adoperandosi costantamente nella ricerca di nuovi adepti. Per dirla in parole semplici, l’appellativo “senza palle” a noi rivolto in maniera così persistente altro non è che un amorevole invito a rinunziare ai nostri “mascolini attributi”, intesi come inutili zavorre che potrebbero, in futuro, impedirci di saltare verso lidi più felici e confortevoli. E’ superfluo dire, affezionati lettori, che noi di materatown.net accettiamo, lusingati, un così prezioso insegnamento, tanto più che proviene da persone più anziane e con più esperienza di noi, che hanno dimostrato quanto sia utile, per poter spiccare l’ardito volo che da “Lotta Continua” porta  fin dentro le stanze regionali al fianco di Vito De Filippo, lasciare a terra ogni ingombrante orpello.

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October 26th, 2014 at 11:05 pm

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Buon 2019!

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October 19th, 2014 at 11:12 pm

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Il Test dell’ Abitante Culturale

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Mancano oramai poche ore al verdetto finale. L’intera città è in pieno fermento nell’estenuante attesa che arrivi il fatidico Venerdì 17 Ottobre, giorno in cui verrà proclamata la Città Capitale Europea della Cultura nel 2019. I Commissari oramai hanno visitato tutte le città candidate e adesso non resta altro da fare che aspettare. Ovviamente la tensione sale di ora in ora, mentre incubi spaventosi turbano le notti, sempre più insonni, di molti stanziali che si svegliano di soprassalto, madidi di sudore, dopo aver sognato le piazze festanti di Ravenna o Siena, con conseguenze che si possono facilmente immaginare in termini di salute psico-fisica. Noi di materatown.net, per alleviare questo “stress” e portare un pizzico di serenità negli animi di questi concittadini, abbiamo commissionato alla prestigiosa Università di Basilicata un test che, oltre a rilassare i nostri lettori, permetterà loro di conoscere a quale categoria di “abitante culturale” appartengono rispondendo a 5 semplici domande. Buon divertimento:


  • Durante la recente visita a Materatown dei Commissari della giuria che selezionerà la prossima Capitale della Cultura come ti sei comportato durante il nubifragio pomeridiano che ha colpito la città?

A) Tenevo l’ombrello sopra la testa dei commissari e, per evitare che si sporcassero le scarpe, all’occorrenza mi sdraiavo sulle pozzanghere a mo’ di tappetino;

B) Alle prime nuvole minacciose mi sono recato in macchina vicino la Casa Cava in attesa dei commissari. Appena sono arrivati, ho simulato di essermi bagnato anch’io sotto la pioggia rovesciandomi una bottiglia d’acqua in testa ed ho iniziato a sventolare la bandierina con il logo di Matera 2019;

C) Ho pensato guardando dalla finestra di casa mia: <<AZZ COM’ CHIOV’!>>



  • Come hai reagito quando hai appreso la notizia della chiusura della facoltà di Ingegneria a Materatown?

A) Non ho pensato a nulla. Io esprimo delle idee solo quando ho il permesso di Verri. E poi che mi frega, io studio a Padova!

B) In questi casi uso sempre la stessa frase tratta dal manuale del “Perfetto Saltatore della Quaglia” di Angelo Tosto: <<Non è il momento di fare polemiche perchè dobbiamo essere tutti uniti e tifare per la vittoria di Materatown Capitale Europea della Cultura!>>

C) E’ la crisi dell’indotto. Non avendo più operai a Materatown, perchè bisogna avere gli ingegneri che li licenziano?



  • Cosa hai pensato quando hai letto l’articolo di Piero Quarto il 26 Settembre sul Quotidiano di Basilicata in cui il giornalista nostrano affermava: <<Abbinare Matera ad un vecchio clichè quale quello della mancanza del treno appare superato dalla storia […] Alcuni stereotipi che riguardano Matera vanno rivisti con occhi diversi alla luce dei tempi. Ciò che era sacrosanto vent’anni fa non è detto che lo sia anche adesso.>>

A) Basta con questo “clichè” della ferrovia che non abbiamo. Vent’anni fa poteva avere un senso, ma adesso Piero Quarto ha la patente e accompagna lui Verri quando vuole andare a Torino. Gli compera il “camogli” in autostrada e se l’ascensore è rotto gli porta pure le valigie fin dentro casa!

B) In pubblico non esprimo la mia opinione ma quando incontro privatamente Piero Quarto per la strada gli faccio i complimenti per l’articolo e gli chiedo di salutarmi il suo direttore!

C) Affermare che Piero Quarto lavora per Lucia Serino che è la moglie di Paride Leporace che lavora per la Regione Basilicata che non ha mai risolto il problema della ferrovia è anche questo un vecchio clichè?

 


  • Quando su Radio 2 hai sentito Verri dire: <<Carlo Levi, piemontese come me, si trovò così bene a Matera che non volle più andar via!>> hai reagito così:

A) Bravo Verri. E diciamolo una volta per tutte: anche Antonio Gramsci si trovò così bene in galera che ci volle morire dentro!

B) No comment, perchè quel giorno avevo la radio rotta e non ho sentito la trasmissione!

C) Cristo si sarà pure fermato a Eboli, ma a Torino, vicino la casa di Verri, un giro in più se lo poteva anche fare!

 


  • Immagina di aver pubblicato un libro e di presentarlo alla cittadinanza pochi giorni prima del fatidico 17 Ottobre. Come organizzi la manifestazione?

A) Mando una copia autografata del mio libro a tutto il Comitato,  regalo a Rossella Tarantino un “buono omaggio” da spendere al più presto da un parrucchiere e alla Ragozzino invio il 45 giri della canzone “Non ho l’età” di Gigliola Cinquetti;

B) Pur avendo criticato in passato il Comitato, pubblico su facebook la fotografia della copertina del libro con sopra la spilla di Materatown 2019 e durante la presentazione chiamo Verri sul palco a parlare. Poi il giorno dopo faccio pubblico encomio a Pittella per aver presenziato all’evento.

C) Invito solo quelli di materatown.net



Il Test dell’ Abitante Culturale è terminato. Il lettore deve ora calcolare quante risposte A, B o C ha collezionato e poi CLICCARE QUI per conoscere a quale categoria di abitante culturale di Materatown appartiene.

 

 

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Written by materatown

October 12th, 2014 at 11:18 pm

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Materatown chiama…Cagliari risponde!

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Il 17 Settembre scorso, alla vigilia di “Materadio”, la manifestazione di Radio 3 che da quattro anni si svolge a Materatown (con un investimento nel 2013 di circa 198.000 euro), Massimo Zedda, il giovane Sindaco di Cagliari, altra città candidata al titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2019, ha rilasciato una dichiarazione al quotidiano “L’ Unione Sarda” in cui polemizzava con i vertici della RAI colpevoli di “favorire” la candidatura di Materatown e quindi di venir meno a quella imparzialità doverosa per un’azienda di servizio pubblico, finanziata con i soldi di tutti i contribuenti italiani, cagliaritani compresi. Ovviamente, un minuto dopo la pubbicazione di queste dichiarazioni, non si sono fatte attendere le piccate risposte degli “ultras” stanziali di Matera 2019  e, per carità di patria e senso del pudore, vi risparmio i “raffinati” commenti apparsi su vari social network con relative battute su pastori sardi e pecore!. Non è mancata neanche la tempestiva penna vendicatrice de “il Quotidiano di Basilicata” che, per lavare nell’inchiostro l'”onta” ricevuta, ha replicato scrivendo di “interferenze poco opportune” e ricordando al Sindaco Zedda  “l’intempestivo endorsement pro-Cagliari del sottosegretario al Ministero dei beni e delle attività, Francesca Barracciu” che alcuni mesi orsono si espresse a favore del capoluogo sardo augurandone la vittoria finale. Noi di materatown.net siamo andati allora a chiedere spiegazioni di tali “inteferenze” direttamente al Sindaco Massimo Zedda che, nonostante i suoi numerosi impegni, con grande cortesia e puntualità (chissà se ai vari Vincenzo Robortella e Dino Paradiso non fischiano le orecchie in questo momento!) ha accettato di rispondere alle nostre domande. Buona lettura:

Buongiorno Sindaco Zedda, Lei ha polemizzato con la RAI per la trasmissione “Materadio” in quanto avrebbe, di fatto, sponsorizzato Materatown a Capitale della Cultura nel 2019 a discapito delle altre finaliste tra cui Cagliari. I “pasdaran” di Materatown 2019 le hanno risposto per le rime dicendo che Materadio è una manifestazione che non è collegata alla Candidatura in quanto sono ben 4 anni che si svolge a Materatown. Vuole aggiungere qualcosa?

Niente da aggiungere, al massimo vorrei precisare qualcosa. In primo luogo, certo che sappiamo che Materadio si svolge lì da voi da quattro anni. Il punto è un altro:lLeggere su un settimanale a diffusione nazionale che “Per fare il tifo per Matera tutta Radio3 si trasferisce” è questione ben diversa. Abbiamo ricevuto messaggi ed e-mail in cui si chiedeva uno sciopero del canone in Sardegna! E però non ho polemizzato con nessuno, anzi. Ho semplicemente detto di essere contento per Matera ma che sarebbe stato bello, da parte di Radio3, un approfondimento su tutte le città finaliste.

Anche il Direttore di RAI 3 Marino Sinibaldi le ha risposto dicendo che la RAI fa il tifo per tutti e che Radio 3 è già stata a Perugia e che presto sarà anche nelle altre città! Si ritiene soddisfatto da questo “risarcimento danni” o vuole che le organizzino, che so, il festival di San Remo o la prossima finale di Champion?

Allora siamo tutti d’accordo, discorso chiuso: l’importante è che tutte le città alla fine abbiano avuto le stesse opportunità. Per il resto, il Festival di San Remo ha la sua sede e va benissimo così. Sulla finale di Champions, invece, un pensierino lo farei: magari nel 2020, anno del centenario del Cagliari Calcio, magari nel nuovo stadio e magari con Cagliari che ha appena concluso il suo anno da Capitale europea della Cultura. Ma non credo che sia tutto nella disponibilità del direttore Sinibaldi.

Adesso non mi faccia commuovere. Io faccio parte di quella generazione che da bambini giocavano a pallone nel salotto di casa facendosi la telecronaca da soli immaginando di essere Gigi Riva.

Gigi Riva è un mito, qui come ovunque. La differenza è che qui a Cagliari anche i bambini di oggi sanno chi è!

Andiamo avanti. Quelli che adesso a Materatown la criticano sono gli stessi che alcuni mesi orsono polemizzarono contro la sua concittadina, il sottosegretario al Ministero dei beni e delle attività culturali, Francesca Barracciu (ndr attualmente indagata per “spese pazze” alla Regione), che si lasciò andare a dichiarazioni a favore di Cagliari e fu accusata duramente di essere di parte. Fermo restando che al suo posto non mi rallegrerei più di tanto di avere come sponsor la Barracciu (attualmente indagata per spese pazze alla Regione Sardegna) non pensa che questa storia del 2019 stia scivolando a livelli da derby Roma-Lazio, per non dire “guerra tra poveri”?

Questo è quello che dichiarai quando il sottosegretario parlò di Cagliari: “Possiamo comprendere la passione con cui Francesca Barracciu guarda alla candidatura di Cagliari e del sud Sardegna a Capitale europea della Cultura per il 2019. Crediamo tuttavia che in una competizione tra città – che tra l’altro si sta svolgendo in un clima di grande lealtà, di collaborazione e di scambio – non si debba perdere di vista l’obiettivo principale: quello di una corsa alla pari fatta di progetti, idee e coinvolgimento. Alla fine vinca la città migliore”. Come intendevamo il nostro percorso in quel periodo, così lo intendiamo oggi e così lo vediamo in futuro: perché qui non abbiamo nessuna intenzione di fermarci, a prescindere dal titolo o meno. Stiamo facendo una gara pulita e continueremo su questa strada.

Senta, Signor Sindaco, io subito dopo la sua elezione a Sindaco di Cagliari, l’apprezzai moltissimo quando durante una puntata a Ballarò ad un giornalista che voleva coinvolgerla in una discussione sui massimi sistemi della politica Lei rispose: <<Ma cosa vuole che me ne importi. Io sono il Sindaco di una città che ha il 50 % di disoccupazione giovanile ed è di questo che mi devo preoccupare>> Ora le chiedo, ma era proprio necessario imbarcarsi in questa avventura della Capitale europea della Cultura con i tanti problemi che affliggono la sua città? Faccio questa domanda a Lei (nuora) affinchè “suocera” (Sindaco di Materatown) intenda.

Sicuro che abbia dato quella risposta? Perché a me la politica, anche ai suoi massimi sistemi, piace molto: dovrebbe essere la politica a lavorare per cercare di risolvere i problemi che attanagliano il nostro Paese. E’ così che la intendo. Per i Comuni, che non hanno neanche l’assessorato al lavoro, la via da seguire è quella di creare i presupposti perché altri possano creare occupazione. In questo senso la candidatura è una occasione importante, a Cagliari la vediamo così.

Il sindaco di Materatown in una intervista ad un giornale locale di circa un anno fa dichiarò:<<La Candidatura di Matera a Capitale europea della Cultura è la nostra unica occasione per risolvere i nostri problemi>> che a me fa venire in mente quel tipo che non avendo i soldi per mangiare si ostina a giocare al “gratta e vinci” per dare una svolta alla propria vita. Per favore mi dica che almeno a Cagliari, oltre alla “lotteria” della Candidatura del 2019, avete altre cose in mente per risolvere i problemi della vostra terra!

Guardi, la spiego così. La nostra candidatura, che è stata l’ultima ad arrivare tra le 21 città di partenza, è il coronamento di un lavoro partito appena sono diventato sindaco. In campagna elettorale, nel 2011, avevamo presentato un programma fatto di idee e progetti per cui ci siamo messi al lavoro il giorno dopo la mia elezione: la riqualificazione di interi quartieri abbandonati da anni  e quindi in stato di abbandono e degrado, a esempio, non è stata solo fisica. In quelle zone stiamo lavorando sulle strade, sui marciapiedi, sulla raccolta dei rifiuti, sulla nascita di nuove imprese e start-up (tutte azioni che generano lavoro, con operai, imprese, innovatori sardi) e parallelamente nascono lì associazioni di cittadini, gruppi di volontari, cooperative di abitanti che si impegnano anche nell’ambito culturale. Mi pare che la definizione di Capitale europea della Cultura abbia generato in qualcuno l’idea che vincerà la città con più eventi. Per noi sono importanti, ma non possono essere solo quelli: stiamo lavorando a una rigenerazione urbana e sociale – per Cagliari e il territorio che abbiamo candidato – che va ben oltre il titolo. Detto questo, è innegabile che solo essere entrati nella short list delle città finaliste ha dato a Cagliari e alla Sardegna una visibilità inimmaginabile e impagabile: lo vediamo già in termini turistici, con molte più presenze in città rispetto agli anni passati nonostante la crisi del settore. E anche questo serve a muovere l’economia, no? Posto che nessun sindaco può avere la presunzione di “risolvere i problemi della sua terra”, come dite voi, è certo che il lavoro che abbiamo iniziato a Cagliari andrà avanti con o senza il titolo di Capitale europea della Cultura. Anche se, inutile negarlo, sarebbe bello potersene fregiare: non per me in quanto Massimo Zedda ma per tutta la città e i territori impegnati in questa sfida.

Sindaco Zedda qui a Materatown, in occasione della visita dei commissari che eleggeranno la Capitale della Cultura, si stanno srotolando, a mo’ di campo di calcio, chilometri di prato per coprire aiuole fino al giorno prima piene di meravigliose cartacce e pittoresche buste di plastica svolazzanti. Insomma ci stiamo travestendo da Paperopoli. A Cagliari invece come pensate di accogliere questi giurati?

Cagliari è splendida ogni giorno, i commissari potranno vedere questa bellezza senza orpelli. Vedranno i colori della città e ne sentiranno i profumi così come la vivono i cagliaritani ogni giorno e come la scoprono i turisti la prima volta che arrivano. Vedranno di sicuro i cantieri in moto, perché fanno parte del nostro percorso di candidatura. E vedranno il fermento, le iniziative già programmate da numerosi operatori culturali a prescindere dalla loro presenza. Scopriranno Cagliari così com’è, insomma: una città che si trasforma. E vi assicuro che è un gran bel vedere.

Grazie per l’intervista Sig. Sindaco.

Grazie a voi e in bocca al lupo a tutte le città candidate. Anche se, mi par di capire, a voi di materatown.net tutta questa storia non piace tanto.

Ma si vede così tanto? Comunque, qualora Cagliari dovesse vincere a discapito di Materatown, sarebbe disposto a concedermi asilo politico nella sua città?

Può venire a Cagliari quando vuole. Sarà sempre il benvenuto, a prescindere dalla vittoria finale!

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Written by materatown

October 5th, 2014 at 11:36 pm