Il sito dei fuorisede di Matera

Archive for November, 2014

Il Quotidiano di Materatown n° 13

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Written by materatown

November 23rd, 2014 at 11:47 pm

Mobbing a Materatown

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Lungi da noi, cari lettori, fare dello sterile vittimismo ma, diciamocelo francamente, in questi anni in molti hanno provato e sperato di renderci disoccupati. C’è chi ha usato l’arma della querela, chi ci ha lanciato ”macumbe” augurandoci devastanti cancrene, chi ha richiesto un intervento dell’Ordine dei Giornalisti e del Club delle Giovani Marmotte per silenziarci, senza dimenticare chi ci ha elegantemente chiesto un incontro “riservato” per discutere del nostro futuro (“Appena ti sgamo ti faccio abbassare le recchie”). Adesso, però, la strategia per ricondurci “sulla retta via” è cambiata e si è fatta più raffinata. Non più metodi espliciti e talvolta un po’ rozzi, ma un sistema più sottile e subdolo: il Mobbing. Infatti, una delle più crudeli e nefaste condotte praticate da chi attua il mobbing, è quella di “demansionare” la sua vittima fino a privarlo di ogni attività lavorativa lasciandolo praticamente inoperoso per giorni, settimane e mesi interi tanto ad indurlo all’autolicenziamento. E questo è proprio quello che ultimamente in molti stanno facendo nei nostri confronti. E come? Direte voi. Semplice. I nostri potenziali “obiettivi” hanno iniziato a fare satira su loro stessi (“autosatira” potremmo dire) in modo da lasciarci senza più argomenti da trattare facendoci di fatto sentire inutili e a girarci i pollici davanti alla tastiera. Vittime di mobbing appunto! Per meglio spiegarvi la gravità di quello che sta accadendo vi proponiamo due casi emblematici:

1) Volevamo scrivere un articolo un po’ canzonatorio sul giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Emilio Oliva e sulla sua, diciamo così, non celata simpatia verso il Sindaco Adduce. Avevamo pensato di enfatizzare questo rapporto di amicizia tra i due facendone una parodia e perciò inventandoci un articolo a firma del suddetto giornalista. In tale editoriale, scritto durante una merenda a base di cavoli, Oliva avrebbe dovuto commentare il prodigioso soccorso del giocatore del Matera Calcio, Ciro De Franco nei confronti dell’ avversario Ettore Mendicino della Salernitana, parlandone come di una naturale conseguenza della vittoria di Materatown a Capitale della cultura nel 2019 quasi si trattasse di un miracolo. Comicità del grottesco, insomma! Bene, non ci crederete, ma il buon Oliva, questo articolo lo ha scritto veramente pubblicandolo il 4 Novembre scorso: “Piace immaginare che qualcosa sia cambiato dal 17 ottobre e se il titolo di capitale europea della cultura per il 2019 impone di pensare a modelli da esportare in tutto il vecchio continente si debba partire anche dal calcio!” Ci mancava solamente che il giornalista ci raccontasse come il giocatore “culturale” del Materatown Ciro De Franco avesse sentito la voce di Verri ordinargli di andare in aiuto all’avversario con un perentorio “CIRO!! MUV’T e CAMMIN!” ed il pezzo di autosatira sarebbe stato un capolavoro assoluto.

2) Il programma Striscia la Notizia, alcuni giorni fa aveva mandato in onda un servizio in cui mostrava alcuni impiegati della Prefettura che, dopo aver diligentemente inserito il proprio tesserino nel marcatempo presente nell’atrio antistante gli uffici, con una armoniosa giravolta di 180 gradi riprendevano la via dell’uscita per dedicarsi a commissioni governative di vitale importanza per la città quali una sana passeggiata in mezzo al Corso, una abbondante colazione al bar o un distensivo shopping al mercato. Sempre Striscia la Notizia, tornando alcuni giorni dopo lo “scoop” per costatare se l’usanza del “timbra e fuggi” da parte degli impiegati della Prefettura fosse ancora in auge, aveva notato che l’ingresso dello stabile dove era presente il famigerato orologio marcatempo non era più visibile dall’esterno in quanto, con solerzia italica, si era provveduto al montaggio di vetri scuri che ne impedivano la visuale dall’esterno. Noi di materatown.net avevamo pensato, a commento ironico su tale notizia, di redigere un paradossale comunicato stampa della Prefettura in cui veniva spiegato che l’ introduzione della vetrata a prova di “occhio indiscreto” era dovuta a motivi di sicurezza visto il proliferare del terrorismo internazionale (con orde di guerriglieri di Al Qaeda oramai alle porte di Bottiglione e San Pardo) e, tanto per non sbagliare, anche in virtù del fatto che Materatown era da poco diventata Capitale Europea della Cultura. Sarebbe stato indubbiamente un articolo talmente surreale da far morire dal ridere i nostri lettori. Avevamo già allestito tutto il necessario per la pubblicazione quando la Prefettura ci ha lasciato come al “2 di Luglio” grazie ad un proprio comunicato stampa che recitava: “L’ opacizzazione delle vetrate della porta di accesso al Palazzo del Governo […] si è resa necessaria, allo scopo di realizzare una più efficace tutela della sicurezza dell’obiettivo istituzionale governativo in conseguenza sia della delicata situazione internazionale, che acuisce il pericolo di azioni in danno dei suddetti obiettivi istituzionali, sia della contemporanea proclamazione della Città di Matera quale Capitale Europea della Cultura per il 2019″

A questo punto, se ancora avevate dei dubbi, la strategia messa in atto contro di noi è più che confermata! Se volete perciò aiutarci e volete ancora che questo sito continui a farvi compagnia ogni lunedì mattina, per favore sosteneteci nella lotta contro questo vile tentativo di “mobbing” nei nostri confronti e chiedete ad alta voce BASTA CON L’ AUTOSATIRA! Ad ognuno il proprio ruolo: i cittadini “culturali” seri e responsabili di Materatown facciano e scrivano cose serie e responsabili e lascino a noi, poveri giullari ignoranti, il compito di prenderli un po’ in giro.

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Written by materatown

November 17th, 2014 at 12:08 am

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La Cotugno Commedia

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Il 6 Novembre scorso, un mistico comunicato stampa del consigliere Cotugno, riportato dai maggiori organi di stampa di Materatown, ha creato grande scalpore nell’intera città. L’ex- sindacalista, nonchè  dirigente del PD, sembra essersi convertito totalmente alla nuova religione imperante e, proprio come il San Paolo di Tarso, pare rimasto folgorato sulla strada che porta al 2019 diventandone uno dei maggiori sostenitori. Il Cotugno, infatti, non si limita nella sua nota pubblica, a tessere le lodi di coloro che hanno portato la città a conquistare il prestigioso riconoscimento, ma va oltre. Propone, infatti, che al Direttore del Comitato Paolo Verri e al Direttore artistico Joseph Grima venga addirittura conferita la cittadinanza onoraria. Quello che però mi ha veramente incuriosito è stato un passaggio al limite del “paranormale” con cui Cotugno spiega le ragioni della sua proposta. Scrive infatti:<<Matera ha vissuto una straordinaria esperienza collettiva, di coinvolgimento e di condivisione, intorno all’obiettivo di diventare Capitale europea della cultura per il 2019. […] Avverto anche quella pacata soddisfazione dei nostri genitori che osservano, dalla terra e dal cielo, l’incontenibile  trasformazione della città >> Avete inteso cosa dice il nostro ex-baffuto consigliere comunale? Dice, in poche parole che, oltre ad aver avuto percezione terrena della felicità dei cittadini materani, ne ha avuta una extrasensoriale “dal cielo”, ossia da parte di coloro che purtroppo non sono più parte di questo mondo. La questione sarebbe rimasta nell’ambito del “credo” soggettivo di ognuno di noi se non mi fosse capitata, mercoledì scorso in piena notte, un’ esperienza soprannaturale che ho deciso di pubblicare per  rendervene partecipi. Buona lettura:


Nel mezzo di cammin di settimana,
di notte mi ritrovai da Morfeo abbandonato,
chè nel desinar avea abusato di parmigiana.

Stava in cucina la bocca a rinfrescar impegnato,
che un cupo suono udii provenir da bocca umana,
seguito da dolce voce che mai avea dimenticato:

<<Scusa se in codesto modo in casa tua io v’entrai, 
con volgar colpo di tosse, ma il vizio di fumar,
anche qui tra le anime sante, non abbandonai>>

iniziò il vecchio padre di mio padre a parlar.
Come se forze nella mano avessi avuto mai,
il bicchier d’acqua a terra lasciai cascar.

<<Non aver timore oh nipote mio diletto>>
riprese subito la favella l’amato avo,
<<chè a breve riavrai pace nel tuo letto>>

Libero dalla paura che mi avea reso schiavo,
avendo udito tal parole pien d’ affetto,
così mi rivolsi al genitore che tanto amavo:

<<Nonno caro, spero non la collera porti
te a me innanzi a cagion della mia assenza
sulla tua tomba che da lustri tu sopporti>>

<<O nipote, non ti scusar della tua astinenza
perchè so ben che il fato in altri porti
ti diresse per far valere la tua scienza!

Io son qui per ben altra ragione.
Dicon che sei uso a scriver della città natale
canzonando chi del poter occupa poltrone!>>

<<Spero ciò non sia per te causa di male>>    
presi io allor preoccupato a favellare
<<od anche per me di destìn fatale!>>

<<Del tuo fato non ti devi preoccupare>>
subito mi consolò l’amato progenitore,
come tutti color che penna non si fan pagare!

Voglio da te in verità un favore>>
<<dimmi pure nonno amato>> dissi io
<<sarò felice di esserti ambasciatore!>>

<<Seppi che a disturbar noi anime di Dio
tal Cotugno Consigliere si è adoprato
pur di uscire da un triste oblìo>>

confessò con voce ferma il mio antenato.
<<Cosa Cotugno disse che io non udii prima?>>
domandai allor tutto spaventato.

<<Vuol quell’uomo far Verri e Grima>>
mi chiarì con voce celestiale
<<cittadini di Matera con onore e stima!>>

<<E per giustificar tal idea “geniale”
le nostre divine voci, sostien giulivo,
l’ han suggerita per osannar Matera Capitale!>>

<<Oh nonno caro e per tal motivo
tu dell’ira ti rendi prigionero?>>
dissi usando un verbo sedativo.

Poi continuai:<<Cotugno è sì un “para” vero
ma non la parola “normal” devi sommare
bensì il volgar nome per il didietro emisfero.

Il popolo che in piazza è a festeggiare,
tra qualche mese dovrà essere aiutato
per decider chi lo dovrà capitanare.

E Cotugno non vuol arrivar impreparato!
Hai capito amato avo? Questa è politica!
Voi anime potete star serene!>> dissi stremato.

<<Star sereni?>> ripetè con aria critica
colui che di mio padre fu genitore.
<<Cos’è questa espressione che par sia mitica?

Io non son sereno, anzi aumenta il mio furore:
Cotugno che del comunismo in giovanil età
ne fece suo dio e ne fu acclamatore

non d’anime di vecchi deve ascoltar la beltà
ma di color che invano cercaron negozio
morti per propria mano, orbi di dignità.

Se del donar cittadinanza vuol fare sacerdozio
vada da color che partono per miglior destino
costretti a lasciar la città dell’ozio!

Figlio di figlio di padre contadino
tu che giocar di rima sai come si fa
scrivi ciò che testè dissi a te vicino>>
 
Regalò poi un sorriso di gran beltà
e abbandonò così il caloroso tetto
tornando colà dove nessuno sa.

Ed io a ritrovar il mio amato letto.
 

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Written by materatown

November 9th, 2014 at 11:37 pm

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Il Quotidiano di Materatown n° 12

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Written by materatown

November 2nd, 2014 at 11:41 pm