Il sito dei fuorisede di Matera

Archive for March, 2015

Un Luca..ano a Roma

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Nel mare di inutili dichiarazioni, riunioni politiche, programmi elettorali farciti di “nulla”, finalmente una persona di sinistra ha deciso di dire e, soprattutto, fare “qualcosa di sinistra” per dar voce a tutti coloro che da anni vivono ai margini della società dimenticati da una politica sempre più attenta agli interessi dei “soliti noti”. Stiamo parlando non del segretario della FIOM Maurizio Landini, bensì del renziano ed ex capogruppo del PD alla Regione, Luca Braia, il quale il 19 marzo scorso (la festa del papà forse gli ha fatto pensare al futuro dei suoi e nostri figli!) ha pubblicato su facebook uno scandaloso scontrino ricevuto in un bar di Roma (vedi la foto allegata a questo articolo) dove per 3 spremute di arancia ed una misera coca-cola ha dovuto pagare ben 35 euro. Di fronte a tale ingiustizia il buon Braia, da grande uomo di sinistra e militante del partito che fu di Berlinguer, Pajetta ed Ingrao non ha potuto tacere lasciandosi andare ad un commento che noi ci teniamo a riportarvi in tutta la sua drammatica durezza e che ha ricevuto il plauso di tanti suoi sostenitori ed amici:

“Ieri a Roma ad un tavolino all’aperto 3 spremute di arancia e 1 coca per soli 35 Euro. FURTO autorizzato o come considerarlo? “

Ma noi di materatown.net, di solito accusati di saper solo criticare, abbiamo fatto di più per sostenere la giusta denuncia di Luca. Dalla Partita Iva stampata nello scontrino siamo riusciti a scoprire l’esercente che, in terra capitolina, applicando prezzi da “furto”, (vogliamo utilizzare la stessa espressione marxista del compagno Luca) sfrutta ed affama in maniera vergognosa la classe lavoratrice che giustamente Braia ha deciso di rappresentare. Si tratta del bar, o meglio “champagnerie” da Tazio, sita in Piazza della Repubblica a Roma (meglio conosciuta come Piazza Esedra), facente parte del Boscolo Hotel (5 stelle lusso) con suggestiva visuale sulle terme di Diocleziano e sulla chiesa michelangiolesca di Santa Maria degli Angeli. Ed è proprio qui (guarda la foto), da questi tavolini (guarda la foto) che l’esponente del PD lucano, gustando il suo drink, ha deciso di lanciare il suo manifesto politico su Facebook per difendere finalmente tutti coloro che dopo una dura giornata di golf, dopo estenuanti regate in barca in vela, di ritorno da viaggi massacranti alle Seychelles vorrebbero concedersi, senza essere sfruttati, il meritato riposo con le loro famiglie lontani dal vociare fastidioso di disoccupati e precari. Noi di materatown.net abbiamo deciso di essere al fianco del compagno Luca Braia in questa sacrosanta battaglia sperando che quando egli finalmente tornerà, come si vocifera da mesi, alla guida di un qualche assessorato alla Regione, possa continuare la sua lotta di classe proseguendo con la raccolta di altri scontrini, cosa che in Via Verrastro, d’altronde, sanno fare molto bene.

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Written by materatown

March 29th, 2015 at 11:57 pm

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Lezione di poker

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Provate a chiedere ad un giocatore di poker professionista cos’è un “bluff “. Vi spiegherà che, contrariamente a quello che si pensa, il bluff perfetto non consiste nel far credere all’avversario di avere un punto fortissimo quando al contrario non si ha nulla in mano, ma è la capacità di fare credere agli altri giocatori di avere un punto superiore a quello che in realtà si possiede. La differenza sembra insignificante, ma così non è. Si tratta, in realtà, della fondamentale distinzione che passa tra una “menzogna” e una “dissimulazione”. Per far comprendere meglio il concetto usiamo un altro esempio soprattutto per chi non è molto avvezzo con il gioco d’azzardo. Supponete che una sera dobbiate uscire a cena con la vostra collega nonchè amante e quindi abbiate la necessità di trovare una scusa con vostra moglie o fidanzata. Se decidete di usare la pura menzogna, allora molto probabilmente direte che avete un impegno di lavoro, una riunione importante in ufficio e che tornerete a casa molto tardi. Questo atteggiamento vi esporrà ad elevati rischi di essere scoperti quali una telefonata in ufficio di vostra moglie o un incontro casuale nel ristorante con la sua amica del cuore la quale non tarderà a riferire il tradimento alla vostra consorte con le conseguenze che potete immaginare. Se invece decidete di usare la dissimulazione allora giustificherete la vostra assenza dicendo a vostra moglie che la sera avete una cena con i colleghi d’ufficio  e fornirete anche il nome del ristorante dove vi accingete ad andare. In poche parole direte cose vere (cena, nome ristorante, colleghi) omettendo il “piccolo” particolare che i colleghi in realtà sono “la collega” che per giunta è la vostra amante. Questo stratagemma vi metterà al riparo da tutti i rischi cui abbiamo accennato prima, nel caso dell’ uso della “menzogna”.

Cari lettori, non so perchè ma ho la netta sensazione che il concetto non vi sia ancora chiaro e che in questo momento state facendo la stessa espressione di quando leggete un comunicato stampa di Angelino o un’ intervista di Vincenzo Viti. Poco male. Sono sicuro che con il prossimo esempio tutto vi sarà chiaro. Immaginate di esservi candidati come Direttore di una Fondazione denominata, giusto per fare un nome a caso, Lucana Film Commission, finanziata dalla Regione. Immaginate che insieme a voi si siano proposte altre personalità e che la selezione venga fatta dal Governatore della Regione nonchè dai Sindaci e dai Presidenti delle Province delle città capoluogo, i quali capiscono di Cinema come i 4 ristoratori di Materatown nel programma di Alessandro Borghese hanno dimostrato di capire di cucina. Immaginate di essere voi il fortunato vincitore e che uno degli esclusi decida di far ricorso al TAR in quanto convinto di avere un curriculum migliore del vostro e che un giovane vostro concittadino, in una “lettera aperta”, vi chieda conto di questa nomina a suo dire “discutibile”. Bene, se voi utilizzaste la menzogna per difendervi dall’accusa rilascereste molto probabilmente una dichiarazione in cui affermate di non saperne nulla di questa faccenda o magari che non esiste alcun procedimento al TAR contro di voi. Correreste però così il rischio che, a seguito di un banale controllo, la vostra fandonia verrebbe scoperta in men che non si dica. Ma, se al contrario, decideste di usare la dissimulazione ecco allora quale sarebbe la vostra risposta, forse su facebook, alle accuse del giovane autore della “lettera aperta”:

<<Chi solleva dubbi in queste ore dovrebbe documentarsi davanti ad un’ ineccepibile sentenza del Tar a favore della scelta adottata che, per stile, non ho divulgato>>

Come nell’esempio del marito fedifrago, avreste sì detto la verità, ossia che esiste una sentenza del TAR che vi consente di rimanere al vostro posto, ma avreste “omesso” un “piccolo” particolare: la motivazione per cui ciò è avvenuto. In poche parole, utilizzando la dissimulazione nonchè lo spavaldo invito a “documentarsi”, la vostra affermazione difficilmente verrebbe verificata. Sia chiaro, potreste sempre correre il rischio che qualche giornalista curioso non si lasci influenzare da tale vostra sicumera e quindi faccia domande, cerchi conferme andando a spulciare tra la miriade di sentenze del TAR, ma è un rischio veramente basso. Però…c’è un però! Potreste non aver calcolato la possibilità che piccoli fuorisede in terra nordica, nel buio delle loro camerette inizino a svolgere ricerche, passando ore e ore rubate al loro tempo libero facendo telefonate ed inviando e-mail e che, alla fine, riescano a leggere la sentenza a cui facevate riferimento e che magari la trovino protocollata con il n° 00163/2015. Questi ipotetici fuorisede scoprirebbero così che il giudice ha rigettato sì il ricorso dell’altro candidato ma con la seguente motivazione, che “per stile” voi avevate omesso di aggiungere:

Il ricorso è inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo”

In poche parole il giudice afferma che la Lucania Film Commission è una Fondazione che, pur utilizzando fondi pubblici, pur essendo costituita da soggetti quali la Regione e sebbene abbia finalità di carattere altrettanto pubblico, per suo statuto è un organismo “privato” e quindi ogni sua decisione, compresa l’ assunzione del suo Direttore, non può essere contestata davanti ad un giudice del TAR, bensì davanti ad un giudice ordinario a cui infatti nella sentenza si invitano i contendenti a rivolgersi. Per farla breve il giudice non entra affatto nel merito della questione (se è stata oppure no scelta la persona più competente per il ruolo da Direttore) ma dice solo che non era da lui che bisognava andare per dirimere il contenzioso. Insomma è come se voi per sostenere un esame di Letteratura Italiana vi recaste dal fruttivendolo e poi ve andaste in giro baldanzosi dicendo che il fruttivendolo non vi ha bocciato. Teoricamente è vero, praticamente è un “bluff “. L’unico problema, però, come vi direbbe il giocatore professionista di poker di cui abbiamo parlato all’inizio, i “bluff “ prima o poi qualcuno li va a vedere.

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Written by materatown

March 22nd, 2015 at 10:43 pm

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Materatown chiama…il cineoperatore risponde!

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Grande scalpore ha suscitato la scorsa settimana un giovane ragazzo di Materatown, Marco Moretti che, in qualità di cineoperatore professionista, ha lanciato, sotto forma di “lettera aperta”, un durissimo “j’accuse” nei confronti della Lucana Film Commission e del suo direttore Paride Leporace. In sintesi il nostro giovane concittadino, in questa missiva, sottolineava come l’Ente regionale gestito dall’ex-direttore del Quotidiano di Basilicata, non abbia assolutamente svolto alcuna funzione di promozione e di sponsorizzazione delle professionalità locali soprattutto in occasione della recente presenza in città della produzione hollywoodiana di Ben Hur. Moretti si chiede, ironicamente, a cosa effettivamente serva avere in Regione un organismo, finanziato dai cittadini, come la Lucana Film Commission se non per pagare trasferte presso Festival e Manifestazioni cinematografiche in giro per il mondo. La lettera infine si chiude con una richiesta di dimissioni rivolta a Paride Leporace il quale, nel giro di pochi giorni, non ha fatto mancare sulla sua bacheca di facebook (ndr: alla quale noi di materatown.net non abbiamo accesso avendoci il Direttore revocato ogni possibilità di visione) una nota  in cui risponde alle accuse rivoltegli dal giovane Marco Moretti. Per coloro che volessero leggersi l’intera “corrispondenza” possono trovarla nel sito sassilive dove si aggiungono ulteriori commenti di altri esperti del settore. Noi di Materatown.net, invece, incuriositi e desiderosi di saperne di più su di lui e sulla sua lettera, abbiamo contattato Marco Moretti, che gentilmente ha accettato di rispondere. Buona lettura.

Ciao Marco, sai qual è stata la prima cosa che mi ha colpito leggendo la tua “lettera aperta” al direttore Leporace? Il tono “liberatorio”. Si capiva che certi pensieri li avevi in testa (o nella pancia) da tempo e che finalmente hai lasciato che uscissero.

Non sbagli ma ti dirò di più: già l’aver preso carta e penna o, se preferisci,  mouse e tastiera, non è stato affatto semplice. Battere i pugni sul tavolo nel tentativo di essere ascoltati, in un territorio come il nostro, è inusuale. Quando questo accade è, per forza di cose, il risultato di un forte conflitto interiore.

Prima di continuare ti faccio una confidenza. Quando ho letto la tua lettera, da buon provinciale, ho preso qualche informazione in giro sul tuo conto. O, per dirla più semplicemente, ho chiamato amici e conoscenti e ho posto loro la fatidica domanda di rito: <<Oh, ma “a chi appartiene” sto’ Marco Moretti?>> Tutti mi hanno risposto con un sonoro “Boh”!  
Scusa allora la sincerità: ma perchè ti lamenti? Se “non appartieni” a nessuno come pensi di poter mai lavorare a Materatown?

Acuta osservazione la tua. Ebbene sì, lo confesso, non ho un cognome “spendibile” né una famiglia “importante” alle spalle. Il mio nome sarà ai più sconosciuto ma credo che in pochi non mi abbiano visto con la telecamera sulla spalla. Preferisco andare alla ricerca  di occasioni concrete di lavoro piuttosto che costruirmi piedistalli. Anche se devo ammetterlo, dalle mie parti, l’autocelebrazione produce parecchi frutti.  Ho però  immaginato per me, anche altri scenari e, da sognatore, ho avuto l’arrogante pretesa di pensare di ambire ad altre opportunità, altri traguardi. La cosa che più mi fa rabbia, se ci penso, è che il mio sogno, senza che io mi muovessi, è venuto a parcheggiare sotto casa mia (ero residente nei Sassi fino a qualche settimana fa), ma noi, purtroppo, stavamo ancora dormendo.

Il sogno , come lo chiami tu,  sarà pure venuto a parcheggiare sotto casa tua, ma quando hai visto che accanto ad esso si sono posizionati Leporace, il Sindaco e altri pochi eletti per una farsi magari una bella foto da mostrare agli amici degli amici, allora il sogno si è trasformato in un incubo.

Fosse solo questo. Parlo anche e soprattutto del  mio dolente e per certi versi umiliante pellegrinaggio, consumatosi nella ricerca di un varco, che mi consentisse finalmente l’accesso, legittimo pensavo, nel fantastico mondo di Hollywood. Si, lo riconosco, la presunzione è il mio pezzo forte!

Cioè? Spiegati meglio!

Le dinamiche che hanno determinato gli ingressi nella Produzione di Ben Hur, sono a dir poco raccapriccianti. Il tutto  è affidato alla perseveranza dei singoli ed alla fortuna di incontrare la persona che conta e chiedergli il favore di lavorare; nel mio caso, addirittura, anche solo per garantirsi un’esperienza professionale, persino tralasciando il compenso economico. Non ti elenco qui tutte le email e telefonate che ho fatto per poter avere una possibilità di respirare l’aria di un “set cinematografico” così importante, capirne le dinamiche, osservare, prendere appunti, conoscere. Insomma mi bastava esserci per  imparare. Il  set, comunque, grazie alla casualità e alla buona sorte, sono riuscito a viverlo per due settimane. Ovviamente in tutto questo, dove fosse la Lucana Film Commission ed il suo Direttore, non è dato saperlo.

Ecco veniamo adesso al Direttore Leporace che ti ha risposto pubblicamente su facebook.  Alle tue accuse relative al fatto  che non si sarebbe adoperato per far lavorare le professionalità locali, il Direttore ti risponde e ti smentisce invitandoti  “a chiedere alla fidanzata di Franco”. Hai sentito la fidanzata di Franco? Ah, per inciso, chi diavolo è sta’ fidanzata di Franco?

E che ne so! Sinceramente non ho il piacere di conoscere nè il Sig. Franco nè la sua dolce metà e neppure mi permetto di cercare telefonicamente donne che non conosco e per giunta fidanzate.  Nella sua risposta però dice anche che è riuscito ad inserire nella produzione altre persone e precisamente una “giovane impiegata lucana che per 5 settimane ha smesso di lavare piatti” (qui casca la lacrimuccia e scatta automaticamente l’applauso)  ed una fantomatica “ragazza lucana tornata appositamente dall’America” e devo pensare che avrà avuto un incarico importante e ben retribuito per aver operato una scelta del genere. Beata lei! Resta il fatto che mi sembra un po’ scarno come bottino.

Sempre Leporace, risponde alla tua critica sul suo continuo girovagare per il mondo tra festival cinematografici e manifestazioni culturali. Lui dice che questi viaggi servono come “missione di internazionalizzazione del cinema lucano ed azioni di promozione del territorio e della creatività lucana”?

Ci manca solo “come se fossi antani”, e la “supercazzola” sarebbe perfetta! Ma a parte questo, se il Direttore, da amante e cultore della settima arte, gode dell’ambizione di rappresentare la Lucania filmica nel mondo, a me, personalmente, non può che far piacere; ma sappia che noi, almeno a Materatown, abbiamo urgente necessità di progettare concretamente il nostro futuro, cercando di recuperare il tempo perso fin ora, per comprendere e cercare di interpretare al meglio le opportunità che naturalmente si andranno a concretizzare sul nostro territorio. Noi qui abbiamo voglia e necessità di “sporcarci le mani” piuttosto che indossare il vestito buono ed il cappello trendy o dandy per autocelebrarci. La Lucana Film Commission  non può essere considerato solo un organo di rappresentanza.

Ed arriviamo alla tua domanda su quante persone lavorano nello staff della Lucana Film Commission. Leporace ti risponde fiero che lui lavora anche 16/17 ore al giorno e che le sue email partono alle 4 e mezzo di mattina e si avvale di alcuni collaboratori e volontari? E mo’ come la mettiamo?

Innanzitutto preciso che la mia era una domanda provocatoria, curiosa più di conoscere i risultati prodotti dalla Lucana Film Commission  piuttosto che attenta a focalizzare l’attenzione su dati meramente amministrativi. Da quanto, comunque, il direttore Leporace precisa a riguardo, apprendo con dispiacere che si avvale della sola collaborazione  di un consulente (di cosa?) e due collaboratrici a progetto, per giunta precarie. Avevo immaginato uno staff interno più corposo e stabile, visti i mirabili risultati ottenuti dalla Lucania Film Commission, a detta del suo direttore, in campo mondiale. Sarà forse per questa grande vocazione interplanetaria che la sede ufficiale della Lucania Film Commission,  che è a Materatown non dimentichiamolo,  risulta deserta ed avere un numero di telefono  che comincia con 0971. Forse non ha trovato nessun precario, a Materatown, disposto a lavorare per la Lucana Film Commission e che, magari potesse andare ad aprire la bottega e rispondere al telefono? Per quel che riguarda le 16/17 ore di lavoro con annesse email inviate all’alba potrei cavarmela con una battuta e dire che questa “insonnia” può essere dovuta ai suoi continui spostamenti da una parte all’altra del Pianeta e conseguente “Jet Lag”. Invece  preferisco dire che non è a me che deve simili spiegazioni. Più che di quantità preferisco  parlare di qualità del lavoro.

Grazie per l’intervista e in bocca al lupo per tutto!

Grazie a te per il prezioso spazio che mi hai concesso e al direttore Leporace che di sicuro non trascurerà l’occasione per organizzare un incontro sereno ma chiarificatore, magari nella sede della Lucania Film Commission a Materatown, con gli operatori del settore. Ti rubo ancora qualche secondo, per ringraziare  tutti coloro che privatamente o pubblicamente in diverse forme, hanno voluto farmi giungere pensieri di stima e solidarietà. So di non meritarli, ma è una piacevolissima sensazione riceverli.
“Con la schiena dritta” direbbe Leporace, con qualche bruciore sacràle, dico invece io, ti saluto e ti ringrazio ancora.

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Written by materatown

March 15th, 2015 at 11:06 pm

Vota Ben Hur! Vota Ben Hur!

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Il fuorisede di Materatown in terra nordica normalmente fa molta fatica a prendere la residenza della città nordica che lo ospita. I motivi sono i più disparati:

C’è lo studente fuorisede che mantiene ancora la residenza a Materatown perchè nutre l’inutile speranza un giorno di tornare a lavorare nella città natale. Poco importa se sa benissimo che trattasi di un sogno irrealizzabile visto che non è membro di un WebTeam nè ha un padre che conosce qualcuno che “conta” o che possiede uno studio da architetto da passargli in eredità!

C’è il lavoratore fuorisede che ha ancora la residenza a Materatown perchè così paga meno di assicurazione della macchina e di tasse regionali anche se questo vuol dire non solo ritrovarsi ogni anno in un ufficio delle ASL per rinnovare il medico di famiglia facendo la fila per ore  insieme agli extracomunitari dei Centri di prima accoglienza, ma deve anche subire l’espressione compassionevole dell’impiegata allo sportello che gli domanda:<<Ha portato l’autocertificazione in cui dichiara i motivi perchè lei sta qui al Nord?>>

Qualunque sia il motivo per cui questi domiciliati in terra nordica preferiscano rimanere residenti “culturali” di Materatown, il prossimo Maggio, a centinaia, “scenderanno” in città per eleggere il nuovo Sindaco. Come sempre capita durante queste tornate elettorali, verranno assaliti da parenti e conoscenti stanziali che fino al giorno prima neanche gli rivolgevano uno sguardo, ma che improvvisamente faranno la fila per salutarli neanche fossero Morgan Freeman. Passato lo stupore iniziale, questi fuorisede subito capiranno il motivo vero di cotanto affetto quando, dopo la solita frase di circostanza (“Carissimo, che bello vederti a Materatown!), si sentiranno rivolgere la fatidica domanda:<<Se non sai chi votare ti consiglio questa persona…>> e riceveranno un “santino” di un candidato del PD o di qualche lista civica.

A tutti questi fuorisede, noi di materatown.net, vogliamo dire che oggi c’è una possibilità irripetibile per cambiare le cose. Questa volta potranno votare un candidato che è già entrato nella leggenda, un candidato dalla natura “una e trina”: è Uomo, Fuorisede e Stanziale contemporaneamente.

Il suo nome è BEN HUR e questi sono i 10 punti essenziali del suo programma politico per quel che riguarda i fuorisede di Materatown:

  1. I pacchi di cibarie verranno spediti gratuitamente, a spese del contribuente, ogni mese in tutte le case nordiche dei fuorisede di Materatown;
  2. Sarà reso legale l’uso della macchina “affettatrice” del Pane di Materatown;
  3. Corso di italiano obbligatorio a tutti i conducenti di autobus che da Materatown viaggiano per le città del Nord;
  4. Costruzione, al posto del nuovo teatro, di un’ arena dove i non-monaci e i “digital champion” combatteranno tra loro all’ultimo sangue davanti ad un pubblico festante di “gufi”;
  5. Saranno rimosse le statue di Padre Pio, Karol Wojtyla e quelle in costruzione di Verri e Grima;
  6. Le immagini raffiguranti i cappelli di Leporace verranno vietate ai minori fatta eccezione per il giorno di Carnevale ma solo se accompagnati dai genitori (clicca qui);
  7.  Obbligo per i Ragazzi di Profumo di Suola di fare almeno una critica all’anno al PD. In caso contrario verranno utilizzati come cavie per i test di sicurezza delle piste ciclabili di Materatown;
  8. Rendere pubblico il motivo per cui Antonella Ciervo si guarda ogni giorno Barbara D’ Urso in TV per poi sfracassarci le parti intime su Facebook per il disgusto provato;
  9. Dopo quella su “Chitaridd” verrà bloccata la prossima pubblicazione dell’ opera a fumetti di Pinuccio Virus sulla vita e sulle gesta di Marcello Pittella;
  10. Saranno severamente punite le mamme che al telefono ricorderanno ai loro figli al nord di mettere cappello e sciarpa prima di uscire;

Ed ora, elettrici ed elettori fuorisede di Materatown, per chi ancora non avesse avuto la fortuna di conoscerlo, ecco a voi lo spot elettorale di BEN HUR, diretto, prodotto e ideato da Antonio Andrisani e Donato Mola (in arte Hyperbros) e con un modestissimo contributo di chi vi scrive:

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Written by materatown

March 8th, 2015 at 10:56 pm

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Il Quotidiano di Materatown n° 14

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Written by materatown

March 1st, 2015 at 11:20 pm