Il sito dei fuorisede di Matera

Archive for May, 2015

Siam tre piccoli consiglier…

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Siamo oramai a poche ore dal voto e, come suggeriscono gli esperti di sondaggi, la scelta su chi dare la propria preferenza, molti elettori la faranno lungo la strada che li porta al seggio o addirittura quando già saranno con la matita in mano dentro la cabina. Noi di materatown.net vogliamo dare il nostro piccolo contributo a questi nostri concittadini indecisi, non tanto scrivendo dei “big” che aspirano alla carica di Sindaco, ma di coloro che potranno esserne i loro futuri consiglieri comunali e, a tal scopo, abbiamo deciso di presentarvi 3 esempi molto rappresentativi (tra gli oltre 700 candidati) che rispettivamente fanno parte delle liste che appoggiano l’ex Sindaco uscente Salvatore Adduce, l’ Avvocato Raffaello De Ruggieri e il Presidente della Camera di Commercio Angelo Tortorelli. In fondo, care lettrici e lettori, un leader lo si giudica anche, se non soprattutto, dai collaboratori che si sceglie e se, tanto mi dà tanto, dopo che avrete letto questo articolo non possiamo che farvi un caloroso “in bocca al lupo” per il radioso futuro che vi attende. Buon voto a tutti.


IRENE SANDRI (PD-ADDUCE SINDACO)

Insegnante, è una renziana di ferro o, per essere precisi, va dove la porta l’ Antezza di cui è una devota seguace. Non a caso nella sua bacheca di Facebook dove, con modestia, si presenta come personaggio “pubblico”, vi è un susseguirsi di scambi di complimenti con Luca Braia, cognato della Maria parlamentare. In un’ intervista dice, da buona insegnante di latino e greco, che l’impulso a gettarsi nell’agone politico le è arrivato direttamente dalla lettura di Cicerone e che grazie ai suoi 23 anni da docente di materie classiche ha capito (ci ha messo un tantino ma non importa!) che “del passato si deve prendere sempre atto, imparando anche dagli errori”. Il suo slogan elettorale è IO SONO QUI che finirebbe di diritto nella mitica rubrica “E chi se ne frega” del compianto giornale satirico “Cuore”. Comunque, a parte la curiosa trovata di scrivere nel suo santino la parola “conservazione” alla “rimmessa”, come direbbe mia nonna, ciò che caratterizza la campagna elettorale di Irene Sandri è l’essersi fatta sempre fotografare con lo sguardo mistico rivolto verso i più svariati orizzonti  che nelle intenzioni della professoressa dovrebbe convincere gli elettori sulla profondità dei suoi pensieri.  Abbiamo così Irene Sandri che scruta i Sassi (clicca qui), Irene Sandri che ammira il Castello (clicca qui), Irene Sandri che contempla (mah!) una grata di ferro (clicca qui) fino ad arrivare ad Irene Sandri che ha una visione della Madonna (clicca qui). Resta, invece, avvolta nel più profondo mistero la perseveranza con cui la nostra candidata prova a forzare la porta del Teatro Duni (clicca qui) per poi riprovarci (clicca qui) nonostante i grossi cartelli con la scritta “CHIUSO”. Ma, come diceva Cicerone, così tanto amato dalla Prof.ssa Sandri, “cuiusvis hominis est errare nullius nisi insipientis in errore perseverare”.


 DAMIANO LATERZA (FORZA MATERA-DE RUGGIERI SINDACO)

Il suo slogan è “Matera mormorò: Non passa il potentino” e “Laterza vuol dire Cultura”. Giornalista, Damiano Laterza è anche un fine poeta tanto da partorire, tutto da solo, il seguente poema/slogan elettorale: “Se vivi a Matera/Il 31 maggio/Non restare di sasso/VOTA LATERZA/Fai il grande passo! ” E cosa fa il nostro amico Damiano per convincere gli abitanti di Materatown a “fare il grande passo”?. Gira tra la gente, parla e dispensa promesse ed è lui stesso a farcene una cronaca minuziosa di cui vi riportiamo i brani più significativi. Si parte con un classico “incipit” in perfetto stile francescano:“In questi giorni materani ho abbracciato gente, stretto mani, convinto indecisi, dato speranze ai disillusi” per poi entrare nel dettaglio di questi incontri: “Ho ritrovato amici, nemici, tifosi, neonati, e defunti”. Ora, passi l’incontro con i neonati a quali supponiamo avrà regalato caramelle e cioccolatini, ma come diavolo ha fatto a parlare con i cari estinti non è dato sapersi a meno che l’aspirante consigliere comunale non nasconda inaspettate doti medianiche. Comunque andiamo avanti con quello che Laterza dice di aver visto passeggiando per Materatown: “Ho visto una manifestazione gay, una raccolta firme per legalizzare i bordelli, turiste olandesi in hot pants. Una comitiva di giapponesi vuole fotografarmi nei Sassi (è indubbiamente nu’ bell uaglion!)” La parte migliore però della descrizione del suo tour elettorale, Damiano ce la fornisce quando ci descrive le reazioni dei materani di fronte alle sue promesse elettorali: “Chi mi prende per pazzo (ma va?), chi mi prende per scemo (non lo dire neanche per scherzo!), chi mi prende per mano e chi mi prende a mazzate (no dai, forse erano solo pacche di incoraggiamento un po’ troppo focose!). C’è un turbinio di emozioni che per raccontarle tutte tocca scriverci un libro (appena lo pubblichi corriamo a comperarlo!)” Infine la cronaca termina con una preghiera ai suoi potenziali elettori: “Fatemi diventare Assessore alla Cultura. L’investitura politica ce l’ho!” Ecco se magari si dice anche chi gli ha dato tale investitura, noi andiamo a trovarlo e gli diciamo due paroline. Ma giusto due!


RAFFAELE CONTINI (CI PIACE MATERA-TORTORELLI SINDACO)

Mo’, secondo voi, cosa dovremmo scrivere dopo aver visto questa fotografia? Uno che guarda questa immagine e pensa a quella originale (clicca qui) cosa dovrebbe pensare del candidato Raffaele Contini? Le ipotesi sono due: o costui ha scambiato le Elezioni Amministrative con il Carnevale di Materatown oppure non lo hanno avvisato che i rioni San Pardo e San Giacomo, per quanto rigogliosi, incontaminati e pieni di verde, non sono proprio la Sierra Maestra e soprattutto che  il Presidente della Camera di Commercio Angelo Tortorelli, nonchè il suo sponsor, il banchiere Corrado Passera (ex Amministratore Delegato di Banca Intesa) almeno a prima vista, non ricordano proprio Fidel Castro e Camillo Cientfuegos.  Sempre che non sia valida la prima ipotesi sulle motivazioni del suo travestimento, una domanda sorge spontanea: cosa farà il “barbudos” Raffaele qualora dovesse essere eletto nel Consiglio Comunale di Materatown il 31 Maggio? Voci di corridoio dicono che “Che” Contini abbia già preparato, come ogni buon rivoluzionario che si rispetti e sulla scia del libretto rosso di Mao e di quello verde di Gheddafi, un suo personale “libretto cachi” dove vengono enunciati alcuni punti fondamentali del suo programma tra cui la distribuzione gratuita di Cucù in terracotta a tutti gli stanziali, la sostituzione della Festa della Bruna il 2 Luglio con una parata di tutti gli impiegati della Camera di Commercio al grido di “O Sinergia o Muerte!”, l’abbattimento della statua di Padre Pio per far posto a quella di un pollice alzato di ben 8 metri di altezza, la riconversione del forno di Paoluccio in fabbrica di sigari ed occhiali in stile Tortorelli e, per finire, la nazionalizzazione del negozio di Michele La stoppa.

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Written by materatown

May 28th, 2015 at 11:30 pm

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Digital Minchiatery 2.0

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A parte la presenza di oltre 700 candidati e la nascita di una miriade di liste civiche, la novità più importante della campagna elettorale che si sta svolgendo a Materatown in queste settimane è certamente legata all’arte della comunicazione. Si è fatto strada, infatti, nelle ultime ore, un nuovo fenomeno che prende il nome di “Digital Minchiatery” che consiste nello scrivere su un qualunque social network la prima fesseria che salta in mente per poi far seguire a breve giro di “tweet” o “post”, un lungo pistolotto di scuse lacrimevoli adducendo i motivi più fantasiosi. Fulgidi campioni di “digital minchiatery”, come in molti sapranno, sono stati in ordine strettamente cronologico, Paolo Verri che su twitter si è lasciato andare ad un’affermazione contro i proprietari del Duni (“Lavoriamo negli spazi informali subito senza farci truffare da privati incompetenti”) e la Soprintendente per i Beni storici, Marta Ragozzino, che su facebook chiedeva al responsabile dell’agenzia di comunicazione che cura la campagna elettorale del sindaco Salvatore Adduce, quali potessero essere le strategie migliori da adottare per danneggiare l’avversario De Ruggieri definito “il vecchietto”. In entrambi i casi, come vuole la prassi della “Digital Minchiatery”, sono subito arrivate le rettifiche dei suddetti personaggi che indossando il caschetto biondo stile Caterina Caselli, hanno invocato il perdono dei destinatari delle loro sortite. Noi di materatown.net siamo rimasti talmente affascinati da questa nuova tecnica comunicativa che abbiamo pensato di utilizzarla sebbene con una variante (“Digital Minchiatery 2.0″) che prevede non solo di scrivere la prima minchiata che ci è passata per la mente, ma di allegare direttamente le relative scuse risparmiando non solo tempo prezioso ma prevenendo così ogni tipo di polemica. Buona lettura:

  • Digital Minchiata n° 1: “DE RUGGIERI DA GIOVANE E’ STATO CAMPIONE DI CORSA SUI MAMMUT”

Scuse: Siamo veramente rammaricati per le polemiche che questa nostra affermazione ha suscitato e che ha portato il candidato De Ruggieri insieme ai suoi due adepti Angelo Cotugno e Saverio Vizziello a chiedere al Ministro delle Telecomunicazioni il distacco della nostra linea Internet nonchè il sequestro del router.  Qualunque sarà la decisione del ministro la accoglieremo con serenità. Ci preme però ribadire che non era assolutamente nostra intenzione offendere nè tanto meno fare riferimento alla veneranda età del candidato De Ruggieri. Il richiamo all’estinto proboscidato, volgarmente definito mammut, è stato equivocato. Volevamo solamente far riferimento, seppur con modi sbagliati, all’immensa cultura in ambito storico del esimio Avvocato De Ruggieri che spazia dal Cenozoico fino ai giorni nostri.

  • Digital Minchiata n° 2: “TORTORELLI QUEL POLLICE ALLA FONZIE SAI DOVE TE LO PUOI METTERE?”

Scuse: Ci scusiamo con il candidato Tortorelli per l’equivoco che può essersi innescato a seguito della domanda su quale parte del proprio corpo il Presidente della Camera di Commercio dovesse posizionare il pollice alzato con cui è raffigurato nei manifestati elettorali. Vogliamo altresì precisare che la nostra era solo una critica dal punto di vista comunicativo in quanto la postura del dito “alla fonzie” rappresenta una tipica gestualità americana e che poco ha a che fare con la cultura europea di cui Materatown è diventata fulgido esempio in qualità di capitale Europea nel 2019. Purtroppo superficialmente abbiamo mancato di inserire la risposta alla domanda in questione che ovviamente era “in bocca”, in quanto avrebbe ricordato il caratteristico atteggiamento di un neonato la cui bellezza e genuinità ricordano la nostra bellissima Materatown.

  • Digital Minchiata n° 3: “MATERDOMINI FA IL CAPPUCCINO ALLA CAZZO DI CANE”

Scuse: Purtroppo a causa della nostra scarsa conoscenza dei social network un messaggio privato destinato ad un amico di Cuneo che ci chiedeva un consiglio su dove poter bere un ottimo cappuccino a Materatown informandosi a tal fine sul bar di Materdomini, è diventato di dominio pubblico. L’espressione colorita con cui abbiamo definito la calda bevenda a base di latte e caffè è purtroppo dovuta, seppur non giustificata, al fatto di aver avuto quella sera problemi di dissenteria a seguito della lettura dell’interpellanza parlamentare del Sen. Di Maggio che, dall’alto della sua storica coerenza, ha chiesto le dimissioni della Ragozzino parlando di “sfacciataggine” e “mefitico ciarpame”! Come spesso capita quando si è colpiti da questi tipi di malesseri intestinali, il solo senitir parlare di bevande o cibarie provoca reazioni che vanno oltre la proprio volontà. Restiamo comunque a disposizione del candidato Materdomini per un incontro chiarificatore magari davanti uno dei tuoi squisiti cappuccini.

  • Digital Minchiata n° 4: “MA LA RAGOZZINO DA CHI VA A FARSI LA PERMANENTE?  DALL’ELETTRAUTO SOTTO CASA?”

Scuse: Scriviamo per scusarci con l’elettrauto sito sotto l’abitazione della Ragozzino che per colpa della nostra superficialità potrebbe essersi sentito responsabile dell’acconciatura della Soprintendente.  Ci teniamo, per amor di verità, a ricordare che la Ragozzino, la sera del lunedì della scorsa settimana, avendo trovato la sua autovettura con la batteria completamente scarica e dovendo recarsi con una certa urgenza al pigiama-party organizzato per sostenere la candidatura del Sindaco Adduce, si è scapicollata dall’elettrauto posto sotto la sua abitazione. Nella foga dettata dalla fretta e a  causa del tacco 12 indossato, la Ragozzino “è cipoddata”. Destino ha voluto che i suoi lunghi capelli lisci siano finiti a contatto con alcuni cavi da 220V in quel momento in funzione dentro l’officina. Questo ha provocato un involontario quanto estremo arricciamento nella capigliatura della sfortunata dirigente.

  • Digital Minchiata n° 5: “ADDUCE APPATTIDDAMI STO’ ABITANTE CULTURALE” (N.B.: Tale affermazione va declamata muovendo in modo sincrono le braccia e orientando le mani verso la cintola dei pantaloni)

Scuse: Se il Sindaco Adduce si è sentito offeso da questa nostra dichiarazione chiediamo scusa. La nostra ingenuità ha fatto sì che non avessimo considerato quanto le nostre parole si potessero prestare, in pieno clima elettorale, ad una interpretazione fuorviante e denigratoria nei confronti del Primo Cittadino. Tutt’altre erano le nostre intenzioni. Il verbo “appattiddare”, infatti, è stato da noi utilizzato nella sua aulica accezione di “mettere insieme tra loro cose differenti” e, quindi, dietro l’espressione “appattiddami sto’ abitante culturale” c’era un semplice invito al Sindaco a continuare nella sua opera di unire tra loro tutte le diverse sensibilità culturali di Materatown quasi si trattasse di un grande abbraccio. Abbraccio che abbiamo voluto plasticamente rappresentare suggerendo il moto sincrono delle braccia verso la cintola dei pantaloni come a disegnare un unico grande cerchio.

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Written by materatown

May 24th, 2015 at 10:46 pm

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La Cittadina Commedia

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Da quando la campagna elettorale è entrata nel vivo, sono arrivati a questo sito inviti sempre più pressanti e frequenti a “schierarsi” ed ovviamente, come già accadde nelle precedenti elezioni del 2010 (se avete tempo da perdere cliccate qui), non sono mancate accuse, più o meno velate, di essere troppo compiacenti con un candidato piuttosto che con un altro o, come si può evincere dai commenti arrivati ai nostri ultimi articoli, di non fare più satira come e “contro chi” piacerebbe al lettore di turno. Insomma siamo in piena sindrome “O con me o contro di me!”. Fermo restando che i nostri detrattori potrebbero anche aver ragione e che effettivamente potremmo aver perso quella vena satirica che ci ha guidato in questi quasi 7 anni o, peggio ancora, che potremmo esserci venduti al miglior offerente, resta però da sottilineare la buffa coincidenza, in fondo gratificante, che queste accuse ci giungono indifferentemente dai vari “supporters” di quasi tutti gli schieramenti.

In attesa perciò che il 31 maggio arrivi al più presto e porti via, con l’arrivo del nuovo sindaco, ogni tipo di polemica, abbiamo pensato di dedicare le nostre energie a questioni ben più “elevate” e cioè di onorare la ricorrenza dei 750 anni dalla nascita di Dante Alighieri mettendo in versi un personalissimo componimento, sperando che il Sommo Poeta non se ne abbia a male per questo nostro atto di presunzione ma, soprattutto, che possa perdonare i nostri “concittadini culturali” che tra una conferenza su Pasolini e una tavola rotonda con Rocco Papaleo, si sono dimenticati di fargli gli auguri di buon compleanno. Buona lettura con:

 

 

LA CITTADINA COMMEDIA

Nel mezzo della lettur del Quotidiano
mi ritrovai in preda a capogiro
a cagion del verbo del direttor campano;

Era io svenuto e abbracciato ad Onìro
quand’ecco vidi folla giunger da lontano;
Appen costoro furon del mio sguardo a tiro

e prima ancor che proferissi verbo, 
colui che alla testa era di tal corteo
prese a favellar con mo’ superbo:

<<Lascia a noi il passo vile pigmeo
tu che la città lasciasti con riserbo;
Di ostruir eroica marcia non esser reo!>>

<<Lascio volentieri a voi il passo>>
diss’io <<Ma prima ancor che ciò accada
ditemi a chi devo l’onor di tal sorpasso?>>

<<Quelli che che han speme che Adduce cada
come in fondo al mar sprofonda sasso!
Del riscatto materan noi siam la spada!>>

parlò colui che del gruppo parea la guida.
Poi senza prender fiato riprese a favellare:
<<Io sono l’Avvocato che Salvatore sfida!>>

<<Ma non eri tu commosso a festeggiare
nella Piazza che parea una corrida
con colui che adesso vuoi disarcionare?>>

Osai chieder io con voce tremante.
<<Tu villano fuorisede forse non sai
che io di Cultura son trave portante?

A Matera nulla senza me si mosse mai
sin da quando Spadolini era goverante
e il potere da allor per nulla abbandonai!

Lacrime per la novella di Matera Capitale
le versai tra urla, grida e sollazzo,
ma come dissi pria il dossier lessi male!

E ora prezioso tempo più non ammazzo
chè di parlar con te non più mi cale.
Lasciami passar insiem al mio codazzo!>>

Terminò così la sua forbita arringa 
l’Avvocato a capo di tal rivolta
e mano mosse sì come mosca via si spinga.

<<Lasciar strada a persona sì colta
è cortesia che in verità mi lusinga.
Ma per quella folla che muta ascolta

e che passo indietro sta da tua figura>>
domandai io indicando i due volti ignoti 
<<perchè debbo usar egual premura?>> 

<<Di sfrontatezza il tuo parlar si svuoti!
Uno è musico famoso con fiorente capigliatura,
l’altro al PD un lustro addietro chiese voti!

Adesso entrambi al mio credo convertiti
seguonmi come fiera fa con domatore suo.
Lascia ora i nostri passi andar via spediti

a men che tu ami Adduce qual sindaco tuo!>>
parlò colui sì da render verbi miei arditi:
<<Inique parole son le tue e del vicino duo!

Io Adduce canzonava in dì lontani
quando tu, il musico e il comunista
gli lustravate cranio a piene mani!

Solo ero a contestar con sparuta lista
del duemiladiciannove gli affari insani.
Ed or tu di ribellion vuoi esser autista?

Tu che in Comitato sedea e Grima lodava?
O colui che da direttor ambiva a terza chiama?
O quel che dito in Consiglio perenne alzava?>>

Come di Ottaviano mentre Cesare acclama
folla del solo udir non vuol esser schiava
così da tergo voce irrompe ed esclama:

<<Oh fuorisede qual musica le tue parole!
Siam felici che di noi sei protettore
e non dell’Avvocato e la sua nuova prole!>>

Voltomi a veder di tal appattiddar l’ autore,
vidi Adduce e colei che nome Cinzia vuole
anzichè Giacinta, con Doriano fin dottore!

<<Ma di qual peccato devo pagar scotto>>
dissi allor io <<per esser in codesto loco
che di voltagabbana par esser ghiotto?

Io son satiro e del poter mi prendo gioco
e non cane che coda muove per misero biscotto
qual voi che di idee fate meschin trasloco.

Come chi contro Inter scaglia saetta
non del Milan è ovvio sostenitore,
così di applaudir me non abbiate fretta

   chè di ciclabili vie non dimentico l’orrore     
che città pien di rotonde fece Trombetta
per non parlar di Guarini all’uso assessore.
 
Ringrazio Dio che diritto di votar persi
quando residenza ebbi in luogo lontano
chè il mio voto sarebbe ora tra i dispersi.

Fatto non fui per essere partigiano,
nè a Sindaco, nè ad Avvocato offro versi,
nè ai 700 concorrenti bramo stringer mano!

Fato generoso volle che a nessun astante
favor chiesi per aver sul desco il pane
e ciò mi concesse d’esser da voi distante.

Altri chiamate a suonar vostre campane
altra penna a seguirvi come pecora belante
chè la mia intingo nelle farse materane!>>

Finito che ebbi di dir queste parole
l’abbraccio di Onìro divenne imbelle
che il ciel ormai era orfano di sole.

Ed uscii a riveder le boreali stelle!

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Written by materatown

May 17th, 2015 at 11:09 pm

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Ho visto cose a Materatown che voi… (19)

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Durante la mia ultima discesa “primaverile”

HO VISTO COSE A MATERATOWN CHE VOI UMANI NON POTETE NEANCHE IMMAGINARE



  • Ho visto il sottoscritto nell’aereoporto nordico andare in bagno ed uscirne totalmente mortificato (clicca qui)
  • Ho visto in centro una mamma stanziale far vedere orgogliosa alle amiche il proprio pargolo nel passeggino e mostrarne le grandi capacità intellettive chiedendogli: :<<A mamma fai vedere alle zie quanti anni hai?>>;
  • Ho visto l’infante nel passeggino, alla terza richiesta insistente della mamma, alzare il ditino (fortunatamente non quello medio) e fare il segno del numero 1;
  • Ho visto un bellissimo manifesto di giubilo su Matera 2019 affisso sul muro del Belvedere Guerricchio in Piazza (clicca qui);
  • Ho visto in Via Lavista un ospite culturale (turista) incastrato con il suo caravan tra due macchine parcheggiate da abitanti culturali (clicca qui);
  • Ho visto uno stanziale chiamare i vigili con il cellulare e dopo qualche secondo chiedere meravigliato: <<Come sarebbe che non avete macchine in zona?>>;
  • Ho visto un gruppo di giovani stanziali stravaccati in Piazza ed uno di loro chiedere in prestito la sigaretta al suo compagno ponendo la seguente domanda: <<Meh uagliò ma fa fmè pure a me?>>;
  • Ho visto il sottoscritto andare al cinema e sentire la stanziale seduta alle sue spalle commentare con il fidanzato il trailer dell’ultimo film di Tom Cruise:<<Questo film sarà una cacata!>>;
  • Ho visto con l’arrivo del primo caldo iniziare ad alzarsi il colletto delle polo degli stanzali (clicca qui);
  • Ho visto un due adolescenti stanziali osservare con una certa eccitazione due turiste e uno commentare: <<Manuè, lassam perdere! Sono più grandi di noi!>>;
  • Ho visto Gravelino ricandidarsi al Comune con la seguente motivazione:<<Voglio partecipare alle decisioni ed essere protagonista insieme ad una intera generazione!>>;
  • Ho visto Gravelino all’ultimo consiglio comunale essere “protagonista” e voler “partecipare” alle decisioni insieme alla sua generazione (clicca qui);
  • Ho visto visto Giovanni Angelino nel Bar Cinetix;
  • Ho visto Salvatore Adduce nel Bar Cinetix;
  • Ho visto Vincenzo Viti nel Bar Cinetix;
  • Ho visto Vincenzo Santochirico nel Bar Tripoli
  • Ho visto Raffaello De Ruggieri nel Bar Tripoli;
  • Ho visto Angelo Tosto nel Bar Tripoli;
  • Ho visto Angelo Cotugno entrare nell’ hotel San Domenico;
  • Ho visto il sottoscritto pensare:<<Ma guarda che combinazione! I politici materani sono in ferie gli stessi giorni in cui anche io sono in vacanza!>>
  • Ho visto l’ennesima replica in TV del filmato in cui Steve Green scrive il nome di Materatown sull’ iPad;
  • Ho visto mia madre scrivere in cucina prima della mia partenza al Nord e non aver alcun dubbio su chi preferire tra lei e Steve Green (clicca qui)
  • Ho visto sul muro vicino l’ascensore del mio condominio nordico la seguente scritta (clicca qui) e pensare: <<Ma scrivere “canaline di scarico” era troppo difficile ?>>
  • Ho visto il sottoscritto entrare in casa, infilarsi nel letto e pensare:<<Adesso è ora che io aspetti l’estate!>>
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Written by materatown

May 10th, 2015 at 11:33 pm

Il colombo solitario

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Perdonateci, cari lettori, se oggi non ce la sentiamo di commentare gli arguti commenti di novelli politologi sulle prossime elezioni amministrative o se non abbiamo voglia di entrare nei “colti” dibattiti sulla cultura a Materatown di intellettuali sessantottini più vicini alla pensione che alla “rivoluzione”. Oggi, al contrario, vogliamo raccontarvi di un piccolo episodio accaduto il 22 Aprile scorso (*), che a stento ha meritato due righe di giornale infilate tra una dichiarazione di Santochirico e un’intervista a Cifarelli.

Era un caldo pomeriggio a Materatown, il profumo della Primavera riempiva l’aria e molti stanziali erano intenti a terminare il loro lungo pranzo o a concedersi la meritata “pennicchella”. La Piazza era deserta e si sentiva solo il vociare di qualche studente della provincia che, in attesa di prendere l’autobus che lo riportasse in paese, stazionava davanti ad un panificio con in mano un pezzo di focaccia delle dimensioni di un lenzuolo a due piazze. All’improvviso un suono cupo, quasi sordo, ma amplificato dagli spazi aperti della piazza, ha interrotto l’armonia stanziale subito seguito da un inconfondile rumore di vetri infranti. Un giovane colombo si era diretto volontariamente a folle velocità contro una vetrata dei piani alti del Banco di Napoli mandandola in frantumi e trovando così morte immediata. Passati pochi minuti di leggero stupore dei pochi frequentatori pomeridiani del centro, la Piazza è ritornata nel suo consueto silenzio rotto solo dalle voci di due pompieri impegnati a raccogliere quel che restava della salma del volatile ed a pulire il selciato dalle sue piume imbevute di sangue. Al pennuto suicida in un caldo pomeriggio d’aprile nei cieli di Materatown vogliamo dedicare l’articolo di questa settimana omaggiandolo con pochi versi, donandogli così quell’ attenzione che anche da morto gli è stata negata:

 

 

IL COLOMBO SOLITARIO

D’in su la vetta del Napoletano Banco
colombo solitario, contro la vetrata
veloce vai finchè sia ultimo giorno;
Ed erra l’agonia per questa Capitale.
Campagna elettorale dintorno
riempe l’aria, e per le vie
sorgon di Tortorelli i manifesti
sì che a mirarli si intristisce il core.
Odi galoppini belar, muggire candidati;
I futuri consiglieri in gara sorridenti,
per i bar fan mille giri
a distribuir impegni e volantini
promettendo a tutti un tempo migliore:
Tu colombo pensoso dall’alto ciò miravi;
Non Adduce, non De Ruggieri
ti portavan allegria e schivavi
di sinistri voltagabbana la prassi;
Voli, e così trapassi
della finestra il vetro
e la tua vita fai appassir come fiore.
Oimè, quanto somiglia
il tuo costume al mio!
Dalla mia giovane età,
quand’ero ancora acerbo di giorni
da tutti costoro fui costretto
a volar guidato dal vento
non contro vetro di Banca
ma verso terre remote.
E anche questo è un po’ morir
seppur del tuo più lento.

(*) leggi la notizia

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Written by materatown

May 3rd, 2015 at 11:39 pm

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