Il sito dei fuorisede di Matera

Archive for September, 2015

Balozziello

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Narrano le cronache sportive che il Milan, prima di acquistare l’indisciplinato Balotelli, lo abbia obbligato a firmare una serie di regole comportamentali onde evitare figuracce e danni d’immagine alla società. Il Mario nazionale, infatti, più che per le sue gesta calcistiche, negli ultimi tempi si è contraddistinto per le dichiarazioni imbarazzanti tramite social network, provocando grave disagio nelle società di appartenza costringendole a smentite ed a imbarazzate “prese di distanza”. Situazione analoga si è presentata a Materatown a seguito dell’elezione in Consiglio Comunale del consigliere Saverio Vizziello che, nel giro di pochi mesi, ha già inanellato una quantità di “gaffe” da far invidia al talentuoso Balotelli o, se vogliamo dirla in maniera più semplice, l’ex-direttore del Conservatorio, quando si siede davanti al computer ed inizia a scrivere su facebook, non ne imbrocca una neanche per caso, tanto da meritarsi il soprannome di “Baloziello”. Il suo innato talento nello sparare i suoi personali pensierini nel mondo virtuale per poi ritirarli o, peggio ancora, tentare di correggerli, si è manifestato già in campagna elettorale ad elezioni non ancora concluse. Eravamo ai primi di Giugno e in città si discuteva della possibilità di un “faccia a faccia” tra i due candidati, Adduce e De Ruggieri, da svolgersi nel piazzale del Castello, quando ecco che il buon Baloziello ha un’ idea geniale su come approntare il dibattito e garantirne la correttezza e imparzialità: propone di far condurre il confronto ad “un giornalista nazionale” che è come dire che quelli “locali” hanno la professionalità di uno tricheco. Ovviamente scoppiano le polemiche ed il nostro Baloziello prova a giustificarsi arrampicandosi sugli specchi ma oramai la frittata è fatta. Passano poche settimane e ne combina un’altra. A seguito di una polemica su un evento da lui organizzato e sponsorizzato da una nota compagnia petrolifera, accusata da molti concittadini di bucherellare il suolo lucano come una groviera, Baloziello risponde, piccato e spavaldo, di essere in possesso di una lista, che minaccia anche di pubblicare, degli stanziali di Materatown che la mattina protestano contro le estrazioni petrolifere e poi la sera fanno il pieno utilizzando le Card benzina pagate con le royalties dei petrolieri. Anche in questo caso le sue dichiarazioni suscitano un vespaio ed in molti inziano a chiedergli conto di questa lista e di come ne sia venuto in possesso. Baloziello tergiversa, non risponde, allude, fino a quando cancella la frase incriminata dal suo profilo facebook. Beh, penserete voi, a questo punto dovrebbe aver imparato la lezione! Macchè. Alcuni giorni fa ad alcuni concittadini che criticano legittimamente una manifestazione culturale presentata dalla sua Amministrazione, Balozziello senza perder tempo (fosse solo per un controllo della sintassi) si lancia in un’altra delle sue invettive : “Patetici. Dove eravate ultimamente con concerti eventi con tantissimi stranieri per cristicchi, mannoia, carreras, mostre, tributo ai pink floyd, meravigliose iniziative tutte organizzate dalle forze locali senza avvalersi di contributi pubblici?” Peccato, però, che nel giro di poche ore, spunti una lettera a firma dell’Associazione denominata “Ensemble Gabrieli” di cui è a capo proprio Balozziello, che chiede al Comune di Materatown un contributo di 3000 euro per l’organizzazione del concerto di Fiorella Mannoia. Per l’ennesima volta il nostro eroe si ritrova nella condizione di dover dare una spiegazione plausibile a quanto accaduto ed ecco che allora scrive al Quotidiano di Basilicata affermando più o meno: <<Sì ho chiesto il contributo, ma non me lo hanno dato!>> che è come dire “Volevo investire qualcuno sulle strisce pedonali ma non l’ho fatto perchè avevo finito la benzina nella macchina!”. Allora, cari lettori, prima che sia troppo tardi e che Balozziello ne combini un’altra delle sue, abbiamo pensato, proprio come il Milan ha fatto con il suo indisciplinato calciatore, di stilare un decalogo comportamentale “ad hoc” nella speranza che possa aiutarlo per il bene suo e della sua maggioranza:

  1. Prima di scrivere o dichiarare alcunchè, ricordarti, per quanto assurdo ti possa sembrare, che sei un personaggio pubblico;
  2. Nascondi il computer, il tablet e lo smartphone in posti inaccessibili della tua casa. La difficoltà nel reperirli scoraggerà la tua tentazione di scrivere;
  3. Nei momenti di astinenza da dichiarazione, porta a spasso il cane di Angelo Cotugno. Ti aiuterà a distrarti!
  4. Prima di scrivere o rilasciare un comunicato conta fino a 1.834.765.622, 53;
  5. Se a questo punto ti stai chiedendo come si fa a “contare” un numero con i decimali, allora anche questo decalogo è inutile;
  6. Se vuoi criticare qualcuno per la sua capigliatura, prima guardati allo specchio;
  7. Se il “punto 6″ ti è di difficile comprensione, sappi che era un esempio;
  8. Ricordati che se Dio ad alcuni ha concesso la bocca per parlare e ad altri per suonare la tromba, ci sarà pure un motivo;
  9. Per sembrare credibili e coerenti pur cambiando casacca ogni settimana bisogna studiare tanto. Ti consigliamo a tal proposito la lettura dei libri di Santochirico;
  10. Se, nonostante questo decalogo, vuoi dire o scrivere qualcosa, chiedi prima consiglio ad un amico. Scoprirai così chi è un vero amico e chi no!
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September 27th, 2015 at 11:25 pm

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Materatown chiama…lo storico risponde!

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Tre sono state le certezze granitiche nella mia vita: l’amore tra Al Bano e Romina, il consigliere Angelo Cotugno uomo di dinistra, Garibaldi eroe e padre della Patria. Ora, che fine abbiamo fatto le prime due, è inutile ricordarlo. Per quel che riguarda l’ “Eroe dei due mondi” non vi nascondo che negli ultimi tempi, leggendo molti commenti sui vari giornali e sui social network, anche a firma di illustri giornalisti (o presunti tali)  e di noti intellettuali (o sedicenti tali) sono stato colto dal dubbio sulla veridicità di quello che avevo studiato, non senza fatica, sui banchi di scuola. Sta, infatti, sempre più prendendo piede tra le genti meridionali, stanziali e fuorisede di Materatown compresi, una sorta di revisionismo filo-borbonico che addirittura spinge qualcuno a definire il buon Mazzini un “assassino”, Garibaldi un “mercenario” e Cavour un “invasore”. Ovviamente, tutto ciò viene spesso condito con fotografie di briganti accompagnate da didascalie del tipo “Martire dell’Unità d’Italia” o “Vittima della repressione sabauda”. La naturale conseguenza di questo “modus pensandi” è facile da immaginare: se  a Napoli i ragazzini vanno in giro per le strade a sparare con il mitra neanche fossimo a Bogotà, se nel Sud il numero dei morti supera quello delle nascite, se a Materatown ci sono più stelle alpine che studenti universitari e se ogni settimana decine furgoni carichi di paste al forno e scamorze viaggiano alla volta delle terre nordiche a far visita nelle case di migliaia di fuorisede, la colpa è del “piementose” brutto e cattivo che nel 1861 dichiarò l’Unità d’Italia distruggendo l’opulento e rigoglioso Sud. Per conoscere che valore hanno, dal punto di vista storico, queste nuove teorie e soprattutto se devo rassegnarmi, come già per la coppia Al Bano-Romina e per il consigliere Cotugno, all’ennesima delusione, ho deciso di contattare Giuseppe Galasso da Napoli, classe 1929, Professore emerito nell’Università di Napoli “Federico II”, dove ha insegnato Storia Medioevale e Moderna, già Presidente della Biennale di Venezia e della Società Europea di Cultura, socio dell’Accademia dei Lincei,  Socio della Real Accademia de Historia di Madrid, membro dell’Accademia delle Scienze di Torino, Medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica per i Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte nonchè insignito dell’ Orden del Mérito Civil dal Re Juan Carlos di Spagna. E mo’ cari lettori e, soprattutto cari i miei neo-borbonici, buona lettura:

Professore, Lei scrive in un suo articolo sul Corriere che il famoso “paradiso borbonico” così tanto in voga nella mente di molti revisionisti della Storia d’Italia è una pura fantasia. Quindi posso stare tranquillo? Le ore passate, circa 30 anni fa, sui banchi del mio Liceo a leggere commosso le imprese di Garibaldi, Pisacane e Mazzini non sono state ore perse?

I titoli degli articoli di giornale sono fatti, com’è noto, dai redattori e direttori dei giornali. Che, però, la straordinaria felicità del regime politico, della vita sociale e dell’economia del Mezzogiorno nel periodo borbonico sia una mitizzazione o letteraria o politica o ideologica o di qualsiasi altro genere, non dovrebbe essere dubbio. Per quel che riguarda il suo Liceo, stia tranquillo circa il senso e l’utilità delle ore di studio che vi ha speso e di ciò che vi ha appreso.

Il mio vecchio professore di Storia ci diceva:<<Ragazzi vi siete mai domandati perchè tutti quei paesi che hanno subìto la colonizzazione spagnola, sono quelli perchè oggi sono i più poveri e sottosviluppati?>> In breve non è che i problemi del Mezzogiorno sono, al contrario, proprio da imputare al ritardo con cui i piemontesi ci vennero a liberare?

Sulla Spagna moderna si è costruita già nei tempi della sua grandezza imperiale una copiosa <<leggenda nera>>, che impedisce di capire e apprezzare il grande ruolo storico di quel paese agli inizi dell’età moderna. Certo, il suo governo rivelò ben presto insufficienze e negatività che hanno avuto poi uno strascico di lunga portata, e innanzitutto per la Spagna, che governò i paesi europei soggetti ad essa con gli stessi criteri con cui governò se stessa (è da vedere, peraltro, anche se le altre monarchie europee, almeno per alcuni aspetti come il fiscalismo, governassero meglio). Però, dire, poi, che tutti i mali degli ultimi due secoli nei paesi una volta spagnoli dipendano da quella Spagna imperiale è inaccettabile anche se è molto comodo scaricare su un lungo passato le insufficienze e le negatività di un lungo presente.

Uno dei miti più in voga in questi anni, soprattutto dopo l’uscita del libro “Terroni” di Pino Aprile è che al Nord avevano le casse dei loro forzieri vuote e che quindi pensarono bene di rimpinguarle occupando militarmente l’ “Eldorado” delle Due Sicilie. Insomma i contadini lucani, calabresi e siciliani erano dei Paperon de’ Paperoni e nessuno li aveva avvisati?

Ma ci vuole tanto a capire che la finanza borbonica era in ordine, ma al prezzo di una grande staticità sociale? Quel che sappiamo è che i contadini meridionali prima dell’unità italiana erano <<poveri cristi>> e certamente non meno poveri che dopo l’unità.

Nella sua lunga carriera da docente le sarà sicuramente capitato di trovarsi davanti ad alunno impreparato e sentirsi dire:<<Professore, scusi ma ieri sono stato malato!>>. Non è che anche questa nostalgia borbonica in fondo non è altro che un banale tentativo per giustificare l’arretratezza e depressione del Mezzogiorno d’Italia dando la colpa allo “straniero” piemontese invece che a noi stessi? In fondo se abbiamo votato i vari Ciancimino, Lima e Gava e continuiamo a farlo con altri personaggi, non sarà mica colpa di Cavour?

E’ come ho detto per la Spagna: è comodo dire che la colpa è sempre e solo degli altri. <<Ieri sono stato malato>> si è trasformato nelle polemiche cosiddette neoborboniche in un <<mi sono ammalato perché quei maledetti hanno aperto la finestra>>. I sostenitori filo borbonici avrebbero preferito restare al chiuso.

Che poi Professore, magari dico una corbelleria dal punto di vista storico, ma una cosa non mi è chiara: i nostri nonni meridionali tanto li odiavano stì “Savoia” che il 2 Giugno del ’46 andarono in massa a votarli per farli rimanere sul trono e così sarebbe stato se non fosse stato per i “nordici” usurpatori che invece scelsero la Repubblica. Non lo trova un po’ strano?

Questo guardatevi dal dirlo. Per averlo detto e ripetuto da tempo io mi sono guadagnato su Facebook e su altri canali dei media una enorme quantità di oltraggi e peggio. Perciò, cari amici, statevi attenti.

Ultima domanda. C’è, secondo Lei, anche un’inconscia risposta alle Lega in questo pseudo orgoglio “meridionale”? Insomma ad Alberto da Giussano qualcuno può aver pensato bene di contrapporre Ninco Nanco o Carmine Crocco?

L’esaltazione dei briganti come campioni della dignità e indipendenza meridionale è un vero suicidio etico-ideologico nonché un’aberrazione storica. Ma faccio io una domanda a voi: non è strano che con tutto l’imperversare delle fiere e ossessive rivendicazioni neoborboniche, e con le loro fortune grazie ai media, quando poi si va alle elezioni i neoborbonici, i leghisti del Sud e simili altri gruppi raccolgono a stento i loro voti personali?

Speriamo sia sempre così. Grazie per la sua disponibilità e spero, Professore, di aver meritato la sufficienza!

La sufficienza? Senz’altro! Grazie a voi e lasciatemi fare i complimenti per il vostro sito.

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Written by materatown

September 20th, 2015 at 10:51 pm

Materatown ha fatto “BOOM”!

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Immaginate che una sera, dalla vostra finestra di Piccianello, Bottiglione o Serra Venerdì, entrino le dolci note della canzone “O’ Zappatore” del grande Mario Merola. Immaginate, altresì, che siate impossibilitati a guardare fuori e che quindi non vi resta che fare due ipotesi sull’origine di questo inaspettato fenomeno. La prima è che sotto casa vostra stazioni realmente il noto cantante napoletano che, nonostante sia scomparso nel 2006, è miracolosamente resuscitato a Materatown e abbia pensato di rallegrarvi la serata cantando dal vivo i suoi indimenticabili capolavori musicali. La seconda ipotesi è che sotto la vostra finestra sia fermo un “abitante culturale” dentro un autoveicolo con antennone di 2 metri sul tettuccio, gomme da Formula 1 e spoiler tipo Shuttle, che ha creduto opportuno condividere con tutto il vostro quartiere la sua passione per il mitico Mario Merola, alzando al massimo il volume del suo stereo. Ovviamente, a meno che voi non dimoriate presso il CIM, scarterete la prima ipotesi optando per la seconda in quanto quella più realistica e plausibile.

“Vabbè, Materatown è uscito fuori di testa! Forse ha bevuto troppo o ha letto l’ultimo libro di Santochirico e non si è più ripreso!” starete pensando dopo queste prime righe. In realtà, cari lettori, quello che vi ho appena illustrato altro non è che un principio fondamentale della scienza moderna conosciuto come il Rasoio di Occam, che prende il mome dal suo inventore, il frate francescano Guglielmo da Occam. Tale principio, infatti, stabilisce che la spiegazione a qualunque fenomeno è quasi sempre quella più semplice e lineare a cui si arriva dopo aver “tagliato” (da qui il termine “rasoio”) tutte quelle più complesse e contorte.

Ora, cari lettori, che avete imparato questo nuovo metodo di analisi, proviamo ad applicarlo a quanto accaduto il 31 Agosto scorso quando la rivista on line “turismo.it” di proprietà del quotidiano La Stampa, pubblica un articolo del giornalista Salvo Cagnazzo, corredato da una “originale” foto dei Sassi e da un titolo a caratteri cubitali “MATERA FA IL BOOM: LA CITTA’ PIU’ VISITATA DEL 2015″ come da foto in alto. Nell’ articolo, però, non solo non si fa riferimento a nessuna classifica ufficiale ma l’argomento trattato è tutt’altro, visto che vengono semplicemente enunciati i motivi per cui vale la pena visitare Materatown e quelli per cui sarebbe meglio starsene alla larga. E allora, qual è la ragione di quel titolo così roboante? Applichiamo il Rasoio di Occam.

Prima ipotesi: Il titolo è veritiero. Bisogna crederci, punto e basta! Poco importa se questo vuol dire che Materatown deve aver avuto nel 2015 milioni e milioni di turisti per battere la concorrenza di Roma, Venezia o Firenze. Bisogna fare un atto di fede! Tale teoria è stata abbracciata, oltre che dalla quasi totalità degli organi di informazione, anche dagli innumerevoli pasdaran della “cultura 2019″ (clicca qui) , per non parlare delle centinaia di stanziali (e non solo) per i quali basta che Materatown venga visitata da Alvaro Vitali che immediatamente condividono la foto del “Pierino nazionale” su facebook. Ovviamente questa ipotesi è stata anche quella preferita dalla stragrande maggioranza dei politici nostrani, soprattutto PD, per ovvi motivi di autocelebrazione (clicca qui), a cominciare dal governatore Pittella che, addirittura, sull’argomento ha scritto un articolo dichiarando che i dati forniti dal sito turismo.it sono “non solo incoraggianti, ma realmente esaltanti”. Dove Pittella abbia letto ed analizzato questi misteriosi “dati” rimarrà un enigma come quello sul suo reale pensiero riguardo le trivellazioni petrolifere.

Seconda ipotesi: Il titolo effettivamente è, per così dire, un pochino “esagerato”. Però da qui a dichiararlo falso ce ne corre! In questa categoria ci sono tutti coloro che, pur di “salvare” l’onorabilità di Materatown o di non far arrabbiare qualche collega giornalista, si sono lanciati in surreali interpretazioni della vicenda neanche si trattasse di decodificare il senso (se mai ve ne fosse uno!) di un articolo di Viti. C’è stato, quindi, chi ha parlato di “informazione non completa”, chi ha sostenuto che forse il giornalista “si riferiva all’aumento in percentuale dei turisti e non al valore assoluto” e chi si è divertito, pur di mettere Materatown in cima ad una qualsivolgia classifica, a costruire personali graduatorie ottenute con metodi scientifico-matematici da far invidia al Mago do Nascimento.

Terza ipotesi: Applicate il Rasoio di Occam. Ovviamente questo approccio vi suggerirà di “tagliare” le due ipotesi appena enunciate e quindi non vi rimarrà che la soluzione più semplice e lineare: Il titolo è una “bufala” e non esiste alcuna graduatoria da cui si evinca che Materatown è stata nel 2015 la città più visitata dai turisti e, se mai ve ne fosse una, non sarebbe certo capeggiata dalla città dei Sassi.

Se poi, però, del Frate francescano Gugliemo e del suo “rasoio” non vi fidate, e continuate a pensare che Mario Merola, tutto sommato, potrebbe essere resuscitato e che Materatown (perchè no?) potrebbe aver avuto più turisti nel 2015 di quelli dell’Expò a Milano, allora potete sempre usare il nostro metodo: prendete carta e penna o, per meglio dire, mouse e tastiera e verificate la notizia con l’autore, il giornalista Salvo Cagnazzo, scrivendogli una semplice mail come quella che abbiamo inviato noi il 31 Agosto, giorno della pubblicazione dell’articolo:

“Buongiorno Dott. Cagnazzo, abbiamo letto il suo ultimo articolo su Matera riguardante il boom turistico della città dei Sassi. Il titolo recita che Matera è stata la città più visitata del 2015, ma nell’articolo non si fa cenno a questo “record” nè su quali basi è stato ottenuto. […] Questa classifica esiste ed è consultabile? Grazie.”

e così ricevere la seguente risposta il 2 Settembre:

“No! Si parla di aumento di visite ma l’errore è stato in chi ha modificato il titolo. Ho cercato di rimodularlo! Spiacente Salvo Cagnazzo”

P.S: Come per magia, dopo questo breve scambio di email, il titolo sul giornale turismo.it cambia e da “Matera: città più visitata nel 2015″ diventa “Matera: è lei la sorpresa del 2015!” (clicca qui)

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September 13th, 2015 at 11:07 pm

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E se fosse arrivato a Materatown?

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Aylan dalla Siria voleva arrivare in Europa perchè fuggiva da una guerra. A 3 anni era stato messo su un barcone tenendosi stretto alla mano di suo padre. Purtroppo è annegato nel mare vicino alle coste turche. Proviamo, però, per un attimo, ad immaginare un destino diverso per Aylan e che, invece di morire, fosse riuscito a sbarcare sano e salvo e mandato in un Centro di prima di accoglienza come quello di La Martella, ridente località di Materatown. Avrebbe così incontrato tanti nostri ospitali concittadini stanziali che lo avrebbero accolto come Francesco il quale, infastidito dal suo schiamazzare con gli altri bambini, avrebbe minacciato, invece della classica foratura del pallone, un simpatico:<<Date fuoco all’albergo che li sta ospitando!>> o, come Donato, che in maniera più sintetica gli avrebbe consigliato bonariamente:<<Fuori dai coglioni!>>. Poi avrebbe fatto la conoscenza di Michele e della sua dotta analisi sociologica:<<Vengono a fare i padroni in casa nostra sti porci luridi! Vivono nelle capanne senza cesso e vengono da noi e poi pretendono anche l’aria condizionata!>> magari in compagnia di Antonella che con grande acume avrebbe fatto notare che:<<Arrivano anche a Matera! Zulù di merda!>> e della sua amica del cuore nonchè compagna di studi “alti” Rosanna, che avrebbe specificato meglio l’aulico concetto con un perentorio:<<Questa è gente inferiore>>. Gli occhi di Aylan avrebbero di certo incrociato lo sguardo della stanziale Nina che amorevolmente gli avrebbe confidato: <<Mi sa tanto che fra un pò saremo noi gli extracomunitari della nostra città!>>, mentre le sue piccole orecchie avrebbero udito Bruno che sottolineava un problema di ordine pubblico con un felice riferimento “vegeteriano”:<<Quattro bananari mettono sotto scacco una città>>. Un economista (ma con qualche problema con i congiuntivi), fiore all’occhiello di Materatown, tal Vito, gli avrebbe chiesto perchè quelli come Aylan <<nonostante hanno vitto e alloggio, sono dediti all’accattonaggio davanti alle attività commerciali?>> subito seguito dal noto tributarista Arcangelo che gli avrebbe spiegato la sua ricetta per far pagare a tutti le tasse:<<Facciamole pagare a quelli che si appostano davanti ai bar e supermercati prendendoci per il culo chiamandoci “FRATELLO”! Fratello la fess d’mam’t!>>. Come poi è giusto che accada, Aylan si sarebbe preso anche qualche piccolo rimprovero a causa delle sue marachelle, come quello del buon Michele che, alzando il dito indice, avrebbe richiamato lui ed i suoi amichetti del Centro di accoglienza di La Martella ad un comportamento più corretto soprattutto nei confronti della propria moglie, facendogli notare che non è bello che <<si lamentano del mangiare scarso visto che stanno come tori, mangiano, dormono, non fanno un cazzo, giocano a pallone e sfottono le femmine!>> o come il noto giornalista Franco che in un editoriale su un blog gli avrebbe fatto una piccola lezioncina di storia spiegandogli che: <<150 anni fa gli italiani che approdavano a Long Island erano schedati e se non in regola erano rispediti in Patria>>. Materatown, si sa, è poi città cattolica e praticante e il nostro piccolo amico siriano avrebbe di certo incontrato Barbara, all’uscita da una chiesa la domenica mattina, che dall’alto della sua cristiana pietà gli avrebbe detto che:<<Stiamo aiutando e mantenendo le persone sbagliate! Sono i cristiani come noi, perseguitati, che dobbiamo accogliere!>>. Ovviamente non sarebbero mancati, da parte di Aylan, gli incontri con la futura classe dirigente di Materatown nella persona del candidato Sindaco Antonio della Lega che, dandogli un buffetto sulla guancia, gli avrebbe esposto il suo lungimirante programma politico: <<E’ facile fare i buonisti quando non te li trovi avanti con i loro fisici maestosi !>> o del candidato al consiglio comunale (fortunatamente non eletto) Raffaele che invece, con la severità del buon padre di famiglia, gli avrebbe spiegato che <<Per ora stai qui e ti accontenti di quello che ti do!>> aggiungendo poi che Aylan è proprio un bimbo fortunato perchè <<voglio anche io essere disoccupato ed avere vitto ed alloggio gratis più qualche altra cosa!>>

Ma questo, cari lettori, è solo un sogno che non si avvererà mai. La cruda verità è che Aylan non potrà mai ascoltare nè vedere tutto ciò perchè il barcone su cui viaggiava si è rovesciato e le mani di suo padre che lo tenevano stretto si sono dimostrate non così forti e sicure come ogni bambino di 3 anni ha il diritto di credere, non riuscendo ad impedire che il suo corpo si inabissasse nelle profondità del mare.

P.S: Ogni riferimento a nomi e frasi virgolettate è puramente voluto in quanto realmente esistenti e tratte dalle bacheche facebook di molti stanziali durante i giorni della manifestazione di alcuni extracomunitari del Centro di prima accoglienza di La Martella a Materatown.

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Written by materatown

September 6th, 2015 at 11:09 pm

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