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Cronaca di una riunione di maggioranza

con 3 commenti

Con l’articolo di oggi siamo felici di annunciare la nascita di una nuova preziosa collaborazione e, per la precisione, con un noto esponente politico della nuova maggioranza di centro-destra che governa la città di Materatown. Come già avviene nel campo dell’opposizione con l’oramai famoso “pappajòll”,  anche questo nuovo nostro infiltrato (nome in codice “Zamm’redd” ) ci racconterà, direttamente dall’interno del Palazzo del potere,  le vicende politiche, vissute in prima persona, che riguardano la maggioranza variopinta e un po’ folkloristica dell’ Avv. De Ruggieri & C.

Care lettrici e cari lettori, ecco quindi in esclusiva la prima “Cronaca di una riunione di maggioranza” della “Zamm’redd”:

E’ lunedì 1 Febbraio e per le ore 19 è stata convocata una riunione di maggioranza nella Sala Mandela del Comune.  Dobbiamo discutere del piano triennale sulle opere pubbliche. Arriviamo alla spicciolata. Prima che inizi la riunione si chiacchiera, si ride, si formano gruppetti che discutono a bassa voce. Poi arriva lui, il “grande nonno”  (alcuni di noi chiamano così il Sindaco De Ruggieri) che,  con passo felpato, raggiunge gli scranni della sala e, dispensando sorrisi, si siede scrutando i volti della maggioranza. Alle 19 e 30 cominciano le danze. Ci sono quasi tutti: l’Avvocato, consigliere di “Matera si muove”, Angelo Bianco con il suo inconfondibile giubbotto di pelle stile Fonzie di “Happy Days”, subito seguito dal fedele “Potsie” alias Daniele Fragasso. Vedo Michele Casino della lista “Forza Matera” con un interessante abbinamento celestino da matrimonio e poi c’è il “transfugo” Angelo Cotugno di nero vestito forse per nascondere la sua anima rossa che in questo contesto stona un pochino. In prima fila siedono i consiglieri Mario Morelli, Angelo Sardone, Maria Teresa Vena, Toto Augusto l’ ultras e il buon Samaritano, il consigliere Gaspare L’Episcopia.

In seconda fila si eleva, in tutta la sua maestosità, il colosso e consigliere anziano Angelo Lapolla seguito dalla sua fedelissima Rossella Rubino fresca di parrucchiere. Osservo il consigliere di “Osiamo per Matera” Paolo Manicone con il solito colore violaceo da fare invidia ai costruttori delle lampade abbronzanti. Manca, invece, il maestro Saverio Vizziello solitamente dedito in queste riunioni, insieme al “compagno” Cotugno, a soffiare le trombe di Santochirico. Non mancano, invece, alcuni membri della giunta: l’assessore Antonella Prete uscita fresca-fresca da uno scontro giornalistico fratricida con il consigliere Michele Casino; c’è l’assessore Marilena Antonicelli con una espressione così triste che sembra appena tornata da una seduta intensiva sulle maestre che picchiano i bambini all’asilo, mentre l’assessore Francesca Cangelli si muove nervosamente forse perché non vede l’ora di tornare a Foggia (per quattro giorni su sette è a Matera) o perchè non vede l’ora di andare a mangiare nel ristorante nei Sassi dove oramai è una cliente fissa.

Ovviamente è immancabile la presenza dell’Onnisciente del Commercio, nonché presidente del Consiglio comunale Angelo Tortorelli il quale, dopo aver appurato che tutti i partecipanti sono vigili e coscienti, dà il via alla seduta. Come è suo costume parte con la premessa  auto-referenziale:<<IO ho fatto questo…..IO ho fatto quest’altro…..IO ho fatto quella cosa……IO ho fatto anche…..>> per poi lasciarsi andare a comunicazioni di servizio. Subito, però, si accorge di star parlando da solo e quindi passa la parola al grande capo. De Ruggieri parte con 10 minuti di citazioni seguiti da altri 15 di costrutti grammaticali che avrebbero fatto impallidire Dario Fo. In sostanza ha parlato delle attività che sta svolgendo di comparto con il governo.

Chiede la parola il buon Samaritano l’ Episcopia che pone al grande capo alcune domande sulla Ferrovia , con la stessa espressione di chi chiede le figurine panini al giornalaio. Vuole fare vedere che è giovane e che si interessa dei suoi coetanei e perciò parla delle FAL e dei disagi degli studenti.  Il capo supremo riattacca con 20 minuti di voli pindarici e alcuni dei presenti iniziano a manifestare chiari segni di cedimento. Si passa alla discussione dell’ordine del giorno Piano Triennale Opere Pubbliche. Prende la parola l’assessore Antonella Prete , ma non fa in tempo a dire “buonasera” che subito Casino la smentisce dichiarando che per lui è “pomeriggio inoltrato”. I due non si sopportano e non c’entrano nulla le attività da assessore. La verità è un’altra: la Prete è su quella poltrona per volontà del Senatore Latronico che però adesso ha lasciato Forza Italia per andarsene con Fitto. Il fedelissimo berlusconiano Michele Casino (e con lui Augusto Toto) non perdonano a Latronico questo tradimento e perciò vogliono dargli una lezione facendo cadere Antonella Prete.

Prendono successivamente la parola il consigliere Manicone, il quale con il passare del tempo si infervora e assume 50 sfumature di viola fino a quando arriva il turno di Cotugno. Inizia la sua disamina partendo da lontano. Ci manca solo che ci tenga una lezione sulla nascita dei comitati di Fabbrica e del perché la CGIL non mangia i bambini. Finalmente, bontà sua, arriva ai giorni nostri cercando di spiegare il perché le sue considerazioni sono così intelligenti da esser riconosciute dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, mentre quelle degli altri sono solo “chiacchiere da Bar dello Sport”. Parla di come “dovrebbero relazionarsi le cose e come dovrebbero svolgersi “  e, così, dopo un tempo imprecisato nel quale la sala Mandela ha prodotto più fumi dell’Italcementi, finalmente Cotugno dice quello che la maggioranza gli ha delegato di dire al Sindaco e alla giunta: “Da oggi ogni membro della giunta deve illustrare alla maggioranza intera l’attività svolta e il crono-programma perché bisogna evitare di navigare a vista e che ogni assessore personalizzi troppo il suo operato!” Insomma, l’avvertimento che abbiamo voluto mandare al “grande nonno” è chiaro. A buon intenditore poche parole!

Terminato il lungo intervento, Cotugno cede il passo nuovamente al buon Samaritano L’Episcopia che questa volta, con l’espressione soddisfatta di un bambino che ha appena rubato la cioccolata, chiede lumi sullo stato di degrado di P.zza Kennedy.  Gli viene risposto che la Piazza è di proprietà privata e che quindi il Comune non può far nulla. L’Episcopia ci rimane male e questa volta l’espressione felice di qualche minuto prima, lascia il posto a quella delusa come se le cioccolate che aveva rubato prima fossero state sequestrate dal Sindaco.

Oramai è tardi, sono le 23 passate. Il “grande nonno” De Ruggieri è visibilmente stanco e perciò richiede l’aggiornamento della seduta. Ci salutiamo ripromettendoci di trovare a breve una “quadra” della situazione. Io me ne torno a casa e penso che questa “quadra”, visto  il clima non proprio idiallico nella maggioranza, forse la troveremo tra un quarto di secolo!

Un saluto a tutti i lettori di Materatown.net dalla vostra
Zamm’redd.

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Scritto da materatown

7 February, 2016 alle 22:57

Pubblicato in La Zamm'redd,Materatown

3commenti all'articolo 'Cronaca di una riunione di maggioranza'

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  1. “La sala Mandela produce più fumo dell’Italcementi” è sicuramente una battuta da Oscar!

    Mimmo

    9 Feb 16 at 08:07

  2. Ma quindi il ruolo di L’Episcopia quale sarebbe? Fare ogni tanto domande a vanvera su cui è poco informato, giusto per ricordare agli altri che anche lui esiste?

    Mokiko

    11 Feb 16 at 03:34

  3. E questi sono gli uomini d’acciaio dei quali parlava in campagna elettorale il ns. Sindaco?

    nonna Maria

    11 Feb 16 at 08:04

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