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Materatown chiama…la “presunta rappresentante” risponde!

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Evento più unico che raro quello accaduto a Materatown due settimane orsono. Il Sindaco De Ruggieri, uscendo dalla torre d’avorio dove ormai dimora da più di un anno, ha deciso di prendere penna d’oca e calamaio (pare che mouse e tastiera non siano ancora pervenuti al 6° piano di Via Aldo Moro) per rispondere alla Dott.ssa Ilaria d’Auria rea, alle orecchie dell’anziano repubblicano, di aver criticato, durante una riunione a Bruxelles, la gestione del progetto Matera 2019 da parte dell’attuale amministrazione. La nostra Ilaria, avrebbe, sempre secondo il Sindaco, pronunciato in qualità di “presunta rappresentante della Fondazione” una “incauta e corrosiva dichiarazione non autorizzata e non vera”, mentre secondo alcuni foschi guardiani della “materanità” avrebbe addirittura “sputtanato” la città. Ora, da chi dovesse essere “autorizzata” la Dott.ssa d’Auria, l’ Avvocato De Ruggieri non lo chiarisce nella sua lunga “filippica”, visto che la riunione “galeotta” di Bruxelles pare fosse un convegno non istituzionale e soprattutto alla luce del fatto che la protagonista di questa vicenda è oggi una “privata” cittadina, non più membro del Comitato 2019 e che adesso si occupa di progetti riguardanti le tecnologie dello spazio. Noi di materatown.net l’abbiamo cercata e le abbiamo posto alcune domande sulla questione. Buona lettura:

Dott.ssa d’Auria Lei ha realizzato un’ impresa a dir poco storica. E’ riuscita dove migliaia di disoccupati, centinaia di emigrati e l’opposizione di sinistra ha fallito in questi mesi. Ha risvegliato il Sindaco De Ruggieri dal letargo in cui era sprofondato dopo la sua elezione. Ne è consapevole?

Addirittura?! Pensavo che per riuscire in un’imprese storiche, bisognasse faticare, sudare, sacrificare… Altro che cinque anni dedicati alla candidatura di una città a Capitale europea della Cultura. Se avessi saputo che bastava un convegno a Bruxelles, avrei risparmiato un bel po’ di energie.

Andiamo con ordine. Il Sindaco la accusa di aver fatto in qualità di “presunta rappresentante della Fondazione” una “gratuita denuncia di fallimento di Matera 2019″ durante un incontro a Bruxelles con le future Capitali Europee della Cultura.

Ho avuto modo di chiarire altrove il contesto del mio intervento, accompagnandolo da un messaggio di pacificazione per ritrovare quella gioiosa bellezza che si è costruita durante l’ultima fase della candidatura. Attraverso Materatown, penso sia più utile andare sul pratico e usare l’ironia per sdrammatizzare la situazione e smorzare ulteriormente i toni. Per questo, al Sindaco, fornisco con piacere il nome di un paio di traduttori di riconosciuta competenza. Ne conosco anche di materani che in questi tempi mi sembra sia diventato un criterio distintivo. La prossima volta che vorrà attaccare qualcuno dalla sua posizione di prima istituzione cittadina potrà farlo con conoscenza di cause, senza correre il rischio di fare figuracce. In quanto Sindaco di una Capitale europea della Cultura, immagino che sarà sempre più a contatto con lingue diverse e perciò è meglio che si circondi da subito di consiglieri che gli preparino gli argomenti in maniera rigorosa.

Quindi Lei nega di aver operato “uno sputtamento in eurovisione della nostra città!” come, nella consueta maniera elegante con cui è solito esprimersi, ha affermato un noto “tuttologo” di Materatown?

Gli stessi traduttori possono essere di supporto anche al noto “tuttologo” di Materatown, ma mi piacerebbe di più fargli visitare Bruxelles: cosi scoprirà che non è né un programma televisivo, né un insieme di Istituzioni europee, ma una città a tutti gli effetti con una grande diversità di luoghi e di contesti.

Che forse il “tuttologo”, per dirla alla Totò, non conosca Bruxelles non avendo fatto 3 anni di militare a Cuneo, è altamente probabile. Diciamo pure, però, che voi “vecchia guardia” del progetto Matera 2019, non avete mai brillato in chiarezza, semplicità e anche in modestia. Lei ha mai pensato che con gli “unFailing, Un-Monastery, Open Future” e via dicendo non avreste attirato le simpatie, “tuttologo” e Sindaco a parte, anche degli abitanti culturali disoccupati di Bottiglione, Serra Venerdì o Piccianello?

C’è una frase alla quale penso spesso quando penso al coinvolgimento e alla partecipazione: “it’s not about everybody, it’s about anybody”.

Ci risiamo! Traduca per favore per me piccolo fuorisede provincialotto!

Voglio solo dire che il coinvolgimento di “tutti” è impossibile. Bisogna però abbattere i muri e pensare a delle strategie diverse affinché chiunque possa sentirsi coinvolto. I progetti hanno obiettivi e target diversi: “unMonastery” è stata una cosa, “Balconi fioriti” (diventati oggi Basilicata Fiorita con dei corsi fatti dall’Associazione Orti Alti) un’altra. Detto questo, la “vecchia guardia” non era sprovveduta e inconsapevole delle difficoltà di comunicare alcuni progetti, ma bisogna anche riconoscere che il primo obiettivo era quello di vincere il titolo di Capitale europea della Cultura lavorando alla proposta culturale. E pare che questo obiettivo sia stato raggiunto con successo, o sbaglio?

Che Materatown abbia vinto è cosa certa. Se poi questo è da considerarsi cosa positiva per la città è tutto da chiarire. Ma, per parlar chiaro, Dott.ssa d’Auria, l’intero progetto Matera 2019 rischia adesso di fallire?

Mi sembra che il danno più grande a Matera 2019 si stia consumando proprio a livello locale, attraverso una sapiente e quotidiana azione di delegittimazione di tutti quei capisaldi che hanno contraddistinto il percorso di Matera 2019: i professionisti, i progetti culturali, la proposta strategica e l’approccio al coinvolgimento della cittadinanza nella costruzione dell’offerta artistica e culturale. Ascoltando le esperienze delle città che hanno finito l’anno in questione, sai cos’è la cosa che emerge sempre? Il fatto che è durato troppo poco, e che nonostante il tempo che ci sia a disposizione, passa sempre troppo velocemente. Non è che ci ritroveremo nel 2020 a pentirci di questi litigi quotidiani? Perché è così difficile ritrovare il piacere e la gioia di questo percorso?

Forse perché, nonostante si sia voluto far credere che era una panacea per tutti i mali di Materatown e del Sud in generale, è stato solo un torneo, con tanto di tifoseria al seguito, che alla maggioranza dei cittadini non ha dato nulla.

Prima della nascita del Comitato, è stato svolto uno studio curato dal Prof. Franco Bianchini sulla fattibilità del percorso di Capitale europea: i rischi erano ovviamente numerosi, ma le potenzialità erano altrettanto forti (a mio parere di più) per non provarci. Ci siamo candidati, abbiamo vinto. Senza pensare di risolvere i problemi del Mezzogiorno di Italia, è comunque un’opportunità unica per trasformare un territorio attraverso la cultura. Sono consapevole dei rischi di cui voi parlate, ho sempre creduto che a Matera si potesse esprimere un approccio diverso e unico alla manifestazione. La risposta la si può trovare nella proposta culturale contenuta nel dossier: non è un insieme di eventi o di format comprati da fuori, ma un lavoro di lungo respiro attraverso il quale i cittadini lavorano affianco agli artisti per diversi anni. Il potere civico pervade la proposta culturale e artistica di Matera 2019.

Beh, però, fu proprio a Lei con la folla ancora in delirio in Piazza, a scrivere un articolo in cui diceva che la vittoria non avrebbe portato soldi per tutti, non avrebbe diminuito l’emigrazione, non avrebbe ridotto la disoccupazione, non avrebbe portato la ferrovia e non avrebbe sconfitto il clientelismo. Queste cose Dott.ssa d’Auria non poteva dirle prima ai materani? Forse quella Piazza sarebbe stata meno piena ma almeno più consapevole e soprattutto meno illusa!

Grazie per darmi l’opportunità di tornare su quell’articolo, mal interpretato da alcuni che, guarda caso, sono gli stessi che oggi mi attaccano su altro. Come avrei potuto lavorare per anni alla candidatura e poi screditare la vittoria? Se si leggono le frasi fino in fondo, c’è scritto che la vittoria non porterà diverse cose “se non” si diventa cittadini responsabili. Era un invito alla cittadinanza attiva. Forse se avessimo spiegato a target diversi i contenuti della proposta artistica di Matera 2019, non ci si sarebbe impantanati in nessuna tifoseria da stadio. Il rischio, come dice Bob Palmer che ha lavorato con venti delle sessanta città che hanno ottenuto il titolo sino ad oggi, è che se non si parte con i progetti cardine di Matera 2019 lavorando sulle competenze e relazioni della scena creativa lucana, tutto questo non diventerà altro che “Cultural Capitalism” ossia un selvaggio aumento dei prezzi in città, l’arrivo incontrollato di turisti e l’apertura di attività commerciali in un solo settore: quello enogastornimico. Suona familiare?

Molto familiare visto che queste cose noi di materatown.net le abbiamo dette in tempi non sospetti e quasi inascoltati. Ma torniamo al Sindaco prima di chiudere. Quando De Ruggieri sedeva insieme a Lei e Verri allo stesso tavolo del Comitato 2019 esternava tutti questi dubbi che pare lo attanaglino adesso?

Voi ne parlavate quasi fosse cosa ineluttabile, io, al contrario, penso che non debba succedere per forza e che è possibile governare questa vittoria affinché non succeda. Rispetto alla sua domanda, penso che andrebbe posta al diretto interessato, e sarei felice di sottoscriverla. Ero accanto a Joseph Grima quando abbiamo esposto il programma culturale nel dettaglio al Comitato Scientifico di cui il Sindaco faceva parte prima di portarlo al Consiglio di Amministrazione. Mi sembra un po’ leggero dire, solo adesso, che è stato sottoscritto il programma senza sollevare dubbi per puro “spirito di competizione”. E allora domando: Oggi, che fine ha fatto quello spirito?  Non penso sia utile personalizzare i conflitti, penso sia più utile che le persone incaricate per operare – questo vale per tutti – operino per concretizzare ciò per cui sono state incaricate. Se si potesse fare anche senza conflitti, sarebbe l’ideale.

Grazie per l’intervista Dott.ssa d’Auria

Grazie a voi per avermi dato l’occasione per esprimere il mio pensiero con ironia sperando che voi possiate continuare a farne soprattutto sui progetti, e non solo sui personaggi.

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Scritto da materatown

13 March, 2016 alle 23:07

Pubblicato in Materatown

5commenti all'articolo 'Materatown chiama…la “presunta rappresentante” risponde!'

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  1. I miei amici materesi sono in agitazione. E io non posso essere loro d’aiuto. Non riescono a sapere chi è questo fosco tuttologo, che usa un linguaggio tanto rozzo, così poco culturale, per giunta con una donna ieri tanto ammirata. Dà l’idea di un molosso alla catena, messo a guardia del padrone. Anche lui è segno di tanto puttanismo culturale, così di moda oggi a Materatown, dopo la sua proclamazione a capitale della cultura europea 2019! Da buon illuminista – ho detto ai miei amici – ho la conferma che era meglio la Materatown non culturale! Se non altro era meno fanatica, meno offensiva. Insomma, meno stupida.

    voltaire

    14 Mar 16 at 11:22

  2. La spelliamo viva?

    nonna maria

    15 Mar 16 at 11:45

  3. Matera 2019. Che pizza. Al taglio!

    maurizio

    16 Mar 16 at 10:38

  4. Sono deliri di una nullafacente che si sente la poltrona attaccata al deretano che si sta staccando.

    Bruce Wayne

    16 Mar 16 at 14:45

  5. tutta fuffa anche nelle risposte. Se bastasse essere cittadini consapevoli per portare infrastrutture e investimenti a Matera….

    maurizio

    18 Mar 16 at 16:31

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