Il sito dei fuorisede di Matera

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Destinazione Materatown (2° puntata)

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Riassunto della 1° puntata: il fuorisede dopo aver scelto il suo posto e relativo compagno di viaggio nel cui sguardo si legge tutto l’odio del mondo, è pronto per affrontare la discesa a Materatown.

Appena partiti il vice-autista parte con le raccomandazioni di rito, sempre le stesse da decenni:

<<Chi deve fare il biglietto può venire, chi già lo ha, lo deve preparare. Se avete lo sconto dovete preparare anche la carta di indentità. In pullman è vietato mangiare. Faremo delle soste, se uno deve andare in bagno o ha troppo caldo o freddo deve avvisare l’autista!>>.

Durante questa fase del viaggio e su queste raccomandazioni, l’aneddotica in anni di percorrenza in pullman si spreca. Mi limiterò a raccontare solo due episodi che mi hanno visto spettatore, anche se, in sede di commento, ne saranno ben accetti di altri:

Episodio 1 Durante il controllo dei biglietti un signore di una certa età nel momento di far vedere il suo titolo di viaggio esordisce:

<<Ho perso il biglietto ma ho una fotocopia!>>

Dopo aver commentato immaginando un ipotetico interlocutore con la frase <<Oh ved’ a cus! Tin’ la fotocopia! >> il vice autista inizia una estenuante discussione con il passeggero con annesse minacce di denunce alle autorità compotenti da parte del viaggiatore e di discese forzate “manu militari” dall’autobus da parte del controllore. La questione trova poi una soluzione nel far ripagare il biglietto al passeggero con  promessa di riparlarne all’arrivo a Materatown.

Ovviamente stupisce non tanto l’aver smarrito il prezioso documento quanto il fatto che mente umana possa concepire di fare una fotocopia di un biglietto di un pullman!

Episodio 2 In piena notte (verso le 2 del mattino) si accendono all’improvviso le luci del pullman illuminando il mezzo meglio delle luminarie della Festa della Bruna e nel silenzio più assoluto, tra viaggiatori assonati e sbadiglianti, si alza l’imponente voce della autista che testualmente avverte:

<<La signorina che ci ha chiesto di andare in bagno può farlo. Gli altri no e devono rimanere nel pullman!!>>

A questo punto dal fondo del pullman si alza paonazza in volto imabarazzatissima una ragazza su 25 anni che con gli occhi rivolti verso il basso inizia a percorrere l’interminabile corridoio dell’automezzo dirigendosi verso l’uscita tra gli sguardi “incarogniti” dei viaggiatori!

Provate a pensare con quanta “tranquillità” la signorina in questione ha potuto espletare i suoi “bisogni” sapendo che c’erano circa 80 persone ad aspettarne il compimento!

Comunque, terminati gli adempimenti burocratici di check-in, finalmente si parte, lasciandosi la città del nord alle spalle, ma il primo pensiero in quel momento va sempre da decenni ad una sola persona: quello che ha progettato i sedili del pullman. Mi sono convinto che costui (che vorrei tanto conoscere!) o è affetto da nanismo (quindi c’è un fenomeno di rivalsa contro il “destino cinico e baro”)  o è uno che si è basato nel progettarli sulle statistiche di altezza media dei cittadini di Materatown degli anni ‘50, perchè in quei maledetti sedili se superi il metro e 65 non ci entri. Intendiamoci non è un modo di dire. Non ci entri proprio, non c’è possibilità alcuna! L’unica alternativa è quella di assumere, come poi ci si adatta a fare, una posizione fetale per tutta la durata del viaggio, con conseguenti atrocissimi dolori quando al primo autogrill si tenta di riassumere una postura da homo erectus. (Fine 2° puntata)

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Written by materatown

October 6th, 2008 at 12:05 am

Destinazione Materatown (1°puntata)

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Il viaggio del fuorisede dalla città del nord dove studia o lavora alla volta di Materatown inizia con la preparazione del bagaglio, che in questo frangente è molto ridotto come peso ma non come volume, in quanto all’interno sono stipati 2 o 3 borsoni accuratamente piegati uno dentro l’altro (metodo matrioska ) che serviranno nel viaggio di ritorno per porre le vettovaglie acquistate a Materatown. Il viaggio viene intrapreso utilizzando la corsa notturna per “guadagnare” un giorno di permanenza in più a Materatown, e la fermata dove attendere il pullman è in genere in una piazza o in una autostazione. Salito sul mezzo, dopo aver consegnato il bagaglio-matrioska all’autista, ci si incammina lungo il corridoio del pullman scrutando, con sguardo alla Clint Eastwood, alternativamente i posti della fila destra e quelli di sinistra.  E’ questa la parte più difficile del viaggio, cioè trovare il posto adatto dove sedersi, o meglio, scegliere tra i passeggeri già presenti nel pullman, il proprio compagno di avventura. E’ quest’ultimo anch’esso un fuorisede o parente di fuorisede che è salito in qualche fermata precedente, che proviene, quindi, da un’altra città del Nord e che si è già accomodato, occupando una coppia di sedili, cercando in tal modo di farsi l’intero viaggio sdraiato sui due posti attigui. L’arrivo di altri passeggeri, ovviamente, potrebbe  vanificare ogni tipo di speranza di fare un viaggio in solitudine. L’individuazione del posto è quindi, da parte di nuovi viaggiatori, una operazione che va fatta con la massima rapidità e decisione senza farsi prendere da sentimentalismi per donne vecchi e bambini. E’ una scelta dalla quale non si può tornare indietro e che ha anche dei risvolti psicologici, in quanto si tratta di affrontare una guerra di nervi con coloro che sono già seduti, che lottano strenuamente per non essere tra i prescelti e che adottano una serie di contromisure per raggiungere il loro scopo. La tecniche più usate sono quella di fingere di dormire (più le donne) utilizzando “distrattamente” entrambi i sedili o di tenere ”casualmente“ occupato il posto di fianco con un piccolo bagaglio e parlare contemporaneamente al cellulare (più gli uomini). Cercano insomma di sfruttare la “timidezza” del nuovo arrivato che dovrebbe, per far valere il suo diritto ad occupare quel posto, svegliarli o interrompere una telefonata. Devo dire che nella mia esperienza ho potuto constatare che questo tipo di espedienti funziona raramente. La mia scelta del compagno di viaggio si basa molto sull’istinto e cerco di applicare solamente due regole basilari: non troppo giovane in quanto c’è il rischio di passare l’intera notte avendo come sottofondo tutta la hit parade del suo cellulare, nè gente di sovrappeso per ovvi motivi di spazio. Quindi i miei viaggi destinzione Materatown sono stati spesso in compagnia di “asciutti” concittadini di mezza età ! ( Fine prima puntata )

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Written by materatown

September 29th, 2008 at 2:31 am