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Materatown interroga…i “giovani” del PD rispondono!

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Notizie su tumultuose polemiche all’interno del Partito Democratico giungono fin qui nel freddo e profondo Nord. I giornali locali sono oramai densi di articoli riguardanti scandali, intercettazioni, raccomandazioni, fenomeni di nepotismo che coinvolgono a vari livelli il partito di maggioranza a Materatown ed in Regione. Naturalmente i diretti interessati e soprattutto i vertici di partito, formati da politici di lunga data e navigati, cercano di minimizzare, rispondendo alle accuse negando e accusando a loro volta chi osa pubblicare certe notizie, e questo non deve meravigliare. Sono, come dicevamo, politici esperti e sanno benissimo come comportarsi quando ci si trova di fronte a certe situazioni. Quello che, al contrario, mi ha meravigliato è stata la reazione, o per meglio dire, la non-reazione dei cosiddetti “giovani” del PD che, come tutti i “giovani”, per natura dovrebbero essere puri, idealisti, sognatori e soprattutto lontani anni-luce da certe logiche clientelari di bassa politica.

Mi sono domandato come mai questa futura classe dirigente di Materatown tace, non prende posizione, non si arrabbia. Eppure, se uno si prende la briga di leggere le loro pagine di facebook, nota che hanno passato, giustamente, mesi e mesi a scrivere contro certa politica affaristica del governo di Berlusconi e l’utilizzo privato che è stato fatto della “res publica”. Le loro “bacheche virtuali” sono state tutte i giorni megafoni di indignazione quasi sempre accompagnate da immagini di proteste di piazza. Scrivono di ascoltare Guccini, adorare Travaglio, non si perdono una puntata di Santoro e non c’ è stato anno in cui non è spuntata, in occasione dell’anniversario della morte, la foto di Enrico Berlinguer padre della questione morale negli anni 70/80. Qualcuno più temerario si è addirittura spinto oltre, citando frasi prese dai diari di Che Guevara. Ed allora? Ce ne fosse stato uno di questi “compagnucci in erba” che abbia però chiesto un “passo indietro” agli indagati del loro partito, che abbia scritto che certi comportamenti vanno censurati “senza se e senza ma” o che abbia richiesto un rinnovamento del PD di Materatown con un “se non ora quando?

Poichè non posso pensare che queste espressioni (ndr: prima o poi comunque qualcuno si deciderà a metterle fuorilegge per vilipendio alla lingua italiana!) vengano usate a senso unico, allora mi sono chiesto se lo strano silenzio dei “giovani” stanziali del PD  non fosse dovuto ad impreparazione politica o più semplicemente a distrazione. In fondo chi di noi  a 17/18 anni, piuttosto che stare chino sui libri, non ha preferito andarsene in giro con gli amici o al cinema con la fidanzata? E così, per togliermi questo dubbio, ho deciso di “smettere” i panni da scribacchino fuorisede per indossare quelli formali e seriosi da professore, interrogando il Segretario dei “giovani” PD di Materatown, Federica Porcari, ponendole alcune domande, per saggiare la preparazione sua e dei suoi coetanei di partito. Perciò adesso fate silenzio,voi che leggete, perchè l’ interrogazione sta per cominciare e non suggerite nè parlate tra di voi, altrimenti vi “metto una nota”:

Bene Sig.na Porcari, stia calma, non si agiti, perché se ha studiato non ha nulla da temere. Prima di cominciare con l’interrogazione, chiariamoci su un punto. Io, per amor di lingua italiana, non amo i termini Sindachessa, Direttora, Assessora e via dicendo. Perciò la chiamerò Segretario o, se crede, semplicemente Signorina. Decida Lei!

Le lascerò libertà di scelta. Di solito, a Materatown, come ben sa, siamo particolarmente democratici; ci limitiamo ad un generico “Segretà”: nessuna discriminazione, tutti contenti. Comunque anche Signorina va bene!

 

Prima domanda: << Il rinvio a giudizio è  un elemento di garanzia a tutela dell’indagato e non di condanna per cui non vedo alcuna ragione che dovrebbe spingere XXXX  a lasciare il proprio incarico!>>

Signorina Porcari, questa dichiarazione è stata fatta dall’ex-ministro Bondi in difesa di Berlusconi per il caso Ruby o da Vito Lupo, presidente della commissione provinciale di Garanzia del PD, in difesa di Roberto Cifarelli Capo di Gabinetto del Comune di Materatown?

Buona la seconda. La questione è ampia ma, personalmente, ho le idee ben chiare; quando il proprio coinvolgimento in questioni giudiziarie può andare a ledere il buon nome del partito, bisogna avere il coraggio di fare un passo indietro, guardando al di là del proprio “orticello” e salvaguardando l’interesse comune, non quello personale. E’ roba d’altri tempi, questa, che non va più di moda; certo, è un atto coraggioso, soprattutto quando si ha la certezza della propria estraneità, ma bisogna metterlo in conto, fa parte delle regole del gioco.

 

Sappia che se ripete l’ espressione “un passo indietro” domani le chiederò di farsi accompagnare dai genitori. Seconda domanda: <<E’ una accusa ridicola. Va bene che c’è l’antipolitica ma quello riportato dal giornale è macelleria! Se faccio politica non dovrei lavorare? >>

Chi ha rilasciato la seguente dichiarazione contro un quotidiano? Geronimo La Russa, figlio del ministro Ignazio, dopo che era stata pubblica la notizia della sua assunzione all’ ACI o Giovanni Casaletto ex-segretario dei Giovani democratici contro “Il Quotidiano di Basilicata” dopo aver vinto un concorso all’Università di Basilicata, notizia peraltro anticipata con giorni d’anticipo rispetto ai risultati ufficiali dal direttore Leporace?

Professor Materatown, Lei tocca un tasto dolente, una questione che mi sta particolarmente a cuore, innanzitutto per il rapporto  che mi lega a Giovanni Casaletto, ottimo segretario e persona degna di profonda stima. A riguardo, le inesattezze sono state tante: il Quotidiano ha dimostrato una superficialità che si è concretizzata in giudizi frettolosi e approssimativi che, sinceramente, mi hanno stupita. L’anticipazione delle notizia, da parte del giornale, si basa su fonti anonime, che mal si conciliano con una reale, o presunta, deontologia giornalistica. Se arriva in redazione una lettera sibillina che profetizza il nome di un vincitore di borsa tra sette candidati, è davvero ridicolo gridare allo scandalo.  Di lungimirante c’è ben poco in scommesse dall’esito statistico facilmente deducibile, soprattutto nel caso in cui ogni giudizio può esser influenzato da un’appartenenza politica, da sempre ritenuta chiave d’accesso in un Paese (e, in particolare, in un Meridione) dominato dal clientelismo. Delle volte, però, c’è chi ha il coraggio di andare avanti facendo affidamento sulle proprie capacità. E’ il caso di Giovanni Casaletto, è il caso di quanti camminano con schiena dritta e testa alta.

 

Terza domanda: <<Ciò che mi ha aiutato non è la familiarità. Non sono stato votato perchè parente di… ma perchè ne ho condiviso una posizione, una scommessa. Non è stata un’investitura la mia, è stato semplicemente disegnato un profilo. E’ bene che le persone vengano giudicate per ciò che fanno. Io sono sereno su queste cose ma non vorrei che poi diventassero dei limiti>>.

Per favore, lettori, capisco che non è facile ma non ridete! Torniamo a Lei Sig.na Porcari: Chi si è giustificato così parlando della sua elezione in Consiglio regionale? Renzo Bossi della Lega detto il “trota” a chi lo accusava di essere stato eletto grazie al fatto di essere il figlio del più famoso Umberto, o Luca Braia del PD cognato della Senatrice Antezza anch’essa del PD ?

Il consigliere Luca Braia deve la propria elezione esclusivamente al voto di quanti hanno deciso di dargli fiducia, condividendone il programma elettorale. E’ inutile negare che risulta molto più semplice entrare all’interno di dinamiche partitiche quando si conosce qualcuno che, in quel contesto, vive da tempo; oggettivamente, non c’è nulla di male. Che il “bacino elettorale” sia comune? Probabile. Ma ciò prescinde da qualsiasi familiarità; è, piuttosto, da ricondursi all’esistenza delle “camarille” di partito che, decenni fa, denunciava Berlinguer nell’intervista di Eugenio Scalfari. E’ un problema che ha radici profonde, che potrà esser estirpato soltanto quando, alle spinte intestine, provenienti dai partiti, si affiancherà una reale presa di coscienza degli elettori che, al momento del voto, dovranno rivendicare con forza la propria libertà di scelta, senza fomentare un meccanismo perverso che si nutre della superficialità di coloro che vendono i propri voti, vendono la propria libertà in cambio di compromessi più o meno leciti.

 

Quarta domanda: <<Io non assecondo i cicli mestruali di XXXX e YYYY!>>

Chi è l’autore di siffatta elegante affermazione. L’ex ministro Brunetta (PdL) rivolgendosi a due precari che gli ponevano alcune obiezioni o il Presidente del Consiglio di Basilicata Vincenzo Folino rispondendo a due giornalisti che lo avevano criticato in un articolo di un giornale?

Un consiglio al Presidente Folino: i cicli mestruali del direttore Leporace & C sono cosa trascurabile. Da studentessa liceale, gli proporrò di fare un giro per i corridoi del mio istituto; si renderà conto che i cicli mestruali da temere sono ben altri.

 

Ultima domanda di cultura generale:  Io ho passato i 40 anni. Alla sua età quelli della mia generazione erano o comunisti o fascisti. Poi, crescendo, molti di noi sono diventati Democristiani. Voi giovani del PD, invece, avete bruciato le tappe e lo siete già a 18 anni. Mi spiega come ci siete riusciti?

Le “speculazioni democristiane”, non a caso, le lasciamo ai quarantenni nostalgici, se non altro, per una questione anagrafica: sa bene , che le vicissitudini della Prima Repubblica sono inserite nel mio libro di storia, professor Materatown. Essere tesserati alla giovanile del PD significa, innanzitutto, essere animati da quella voglia utopistica di “cambiare il mondo”, tipica della nostra età; credo sia un binomio imprescindibile: non si può esser giovani e non sognare, il futuro appartiene a chi ha il coraggio di osare, di mettersi in gioco. Il nostro compito non è -né sarà mai – quello di dover giustificare quanto accade ai “piani alti”: abbiamo una nostra identità ben definita e non potrei mai pensare di dover rinunciare al mio spirito critico in nome di un presunto corporativismo; d’altronde, ci è sempre stata data la libertà di esprimerci secondo le nostre regole. Nessun “cagnolino da riporto” del partito; la Giovanile del PD amo concepirla, piuttosto, come “spina nel fianco”. Ma c’è bisogno che ci credano in tanti, c’è bisogno di una partecipazione reale e consapevole.

 

Bene Signorina Porcari l’interrogazione è finita ed adesso può tornare al suo posto. Il voto glielo daranno i lettori e comunque sappia che ho apprezzato il fatto che si è presentata e che soprattutto non ha fatto scena muta!

Forse Lei professor Materatown non mi conosce bene altrimenti saprebbe che non è nel mio stile non presentarmi o fare scena muta. Se deciderà comunque di avere un occhio di riguardo, per la sua prossima discesa materana, le farò trovare, preparati da mia madre, una vaschetta di peperoni “ammollicati” che, da quello che leggo, è una sua vera passione!

 

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Written by materatown

November 29th, 2011 at 12:01 am

Materatown chiama…L’amico del cardoncello risponde!

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Un episodio increscioso, che ha quasi causato la rottura dei rapporti diplomatici tra Altamura e Materatown, è accaduto alcune settimane fa in occasione del concerto che Franco Battiato ha tenuto presso il Parco del Castello a Materatown. Questi i fatti nella loro nuda cronaca: a poche ore dallo spettacolo, tal Dott. Onofrio Pepe, giornalista altamurano nonchè fondatore dell’Associazione “Amici del Cardonello“, con fare furtivo, eludendo qualsiasi controllo, si è acquattato nelle vicinanze dell’ albergo dove alloggiava il cantante siciliano e, con un blitz degno del miglior reparto dei Nocs, si è fatto immortalare mentre donava all’ artista una forma di pane di Altamura avente le sembianze di un cappello da prete ed alcune burrate. Accortisi di questo blitz, immediate e veementi, si sono levate le proteste ed invettive da parte di stanziali materani, inferociti contro il Sig. Pepe, accusandolo di scorrettezza, maleducazione e comportamento ignobile. Pare, secondo fonti ben informate, che sia partita anche una protesta da parte dell’Amministrazione di Materatown, che ha addirittura richiamato l’ambasciatore di Altamura per avere dei chiarimenti e consegnargli una nota ufficiale di biasimo. Noi di materatown.net siamo riusciti a contattare l’autore di questo vile attentato e lo abbiamo intervistato chiedendo lumi sui motivi che lo hanno spinto a compiere questo gesto nei confronti della materanità tutta.

Dott. Pepe lei si è intrufolato in occasione della manifestazione del cantautore Battiato e, proprio come un fungo cardoncello, è spuntato fuori per reclamizzare il Pane di Altamura, ben sapendo che l’evento era sponsorizzato dal consorzio del Pane di Materatown. Dica la verità, la sua era una provocazione, un modo per farsi pubblicità o una vendetta?

Ebbene sì. Lo confesso, ho voluto vendicarmi.  E’ una storia che viene da lontano e precisamente dal 1799 anno in cui i miei concittadini giacobini furono traditi dai materani che, nel giro di due giorni, da rivoluzionari si trasformarono, cambiando casacca, in borboni reazionari. E poi, me lo lasci dire, questi materani tutto loro vogliono: sono Provincia, hanno la Questura per i passaporti, hanno la Bruna e adesso anche Capitale della Cultura ed a noi poveri altamurani ci hanno tolto tutto, anche l’Ipercoop.  E così mi sono portato di nascosto in piazza del Duomo, ho aspettato che Battiato entrasse a Palazzo e ho esclamato <<Maestro assapori questo pane, non dia retta ai consorziati materani che usano lievito madre, assaggi questo che è di lievito di birra, cotto in un bel forno elettrico, anzi precotto>>.

Questo attacco al sacro pane di Materatown lo ha pensato ed attuato da solo o Lei fa parte di una organizzazione clandestina ?

Tengo a precisare che ho organizzato l’agguato al pane di Materatown in solitudine e questo non è che un primo “assaggio”. Sto pensando ad  attacchi più clamorosi.

Dott. Pepe, un noto e “fine” opinionista di Materatown, ha definito l’atteggiamento da Lei tenuto e dalla sua organizzazione (amici del cardoncello) “ignobile”.  Pensava realmente che il suo gesto, per quanto clamoroso, potesse suscitare tali reazioni?

Questi epiteti sono ben poca cosa rispetto a quello che sono riuscito a fare. Immagini che ho superato contrada Le Rondinelle senza incontrare resistenza, senza un solo materano che mi chiedesse il documento di residenza e di identità. Chissà come avrebbe reagito “l’opinionista”, intellettuale che porta vanto alla città dei Sassi, se avesse saputo che il grande Maestro Ginetto Guerricchio tradiva settimanalmente la sua Materatown venendo a colazione a casa mia ad Altamura. A casa di un altamurano e pure giacobino! Mi tolga Lei adesso una curiosità: non è che questo “opinionista” è una reincarnazione dell’inquisitore del Museo della Tortura che ospitate a Materatown?

Beh effettivamente il “fine” opinionista di cui sopra è anche detto il Torquemada della Murgia. Comunque Dott. Pepe, anche Lei però poteva evitare, almeno in parte, tutte queste polemiche regalando magari a Battiato un semplice pandoro. Adesso non ci sarebbe una taglia di 20 kg di pane di Materatown  sulla sua testa con l’ordine di catturarla crudo o cotto!

Regalare un Pandoro? Ma non scherzi per favore! Non sarebbe cambiato nulla e sa perche? Il Pandoro ha origine a Materatown e, come al solito, altri ( i veronesi in questo caso ) se ne sono appropriati indebitamente!

Dott Pepe Lei ha regalato a Battiato del pane a forma di cappello di prete con su scritto in crosta “Franco Battiato” e una burrata. E’ vero che Battiato dopo aver visto questi omaggi è stato colto da malore e da un attacco depressivo?

E certo che si è sentito male! Come le dicevo il pane era lievitato a birra, la burrata era andata a male e, non lo dica in giro, ho donato a Battiato anche dei lampascioni, che ovviamente sono un prodotto tipico della terra arida di Materatown con i soliti altamurani che glieli hanno rubati.

Dott. Pepe, una curiosità da cittadino di Materatown trapiantato al Nord da 20 anni: mi spiega come mai qui nelle terre padane in qualunque supermercato è presente e richiestissimo il pane di Altamura con prezzi simili a quello dell’oro, mentre il pane di Materatown neanche sanno che esiste?

Ma allora Lei “non sta capito!” Siamo di fronte ad un falso clamoroso. Quello che vede nei supermercati al Nord non è Pane di Altamura, è tutto un falso, lo ripeto. Si tratta di pane particolare di Materatown camuffato da altamurano . L’imbroglio è enorme. Non si produce pane ad Altamura, la verità è che tutto il pane si produce a Materatown, anzi, a dirla tutta, sono stati i panificatori di Matera ad insegnare come si impasta il pane a tutta l’Italia, anzi al mondo intero!

Dott. Pepe, se le lascio il mio indirizzo può mandare anche a me una burrata e magari qualche chilo di cardoncelli? Il pane a forma di cappello da prete con la scritta Materatown, invece, me lo può mandare un’altra volta con comodo… ma con molto comodo!

Lei apre un’altra polemica. Nel lontano 1998 io e altri altamurani rubammo l’ idea ad un materano dando vita all’Associazione “Amici del fungo cardoncello” ad Altamura. Quante ne abbiamo fatte e quanti funghi coltivati. Ma diciamola tutta una buona volta: dove si raccolgono i funghi veri? Sempre e solo a Materatown ovviamente.  Comunque veniamo alla sua richiesta. Regalerò a lei che, nonostante sia un materano, ha avuto l’ardire di intervistarmi, dei funghi cardoncelli spontanei che andrò a raccogliere nella murgia materana. La prego, però, non lo dica alle guardie di confine che battono di notte e di giorno il territorio andando su e giù alla ricerca di sti “giacobini altamurani”.

Sarò muto come un pesce. Grazie per l’intervista Dott. Pepe.

Muto come un pesce  di Materatown, mi raccomando, e non come uno di Altamura dove non sappiamo neanche cosa sia il pesce. Comunque grazie a Lei e mi saluti Materatown quando le capiterà di tornarci. E mi saluti anche l’ “opinionista” , il Torquemada della Murgia, che in fondo mi sembra una brava persona!

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Written by materatown

October 17th, 2011 at 12:01 am

Materatown chiama…Il direttore replica!

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Due settimane fa abbiamo intervistato il Direttore de “Il Quotidiano” Paride Leporace chiedendogli lumi riguardo un increscioso episodio che lo aveva visto protagonista insieme al collega Mimmo Parrella direttore della “Nuova”. Ricapitoliamo i fatti per i pochi che non conoscono nei dettagli la vicenda:

A seguito di un articolo della Nuova su una sua possibile nomina regionale nella Film Commission lucana a 4000 euro al mese,  Leporace si è recato presso la redazione del giornale concorrente e non avendo trovato il direttore Parrella, pare abbia chiesto ai giornalisti presenti di riferire il seguente messaggio: <<Dite al direttore che quando esce per strada faccia attenzione e si tolga gli occhiali! >>. Come potete immaginare, a seguito dell’episodio, sono scaturite veementi polemiche a distanza tra i due direttori e noi di Materatown.net ci siamo assunti l’oneroso ruolo di pacificatori cercando di ristabilire un dialogo tra i due giornalisti. 

Spinti dunque da questo nobile proposito, abbiamo prima intervistato il Direttore de “Il Quotidiano” che ci ha fornito la sua versione dei fatti ed, in seguito, abbiamo pensato di contattare Mimmo Parrella volendogli così dare la possibilità di replicare a quanto asserito dal suo collega. Dobbiamo confessare che non è stato affatto facile raggiungerlo poichè, a seguito del messaggio fattogli recapitare dal Leporace, il direttore della “Nuova” sembrava svanito nel nulla e che, secondo fonti a lui vicine, si nascondesse all’interno di bunker sotterranei che, come Gheddafi, cambiava ogni notte.

Ma noi di materatown.net non ci siamo scoraggiati e, dopo vari tentativi andati a vuoto, abbiamo finalmente ricevuto da parte del Parrella la conferma a volerci incontrare. Prese, dunque, tutte le precauzioni del caso, ci siamo recati fiduciosi all’ appuntamento al quale il Direttore si è presentato con qualche ore di ritardo e camuffato con una parrucca e barba finta. Passati i primi momenti di tensione e dopo averlo rassicurato che non eravamo stati seguiti da nessuno nè tanto meno da Leporace, Mimmo Parrella ha deciso di rispondere alle nostre domande. Buona lettura:

Direttore Parrella, si sieda, si calmi, si tolga la parrucca e barba finta tanto Leporace non è in giro!

Posso togliere solo gli occhiali. I capelli lo stanno facendo autonomamente. Leporace, invece, è in ogni luogo.

Leporace ammette di essere venuto nella sua redazione ma che non voleva gonfiarla come una zampogna, ma solo dirle che avrebbe gradito una verifica da parte sua prima di pubblicare l’articolo sulla Film Commission. 

Prima di tutto vi devo ringraziare per avermi fatto conoscere le motivazioni della “visita” alla Nuova del collega. Sulla Film Commission lo sanno tutti che le notizie pubblicate sono fondate e verificate.

Scusi la brutalità, ma a lei cosa gliene frega se Leporace va lavorare per la Regione? In fondo il vostro storico editorialista Nino Grasso (detto anche il “Bonaiuti lucano” ) ha pur fatto lo stesso diventando portavoce di De Filippo!

Infatti, non me ne frega nulla. In questi mesi mi sono occupato di Film Commission  solo per l’assurdità del contratto previsto dagli strateghi della giunta regionale: otto giorni al mese di lavoro per uno stipendio di quattromila euro. Mi è parso subito una vergogna, con o senza Leporace. Riguardo Nino Grasso, chiamato nelle stanze del potere, faccio notare, comunque, che tra un editorialista che di professione è un bancario e un Direttore di un quotidiano c’è qualche differenza.

Cioè, mi faccia capire, perchè io sono un povero fuorisede. Lei mi sta dicendo che il portavoce del Presidente della Regione Basilicata, stipendiato dai cittadini lucani, che dovrebbe curare i rapporti con la stampa nazionale ed estera, è un… bancario?

Nino Grasso è giornalista pubblicista da 35 anni, nonostante non sia per nulla anziano. Fino all’anno scorso lavorava in banca e poi scriveva un pezzo al giorno per la Nuova. Ora, in aspettativa dalla banca, fa il portavoce a tempo pieno!

Non sapevo che si avesse tanto tempo libero lavorando in banca! Ma torniamo a Leporace: ci ha raccontato di un episodio di plagio che vi avrebbe visto protagonisti, ma ha preferito non entrare nei dettagli. Lei lo vuole fare?

Un episodio e una notizia insignificanti tra rispettivi corrispondenti locali. Il nostro avrebbe “copiato” su facebook un articolo scritto mesi addietro da un ex corrispondente del Quotidiano. Nulla di trascendentale.

Sempre il Direttore de “Il Quotidiano” sostiene che ogniqualvolta ha provato a parlare con voi della Nuova ha sempre dovuto fare una lunghissima anticamera. Non le piace forse il deodorante che usa Leporace ?

Lei conosce meglio di me il lavoro in redazione. Parliamo per ore al telefono con tutti. Ogni tanto facciamo i preziosi ma solo per darci delle arie. Eppure gli hanno aperto subito. Non conosco che deodorante usa Leporace, l’ importante che lo metta dopo la doccia altrimenti, come si sa, si aggrava la situazione!

Il suo giornale ha scritto un articolo “satirico” a seguito dell’episodio dal titolo: “A GADINA FICIA L’OVU…E ADU GADU NCI BRUCIA U CULU”. Non sapevamo che per il suo giornale scrivesse anche Alvaro Vitali!

Abbiamo contattato anche Lino Banfi, ma alla fine spero di contrattualizzare Edwige Fenech (magari con qualche anno in meno).

Per concludere anche a Lei faccio la stessa domanda fatta al suo collega Leporace. Se la sente di cantare con me :<<Mannaggia al diavoletto che mi ha fatto litigare con Leporace…PACE! PACE! PACE!>>

Non ho litigato con nessuno. Non sono uno che si tira indietro. Ma se lo facessi utilizzerei le armi classiche di un giornalista..la penna e, visto che abbiamo anche la Tv, con il microfono…

Grazie per la disponibilità Direttore

Grazie a voi e buon divertimento…
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Written by materatown

May 30th, 2011 at 12:01 am

Materatown chiama…Il direttore risponde!

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Tutto ha avuto inizio il 22 Aprile scorso, giorno in cui il Direttore del Quotidiano di Basilicata, Paride Leporace, di primo mattino si è recato presso la redazione della Nuova del Sud, giornale distribuito a Materatown e dintorni, chiedendo di  poter parlare con il suo collega parigrado Mimmo Parrella. Alla risposta dei presenti che gli comunicano che il Direttore non è in ufficio, pare, secondo quanto riferito dalla Nuova, che Leporace abbia reagito proferendo le seguenti parole:

<<Dite al direttore che quando esce per strada faccia attenzione e si tolga gli occhiali! >>

Ora, a meno che non si sia trattato di un fraterno consiglio di passare alle lenti a  contatto, quanto pronunciato da Leporace, aveva tutta l’aria di un desiderio da parte di costui di venir a singolar tenzone con il collega Parrella o più precisamente, visto il riferimento a privarsi degli occhiali, di infliggere a quest’ultimo le famose e mai passate di moda “cupr alla cecata”.

Ma cosa ha spinto il Direttore del Quotidiano di Basilicata a voler percuotere il Parrella seppur privo di lenti? Pare che il motivo risieda nella notizia pubblicata tempo addietro dalla Nuova su una possibile nomina regionale del Leporace presso la Film Commission di Basilicata con relativa promozione della moglie di quest’ultimo (attualmente caporedattrice) a direttrice del Quotidiano.

Noi di materatown.net abbiamo avvicinato, ma sempre mantenendoci a distanza di sicurezza, il Direttore Leporace e gli abbiamo posto alcune domande in merito alla vicenda. Buona lettura:

 

Direttore Leporace, io porto gli occhiali. Mi dica subito se me li devo togliere prima di cominciare con l’intervista!

Può tenerli tranquillamente anche perché sono persona molto mite.

Beh, mi lasci dire però che visti gli occhiali che è solito indossare (ndr: vedi foto ), sarebbe alquanto curioso che Lei chiedesse ad altri di toglierseli. Adesso comunque veniamo al caso del giorno. Perchè voleva picchiare “alla cecata” il povero direttore della Nuova Parrella?

Non ho contatti fisici di questo tipo da molto tempo. Io mi sono limitato a stare sulla porta e a chieder se c’era il dottor Parrella. Ho solo proferito una battuta a denti stretti. In passato, in occasioni di altre contese, ho cercato al telefono  inutilmente l’ex direttore, l’editore, un giornalista ma non mi hanno mai passato nessuno. Un’altra volta per un disdicevole episodio di plagio per aver chiarimenti è passata una giornata intera.

Io non ho molto da fare oggi. Ci racconti nei particolari l’episodio di plagio di cui parla!

Preferisco non darle ulteriori dettagli altrimenti alla Nuova mi dedicano un’altra apertura di giornale!

Le “malelingue” dicono che Lei non gradisca che il suo nome venga nominato in qualità di futuro membro, a 4000 euro al mese, della  Film commission lucana. Non ama il cinema o 4000 euro sono pochi?

Amo molto il cinema. Quattromila euro di questi tempi sono una bella sommetta. Il fatto è che io non mi occuperò di questo perché nessuno ha intenzione di affidarmi questo incarico. Non ho capito però perché non lo affidano ai molti pretendenti che ci sono in giro!

Un “uccellino” arrivato fin quassù nelle terre nordiche mi dice che questa nomina regionale sarebbe un modo per ottenere un atteggiamento “benevolo” suo e del suo giornale verso chi governa la Regione. Immagino che Lei adesso muoia dalla voglia di sparare all’uccellino non prima di averlo torturato, ma si trattenga!

Non sparo agli uccellini. Pensi che 9 anni aderivo alla campagna anticaccia promossa dal Corriere dei ragazzi. Ma lei ha pensato che non sono mai stato nominato perché è mancato un atteggiamento benevolo del giornale verso la Regione? Io sì!

Sempre il pennuto di cui sopra ci ha riferito che qualora Lei accettasse l’incarico nella Film Commission, il suo posto da Direttore andrebbe a sua moglie attualmente caporedattore de “Il Quotidiano”. Se ciò avvenisse, immagino che si libererebbe un posto da caporedattore. Se volessi candidarmi devo inviare un curriculum o basta che dica che sono suo cugino?

Mi dispiace per Lei ma visto che non ci sarà nessuna mia nomina il posto di caporedattore è ben occupato. Qualcuno ha comunque dimenticato che i direttori li nomina l’editore.

Torniamo però alla sua “visita” presso la redazione della Nuova. Faccia finta per un attimo che quel giorno il Direttore Parrella fosse stato in redazione. Cosa gli avrebbe detto?

Avrei semplicemente ribadito di aver rinunciato da tempo all’ incarico nella Film Commission. E che tra gentiluomini una verifica con i diretti interessati non era poi così sconveniente!

Ultima domanda: Se la sente di cantare con me :<<Mannaggia al diavoletto che mi ha fatto litigare con Parrella…PACE! PACE! PACE!>>

Non solo canto con lei il motivetto che mi è familiare. Ma poggiando su Petrarca grido: “I vo’ cercando pace, pace, pace” e al grande Parrella e al signor satiro Loriso (ndr: curatore della rubrica satirica della Nuova ), anche se adopera uno stile poco anglosassone e che non ho il piacere di conoscere, offro ramoscelli d’ Ulivo.

Grazie Direttore per la sua disponibilità.

Grazie a voi!

 

P.S: Se qualcuno dei lettori morisse dalla curiosità di leggere l’articolo “satirico ed anglosassone” a firma Loriso cui fa riferimento nell’ intervista il Direttore Leporace può cliccare qui!

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Written by materatown

May 16th, 2011 at 6:07 am

Materatown calls…Il consigliere answers!

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A Materatown si è fatto un gran parlare nelle ultime settimane del cosidetto “Piano Casa” ossia un progetto che prevede la costruzione di nuove unità abitative in città. La vicenda ha suscitato notevoli polemiche tra coloro che difendono questo “Piano” sostenendo che finalmente si potrà porre fine ad una presunta carenza di case con conseguente diminuzione dei prezzi e coloro che, invece, parlano dell’ennesima speculazione edilizia che avrà come unico effetto l’ arricchimento dei soliti noti.

Resta però il fatto che su questo argomento, come capita per le scelte di “altissimo” valore etico e di coscienza (vedi aborto, eutanasia, testamento biologico, nomine nell’ Agrobios, appalti pubblici etc..), ogni consigliere comunale è andato per la sua strada senza vincoli di gruppo di appartenenza e così il “Piano Casa” è passato grazie ai voti di alcuni membri dell’opposizione e nonostante il parere contrario di qualche consigliere della maggioranza. Tra questi ultimi ha fatto scalpore la netta presa di posizione di Angelo Cotugno che, in segno di protesta, ha anche rassegnato le dimissioni come Capogruppo PD all’interno del Consiglio Comunale. Noi di materatown.net lo abbiamo contattato e gli abbiamo posto alcune domande alle quali il consigliere ha prontamente risposto e per questo lo ringraziamo:

Consigliere Cotugno, mio padre alcuni anni fa iniziò a collezionare VHS regalate da un noto quotidiano, pur non avendo noi in casa un videoregistratore.  Può spiegarci perché il Comune di Materatown si comporta come mio padre e cioè costruisce abitazioni nonostante molti cittadini abbandonino la città per andare al Nord a cercare lavoro ?

Suo padre probabilmente appartiene alla mia stessa generazione; anch’io collezionavo VHS allegate ai quotidiani, la gran parte delle VHS sono ancora incellofanate e anch’ io non avevo il videoregistratore. Comunque collezionare VHS non ha mai fatto male a nessuno, invece ……..

…invece il Piano Casa, dicono i suoi compagni di partito, permetterà la costruzione di nuove case popolari…pardòn di “housing sociale”, per dirla come il suo segretario cittadino. Cosa ne pensa?

Un tempo si utilizzavano citazioni latine per rendere più importante un’affermazione. Quelle citazioni rispecchiavano una formazione culturale e, se vogliamo, anche una appartenenza. I termini in inglese rendono bene quando si fa riferimento alle nuove tecnologie, mentre “housing sociale” non riesco proprio a tradurlo, in quanto c’è una parola in inglese ed un’altra sin troppo abusata.
Venendo alla sua domanda, nel Piano Casa si parla genericamente di “housing sociale” e sono certo, invece, che non ci saranno case popolari anche se tutti mettono in evidenza che ce ne sarebbe un disperato bisogno.  In più indicano il “Piano Casa” come strumento per rilanciare il TUTTO, dalla economia al lavoro, etc.., mentre il sistema economico ha bisogno di altre spinte che la rendita fondiaria; i giovani hanno bisogno di lavoro, di saperi, di prospettiva, di progettualità. C’ è qualcosa insomma che non quadra.
A proposito di VHS ho trovato una cassetta, ancora intatta, che non ho avuto modo di vedere in quanto se prima non avevo il lettore di VHS ora  non saprei dove trovarlo. Il film dovrebbe essere interessante ed è di un certo Francesco Rosi. Credo che il titolo sia ” Le mani sulla città”.

Consigliere Cotugno, Il Sindaco Adduce nel suo discorso di fine anno ha detto che le priorità della sua amministrazione sono la lotta alla “depressione” e il riconoscimento di Capitale Europea della Cultura nel 2019. Cosa pensa che le direbbe, visto il suo passato da sindalista duro e puro, un operaio di un salottificio in cassa integrazione a riguardo?

La data del 2019, per chiunque abbia perso un posto di lavoro, è un po’  lontana. L’operaio guarda le settimane, terza o quarta che sia, non gli anni. La depressione dei cassaintegrati non credo possa essere curata dal Sindaco. Inoltre ho la sensazione però che la sindrome depressiva sia un pò più estesa e non so se può servire una terapia di “GRUPPO”.

La senatrice del PD Antezza ha una sorella consigliere comunale e che ha vinto un concorso in un Ente Regionale e un cognato che è consigliere regionale. Il fratello del presidente PD della provincia di Potenza ha vinto ben due concorsi pubblici sempre in un Ente regionale. Il Presidente del Parco della Murgia è un ex assessore in quota PD del Comune di Materatown. Ma, mi tolga una curiosità, nel PD siete proprio tutti dei geni?

I geni della mia famiglia sono tutti operai, precari, in cerca di occupazione e laureati ” fuorisede”, ed hanno anche la tessera al PD. Ho posto anche a loro la Sua domanda; si é aperta una discussione e ci siamo chiesti: ”Ma siamo veramente iscritti al PD o semplicemente non siamo una famiglia di geni?”  Non abbiamo ancora trovato una risposta!

Lei nel panorama del PD lucano viene dato in “quota” Santochirico. Dica la verità, è riuscito a leggere tutto il suo libro “Il domani nasce da qui!” o, come noi, dopo alcune pagine è caduto in uno stato di narcolessia irreversibile? E visto che siamo in argomento, può fare una opera di persuasione e chiedere a Santochirico di licenziare colui che gli tinge la capigliatura con un colore blu metallizzato?

Il “domani nasce da qui“ è sul comodino. La sera mi concilia il sonno e mi trasmette buon’umore. Quando mi sveglio al mattino lo guardo e scatto per affrontare una nuova giornata essendomi fermato al solo titolo del libro in questione. La seconda parte della domanda é impertinente. Non chieda a me di far licenziare nessuno. Da sindacalista difendo sempre la classe dei lavoratori.

Touchè Consigliere! Mi faccia però ricapitolare: Lei è contro la speculazione edilizia, vuole dare priorità al lavoro e alla lotta alla disoccupazione prima del progetto 2019 , non ha famigliari “geni” che hanno vinto un concorso in un Ente pubblico e come se non bastasse non conosce neanche lontamente il significato dell’espressione “housing sociale” . Ma quindi lei è uno di sinistra! Cosa ci fa allora nel PD?

Che sono di sinistra è Lei che lo dice.  A proposito non ho mai avuto l’eskimo, in casa avevamo una piccola vasca e non la doccia. Che ci faccio nel PD ?  E’ un partito DEMOCRATICO che sopporta anche qualche anima critica come potrei essere io o almeno così mi pare.

Grazie per l’intervista consigliere Cotugno.

Grazie a Lei e complimenti per il sito. Un po’ di ironia fa sempre bene soprattutto di questi tempi!

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April 12th, 2011 at 12:01 am

Materatown chiama….Venezia risponde!

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Qualche settimana fa a Materatown si è sfiorato un increscioso “incidente” diplomatico con la città di Venezia le cui conseguenze potevano essere imprevedibili soprattutto per noi poveri fuorisede che viviamo, studiamo e lavoriamo nelle nebbie padane. Ma andiamo con ordine. Tutto ha inizio con la costituzione di un comitato scientifico a Materatown per la Candidatura della città a Capitale Europea della Cultura per il 2019. Tra i membri di tale consiglio supremo c’è anche il Dott. Antonio Calbi che può vantare “con orgoglio” una fruttuosa e lunga collaborazione con il critico Vittorio Sgarbi quando quest’ ultimo ricopriva l’ incarico di Assessore alla Cultura del Comune di Milano.

Il Dott. Calbi, poche ore dopo l’ insediamento del suddetto comitato, mostrando un tempismo senza precedenti, comunica all’ intera cittadinanza stanziale, alla presenza delle più alte cariche cittadine (Sindaco, Presidenti di Provincia e Regione), che più di 100 personalità del mondo della Cultura, dello Sport e dello Spettacolo avevano già dato con entusiasmo la propria adesione al progetto Matera 2019, dichiarando il 18/1/2011 alla Gazzetta del Mezzogiorno:<<Molti hanno deciso di firmare il Manifesto!>>.

Tra coloro che risultano “firmatari” del Manifesto per Matera 2019 c’è anche il poeta veneto Andrea Zanzotto. La notizia non sfugge al “Gazzettino di Venezia” che, in data 25/1/2011, si domanda, come sia possibile che il poeta di origine veneta abbia “firmato” a favore di Materatown, dimenticandosi che anche la sua amata Venezia gareggia per lo stesso ambizioso titolo. E così, sempre il Gazzettino, nella persona del suo giornalista Paolo Navarro Dina, chiede lumi direttamente al poeta il quale, anche un po’ risentito, così afferma intervistato il 25/1/2011: <<Mi no go firmà gnente per Matera. Venezia sì che meriterebbe di essere capitale della cultura. Se Venezia c’è, avrà il mio appoggio! >>

Seguono ore di vibranti polemiche tanto che il Quotidiano di Basilicata titola il 26/1/2011 ” ZANZOTTO FA LITIGARE MATERA E VENEZIA!!! “. A gran voce si inizia a chiedere di rendere pubblico questo Manifesto con in calce le firma prestigiosa del poeta Zanzotto ma il “documento” non salta fuori:

  • “Me lo sono dimenticato negli altri pantaloni che ora sono in lavanderia!”
  • “Lo avevo messo sopra il frigorifero e forse la donna delle pulizie lo ha spostato!”
  • “L’ho prestato a mio zio , ma adesso è in vacanza in un posto dove non prende il cellulare! “ 

pare siano queste le giustificazioni che “a caldo” vengono date in quelle ore convulse dai vari membri del Comitato scientificato a turno interrogati sull’esistenza del Manifesto.

Poi, il Dott. Calbi chiarisce finalmente il mistero ammettendo che la firma del poeta effettivamente non esiste, affermando al Quotidiano del 26/1/2011: <<Il poeta Zanzotto ha ragione nel dire che non ha firmato nulla perchè non c’era nulla da firmare! Il contatto con il grande poeta è avvenuto per telefono!>>

Ora che gli animi si sono rasserenati e che la ragione ha prevalso, noi di Materatown.net abbiamo contattato colui che è stato l’autore dello scoop-Zanzotto, il giornalista del Gazzettino di Venezia, Paolo Navarro Dina, al quale abbiamo fatto alcune domande chiarificatrici sull’ accaduto e sulla disputa tra Materatown e Venezia per l’assegnazione del titolo di Capitale della Cultura per il 2019:

Dott. Paolo Navarro Dina, andiamo subito al punto. Lei nel suo articolo ha scritto che il poeta Zanzotto non aveva mai firmato nulla a sostegno di Matera 2019, suscitando un vespaio di polemiche. Antonio Calbi (uno dei promotori di Matera 2019) Le ha risposto sostenendo che la firma non esisteva in quanto non c’era nulla da firmare. Ma Lei lo sa che a Materatown vale la regola del silenzio-assenso?

Insieme a Calbi, che ho intervistato sul mio giornale, è stato chiarito l’equivoco. Diciamo che la formula migliore è limitarsi al concetto di “appoggio morale” offerto dal poeta veneto alla candidatura di Matera. Penso possa bastare. Non calcherei troppo su questo punto per rispetto di Zanzotto.

Dott. Navarro Dina, sempre Calbi a proposito di questa sfida Materatown-Venezia afferma: <<Ha qualcosa di magico, questo dialogo da lontano fra due città speciali: una galleggiante sull’acqua, una scavata nella roccia tufacea; la prima solare e teatrale, l’altra intimista e defilata. Paiono sorelle gemelle!>> Cosa ha provato nell’apprendere dopo secoli che Venezia non era figlia unica ma che aveva una sorellina “spiccicata uguale”  dall’ altra parte dell’Italia?

Sinceramente non vedo alcun dialogo ora tra queste città lontane. Forse potrà esserlo in futuro se Venezia e Matera si contenderanno il titolo di “Capitale della cultura 2019″, ma più che dialogo credo si tratterà di “singolar tenzone” tra la città d’Acqua e la città dei Sassi (si dice così vero?). Che poi siano sorelle, ben venga. Ma badate bene, Venezia è “sorella” di qualsiasi altra città al mondo. Grande, media e piccola. Perchè Venezia è una città del mondo. Città cosmopolita per eccellenza. Il dialogo è alla base di tutto.

Dott. Navarro Dina, per convincerLa che Materatown merita il riconoscimento di Capitale della Cultura, sempre il Dott. Calbi Le fa notare che Venezia “è il cuore della cultura italiana e mondiale tutto l’anno. Non ha bisogno di partecipare al ballo delle debuttanti! Matera, invece, ha un grande bisogno di partecipare a questa competizione e di vincerla.”
Ecco, se oltre a dire ciò, si fosse anche messo in ginocchio supplichevole e piangente, Lei si sarebbe adoperato affinchè Venezia ritirasse la sua candidatura per far vincere Materatown?

Parliamoci chiaro. Tutti uguali ai nastri di partenza. La candidatura veneziana “non è” solo di Venezia, ma di un ampio territorio, come quello del Nordest, (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige) che merita e vuole maggiore riconoscimento. É sicuramente la candidatura di una delle aree più dinamiche del Paese e quindi vuole – alcuni potrebbero dire – pretende di avere maggiore peso specifico e politico a livello nazionale. Detto questo proporrei ai sostenitori di Matera di “giocarsela fino in fondo” perchè non c’è solo Venezia, ma anche altre città blasonate vedi Siena, vedi Ravenna. Insomma, nè pianti nè inginocchiamenti e aggiungo nessun timore reverenziale. Avanti ognuno per la propria strada e si vedrà. Non avrei spinto la mia città a ritirare la candidatura in presenza di Matera, io non conto nulla!

Dott. Navarro Dina, Le faccio la stessa domanda che feci all’assessore di Ravenna, altra città candidata per il 2019: se Venezia dovesse ottenere il prestigioso riconoscimento a discapito di Materatown, Lei potrebbe mettere “una buona parola” per far ottenere al sottoscritto asilo politico nella sua Città? Sono disposto anche ad imparare a guidare la gondola!

Se dovesse vincere Venezia, per Lei le porte della Laguna (Mose compreso) resteranno aperte. Del resto la Serenissima ha dato asilo a tanti rifugiati dal Medioevo ad oggi. Anzi meglio ancora se da Matera ci arriva un “aiutino” per il ripopolamento della Serenissima. Ma per essere un buon veneziano dovrebbe iniziare con il dire  “portare una gondola” e non “guidare una gondola”.

Meglio specificare Dott. Navarro Dina! Se dicessi “portare” una gondola non vorrei mai che poi qualche leghista, viste le mie origini, fraintendesse e me la facesse “portare” sulle spalle!

Non si preoccupi. Nel caso dovesse succedere la aiuto io a portare la gondola in spalla ma ad un mio segnale, come nelle comiche di Stanlio e Ollio, la giriamo di scatto e buttiamo in canale il leghista!

Allora non mi resta che dirle “Arrivedòrci” Dott. Navarro Dina! E grazie per l’intervista!

Grazie a voi dell’ attenzione!

 

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Written by materatown

February 14th, 2011 at 7:15 am

Materatown chiama…l’ Architetto risponde!

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intervista-amore

Cari lettori, se adesso potrete affermare con orgoglio, quando qualcuno vi chiederà dove siete nati <<Vengo da Materatown, dalla Città con la prima fontana musicale e danzante in sito UNESCO e dalla Città dal Presepe vivente più grande al mondo! >> lo dovete ad un uomo solo, il cui nome è Tomangelo Cappelli. Grazie infatti a quest’uomo ed al suo lavoro che oggi Materatown può fregiarsi di questi nuovi primati e record che tutto il mondo ci invidia.

Noi di materatown.net, quindi, non potevamo esimerci dal contattarlo e dal porgli alcune domande alle quali cortesemente l’Architetto Cappelli ha accettato di “rispondere”. Ognuno di voi potrà, leggendo questa intervista, condividere con noi il vanto e la soddisfazione di poter annoverare una personalità siffatta come proprio corregionale.  E’ importante però avvisare i lettori che l’Architetto, per oscuri motivi, ha deciso di formire risposte in latino e noi, per facilitarne la comprensione, abbiamo provveduto alla loro traduzione sia letterale grazie all’ausilio di un insigne latinista, che sostanziale frutto del duro lavoro della nostra Redazione!  Buona lettura:

Arch. Cappelli, Lei è l’artefice, la “mente” oseremmo dire, del progetto Amore e Philos patrocinato e finanziato dalla Regione Basilicata. In questa veste lei ha partorito nell’ordine le seguenti iniziative: La fontana dell’Amore in P.zza Vittorio Veneto, Il Microchip d’Amore per i dipendenti della Regione, la Cromoterapia d’Amore, l’ Abbraccio d’amore ed il Riconoscimento d’amore. Ora, se Lei era in cerca di Amore, Architetto, non bastava fare un annuncio per cuori solitari su qualche quotidiano invece di scomodare i fondi della Regione?

OMNIA VINCIT AMOR 

Traduzione letterale: Su tutto vince l’Amore!
Traduzione sostanziale: Devo campare anch’io! 

 

Architetto, a proposito del progetto Microchip D’amore, Lei scrive testualmente: <<si tratta di in un’ icona preziosa, un oggetto di culto, un Talismano della Felicità, capace di esprimere i valori della Lucanitas. Si vuole donare un brivido di emozione, risvegliando il senso di meraviglia, Thaumazein!>> Architetto, ma le danno un “extra” in Regione, oltre allo stipendio, per scrivere queste cose o aveva semplicemente alzato un po’ il gomito la sera che ha avuto questa idea?

FELIX QUI  POTUIT  RERUM  COGNOSCERE CAUSAS 

Traduzione letterale: Felice è colui che potè conoscere la causa delle cose!
Traduzione sostanziale:  Ma chi me l’ha fatto fare a rispondere a sto’ deficiente?

 

Arch. Cappelli, adesso veniamo al Presepe Vivente più grande del Mondo che Lei ha ideato durante queste Feste Natalizie a Materatown. C’è stata molta polemica a causa della disorganizzazione e della ressa (30.000 persone) che si è creata e che, pare, abbia impedito a molti di poter ammirare il suo lavoro (guarda il video). Non potevate fare una preselezione dei visitatori come per i 30.000 disoccupati che hanno fatto domanda  di partecipazione all’ultimo Concorso in Regione per 78 posti disponibili?

EA QUAE SUNT SICUT SUNT 

Traduzione letterale: Le cose sono così come sono! 
Traduzione sostanziale: Cavoli loro! Io un lavoro ce l’ho!

 

Arch. Cappelli, guardi questo video (clicca qui). Non si offende se da oggi la chiamiamo Tomangelo u’ scienziet?

UT RIDENTIBUS ARRIDET 

Traduzione letterale: Ad un volto sorridente si sorride!
Traduzione sostanziale: Se becco sta’ vecchia la gonfio come la zampogna dei pastorelli!

 

Grazie Architetto per la sua disponibilità nel concederci questa intervista!

Grazie a voi! Siete davvero molto, ma molto divertenti.

 

Come Lei saprà, Architetto, alcune volte si ride per non piangere!

Certo. Ma del resto cosa mai si perde a sorridere? Fa un grande piacere e non costa nulla: continuate a regalare sorrisi e certamente la vita  vi sorriderà sempre di più!

 

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Written by materatown

January 31st, 2011 at 12:20 am

Materatown chiama…Il turista risponde!

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Questa storia inizia in terra calabra e per la precisone a San Fili in provincia di Cosenza alla fine di Settembre, quando alcuni abitanti del luogo, dopo giorni di trepidante attesa e laboriosa preparazione, salgono le scalette di un pullman con macchine fotografiche al collo,  muniti di frittate di pasta ben conservate nella carta stagnola e, cantando a squarciagola “Tutti a Materaaaa!!!! Tutti a Materaaa!!!!!”, si dirigono emozionati alla volta di Materatown! Tra costoro c’è anche il Sig. Pietro Perri il quale la sera, tornato a casa dopo la gita,  decide di scrivere le impressioni sul viaggio appena concluso nel suo “blog” tramite un articolo dal titolo “Una gita ai sassi di Matera? … meglio lasciar perdere! “. Nel suo  resoconto l’autore manifesta tutta la sua delusione nei confronti di Materatown rispetto a quelle che erano le aspettative maturate prima del viaggio lamentando l’ incuria in cui versano i famosi Sassi, di cui tanto aveva sentito parlare, ed una relativa scarsa attenzione nei confronti del turista. Il sig. Perri, però, non si ferma qui ma va oltre e si domanda, al termine del suo articolo, come sia possibile che i Sassi, che lui aveva visto e visitato in quei giorni di Settembre, potessero aver ottenuto il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco. La storia poteva terminare qui, se il sempre attento Donato Mola, in arte Hyperbros, indiscussa coscienza critica tra gli stanziali di Materatown, non avesse reso pubblico lo scritto del Sig. Perri pubblicandolo nel suo omonimo sito. Apriti cielo! Paladini e difensori della Città si sono scatenati, tutti uniti al grido di “dagli al turista!” reo di “lesa materanità”. Ecco alcuni stralci, a titolo di esempio, dei “guardiani ” dell’ “Onore materano” ferito:

  • “Se è per questo io sono rimasto enormemente deluso da Firenze!”
  • “Ce ne faremo una ragione se l’amico Perri non tornerà più a Matera. E come lui le 2.785 anime di San Fili, sperduto paesello della Calabria di cui prima non avevo mai sentito parlare!”
  • “Credo proprio che il suo invito a non venire a Matera  [...] cadrà inesorabilmente nel vuoto!
  • “Ragazzi, mi sa che stiamo dando troppa importanza e visibilità a questo Perri”
  • “Sassi si scrive con la esse maiuscola, non stiamo parlando di pietroline!”
  • “Ha fatto un giro di 90 minuti [...] E’ come se uno va a Roma e vede solo Trastevere.”
  • “Magari la prossima volta che viene ci avvisa e noi sgombriamo i Sassi apposta per lui”
  • “Cosa voleva? Che qualche uomo di Neanderthal girovagasse ignudo per le vie dei Sassi?”

Noi di Materatown.net, invece, abbiamo avvertito  l’esigenza di approfondire tale argomento, e così siamo andati chiedere delucidazioni direttamente alla fonte contattando il Sig. Perri di San Fili-Cosenza, a cui abbiamo rivolto alcune domande chiarificatrici. Buona lettura:

Buongiorno Sig. Perri, partiamo subito con il chiederLe perché è rimasto deluso da Materatown. Quali aspettative aveva e, soprattutto, da chi “diavolo” le aveva ricevute?

Sono rimasto deluso perché, vista la pubblicità, non solo quella presente nei siti ed in varie riviste, ma anche e soprattutto quella derivante dal passaparola di chi c’è già stato a Matera o di chi sogna di venirci, mi sarei aspettato di trovarmi in una situazione diversa . Mi sarei aspettato di trovarmi in presenza di un luogo a dimensione di turista, tenuto conto che il luogo stesso, come affermato dalla gente che vi abita, si autoproclama tale. Basti dire che, uscendo dalla zona dei Sassi, non abbiamo trovato ristoranti nelle vicinanze (nè la guida locale ha avuto la prontezza di consigliarcene qualcuno!) e gli unici bar incontrati nel tragitto fino al pullman erano chiusi; per non parlare, poi, della assenza di servizi igienici che mi hanno costretto, pur di non fermarmi in un angoletto a fare i miei bisogni, ad attendere una sosta in autostrada sulla via del ritorno.

Lei nel suo articolo si meraviglia anche di come una città come Materatown con i suoi Sassi possa essere diventata patrimonio dell’Unesco. Ma allora Lei è provoca?

Ma no! Matera ha avuto una grandissima fortuna nell’aver ottenuto tale ambitissimo riconoscimento. Fortuna per il fatto che è stata posta sotto i riflettori del mondo e non è stato la prima volta: come dimenticare Carlo Levi con il suo “Cristo si è fermato ad Eboli”, Mel Gibson con il suo “ The Passion” e Pier Paolo Pisolini con il suo “Vangelo secondo Matteo” ? L’aver accettato, da parte della città di Matera e da parte della gente di Matera, un tale riconoscimento storico purtroppo impone, e qui sta “il rovescio della medaglia”, sia alla città di Matera che ai materani un determinato modo di essere e di fare. Se si pubblicizza un determinato luogo, al fine di attirare i turisti, come una zona incontaminata dalle oscenità della vita moderna, allora bisogna fare in modo che l’acquirente, letta l’etichetta, non trovi all’interno della scatola un prodotto diverso da quello reclamizzato. Ed invece ho avuto non poche difficoltà a riempire la memoria della mia macchina fotografica cercando di evitare di immortale sconcezze architettoniche tipo fili volanti, infissi in alluminio e via dicendo. Con ciò non voglio dire che non sia leggittimo abitare i Sassi, ma mi piacerebbe che fosse fatto in modo civile. In altri posti d’Italia ci sono riusciti!

Lei si lamenta anche dei souvenir che ha trovato durante la sua visita e degli assaggi gastronomici che Le hanno proposto (pane con olio di oliva). Cosa non le è piaciuto nelle “meravigliose” statuette in tufo riproducenti traini anni’50 e del celeberrimo pane di Materatown? E’ consapevole che a Materatown fare certe affermazioni equivale ad una bestemmia?

Passi per il pane e per l’olio, anche se ho dovuto ringraziare che quel giorno avevo acquistato un panino al salame in un Autogrill, (ovviamente se qualcuno di voi si trovasse a fare un salto a Cosenza vi farò assaggiare il pane di Mangone o il pane di Donnici oltre che all’olio di San Vincenzo la Costa, giusto per fare un confronto! ), ma per quanto riguarda le statuette sono sicuro che dal punto di vista artigianale Matera ed il materano possono offrire tantissimo in più.

E veniamo alla casa-grotta che Lei tanto critica. Come è possibile che non si sia “emozionato” fino alla commozione davanti alla rappresentazione visiva del mulo-grotta, della zappa-grotta, del pentolone-grotta e del comò-grotta con i cassetti-grotta dove dormivano i bambini-grotta? In poche parole, cosa non le piace della civiltà contadina tanto decantata da molti intellettuali locali?

Perché tale realtà non è poi differente da tante altre parti del Meridone d’ Italia e quindi per niente originale!  A San Fili, per esempio, il paesino in provincia di Cosenza in cui vivo, fino a metà anni sessanta in tante famiglie si viveva in otto persone in una sola stanza che non raramente serviva anche da cucina e da stanza da letto. Al pianterreno c’erano i “catuoi ” (termine che San Fili si riporta dal greco e che significa, appunto, stanza sottostante) in cui venivano allevati maiali,  galline e conigli! Riguardo alla “civiltà contadina” credo sia più corretto parlare di “drammi” di un mondo passato. Poi, onestamente, mi emozionano di più i drammi di un mondo purtroppo ancora attuale.

Lei si lamenta anche che nella succitata casa-grotta oltre a pagare il biglietto di ingresso, le è stata chiesta anche un’ offerta per i custodi. Scusi la domanda diretta, ma non è che Lei è un po’ “spidicchione” (ndr: tirchio) ?

La richiesta era presente solo su un piatto (uno di quei grandi piatti di una volta in cui mangiavano contemporaneamente tutti i membri della famiglia), con un fogliettino, al centro di una tavola, quindi nessun obbligo o esplicita verbale richiesta del custode (ragazza, nel mio caso). Specifico ciò a scanso di equivoci. Non collego però il discorso di essere tirchio, o “spidicchione” come dice Lei, con il discorso di non aver fatto l’offerta, ossia di non aver fatto cadere nel piatto una moneta da “dieci centesimi”. Oltretutto io mi sono lamentato anche del fatto di non aver avuto la possibilità (accettabile) di lasciare qualche soldo in più, da turista, alla città di Matera.

Sig. Perri, lo sapeva che Materatown si è candidata per il 2019 a diventare Capitale Europea della Cultura. In città dicono che per quella data sono in arrivo dagli 8 ai 10 milioni di turisti. Pensa, nonostante la delusione, di poter essere uno di questi? 

Non metto mai limiti né al mio futuro né al futuro dei luoghi che visito e delle persone che incontro sul mio cammino. Anche se, dopo tale esperienza, potrebbe dirmi perché, da turista, dovrei ritornare a Matera o invogliare altri amici e conoscenti a visitarne i Sassi? 

Passiamo all’ ultima domanda Sig. Perri: Il maglione verde che indossa nella fotografia, lo ha comperato lei di sua spontanea volontà o lo ha avuto in regalo da una persona che le vuole male?

L’ho comprato io di mia spontanea volontà! Può sembrare strano ma, malgrado quanti mi vogliono male, il primato di chi mi vuole più male vorrei preservarlo a me stesso.

Grazie per la disponibilità Sig. Perri.

Grazie a voi ed un caro abbraccio a tutti i materani!

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Written by materatown

November 15th, 2010 at 12:12 am

Materatown chiama…Ravenna risponde!

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intervista europeaCari stanziali e fuorisede di Materatown, come molti di voi sanno, la nostra città è da più di un anno che ha concentrato gran parte delle sue energie per il raggiungimento di un traguardo prestigiosissimo e cioè quello di diventare, nel 2019, Capitale europea della Cultura. Su tale ambizioso obiettivo stanno lavorando, a parte la celeberrima Associazione Matera2019, anche gran parte dell’ ”intellighentia” e della società civile di Materatown.

Va, inoltre, dato merito all’ intero mondo politico, opposizione compresa , di aver dato la massima priorità a questo progetto  e, a dimostrazione di ciò, basti pensare che l’attuale amministrazione comunale ha appena coniato un nuovo e suggestivo slogan “Matera in cammino 2019″  (clicca qui), inserendolo giustamente nell’opuscolo distribuito alla cittadinanza in occasione dei primi 100 giorni di governo della città. 

Resta comunque inteso che la strada che porta al successo è lastricata di tanti ostacoli, non fosse altro che altre illustri città italiane si sono candidate per il medesimo riconoscimento. Per questo motivo materatown.net ha deciso di prendere contatto con una di loro, Ravenna appunto, nella persona dell’ Assessore al Bilancio ed alla Cultura Alberto Cassani, ponendogli alcune domande nella speranza di comprendere come i nostri concorrenti stanno affrontando questa sfida che ci vede contrapposti augurandoci magari di carpirne qualche prezioso segreto. Certi di aver dato anche noi fuorisede, nel nostro piccolo, un contributo a favore di Materatown per il conseguimento del titolo di Capitale della Cultura 2019 vi auguriamo buona lettura:

Assessore Cassani, Ravenna è una città dotata di un porto marittimo, di un collegamento autostradale e addirittura di una Stazione Ferroviaria. Crede che queste caretteristiche possano essere un punto di forza della candidatura della Sua città rispetto a quella di Materatown che non ha nulla di tutto ciò?

Ravenna ha quello che voi dite, ma la sua dotazione infrastrutturale non è ideale. Credo che la Candidatura possa essere uno strumento per progettarne un miglioramento e credo che per Matera si possa dire la stessa cosa.

Assessore Cassani, Ravenna è una città con un tasso di disoccupazione di circa il 5% statisticamente fisiologica. Con una realtà occupazionale diversa e meno rosea di questa, diciamo intorno al 40% come quella giovanile a Materatown, avreste lo stesso affrontato la sfida della candidatura a Capitale della Cultura nel 2019?

La crisi oggi è pesante per tutti. Certo forse a Matera la situazione occupazionale è meno positiva che a Ravenna. Ma la candidatura con questo c’entra poco. Anzi, anche e soprattutto su questo versante, può essere un volano per muovere investimenti e creare opportunità di lavoro soprattutto per le nuove generazioni.

Assessore Cassani, Materatown è famosa per i suoi Sassi che sono patrimonio mondiale dell’Unesco, anche se Ravenna ha ben 8 monumenti con lo stesso prestigioso riconoscimento. Materatown è medaglia d’argento mentre Ravenna è medaglia d’oro al valor militare. Pensa che queste differenze a favore della Sua città, possano essere colmate dal fatto che Mel Gibson ha girato proprio a Materatown il suo famoso film The Passion?

A mio parere, I Sassi sono la cosa migliore del truculento film di Mel Gibson e comunque, indipendentemente da tutto il resto, essere riconosciuti patrimonio dell’umanità è un grande motivo di orgoglio e di prestigio culturale. In ogni caso, ai fini della competizione per la Capitale, come è noto, fondamentale sarà il programma e cioè la capacità di esprirere una progettualità proiettata nel futuro.

Assessore Cassani, se dopo questa intervista Ravenna dovesse essere eletta Capitale della Cultura nel 2019 a discapito di Materatown, Lei potrebbe adoperarsi per dare al sottoscritto asilo politico nella Sua città?

Ravenna è una città ospitale e dunque sarebbe per noi un grande piacere poterLa accogliere anche al di là del verdetto sul 2019.

 

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Written by materatown

September 13th, 2010 at 12:01 am

Materatown chiama…il Senatore risponde!

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Durante l’ultima tornata elettorale gli echi della polemica riguardanti la candidatura per l’IDV (Italia dei Valori) e la successiva nomina ad assessore regionale di Rosa Mastrosimone, sono giunti fin qui nel profondo Nord a chilometri di distanza da Materatown. La pietra dello scandalo risiedeva nel fatto che la suddetta Mastrosimone, prima di passare “armi e bagagli” nel partito di Di Pietro, era stata una dirigente di primo piano dell’UDEUR di Mastella (Commissario regionale) e in questa veste si era particolarmente distinta per l’assoluta fedeltà nei confronti dell’esponente di Ceppaloni e per la veemenza con cui lo aveva difeso nei maggiori momenti difficoltà soprattutto a seguito delle indagini condotte dall’allora magistrato De Magistris (oggi parlamentare europeo proprio tra i banchi dell’IDV), tanto da meritarsi il nome di “Pasionaria di Clemente “.  Questa vicenda, come detto, aveva suscitato a Materatown molte polemiche, a volte anche molto dure, con accuse di trasformismo, di incoerenza verso l’IDV e la Mastrosimone stessa, tanto da portare a vere e proprie scissioni all’interno del partito. Ancora oggi “l’affaire Mastrosimone “ ogni tanto viene riproposto e continua con toni accessi a tener banco sui principali organi di informazione locali.

Allora, miei cari lettori, mi son detto: <<ma perchè non andare a chiedere lumi sulla questione direttamente all’ On. Di Pietro e ci facciamo spiegare dalla sua viva voce come mai la “Pasionaria di Clemente ” ha avuto diritto d’asilo dentro il suo partito? >> E così, una mattina, sono andato sul Sito della Camera dei Deputati, ho trovato l’indirizzo e-mail del Tonino Magistrato e gli ho scritto chiedendogli se potevo fargli alcune domande.

Dopo circa una settimana ricevo una e-mail di risposta dall’ufficio stampa dell’IDV alla Camera dove mi chiedono se cortesemente posso chiamarli e mi lasciano un numero di telefono. Non senza imbarazzo, chiamo e dall’altra parte del filo mi risponde il centralino della Camera dei Deputati e chiedo di poter parlare con la persona che mi aveva mandato l’e-mail. Ci parliamo, gli spiego cosa è materatown.net, gli dico che vorrei fare alcune domande sulla Mastrosimone e mi dicono di attendere qualche giorno e che saranno loro a farsi vivi. Aspetto, e dopo un solo giorno, mentre me ne sto sdraiato sul divano di casa mia a guardarmi in TV “La pupa ed il secchione”, mi squilla il cellulare ed una voce di una signorina mi dice: <<Qui è la Camera dei Deputati, rimanga in linea! >>. Sobbalzo, mi tiro su dal divano, mi do un contegno, spengo la TV, mi aggiusto la camicia nei pantaloni e rimango in linea. Parlo nuovamente con l’ufficio stampa dell’IDV, che mi dice che, vista la questione di cui vorrei parlare (ndr: la Pasionaria di Clemente), forse è meglio che le mie domande le rivolga al capogruppo al Senato dell’Italia dei Valori, il Sen. Felice Belisario che è il più informato sulla realtà locale di Materatown. Dico che per me va bene, ed allora mi mettono in attesa e mi passano il Senato (ndr: Ma vi rendete conto? Chi mai me lo doveva dire che dal divano della mia casa nordica in affitto un giorno avrei colloquiato con Deputati e Senatori! ). Parlo questa volta con l’Ufficio Stampa del Senato, rispiego la mia richiesta e mi chiedono di inoltrare le domande e che il Sen. Belisario mi avrebbe risposto nel più breve tempo possibile e così è stato. Di seguito le mie domande e relative risposte:

Senatore Belisario, Lei si è candidato alle elezioni regionali di Basilicata ed è stato eletto. Può spiegare ai suoi elettori lucani il motivo per il quale si è candidato sapendo già che poi avrebbe scelto di non accettare la nomina a consigliere per optare di rimanere al Senato?

C’era stato un tentativo, fallito, di abrogare il listino prima delle elezioni. Con il presidente De Filippo, allora, abbiamo deciso che nel listino sarebbero stati candidati solo i parlamentari lucani e che tutti avrebbero poi rinunciato. Le aggiungo che il sistema elettorale della Regione Basilicata è strutturato in maniera tale che l’Idv sapeva perfettamente che con ogni probabilità il mio posto sarebbe stato preso da un esponente di un altro partito della coalizione vincente. Infatti, l’Idv in teoria ha eletto quattro consiglieri, tre con le preferenze e uno nel listino, ma oggi ne ha tre.

Senatore Belisario se le cito questa dichiarazione del 2008 <<l’Udeur di Basilicata esprime la solidarietà e vicinanza politica a Clemente Mastella >>, le ricorda qualcosa? Lo sa che a pronunciarla fu quella che all’epoca era definita “la Pasionaria di Clemente” ossia Rosa Mastrosimone vostra candidata alle ultime regionali?

Conosco perfettamente la storia di Rosa Mastrosimone. Quando qualcuno si avvicina all’Idv verifichiamo onestà, serietà, preparazione, e soprattutto pretendiamo l’adesione al nostro codice etico.

Senatore Belisario la ex Pasionaria di Clemente (ndr.: Rosa Mastrosimone) non è stata eletta al Consiglio regionale ma l’IDV ha preteso che fosse comunque nominata Assessore. Ci può spiegare cosa vuol dire per l’IDV rispettare il volere degli elettori?

Non c’è stata nessuna pretesa da parte nostra. Come sa la giunta è decisa dal presidente della Regione che in un primo momento aveva addirittura escluso l’Italia dei Valori dalla Giunta stessa, nonostante fossimo il secondo partito della coalizione. In una situazione inizialmente nebulosa come quella che si stava creando, nessuno dei nostri tre consiglieri aveva intenzione di dimettersi assumendo l’incarico di assessore. Aggiungo che lo stesso presidente De Filippo era intenzionato a nominare una Giunta che prevedesse assessori provenienti sia da Potenza che da Matera, cosa che ha poi fatto grazie anche alla disponibilità di Rosa Mastrosimone. Il volere degli elettori è assolutamente stato rispettato. L’eletto con il più alto numero di preferenze è capogruppo, il secondo è vicepresidente dell’assemblea, il terzo presidente di commissione, incarichi che non potevano, evidentemente, essere occupati da non eletti. Le ricordo che, comunque, Rosa Mastrosimone ha ottenuto un ottimo risultato personale.

Senatore Belisario, il Sen. Di Pietro sulla questione Mastrosimone ha risposto dicendo che le porte dell’IDV sono aperte a tutti. Ma non crede che in certi casi un po’ di anticamera non farebbe male, lasciando magari entrare prima chi nella sua vita ha mostrato sempre coerenza nelle scelte politiche?

Confermo quanto detto dal nostro Presidente: le porte dell’Idv sono aperte a tutti. Moltissimi di coloro che si avvicinano all’Idv lo fanno perché vengono da altre esperienze politiche. Io stesso sono stato, prima di fondare l’Italia dei Valori, prima nella Democrazia Cristiana, poi nel partito Popolare. Non credo che questo sia un peccato originale. Aggiungo, infine, che come la Mastrosimone  anche Luigi De Magistris, Sonia Alfano. Gianni Vattimo  è stato eletto lo scorso anno al Parlamento europeo e solo di recente si sono iscritti al partito. Lo stesso consigliere regionale Benedetto, quando si è candidato, non era iscritto all’Idv.

Senatore Belisario, un’ ultima domanda: qualora la Mastrosimone dovesse dimostare che il detto “il lupo perde il pelo ma non il vizio” ha un suo fondamento e quindi cambiasse nuovamente “casacca” politica, ci promette di fare pubblica ammenda con i lettori di materatown.net? Non si offende, quindi, se la saluto con un “a risentirci a presto” ?

Ci risentiremo presto e, comunque, ogni volta che vuole, ma non certo per il motivo che maliziosamente sottintende. Piuttosto spero che, dopo questa intervista si possa anche parlare di politica e dei programmi che abbiamo per migliorare la nostra regione.

 A questo punto, miei cari lettori, lascio a voi il compito di esprimere eventuali commenti. Permettetemi, però, di sottolineare solamente la gentilezza e la disponibilità che il Sen. Belisario insieme al suo partito ha mostrato nell’accettare di rispondere alle mie domande e per questo lo ringrazio.

P.S: Ah dimenticavo, il Sen. Belisario sostiene la tesi che la nomina della Mastrosimone ad assessore si è resa necessaria in quanto i consiglieri regionali eletti nell’IDV avrebbero dovuto dimettersi per accettare una eventuale nomina assessorile. Tesi un po’ bizzarra , in quanto, per quelle che sono le informazioni in possesso di materatown.net, i due consiglieri eletti nelle liste dell’IDV avrebbero potuto tranquillamente ricoprire anche la carica assessorile al posto della “Pasionaria di Clemente” in quanto non esiste alcuna incompatibilità tra la funzione di consigliere regionale e quella di assessore. Non a caso altri consiglieri regionali come Restaino (PD) e Mancusi (UDC) rivestono attualmente entrambi i ruoli nella più totale legalità e rispetto delle regole. 

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Written by materatown

June 7th, 2010 at 12:22 am