Il sito dei fuorisede di Matera

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Materatown chiama…l’Open Director risponde!

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In questi anni è stato tra i personaggi che maggiormente abbiamo preso in giro non condividendo molte sue scelte ma soprattutto quello che ha rappresentato, ossia un progetto, quale quello di Materatown 2019, ai nostri occhi inutile se non dannoso in quanto spesso utilizzato come arma di “distrazione di massa” nei confronti delle genti stanziali e fuorisede. Ma questa oramai è storia passata. Resta invece di estrema attualità il fatto che i tanti che lo  avevano corteggiato e adulato al limite della venerazione, non sempre spinti da nobili sentimenti, sono gli stessi che adesso ingrossano le file dei suoi detrattori. Come infatti non ricordare il famoso consiglio comunale durante il quale Paolo Verri presentò il suo dossier e che vide l’intero emiciclo cittadino, senza distinzione tra opposizione e maggioranza, spellarsi le mani dagli applausi senza che nessuno osasse obiettare alcunchè? Come non rabbrividire alla visione delle lacrime e degli abbracci a Verri  da parte di Angelo Tosto e De Ruggieri non meno di un anno fa? Come non sobbalzare dalla sedia rileggendo le dichiarazioni d’amore eterno di Angelo Cotugno che proponeva addirittura la cittadinanza onoraria al sabaudo usurpatore? Di tutto questo e della sua decisione, successivamente rientrata, di raggiungere la vicina Puglia in qualità di Direttore del Dipartimento Turismo, abbiamo parlato con Paolo Verri.  Buona lettura:

Salve Dott. Verri, esattamente un anno fa lei era l’idolo delle folle di Materatown al grido di “OPEN FUTURE”. Adesso ci è mancato poco che le dicessero: “Verri, OPEN THE DOOR e vattìn a Bari!” Cos’è successo?

Open the door è comunque un progetto di Open Future. Si vede che lei non ha letto bene il dossier! Tra l’altro è un progetto che arriva un po’ in anticipo rispetto al cronoprogramma deliberato dalla Fondazione. Comunque il Sud tutto, a partire dalla Puglia, deve essere coinvolto in questa idea di collaborazione attiva da parte della cittadinanza. Michele Emiliano, con abilità politica, mi pare sia saltato sul carro della Bruna meglio di tanti esperti locali che continuano a pensare che Matera è dei materani. La forza di una città è nel suo essere simbolicamente un mondo con cui confrontarsi e a cui aspirare. peraltro Matera ha una dimensione in cui la sperimentazione può essere complessiva. Se ci applicassimo a realizzare i progetti anziché a litigare su chi e come li deve fare ci divertiremmo tutti di più. Glielo assicuro!

Qualcuno ha sostenuto che Lei voleva tenere il doppio incarico non fosse altro che per una questione economica come affermato da Angelo Cotugno in una nota su facebook, subito condivisa, come da prassi consolidata, dal consigliere Saverio Vizziello.  Fermo restando che io, per soldi, direi addirittura che Cotugno è di sinistra e che Vizziello è un musicista di “chiara fama”,  è dunque vero che Lei in fondo sognava solo di tenere “un occhio a Crùst e l’altro alla Madonna” per dirlo alla materana?

Sarebbe stato bello darvi ancora buon materiale per un po’ di sana satira. Comunque essendo il sottoscritto assolutamente onnivoro avrei desiderato fortemente fare tutte e due le cose, senza purtroppo cumulare reddito ma solo onori e responsabilità. La sfida delle macroregioni è decisiva per la competitività del nostro Paese in Italia e in Europa. Prima o poi ci si arriverà. Musicisti tromboni e politici di strana sinistra volenti o nolenti.

Pittella, a proposito della sua possibile migrazione in terra pugliese le aveva chiesto di rimanere. Ai miei occhi aveva la stessa sincerità di alcune mie fidanzate che quando mi lasciavano mi dicevano “Non c’è nessun altro! Se volessi essere fidanzata sceglierei te, ma ho bisogno di stare da sola” salvo poi incontrarle il giorno dopo avvinghiate al belloccio scemo del quartiere. La mia sensazione era sbagliata?

Il Presidente Pittella non mi ha fatto “avance” liceali, ma ammetto che le lettere che ci siamo scambiati avevano un po’ il tenore delle relazioni amorose di quei tempi. Credo che nessuno dei due si sposerebbe volentieri con l’altro, neanche in tempi di matrimoni egualitari. Il nostro è un vecchio, sano matrimonio di interesse. Per lui significa non perdere tempo a trovare un’altra moglie che potrebbe essere addirittura più bruttona della prima, per me avere una dote in casa non indifferente. Solo che Don Rodrigo ci è sempre alle costole. Per questo abbiamo bisogno del Cardinale Borromeo!

Tralascio, per carità di patria, di chiederle chi tra Lei e Pittella è Renzo e chi invece è Lucia! Ovviamente se dico che Don Rodrigo è il nuovo sindaco De Ruggieri e che il Cardinal Borromeo è il Presidente Emiliano, Lei non me lo confermerà! Però a proposito di “conversioni” manzoniane quale opera della “divina provvidenza” è intervenuta per far sì che Lei diventasse il bersaglio preferito di De Ruggieri in campagna elettorale nonostante il neo sindaco fosse stato membro del Comitato Matera 2019, e avesse versato lacrime di commozione in Piazza il 17 ottobre di un anno fa?

Le conversioni sono sempre troppo frequenti – specie in Italia. Credo che un grande ruolo ce l’abbiano le televisioni, e nella nostra piccola grande città capitale non è diverso. TRM ha avuto un grande ruolo nel rendere nota e gradita la candidatura fino alla nomina del 17 ottobre e poi a distruggere il capitale sociale con una campagna tesa a far pensare che nullo sia stato il ruolo del comitato nella vittoria. Auspico che d’ora in avanti non ci siano più imboscate partigiane ma un ruolo equanime da parte di tutti. Tranne voi, mi raccomando!

Su questo può contarci. Io, infatti, come avrà capito in questi anni, non sono mai stato un fan di Matera 2019 (e non lo sono tutt’ora) ma il mio destino è di essere sempre dalla parte di chi perde fatta eccezione per il calcio essendo juventino. Però, almeno la soddisfazione di dirmi che sulla vacuità del progetto unmonastery avevo ragione io me la può dare?

Peccato che lei sia juventino! Per quello non le piace unmonastery. Lei è abituato allo stile di casa Agnelli e in particolare a quello di Lapo. Noi granata invece siamo un po’ sfigati, abituati a dormire con chi capita e dove capita, anche se non sappiamo che lingua si parli, a patto che tutti portino la maglietta della nostra squadra. Ecco unmonastery era un po’ così: un luogo abitato (temporaneamente, glielo assicuro!) da sfigati, simpatici, onesti, incomprensibili, incompresi. Ma tecnologicamente e socialmente più avanzati di noi. Pure troppo.

Concordo con Lei solo sul termine “sfigati”. Comunque, passino i non-monaci, però almeno confessi che quando Joseph Grima ha negato le difficoltà logistiche di Matera dicendo che erano solo barriere psicologiche, Lei gli ha fatto fare l’anti-doping!

Joseph Grima fa più di diecimila chilometri al mese, viaggiando tra Genova, Londra, New York e l’Umbria. E’ abituato alle accelerazioni e ai rallentamenti. E’ abituato anche a volare alto e non badare ad alcuni dettagli che possono infastidire duramente e giustamente i pendolari quotidiani. Ma che non cambiano la vita per esempio ai turisti, che fin troppo numerosi già affollano i Sassi. La distanza dal mondo è stata finora un grande vantaggio per Matera e la Basilicata, l’hanno resa un giardino nascosto destinato ai più curiosi. Joseph da esperto viaggiatore ben lo sa.

Grazie per l’intervista Dott. Verri. Spesso l’ho presa in giro ma dica la verità, ha deciso di rimanere a Matera perché le saremmo mancati noi di materatown.net?

Visto che non andrò a Bari, se non come abituale snodo tra il Nord Ovest e il Sud Est del Belpaese, continuerò nella mia strana schizofrenia. In certi periodi leggerò tutto quel che dice Materatown.net e in certi periodo me ne terrò debitamente fuori, preferendo Joyce, Cioran, Joseph Roth, Dave Eggers. A proposito, ha letto l’ultimo del genietto americano di San Francisco? S’intitola “I vostri padri, dove sono? E i profeti, vivono forse per sempre?” L’ha appena pubblicato Mondadori. Lo faccia. Si divertirà molto. Se si annoia, le rimborso il prezzo di copertina!

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Written by materatown

October 18th, 2015 at 11:11 pm

Materatown chiama…lo storico risponde!

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Tre sono state le certezze granitiche nella mia vita: l’amore tra Al Bano e Romina, il consigliere Angelo Cotugno uomo di dinistra, Garibaldi eroe e padre della Patria. Ora, che fine abbiamo fatto le prime due, è inutile ricordarlo. Per quel che riguarda l’ “Eroe dei due mondi” non vi nascondo che negli ultimi tempi, leggendo molti commenti sui vari giornali e sui social network, anche a firma di illustri giornalisti (o presunti tali)  e di noti intellettuali (o sedicenti tali) sono stato colto dal dubbio sulla veridicità di quello che avevo studiato, non senza fatica, sui banchi di scuola. Sta, infatti, sempre più prendendo piede tra le genti meridionali, stanziali e fuorisede di Materatown compresi, una sorta di revisionismo filo-borbonico che addirittura spinge qualcuno a definire il buon Mazzini un “assassino”, Garibaldi un “mercenario” e Cavour un “invasore”. Ovviamente, tutto ciò viene spesso condito con fotografie di briganti accompagnate da didascalie del tipo “Martire dell’Unità d’Italia” o “Vittima della repressione sabauda”. La naturale conseguenza di questo “modus pensandi” è facile da immaginare: se  a Napoli i ragazzini vanno in giro per le strade a sparare con il mitra neanche fossimo a Bogotà, se nel Sud il numero dei morti supera quello delle nascite, se a Materatown ci sono più stelle alpine che studenti universitari e se ogni settimana decine furgoni carichi di paste al forno e scamorze viaggiano alla volta delle terre nordiche a far visita nelle case di migliaia di fuorisede, la colpa è del “piementose” brutto e cattivo che nel 1861 dichiarò l’Unità d’Italia distruggendo l’opulento e rigoglioso Sud. Per conoscere che valore hanno, dal punto di vista storico, queste nuove teorie e soprattutto se devo rassegnarmi, come già per la coppia Al Bano-Romina e per il consigliere Cotugno, all’ennesima delusione, ho deciso di contattare Giuseppe Galasso da Napoli, classe 1929, Professore emerito nell’Università di Napoli “Federico II”, dove ha insegnato Storia Medioevale e Moderna, già Presidente della Biennale di Venezia e della Società Europea di Cultura, socio dell’Accademia dei Lincei,  Socio della Real Accademia de Historia di Madrid, membro dell’Accademia delle Scienze di Torino, Medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica per i Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte nonchè insignito dell’ Orden del Mérito Civil dal Re Juan Carlos di Spagna. E mo’ cari lettori e, soprattutto cari i miei neo-borbonici, buona lettura:

Professore, Lei scrive in un suo articolo sul Corriere che il famoso “paradiso borbonico” così tanto in voga nella mente di molti revisionisti della Storia d’Italia è una pura fantasia. Quindi posso stare tranquillo? Le ore passate, circa 30 anni fa, sui banchi del mio Liceo a leggere commosso le imprese di Garibaldi, Pisacane e Mazzini non sono state ore perse?

I titoli degli articoli di giornale sono fatti, com’è noto, dai redattori e direttori dei giornali. Che, però, la straordinaria felicità del regime politico, della vita sociale e dell’economia del Mezzogiorno nel periodo borbonico sia una mitizzazione o letteraria o politica o ideologica o di qualsiasi altro genere, non dovrebbe essere dubbio. Per quel che riguarda il suo Liceo, stia tranquillo circa il senso e l’utilità delle ore di studio che vi ha speso e di ciò che vi ha appreso.

Il mio vecchio professore di Storia ci diceva:<<Ragazzi vi siete mai domandati perchè tutti quei paesi che hanno subìto la colonizzazione spagnola, sono quelli perchè oggi sono i più poveri e sottosviluppati?>> In breve non è che i problemi del Mezzogiorno sono, al contrario, proprio da imputare al ritardo con cui i piemontesi ci vennero a liberare?

Sulla Spagna moderna si è costruita già nei tempi della sua grandezza imperiale una copiosa <<leggenda nera>>, che impedisce di capire e apprezzare il grande ruolo storico di quel paese agli inizi dell’età moderna. Certo, il suo governo rivelò ben presto insufficienze e negatività che hanno avuto poi uno strascico di lunga portata, e innanzitutto per la Spagna, che governò i paesi europei soggetti ad essa con gli stessi criteri con cui governò se stessa (è da vedere, peraltro, anche se le altre monarchie europee, almeno per alcuni aspetti come il fiscalismo, governassero meglio). Però, dire, poi, che tutti i mali degli ultimi due secoli nei paesi una volta spagnoli dipendano da quella Spagna imperiale è inaccettabile anche se è molto comodo scaricare su un lungo passato le insufficienze e le negatività di un lungo presente.

Uno dei miti più in voga in questi anni, soprattutto dopo l’uscita del libro “Terroni” di Pino Aprile è che al Nord avevano le casse dei loro forzieri vuote e che quindi pensarono bene di rimpinguarle occupando militarmente l’ “Eldorado” delle Due Sicilie. Insomma i contadini lucani, calabresi e siciliani erano dei Paperon de’ Paperoni e nessuno li aveva avvisati?

Ma ci vuole tanto a capire che la finanza borbonica era in ordine, ma al prezzo di una grande staticità sociale? Quel che sappiamo è che i contadini meridionali prima dell’unità italiana erano <<poveri cristi>> e certamente non meno poveri che dopo l’unità.

Nella sua lunga carriera da docente le sarà sicuramente capitato di trovarsi davanti ad alunno impreparato e sentirsi dire:<<Professore, scusi ma ieri sono stato malato!>>. Non è che anche questa nostalgia borbonica in fondo non è altro che un banale tentativo per giustificare l’arretratezza e depressione del Mezzogiorno d’Italia dando la colpa allo “straniero” piemontese invece che a noi stessi? In fondo se abbiamo votato i vari Ciancimino, Lima e Gava e continuiamo a farlo con altri personaggi, non sarà mica colpa di Cavour?

E’ come ho detto per la Spagna: è comodo dire che la colpa è sempre e solo degli altri. <<Ieri sono stato malato>> si è trasformato nelle polemiche cosiddette neoborboniche in un <<mi sono ammalato perché quei maledetti hanno aperto la finestra>>. I sostenitori filo borbonici avrebbero preferito restare al chiuso.

Che poi Professore, magari dico una corbelleria dal punto di vista storico, ma una cosa non mi è chiara: i nostri nonni meridionali tanto li odiavano stì “Savoia” che il 2 Giugno del ’46 andarono in massa a votarli per farli rimanere sul trono e così sarebbe stato se non fosse stato per i “nordici” usurpatori che invece scelsero la Repubblica. Non lo trova un po’ strano?

Questo guardatevi dal dirlo. Per averlo detto e ripetuto da tempo io mi sono guadagnato su Facebook e su altri canali dei media una enorme quantità di oltraggi e peggio. Perciò, cari amici, statevi attenti.

Ultima domanda. C’è, secondo Lei, anche un’inconscia risposta alle Lega in questo pseudo orgoglio “meridionale”? Insomma ad Alberto da Giussano qualcuno può aver pensato bene di contrapporre Ninco Nanco o Carmine Crocco?

L’esaltazione dei briganti come campioni della dignità e indipendenza meridionale è un vero suicidio etico-ideologico nonché un’aberrazione storica. Ma faccio io una domanda a voi: non è strano che con tutto l’imperversare delle fiere e ossessive rivendicazioni neoborboniche, e con le loro fortune grazie ai media, quando poi si va alle elezioni i neoborbonici, i leghisti del Sud e simili altri gruppi raccolgono a stento i loro voti personali?

Speriamo sia sempre così. Grazie per la sua disponibilità e spero, Professore, di aver meritato la sufficienza!

La sufficienza? Senz’altro! Grazie a voi e lasciatemi fare i complimenti per il vostro sito.

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Written by materatown

September 20th, 2015 at 10:51 pm

Materatown chiama…Salvatore risponde!

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Dopo quel fatale 14 Giugno, giorno che lo ha visto soccombere contro l’avv. De Ruggieri non ha più parlato fatta eccezione per qualche breve commento su facebook o per i consueti ringraziamenti di rito ai suoi elettori. Al contrario, però, fior di politologi, giornalisti, blogger ci hanno immediatamente tenuto a dire la loro sulle elezioni e sulle ragioni che hanno portato ad un cambio così radicale al vertice dell’amministrazione cittadina. C’è stato, perciò, chi ha visto in questo voto un moto “rivoluzionario” che sarebbe per la città di Materatown una novità storicamente assoluta, chi una desiderio di cambiamento, chi una semplice “lezione” da impartire al PD, chi una risposta all’ “arroganza” della precedente amministrazione e c’è chi come Rocco Rivelli ha provato a spiegarcelo ma noi non lo abbiamo capito. Siamo perciò felici che il principale obiettivo di queste analisi, lo sconfitto Adduce, abbia deciso di rompere il silenzio ed abbia scelto proprio materatown.net per parlare per la prima volta di quello che accaduto due settimane orsono. Buona lettura:

Salve Sen Adduce. Lasci che mi sinceri del suo stato psico-fisico. Come sta? Si è ripreso dalla “mappina” presa il 14 giugno?

Beh si anche se non mi sono ancora del tutto ripreso. Meno male che le elezioni sono state il 14 giugno, se ci fossero state il 14 luglio, De Ruggeri avrebbe persino dovuto indossare il berretto frigio da giacobino e la coccarda blu, bianca e rossa, montare una ghigliottina sul palco in piazza V. Veneto nonchè intonare la Marsigliese!

Ma come? Non mi dirà che Lei non vede, al contrario di molti concittadini, De Ruggieri come un novello Robespierre ed Viti e Mastrosimone come i nuovi Danton e Marat?

In verità, come ho detto durante la campagna elettorale, la rivoluzione l’abbiamo fatta noi! E come nella migliore tradizione c’è stata la “reazione” e quindi una controrivoluzione. D’altra parte, se ci fa caso, i nostri eroi non hanno fatto riferimento alla necessità di cacciare gli invasori piemontesi, ferrandinesi, lamartellesi, venusini, borgopiccianesi, sangiacomini e chi ne ha più ne metta?

Cosa risponde al civatiano Santochirico che sostiene che Lei ha perso perchè non ha cercato l’unità del PD? In poche parole, non poteva anche Lei appattiddare delle “primarie” come ha fatto De Ruggieri?

Ma allora Santochirico è civatiano? Quindi è già uscito dal PD? Ha fatto tutto questo casino per ritrovarsi fuori dal PD senza neanche poter partecipare al rito ortodosso dell’analisi del voto? Quanto alle primarie, potete ben vedere che sono stato in linea con Renzi che proprio dopo le recenti elezioni regionali ed amministrative ha sparato contro le primarie. Se Renzi avesse parlato prima forse Pittella (Marcello intendo) avrebbe evitato la fatica di dover giustificare le posizioni di certi compagnucci!

Ecco a proposito di Pittella (per non parlare della Antezza a cui premeva più che altro trovare un posto al cognato Braia) è una mia sensazione che il Marcello Presidente l’ha appoggiata in questa campagna elettorale con lo stesso entusiasmo di chi va a un concerto di Claudio Lolli?

Ma no! Come le viene in mente! Marcello è mio amico. E’ stato leale con me ma anche con Viti, ma anche con Tortorelli, ma anche con Bradascio, ma anche con  Lapolla, ma anche con Giammetta, ma anche con De Ruggieri…

Adesso lasci anche a me fare una bella analisi del voto così sembro una persona intelligente. Non pensa che con qualche “estrosa” pista ciclabile o conferenza su Pasolini in meno e magari facendo girare qualche spazzino in più per le strade forse le vinceva queste elezioni?

Con le piste ciclabili, ancorché un poco troppo originali, i materani hanno cominciato a scoprire che pure a Matera è possibile andare in bicicletta, magari con la pedalata assistita. Per quel che riguarda Pasolini giova ricordare che lo “start” al lungo itinerario del 50° anniversario del Vangelo secondo Matteo, lo diede quel Padre Basilio Gavazzeni che ho intravisto festeggiare la notte del 14-15 giugno in piazza Vittorio Veneto.

Allora mettiamola così. Churchill dopo aver vinto la guerra contro i tedeschi perse le elezioni politiche e giustificò l’accaduto dicendo:<<Ero troppo impegnato a vincere una guerra che ho trascurato i problemi degli inglesi>>. Ecco non è che Lei, con le dovute proporzioni, era troppo impegnato a vincere la guerra del 2019 che non si accorto che i suoi cittadini continuavano a perdere il lavoro ed a emigrare?

Mettiamola come vuole! In nessuna città meridionale si è verificato nel corso degli ultimi 4 anni un aumento del 51% del turismo. Matera si trova tra le mani un’occasione irripetibile frutto dell’azione convergente della pubblica amministrazione e della cittadinanza. I governi poco possono fare per arginare crisi e disoccupazione, lo si può facilmente dedurre da quanto sta avvenendo in Europa da alcuni anni. L’unica leva a disposizione delle amministrazioni è la promozione dell’iniziativa culturale attraverso la quale stimolare energie, potenzialità, creatività, innovazione. E’ ciò che è avvenuto a Matera. Ho citato esempi di materani da tempo emigrati al Nord e in altri Paesi europei che hanno deciso dopo il 17 ottobre 2014 di tornare a Matera. I prossimi saranno anni straordinari a condizione che non si blocchi il cambiamento.

Tortorelli, per il suo apparentamento con De Ruggieri, pare che verrà risarcito (ed immagino si tratti solo della prima rata) con la Presidenza del Consiglio comunale. A Lei il Presidente della Camera di Commercio cosa aveva chiesto?

Intanto Tortorelli deve mantenere l’impegno che ha assunto in campagna elettorale di ridurre del 50% le tasse comunali. Immagino che De Ruggieri per non essere da meno a sua volta vorrà ridurre le tasse del 50%, così Matera sarà la prima “free tax zone” d’Italia. Con me Tortorelli ha parlato solo a monosillabi e con le sue ormai proverbiali metafore: “ehmm si, no, non so, tra un po’.. aspettia’ a doma’… vedia’ che dice Benede’…, dobbia’ rafforzare il cordone ombelicale…sinergie…immaginario…”

In definitiva, Sen. Adduce, perchè Lei ha perso le elezioni?

Come per le difficoltà politiche emerse durante e subito dopo la campagna elettorale del 2010, si è trattato di ragioni quasi del tutto estranee alla competizioni materana. Il voto di Matera è influenzato da vicende che riguardano quasi esclusivamente problemi di posizionamento dei gruppi dirigenti in ambito regionale e nazionale.

Per parlar chiaro, Lei mi sta dicendo che hanno prevalso interessi personali e di gruppi di potere?

Beh come si spiega altrimenti la decisione di Santochirico (uno che ha fatto carriera politica innalzando sempre bandiere di sinistra…all’interno della sinistra…) di andare con la destra, quella vera dei Buccico e dei De Lorenzo? Come si spiega la decisione dei socialisti? I Viti e via elencando? Perchè un Tortorelli e un Bradascio (quest’ultimo eletto alla Regione nel centro sinistra nella “lista Pittella” meno di due anni fa…), un Benedetto (anche lui eletto nella coalizione del centrosinistra) che è animato solo dalla legittima aspirazione a conquistare un seggio in parlamento? In definitiva, noi, una parte del PD insieme a quel che rimane della SEL e con il generoso tentativo dell’API di tenere in vita un partito praticamente solo a Matera, abbiamo fronteggiato tutto il resto della compagnia. A ben guardare, è stato persino miracoloso quel 47% alle nostre liste al primo turno e persino l’oltre 45% al ballottaggio. E lei pensa che tutto ciò fosse risolvibile “appattiddando” le primarie?

Ultima domanda. Adesso che non è più sindaco, me lo può dire anche in un orecchio: la storia dei non-monaci era anche per Lei, per citare Fantozzi, una “cagata pazzesca”? Su, mi dia questa soddisfazione!

Le do soddisfazione. Quando siamo partiti con la sfida Capitale Europea della Cultura nessuno di noi sapeva che cosa significasse. Abbiamo chiesto in giro e abbiamo ottenuto diversi contributi. Quello dei non-monaci era particolarmente originale ed affascinante. D’altra parte ha prodotto indicazioni, suggerimenti ed ha incuriosito molto la giuria. Il Sindaco, presidente del Comitato MT2019, non era chiamato a giudicare progetti, iniziative, curriculum, funzione affidata ai manager e al comitato scientifico. Il Sindaco doveva assicurare il corretto funzionamento dell’intera macchina e la forte ed autorevole rappresentanza esterna. Se Matera è stata proclamata Capitale Europea della Cultura vuol dire che il Sindaco e gli altri protagonisti hanno fatto bene il loro lavoro.

Grazie per l’intervista ed in bocca a lupo!

Per favore, in bocca al lupo No!

Sempre meglio che essere “spellati vivi”

Beh dipende da chi è il lupo e da chi è lo “spellatore” anche se temo che a Matera le due figure coincidano! Grazie a Lei

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Written by materatown

June 28th, 2015 at 11:14 pm

Materatown chiama…il mercante risponde!

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Per quelle “strane” coincidenze della vita, proprio a pochi giorni dalle elezioni, l’annoso problema dello svolgimento del mercato e suo relativo spostamento dal quartiere san Giacomo pare aver subito una accelerazione improvvisa. Dieci giorni fa circa, infatti, il Comune di Materatown con una delibera di Giunta aveva dato il nulla osta definitivo al trasferimento degli ambulanti e delle loro “bancarelle” nella zona Paip 2 della città con tanto di inaugurazione e taglio di nastro alla presenza delle maggiori autorità. Ma, quando oramai era tutto pronto e in città già si gridava al miracolo “elettorale” ecco che il TAR di Basilicata accoglieva il ricorso di ben 32 ambulanti della provincia di Andria, sospendendo il trasferimento del mercato. Il Comune però non si dà per vinto e, dopo una riunione d’urgenza, stabilisce che se il mercato non “s’ha da fare” nella zona Paip 2 allora non si farà neanche a San Giacomo e così il 17 Aprile scorso, per la prima volta della Capitale Europea della Cultura, il consueto appuntamento settimanale viene a mancare con grande disperazione di molte donne stanziali. La storia sembrava terminata così quand’ecco un altro colpo di scena: il solito TAR accoglie l’istanza del Comune di Materatown e decide che il mercato può e deve svolgersi il 25 Aprile nella zona Paip 2. In tutta questa vicenda i commenti sono stati nella quasi totale unanimità a favore dell’ Amministrazione comunale e addirittura qualcuno, sfruttando la coincidenza del 25 Aprile, si è lasciato andare ad arditi paragoni  parlando di “liberazione” del quartiere San Giacomo. Noi di materatown.net, però, abbiamo voluto conoscere le ragioni, finora oscure, di quegli ambulanti che hanno manifestato la loro netta contrarietà alle decisioni del Comune. Ci è sembrato giusto al tal fine contattare il Sig. Savino Montaruli che in qualità di Presidente Unimprese Bat (Barletta Andria Trani) ha guidato la rivolta ed osteggiato con ogni mezzo lo spostamento del mercato di Materatown. Buona lettura:

Chiariamo subito un punto: non ci dica che noi di materatown.net portiamo “iella”! Anche se, devo ammettere, che subito dopo che l’abbiamo contattata, il TAR ha dato ragione al Sindaco.

Voi non portate affatto male, semmai contribuite a chiarire molti aspetti oscuri di un sistema che non antepone la salvaguardia dei Diritti e del Lavoro a questioni che forse sono secondarie rispetto a questo. Precisiamo che il Tar non si è ancora espresso sulla questione in quanto manca ancora del tempo per la pronuncia nel merito (quindi ancora nessun vincitore!) ma al comune di Matera hanno voluto fare il funerale prima ancora che il morto smettesse di respirare. Dopo la sospensiva del Giudice che ha lasciato tutti di stucco, invece di prendere atto della situazione e consentire la prosecuzione del mercato nel Rione San Giacomo, si sono aperti alcuni “buchetti”, tolte alcune mattonelle di pavimento e fatto in modo che l’area diventasse non più praticabile (secondo loro!). Come dire, bruciamo il vestito della sposa così il matrimonio non si può più celebrare.

Quindi sabato possiamo dire alle signore materane che la questione è chiusa e che se vogliono comperare “staffelle” e i terribili “gambaletti” l’appuntamento è alla zona Paip?

Non so se sabato prossimo le signore materane saranno o meno contente di fare i loro acquisti, con bambini al seguito, in estrema periferia, in un’area esposta ai venti fortissimi con pericoli che qualche ombrellone degli ambulanti cada sulle loro teste e sotto i tralicci dell’alta tensione. Se sono contente le signore materane di essere trattate in questo modo che rinnovino pure la loro fiducia e buona spesa a tutte! Non so se compreranno staffelle (che non so cosa siano!) e gambaletti ma mi auguro solo che non debbano comprare stampelle e cerotti vista la difficoltà di accesso ai recinti per cavalli dove si vogliono rinchiudere tanti Operatori.

Non mi vorrà convincere che non volete andare nella zona Paip perché lì c’è vento?

A parte i problemi di sicurezza deve tener presente che per acquistare un posteggio costosissimo nel mercato di Matera di san Giacomo molti ambulanti hanno fatto un mutuo trentennale e qualcuno ha anche dovuto rivolgersi ad amici visto che le banche hanno chiuso i rubinetti dopo essersi abbuffate con i soldi elargiti loro con tanta disinvoltura dall’Europa loro “amica”.

Vabbè capisco le vostre ragioni, ma mi darà atto che qualche problema i residenti di San Giacomo (e non solo loro) lo hanno avuto in questi anni.

Credo che i residenti sentiranno la mancanza del tradizionale mercato, qualora le cose dovessero andare in un certo modo, e di un servizio puro e genuino che tanto valore porta nelle città desertificate dagli ipermercati che tanto hanno goduto dei privilegi e delle complicità di chi li hanno sempre tenuti in grande considerazione accontentandoli in tutto.

Però se domani io mi metto davanti casa sua con un furgone e le impedisco anche di uscire di casa non penso che Lei esulti. E non le sto a dire quante volte mi è scappato un “Nooo! Cazzo c’è il mercato!” quando mi sono ritrovato in quella zona dimenticando che era sabato!

Io sarei incazzato se dovessi notare che un mercato che nasce per garantire a tutti di poter liberamente fruire dei propri beni nel corso degli anni diventasse talmente incontrollato da degenerare al punto che gli abusi nelle occupazioni delle superfici diventino norma generale. Quindi se la sua invettiva è indirizzata agli ambulanti indisciplinati, Lei deve inviarla a chi ha il dovere di controllare l’area mercatale e far sì che non si verifichino abusi e che, nel caso, vengano puniti. Ma sa qual è la realtà?

Sono tutto orecchie!

Si trascurano le situazioni al punto da farle degenerare fino allo stremo per poi giustificare il trasferimento in altra area. In fondo se il Sindaco in un’ intervista  ha parlato di “prigionia” dei residenti con tanta ironia un qualcosa deve pur significare. O No?

Molti in queste ore, fanno notare la coincidenza del prossimo mercato del 25 Aprile nella zona Paip paragonando la liberazione del quartiere San Giacomo dalle vostre “bancarelle” con quella dai nazifascisti di 70 anni fa. Si sente a suo agio nei panni di un novello Kappler?

Non mi sento affatto un novello Kappler anche perché lui è stato figlio di un autista impiegato presso il municipio di Stoccarda mentre io sono figlio di genitori ambulanti e sono nato in un furgone visto che per poco mia madre non mi ha partorito in quel mezzo sgangherato e poi io, al contrario del nazista, non sono esperto criminologo ma un semplice e modesto sindacalista di strada ma forse in una cosa siamo uguali cioè nella capacità di stare sul campo di battaglia e di farlo sempre in prima persona, al contrario di quei polisindacalisti che ormai sono diventati un tutt’uno con una classe politica sprecona che continua a vivere di privilegi e di poteri conferiti senza mai mettersi in gioco e senza mai guadagnarsi quello che ottengono con tanta facilità.

Resta il fatto, tralasciando i paragoni con il 25 Aprile, che in molti in queste ore stanno festeggiando per via del vostro allontamento da San Giacomo. Qualcosa vorrà pur dire non crede?

Capisco l’ambizione di certi politici materani di voler assurgere a salvatori della Patria ma, mi dispiace per loro, nei corridoi dello splendido comune della Capitale Europea della Cultura non ho sentito profumo di lotta popolare né l’ho avvertita nelle parole di chi, ridendo, godeva della facile e preorganizzata vittoria temporanea. Quindi meglio cambiare argomento e non prendere fischi per fiaschi. I napoletani usano dire: “a carne a sotto e i maccarun ngopp!”, (“la carne sotto e i maccheroni sopra”) quindi l’esaltazione del nulla rispetto alla sostanza.

Quindi se capisco bene la questione è solamente politica?

Gli ambulanti sono lavoratori umili, persone modeste e non hanno soldi da spandere né campagne elettorali da sostenere anche perché gli ambulanti del mercato di Matera, quasi la totalità degli ambulanti del mercato di Matera, NON VOTANO A MATERA! E questo li sta condannando “a morte!”

Grazie per l’intervista. Ah, dimenticavo, le “staffelle” in teoria sarebbero delle pantofole, in realtà erano lo strumento da lancio preferito dalle madri della mia generazione contro i propri pargoli. Fosse per me, come può immaginare, ne vieterei la vendita anche se vi dovessero trasferire sulla Luna!

Mi dispiace per Lei ma temo che se ci trasferissero sulla luna le cose andrebbero meglio (vendita di staffelle compresa), perché ci risulta che lì a maggio prossimo non si vota. Grazie a Lei per avermi contattato. Ad oggi è stato l’unico.

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Written by materatown

April 26th, 2015 at 11:04 pm

Materatown chiama…Il Leghista risponde!

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Il 12 Aprile scorso, a Materatown in Piazza Vittorio Veneto, in vista delle elezioni comunali di Maggio, è stato allestito un gazebo della Lega di Matteo Salvini. Ad organizzare l’evento non sono stati, come si potrebbe erroneamente immaginare, esponenti provenienti da terre nebbiose del Nord vestiti da vichinghi con ampolle d’acqua del sacro dio Po. Al contrario, i fautori dell’iniziativa erano tutti uomini lucani e, per la precisione, erano i quattro coordinatori regionali della Lista “Noi con Salvini” di cui uno, il signor Antonio Cappiello addirittura nato e residente a Materatown dove vive insieme alla moglie ed ai suoi bambini e lavora come artigiano e commerciante. Noi fuorisede nordici di Materatown che, per ovvi motivi di studio e lavoro, la Lega la conosciamo bene dai suoi albori e che l’abbiamo vista crescere ed espandarsi sin dai primi anni ’90 vicino le nostre case in affitto, siamo stati colti da un sentimetno di stupore nonchè di curiosità. Questo ci ha spinto a volerne sapere di più riguardo questi nostri concittadini che hanno scelto di condividere le idee del partito che fu di Bossi & Figlio. Abbiamo, perciò, contattato il Sig. Cappiello che, mostrandosi molto disponibile, ha acconsentito a  rispondere alle nostre domande. Buona lettura:

Salve Sig. Cappiello, dopo aver visto il logo della lista di Franco Vespe Sindaco credevo si fosse toccato il fondo. Ma, come diceva il grande Freak Antoni, invece di risalire si può anche iniziare a scavare. Mi riferisco al fatto che Lei, materano, è stato nominato coordinatore della Lega di Salvini. Ma cos’è un pesce d’Aprile con qualche settimana di ritardo?

Preciso che la formazione politica “Noi con Salvini” nasce dall’idea dell’onorevole Attaguile che è siciliano arruolato nelle file della lega nord. Nessun pesce d’Aprile dunque. Questa idea è stata sposata da meridionali come me stanchi di questa politica scellerata che non premia chi dedica la vita al lavoro, ma che è pronta sempre a sostenere chi non vuole lavorare.

E chi non vuole lavorare, vado ad intuito, sono essenzialmente gli extracomunitari? Le chiedo questo perché in passato questa etichetta l’appiccicavano ai meridionali come me e Lei.

No. Si sbaglia. Ci sono molti italiani che non vogliono lavorare o meglio che approfittano dei contributi di disoccupazione e poi lavorano  in nero più degli altri. Nessuno ha mai detto che gli extracomunitari sono tutti sfaticati. Sono convinto che in misura giusta potrebbero contribuire alla crescita del territorio.

Salvini nel 2009 cantava “Senti che puzza, scappano anche i cani: stanno arrivando i napoletani ”. Prima di aderire alla Lega le hanno chiesto di farsi una doccia?

Per motivi di lavoro, la doccia è giornaliera. Salvini ha chiesto scusa a tutti i meridionali, specificando che gli insulti erano dedicati ai politicanti del Sud bravi solo a fare proclami, ma in verità non interessati alla crescita del territorio.

Lei ha pubblicato sulla sua pagina facebook una foto di Mussolini e ha scritto “SOLO COSÌ SI PUÒ TORNARE ALLA NORMALITA’!”. Una domanda semplice semplice: ma Lei è un fascista?  O è di quelli che dicono “Mussolini ha fatto degli errori, però i treni arrivavano in orario” ?

Non sono di famiglia fascista, ma non mi vergogno di apprezzare Benito Mussolini che avrà fatto degli errori ma sicuramente ha fatto tanto bene per questa nazione. Penso che oggi, per come è saltato tutto il sistema, avremmo bisogno del suo modo di fare per portare un po’ di ordine e rispetto.

E’ in virtù di questo suo  “amore” per l’ordine e il rispetto che Lei ha chiesto alla polizia di schedare (uso parole sue) i “cattocomunisti pisciaturi” che hanno l’hanno criticata su facebook?

In quanto a quel gruppo di ragazzini, devono imparare a rispettare le idee altrui. Chi inneggia violenza e odio invadendo spazi non loro mi infastidisce.

Lei è un commerciante ed artigiano, e spesso contesta il fatto che si accusi la sua categoria di essere un nido di molti piccoli evasori fiscali. Sono quindi io sfortunato che mi sento rivolgere sempre la stessa domanda: <<Vuole la fattura?>> quando chiamo un idraulico, un elettricista o mi rivolgo ad un libero professionista?

Io non contesto la piccola evasione anzi! Per un piccolo artigiano che paga tra TARSU e IMU circa 7000 euro l’anno per un opificio artigianale, se non ci fosse un minimo di evasione, non ci avrebbero i soldi per dare da mangiare ai propri figli.

Il suo leader Salvini ha spesso dichiarato che ognuno deve starsene a casa sua e che gli immigrati vanno lasciati al largo sui loro barconi. Posso io invece chiederle come Lei reagirebbe se un suo compagno di partito, magari veneto, dicesse ad un suo concittaddino di Materatown emigrato “Torna a casa tua a lavurèr! Terrùn!” ?

Ben vengano gli immigrati che hanno voglia di integrarsi con la nostra cultura ma che soprattutto hanno voglia di contribuire alla crescita della Nazione. Il terrùn lavoratore, al nord è rispettato e valorizzato.

La scorsa settimana lei è stato in Piazza con un banchetto elettorale dove incontrare i cittadini di Materatown. Dica la verità avrà trovato almeno una vecchia che abbia detto: <<Uè Sortamàj u’ legùst! E cè vol mo’ cus minghiarìl ?>>

Le sembrerà strano ma al gazebo fatto in Piazza, molta gente si è avvicinata, qualcuno ha esclamato non quello che pensa Lei ma “finalmente siete arrivati qua” . Ma le dirò di più: sono gli anziani quelli più contenti, perché secondo loro è l’ultima speranza per cambiare visto come stanno le cose.

Ultima domanda: Il giorno dopo le elezioni di Maggio la Lega di Salvini vince a Materatown e Lei diventa Sindaco. La prima cosa fa qual è? Manda via i cinesi dalla Piazza? Al posto della fontana mette una statua di Alberto da Giussano o intitola una sala comunale al “Trota”?

Se il nostro movimento ottiene il successo che si spera, controlleremo affinché sul territorio rimangano quegli extracomunitari in regola con la legge e con una carta d’identità per capire chi sono, ma soprattutto con una professionalità utile alla nostra terra.

Insomma vuole sapere a “chi appartiene” il cinese! Sig. Cappiello grazie per l’intervista e la disponibilità.

Grazie a Lei per averci dato la possibilità di far conoscere le nostre idee.

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Written by materatown

April 19th, 2015 at 10:32 pm

Materatown chiama…il cineoperatore risponde!

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Grande scalpore ha suscitato la scorsa settimana un giovane ragazzo di Materatown, Marco Moretti che, in qualità di cineoperatore professionista, ha lanciato, sotto forma di “lettera aperta”, un durissimo “j’accuse” nei confronti della Lucana Film Commission e del suo direttore Paride Leporace. In sintesi il nostro giovane concittadino, in questa missiva, sottolineava come l’Ente regionale gestito dall’ex-direttore del Quotidiano di Basilicata, non abbia assolutamente svolto alcuna funzione di promozione e di sponsorizzazione delle professionalità locali soprattutto in occasione della recente presenza in città della produzione hollywoodiana di Ben Hur. Moretti si chiede, ironicamente, a cosa effettivamente serva avere in Regione un organismo, finanziato dai cittadini, come la Lucana Film Commission se non per pagare trasferte presso Festival e Manifestazioni cinematografiche in giro per il mondo. La lettera infine si chiude con una richiesta di dimissioni rivolta a Paride Leporace il quale, nel giro di pochi giorni, non ha fatto mancare sulla sua bacheca di facebook (ndr: alla quale noi di materatown.net non abbiamo accesso avendoci il Direttore revocato ogni possibilità di visione) una nota  in cui risponde alle accuse rivoltegli dal giovane Marco Moretti. Per coloro che volessero leggersi l’intera “corrispondenza” possono trovarla nel sito sassilive dove si aggiungono ulteriori commenti di altri esperti del settore. Noi di Materatown.net, invece, incuriositi e desiderosi di saperne di più su di lui e sulla sua lettera, abbiamo contattato Marco Moretti, che gentilmente ha accettato di rispondere. Buona lettura.

Ciao Marco, sai qual è stata la prima cosa che mi ha colpito leggendo la tua “lettera aperta” al direttore Leporace? Il tono “liberatorio”. Si capiva che certi pensieri li avevi in testa (o nella pancia) da tempo e che finalmente hai lasciato che uscissero.

Non sbagli ma ti dirò di più: già l’aver preso carta e penna o, se preferisci,  mouse e tastiera, non è stato affatto semplice. Battere i pugni sul tavolo nel tentativo di essere ascoltati, in un territorio come il nostro, è inusuale. Quando questo accade è, per forza di cose, il risultato di un forte conflitto interiore.

Prima di continuare ti faccio una confidenza. Quando ho letto la tua lettera, da buon provinciale, ho preso qualche informazione in giro sul tuo conto. O, per dirla più semplicemente, ho chiamato amici e conoscenti e ho posto loro la fatidica domanda di rito: <<Oh, ma “a chi appartiene” sto’ Marco Moretti?>> Tutti mi hanno risposto con un sonoro “Boh”!  
Scusa allora la sincerità: ma perchè ti lamenti? Se “non appartieni” a nessuno come pensi di poter mai lavorare a Materatown?

Acuta osservazione la tua. Ebbene sì, lo confesso, non ho un cognome “spendibile” né una famiglia “importante” alle spalle. Il mio nome sarà ai più sconosciuto ma credo che in pochi non mi abbiano visto con la telecamera sulla spalla. Preferisco andare alla ricerca  di occasioni concrete di lavoro piuttosto che costruirmi piedistalli. Anche se devo ammetterlo, dalle mie parti, l’autocelebrazione produce parecchi frutti.  Ho però  immaginato per me, anche altri scenari e, da sognatore, ho avuto l’arrogante pretesa di pensare di ambire ad altre opportunità, altri traguardi. La cosa che più mi fa rabbia, se ci penso, è che il mio sogno, senza che io mi muovessi, è venuto a parcheggiare sotto casa mia (ero residente nei Sassi fino a qualche settimana fa), ma noi, purtroppo, stavamo ancora dormendo.

Il sogno , come lo chiami tu,  sarà pure venuto a parcheggiare sotto casa tua, ma quando hai visto che accanto ad esso si sono posizionati Leporace, il Sindaco e altri pochi eletti per una farsi magari una bella foto da mostrare agli amici degli amici, allora il sogno si è trasformato in un incubo.

Fosse solo questo. Parlo anche e soprattutto del  mio dolente e per certi versi umiliante pellegrinaggio, consumatosi nella ricerca di un varco, che mi consentisse finalmente l’accesso, legittimo pensavo, nel fantastico mondo di Hollywood. Si, lo riconosco, la presunzione è il mio pezzo forte!

Cioè? Spiegati meglio!

Le dinamiche che hanno determinato gli ingressi nella Produzione di Ben Hur, sono a dir poco raccapriccianti. Il tutto  è affidato alla perseveranza dei singoli ed alla fortuna di incontrare la persona che conta e chiedergli il favore di lavorare; nel mio caso, addirittura, anche solo per garantirsi un’esperienza professionale, persino tralasciando il compenso economico. Non ti elenco qui tutte le email e telefonate che ho fatto per poter avere una possibilità di respirare l’aria di un “set cinematografico” così importante, capirne le dinamiche, osservare, prendere appunti, conoscere. Insomma mi bastava esserci per  imparare. Il  set, comunque, grazie alla casualità e alla buona sorte, sono riuscito a viverlo per due settimane. Ovviamente in tutto questo, dove fosse la Lucana Film Commission ed il suo Direttore, non è dato saperlo.

Ecco veniamo adesso al Direttore Leporace che ti ha risposto pubblicamente su facebook.  Alle tue accuse relative al fatto  che non si sarebbe adoperato per far lavorare le professionalità locali, il Direttore ti risponde e ti smentisce invitandoti  “a chiedere alla fidanzata di Franco”. Hai sentito la fidanzata di Franco? Ah, per inciso, chi diavolo è sta’ fidanzata di Franco?

E che ne so! Sinceramente non ho il piacere di conoscere nè il Sig. Franco nè la sua dolce metà e neppure mi permetto di cercare telefonicamente donne che non conosco e per giunta fidanzate.  Nella sua risposta però dice anche che è riuscito ad inserire nella produzione altre persone e precisamente una “giovane impiegata lucana che per 5 settimane ha smesso di lavare piatti” (qui casca la lacrimuccia e scatta automaticamente l’applauso)  ed una fantomatica “ragazza lucana tornata appositamente dall’America” e devo pensare che avrà avuto un incarico importante e ben retribuito per aver operato una scelta del genere. Beata lei! Resta il fatto che mi sembra un po’ scarno come bottino.

Sempre Leporace, risponde alla tua critica sul suo continuo girovagare per il mondo tra festival cinematografici e manifestazioni culturali. Lui dice che questi viaggi servono come “missione di internazionalizzazione del cinema lucano ed azioni di promozione del territorio e della creatività lucana”?

Ci manca solo “come se fossi antani”, e la “supercazzola” sarebbe perfetta! Ma a parte questo, se il Direttore, da amante e cultore della settima arte, gode dell’ambizione di rappresentare la Lucania filmica nel mondo, a me, personalmente, non può che far piacere; ma sappia che noi, almeno a Materatown, abbiamo urgente necessità di progettare concretamente il nostro futuro, cercando di recuperare il tempo perso fin ora, per comprendere e cercare di interpretare al meglio le opportunità che naturalmente si andranno a concretizzare sul nostro territorio. Noi qui abbiamo voglia e necessità di “sporcarci le mani” piuttosto che indossare il vestito buono ed il cappello trendy o dandy per autocelebrarci. La Lucana Film Commission  non può essere considerato solo un organo di rappresentanza.

Ed arriviamo alla tua domanda su quante persone lavorano nello staff della Lucana Film Commission. Leporace ti risponde fiero che lui lavora anche 16/17 ore al giorno e che le sue email partono alle 4 e mezzo di mattina e si avvale di alcuni collaboratori e volontari? E mo’ come la mettiamo?

Innanzitutto preciso che la mia era una domanda provocatoria, curiosa più di conoscere i risultati prodotti dalla Lucana Film Commission  piuttosto che attenta a focalizzare l’attenzione su dati meramente amministrativi. Da quanto, comunque, il direttore Leporace precisa a riguardo, apprendo con dispiacere che si avvale della sola collaborazione  di un consulente (di cosa?) e due collaboratrici a progetto, per giunta precarie. Avevo immaginato uno staff interno più corposo e stabile, visti i mirabili risultati ottenuti dalla Lucania Film Commission, a detta del suo direttore, in campo mondiale. Sarà forse per questa grande vocazione interplanetaria che la sede ufficiale della Lucania Film Commission,  che è a Materatown non dimentichiamolo,  risulta deserta ed avere un numero di telefono  che comincia con 0971. Forse non ha trovato nessun precario, a Materatown, disposto a lavorare per la Lucana Film Commission e che, magari potesse andare ad aprire la bottega e rispondere al telefono? Per quel che riguarda le 16/17 ore di lavoro con annesse email inviate all’alba potrei cavarmela con una battuta e dire che questa “insonnia” può essere dovuta ai suoi continui spostamenti da una parte all’altra del Pianeta e conseguente “Jet Lag”. Invece  preferisco dire che non è a me che deve simili spiegazioni. Più che di quantità preferisco  parlare di qualità del lavoro.

Grazie per l’intervista e in bocca al lupo per tutto!

Grazie a te per il prezioso spazio che mi hai concesso e al direttore Leporace che di sicuro non trascurerà l’occasione per organizzare un incontro sereno ma chiarificatore, magari nella sede della Lucania Film Commission a Materatown, con gli operatori del settore. Ti rubo ancora qualche secondo, per ringraziare  tutti coloro che privatamente o pubblicamente in diverse forme, hanno voluto farmi giungere pensieri di stima e solidarietà. So di non meritarli, ma è una piacevolissima sensazione riceverli.
“Con la schiena dritta” direbbe Leporace, con qualche bruciore sacràle, dico invece io, ti saluto e ti ringrazio ancora.

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Written by materatown

March 15th, 2015 at 11:06 pm

Materatown chiama…l’ ex-Direttrice risponde!

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Quando a Materatown mancavano pochi giorni all’ inaugurazione del Presepe Vivente, e precisamente il 24 Dicembre scorso, una notizia inaspettata ha lasciato sbigottiti tanti “abitanti culturali”: il Direttore Artistico della manifestazione, Susanna Tartari da Ferrara, viene rimossa dal suo incarico con un email a firma del Dott. Luca Prisco, direttore del comitato organizzativo dell’evento. La ragione di tale improvviso “licenziamento”, sempre secondo quanto affermato dal Dott. Prisco, sarebbe imputabile ad una “incompatibilità ambientale” tra la Dott.ssa Tartari e la città di Materatown. Visto che tale motivazione, in termini di chiarezza, non ha nulla da invidiare ai comunicati stampa di stampo bresneviano che annunciavano l’ improvviso licenziamento di un membro del Politburò, abbiamo deciso, come nostro costume, di saperne di più di questa “incompatibilità” e perciò abbiamo contattato la Dott.ssa Tartari che ha accettato di sottoporsi alle nostre domande. Resta inteso che il Dott. Prisco, qualora voglia rispondere a quanto affermato in questa intervista, troverà il nostro sito sempre pronto ad accogliere le sue parole. Buona lettura.

Buongiorno Dott.ssa. Allora, parliamo del bel “regalino” natalizio che ha ricevuto dal Comitato del Presepe Vivente. Lei, a pochi giorni dal Natale, torna a casa a Ferrara accende il PC e trova una e-mail che non aveva proprio l’aspetto della letterina che uno si aspetterebbe da Babbo Natale. Cosa c’era scritto?

Ero rientrata dal mio ultimo viaggio a Matera (dove avevo seguito la realizzazione delle tettoie utili a riparare i figuranti), il 23 sera e il giorno dopo ho ricevuto una e-mail che mi informava della recessione del contratto con il comitato del Presepe Vivente per “incompatibilità ambientali”.

Aspetti un attimo e mi faccia capire. Lei mi sta dicendo che il giorno prima era stata a Materatown e nessuno le aveva detto niente. Poi una volta tornata a Ferrara….

Esatto. Nessuno mi aveva detto nulla.

La motivazione del suo “licenziamento”, come anche dichiarato dal Dott Luigi Prisco del Comitato, troverebbe la sua ragion d’essere in una non meglio chiarita “incompatibilità ambientale” della sua persona. Non è che per caso ha osato criticare la candidatura di Matera 2019?

Non parlerei di “licenziamento” in quanto io sono una libera professionista. L’ “incompatibilità ambientale” come affermato da Luca Prisco non mi appartiene proprio. Infatti ho riso appena l’ho letta e ho pensato: “Proprio io che mi occupo di rievocazione storica e viaggio su e giù per tutta l’Italia. Comunque per rispondere alla sua domanda, no, non ho mai osato criticare la Candidatura di Matera 2019.  Anzi, che Matera avrebbe vinto l’ho sempre detto e con grande gioia ho esultato il 17 ottobre.

Avrà confuso il pane di Materatown con quello di Altamura! Confessi!

Mi piace il pane di Altamura, ma preferisco quello di Matera, fermo restando che anche a Ferrara si fa un pane buonissimo.

Ed allora non si sfugge! Lei è un “gufo”!  Non mi dica che ha osato parlare della disoccupazione imperante in città?

Fermo restando che io mi occupo di Cultura a 360 gradi e non presto servizio negli uffici di collocamento, ho sempre, però creduto che il Presepe avrebbe potuto e dovuto dare delle opportunità di lavoro alla gente del posto.

Lei usa il condizionale (“avrebbe dovuto e potuto”). Per parlar chiaro: intende dire che queste opportunità non sono state date?

Esatto. Non mi sono state date e non sono stata ascoltata.

Può essere più esplicita. Chi si è opposto o non l’ha ascoltata?

Capisco che vorreste sentirvi dire di più, ma studio strategia militare da anni e so, che in certi momenti, bisogna aspettare il momento giusto prima di dare fuoco ai cannoni!

A proposito di Pane, lo sa che, guarda un po’ la combinazione, durante i giorni del Presepe, qualcuno giura di aver visto salire il prezzo del pane fino a 4 euro al chilo e i bar proporre listini da far invidia a quelli di Piazza San Marco a Venezia? Non è che, durante le fasi di preparazione del presepe, qualcuno ha confuso la parabola della moltiplicazioni dei pani con quella dei prezzi?

Addirittura, io avevo letto 3 euro al chilo! Che dire, Gesù moltiplica i pani e i pesci quando è già adulto e quindi non si addice al Presepe e se qualcuno l’ha pensata io non ne ero informata.

Voci di corridoio dicono anche che i contrasti siano nati per la sua decisione di cancellare ogni riferimento alla “strage degli innocenti”. Pensava che in quest’epoca di “ottimismo renziano” e di esaltazione”culturale” era forse stonato rappresentare eventi troppo poco, dicamo così, “motivanti” ?

Dunque vi sono voci di corridoio? Guardi, non ho tenuto segreto che questo quadro non era nelle mie corde e lo ribadisco ora: Trovo assurdo parlare di una strage nel contesto di una Natività! Per quanto riguarda l’epoca politica in cui stiamo vivendo, Le chiedo di potermi astenere dall’esprimermi.

In una lettera aperta pubblicata dai giornali Lei afferma “di non essere stata messa nelle condizioni di fare il lavoro per il quale era stata chiamata”. Il Dott. Prisco le risponde, affermando che quello che lei dice “è una mancanza di rispetto”. Insomma, in pieno clima evangelico, Lei doveva porgere l’altra guancia e tacere. Perchè non l’ha fatto?

Sono fermamente convinta che dire la verità non sia assolutamente una mancanza di rispetto. E chi dice che io non abbia porto l’altra guancia? Certo è, che non lo si può fare in eterno.

Ci sono anche polemiche riguardo l’organizzazione “privata” dell’evento. In poche parole chi organizza il Presepe prende lauti contributi pubblici, utilizza il lavoro di molti volontari, ma poi i guadagni derivanti dal prezzo del biglietto (5 euro) finiscono nelle tasche degli organizzatori. A me qualcosa non mi torna soprattutto se mi rileggo il Vangelo e l’episodio della cacciata dei mercanti dal tempio! E a Lei?

Vi sono cose a cui è difficile dare delle risposte, in particolar modo quando non si ha mai preso visione di alcuni aspetti dell’organizzazione dell’evento. Le posso parlare di quando io costruisco un evento e lo seguo fin dall’idea che nasce nella mia testa, alla stesura del progetto con tanto di proiezione di bilancio, ma, Le ripeto, diventerei noiosa per i suoi lettori. In questa Italia che ci troviamo a vivere, sono molti i “mercanti” che dovrebbero essere cacciati!

Grazie per l’intervista Dott.ssa e, visto che il 2015 non è proprio iniziato nel migliore dei modi avendo Lei perso il lavoro, le auguro di cuore un felice anno nuovo sperando non debba emigrare dalla sua bellissima Ferrara (come invece fanno tanti giovani materani) per trovarne un altro.

Come Lei avrà capito, io non ho perso “il lavoro” e grazie a Dio ho terminato l’anno vecchio con tanta serenità, nonostante un po’ di tristezza per non aver potuto dare a Matera il Presepe che merita. Il mio calendario 2015 riporta progetti molto importanti che mi porteranno ancora in giro per il Paese e molto presto anche in Lucania. Mi rattrista invece, leggere dei giovani materani costretti ad emigrare per mancanza di lavoro. Io spero che le cose cambino in Italia perché, mi creda, ormai non è più solo un problema del sud quello del dover emigrare.

Guardi che Lei sta parlando con un fuorisede che vive al nord da 25 anni ed io ho sempre solo visto giovani del Sud emigrare verso il Nord e mai il contrario. 

Io non sto parlando di emigrazioni dal Sud al Nord o viceversa, ma di giovani costretti ad andarsene all’estero. Stiamo vivendo un altro momento di emigrazione e questa volta da tutte le regioni d’Italia e mentre nell’800 e nel ‘900 abbiamo dato forti braccia alle Americhe, ora daremo grandi cervelli. E poi, mi permetta di esprimere un pensiero che ho nel cuore da sempre, io sono stanca di sentir fare distinzioni da gente del nord e quella del sud, io vorrei sentir parlare di italiani e, soprattutto, mai più di “incompatibilità ambientali”

Ah, dimenticavo la domanda forse più importante. Perchè diavolo il Presepe Vivente di Materatown si svolge a Gennaio e non come ogni presepe “normale” a cavallo del 25 Dicembre? 

Bella domanda! Verso la fine dell’estate, ricevetti una telefonata da una collaboratrice di Luca Prisco che mi chiedeva se io ero libera nei primi giorni di gennaio 2015 perchè il presepe si sarebbe svolto dal 2 al 5 di gennaio 2015. Trovai la cosa assurda e lo manifestai alla signorina la quale mi rispose che questa era la scelta del direttivo (quale direttivo non saprei formato da chi, visto che io – direttore artistico – non ero stata coinvolta in questa scelta). Il perchè questo fantomatico direttivo abbia scelto di realizzare il presepe in quella data non mi è dato saperlo. Ne ho preso atto forzatamente.

Il mistero dunque rimane! Grazie ancora per la sua disponibilità!

Grazie a Lei. Un’ ultima cosa Direttore, io non sono Dottoressa!

Va bene, non la chiamerò in futuro Dottoressa ma lei, per il mio bene, non mi chiami Direttore altrimenti è la volta buona che i giornalisti locali di Materatown mi utilizzano come uno dei due ladroni da crocifiggere nel prossimo presepe vivente.

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Written by materatown

January 18th, 2015 at 11:17 pm

Materatown chiama…la comparsa risponde!

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Ha scritto con enfasi il Quotidiano della Basilicata:<<A rispondere all’appello oltre duemila persone, provenienti da tutta la Basilicata e anche dalle regioni limitrofe […] con il sogno di poter dire un giorno “Io c’ero”!>>.

Ha commentato con orgoglio la notizia la Gazzetta del Mezzogiorno: <<E’ un momento molto fortunato per la città dei Sassi, proclamata anche Capitale europea della cultura nel 2019. Per il remake di Ben Hur si prevedono circa 2000 comparse!>>

E allora, cari lettori, viste queste manifestazioni di giubilo, abbiamo pensato di andare a sentire direttamente uno dei quei ragazzi che, a fine Novembre, hanno atteso ore ed ore in Via Sallustio nella “fortunata” Materatown per partecipare ai provini come comparse del film Ben Hur per capire, insieme a voi, cosa li ha spinti a tale fatica pur di poter dire un giorno (magari ai loro figli e nipoti): “io c’ero”.  Sara, che questa esperienza l’ha vissuta in prima in persona, ha così risposto alle nostre domande. Buona lettura:

Ciao Sara, ho trovato il tuo nominativo nella pagina Facebook della Lucania Film Commission, dove chiedevi informazioni su come partecipare al casting, ma altro di te non so. Per dirla alla materana, “a chi appartieni? ”

Ho 27 anni, sono della provincia, di un paese a pochi chilometri da Materatown e al momento sono in cerca di occupazione.

“In cerca di occupazione” è troppo politicamente corretto. Sei uno dei tanti giovani disoccupati?

Sono disoccupata e sono in cerca di un lavoro. Mi destreggio tra un lavoretto e l’altro come molti giovani del sud. Ho un diploma come Tecnico dell’ Industria Audiovisiva ed il mio sogno è lavorare nel campo della Comunicazione. Ho partecipato al casting sia per provare un’esperienza nuova (non capita tutti i giorni di avere un set cinematografico americano a 20 km da casa) ma anche per un aspetto economico.

Finora che lavori hai fatto?

Lavori saltuari, soprattutto in estate. Ho lavorato per una sala ricevimenti, per un bar, sono andata anche in campagna, ho fatto doposcuola. Insomma, si fa quel che si può. Ma questi lavori vanno bene a vent’anni, presto dovrò inventarmi qualcosa di più “sostanzioso” che mi possa garantire un futuro.

Sai perchè ti ho contattato?

Perchè sei disoccupato anche tu e non avevi di meglio da fare?

No, fortunatamente io ho un lavoro. Ti ho contattato perchè molti abitanti “culturali” (magari comodamente seduti nei loro uffici regionali e comunali o da qualche manifestazione cinematografica in Sud America) hanno visto in questa massiccia partecipazione al casting di Ben Hur un segnale di crescita “culturale” della città e della Regione dopo esser diventati Capitale europea della Cultura. Tu eri lì perchè ti sentivi cittadina culturale?

Credo che la crescita culturale della città non abbia niente a che fare con l’enorme affluenza di persone al casting. La crescita culturale di una città a mio parere riguarda altre cose e non certo un kolossal americano ambientato neIla Gerusalemme di 2000 anni fa.

Sai cosa mi è venuto in mente, a proposito di cinema, quando in TV hanno fatto vedere tutta quella gente che voleva partecipare al casting? Il film “Bellissima” con Anna Magnani. Quello, per intenderci, che racconta la disperazione di una mamma che per uscire dalla miseria fa di tutto per sottoporre la figlia ad un provino cinematografico.

Il film lo conosco bene! Meraviglioso! Io mi sono potuta permettere di aspettare nove ore per poter essere provinata proprio perché al momento non ho un lavoro e perché spero che, oltre alla bella esperienza, di guadagnare un pò di soldi, cosa che fa sempre comodo. Ma La cosa che mi ha colpito di più, però, sai qual è stata?

No dimmi!

E’ stata la presenza di numerose persone di mezza età (dai 40 ai 50 anni) e anche di diversi ultrasessantenni. Persone che probabilmente non hanno la passione per la recitazione, ma una famiglia da mandare avanti, come ho sentito dire da una signora in fila come me!

Quale sarà il compenso che prenderanno le comparse che saranno scelte?

Non so quanto saranno pagate le comparse, ma molte voci dicono intorno ai 100 euro a giornata, ecco perché spero che (se mai verrò presa) le riprese durino tanti giorni.

Per qualche centinaio di euro valeva la pena passare moltissime ore di fila?

Il tempo passa abbastanza in fretta se si sa aspettare. Capisco che è difficile per qualcuno che ha un lavoro regolare immaginare di “perdere tempo” in questo modo, ma questa sembra diventata la normalità ormai per molte persone. Ed io mi reputo anche fortunata. Ero lì dalle 7 di mattina e sono stata “provinata” alle 5 di pomeriggio. C’era gente che veniva da molto più lontano, che aveva dormito in macchina e che poi non ha potuto neanche partecipare alla selezione perchè alle 18 hanno chiuso i provini con buona pace per chi era ancora in fila!

Il provino in cosa consisteva e quando saprai se ti hanno selezionata?

Mi hanno chiesto le mie misure (numero di scarpe, taglia, altezza, ecc.) e numero di telefono. Poi mi hanno scattato una foto in primo piano e una a mezzo busto. Fine. Non ci hanno detto nulla “ufficialmente”, ma ho chiesto a un addetto al casting e mi ha riferito che le foto andranno a Londra dove saranno scelte le comparse adatte al film e che le riprese dovrebbero iniziare i primi giorni di febbraio.

Hai mai pensato di trasferirti in una città del Nord, che magari non sarà Capitale della Cultura e non avrà Film Commission o set cinematografici, ma che ti possa offrire un lavoro dignitoso?

Certo, continuamente. Quando avrò i mezzi lo farò, e spero questo accada il più presto possibile.

In bocca al lupo Sara e non tanto per il casting ma affinchè tu possa avere un futuro che ti renda felice.

Spero, per quel che riguarda il casting, che ne sia valsa la pena, e se non andrà in porto la considererò come una delle tante esperienze che mi fanno crescere.

Grazie ancora per l’ intervista

Grazie a te!

 

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Written by materatown

December 8th, 2014 at 12:21 am

Materatown chiama…Cagliari risponde!

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Il 17 Settembre scorso, alla vigilia di “Materadio”, la manifestazione di Radio 3 che da quattro anni si svolge a Materatown (con un investimento nel 2013 di circa 198.000 euro), Massimo Zedda, il giovane Sindaco di Cagliari, altra città candidata al titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2019, ha rilasciato una dichiarazione al quotidiano “L’ Unione Sarda” in cui polemizzava con i vertici della RAI colpevoli di “favorire” la candidatura di Materatown e quindi di venir meno a quella imparzialità doverosa per un’azienda di servizio pubblico, finanziata con i soldi di tutti i contribuenti italiani, cagliaritani compresi. Ovviamente, un minuto dopo la pubbicazione di queste dichiarazioni, non si sono fatte attendere le piccate risposte degli “ultras” stanziali di Matera 2019  e, per carità di patria e senso del pudore, vi risparmio i “raffinati” commenti apparsi su vari social network con relative battute su pastori sardi e pecore!. Non è mancata neanche la tempestiva penna vendicatrice de “il Quotidiano di Basilicata” che, per lavare nell’inchiostro l'”onta” ricevuta, ha replicato scrivendo di “interferenze poco opportune” e ricordando al Sindaco Zedda  “l’intempestivo endorsement pro-Cagliari del sottosegretario al Ministero dei beni e delle attività, Francesca Barracciu” che alcuni mesi orsono si espresse a favore del capoluogo sardo augurandone la vittoria finale. Noi di materatown.net siamo andati allora a chiedere spiegazioni di tali “inteferenze” direttamente al Sindaco Massimo Zedda che, nonostante i suoi numerosi impegni, con grande cortesia e puntualità (chissà se ai vari Vincenzo Robortella e Dino Paradiso non fischiano le orecchie in questo momento!) ha accettato di rispondere alle nostre domande. Buona lettura:

Buongiorno Sindaco Zedda, Lei ha polemizzato con la RAI per la trasmissione “Materadio” in quanto avrebbe, di fatto, sponsorizzato Materatown a Capitale della Cultura nel 2019 a discapito delle altre finaliste tra cui Cagliari. I “pasdaran” di Materatown 2019 le hanno risposto per le rime dicendo che Materadio è una manifestazione che non è collegata alla Candidatura in quanto sono ben 4 anni che si svolge a Materatown. Vuole aggiungere qualcosa?

Niente da aggiungere, al massimo vorrei precisare qualcosa. In primo luogo, certo che sappiamo che Materadio si svolge lì da voi da quattro anni. Il punto è un altro:lLeggere su un settimanale a diffusione nazionale che “Per fare il tifo per Matera tutta Radio3 si trasferisce” è questione ben diversa. Abbiamo ricevuto messaggi ed e-mail in cui si chiedeva uno sciopero del canone in Sardegna! E però non ho polemizzato con nessuno, anzi. Ho semplicemente detto di essere contento per Matera ma che sarebbe stato bello, da parte di Radio3, un approfondimento su tutte le città finaliste.

Anche il Direttore di RAI 3 Marino Sinibaldi le ha risposto dicendo che la RAI fa il tifo per tutti e che Radio 3 è già stata a Perugia e che presto sarà anche nelle altre città! Si ritiene soddisfatto da questo “risarcimento danni” o vuole che le organizzino, che so, il festival di San Remo o la prossima finale di Champion?

Allora siamo tutti d’accordo, discorso chiuso: l’importante è che tutte le città alla fine abbiano avuto le stesse opportunità. Per il resto, il Festival di San Remo ha la sua sede e va benissimo così. Sulla finale di Champions, invece, un pensierino lo farei: magari nel 2020, anno del centenario del Cagliari Calcio, magari nel nuovo stadio e magari con Cagliari che ha appena concluso il suo anno da Capitale europea della Cultura. Ma non credo che sia tutto nella disponibilità del direttore Sinibaldi.

Adesso non mi faccia commuovere. Io faccio parte di quella generazione che da bambini giocavano a pallone nel salotto di casa facendosi la telecronaca da soli immaginando di essere Gigi Riva.

Gigi Riva è un mito, qui come ovunque. La differenza è che qui a Cagliari anche i bambini di oggi sanno chi è!

Andiamo avanti. Quelli che adesso a Materatown la criticano sono gli stessi che alcuni mesi orsono polemizzarono contro la sua concittadina, il sottosegretario al Ministero dei beni e delle attività culturali, Francesca Barracciu (ndr attualmente indagata per “spese pazze” alla Regione), che si lasciò andare a dichiarazioni a favore di Cagliari e fu accusata duramente di essere di parte. Fermo restando che al suo posto non mi rallegrerei più di tanto di avere come sponsor la Barracciu (attualmente indagata per spese pazze alla Regione Sardegna) non pensa che questa storia del 2019 stia scivolando a livelli da derby Roma-Lazio, per non dire “guerra tra poveri”?

Questo è quello che dichiarai quando il sottosegretario parlò di Cagliari: “Possiamo comprendere la passione con cui Francesca Barracciu guarda alla candidatura di Cagliari e del sud Sardegna a Capitale europea della Cultura per il 2019. Crediamo tuttavia che in una competizione tra città – che tra l’altro si sta svolgendo in un clima di grande lealtà, di collaborazione e di scambio – non si debba perdere di vista l’obiettivo principale: quello di una corsa alla pari fatta di progetti, idee e coinvolgimento. Alla fine vinca la città migliore”. Come intendevamo il nostro percorso in quel periodo, così lo intendiamo oggi e così lo vediamo in futuro: perché qui non abbiamo nessuna intenzione di fermarci, a prescindere dal titolo o meno. Stiamo facendo una gara pulita e continueremo su questa strada.

Senta, Signor Sindaco, io subito dopo la sua elezione a Sindaco di Cagliari, l’apprezzai moltissimo quando durante una puntata a Ballarò ad un giornalista che voleva coinvolgerla in una discussione sui massimi sistemi della politica Lei rispose: <<Ma cosa vuole che me ne importi. Io sono il Sindaco di una città che ha il 50 % di disoccupazione giovanile ed è di questo che mi devo preoccupare>> Ora le chiedo, ma era proprio necessario imbarcarsi in questa avventura della Capitale europea della Cultura con i tanti problemi che affliggono la sua città? Faccio questa domanda a Lei (nuora) affinchè “suocera” (Sindaco di Materatown) intenda.

Sicuro che abbia dato quella risposta? Perché a me la politica, anche ai suoi massimi sistemi, piace molto: dovrebbe essere la politica a lavorare per cercare di risolvere i problemi che attanagliano il nostro Paese. E’ così che la intendo. Per i Comuni, che non hanno neanche l’assessorato al lavoro, la via da seguire è quella di creare i presupposti perché altri possano creare occupazione. In questo senso la candidatura è una occasione importante, a Cagliari la vediamo così.

Il sindaco di Materatown in una intervista ad un giornale locale di circa un anno fa dichiarò:<<La Candidatura di Matera a Capitale europea della Cultura è la nostra unica occasione per risolvere i nostri problemi>> che a me fa venire in mente quel tipo che non avendo i soldi per mangiare si ostina a giocare al “gratta e vinci” per dare una svolta alla propria vita. Per favore mi dica che almeno a Cagliari, oltre alla “lotteria” della Candidatura del 2019, avete altre cose in mente per risolvere i problemi della vostra terra!

Guardi, la spiego così. La nostra candidatura, che è stata l’ultima ad arrivare tra le 21 città di partenza, è il coronamento di un lavoro partito appena sono diventato sindaco. In campagna elettorale, nel 2011, avevamo presentato un programma fatto di idee e progetti per cui ci siamo messi al lavoro il giorno dopo la mia elezione: la riqualificazione di interi quartieri abbandonati da anni  e quindi in stato di abbandono e degrado, a esempio, non è stata solo fisica. In quelle zone stiamo lavorando sulle strade, sui marciapiedi, sulla raccolta dei rifiuti, sulla nascita di nuove imprese e start-up (tutte azioni che generano lavoro, con operai, imprese, innovatori sardi) e parallelamente nascono lì associazioni di cittadini, gruppi di volontari, cooperative di abitanti che si impegnano anche nell’ambito culturale. Mi pare che la definizione di Capitale europea della Cultura abbia generato in qualcuno l’idea che vincerà la città con più eventi. Per noi sono importanti, ma non possono essere solo quelli: stiamo lavorando a una rigenerazione urbana e sociale – per Cagliari e il territorio che abbiamo candidato – che va ben oltre il titolo. Detto questo, è innegabile che solo essere entrati nella short list delle città finaliste ha dato a Cagliari e alla Sardegna una visibilità inimmaginabile e impagabile: lo vediamo già in termini turistici, con molte più presenze in città rispetto agli anni passati nonostante la crisi del settore. E anche questo serve a muovere l’economia, no? Posto che nessun sindaco può avere la presunzione di “risolvere i problemi della sua terra”, come dite voi, è certo che il lavoro che abbiamo iniziato a Cagliari andrà avanti con o senza il titolo di Capitale europea della Cultura. Anche se, inutile negarlo, sarebbe bello potersene fregiare: non per me in quanto Massimo Zedda ma per tutta la città e i territori impegnati in questa sfida.

Sindaco Zedda qui a Materatown, in occasione della visita dei commissari che eleggeranno la Capitale della Cultura, si stanno srotolando, a mo’ di campo di calcio, chilometri di prato per coprire aiuole fino al giorno prima piene di meravigliose cartacce e pittoresche buste di plastica svolazzanti. Insomma ci stiamo travestendo da Paperopoli. A Cagliari invece come pensate di accogliere questi giurati?

Cagliari è splendida ogni giorno, i commissari potranno vedere questa bellezza senza orpelli. Vedranno i colori della città e ne sentiranno i profumi così come la vivono i cagliaritani ogni giorno e come la scoprono i turisti la prima volta che arrivano. Vedranno di sicuro i cantieri in moto, perché fanno parte del nostro percorso di candidatura. E vedranno il fermento, le iniziative già programmate da numerosi operatori culturali a prescindere dalla loro presenza. Scopriranno Cagliari così com’è, insomma: una città che si trasforma. E vi assicuro che è un gran bel vedere.

Grazie per l’intervista Sig. Sindaco.

Grazie a voi e in bocca al lupo a tutte le città candidate. Anche se, mi par di capire, a voi di materatown.net tutta questa storia non piace tanto.

Ma si vede così tanto? Comunque, qualora Cagliari dovesse vincere a discapito di Materatown, sarebbe disposto a concedermi asilo politico nella sua città?

Può venire a Cagliari quando vuole. Sarà sempre il benvenuto, a prescindere dalla vittoria finale!

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Written by materatown

October 5th, 2014 at 11:36 pm

Il Fatto Quotidiano chiama…Materatown risponde!

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Una settimana fa abbiamo ricevuto sulla nostra casella di posta elettronica una email del Dott. Silvano Rubino, giornalista del “Fatto Quotidiano”, il quale ci preannunciava la prossima pubblicazione di un suo articolo sulla Candidatura di Materatown a Capitale della Cultura nel 2019 e che avrebbe avuto piacere di parlare con qualcuno della nostra “redazione” sul perchè della nostra contrarietà a questo progetto, chiedendoci inoltre di poter fornire i riferimenti di soggetti sul territorio (istituzioni, partiti, gruppi, comitati) che avessero espresso almeno analoghe perplessità su tale iniziativa. Purtroppo non abbiamo potuto soddisfare quest’ultima richiesta, spiegando al giornalista che oramai sulla Candidatura per il 2019 a Materatown, fatta eccezione per poche individuali e coraggiose eccezioni, impera un “pensiero unico”.  Onorati comunque per tale attenzione da parte di un quotidiano a tiratura nazionale, abbiamo accettato volentieri di rispondere alle domande e quello che pubblichiamo è l’estratto dell’articolo in edicola oggi, frutto di una breve conversazione telefonica avuta con il giornalista del Fatto Quotidiano. Chiedendo scusa per questo atto di “umana” vanità, vi auguriamo una buona lettura:

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Written by materatown

September 22nd, 2014 at 1:53 pm