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Materatown chiama…Il turista risponde!
Questa storia inizia in terra calabra e per la precisone a San Fili in provincia di Cosenza alla fine di Settembre, quando alcuni abitanti del luogo, dopo giorni di trepidante attesa e laboriosa preparazione, salgono le scalette di un pullman con macchine fotografiche al collo, muniti di frittate di pasta ben conservate nella carta stagnola e, cantando a squarciagola “Tutti a Materaaaa!!!! Tutti a Materaaa!!!!!”, si dirigono emozionati alla volta di Materatown! Tra costoro c’è anche il Sig. Pietro Perri il quale la sera, tornato a casa dopo la gita, decide di scrivere le impressioni sul viaggio appena concluso nel suo “blog” tramite un articolo dal titolo “Una gita ai sassi di Matera? … meglio lasciar perdere! “. Nel suo resoconto l’autore manifesta tutta la sua delusione nei confronti di Materatown rispetto a quelle che erano le aspettative maturate prima del viaggio lamentando l’ incuria in cui versano i famosi Sassi, di cui tanto aveva sentito parlare, ed una relativa scarsa attenzione nei confronti del turista. Il sig. Perri, però, non si ferma qui ma va oltre e si domanda, al termine del suo articolo, come sia possibile che i Sassi, che lui aveva visto e visitato in quei giorni di Settembre, potessero aver ottenuto il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco. La storia poteva terminare qui, se il sempre attento Donato Mola, in arte Hyperbros, indiscussa coscienza critica tra gli stanziali di Materatown, non avesse reso pubblico lo scritto del Sig. Perri pubblicandolo nel suo omonimo sito. Apriti cielo! Paladini e difensori della Città si sono scatenati, tutti uniti al grido di “dagli al turista!” reo di “lesa materanità”. Ecco alcuni stralci, a titolo di esempio, dei “guardiani ” dell’ “Onore materano” ferito:
- “Se è per questo io sono rimasto enormemente deluso da Firenze!”
- “Ce ne faremo una ragione se l’amico Perri non tornerà più a Matera. E come lui le 2.785 anime di San Fili, sperduto paesello della Calabria di cui prima non avevo mai sentito parlare!”
- “Credo proprio che il suo invito a non venire a Matera [...] cadrà inesorabilmente nel vuoto!
- “Ragazzi, mi sa che stiamo dando troppa importanza e visibilità a questo Perri”
- “Sassi si scrive con la esse maiuscola, non stiamo parlando di pietroline!”
- “Ha fatto un giro di 90 minuti [...] E’ come se uno va a Roma e vede solo Trastevere.”
- “Magari la prossima volta che viene ci avvisa e noi sgombriamo i Sassi apposta per lui”
- “Cosa voleva? Che qualche uomo di Neanderthal girovagasse ignudo per le vie dei Sassi?”
Noi di Materatown.net, invece, abbiamo avvertito l’esigenza di approfondire tale argomento, e così siamo andati chiedere delucidazioni direttamente alla fonte contattando il Sig. Perri di San Fili-Cosenza, a cui abbiamo rivolto alcune domande chiarificatrici. Buona lettura:
Buongiorno Sig. Perri, partiamo subito con il chiederLe perché è rimasto deluso da Materatown. Quali aspettative aveva e, soprattutto, da chi “diavolo” le aveva ricevute?
Sono rimasto deluso perché, vista la pubblicità, non solo quella presente nei siti ed in varie riviste, ma anche e soprattutto quella derivante dal passaparola di chi c’è già stato a Matera o di chi sogna di venirci, mi sarei aspettato di trovarmi in una situazione diversa . Mi sarei aspettato di trovarmi in presenza di un luogo a dimensione di turista, tenuto conto che il luogo stesso, come affermato dalla gente che vi abita, si autoproclama tale. Basti dire che, uscendo dalla zona dei Sassi, non abbiamo trovato ristoranti nelle vicinanze (nè la guida locale ha avuto la prontezza di consigliarcene qualcuno!) e gli unici bar incontrati nel tragitto fino al pullman erano chiusi; per non parlare, poi, della assenza di servizi igienici che mi hanno costretto, pur di non fermarmi in un angoletto a fare i miei bisogni, ad attendere una sosta in autostrada sulla via del ritorno.
Lei nel suo articolo si meraviglia anche di come una città come Materatown con i suoi Sassi possa essere diventata patrimonio dell’Unesco. Ma allora Lei è provoca?
Ma no! Matera ha avuto una grandissima fortuna nell’aver ottenuto tale ambitissimo riconoscimento. Fortuna per il fatto che è stata posta sotto i riflettori del mondo e non è stato la prima volta: come dimenticare Carlo Levi con il suo “Cristo si è fermato ad Eboli”, Mel Gibson con il suo “ The Passion” e Pier Paolo Pisolini con il suo “Vangelo secondo Matteo” ? L’aver accettato, da parte della città di Matera e da parte della gente di Matera, un tale riconoscimento storico purtroppo impone, e qui sta “il rovescio della medaglia”, sia alla città di Matera che ai materani un determinato modo di essere e di fare. Se si pubblicizza un determinato luogo, al fine di attirare i turisti, come una zona incontaminata dalle oscenità della vita moderna, allora bisogna fare in modo che l’acquirente, letta l’etichetta, non trovi all’interno della scatola un prodotto diverso da quello reclamizzato. Ed invece ho avuto non poche difficoltà a riempire la memoria della mia macchina fotografica cercando di evitare di immortale sconcezze architettoniche tipo fili volanti, infissi in alluminio e via dicendo. Con ciò non voglio dire che non sia leggittimo abitare i Sassi, ma mi piacerebbe che fosse fatto in modo civile. In altri posti d’Italia ci sono riusciti!
Lei si lamenta anche dei souvenir che ha trovato durante la sua visita e degli assaggi gastronomici che Le hanno proposto (pane con olio di oliva). Cosa non le è piaciuto nelle “meravigliose” statuette in tufo riproducenti traini anni’50 e del celeberrimo pane di Materatown? E’ consapevole che a Materatown fare certe affermazioni equivale ad una bestemmia?
Passi per il pane e per l’olio, anche se ho dovuto ringraziare che quel giorno avevo acquistato un panino al salame in un Autogrill, (ovviamente se qualcuno di voi si trovasse a fare un salto a Cosenza vi farò assaggiare il pane di Mangone o il pane di Donnici oltre che all’olio di San Vincenzo la Costa, giusto per fare un confronto! ), ma per quanto riguarda le statuette sono sicuro che dal punto di vista artigianale Matera ed il materano possono offrire tantissimo in più.
E veniamo alla casa-grotta che Lei tanto critica. Come è possibile che non si sia “emozionato” fino alla commozione davanti alla rappresentazione visiva del mulo-grotta, della zappa-grotta, del pentolone-grotta e del comò-grotta con i cassetti-grotta dove dormivano i bambini-grotta? In poche parole, cosa non le piace della civiltà contadina tanto decantata da molti intellettuali locali?
Perché tale realtà non è poi differente da tante altre parti del Meridone d’ Italia e quindi per niente originale! A San Fili, per esempio, il paesino in provincia di Cosenza in cui vivo, fino a metà anni sessanta in tante famiglie si viveva in otto persone in una sola stanza che non raramente serviva anche da cucina e da stanza da letto. Al pianterreno c’erano i “catuoi ” (termine che San Fili si riporta dal greco e che significa, appunto, stanza sottostante) in cui venivano allevati maiali, galline e conigli! Riguardo alla “civiltà contadina” credo sia più corretto parlare di “drammi” di un mondo passato. Poi, onestamente, mi emozionano di più i drammi di un mondo purtroppo ancora attuale.
Lei si lamenta anche che nella succitata casa-grotta oltre a pagare il biglietto di ingresso, le è stata chiesta anche un’ offerta per i custodi. Scusi la domanda diretta, ma non è che Lei è un po’ “spidicchione” (ndr: tirchio) ?
La richiesta era presente solo su un piatto (uno di quei grandi piatti di una volta in cui mangiavano contemporaneamente tutti i membri della famiglia), con un fogliettino, al centro di una tavola, quindi nessun obbligo o esplicita verbale richiesta del custode (ragazza, nel mio caso). Specifico ciò a scanso di equivoci. Non collego però il discorso di essere tirchio, o “spidicchione” come dice Lei, con il discorso di non aver fatto l’offerta, ossia di non aver fatto cadere nel piatto una moneta da “dieci centesimi”. Oltretutto io mi sono lamentato anche del fatto di non aver avuto la possibilità (accettabile) di lasciare qualche soldo in più, da turista, alla città di Matera.
Sig. Perri, lo sapeva che Materatown si è candidata per il 2019 a diventare Capitale Europea della Cultura. In città dicono che per quella data sono in arrivo dagli 8 ai 10 milioni di turisti. Pensa, nonostante la delusione, di poter essere uno di questi?
Non metto mai limiti né al mio futuro né al futuro dei luoghi che visito e delle persone che incontro sul mio cammino. Anche se, dopo tale esperienza, potrebbe dirmi perché, da turista, dovrei ritornare a Matera o invogliare altri amici e conoscenti a visitarne i Sassi?
Passiamo all’ ultima domanda Sig. Perri: Il maglione verde che indossa nella fotografia, lo ha comperato lei di sua spontanea volontà o lo ha avuto in regalo da una persona che le vuole male?
L’ho comprato io di mia spontanea volontà! Può sembrare strano ma, malgrado quanti mi vogliono male, il primato di chi mi vuole più male vorrei preservarlo a me stesso.
Grazie per la disponibilità Sig. Perri.
Grazie a voi ed un caro abbraccio a tutti i materani!
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Cari stanziali e fuorisede di Materatown, come molti di voi sanno, la nostra città è da più di un anno che ha concentrato gran parte delle sue energie per il raggiungimento di un traguardo prestigiosissimo e cioè quello di diventare, nel 2019, Capitale europea della Cultura. Su tale ambizioso obiettivo stanno lavorando, a parte la celeberrima Associazione Matera2019, anche gran parte dell’ ”intellighentia” e della società civile di Materatown.
Va, inoltre, dato merito all’ intero mondo politico, opposizione compresa , di aver dato la massima priorità a questo progetto e, a dimostrazione di ciò, basti pensare che l’attuale amministrazione comunale ha appena coniato un nuovo e suggestivo slogan “Matera in cammino 2019″ (clicca qui), inserendolo giustamente nell’opuscolo distribuito alla cittadinanza in occasione dei primi 100 giorni di governo della città.
Resta comunque inteso che la strada che porta al successo è lastricata di tanti ostacoli, non fosse altro che altre illustri città italiane si sono candidate per il medesimo riconoscimento. Per questo motivo materatown.net ha deciso di prendere contatto con una di loro, Ravenna appunto, nella persona dell’ Assessore al Bilancio ed alla Cultura Alberto Cassani, ponendogli alcune domande nella speranza di comprendere come i nostri concorrenti stanno affrontando questa sfida che ci vede contrapposti augurandoci magari di carpirne qualche prezioso segreto. Certi di aver dato anche noi fuorisede, nel nostro piccolo, un contributo a favore di Materatown per il conseguimento del titolo di Capitale della Cultura 2019 vi auguriamo buona lettura:
Assessore Cassani, Ravenna è una città dotata di un porto marittimo, di un collegamento autostradale e addirittura di una Stazione Ferroviaria. Crede che queste caretteristiche possano essere un punto di forza della candidatura della Sua città rispetto a quella di Materatown che non ha nulla di tutto ciò?
Ravenna ha quello che voi dite, ma la sua dotazione infrastrutturale non è ideale. Credo che la Candidatura possa essere uno strumento per progettarne un miglioramento e credo che per Matera si possa dire la stessa cosa.
Assessore Cassani, Ravenna è una città con un tasso di disoccupazione di circa il 5% statisticamente fisiologica. Con una realtà occupazionale diversa e meno rosea di questa, diciamo intorno al 40% come quella giovanile a Materatown, avreste lo stesso affrontato la sfida della candidatura a Capitale della Cultura nel 2019?
La crisi oggi è pesante per tutti. Certo forse a Matera la situazione occupazionale è meno positiva che a Ravenna. Ma la candidatura con questo c’entra poco. Anzi, anche e soprattutto su questo versante, può essere un volano per muovere investimenti e creare opportunità di lavoro soprattutto per le nuove generazioni.
Assessore Cassani, Materatown è famosa per i suoi Sassi che sono patrimonio mondiale dell’Unesco, anche se Ravenna ha ben 8 monumenti con lo stesso prestigioso riconoscimento. Materatown è medaglia d’argento mentre Ravenna è medaglia d’oro al valor militare. Pensa che queste differenze a favore della Sua città, possano essere colmate dal fatto che Mel Gibson ha girato proprio a Materatown il suo famoso film The Passion?
A mio parere, I Sassi sono la cosa migliore del truculento film di Mel Gibson e comunque, indipendentemente da tutto il resto, essere riconosciuti patrimonio dell’umanità è un grande motivo di orgoglio e di prestigio culturale. In ogni caso, ai fini della competizione per la Capitale, come è noto, fondamentale sarà il programma e cioè la capacità di esprirere una progettualità proiettata nel futuro.
Assessore Cassani, se dopo questa intervista Ravenna dovesse essere eletta Capitale della Cultura nel 2019 a discapito di Materatown, Lei potrebbe adoperarsi per dare al sottoscritto asilo politico nella Sua città?
Ravenna è una città ospitale e dunque sarebbe per noi un grande piacere poterLa accogliere anche al di là del verdetto sul 2019.
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Materatown chiama…il Senatore risponde!

Durante l’ultima tornata elettorale gli echi della polemica riguardanti la candidatura per l’IDV (Italia dei Valori) e la successiva nomina ad assessore regionale di Rosa Mastrosimone, sono giunti fin qui nel profondo Nord a chilometri di distanza da Materatown. La pietra dello scandalo risiedeva nel fatto che la suddetta Mastrosimone, prima di passare “armi e bagagli” nel partito di Di Pietro, era stata una dirigente di primo piano dell’UDEUR di Mastella (Commissario regionale) e in questa veste si era particolarmente distinta per l’assoluta fedeltà nei confronti dell’esponente di Ceppaloni e per la veemenza con cui lo aveva difeso nei maggiori momenti difficoltà soprattutto a seguito delle indagini condotte dall’allora magistrato De Magistris (oggi parlamentare europeo proprio tra i banchi dell’IDV), tanto da meritarsi il nome di “Pasionaria di Clemente “. Questa vicenda, come detto, aveva suscitato a Materatown molte polemiche, a volte anche molto dure, con accuse di trasformismo, di incoerenza verso l’IDV e la Mastrosimone stessa, tanto da portare a vere e proprie scissioni all’interno del partito. Ancora oggi “l’affaire Mastrosimone “ ogni tanto viene riproposto e continua con toni accessi a tener banco sui principali organi di informazione locali.
Allora, miei cari lettori, mi son detto: <<ma perchè non andare a chiedere lumi sulla questione direttamente all’ On. Di Pietro e ci facciamo spiegare dalla sua viva voce come mai la “Pasionaria di Clemente ” ha avuto diritto d’asilo dentro il suo partito? >> E così, una mattina, sono andato sul Sito della Camera dei Deputati, ho trovato l’indirizzo e-mail del Tonino Magistrato e gli ho scritto chiedendogli se potevo fargli alcune domande.
Dopo circa una settimana ricevo una e-mail di risposta dall’ufficio stampa dell’IDV alla Camera dove mi chiedono se cortesemente posso chiamarli e mi lasciano un numero di telefono. Non senza imbarazzo, chiamo e dall’altra parte del filo mi risponde il centralino della Camera dei Deputati e chiedo di poter parlare con la persona che mi aveva mandato l’e-mail. Ci parliamo, gli spiego cosa è materatown.net, gli dico che vorrei fare alcune domande sulla Mastrosimone e mi dicono di attendere qualche giorno e che saranno loro a farsi vivi. Aspetto, e dopo un solo giorno, mentre me ne sto sdraiato sul divano di casa mia a guardarmi in TV “La pupa ed il secchione”, mi squilla il cellulare ed una voce di una signorina mi dice: <<Qui è la Camera dei Deputati, rimanga in linea! >>. Sobbalzo, mi tiro su dal divano, mi do un contegno, spengo la TV, mi aggiusto la camicia nei pantaloni e rimango in linea. Parlo nuovamente con l’ufficio stampa dell’IDV, che mi dice che, vista la questione di cui vorrei parlare (ndr: la Pasionaria di Clemente), forse è meglio che le mie domande le rivolga al capogruppo al Senato dell’Italia dei Valori, il Sen. Felice Belisario che è il più informato sulla realtà locale di Materatown. Dico che per me va bene, ed allora mi mettono in attesa e mi passano il Senato (ndr: Ma vi rendete conto? Chi mai me lo doveva dire che dal divano della mia casa nordica in affitto un giorno avrei colloquiato con Deputati e Senatori! ). Parlo questa volta con l’Ufficio Stampa del Senato, rispiego la mia richiesta e mi chiedono di inoltrare le domande e che il Sen. Belisario mi avrebbe risposto nel più breve tempo possibile e così è stato. Di seguito le mie domande e relative risposte:
Senatore Belisario, Lei si è candidato alle elezioni regionali di Basilicata ed è stato eletto. Può spiegare ai suoi elettori lucani il motivo per il quale si è candidato sapendo già che poi avrebbe scelto di non accettare la nomina a consigliere per optare di rimanere al Senato?
C’era stato un tentativo, fallito, di abrogare il listino prima delle elezioni. Con il presidente De Filippo, allora, abbiamo deciso che nel listino sarebbero stati candidati solo i parlamentari lucani e che tutti avrebbero poi rinunciato. Le aggiungo che il sistema elettorale della Regione Basilicata è strutturato in maniera tale che l’Idv sapeva perfettamente che con ogni probabilità il mio posto sarebbe stato preso da un esponente di un altro partito della coalizione vincente. Infatti, l’Idv in teoria ha eletto quattro consiglieri, tre con le preferenze e uno nel listino, ma oggi ne ha tre.
Senatore Belisario se le cito questa dichiarazione del 2008 <<l’Udeur di Basilicata esprime la solidarietà e vicinanza politica a Clemente Mastella >>, le ricorda qualcosa? Lo sa che a pronunciarla fu quella che all’epoca era definita “la Pasionaria di Clemente” ossia Rosa Mastrosimone vostra candidata alle ultime regionali?
Conosco perfettamente la storia di Rosa Mastrosimone. Quando qualcuno si avvicina all’Idv verifichiamo onestà, serietà, preparazione, e soprattutto pretendiamo l’adesione al nostro codice etico.
Senatore Belisario la ex Pasionaria di Clemente (ndr.: Rosa Mastrosimone) non è stata eletta al Consiglio regionale ma l’IDV ha preteso che fosse comunque nominata Assessore. Ci può spiegare cosa vuol dire per l’IDV rispettare il volere degli elettori?
Non c’è stata nessuna pretesa da parte nostra. Come sa la giunta è decisa dal presidente della Regione che in un primo momento aveva addirittura escluso l’Italia dei Valori dalla Giunta stessa, nonostante fossimo il secondo partito della coalizione. In una situazione inizialmente nebulosa come quella che si stava creando, nessuno dei nostri tre consiglieri aveva intenzione di dimettersi assumendo l’incarico di assessore. Aggiungo che lo stesso presidente De Filippo era intenzionato a nominare una Giunta che prevedesse assessori provenienti sia da Potenza che da Matera, cosa che ha poi fatto grazie anche alla disponibilità di Rosa Mastrosimone. Il volere degli elettori è assolutamente stato rispettato. L’eletto con il più alto numero di preferenze è capogruppo, il secondo è vicepresidente dell’assemblea, il terzo presidente di commissione, incarichi che non potevano, evidentemente, essere occupati da non eletti. Le ricordo che, comunque, Rosa Mastrosimone ha ottenuto un ottimo risultato personale.
Senatore Belisario, il Sen. Di Pietro sulla questione Mastrosimone ha risposto dicendo che le porte dell’IDV sono aperte a tutti. Ma non crede che in certi casi un po’ di anticamera non farebbe male, lasciando magari entrare prima chi nella sua vita ha mostrato sempre coerenza nelle scelte politiche?
Confermo quanto detto dal nostro Presidente: le porte dell’Idv sono aperte a tutti. Moltissimi di coloro che si avvicinano all’Idv lo fanno perché vengono da altre esperienze politiche. Io stesso sono stato, prima di fondare l’Italia dei Valori, prima nella Democrazia Cristiana, poi nel partito Popolare. Non credo che questo sia un peccato originale. Aggiungo, infine, che come la Mastrosimone anche Luigi De Magistris, Sonia Alfano. Gianni Vattimo è stato eletto lo scorso anno al Parlamento europeo e solo di recente si sono iscritti al partito. Lo stesso consigliere regionale Benedetto, quando si è candidato, non era iscritto all’Idv.
Senatore Belisario, un’ ultima domanda: qualora la Mastrosimone dovesse dimostare che il detto “il lupo perde il pelo ma non il vizio” ha un suo fondamento e quindi cambiasse nuovamente “casacca” politica, ci promette di fare pubblica ammenda con i lettori di materatown.net? Non si offende, quindi, se la saluto con un “a risentirci a presto” ?
Ci risentiremo presto e, comunque, ogni volta che vuole, ma non certo per il motivo che maliziosamente sottintende. Piuttosto spero che, dopo questa intervista si possa anche parlare di politica e dei programmi che abbiamo per migliorare la nostra regione.
A questo punto, miei cari lettori, lascio a voi il compito di esprimere eventuali commenti. Permettetemi, però, di sottolineare solamente la gentilezza e la disponibilità che il Sen. Belisario insieme al suo partito ha mostrato nell’accettare di rispondere alle mie domande e per questo lo ringrazio.
P.S: Ah dimenticavo, il Sen. Belisario sostiene la tesi che la nomina della Mastrosimone ad assessore si è resa necessaria in quanto i consiglieri regionali eletti nell’IDV avrebbero dovuto dimettersi per accettare una eventuale nomina assessorile. Tesi un po’ bizzarra , in quanto, per quelle che sono le informazioni in possesso di materatown.net, i due consiglieri eletti nelle liste dell’IDV avrebbero potuto tranquillamente ricoprire anche la carica assessorile al posto della “Pasionaria di Clemente” in quanto non esiste alcuna incompatibilità tra la funzione di consigliere regionale e quella di assessore. Non a caso altri consiglieri regionali come Restaino (PD) e Mancusi (UDC) rivestono attualmente entrambi i ruoli nella più totale legalità e rispetto delle regole.
ShareMateratown chiama…il Presidente risponde!
Quando fu scritto Aguzza la vista, come sempre fatto anche in precedenti occasioni con altri protagonisti della vita cittadina, ritenemmo corretto avvisare il Presidente Franco Stella dell’imminente pubblicazione di un articolo che lo avrebbe riguardato in prima persona. Cogliemmo, in quel frangente, anche l’occasione per porgli 10 domande-sinergiche, inviandole al suo Ufficio Stampa, nella speranza di ottenere un riscontro. Speranza ben riposta in quanto, qualche giorno fa, abbiamo ricevuto tramite email le relative risposte che siamo, oggi, orgogliosi di pubblicare. Non possiamo, a tal proposito, che congratularci e rallegrarci con il Presidente Stella per lo spirito ironico e la disponibilità dimostrata in questa circostanza e di questo lo ringraziamo, in quanto trattasi di caratteristiche non comuni tra le persone che, a vario titolo, hanno importanti responsabilità. Buona lettura:
Presidente, quali azioni intende intraprendere, magari in sinergia con le province del Nord, per favorire il rientro dei fuorisede di Materatown?
Bisogna distinguere tra il fuorisede per scelta e il fuorisede per necessità. Il primo lo lascerei lì dove si trova. Al secondo direi: ma sei proprio sicuro di voler tornare?
Presidente, ha mai pensato ad una sinergia con le Ferrovie dello Stato per rendere meno traumatico il viaggio in treno dei fuorisede di Materatown?
Mi piacerebbe tanto, ma per ora dobbiamo trattare con le FAL.
Presidente, cosa ne pensa di una maggiore sinergia con la Regione Puglia per aumentare il servizio di navetta tra Materatown e l’aereoporto di Bari?
Questa sarebbe una buona domanda, se non fosse che la competenza è della Regione. Ad ogni modo ho già sollecitato la Regione Basilicata in tal senso
Presidente, crede che le sinergie che gli enti locali hanno con l’Associazionismo possano essere utili ai fini occupazionali?
Domanda più tendenziosa delle altre e alquanto irrispettosa verso le associazioni. La risposta, comunque, è sì.
Presidente, questo parlare sinergico di turismo a Materatown non lo trova eccessivo, neanche fossimo a Firenze o Venezia?
Non credo. Perché Matera ha grandi potenzialità turistiche e niente da invidiare, per esempio, alla vicina Alberobello. Ci sono due salti culturali da fare: uno nel senso dell’accoglienza al turista (dove difettano anche in Puglia) e l’altro nel senso dell’intrapresa economica (qui la Puglia ci dà dei punti). Coraggio, ragazzi, meno disfattismo e più animo.
Presidente, cosa ne pensa di questo gioire in sinergia per aver visto Materatown divenire Zona Franca cioè zona depressa?
Probabilmente la Zona Franca Urbana, per chi ne conosce l’origine, ha suscitato un entusiasmo eccessivo, anche per il contesto locale in cui dovrà essere calata (es. 30% di assunzioni di residenti nella ZFU). Tuttavia, quando il ministro Scajola emanerà il decreto attuativo ne potremo riparlare.
Presidente, nel 2008 oltre 122mila residenti delle regioni meridionali, sinergicamente, sono partiti verso il Centro-Nord per cercare lavoro. Se le dicessero, per assurdo, che per fermare questa emorragia, bisogna uscire dal club UNESCO, accetterebbe?
Non vedo che cosa centri, ma per assurdo sì. Secondo i dati Istat la Basilicata nel 2009 ha perso 1.130 abitanti, di cui 190 nella provincia di Matera.
Presidente, ha mai pensato a come può reagire un fuorisede quando tornando a Materatown per trascorrere in sinergia il Natale con la famiglia, scopre che il suo vecchio compagno di scuola senza alcun merito è stato assunto in un Ente pubblico?
Matera non ha molti colletti bianchi come Potenza, Roma o altri capoluoghi di regione. Forse quanti di voi sono a Napoli o a Palermo possono fare maggiore esperienza. Comunque, il figlio di Bossi non abita a Matera.
Presidente, Materatown grazie all’interessamento sinergico di tanti, si candida nel 2019 a diventare capitale europea della Cultura. Ha provato a spiegare l’importanza della notizia agli ex dipendenti dei salottifici di Materatown?
Credo che la concorrenza che Matera ha per il 2019 sia agguerrita tanto quanto quella che subiscono i salottifici.
Presidente, promette ai lettori di Materatown.net di ridurre allo stretto necessario la parola sinergia, magari coinvolgendo anche i suoi assessori?
Prometto, sinergicamente con i miei assessori, di usare meno la parola sinergia nelle sinergie che dispiegherò in tutte le azioni sinergiche che contraddistinguono l’agere publicus sinergicamente inteso e con intesa sinergica con tutti coloro che vorranno collaborare con le dovute sinergie a questo sinergico progetto.
Terminata l’intervista, il Presidente Franco Stella ha posto a noi di Materatown.net una domanda:
Dopo aver risposto alle vostre 10 domande, mi permetto di farvene una io. Visto che porre a qualcuno 10 domande (perché non 9 o 11?) va di moda, osservo che le domande di Repubblica a Berlusconi (senza volere lontanamente paragonare il quotidiano e il premier a noi) sono in realtà firmate da D’Avanzo e non anonimamente attribuite alla testata. Perché non vi firmate anche voi con nome e cognome?
L’anonimato, Presidente, non va necessariamente interpretato come un comportamento negativo. Infatti, quando non utilizzato per fini delatori o peggio diffamatori, garantisce la spersonalizzazione necessaria a conferire alle parole un significato più generale ed ampio e, perchè no, più “autorevole”. Per farla breve, crediamo che sia molto più incisivo se quello che viene scritto in questo sito, condivisibile o meno, divertente oppure no, porti la firma generica del “fuorisede di Materatown” in quanto figura ideale ma, ahimè, così diffusa nel territorio nordico, che non quella di un Nicoletti da Milano o Vivilecchia da Torino. Grazie ancora per la sua disponibilità e saluti dal profondo Nord!
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