Il sito dei fuorisede di Matera


Capodanno a Materatown

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo la cronaca di un tranquillo Capodanno da fuorisede. Buona lettura:

Le aziende nordiche fanno ancora molta fatica a capire le esigenze di noi fuorisede di Materatown. La mia non fa eccezione e mi conferma le ferie natalizie sempre con scandaloso ritardo nonostante io le abbia richieste a settembre, dopo feroci trattative con i colleghi d’ufficio che in confronto i colloqui arabo-israeliani sono un felice ritrovo tra compagni di scuola. E così, sia che voglia usare il treno, l’aereo o il famigerato autobus la risposta che ricevo, non senza un sorriso sarcastico, è sempre la stessa: “Mi dispiace, i posti sono esauriti”. A questo punto non mi resta che rassegnarmi alle 12 ore di macchina e soprattutto ai due giorni di ferie gettati via. “Il tempo è così poco” -penso- “e mi tocca pure passarlo in auto”. Approfitto del ponte dell’Immacolata per fare un po’ di telefonate di auguri a zii e cugini di secondo e terzo grado. Ovviamente i parenti restano un po’ sorpresi di tanto anticipo ma io devo guadagnare minuti preziosi per quando sarò a Materatown che di certo non li posso bruciare con zia Tina e zio Vito al telefono. Le ultime settimane in terra nordica trascorrono lente, passo i week-end a cercare i regali per i familiari e poi, finalmente, si parte!

Nella tarda serata del 23 dicembre, dopo le varie gincane nella nebbia pugliese sul cantiere della nuova Bari-Matera, faccio finalmente il mio ingresso a Materatown. Saluti, baci e, nonostante mia madre insista per farmi assaggiare i peperoni ripieni, vado a letto stremato. Volano i giorni della Vigilia del Natale e Santo Stefano, dedicati come da tradizione ai parenti e quindi, narcotizzato dal cibo, me ne resto tutto il tempo sul divano a sonnecchiare e a fare da telefonista ufficiale della famiglia per gli scambi di auguri con persone a me oramai sconosciute. Non faccio neanche il consueto giro in centro per l’aperitivo. Con il passare degli anni preferisco restare coi miei genitori, sempre così preoccupati, e sempre pronti a proporti cose fantascientifiche tipo l’ultimo concorso comunal-provincial-regionale per un posto di ingegnere-tecnico-bidello-assistente-addettostampa-guardaspalle, tutto pur di potermi far tornare a casa. Io ascolto sempre in silenzio, annuisco, do loro soddisfazione partecipando a qualcuno di questi bandi, anche se questo vuol dire dare l’ennesima delusione quando, verso metà febbraio, mi chiederanno dell’ennesimo responso negativo.

Dopo Natale, smaltita la sbornia di auguri e buoni propositi, vedo di organizzarmi per incontrare i miei vecchi amici. E, così, una sera vado a prendere il mio amico Vito, idraulico appena trasferitosi da San Giacomo a Bottiglione dopo il matrimonio. Insieme ci avviamo verso il centro percorrendo Via Nazionale. Mi accorgo subito che c’è qualcosa che non va. Ben prima della Madonnina c’è un’unica coda di macchine. “Mado’, Vito, ma che è tutto stò casino?” chiedo. “Ci sta il palco del concerto di Capodanno e la gente lo va a vedere” mi risponde il mio amico stanziale. “Ho capito”- dico io – “ma mica è già Capodanno! Che fanno ste’ persone, vanno a vedere il palco come i vecchietti che guardano i cantieri?” “No” – mi spiega Vito – “Sono iniziate le prove e la gente spera di vedere qualche cantante”. Capito cosa mi attende, rinuncio a parcheggiare in centro, mi accontento di fermare la macchina vicino lo stadio, poi ce la facciamo a piedi. Vito mi accompagna in un locale, a suo dire, nuovo. Un posto così, a dir il vero, sta pure a Torino e non cambia nemmeno l’accento del cameriere. Quest’ultimo ci chiede due volte se, oltre la birra, vogliamo anche qualcosa da mangiare, ma io ho già cenato a casa. Quando ci porta la birra ci chiede ancora se siamo sicuri di “non gradire una bruschetta”. Fossi pure miliardario, 8 euro per pane e pomodoro neanche sotto tortura. Vito ha due bambine, lavora e guadagna. Sua moglie, invece no. E’ archeologa, ma a Matera, città antichissima, non ci sarà mai posto per lei. Al momento del conto, offro io e mi prende un colpo: per due birre medie sono 14 €! Il mio amico non batte ciglio: “E’ normale. Questo è il locale che va di più a Materatown”. La conversazione con Vito è sempre piacevole e poi lui è bravissimo nel farmi “sentire a casa”. Ritorniamo alla macchina, accompagno Vito e vado a dormire.

Finalmente, iniziano le mie vere ferie. La sera faccio molta fatica ad incontrare i miei amici stanziali, mi rendo conto che io sono in ferie e loro no. In fondo i miei impegni quotidiani sono rimasti a Torino mentre i loro sono tutti qua, complicati dal ritorno di noi fuorisede che li vorremmo a nostra completa disposizione (come del resto fanno loro quando vengono a trovarmi a Torino) e da una affluenza turistica senza precedenti. Le giornate, inizio a rendermene conto, passano in una maniera ben differente dalle vacanze natalizie degli anni scorsi. Si resta chiusi in casa e la sera ci si incontra quasi esclusivamente con altri parenti o con altri fuorisede. La folla serale, del resto, rende difficoltoso anche passeggiare. Poco prima di Capodanno mi capita una grana lavorativa e sono costretto ad interrompere le ferie. Quindi, passo un paio di giorni a sistemare la faccenda con soddisfazione del Capo che, se da un lato si è scusato umilmente di avermi interrotto le ferie, dall’altro mi ha già autorizzato lo straordinario in busta paga. Devo ammetterlo, la cosa non mi dispiace affatto perché iniziavo a sentirmi insofferente e carico d’ansia per queste giornate passate in famiglia che servono solo a ricordarmi quanto questi momenti siano rari e preziosi nella mia vita da fuorisede.

Arriva Capodanno, vi risparmio il solito strazio organizzativo, e passo direttamente alle conclusioni: l’ho passato in casa di una amica della moglie di Vito, a Matera Nord. Eravamo pochi e siamo stati seduti a tavola fino a oltre la mezzanotte guardando il Capodanno materano in TV. Come solo a Materatown sanno fare si sono create due fazioni stile guelfi e ghibellini. Quelli, per lo più “deruggieriani” che lo hanno trovato bellissimo e coloro, i nostalgici di Adduce, che invece lo hanno inondato di critiche. Si lanciano accuse reciproche di “gufismo e controgufismo” su facebook e non mancano, come da costume consolidato, quelli che “a Potenza stanno rosicando!” o peggio ancora quelli che “ai potentini gli brucia il culo”. A me lo spettacolo è piaciuto a tratti. Le battute dei presentatori non le ho apprezzate molto, qualche canzone e poi il megaspot per Matera su scala internazionale non mi è dispiaciuto. A tavola con noi c’era un uomo quasi con le lacrime agli occhi per la gioia e l’emozione. Era Emanuele. La mobilità del salottificio gli è scaduta da tempo. Si arrangia con piccoli lavori saltuari e non ha speranze di aprire una Casa Vacanze, lui. E nemmeno di entrare nel business turistico. Niente di quello che passa dalla TV lo riguarda, in realtà. Ma lui è contento lo stesso. Questa cosa mi ha fatto riflettere parecchio: forse, il mio disappunto è più dettato dal fatto che vedo comunque un percorso di riscatto a Materatown in cui io non posso più inserirmi rispetto al fatto che questo percorso sia più o meno effettivo o aperto a tutta la cittadinanza. Io, poi, cosa posso saperne? E’ vero, non manco da Matera da molto, ma il primo giorno del 2016 mi vede aggirare per casa più perplesso che amareggiato ma, comunque, a disagio. Sempre durante il cenone, mentre provo a corteggiare un po’ la padrona di casa scopro che è laureata in lettere e che guadagna 600 € per dipingere a mano souvenir in terracotta in un laboratorio artistico cittadino. Non è una ragazzina, la trentina è superata da un pezzo. Quando, però, mi chiede se posso suggerirle qualche azienda torinese a cui mandare il curriculum smetto di corteggiarla, mi sento a disagio. All’improvviso, mi sembra di approfittare di lei e della sua situazione e così le dico di mandarmi il curriculum e che lo avrei girato a qualche mio contatto.

Decido di partire prima e di portare i miei con me, per passare l’Epifania assieme a Torino. Sono un po’ sorpresi da questa mia decisione, ma in fondo per loro l’importante è stare con me. E poi ho comprato casa con una stanza in più apposta, era ora di inaugurarla. Alle prime luci dell’alba del 2 Gennaio, con la macchina carica meno del solito di cibarie, riprendo la via del Nord. La sensazione che provo è quella del sollievo. E’ la prima volta che vado via più sereno di quando ci arrivo. A Torino riprendo in fretta i miei ritmi: semplicemente, l’ansia che provavo a Materatown dettata dal “perché non mi sto divertendo? Perché non mi sto rilassando? Dove sto sbagliando?” è svanita subito. Torino non è la mia città, non ancora. Materatown, però, devo ammetterlo, non lo è più.

Verso Ancona, quando l’aria nordica comincia a farsi sentire, penso di essere fortunato. Ho un bel lavoro, ben pagato anche secondo gli standard italiani. Ho una bellissima famiglia seppur lontana da me e vivo in una città che, a modo suo, mi ha accolto. E anche i miei ex-concittadini, quella parte di loro che riuscirà a riscattarsi col lavoro sono fortunati. E auguro loro ogni successo. Gli unici sfortunati sono gli uomini come Emanuele, che si sono commossi per il Concerto di Capodanno e non avranno mai alcuna parte al banchetto. Perché il Concerto di Capodanno non è per loro, non è per la Materatown sommersa, ma è per la Materatown del Musma, della mostra su Pasolini e del Concertone nazional-popolare, tutti alleati assieme. Peccato che siano costretti a farlo mentre una parte dei loro concittadini gli farà spazio emigrando o scomparendo nella miseria per poi commuoversi, da disoccupati, davanti a Materatown in mondovisione.

Non credo che tornerò stabilmente a Materatown, non so nemmeno se tornerò più per tutti i Natale-Pasqua-2Luglio come ho fatto fino ad oggi. In fondo, pensandoci bene, ho deciso di scrivere questa lettera non tanto per me, ma per Emanuele che mi è rimasto nel cuore. E a nome suo una cosa voglio dirla ai miei concittadini: sia che veneriate Radio Tre sia che consideriate un Cinepanettone sotto i Sassi il culmine della vostra rinascita, potrete dirvi davvero felici solo quando avrete provveduto a dargli un lavoro dignitoso.

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Scritto da materatown

10 January, 2016 alle 22:44

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Materatown 2015 dalla A alla Z

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Care lettrici e cari lettori, pur sapendo di trovarvi distratti dalle simpatiche battute di Claudio Lippi e Rocco Papaleo nonchè dalle dolci melodie di Marco Masini e Francesca Michielin, non potevamo esimerci, seguendo una consolidata tradizione di questo sito, dallo stilare un elenco dedicato alle vicende che hanno visto per protagonista la città di Materatown insieme ai suoi illustri cittadini in questo 2015 oramai prossimo alla fine. Come consuetudine, abbiamo seguito, nel preparare la nostra classifica, l’ordine rigoroso delle lettere dell’alfabeto. Si tratta, ovviamente, di una personalissima graduatoria e per questo motivo chiediamo in anticipo scusa a tutti coloro che rimarranno delusi nel non vedere il proprio nome tra i fortunati VIP ma, purtroppo, le lettere dell’alfabeto sono solamente ventuno e questo ci ha costretto ad una dolorosa ma obbligatoria selezione. Siamo certi, altresì, che l’anno che sta per nascere non farà mancare altre e numerose occasioni per farci perdonare per le omissioni presenti in questo ultimo articolo del 2015. E adesso buon 2016 a tutti, stanziali e fuorisede di Materatown.

A come Addetto Stampa:

Antonella Ciervo viene nominata Addetto Stampa del Comune di Matera prendendo il posto del compianto Padre Serafino da Cascino. Siamo certi che l’ex giornalista del Quotidiano, dopo aver osannato con dovizia di particolari, la maestrìa con cui Adduce preparava il caffè, adesso ci delizierà sulle modalità con cui De Ruggieri cuoce la mela cotta e riscalda il brodino della sera.

B come Buccico (figlio):

Il consigliere comunale Rocco Buccico, figlio del più famoso Nicola, presenta un’ interpellanza ufficiale sul perchè è stato scelto quale direttore artistico della Manifestazione “Matera Is On The Table”, suo cugino Antonio Andrisani. Chiederlo direttamente all’interessato, magari davanti ad un capretto domenicale con tutta la famiglia, era troppo faticoso?

C come Cotugno:

Angelo Cotugno a proposito del doppio incarico (a Materatown e Bari) di Verri domanda provocatoriamente: “Ma il Barcellona farebbe giocare Messi metà campionato nel Real Madrid ?” Forse non sarebbe male domandarsi anche cosa pensano i materani di uno che passa da Berlinguer a Viti e Mastrosimone?

D come Direttore Ente Parco Appennino Lucano:

Il Direttore dell’Ente Parco dell’Appenino Lucano Vincenzo Fogliano ci tiene a precisare: “Tutta la struttura dell’Ente Parco, non risponde a logiche di natura politica o di mera appartenenza. Ritengo di aver trasmesso l’onestà, il dovere d’ufficio e l’autorevolezza che non può esservi senza etica!” A dimostrazione di ciò leggere la lettera “E”.

E come Ex-Assessore

L’Ex-assessore di Rivello, Cristina Florenzano di anni 38, nonchè membro del Comitato elettorale di Pittella, viene “chiamata” dall’Ente Parco diretto da Fogliano con un contratto a tempo determinato di 3 anni per “esigenze di carattere eccezionale”. Queste esigenze sono talmente eccezionali che nel giro di un mese, la giovane Cristina lascia l’Ente Parco per essere distaccata presso la Regione Basilicata e, per quelle strane combinazioni della vita, proprio nell’ufficio del Presidente Pittella!

F come Fiction:

La Fiction di Rai Uno “Questo è il mio Paese” è ambientato a Calura, un paese immaginario dell’Aspromonte con vista sul mare. Alcune riprese aeree sono state girate a Castelmezzano e questo ha suscitato l’ira e le proteste dell’ Associazione Turistica Thalia di Potenza che ha minacciato una “class action” accusando la RAI di fare “promozione fuorviante per il turista che è convinto che a Castelmezzano troverà il mare”. Infatti qui al Nord vedo stazioni, aeroporti ed autostrade intasate da turisti con secchiello e paletta in direzione Castelmezzano!

G come Giammetta:

Anna Giammetta è una giornalista “freelance”. In occasione del compleanno del Sindaco De Ruggieri scrive su giornalemio.it:<<De Ruggieri è inarrestabile anche nel giorno del suo compleanno. Ottant’anni e non sentirli […] Provate a stargli accanto. Ha il passo veloce, dialoga in continuazione senza neanche l’ombra del respiro in affanno. Passa da un convegno all’altro, da Roma a Matera, da Lourdes a Bruxelles, lamentandosi delle tante rappresentanze che lo distolgono dal lavoro, quello serio dice lui, per la città. Un dinamismo, fisico e mentale che in una società spesso assonnata costituisce un formidabile esempio di determinazione e tenacia da cui farsi tentare, dal quale imparare!>> Aspettiamo con ansia che la giornalista “freelance” pubblichi anche le foto di De Ruggieri mentre, a torso nudo, è intento a mietere il grano!

H come Hyperbros

Dopo mesi di silenzio dona ai suoi lettori un’ acuta analisi sulla situazione politica materana:<<Continuo a sperare che (De Ruggieri n.d.r.) sia chiuso nella sua angusta camera del sesto piano municipale a lavorare per tutti noi a lume di candela! Me lo sogno la notte, Raffaello, intento a tenere incollati i vari pezzi di una maggioranza che solo Dio riuscirebbe a far combaciare perfettamente. Quindi, De Ruggieri: tieni duro, anzi Tosto>> Da Hyperbros a Hypersoft il passo è breve!

I come Ida Leone:

Membro del WebTeam Matera 2019 così scrive su facebook: <<Materadio é esattamente il nostro sogno, é una palpabile anticipazione di come abbiamo sognato Matera nel 2019. Un luogo crocevia di facce non giovani e belle di cittadini culturali residenti e temporanei immersi nel flusso di un futuro che si forma intorno a noi, mentre viviamo ancora il presente!>> E c’è ancora chi, tra questi supporters, si domanda perchè Adduce ha perso!

L come Leporace:

Sul suo sito internet si domanda: <<Mi chiedo se il potere mi ha cambiato e mi ha reso schiavo. Domandarselo fa bene, però è bene anche evitare le risposte certe e affrettate!>> Se rende schiavi non lo sappiamo, sicuramente “marzullizza”!

M come Minieri:

L’ex Sindaco di Materatown su facebook cita Gramsci, le lotte contadine ed il vecchio PCI. Peccato che certi comunisti si ricordano di essere tali solo quando non governano più!

N come Nico Trombetta:

L’ex assessore ai lavori pubblici di Materatown augura su Facebook il Buon Natale: <<A Natale siamo tutti invasi da uno tsunami d’amore! Vorrei poter mettere lo spirito del Natale all’interno di un barattolo e poterlo tirare fuori mese per mese, poco alla volta!>> E che ci vuole? Basta  fare qualche “rotonda” all’ interno del barattolo!

O come Offerta turistica:

E’ quella che si propongono di offrire 3 giovani materani che hanno aperto un sito internet (traveltomatera.it) su cui hanno elencato 10 motivi per cui è meglio vivere a Materatown che a Milano. Tra questi il caffè, il paesaggio ed ovviamente Sua Maestà il Pane. Piccolo particolare: i tre giovani materani nonostante questo decalogo vivono e lavorano a Milano. Chissà perchè!

P come Palomba:

Il giornalista Palomba, in una intervista irriverente, incalza il Sindaco di Materatown con domande “scomode” come questa: <<Molta gente si chiede quale sia il segreto delle sue giornate. Non si ferma mai Raffaello Ruggieri?>>

Q come Quattrocento:

-400,-399,-398….Il conto alla rovescia dei lavoratori impiegati alla DataContact è pericolosamente iniziato con qualche giorno di anticipo rispetto a quello del Capodanno in Piazza.

R come Rozzano:

I bambini del piccolo paesino in provincia di Milano finiti agli onori della cronaca per il presepe negato a scuola, sono stati invitati a Materatown da Luca Prisco, organizzatore del Presepe Vivente, per lavare l’onta subìta e “rivivere con emozione e partecipazione uno dei momenti più belli della tradizione cristiana”. Fulgido caso di abitante “paracul…turale”!

S come Saponaro:

Michele Saponaro su giornalemio.it si dice contrario alla realizzazione del ponte sulla Gravina perchè <<al sud bisogna andare lenti; come la vecchia “littorina” che ti porta da Bari a Matera attraversando l’altipiano murgico e ti lascia scoprire il paesaggio […] perchè quel che cerca il turista che viene al sud è il ritmo del sud!>> E’ un po’ come dire che è giusto che in Africa ci siano le carestie così il turista che ci arriva può fare la dieta!

T come TRM:

E’ passato il 2015 e siamo ancora in attesa che uno dei tanti giornalisti che ci lavorano dia la notizia che Tosto è stato condannato in via definitiva a 3 anni di carcere per bancarotta. Speriamo nel 2016!

U come Università:

Quella dedicata alla Madonna “Nuestra Senora Reina de La paz” in Honduras ha concesso una laurea honoris causa in Politiche Sociali al Governatore Marcello Pittella il 13 Novembre scorso. Mo’ mi raccomando, se qualcuno vede la Madonna che inizia a piangere non gridi al miracolo, il motivo è un altro!

V come Valentina:

Valentina Critelli, 9 anni di Potenza, vince l’ultima edizione del concorso canoro “Ti lascio una Canzone” di Antonella Clerici. Come se già non bastasse questa disgrazia, ecco che il padre Gennaro sulla Gazzetta del Mezzogiorno dichiara: <<Siamo rimasti delusi perché non c’è stato nessun amministratore che pubblicamente abbia parlato di nostra figlia. Non una parola a supporto della bambina impegnata al concorso canoro. Cosa che invece il presidente Pittella ha fatto per il piccolo Giacomo che ha partecipato allo Zecchino d’oro>>. Esiste ancora il Telefono azzurro?

Z come “zenso”:

Portare la ferrovia a Materatown non ha più “zenso”. Così parlò Pittella nel 2015 (ascolta e guarda)

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Scritto da materatown

29 December, 2015 alle 23:05

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Presepe Vivente – Materatown 2015

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Anche per il 2015  noi di materatown.net vogliamo fare i più sentiti auguri di Buon Natale a tutti i nostri lettori con un personalissimo Presepe Vivente. Quest’anno la rappresentazione della Natività assume un valore particolarmente unico visto l’avvento in città di Raffaello il Messia, sceso in terra materana per la salvezza di stanziali e fuorisede. Purtroppo, però, dobbiamo sottolineare la blasfema assenza del Bue e dell’ Asinello che hanno rifiutato di presenziare alla nascita del nuovo Redentore e, a causa di tale inqualificabile comportamento, sono stati giustamente “spellati vivi”. Felice Natale a tutti.

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Scritto da materatown

20 December, 2015 alle 22:36

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Il Quotidiano di Materatown n° 16

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Scritto da materatown

13 December, 2015 alle 23:26

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Materatown chiama…il “diversamente renziano” risponde!

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Vincenzo Santochirico è senza dubbio l’emblema della cosiddetta “anomalia lucana”. Infatti, nonostante sia stato uno dei massimi esponenti del Partito Democratico con il quale (e grazie al quale) ha ricoperto in passato cariche di primissimo piano nelle istituzioni (Assessore e Presidente del Consiglio regionale), alle ultime elezioni per la scelta del Sindaco di Materatown ha appoggiato, insieme ad altri “papaveri” del PD, il candidato del centro-destra De Ruggieri, favorendo così la sconfitta del candidato ufficiale del Partito democratico, Salvatore Adduce. Questa, almeno, era la situazione aggiornata ad alcune settimane fa, fino a quando il 28 Novembre scorso, presso la Sala del Consiglio Regionale di Potenza, l’ Avv.Vincenzo Santochirico si è reso protagonista della nascita dell’ Associazione “Rifare l’Italia” che altro non è che la ufficializzazione di una nuova corrente del PD che fa capo al dirigente nazionale Matteo Orfini anch’egli folgorato sulla via del “renzismo” pur essendone stato in passato un acerrimo avversario. A questo punto, come era da immaginare, scoppia la polemica che vede tra i più accesi protagonisti il consigliere regionale, nonchè capogruppo PD, Roberto Cifarelli e il Segretario cittadino, Muscaridola, entrambi fedelissimi dell’ex sindaco Adduce. Volano parole grosse nei confronti di Santochirico (“fai lo gnorri”, “hai la faccia tosta”) il quale ribatte colpo su colpo parlando di “mistificazione della realtà”. Si arriva così, come nei migliori litigi tra “fratellini”, a chiedere l’intervento dei “grandi” e perciò Muscaridola scrive una lettera ai vertici di Roma in cui chiede, causa alto tradimento, l’interdizione al tesseramento PD per l’ex-compagno Santochirico che noi di materatown.net  abbiamo contattato, facendogli alcune domande sull’intera vicenda. Buona lettura:

Allora Santochirico Lei è stato, nell’ordine, “bersaniano”, “cuperliano”, “civatiano” ed adesso “orfiniano”. Mo’ io dico, se non ha proprio le idee chiare, non potrebbe prendersi, che so, una pausa di riflessione di qualche anno e poi con calma comunicarci cosa vuol fare da grande?

Per sua informazione Cuperlo, Civati e Orfini erano bersaniani ed io cerco di non perderli di vista.

Mettiamola allora così, tra me e Lei in confidenza: Non è che sta’ storia di entrare nella corrente di Orfini è un modo per diventare “renziano” passando dalla finestra invece che dalla porta principale come i vari Antezza e Braia?

Al contrario. Il mio è proprio l’antidoto per non diventarlo. E poi “diversamente renziano” non fu espressione coniata da Speranza?

Lei si adoperato con Tosto, Buccico e Di Lorenzo per la sconfitta di Adduce con la conseguente vittoria di De Ruggieri. E’ un tantino curioso che lei adesso si meravigli che Cifarelli e Muscaridola non le vogliano dare la tessera del PD. In fondo Lei farebbe entrare un macellaio in una associazione di vegetariani?

Se capisco bene io sarei il cattivo macellaio e il duo Cifarelli-Muscaridola i poveri vegetariani? Mi lasci dire che la sua domanda è, diciamo così, un po’ “partigiana”. E comunque una favoletta simile, quella del lupo e dell’agnello, l’ha raccontata Fedro ben 2.000 anni fa.

E allora vediamo se quest’altra favoletta è più orginale. Gira voce a Materatown che Lei vorrebbe fare il Presidente della Fondazione Matera 2019 e il suo “alter ego” Angelo Cotugno, in un recente consiglio comunale, non ne ha fatto mistero, seppur con un discorso vetero-democristiano. Ma se questa era la sua ambizione, non poteva chiedere quel posto direttamente ad Adduce prima delle elezioni senza combinare tutto sto’ casino?

Primo, ho sempre ammirato la pubblicità degli “uomini che non devono chiedere mai”. Secondo, ho imparato da universitario il brocardo “Nemo plus iuris ad alium transferre potest quam ipse habet” (ndr: Nessuno può trasferire ad altri maggiori diritti di quanti ne abbia egli stesso!). Scherzi a parte, se avessi voluto incarichi, avrei accettato quello all’epoca già offertomi ossia commissario EIPLI, L’Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione. Ma io, lei so che non ci crederà, sono un idealista!

Lei nei giorni scorsi ha sostenuto che De Ruggieri è sempre stato un uomo di sinistra. Mi può dare il nome della sua grappa? Sembra essere di grande qualità!

Bevo whisky, ma la tesi che De Ruggieri è un uomo di centro-sinistra è fermamente sostenuta non solo dal sottoscritto ma anche da inguaribili astemi!

Una curiosità personale sui suoi capelli. Sono finti, li stira ogni mattina con la vaporella o va dallo stesso barbiere del grande Aldo Biscardi?

Né vaporella, né barbiere di Biscardi. Ogni giorno scrivo una pagina di “Elogio della sapienza e pazienza” di Vito che é uno dei dipendenti del barbiere dove vado che è la “Galleria del Taglio”. Lui ha l’arduo compito di asciugare i miei capelli che, oltre ad essere un po’ ribelli, cominciano anche a scarseggiare. Un giorno se vuole, posso presenterarglielo.

Volentieri. Grazie per l’intervista Avv. Santochirico

Grazie a lei, l’aspetto per un buon whisky e, magari, per un’intervista più benevola!

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Scritto da materatown

6 December, 2015 alle 23:13

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Je suis Raphael

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Foto tratta dal sito sassiland.com

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Scritto da materatown

29 November, 2015 alle 22:58

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Cronaca di una Direzione di inizio inverno

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Venerdì 6 Novembre scorso viene convocata la Direzione cittadina del PD (clicca qui) e, come oramai consuetudine, vi partecipa anche il nostro pappajòll, esponente di spicco del Partito Democratico ma soprattutto fedele infiltrato nelle stanze di quello che fu il Potere incontrastato a Materatown fino alle ultime elezioni. Il suo reseconto è, come al solito, puntuale ed ironico. Buona lettura:

 Cari amici e lettori di materatown, dopo tanti anni avrete certamente capito che il PD si anima solo quando ci sono elezioni o nomine in vista ma, per il resto del tempo, è una entità in coma vegetativo. Il segretario-sergente Muscaridola ha dovuto infatti convocare una Direzione per correggere uno sgarbo: come spiega in apertura, la volta scorsa aveva nominato un ufficio tesseramento senza tener conto dei componenti dell’area Antezza-Pittella. Errore imperdonabile perchè se Dio perdona, i renziani no! Questi ultimi, infatti, che non partecipano ad una direzione dai tempi di Imborgia e Bussalino, quando si tratta di poltrone, devono avere voce in capitolo per forza, e perciò si sono direttamente rivolti a Roma (qualuno dice direttamente al grande capo Renzi) e hanno chiesto di sistemare la faccenda. Perchè, dovete sapere, che quando la “famiglia” riceve uno sgarbo non ci sono mezze misure, e si va diritti ai piani alti. Pare che Renzi allora abbia fatto chiamare il sergente Muscaridola ordinandogli di offrire una poltrona, seppur di cartone, anche agli antezziani. Sembra che il sergente, a quel punto, abbia cercato di giustificarsi bleffando: <<Ma se ho nominato i due renziani Suriano e Auletta nell’ufficio di tesseramento ?>>. A Roma, però, che delle faccende materane sono costantemente informati fin nei minimi particolari, sapevano perfettamente che i due sono appartenenti sì alla categoria di renziani, ma pentiti e perciò, scoperto il bluff, hanno ordinato a Muscaridola di non fare il furbo e di indire una nuova Direzione per correggere l’oltraggio. E così eccoci tutti qui alle 18 e 50 con soli 20 minuti di ritardo dall’orario di convocazione, cosa più unica che rara in una riunione del PD, per discutere su questo aspetto fondamentale per il bene della città. Vedo arrivare Franco dell’Acqua, Vito Auletta, Adduce, la stakanovista Maria Ramaglia che non si perde una riunione neanche con la febbre a 40, Vito Lupo sempre francobollato al segretario neanche fosse la sua guardia del corpo, il civatian-adducian Carella, il consigliere comunale Iacovone e poi Trombetta, Falcone che si è messo stranamente in ultima fila visto che preferisce di solito stare al primo banco come ogni primo della classe che si rispetti, l’oggetto volante non identificato Luigi Gravela che in pubblico non dice una parola ma in privato non sta zitto un attimo, Antonella Resta e via via tutti gli altri. Gli antezziani-pittelliani, che non solo amano vincere, ma vogliono anche umiliare l’avversario, non si fanno vedere fatta eccezione per l’antezzianissimo Giuseppe Montemurro, già candidato trombato alle elezioni comunali, “segnalato” dalla sua corrente quale titolare di questa benedetta poltrona di cartone di membro dell’ufficio tesseramento per la quale siamo tutti qui. Non lo invidio però. Lo hanno mandato tutto solo a riscuotere il premio di consolazione e si dev’essere sentito come un coniglio in una tana di volpi, circondato da tutti questi famelici adduciani! Sarà forse per vincere questo imbarazzo che quando Adduce prende la parola e racconta dei litigi all’interno del centro-destra, della lettera dei 4 consiglieri dissidenti della maggioranza, e dice “sembrano noi del PD”, Montemurro è l’unico a ridere di gusto alla battuta e addirittura va a stringere la mano all’ex sindaco. Salvatore poi continua nel suo discorso soffermandosi soprattutto sullo “scandalo” di Zetema a Taranto e sul conflitto di interessi di De Ruggieri. Il sergente Muscaridola annuncia poi che il 22 novembre ha organizzato un incontro pubblico sulla legge di stabilità al quale interverrà nientemeno che Francesco Boccia e di essere stato da De Ruggieri per invitarlo alla manifestazione cogliendo anche l’occasione per ribadirgli che la Fondazione 2019 per il PD deve essere presieduta dal sindaco. Pare che il buon Raffaello si sia detto d’accordo pur sottolineando di essere oberato da altri impegni. Adduce a questo punto ci rivela che in verità è in atto una lotta intestina nella maggioranza per la nomina del Presidente della Fondazione Matera 2019 in quanto tale poltrona (questa sì che conta veramente!) è ambita da molti. Non fa i nomi ma tra di noi il pensiero corre prima di tutto a Santochirico, Viti e Buccico. Tocca adesso a Nino Carella che, con la stessa “verve” di Luciano Onder quando parla di problemi alla prostata, annuncia trionfante che il PD materano è vivo e che si sta organizzando. Al termine del discorso la platea è quasi totalmente dormiente e lo diventa in maniera completa quando iniziano gli interventi di Dell’Acqua e Vito Auletta mentre alcuni sopravvissuti alla catalessi vanno fuori a chiacchierare. Il sergente Muscaridola prova ad incentivare altri interventi mentre io, alle mie spalle, sento parlare  un compagno della parmigiana di melanzane preparata dalla moglie che lo aspetta a casa per cena. I membri della Direzione oramai guardano nervosamente l’orologio e iniziano a rimettere le penne nei taschini. Il messaggio è chiaro e così l’assemblea si scioglie alle 20 e 30. Missione compiuta. Gli antezzian-pittelliani sono stati accontentati, l’onta è stata lavata e  la parmigiana della moglie del compagno è salva. Per salvare il PD, invece, bisogna ancora aspettare.

Un saluto

U’ Pappajòll

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Scritto da materatown

22 November, 2015 alle 23:12

Pubblicato in Materatown,U' Pappajòll

Sessista è chi la sessista fa!

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“Cara Lucia, quando si è maschi, e per di più democristiani, capita spesso di scivolare sulla buccia di banana del sessismo edulcorato, ma non per questo meno fastidioso, così come è capitato ieri a Vincenzo Viti con l’infelice frase a margine del suo intervento sul PD.”

Quando abbiamo letto l’incipit di questa lettera indirizzata alla “direttora” del Quotidiano Lucia Serino, a firma di Anna R.G. Rivelli, abbiamo fatto un salto sulla sedia, e ci siamo chiesti: “Vuoi vedere che a causa delle sue disavventure giudiziare Vincenzo Viti abbia preso a frequentare ambienti non proprio raffinati che ne hanno contaminato il lessico ed rapporto verso il mondo femminile?” Ma andiamo con ordine. La Sig.ra Rivelli, scrittrice e opinionista politica che spesso ci delizia con i suoi editoriali sul Quotidiano, il 6 Novembre scorso scrive un articolo sulla fuoriuscita di Folino dal PD lanciando veementi accuse verso Renzi e il renzismo reo di procedere all’ “evisceramento della Costituzione e all’assassinio della Democrazia” e soprattutto “di vomitare frettolosamente provvedimenti e riforme, imbrattando quelli che sono i principi cardine della nostra Repubblica” . Diciamolo subito a scanso di equivoci: al netto dei toni da Apocalisse, quel che la Rivelli scrive è tutto sommato condivisibile anche se, attribuire a Folino il ruolo di eroico partigiano, difensore della Democrazia e della Costituzione, è il classico caso di comicità involontaria. Ma non è questo il punto. Il giorno dopo Vincenzo Viti, uno dei tanti lucan-renziani spuntati come funghi nell’ultimo anno, decide di rispondere all’ articolo della Rivelli provocando il risentimento di quest’ultima che, presa carta e penna, accusa Viti, oltre che di essere causa di uno strano effetto collaterale (“è riuscito a farmi cadere il cuore nelle calze!”) anche di sessismo vero e proprio:  “troppe volte ho udito quel tono contro me stessa, contro la nostra “direttora” (ndr: leggi Lucia Serino), contro le donne in genere che osano parlare con lo stesso piglio di cui il maschio si arroga l’esclusiva. Perché dire che una donna che si esprime senza mezzi termini è una donna arrabbiata, acida, incapace di godersi la vita  è sempre un modo per delegittimarla e per intimidirla!”

A questo punto, immagino cari lettori, vi starete chiedendo:“Ma cosa diavolo avrà mai scritto il Vincenzino democristiano sulla sig.ra Rivelli per spingerla ad accusarlo di un siffatto becero comportamento?” E’ una bella domanda la vostra! Perchè la Sig.ra Rivelli nel suo lungo “j’accuse” si dimentica di riportare le frasi incriminate e, quando su facebook qualcuno giustamente fa notare tale omissione, la nostra Anna tergiversa (“non trovo il link…provo a chiedere a Lucia!” etc..etc..). E allora ci abbiamo pensato noi di materatown a colmare tale lacuna andandoci a leggere l’intero articolo di Viti (e solo per questo meriteremmo un’indennità da lavoro usurante) svelando così il mistero. Signore e signori, ecco a voi la frase sessista di Vincenzo Viti che tanto ha fatto sentire “intimorita e delegittimata” la Sig.ra Rivelli:

<<Infine con amicizia e stima: la Rivelli sorrida un po’ più alla vita e alle sue seduzioni!>>

Terribile vero? Notate la perversione insita in quell’espressione “sorrida alla vita” e la malizia maschilista nel termine “seduzioni”. Roba da far impallidire Landru. A questo punto non ci resta che esprimere tutta la nostra solidarietà alla sig.ra Rivelli e, a dimostrazione della nostra sincerità, vorremmo contribuire ad estirpare questa piaga del sessismo riportando altre affermazioni in tal senso (per carità non così gravi come quelle dell’ on. Viti) nella speranza che la Rivelli, vista la sua sensibilità sull’argomento, possa stilare un analogo articolo di condanna:

  • “Materatown è un senza palle!” (ottobre 2014)
  • “Sbattere la porta a De Ruggieri (da parte di Adduce n.d.r.) significava agire come quel marito geloso e vendicativo che per fare un dispetto alla moglie se lo taglia” (Giugno 2015)
  • “La politica lucana mi sembra sempre di più un ballo a cerchio di soli uomini […] che  litigano a chi ce l’ha più lungo” (Agosto 2015)

Visto che l’autrice di siffatte “perle” è la sua “direttora” del Quotidiano e che questo potrebbe crearle qualche imbarazzo, timidamente suggeriamo alla Rivelli, per facilitarne il compito, un esercizio stilistico di “traduzione” delle suddette espressioni immaginando, come prima cosa, un uomo quale autore e infine modificandone la visione fallocentrica in una vaginocentrica. Il successo sarebbe garantito. Certo, avremmo potuto farlo noi ma, in verità, leggere per intero un articolo di Vincenzo Viti per scovarne l’anima sessista ci ha già provato notevolmente.

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Scritto da materatown

15 November, 2015 alle 23:03

Pubblicato in Materatown

Focc’ da Lubbr

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Care lettrici e cari lettori, quello che vi proponiamo è un ipotetico dialogo con personaggi di fantasia sul nostro personalissimo social network. Buona Lettura:

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Scritto da materatown

8 November, 2015 alle 22:22

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Buon Compleanno Raffaello

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La settimana scorsa il Sindaco di Materatown ha compiuto 80 anni. Per l’occasione c’è stato chi come il Quotidiano ha pubblicato la fotografia della torta, chi, come la giornalista Anna Giammetta su giornalemio.it, si è lasciata andare ad un vero atto d’amore nei confronti del primo cittadino (“Ha il passo veloce, dialoga in continuazione senza neanche l’ombra del respiro in affanno […] un formidabile esempio di determinazione e tenacia da cui farsi tentare, dal quale  imparare”), e chi come TRM, gli ha dedicato un puntata speciale della rubrica “Approfondimento” da cui, non ce ne vogliano, abbiamo attinto alcune scene per i nostri personalissimi auguri. Buona visione!

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Scritto da materatown

1 November, 2015 alle 23:10

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